ANNO 1957

CRONOLOGIA DELL'ANNO

4 Ottobre. Dallo spazio, improvvisamente, un Bip...Bip...Bip

INIZIO "ERA"SPAZIALE

4 Ottobre
bip-bip - Lo SPUTNIK-1, russo, è il PRIMO SATELLITE che il mattino di questo memorabile giorno inizia a girare attorno alla Terra lanciando agli attoniti terrestri il suo intermittente bip bip dallo spazio; il primo oggetto costruito dall'uomo che sfidava la forza di gravità della Terra e si poneva in orbita. Un'impresa che mise KO gli americani; che ebbero appena il tempo di sbalordirsi che già sulle loro teste.....

Il 3 Novembre si mise a girare lo SPUTNIK 2° con la CAGNETTA LAIKA, 1° essere vivente nello spazio- La quinta marcia in più dell'umanità dopo la ruota, il treno, l'automobile, l'aereo. Al pari di queste collateralmente alcune tecnologie sono progredite a passi da giganti, ma come al solito hanno toccato solo minoranze opulente, altre invece aspettano invano la soluzione dei loro problemi, soprattutto quelli che lottano ancora per la sopravvivenza pur avendo sui loro territori immense ricchezze di materie prime.

(Altre considerazioni di carattere politico le trovi il 4 ottobre, qui sotto)

(vedi anche la STORIA DI VON BRAUN - da Hitler alla Nasa)

 

Ma procediamo con i fatti in ordine cronologico:

1° GENNAIO - Defezioni di un gruppo di intellettuali dal partito comunista italiano per l'atteggiamento assunto sui fatti d'Ungheria (e per atteggiamento si intende l'intervento di Togliatti che non ha convinto, ma si è solo barcamenato con tanto imbarazzo).

11 GENNAIO - Enrico Mattei, fra mille contrasti e invidie, con la sua ENI riesce a far promulgare una legge che concede a questo ente l'esclusiva della ricerca e dello sfruttamento degli idrocarburi su tutto il territorio nazionale. Il curioso di questa legge è che si escludeva come territorio italiano la Sicilia. Proprio dove stanno sorgendo importanti impianti petroliferi (di raffineria però).

15 GENNAIO - Viene modificata la Scala Mobile per adeguare i salari al costo della vita. Viene preso un paniere di prodotti di largo consumo dove la variazioni di prezzo dei medesimi determinano un coefficiente di punti e in base al numero di questi si procede all'aumento della contingenza nella busta paga dei lavoratori. In pratica per annullare la spirale dell'inflazione su alcuni generi ritenuti di prima necessità, che formano appunto il "paniere".
La decisione più importante in Italia è formare questo paniere della Scala Mobile per adeguare il costo della vita ai salari malgrado il boom dei prodotti durevoli. Nei negozi di alimentari l' 80 % della clientela "prende" ancora questi prodotti di prima necessità a credito, facendo "segnare" su un libretto e poi paga (ma non sempre tutto) a fine mese con lo stipendio appena bastante alla magra alimentazione di una famiglia: infatti circa il 50-65% della paga di un operaio viene utilizzata per la spesa alimentare di una famiglia composta da tre persone.
(in Germania basta il 28%. In Usa 26%. In Francia 39%
Il reddito in $ : Italia 927, Germania 1.770, Francia 1.490, Svezia 2.161, G.Bretagna 1.668, USA 3.221, Africa (poco meno dell'Italia) 846.

Sopra il tavolo della sua mensa famigliare l'italiano mette all'anno pro-capite kg.:
(i successivi consumi anno 1995 in parentesi)
Zucchero 9,8 (27,5).- Carne 8,5 (27,5). - Mais 17,5 (0,6)
Frutta 40 (88,5). - Latte 43 (88,5). - Pasta/Pane 48 (80).

19 GENNAIO - Tutti assolti gli imputati del delitto Montesi. La morte della ragazza rimarrà un mistero impenetrabile. Anzi pagarono tutti coloro che si erano permessi di dare delle testimonianze, nel presentare dei memoriali, accusare i potenti con articoli che furono ritenuti diffamatori; si colpì insomma chi aveva osato entrare nel "Palazzo" puntando il dito sui colpevoli.

6 FEBBRAIO - Colpi di scena al Congresso del PSI a Venezia. NENNI afferma che si è esaurita la collaborazione con il PCI e propone la collaborazione al PSDI. Il comitato accetta la proposta ma è proprio Nenni ad entrare in minoranza. Il 13 febbraio riesce a ricomporre una maggioranza composita che lo eleggerà nuovamente segretario.
Ma SANDRO PERTINI che è rimasto invece fermo nell'idea di volere un patto di collaborazione viene escluso dalla direzione, dove invece troviamo FRANCESCO DE MARTINO, LELIO BASSO, TULLIO VECCHIETTI, GUIDO MAZZOLI.

A Venezia - e questo suscita sorpresa nel mondo cattolico mentre in Vaticano sono letteralmente sconcertati - arriva un messaggio di augurio ai congressisti socialisti dal Patriarca della città lagunare: Angelo Roncalli il futuro Papa di cui presto sentiremo parlare.

