UNA STORIA D'AMORE
DI 6000 ANNI FA

Tanti, tanti anni fa, circa 6000, l'aspetto del mondo circostante era molto differente da come si presenta oggi. Non vi erano cittÓ popolate, nè villaggi con abitazioni, nè vi erano campi coltivati, vigneti, giardini, strade, ferrovie, navigli, officine, laboratori; in luogo di palazzi non vi erano che foreste selvagge ed impenetrabili, fiumi che scorrevano silenziosamente in mezzo a rive quasi solitarie, montagne senza anima viva, valli senza traccia di capanne, sere senza incanti, notte stellate senza alcuno che le contemplasse. Non scienza nÚ letteratura; non arti nÚ industria, non politica nÚ storia; c'erano ancora poche parole nel linguaggio, dei barlumi di intelligenza, e chissà quali pensieri albergavano in quei nostri avi.

A quell'epoca i drammi e le commedie della vita umana di oggi erano ancora sconosciuti sul nostro pianeta. L'affezione non meno che l'odio, l'amore e la gelosia, la bontÓ e la perfidia, e tutti i sentimenti poco nobili o perversi che costituiscono la trama dell'esistenza umana non erano ancora nati nei circa 6-8 milioni di individui (così si calcola il numero di esseri umani esistenti nel 6.000 a.C.), Questi erano i nostri progenitori con i loro primitivi rudimenti. Il linguaggio era agli inizi, l'
aspetto della natura, quale si presentava all'uomo neolitico, era nel suo complesso identico a quello odierno, ma tuttavia nei suoi particolari molto più imponente; le foreste erano più vaste e più folte, la frequenza di animali selvatici erano indubbiamente maggiore, e quelle feroci pure.
Questi abitanti vivevano ancora in grotte, al riparo dei pericoli circostanti.
Come ci vivevano? Lo possiamo solo immaginare.

Dopo la caccia nei dintorni, gli uomini rientravano a riposarsi nelle proprie grotte. Dentro ad attenderli le loro donne, impegnate sui fuochi a preparare la cena, o ad allattare i loro piccoli, aiutate dalle loro giovani figlie.

Dentro una di queste grotte accadde un evento straordinario.

IN UNA BUIA GROTTA UNA GIOVANE FEMMINA E UN GIOVANE MASCHIO NEL DELICATO PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE DEL PROPRIO IO MA ANCHE DELL'EMPATIA, SCOPRONO INSIEME QUALCOSA DI DIVERSO NEL PROPRIO MONDO INTERIORE.
DOPO LA NASCITA DELLA CONOSCENZA DEL MONDO DEL SE', DELL'"IO" , STANNO RECIPROCAMENTE SCOPRENDO E FORMANDO UN MONDO DEL "NOI", STA NASCENDO IL SENTIMENTO DEL DONARSI MONOGAMO.
NON E' UN RAPPORTO SESSUALE, MA E' UN' INTIMA, UN'UNICA IDENTITA' DEI DUE CHE NON SOLO LA VIVONO, MA LA CONDIVIDONO PIU' CHE NELL'INTIMITA' FISICA IN QUELLA INTERIORE. SI APRONO E SI CONFIDANO I PROPRI PENSIERI SOLO CON GLI SGUARDI, GLI OCCHI NEGLI OCCHI.

FORSE NEL PICCOLO BAGLIORE DI UN PICCOLO FUOCO ACCESO DENTRO UNA GROTTA, FORSE DOPO UNA TENERA CAREZZA, OGNUNO DEI DUE SCORGE NELLE LABBRA DELL' ALTRO UN SORRISO. NEGLI OCCHI GUARDANDOSI L'UN L'ALTRO SCOPRONO IMPROVVISAMENTE UN LAMPO DI FELICIT┴, UNA ESPRESSIONE DI GIOIA INTENSA, UNA EMOZIONE DEL TUTTO NUOVA.

E IN QUESTO TOTALE PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE DI QUESTO "NOI", I DUE GIOVANI STANNO COSTRUENDO UNA STRUTTURA INSOLITA, PIU' MASSICCIA, PIU' INTENSA, SI ANNODANO I DUE "IO" PIU' SALDAMENTE, DIVENTANDO IN QUELLA EMOZIONE UNO SOLO. 
E' INDUBBIAMENTE L'ATTIMO DOVE..... NASCE L'AMORE.

