ANNO 1939

IL FATTO DELL'ANNO



1 Settembre 1939. Inizia la "GUERRA UMANITARIA" di Hitler in Polonia per
la" liberazione del popolo di Danzica dall'oppressione polacca".

(Il discorso in audio, dal Reichstag,  trasmesso in diretta   negli USA)

(richiede plug-in RealAudio(r) o RealPlayer(r))

Hitler: "Dalle ore 5,45 rispondiamo  al fuoco...Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di questa guerra umanitaria, non può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fino a quando i diritti non saranno garantiti"

"Seit 5.45 Uhr wird jetzT zurueckgeschossen....Wer selbst sich von den Regeln einer humanen Kriegfuhrung entfernt, kann von uns nichts andEres erwarten, als dass wir den gleichen Schritt tun. Ich werde diesen Kampf, ganz gleich gegen wen, so lange fuehren, bis die Sicherheit des Reiches und bis seine Rechte gewaEhrleistet sind" 

"INAUDITO EGOISMO" ..."...nell'intervento militare  di Hitler c'è una conscia saggezza, e nel  testo del documento  una pagina di storia: é la liberazione di un popolo  che vive a  Danzica;  il 90% di origine  tedesca,  ma dal 1918 subisce l'oppressione della Polonia, che respinge la proposta  di Hitler basata su una  ragionevole soluzione: l'autodeterminazione, cara a tutte le democrazie.
Hitler ha invocato questo  diritto dei popoli, ma la Polonia l'ha respinto con cieca instransigenza.
Si pentirà!"
(Corriere della Sera, 1-09-1939 ).

Ma cos'era avvenuto pochi giorni prima: il 23 agosto ?
Che aveva lasciato inebetito Mussolini.

Era stato firmato il Patto russo-tedesco conosciuto come il
"Patto Ribbentrop-Molotov"
tutte le motivazioni, i retroscena, VEDI I PARTICOLARI QUI > >


Fin dalla precedente primavera HITLER ha abbandonato i temi anti bolscevici della sua politica e accoglie l'avvicinamento proposto dagli indecisi (o furbi?) sovietici. Fu infatti Hitler stesso a sollecitare il patto in previsione di un suo attacco alla Polonia, che scatenò subito 8 giorni dopo.

Ma anche Stalin nel suo rapporto al congresso del partito nella stessa primavera (marzo 1939): accusava "le potenze occidentali di cercare di aizzare l'Unione Sovietica contro la Germania, di avvelenare l'atmosfera tra i due paesi e di voler suscitare un conflitto con la Germania, senza alcun motivo concreto".

Hitler dopo la firma del trattato era euforico. Ma per molti comunisti antifascisti-nazisti in occidente (e non solo)  quel patto era umiliante e anche ridicolo, ma anche per gli stessi fascisti.
All'Agenzia Stefani in Italia quando era arrivato il fono del patto lo avevano buttato nel cestino, pensando allo scherzo di qualche giornalista bontempone.

Per Mussolini fu una coltellata alla schiena, il comunismo era stato la sua bestia nera, le fondamenta e la costruzione dell'intero edifico del  fascismo erano impostate su questa lotta;  "ma come, ho lottato tutto la vita contro i bolscevichi, e guarda ora cosa mi capita con quello lì". -

Non erano passati nemmeno 100 giorni dalla firma del Patto d'Acciaio.- E ora in base ai patti Mussolini deve combattere al loro fianco, essere alleato dei bolscevichi. Ricevere gli ambasciatori russi (o qualsiasi altro comunista) nel salone del Mappamondo con il sorriso; magari subendo perfino qualche sarcastica battuta del tipo "hai visto Benito? tu in venti anni non hai capito nulla! Hitler sì".
Sorprese tutti; amici e nemici. Mussolini evitò tutti, le folle, i gerarchi, le manifestazioni pubbliche. Si chiuse in un mutismo totale. (anche se fu costretto a mandare lettere a Hitler, consenzienti, ma nello stesse righe a fare il timoroso e anche lo sfuggente).