5 MARZO - In un suo discorso, PIO XII (dopo l'intervento sul film Poveri ma belli- vedi sotto in Costume e Cultura) critica la Corte Costituzionale che con le sue blande sentenze negli interventi di censura esaminati negli ultimi tempi "espanderebbe in modo eccessivo il diritto alla libertà d'espressione", e che queste accomodanti sentenze "turbano profondamente le coscienze".

Alcuni magistrati lo ascoltano e zelantemente fanno scattare in tutta Italia drastici interventi censori su televisione, cinema, stampa, editoria in generale e spettacoli di ogni genere, compresi quelli lirici, dove a Napoli al San Carlo è stato impedito di calcare le scene (fu sospeso lo spettacolo) alla ballerina protagonista che interpretava il San Sebastiano di Debussy, per il solo fatto che la ballerina era di origine russa; é "una senza Dio" e non poteva interpretare un personaggio religioso.

19 MARZO - Un altro attacco alla politica viene dall' Osservatore Romano, che invia un messaggio chiaro agli uomini politici (ma anche indirettamente un chiaro rimprovero al Patriarca di Venezia, quello che sarà stranamente  il prossimo anno Papa: Roncalli) dichiarando che la Chiesa è contro ogni apertura ai socialisti "da noi non verrà mai un invito a partecipare", e riconferma ai cattolici che in fatto di problemi sociali "non abbiamo nulla da mutuare da socialisti che consideriamo sempre un partito classista marxista, pari al comunismo materialista marxista".

23 MARZO - Dopo varie difficoltà politiche protrattisi per anni, a Roma in questo giorno si costituisce l'Euratom e la CEE, (Comunita' Economica Europea) che terranno la loro prima assemblea al Parlamento Europeo a Strasburgo nel marzo del prossimo anno; De Gaulle si opporrà all'entrata nella comunità degli odiati Inglesi, e farà sedia vuota fino al 1973.

26 MARZO - Il Presidente della Corte Costituzionale ENRICO DE NICOLA, clamorosamente si dimette per i gravi ostacoli che il governo in carica gli crea e i pesanti attacchi esterni che ritiene gratuiti. Infatti non gli è piaciuto proprio per nulla il richiamo di Pio XII del 5 marzo che indirettamente lo ha attaccato, e non gli è piaciuta la nota del Vaticano sull' Osservatore Romano, che De Nicola considera una grave ingerenza nei fatti politici italiani.
Al suo posto verra' nominato GAETANO AZZARITI. Noto perchè al tempo del fascismo presiedeva il Tribunale della Razza.

17 APRILE - Si tenta ancora una unificazione del PSDI con il PSI. Ma ci sono polemiche, MATTEO MATTEOTTI , proprio il segretario del PSDI, alla fine si dimetterà e al suo posto viene  eletto MARIO TANASSI che subito detta le severissime condizioni al PSI per l'unificazione. Li vuole a favore del Patto Atlantico, quindi vicini alla politica estera che sta attuando il governo in carica; li vuole con un orientamento di democrazia (!), pretende da loro la rottura netta con il PCI e non solo con il partito ma con tutti gli organismi di massa, quindi comprese le confederazioni sindacali della CGIL.

Inoltre nelle giunte chiede l'uscita immediata da tutte quelle amministrazioni cittadine fatte con le alleanze dei comunisti. (queste condizioni verranno ancora riproposte a fine anni '80 da Zaccagnini)
Il PSI rifiuta ritenendo il diktat inaccettabile. Ricordiamo che il PSI ha avuto nelle ultime elezioni politiche il 12,7% (ha 75 seggi) mentre il PSDI solo il 4,5% (19 seggi).
Le dimissioni del segretario MATTEOTTI portano il PSDI il.....

6 MAGGIO ....a dimettersi dal governo e a sua volta SEGNI che lo guida; è costretto a rimettere il mandato non essendoci nella maggioranza i decisivi 19 voti del PSDI. Ricevuto il nuovo incarico il ...

3 GIUGNO.... a formare il nuovo governo monocolore è ADONE ZOLI, che ottiene poi la fiducia al Senato con 132 si (DC, MSI, PNM) e 93 no (PCI, PSI, PSDI, PRI, PLI).
Di anomalo a sostenere il governo DC troviamo il MSI, ma anomalo è il fatto che lo stesso Zoli ha molti suoi vecchi amici contro. Questo provoca un incidente quando alla camera - alla conta - ci si accorge (la DC sosteneva che non erano stati influenti i voti della destra) che il nuovo governo monocolore sta in piedi proprio per un voto decisivo di scarto, e quindi appare chiaro che è sostenuto dalla destra.
Zoli rifiuta il sostegno degli ex fascisti, rimette il mandato al Presidente della Repubblica . Dopo due tentativi a vuoto di Fanfani e di Merzagora a formare un governo, Gronchi il ......

22 GIUGNO ....richiama ZOLI invitandolo a ritirare le dimissioni e conservare il suo governo. DON STURZO infuriato denuncia che tale provvedimento e tale prassi seguita da un presidente della Repubblica è contro la Costituzione, ma il governo Zoli va avanti per la sua strada come se non fosse successo nulla.