NASCE QUEL LEGAME PIU' DURATURO E DIREMMO PIU' POETICO DA QUELLI PRECEDENTI FATTI DAGLI ISTINTI DELLA RIPRODUZIONE SESSUALE. I DUE ORA PERCEPISCONO CHE STANNO COSTRUENDO INSIEME UNA VITA CON UN SUO FULCRO E UNA PRECISA DIREZIONE, CHE LI PORTERA' A VIVERE IL LORO "NOI" INSIEME, UNITI. NON PIU' BRANCO.
E' NELLA SOSTANZA UNA UNIONE, UN "MATRIMONIO", IL MATTONE COSTRUTTIVO DELLA FUTURA FAMIGLIA NUCLEARE, POI COMUNITA' INDI SOCIETA'.


NON E ' ANCORA CELEBRATO, NON E' FORMALE, NON E' UN ISTITUTO GIURIDICO, CON DIRITTI E DOVERI, O CHE HA UNA DISCIPLINA NEL CONTRATTO, PERCHE' LA LORO NON E' UN' UNIONE DI CORPI E DI BENI, MA E' UNA UNIONE DI EMOZIONI E DI FELICITA' CONDIVISA DAL QUEL - SOLO IN QUELL'ATTIMO COSCIENTE - "NOI".
E' QUESTO IL "NOI" DI DUE INDIVIDUI, CHE SUBITO AVVERTONO ESSERE QUESTA UN' UNIONE, PURA, UNA INCARNAZIONE.

DALLA PREISTORIA CI GIUNGONO QUESTE PRIME TESTIMONIANZE. SONO LE PRIME CELLULE DI UNA EMBRIONALE SOCIETA'. NON ANCORA UNA ISTITUZIONE, MA E'  UN ANELITO INTERIORE, IL BISOGNO DI UNA COMUNANZA DI VITA NEL PROFONDO DEI SENTIMENTI CHE EMERGONO PREPOTENTEMENTE DA QUELLA CHE NOI CHIAMIAMO ANIMA.  

QUALE EMOZIONE PIU' GRANDE SCOPRIRE IN UNA TOMBA LE PRIME MANIFESTAZIONI DI QUESTI SENTIMENTI, CHE INDICANO LA "COMUNIONE" DI DUE ESSERI CHE SI SENTONO UNITI CON L'ANIMA.

ED ECCOCI A MANTOVA !!!

Una storia d'amore
lunga 6000 anni in vetrina a Mantova


Abbracciati teneramente, le gambe raccolte e incrociate l’uno con l’altra, le braccia di lui sul collo di lei, quelle di lei sulle spalle di lui, uniti da oltre 6000 anni in una pace d’abbandono che forse è stata amore. Sono gli «amanti di Valdaro», due scheletri risalenti al Neolitico ritrovati vicino a Mantova in una necropoli scoperta nel 2007. Finora nessuno aveva potuto gettare uno sguardo su quelle ossa innamorate, se non in fotografia. Da ieri (29 gennaio 2012) sono forse la cosa più bella del Festivaletteratura, pur senza essere Festival. Un’associazione nata tutta per loro che si è battezzata «Amanti a Mantova» è riuscita e esporli per qualche giorno nell’ingresso del Museo Archeologico, ancora in fase di ristrutturazione.

Oggi il progetto verrà illustrato in una conferenza stampa: l’obiettivo è che i due possano avere, come avrebbe detto Virginia Woolf, una stanza tutta per sé, e magari anche un adeguato arredamento tecnologico per illustrarne la vicenda.
Che è straordinaria, come un romanzo di cui possediamo alcuni capitoli, una narrazione al tempo stesso frammentaria e appassionante, una storia eterna.
I due scheletri sono stati ovviamente studiati a lungo. Ora sappiamo che sono appartenuti a due giovani, un uomo e una donna, fra i 18 e i 20 anni. A sinistra il maschio, a destra la femmina, vissuti intorno a 6000 anni fa.

Gli Amanti di Valdaro non smettono di commuovere. Tutti restano colpiti dai due scheletri abbracciati. Gli archeologi affermano che i corpi dei due giovani, furono collocati nella sepoltura proprio in quella posizione.

Rappresentano qualcosa di unico al mondo, sia per l’antichità sia per la posizione in cui sono stati trovati. E recano con sé una componente di mistero, perché sul significato del loro abbraccio mortale ed eterno (o quasi, dipende dai punti di vista e dal futuro dei musei) non si possono che formulare ipotesi. In un primo tempo, dato che erano state trovate accanto alcune punte di silice, si era pensato che potessero essere stati uccisi. Immaginare un compagno geloso, un capo-clan irascibile, una seduzione finita molto male non è poi così strano, visto che Mantova è la città del Rigoletto, e la casa dove Verdi concepì la sua (immaginaria) vicenda è a due passi dal museo, basta attraversare la piazza. Le prime analisi, però, stabilirono che non c’erano fratture e neppure microtraumi, dunque l’omicidio era da escludere.