Imbarazzo anche il Francia; il proletariato di sinistra cade subito  in mano a quella forza di destra da tempo esistente in Francia che chiedeva loro amicizia fraterna col Terzo Reich, che ora si è unito al popolo russo.
Due Paesi, Italia e Francia - con una buona fetta della loro popolazione -  in questa assurda ora della storia, vanno a schierarsi con Germania e Russia. (con non pochi danni alla Francia quando poi Hitler deciderà di invaderla, con il proletariato e i contadini che boicottarono la produzione bellica, i raccolti e la difesa della Francia stessa).

Sono passati appena 3 giorni dalla firma del patto russo-germanico.

25 AGOSTO - Tutto è già predisposto; alle 4,30 del giorno successivo, provocando degli incidenti ad arte, le armate tedesche sono già tutte pronte a oltrepassare il confine polacco per l'invasione. Ma nella notte Hitler apprende due sgradite notizie:
La prima è quella che Churchill ha firmato con i polacchi un PATTO DI ALLEANZA che significa aiutarla in caso di conflitto.
La seconda viene dall'Italia: Mussolini già inebetito, infuriato, ammutolito, due giorni prima per la notizia del patto russo-tedesco, fa irritare Hitler quando gli comunica l'appoggio morale, ma non è disposto a schierarsi con lui, non essendo pronto, che non ha cioè i mezzi.
Infatti gli scrive: "dopo i nostri incontri e secondo i piani concordati, la guerra era prevista dopo il 1942, io solo a quell'epoca sarei stato pronto per terra per mare e per aria"
(Lettera-fono di Mussolini a Hitler, del 25 agosto, ore 17,30, inviata dal Conte Ciano all'ambasciatore Attolico a Berlino con l'ordine di rimetterla con urgenza a Hitler) (Lettere e documenti, di Mussolini-Hitler - op. cit.).

Insomma Mussolini ormai è nello sconforto e forse è angosciato, non sa ancora da che parte schierarsi, trova  pretesti per non partecipare facendo presente la mancanza del non preventivo accordo di una guerra a breve scadenza, non esplicitamente richiesto dall'alleanza; (quello del "Patto d'Acciaio" stipulato appena tre mesi prima); quel legame contrattuale che era tale da impegnare i tedeschi a non prendere iniziative prima di una consultazione con l'Italia.
Mussolini nel dire "ni" nella lettera citata sopra, si barcamena, aggiungendo che "all'interno ho già predisposto un piano di difesa per far fronte a un eventuale urto di anglo-francesi ai confini, ma non sono pronto per fare una guerra, e non posso intervenire al Vostro fianco unicamente per la mancanza di materiali bellici e materie prime, senza i quali l'Italia non è in grado di partecipare alla guerra" (Ib.). Sembra che voglia dire: moralmente ci sentiamo obbligati a intervenire; "vorremmo farlo, ma non possiamo".

La sera stessa Hitler gli risponde.
"Vi prego di comunicarmi di quali mezzi bellici e di quali materie prime Voi abbisognate ed entro quale tempo, affinché io sia in grado di giudicare se ed in quale misura io possa soddisfare le Vostre richieste".(Ib.)

26 AGOSTO - Alle ore 12,10, Mussolini dopo aver riunito nella notte i Capi di Stato Maggiore fa pervenire il fono a Berlino con una lunga lista (Ciano dirà "da tramortire un elefante")- " Furher, ecco il minimo e la quantità di materiale e materie prime che occorrono alle Forze Armate italiane per sostenere una guerra di dodici mesi".
E' una lunga lista, pari a 18 milioni di tonnellate di materiale. 
"Carbone 6.000.000, Acciaio 2.000.000, Oli minerali, 6.000.000, Legno 1.000.000, Rame 150.000, Nitrato 220.000, Potassio 70.000, Colofonia 25.000, Gomma 22.000, Toluolo 18.000, Trementina 6.000, Piombo 10.000, Stagno 7.000, Nikelio 5.000, Molibdeno 600, Tungteno 600, Ziconio 20, Titanio 400, 150 batterie da 90 e relativo munizionamento. E una lista a parte di macchinari indispensabili per accelerare la nostra produzione bellica".