13-14 LUGLIO - Ma non solo in casa socialista lottano le correnti. Alla DC al suo Consiglio nazionale di Vallombrosa, Fanfani ci ripensa, e intende aprirsi nei confronti del PSI, ma chiede anche lui delle garanzie non molto diverse da quelle chieste dal PSDI il 17 aprile scorso che abbiamo letto sopra. Ma i dissensi nelle altre correnti democristiane non mancano, e fra queste CARLO RUSSO, MARIANO RUMOR, EMILIO TAVIANI, EMILIO COLOMBO ed altri; gli votano contro per affossarlo, ma Fanfani rimane a galla con i voti delle correnti di sinistra di base.

23 LUGLIO - Defezioni anche in casa del PCI dove si dimette ANTONIO GIOLITTI che emigra nel PSI. Molti altri intellettuali seguiranno il suo esempio.

22 AGOSTO - Fanfani viene duramente criticato dall'Osservatore Romano, per aver detto in un discorso celebrativo di De Gasperi: "la DC è autonoma, e non è legata alla gerarchia ecclesiastica". Il giornale del Vaticano ribadisce: "la politica è subordinata alla morale, e la morale è insegnata dalla chiesa".
In sostanza - dice il Vaticano - dove non c'è la Chiesa ma un laico, là non esiste la morale. Ne hanno loro il monopolio.

29 AGOSTO - MUSSOLINI non riposa in pace. La sua salma che era stata trafugata nel maggio del 1946 e fino ad oggi mai stata ritrovata, viene rinvenuta nel convento di Cerro Maggiore che da quella data in gran segreto l'aveva custodita. Viene dunque restituita ai familiari e gli viene data sepoltura a Predappio.

4 OTTOBRE - Dal cosmodromo russo parte il satellite artificiale per lo spazio. L'impatto sulla scena mondiale è enorme, soprattutto dopo i fatti dello scorso anno a Suez, dove l'Urss aveva minacciato Francia e Inghilterra con i missili balistici nucleari, e dopo i fatti di Ungheria che aveva spaccato in due il mondo comunista e rimesso in discussione tutta l'ideologia marxista.

A distanza di anni lo Sputnik ci sembra inoffensivo, quasi un giocattolo, ma nel clima di questi anni, dopo che la Nato aveva avviato il progetto dell'installazione dei missili in Europa, il satellite russo diede l'idea di una superiorità missilistica sovietica straordinaria, stupefacente, dirompente.
Nell'immaginario collettivo di tutto il mondo questa superiorità era più che evidente, sopra le teste c'era un oggetto che girava intorno alla Terra ogni 94 minuti e la cui presenza era testimoniata da una radio che trasmetteva un debole e incessante bip... bip...bip, quasi banale ma mentalmente era fragoroso e rimbombante in tutte le sedute dei governi di tutto il mondo. Significava che ogni gittata missilistica fino a quel momento conosciuta era ormai obsoleta. E che dall'alto veniva spiata ogni mossa degli avversari. Pochi sapevano come era fatto, che funzioni aveva, a cosa serviva, quanto era grande. Chi faceva il catastrofico affermava che a bordo c'erano delle bombe atomiche pronte a essere sganciate quando si voleva e dove si voleva.

Ancora più tremendo fu l'impatto dopo pochi giorni (il 3 novembre) il volo di Sputnik 2 con la cagnetta Laika a bordo: un essere vivente!!! Era ora chiaro. Ancora un piccolo passo e un uomo a bordo controllerà tutto il pianeta. Perfino la borghesia di tutto il mondo più che il bip...bip, sentì un brivido nella schiena.
Mentre i comunisti italiani si potevano prendere il lusso, ora, di schernire tutto e tutti. E perfino alcuni intellettuali, che dopo i fatti d'Ungheria avevano preso le distanze, ritornarono a fare i panegirici del "più forte". L'intellettuale (sempre!!) monta subito sul carro di chi "fa la storia". Non va mai controcorrente. Non vuole rimanere ai margini nè essere assente.

Gli americani tentarono di riprendere il primato in una affannosa corsa. Il 31 gennaio del '58 riuscirono a imitare l'impresa russa con il satellite Explorer 1, ma gia' il 2 gennaio i russi inviavano sulla Luna il Lunik 1, e il 12 settembre dello stesso anno Lunik 2 raggiungeva la superficie del nostro satellite. Ma non finiva li', il 12 aprile del 1961 gia' andava in orbita (fece un orbita, + 1 ora e 48 minuti) Gagarin con la Vostok 1, rincorso dagli americani, che il successivo 5 maggio mandarono a fare nemmeno un giro intorno al pianeta l'astronauta  Sheppard (esattamente 15 minuti e 22 secondi). Poca cosa, perchè il 6-7 agosto sempre dello stesso anno, Titov con Vostok 2 ne compierà 16 di giri, orbitando intorno alla Terra ogni 90 minuti. Solo il 20 febbraio 1962 l'americano John Glenn - con la Mercury-Atlas 6 - riuscira a compiere 3 giri orbitali intorno alla Terra (in 4 h, 55 min, 22 sec).

Furono insomma questi anni 1957-1962 per gli americani un rincorrere la tecnologia spaziale russa. Tutto il prestigio mondiale dell'America era stato messo in discussione, sembrava che tutta la loro supremazia fosse stata cancellata da quell'assordante bip..bip.
Per i cattolici era l'"Apocalisse rossa" che veniva dal "cielo"; così si fecero in mille e mille chiese, novene di preghiere, tridui, messe continue, funzioni, processioni. 
Nulla da fare: il bip..bip non cessava.