Restava la malattia, forse il freddo: che i due ragazzi si fossero stretti per scaldarsi a vicenda in una gelida nottata neolitica? E’ possibile, ci dice la professoressa Silvia Bagnoli, animatrice e presidente del Comitato; però il luogo del ritrovamento, una necropoli, rende la cosa improbabile, o eccessivamente romanzesca. Sembrerebbe molto più verosimile pensare che i due corpi siano stati composti in quella posizione da mani pietose, che forse volevano lanciare un messaggio, magari non a noi posteri curiosi, ma certamente agli spiriti dell’aldilà, chiudere in un tenero abbraccio quello che era stato un amore (coniugale, probabilmente: è verisimile che a quel tempo ci si «sposasse» assai presto), consegnarlo tale e quale, incorrotto, al lungo viaggio della morte.

Queste cose le abbiamo lette nei feuilleton di Jean M. Auel, fra pitture rupestri e idilli nella caverne, sapiens-sapiens e neanderthaliani che si guardano in cagnesco, deliziose - per l’epoca - fanciulle in fiore: ma a vederle di persona e quasi toccarle l’impatto è ovviamente incommensurabile. La terra della zona ha conservato perfettamente le ossa, tanto che per non danneggiarle al momento dello scavo è stato sollevato e riposto in un adeguato contenitore l’intero blocco da cui affioravano, una zolla da due metri cubi che resta anche adesso il loro letto. I due amanti non hanno mai cambiato posizione, si stringono immutabili in un gesto che è nello stesso tempo affettuoso e sensuale, un gesto d’amore. Ora, dopo un’ultima notte che si perde nella vertigine dei millenni, avrebbero diritto forse a una prima notte al museo.

Non serve moltissimo, aggiunge la professoressa Bagnoli: 250 mila euro per una stanza dotata di un provvisorio accesso dall’esterno, e altri 200 mila per farla diventare una camera multimediale. Il prezzo di un appartamento in centro. Hanno sì 6000 anni, ma restano giovani e di poche pretese. E con un po’ di buona volontà, si potrebbe forse trovare posto anche per un loro antenato, non proprio il nonno visto che risale a 6500 anni fa, ma insomma un lontano trisavolo, il cui scheletro è stato ritrovato nella stessa necropoli. E’ un cacciatore, sepolto col cane e le armi. Non è mai uscito dalla cassa in cui è rinchiuso: esiste l’immagine, beninteso, ma salvo gli studiosi nessuno ha potuto ancora vederlo di persona. Per ora il cacciatore non riceve. Eppure anche lui ha una storia da raccontare, altrettanto straordinaria anche se forse un po’ meno appassionante; chi mai, del resto potrebbe rivaleggiare con un amore paleolitico stroncato a 18 anni?

Fonte: di Mario Baudino - la stampa.it
Pubblicato anche da Pierluigi Montalbano in

http://pierluigimontalbano.blogspot.it/2011/09/gli-amanti-di-valdaro-due-scheletri.html

SPERIAMO PRESTO DI VEDERE PRESTO AL MUSEO GLI
« Amanti a Mantova »

Lancio una proposta al Comitato che si è organizzato:

Una volta realizzata la teca in acciaio e cristallo che contiene i due amanti
Invitare per un viaggio di nozze a Mantova i novelli sposi, con ....
* Un pacchetto di agevolazioni (alberghi, ristoranti, teatri, ecc. ecc.);
* 2 biglietti gratis per la visita ai due amanti neolitici;
* 2 biglietti per la visita alla famosissima "Stanza degli sposi" del Mantegna.
.. (con in vendita un poster a grandezza naturale dell'"OCULO" - il soffitto con i putti ( * ) vedi immagine sotto ).
* Invitare a lasciare la "Partecipazione di Nozze" per l' "Albo d'Oro" visitatori;
* Permettere che i due sposi lascino dentro un urna una busta con del denaro
a ..loro discrezione per eternizzare il loro amore e perpetuare l'abbraccio dei due ..amanti neolitici. (che è poi l'augurio dei due sposi a se stessi).
..Ma non solo ai novelli sposi, ma anche a coloro che a distanza di pochi o tanti anni ..vogliono continuare ad abbracciarsi nel resto della loro vita e anche (prendano ..esempio) .."quando morte li separi".

IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI PIAZZA CASTELLO
DIVENTEREBBE SUBITO UNA REALTA'

AUGURI !!

a presto - io ci sarò !!
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