Per il solo trasporto occorrevano 50 treni al giorno per un anno intero. Poi Mussolini chiude la lettera con celato pudore ma anche mettendo in guardia Hitler:
"Furher, io non vi avrei mandato questa lista o avrebbe contenuto un minor numero di voci e cifre molto minori, se avessi avuto il tempo d'accordo previsto per accumulare scorte e accelerare il ritmo dell'autarchia.
Senza la certezza di questi rifornimenti, ho il dovere di dirvi che i sacrifici ai quali io chiamerei il popolo italiano -sicuro di essere obbedito- potrebbero essere vani e comprometterebbero con la mia anche la vostra causa" 
Mussolini
(Ib.)

La risposta di Hitler non si fa attendere; arriva alle ore 15.08:

"Duce, Attolico -(l'ambasciatore it. a Berlino. Ndr.)-  ha testè consegnato al mio Ministero la vostra richiesta e la lista di quanto occorrerebbe che l'Italia ottenesse dalla Germania per il caso di una guerra. Attolico ha presentato come condizione decisiva la richiesta della immediata consegna di tutto il materiale prima dello scoppio delle ostilità, io vedo con mio dispiacere che il soddisfacimento del Vostro desiderio non è possibile, per ragioni puramente organizzative e tecniche. In queste condizioni, Duce, io mi rendo conto della vostra situazione e vi prego soltanto di voler procedere a impegnare, come voi prospettate, le forse anglo-francesi mediante un'attività di propaganda e dimostrazioni militari appropriate.
Poiché né la Francia né l'Inghilterra possono raggiungere ad Occidente alcun risultato decisivo, mentre ad Oriente dopo l'abbattimento della Polonia la Germania avrà libere, in seguito all'accordo con la Russia, tutte le sue forze e la supremazia dell'aria è inequivocabilmente dalla nostra parte, non mi perito di risolvere la questione orientale, anche col pericolo di complicazioni ad Occidente" Hitler (Ib.)


Che delusione per Hitler! Lui sta per sferrare l'attacco fra poche ore alla Polonia, sta già pensando all'occidente, e Mussolini gli manda a dire sarò pronto minimo fra 12 mesi! 
Con la notizia di Londra e poi questa di Mussolini, l'attacco viene  rinviato. Ma è nell'aria. Tutta Europa sa che mancano ormai poche ore. Il cielo di Berlino è attraversato continuamente da squadriglie di aerei diretti a oriente. Hitler ha già tutta pronta  la sua macchina da guerra.
 
All'amico alleato Duce, gli ha rifiutato il materiale richiesto, fa a meno della sua presenza, e gli ha detto chiato e tondo "non ho bisogno del tuo aiuto"; di fare solo qualche spot pubblicitario. Insomma Hitler ha scoperto che l'Italia è un bluff. Si prepara a fare tutto da solo "anche con il pericolo di complicazioni ad Occidente".

27 AGOSTO - Il ministro polacco Ian Paderewsky, in missione a Londra (per firmare il patto di alleanza accennato sopra) da Radio Londra legge un messaggio disperato:
"Tutto il mondo civile ha condannato le richieste irragionevoli e senza precedenti della Germania di Hitler. Questa è l'ultima e la minore preoccupazione di Hitler e dei suoi amici che ormai dopo alcune goffe finzioni di moralità politica, hanno sdegnosamente messo da parte tutti i principi morali che stavano sul loro cammino. Hanno proclamato come unica regola del loro comportamento il diritto naturale del Reich tedesco ad espandersi con la forza ..... ecc, ecc. "