Tutto questo accadeva verso la fine di quest'anno 1957, che rimarrà storico.

6 SETTEMBRE - Enrico Mattei sta muovendo le montagne; accompagna il presidente della Repubblica in Iran dallo Scià di Persia. Mattei conclude un importante accordo petrolifero per lo sfruttamento del sottosuolo iraniano. Scavalca le "sette sorelle" del monopolio mondiale dei prodotti petroliferi. Trattando quindi direttamente e fuori dai vincoli delle grandi compagnie, ottiene forniture a prezzi molto più bassi e concessioni sulle estrazioni che gli permetteranno di abbassare in futuro ulteriormente i prezzi.
Ma queste manovre mettono in allarme le grandi compagnie e gli stessi Stati Uniti chiamati a intervenire. Dai giornali arrivano segnali di insofferenza, dove si dice senza mezzi termini che l'Italia si sta comportando da pirata, e non ha quella gratitudine che dovrebbe invece avere dopo i tanti aiuti americani fatti ai governi italiani.

15 NOVEMBRE - Si istituisce il Ministero delle Partecipazioni Statali (che è ormai un "carrozzone" enorme). Il progetto è quello di sganciare dalla Confindustria e gestire in proprio tutte quelle aziende statali e parastatali; dalle forniture fino alle trattative sindacali che verranno d'ora in avanti risolte in proprio. E' il primo passo di quel lungo percorso dove poi nasceranno, infiltrandosi i commissari governativi nei vari settori produttivi in difficoltà, che verranno sì aiutati ma anche assorbiti, i grandi o i piccoli complessi industriali, veri centri di potere immensi, dove all'interno, al vertice (presidenti, direttori, consiglieri di amministrazione) siederanno uomini nominati dai partiti di governo, creando così delle vere centrali elettorali con i riconoscenti dipendenti.
Più che aziende (la produzione diventerà una cosa secondaria) alcune diventeranno delle vere e proprie fabbriche di contenitori di tessere di partito, distribuite fino all'ultimo operaio dalle varie piccole correnti all'interno dei partiti stessi, che si contenderanno il territorio provinciale; mentre quelle più potenti quello nazionale.

Inoltre, servili e poco ortodosse amministrazioni, creeranno fantomatici bilanci e in modo occulto con i vari fiumi e torrenti di denaro pubblico riusciranno a finanziare le correnti dei partiti referenti. Non dimenticandosi di far finire anche nelle loro tasche personali o in quelle dei boiardi una buona parte di queste somme di denaro, che, prima di ogni altro, non fidandosi della stabilità dell'economia nazionale, andranno a depositare i loro forzieri all'estero. Compresi alcuni uomini di governo (ministri del Tesoro e delle Finanze) che creeranno delle vere e proprie banche personali in Svizzera. 

16 NOVEMBRE - Si apre a Parigi con il Presidente americano Eisenhower la conferenza dei Paesi aderenti al Patto Atlantico.

Si decide l'installazione delle basi missilistiche in Europa, ma il clima è di sconforto. Il 4 ottobre come abbiamo già accennato sopra, era andato in orbita lo Sputnik 1,  e il 3 novembre a pochi giorni dalla Conferenza, lo Sputnik 2 con la cagnetta Laika.
Si invia comunque un messaggio molto chiaro ai russi, il......

19 DICEMBRE ...... un messaggio uscito dalla Conferenza  di Parigi, parla molto chiaro ai Russi. Infatti si ratifica la proposta di installare nei Paesi aderenti, missili con la testata nucleare. Non sapremo mai dove questi missili, con nelle ogive bombe atomiche, sono state installate in Italia. Ma visto che il Comando Atlantico il 27 luglio del 1955 fu trasferito in Italia, e che la Setaf è stata ubicata a Vicenza, si puo' presupporre che anche l'arsenale sia stato dislocato proprio a Vicenza; qui una precisa collina dei monti Berici che domina la città è considerato territorio americano; altrettanto la vicina sede della Setaf. Nessuna ispezione italiana è consentita - nemmeno ai politici italiani. (è Italia ma è OFF LIMIT agli italiani)

A distanza di molti anni ne sapremo qualcosa di più
VEDI A FONDO PAGINA

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22 DICEMBRE - Proseguendo nella nazionalizzazione delle imprese (nonostante la promessa che non vi sarebbero state altre nazionalizzazioni), passò allo Stato l'intera struttura telefonica dell'Italia. La TETI (Italia centrale e Sardegna), la STIPEL (Italia nord occidentale, (la TELVE (Tre Venezie), la TIMO (Emilia e Romagna) e la Set (Italia Meridionale) tutte sotto il controllo dell'IRI: che ha creato la STET.
Diventera' questa societa' negli anni a venire un colosso, e un gioiello della stessa IRI, che negli anni '90 verra' messa in vendita per effettuare un inversione di tendenza, quella di privatizzare anni di potere assoluto, che pur apparentemente andando a privati, sempre in mano ai grandi centri di potere (ora privati e senza freno) andranno, cioè a quelli che condizionano l'economia e quindi di conseguenza la politica.