Mussolini è turbato e indispettito, per prima cosa: dal Patto dei tedeschi con i Russi non si è ancora ripreso dalla "botta"; la seconda: che Hitler ha deciso di invadere la Polonia senza avvertirlo; terza: dal rifiuto di Hitler di volerlo al suo fianco. Nemmeno come mediatore diplomatico di una Pace.
Già turbato e ormai con un manifesto complesso di inferiorità (che non cesserà più), soprattutto quando (mancavano quattro ore all'invasione della Polonia)  Hitler gli manda a dire il 31 sera
 "Vi ringrazio per tutti i Vostri tentativi di mediazione. Che sarei stato pronto ad accettare se mi offrivano garanzie. Da due giorni le truppe tedesche operano in Polonia una avanzata che  in alcuni punti è straordinariamente rapida. E sarebbe stato impossibile lasciare nuovamente svalorizzare con raggiri diplomatici i sacrifici fatti. (...) Attualmente la supremazia delle forze armate tedesche in Polonia è talmente enorme in tutti i campi tecnici che l'esercito polacco crollerà in brevissimo tempo. (...) Sono conscio, Duce, che la lotta a cui vado incontro è una lotta per la vita o la morte. In questo, il mio proprio destino non conta nulla (...) a questo successo io credo con fermezza granitica.
Voi, mi avete amichevolmente assicurato che credete di potermi aiutare in qualche campo. Accolgo già in anticipo ciò con sentita riconoscenza. Ma credo inoltre che - anche se adesso marciamo per vie diverse - il nostro destino ci legherà l'uno all'altro. Se la Germania nazionalsocialista fosse distrutta dalle democrazie occidentali, anche l'Italia fascista andrebbe incontro ad un grave avvenire.(...)
L'armata polacca  che si trova nel corridoio è già completamente accerchiata. Essa sarà annientata o si arrenderà.
Quanto al resto, tutte le operazioni si svolgono conformemente ai piani. (...) La padronanza delle nostra arma aerea è esclusiva. A occidente manterrò un atteggiamento difensivo. La Francia può qui  per il momento sacrificare il suo sangue. Verrà il momento in cui anche colà faremo fronte all'avversario con tutte le forze della Nazione. Hitler.


Quel "verrà il momento" sconvolge non poco Mussolini. Non sa ancora da che parte stare. Sceglierà infine la neutralità, ma sarà una sofferenza la sua che durerà dieci mesi. Proprio lui! -come afferma nella sua lettera sopra- "poco alieno il suo spirito al carattere pacifista". Ma non è che gli altri hanno fatto qualcosa di meglio. E (per come andrà a finire a maggio del prossimo anno) nemmeno avrebbero potuto fare di meglio. Non furono nemmeno in grado di difendersi. Furono travolti, e non in una loro azione offensiva, ma addirittura in quella difensiva sul proprio terreno.

29 AGOSTO - Hitler prosegue nel suo atteggiamento ostile, e comunica all'Inghilterra che ormai non è più possibile raggiungere un negoziato. Ma anche l'Inghilterra -tramite il suo ministro Chamberlain- non è disposto a più nessun compromesso.
30 AGOSTO - Hitler si dichiara ancora disposto a ricevere a Berlino un plenipotenziario polacco cui sottoporre le sue richieste. Ma Varsavia non accetta, andare a Berlino vorrebbe dire come andare a Canossa. Il rifiuto non lo comunica direttamente, ma da Washington è l'ambasciatore polacco Petowsky a pronunciare il discorso alla radio, e a rispondere a Hitler: "Eravamo disposti a negoziare; eravamo disposti a fare concessioni per amore della pace. Ma ciò che nessuna nazione può fare per impedire la guerra, ciò che nessun governo libero può fare, è di consegnare il suo popolo in schiavitù in cambio di una pace temporanea. Combatteremo questa guerra per la Polonia..." (Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

1 SETTEMBRE - Il mondo alle ore 10.00  - mentre già l'esercito tedesco da quattro ore sta dilagando in Polonia e gli aerei stanno bombardando le città polacche - alla radio Hitler dal Reichstag legge il suo messaggio (abbiamo la registrazione realizzata a Washington - Lo metteremo in seguito).
 "Tre settimane fa dissi all'ambasciatore polacco che se la Polonia avesse tentato, mediante ciniche iniziative politiche di annientare economicamente Danzica, la Germania non avrebbe potuto restare inattiva a guardare. Sotto questo punto di vista non si può confondere la Germania di oggi con la Germania di ieri. Mi sono perciò deciso a parlare alla Polonia con lo stesso linguaggio con cui la Polonia da mesi ci parla.
E' noto che la Russia e la Germania sono governate secondo due differenti ideologie. Una volta chiarita questa questione, non vedo più motivo alcuno per cui i nostri due paesi dovrebbero mai più mettersi uno contro l'altro.
per la prima volta questa notte truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il nostro territorio. Dalle 5,45 noi rispondiamo al fuoco. E d'ora in avanti ricambieremo ogni bomba con una bomba. 
Chi combatte col veleno viene combattuto col gas velenoso. (Wer mit Gift kampft, wird mit Giftgas bekampft). Colui che di propria iniziativa si distacca dalle regole di condotta di una guerra umanitaria (umanen Kriegfuhrung) nn può aspettarsi da noi null'altro che un ugual trattamento. Condurrò questa battaglia, contro chiunque, fin a quando la sicurezza del Reich e i suoi diritti non saranno garantiti. Una parola non ho mai imparato, si chiama capitolazione. E perciò vorrei assicurare il mondo intero: un novembre 1918 non si ripeterà mai più nella storia tedesca.
Come io stesso sono pronto a dare la mia vita in qualunque momento -chiunque me la può prendere per il mio popolo e per la Germania- cos' pretendo la stessa cosa da ogni altro tedesco. Ma chi crede di potersi opporre a questo imperativo nazionale, in modo diretto o indiretto, sarà abbattuto. I traditori non possono aspettarsi altro che la morte!...(pausa). Se la nostra volontà sarà così forte che nessuna avversità potrà piegarla, la vostra volontà e l'acciaio tedesco domineranno qualunque evenienza. Germania, vittoria, evviva". Hitler.

(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

1 SETTEMBRE - L'invasione tedesca è già in corso. L'Inghilterra avverte la Germania che è pronta a rispettare il patto che ha stipulato con la Polonia. Ed è pronta a scendere in guerra se le armate tedesche che hanno passato il confine non ritornano sui loro passi. Ma nessuno risponde.

3 SETTEMBRE - A Londra non arriva nessun segnale da parte tedesca. La Gran Bretagna tenta la sua ultima carta: alle ore 9 invia un ultimatum alla Germania con scadenza alle ore 11. Ribbentrop lo respinge. Chamberlain alle ore 11,15 dal suo ufficio si collega alla radio e annuncia al popolo inglese e al mondo il rifiuto dei tedeschi. 

"Questa mattina il nostro ambasciatore a Berlino ha consegnato al governo tedesco un ultimatum in cui si dice che se non avessero comunicato entro le ore 11 che erano disposti a ritirare immediatamente le loro truppe dalla Polonia, sarebbe esistito fra noi uno stato di guerra. Devo dirvi ora che non abbiamo ricevuto nessuna garanzia di questo genere e che quindi il nostro paese è in guerra con la Germania. (...) Fino all'ultimo momento sarebbe stato del tutto possibile arrivare a una composizione pacifica e dignitosa fra la Germania e la Polonia, ma Hitler non ne ha voluto sapere. Egli aveva chiaramente deciso di attaccare la Polonia, qualsiasi cosa fosse successa, e anche se adesso dice di aver avanzato proposte ragionevoli che i polacchi hanno rifiutato, quest'affermazione non è vera. Tali proposte non sono mai state rese note né ai polacchi né a noi; e anche se sono state annunciate dalla radio tedesca, giovedì sera, Hitler non ha aspettato di ricevere una qualsiasi risposta, ma ha ordinato al suo esercito di attraversare la frontiera polacca l'indomani mattina".
(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

Alle ore 17.00 dello stesso giorno anche la Francia dichiara guerra alla Germania.