FINE CRONOLOGIA DELL'ANNO 1957

Una visione globale su questo 1957

A Roma un imprenditore un po' "pazzo", apre, copiando il sistema americano, un negozio dove i prodotti si prendono col self-service, ma bisogna poi passare a pagare (e subito!) alla cassa, e la cosa non piace proprio agli italiani con quel loro abituale  "segni" che normalmente dicono al bottegaio di quartiere; la novità dunque non funziona, fa pochissimi affari! Bisognerà aspettare 3 anni, quando a Bolzano si apre il primo vero Supermercato con carrelli e self-service; ma siamo quasi in un "altro" Paese con un altra mentalità nei consumi e dove i prodotti arrivano già confezionati dalla Germania dove quì funzionano numerosi centri A&O e DESPAR, cioe' catene distributive o cooperative di piccoli negozianti affiliati alle stesse.

Le motivazione di questi primi fallimenti, sono soprattutto attribuibili alle industrie alimentari italiane che  sono vecchie e antiquate, nessuno o quasi ha macchine confezionatrici, i nostri alimentari sono ancora sfusi. In Italia, pasta, riso, carne, minestre in scatola sono solo il 3% del venduto: nel resto d'Europa (nella CEE) la media è del 37 %. (vedi 1963 per i dati reali di una esperienza professionale dell'Autore dentro una grande multinazionale, molto illuminante)

I bassi salari portano gli italiani a una emigrazione massiccia. Ripresa nel dopoguerra, le partenze dall'Italia che si mantenevano allora a circa 200.000 all'anno, quest'anno toccano il record con quasi 400.000 individui che si recano a fare soprattutto lavori umili (facchini, minatori, camerieri) in Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Belgio. (Vedi tabelle nel link "curiosita", il numero, il sesso, l'eta' e la destinazione degli emigranti italiani negli ultimi 140 anni).

Ma è l'anno anche della grande MIGRAZIONE INTERNA, dalle campagne alle città del triangolo industriale, dove a Torino c'e' un vero e proprio boom, un territorio dove si lavora a pieno ritmo sia nella Fiat che nelle fabbriche satelliti e dell'indotto.
Dopo la Fiat 600 (La Fiat ne produrra' con le sue catene di montaggio mai ferme nelle ventiquattr'ore, circa 1000 esemplari giornalieri) entra in produzione a Torino la Fiat 500 che costa 395.000 lire, 13 stipendi di un operaio. E' la corsa a "farsi la macchina", il sogno di ogni italiano anche povero! Nel 1955 circolavano 366.000 auto e già nel 1964 erano salite a 5.000.000!

E per avere la macchina, il televisore e vivere la vita sul quel modello scanzonato, detto "all'americana" che si vede nei film, si prende l'esempio anche da altri film, quello dei gangster e si agisce. Cioè si rapina non più per una necessità vitale (questo veniva una volta chiamato "banditismo della sopravvivenza", come quello avvenuto subito dopo la guerra) ma per accedere al consumismo voluttuario.

La prima rapina in banca in pieno centro città, e in pieno giorno, alle 11,30 del mattino, avviene a Biella  (una citta' opulenta dove l'industria tessile (470 fabbriche) ha ripreso vigoria, e il suo problema non è la povertà ma semmai la ricerca di manodopera non qualificata (spesso mal pagata e senza contributi) nei lanifici, dove esistono ancora i selfating (dove operano un nugolo di attaccafili a 1000 lire al giorno), i telai meccanici, gli sfilacciatoi dalle migliaia di balle di stracci di cotone che arrivano (non regalati) dall'America per essere rigenerati; le carderie che usano per i filati i cascami (sottoprodotti del filato), o i milioni di fusi messi nelle casse ancora a mano e trasportati ancora con i carretti a braccia all'interno, o con la trazione animale all'esterno, tra una fabbrica e l'altra.

Qui a Biella, un imprenditore (Sacerdoti) si lancia nel vestito già confezionato e apre il primo grande emporio d'Italia di "vestiti già fatti" che costano al pubblico meno della metà rispetto a quelli cuciti dal proprio sarto. Lo imita poi il Marus di Rivetti (alle spalle ha un lanificio con 9.000 dipendenti) poi si affermano (nonostante i pregiudizi verso il vestito fatto, quasi disprezzato) in ogni città altre aziende similari ed è un boom, che fa rivestire gli italiani a un prezzo accessibile pagando il vestito perfino a rate con una piccola quota mensile per 12, 18, e perfino 24 mesi. E chi ha un impiego, o è conosciuto dal negoziante di quartiere (in questo periodo sono ancora loro i "boss" della distribuzione), questi senza fare nemmeno cambiali "segnano"; è uno scambio di fiducia, che però tiene fuori dal giro le banche, ed è uno dei grossi inconvenienti di questa anomala distribuzione del reddito, non circola denaro liquido, e buona parte dello stesso proveniente dagli stipendi, virtualmente il lavoratore stipendiato lo spende ipotecando i futuri redditi.
A rate sono i pagamenti per la macchina o la Vespa, la radio e la televisione, i primi mobili svedesi e le cucine economiche bianche, poi più tardi (1959) verranno i frigoriferi per tutti, e molto più avanti (1961-65) le lavatrici che in questo 1957 sono appena diffuse con un misero 2% nelle famiglie italiane, cioè circa 200.000; ma in pratica nella statistica ci sono dentro i ristoranti, gli alberghi, le lavanderie, e le famiglie con un alto tenore di vita.