5 SETTEMBRE - La Polonia "assalita" dopo appena quattro giorni dall'invasione già agonizza. L'esercito -anacronisticamente a cavallo- è stato travolto, ormai battuto. Mentre gli aerei tedeschi sganciando le bombe sulle maggiori città polacche stanno seminando morti e distruzioni. Solo Varsavia resiste ancora, e dalla sua radio vengono diffusi al mondo intero i disperati continui e martellanti appelli, inframmezzati dalle famose gravose note della Polacca di Chopin.
"Tu movi Warzawa, serce narodu, tu movi Warzawa; Warzawa, s toba zwyciestwo albo smierc"
"Qui parla Varsavia, il cuore del popolo, qui parla Varsavia; Varsavia, con te la vittoria oppure la morte".

(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).


Il 26 agosto 1939 Mussolini da Palazzo Venezia
(intanto manda la lettera a Hitler "io mi muovo se mi mandi questo, questo e questo ..."



Ma cosa scrivono i giornali in Italia? Quali sono i commenti sulla stampa nonostante il silenzio tombale di Mussolini che da giorni e giorni non incontra nessuno, evita tutti, si è chiuso in se stesso.
 La propaganda inizia il suo corso, e scrive l'incontrario di quello che hanno scritto e detto sulla stampa e nei radio Francesi e Inglesi (vedi la pagina giornale a inizio anno). "Inaudito egoismo"; "Conscia saggezza tedesca", "cieca intransigenza delle altre parti", "Tremenda responsabilità degli inglesi". "La superba compattezza della Grande Germania tutta stretta attorno al suo Furher", "All'edificazione  e liberazione dell'Europa  l'Italia non sarà estranea"; "Francia e Inghilterra sono precipitate nell'irreparabile"; 

La stampa riporta il giubilo della popolazione polacca all'entrata dei "liberatori", le pagine traducono il discorso, trasmesso alla radio quando il 19 settembre Hitler fa il suo trionfale ingresso a Danzica, accolto dal Gauletier Forster:
"Voi, mio Furher, avete riparato alla ingiustizia commessa a Versailles contro Danzica. Voi avete liberato la popolazione di Danzica dall'oppressione polacca, che per vent'anni ha gravato su di essa. Riportando gli abitanti di Danzica in grembo alla grande patria tedesca, avete reso loro la vita ancora degna di essere vissuta. La popolazione di Danzica, uomini e donne, ragazzi e fanciulli, vi ringrazia di tutto cuore, mio Furher, per il dono della libertà e perchè siete accorso qui per celebrare personalmente i ritorno sotto il dominio del Reich di questi tedeschi" 
(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

Segue il discorso di Hitler, anche questo fatto ascoltare alla radio e riportato dalla stampa italiana.
"La Polonia non fu mai una democrazia. Una striminzita e tisica classe dirigente dominava qui non solo le nazionalità straniere, ma anche il suo cosiddetto popolo. Era uno stato tirannico, governato dagli sfollagente, dalla polizia e in ultima analisi anche dai militari. La sorte dei tedeschi in questo stato era spaventosa. C'è una certa differenza se un popolo di livello culturale inferiore ha la sfortuna di essere governato da uno culturalmente superiore, oppure se un popolo di alto livello subisce il tragico destino di essere violentato da un popolo inferiore. In tal caso nel popolo inferiore tutti i possibili complessi di inferiorità si rivolteranno contro il popolo migliore, depositario di cultura. Questo popolo verrà quindi maltrattato in modo crudele e barbaro e i tedeschi sono stati testimoni di questo destino da ormai vent'anni" Hitler 
(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

28 SETTEMBRE - La campagna polacca di Hitler è praticamente conclusa. Anche l'Armata Rossa su sollecitazione tedesca è entrata il 17 in Polonia e, quasi senza sparare un colpo, ne ha occupato un vasto territorio.
Varsavia dopo un accerchiamento a tenaglia durato dieci giorni, ha capitolato; le truppe d'occupazione nella città mezza distrutta fanno razzia.
La supremazia della macchina bellica tedesca è stata schiacciante. Soprattutto nuova la strategia.

Per la prima volta il mondo conosce il nuovo concetto di guerra di movimento, l'operazione congiunta di forze corazzate e forze aeree. Un gioco facile per schiacciare in pochi giorni i polacchi ancora a cavallo e ancora con le sciabole in mano.
Così nuova, schiacciante e travolgente l'invasione e la conclusione che Francia e Gran Bretagna esitano ad aprire le ostilità, e quando lo fanno esitano a  muoversi, ad andare avanti.
Viene perfino chiamata "guerra fasulla". 
In effetti in Inghilterra le idee non sono molto chiare. I discorsi di Chamberlain non hanno chiarito perchè gli inglesi devono andare contro i tedeschi, che fino a poche settimane prima (soprattutto i partiti di destra) consideravano il baluardo occidentale contro il bolscevismo e che rifornivano perfino di armi, motori, e materiale vario.
Altrettanto titubanti i Francesi che con la loro faraonica linea Maginot, paradossalmente mentre Hitler inaugura la "Guerra di movimento", loro i francesi rintanati dentro nella "grande muraglia" inaugurano la "Guerra seduta".

 Gran Bretagna  e Francia (nei primi giorni, poi non c'era più bisogno) non fanno nulla per alleggerire la pressione tedesca sulla Polonia. Si siedono dietro le proprie difese e osservano per otto mesi i tedeschi sulla Linea Sigfrido.
Anche i tedeschi sono seduti, ma solo perché stanno aspettando che le panzerdivision, gli aerei, e i 3 milioni di soldati,  disimpegnati in oriente piombano a occidente a fare la "sorpresa" (quella del 10 maggio del prossimo anno), a polverizzare la Maginot, ad aggirarla nelle Fiandre, a far ritornare sull'isola i 345.000 inglesi sbarcati sul continente e pochi giorni dopo passeggiare sotto la Torre Eiffel.

Eppure la "sveglia" è già suonata quest'anno; a Londra  si prendono tanti provvedimenti, si chiudono i teatri, i cinema, si evitano le grandi riunioni sportive, si fanno le prove di allarmi aerei, si costruiscono rifugi.
Infine  il 14 ottobre la "sveglia" inizia sul serio quando i primi sottomarini (gli U-BOOTE) entrano nella baia di Scapa Flow, ritenuta sicurissima, e affondano la prima corazzata inglese, la Royal Oak. Insomma anche in occidente ora le cose si fanno serie. Ma nessuno le ha prese in seria considerazione. Non sanno cosa li aspetta.

Intanto la Polonia non esiste più, come stato indipendente ha cessato di esistere.

Una guerra breve quella della Polonia che ha però pagato in 17 giorni di guerra un alto tributo di sangue. 60.000 i morti, 135.000 i feriti, 500.000 dispersi, 700.000 prigionieri internati nei campi di concentramento che stanno nascendo a Treblinka, Auschwitz, Maidanek e in altre località, dove poi nel corso di cinque anni di guerra, ci finiranno dentro sei milioni di individui, con le deportazioni di civili e militari di altre nazioni, e soprattutto quelli di stirpe ebraica di cui tre milioni di origine polacca.