Ma ritorniamo alla rapina di Biella fatta in centro in pieno mezzogiorno, sono tutti increduli, sbigottiti, sembrava, dirà qualcuno, di essere al cinema. A Milano più tardi nelle banche sbigottirà Cavallero, che finalmente catturato, al processo affermerà il carattere rivoluzionario delle rapine, (un nuovo banditismo sociale) l'espropriazione proletaria nei templi del benessere. Le altre regioni, il fenomeno (legato all'opulenza) lo conosceranno molto piu' tardi, come nel Veneto, dove la prima vera rapina in centro a un laboratorio orafo, a Vicenza, citta' dell'Oro, avverra' solo nel 1971, quando anche questa città inizierà il suo decollo nella piccola industria a vocazione orafa ma anche molto diversificata ed eclettica.
Una provincia dove le botteghe degli artigiani orafi molto presto si trasformeranno in imprenditori. All'inizio improvvisati terzisti in casa o nei sottoscala, lavorando a testa bassa 15 ore al giorno, poi autonomi con qualche piccolo locale e una piccola clientela nazionale, e infine, agli inizi degli anni '80 si trasformeranno in industriali dando origine sia quelli della lavorazione dell'oro, che quelli dell'indotto, al fenomeno Nord-Est.
Fenomeno legato a una tradizionale vocazione di indipendenza, una mentalità che veniva dal piccolo podere di campagna -dove sono sempre stati relativamente pochi i latifondisti. Un fenomeno favorito dalla mancanza di grandi industrie (pubbliche e private) fagocitatrici di manodopera e degli incentivi governativi che entravano in contenitori colabrodo con il solo beneficio di trasformare in finanziarie quelle aziende a grandi capitali che erano nate inizialmente con attitudini produttive. Molte conserveranno solo più la facciata di questa inclinazione imprenditoriale e solo per avere accesso ai contributi che venivano erogati dai boiardi di Stato (proprio a Vicenza la Lanerossi, la piu' grande industria cittadina ne farà le spese. Prima aiutata per salvaguardare - si diceva- l'occupazione, poi per sette anni buona parte delle maestranze furono messe in cassa integrazione, infine dissero che non conveniva ristrutturare più nulla, ma solo fare il funerale all'azienda in coma profondo, la stessa che aveva assorbito per anni una montagna di denaro pubblico).

Come in molte altre località del Paese, nel vicentino le uniche due grandi industrie manifatturiere presenti nel territorio entrarono in crisi dopo il "miracolo". Ma una si avviò, nonostante i salvataggi verso la chiusura (la Lanerossi), mentre l'altra si diversificò (la Marzotto) immediatamente prima della crisi riuscendoci per la semplice ragione che l'intera conduzione rimase nelle salde mani della famiglia, non tentata a fare nessuna fusione, nè chiedere contributi, ne' tanto meno fare dei salti nel buio con delle spregiudicate operazioni finanziarie; insomma si salvò conservando la pura vocazione imprenditoriale. Diversamente, sarebbero entrati nei consigli d'amministrazione dei commissari governativi che di strategie produttive o di mercato non sanno nulla.

(Nel 1995 la media del numero delle rapine in una piccola provincia diventerà poi una routine; una decina al giorno, fatte in banche, supermercati (i nuovi templi, che alle volte hanno più soldi liquidi delle banche) o ai portavalori. Nasceranno per questi motivi moltissime strutture private di guardie giurate che in breve tempo diventeranno veri e propri eserciti armati, perfino con autoblindo, per il trasporto di denari e valori o controllo delle sedi a rischio.

Stanno per finire le finzioni dei film di Far West americani, e sta cominciando invece una realta' anche questa tutta scimmiottata all'americana. Con un costo alle volte salato di quel modello di sviluppo che l'occidente si era scelto e aveva voluto applicare. Nel bene e nel male.
Una organizzazione del lavoro (del tipo tayloristico) che determinò su molte produzioni lo sviluppo di un mercato di massa, da molti riconosciuto (malgrado tutti i mali) una conquista irrinunciabile, se non a prezzo di un drastico abbassamento del livello di vita.

Curioso fu (finito questo "miracolo" che sta decollando in questo 1957 nella grande industria con l'organizzazione del lavoro taylorista) l'assistere poi negli anni '70 al tramonto di questo modello alienante che portava alla demotivazione del lavoro, assisteremo (dopo che il lavoratore lo aveva condannato, assieme a sindacati, psicologi e sociologi) all'alba di una organizzazione identica, quando lo stesso lavoratore - quel modello- lo trasferirà dentro le sue mura domestiche facendo il terzista e lavorando a oltranza. Alimentando così lo sfruttamento e il lavoro nero, quel sommerso svincolato da qualsiasi controllo fiscale, contrattuale, sindacale e fuori da ogni piattaforma di programmazione economica, e spessissimo ricorrendo anche allo sfruttamento dei lavoratori soprattutto meridionali, sempre disponibili a basso costo (in seguito con gli extracomunitari, africani, asiatici, cinesi).