Insomma sta cominciando la tragedia della Seconda Guerra Mondiale
"Le Olimpiadi della morte"
.

iniziano ora le eliminatorie
seguiranno le finali
termineranno con la finalissima con un gran botto nel 1945

Le squadre e la data della loro discesa in campo

L' Asse:

Germania (1-9-39)
Italia (10-6-40)
Ungheria (20-11-40)
Romania (23-11-40)
Bulgaria (1-3-41)
Finlandia (25-6-41)
Giappone (7-12-41)

Gli Alleati:

Polonia (1-9-39)
Nuova Zelanda (3-9-39)
Gran Bretagna (3-9-39)
Francia (3-9-39)
Australia (3-9-39)
Sudafrica (6-9-39)
Canada (10-9-39)
Danimarca (9-4-40)
Norvegia (9-4-40)
Lussemburgo (10-5-40)
Belgio (10-5-40)
Olanda (10-5-40)
Grecia (28-10-40)
Iugoslavia (6-4-41)
Siria (8-6-41)
URSS (22-6-41)
Iran (25-8-41)
India (7-12-41)
Panama (7-12-41)
USA (7-12-41)
Cina (8-12-41)
Costarica (8-12-41)
Repubblica Dominicana (8-12-41)
Salvador (8-12-41)
Haiti (8-12-41)
Honduras (8-12-41)
Cuba (9-12-41)
Guatemala (9-12-41)
Nicaragua (11-12-41)
Slovacchia (16-12-41)
Messico (22-5-42)
Brasile (22-8-42)
Etiopia (14-12-42)
Iraq (17-1-43)
Bolivia (7-4-43)
Colombia (26-11-43)
Liberia (27-1-44)
San Marino (21-9-44)
Ecuador (2-2-45)
Paraguay (7-2-45)
Perù (12-2-45)
Uruguay (15-2-45)
Venezuela (15-2-45)
Turchia (23-2-45)
Egitto (24-2-45)
Libano (27-2-45)
Arabia Saudita (1-3-45)
Argentina (27-3-45)
Cile (11-4-45)

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Quella alla Polonia fu un attacco fulmineo, non solo fatto a sorpresa ma nemmeno gradito da Stalin; ma non poteva di certo reagire da solo, nè fare altrimenti, non era pronto a uno scontro con i tedeschi, fra l'altro in un territorio dove non era gradito un suo intervento, e tanto meno un alleanza contro il nazismo.

Prima del patto i tentativi di Stalin di fare un'alleanza antinazista con gli anglo-francesi  si scontrarono con la riluttanza dei medesimi, e Stalin temendo una aggressione tedesca in Russia, seguendo (come disse poi in seguito per giustificarsi) una realpolitik, firmò il patto "a salvaguardia degli interessi nazionali della Russia", "per guadagnare tempo" (memore di Lenin), "ci saremmo così preparati", e se vogliamo credere alla memorie di Chruscev quando Stalin quel giorno firmò il patto gli confidò: "lui crede di aver fatto il furbo con me ma in realtà sono io che l'ho messo nel sacco".

Ma Stalin non immaginava di dover subito iniziare una guerra dopo otto giorni, ma purtroppo Hitler così aveva  deciso. Dopo aver invaso la Polonia con Danzica, Hitler era già andato oltre la sua sfera d'influenza, era arrivato fino a Varsavia, e ipocritamente sollecitò la Russia a intervenire a est per spartirsi il bottino, regalo questo per non allarmarlo troppo, voleva coprirsi con Stalin le spalle pensando già a occidente.
Una pagina oscura della storia, perché Stalin (pur riluttante a intervenire dopo l'occupazione nazista in Polonia che fu particolarmente dura) il suo attacco fu moderato ma l'occupazione sovietica  poi fu altrettanto spietata: centinaia  di migliaia di intellettuali, ufficiali, tecnici furono uccisi o deportati, con l'intento di decapitare la società polacca, quella stessa che gli era stata sempre ostile.
Secondo Hitler, questa sarebbe dovuta essere ridotta a una massa di schiavi.

MA SE FRANCIA E INGHILTERRA RIMASERO A GUARDARE
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