In pratica l'ex operaio diventato piccolo imprenditore, ripeterà in piccolo e in prima persona, quel tipo di lavoro che in questi anni lui stesso sta con le proteste contrastando e combattendo come dipendente, autosfruttandosi, lavorando molto e prendendo poco per la troppa concorrenza fra terzisti.
Più tardi a sua volta assumerà anche lui personale con paghe da fame, come il suo datore di lavoro di questi anni '50-'60, che viene accusato di sfruttamento. Anche questo nuovo soggetto - il terzista-  si giustificherà allo stesso identico modo: "per essere concorrenziale sul mercato".

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Quando ci fu la "Crisi di Cuba" lo smantellamento in Italia delle rampe di missili
rivolte verso l'URSS,
fu (in segreto) il prezzo pagato da Kennedy a Krusciov.

(INTERVENTO)
vorrei precisare che i missili a testata termonucleare di cui si parla (SM-78 PGM-19A "Jupiter"), installati in Italia tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, furono dislocati in 10 postazioni sull'altopiano della Murgia tra Puglia e Basilicata.
Per una bibliografia sull'argomento segnalo:
L. Nuti, "Dall'operazione Deep Rock all'operazione Pot Pie: una storia documentata dei missili SM 78 Jupiter in Italia", in "Storia delle Relazioni Internazionali", anno XI-XII/1996-1997/1, pp. 95-139, e anno XI-XII/1996-1997/2, pp. 105-149;
L. Nuti, "L'Aerobrigata fantasma", in "Rivista aeronautica", vol. 76, n. 1 (2000), pp.110-123; P. Gianvanni (a cura di), "Un ricordo della guerra fredda", in "JP4", Gennaio 2000, p. 30-35;
G. Nebbia, "Missili nucleari come funghi spuntarono in Puglia - La guerra fredda sulla Murgia", in "Gazzetta del Mezzogiorno", 7 febbraio 1999, p. 23,
disponibile on-line nella versione aggiornata al 3 marzo 1999 anche agli URLs
http://web.tiscalinet.it/casalepodererosa/univerde/03039900.htm http://www.altronovecento.quipo.it/numero3eventi1.html
http://www.peacelink.it/tematiche/disarmo/rischio_nucleare/nukes/puglia2.html

A. Marescotti, "Per 4 volte in Puglia sfiorammo l'apocalisse atomica", http://www.kontrokultura.org/archivio2001/148/jupiter_puglia.html.

Andrea Giudiceandrea

 

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di Marco Brando


Palazzo Chigi, 44 anni fa, scelse di mantenere un terribile segreto: sui cinquanta megatoni ospitati nel Tacco d'Italia. La prova? « It clearly makes no sense to continue to classify the existence of the Jupiters and their locations, but the Italian Government seem to want it that way for political reasons » .
Lo scrisse il 18 settembre 1961 Alan G. James, funzionario dell'Ufficio per gli Affari europei del Dipartimento di Stato Usa, in un rapporto finora inedito.
Traduzione: « Non ha evidentemente senso continuare a mantenere segreta l'esistenza degli Jupiter e il loro dislocamento, ma il governo italiano sembra volere questo per motivi politici » .

Cinquanta megatoni sono, nelle scala della guerra nucleare, equivalenti a 50 milioni di tonnellate di tritolo; e alla potenza di 3.500 bombe atomiche uguali a quella che nel 1945 distrusse Hiroshima, in Giappone, uccidendo 127.000 persone. Quei megatoni, all'inizio degli anni ' 60, costituivano la potenza di trenta missili statunitensi Jupiter dislocati in Puglia. Pronti ad essere lanciati verso l'Urss e i Paesi del blocco sovietico. Da dieci siti, nel raggio di 45 chilometri dall'aeroporto militare di Gioia del Colle.

Quel rapporto, custodito dagli archivi statunitensi del NSA ( National Security Archive) e ora desegretato, racconta la storia dei missili allineati da Nord Ovest a Sud Est, tra Spinazzola, Gravina, Acquaviva delle Fonti, Altamura, Irsina, Matera, Laterza, Mottola.

Circostanza di cui s'era a conoscenza ufficiosamente, ma sempre coperta dal segreto di Stato e con contorni poco nitidi.
Nel 1999, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ne scrisse Giorgio Nebbia, professore emerito di Merceologia a Bari e padre dell'ecologismo italiano:
« La storia è stata raccontata con grandi dettagli, ricavati dai documenti segreti militari, resi accessibili grazie ad una speciale legge americana sulla " Libertà di accesso alle informazioni" » .

Di recente è tornato sull'argomento il professor Nicola Pedde, direttore di Global Research : «Dall'archivio Usa esce un interessante documento storico nel quale per la prima volta si parla, e si descrive nel dettaglio, della gestione dei missili Jupiter dislocati in Puglia » .


Siamo riusciti a ritrovare le copie fotostatiche del documento partendo da una traccia lasciata nel sito di Peacelink ( http:// italy. peacelink. org), in una nota all'articolo di Nebbia; siamo quindi risaliti alsito www. gwu. edu/~ nsarchiv/ nsa/ NC/ nuchis. html ( Nuclear History at the National Security Archive ) della George Washington University.
Il rapporto di James ( intitolato « Note del mio viaggio presso i siti italiani degli Jupiter » ) spiega tutto nei dettagli, compresa la contrarietà del terzo Governo Fanfani con ministro della Difesa Giulio Andreotti a divulgare il segreto.

Era il 1960 quando i missili iniziarono a giungere in Puglia, dagli Stati Uniti, nella distrazione generale. La storia racconta Nebbia « era cominciata nel settembre 1958, quando gli americani, allora era presidente Eisenhower, insistettero presso il governo italiano perché accettasse testate nucleari in grado di colpire l'Urss e paesi satelliti come Albania, Romania, Bulgaria » . « I militari americani spiega erano meno di quattrocento » .

Poi, all'inizio del 1961, a Eisenhower successe Kennedy, con una politica di distensione nei confronti dei sovietici. Nell'ottobre 1962 gli americani scoprirono che una nave russa stava portando missili nucleari a Cuba. Nebbia: « Kennedy minacciò la guerra contro l'Urss. Ci furono frenetici contatti fra Kennedy e Krusciov. Intervenne anche Papa Giovanni XXIII: alla fine i missili sovietici tornarono indietro e l'America si impegnò a ritirare gli Jupiter da Puglia e Turchia » .

«Curiosamente aggiunge il professor Pedde l'aver mantenuto i missili costantemente armati ed averne condiviso le procedure di lancio con gli italiani, costituiva una violazione dell'Atomic Energy Act, così come esplicitamente ricordato dallo stesso autore del documento recentemente declassificato » .

Nel rapporto James riferiva dunque la storia del modo in cui furono piazzati gli Jupiter IRBM presso la 36 ° Aerobrigata d'Interdizione strategica. L'addestramento degli italiani fu svolto nella base Usa di Lackland. I missili furono portati in Puglia con dieci voli dagli Stati Uniti, tra l' 1 aprile e il 10 giugno 1960. « Gioia scrisse il funzionario è il centro di controllo. A Gioia c'è un precedente piccolo aeroporto Nato, comandato da un brigadiere generale italiano e da un colonnello dell'Us Air Force » .
Raccontò che il personale americano è di stanza per lo più a Taranto, a « 50 minuti d'auto da Gioia». In caso di emergenza, i militari Usa hanno a disposizione alloggi in sede.
I missili erano entro il raggio di 10/ 30 miglia da Gioia, in dieci siti che ospitavano, ciascuno, tre ordigni: « Alcuni sulle colline, altri nei campi deserti, uno molto vicino alla linea ferroviaria e visibile dalla strada » . « I carabinieri perlustrano sporadicamente i boschi e i campi intorno alla basi, ma di solito non c'è perlustrazione fuori dalla doppia recinzione » . « Nessun testata nucleare è attualmente immagazzinata a Gioia; sono tutte sui trenta missili » .

A Gioia, James vide « la costruzione destinata a custodire le testate » : « una struttura in cemento armato quadrata, situata a non più di cento yarde ( 90 metri, ndr ) dalla pista di atterraggio... Penso che per sicurezza potrebbe essere posta più lontano dalla pista » .
Ogni installazione era custodita da due ufficiali Usa e da due aviatori italiani. Con turni di 48 ore. Per il funzionario, i turni degli italiani non erano gestiti in maniera efficiente. Comunque « tutte le posizioni possono ricevere simultaneamente le istruzioni » .
James descriveva la procedura di lancio, delegata a due ufficiali uno italiano e uno americano attraverso chiavi separate. « Ma per il supporto tecnico gli italiani sono pesantemente dipendenti da noi » , scriveva. Insomma, non erano in grado di lanciare i missili autonomamente. Anche se i nostri ufficiali erano considerati competenti sul piano teorico, « alcuni a livello di quelli americani » .

James era però preoccupato per quel sarebbe potuto succedere in caso di situazioni d'emergenza o di un incidente: anche perché la gente comune ufficialmente non doveva sapere nulla dei missili, a causa delle scelte del Governo italiano: « Naturalmente è una situazione anomala, perché gli italiani sanno chiaramente che ci sono: emerge quando i mezzi si muovono, in occasione di imprevisti e durante l'esercitazioni per prevenire incidenti nucleari » .
E c'erano rischi: « sebbene la custodia da parte italiana sia ben effettuata » , i missili « rimangono vulnerabili al sabotaggio » . James ipotizzava una più intensa vigilanza da parte dei carabinieri nelle zone adiacenti: « Un sabotatore potrebbe colpire i missili anche con un colpo di fucile... Un piccolo aereo veloce potrebbe penetrare e colpirne uno o due. E nelle vicinanze non c'è alcuna difesa antiaerea » .
« Non ho idea di quali siano le probabilità che questo possa accadere » , scrisse il funzionario. Con un finale agghiacciante: « Riassumento, i nostri soldati e gli italiani stanno correndo dei rischi, visto dove sono poste le basi; ma è un rischio calcolato e non può essere così serio da mettere in discussione l'essenziale utilità degli Jupiter » . Firmato: Alan G. James ( segret).

Per fortuna, finita la crisi cubana con l'Urss, nel giro di poco tempo i poligoni pugliesi furono smantellati. Alla fine di giugno 1963 non rimasero che i ruderi. E restò pure, nella coscienza di tanti che conoscevano il segreto ( italiani e americani), la consapevolezza del rischio terribile e dell'apocalittico ordigno « ospitato » in Puglia.

Marco Brando

FINE

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