PALESTINA
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LE RAGIONI DI UNO E DELL'ALTRO
DEI PALESTINESI E DEGLI ISRAELIANI

 

Prof. Giovanni De Sio Cesari

( www.giovannidesio.it

 

Indice :
Premessa 
Chi è ebreo - Identità ebraica - Identità israeliana -
Idendità palestinese Laici e fonamentalisti in Israele   Laici e fondamentalisti palestinesi 
  Legittimità di Israele  -  Profughi Gerusalemme - Terrorismo  Rappresaglie  
Insediamenti -  Due duplici guerre

 

 

PREMESSA

 

 

Da oltre mezzo secolo si combatte un aspro conflitto fra israeliani e arabi e le conseguenze negative si ripercuotono in tutto il medio oriente. La soluzione prospettata della formazione di due stati sovrani è condivisa da tutti gli stati del mondo (*) ed accettata anche dai due contendenti: eppure il conflitto continua ed anzi  ha assunto negli ultimi anni un andamento tragico che appare inarrestabile malgrado gli sforzi congiunti praticamente di tutto il mondo: sembra un assurdo politico che ha pochi riscontri nella storia: abbiamo avuto conflitti più vasti,  più lunghi, più sanguinosi ma alla fine si prospettava una soluzione, una possibile vittoria di una delle parti. Ma in Palestina nessuno può vincere : passano gli anni, passano i decenni, passano le generazioni (ormai siamo alla quarta), aumentano lutti e tragedie ma è tutto vano, la soluzione rimane sempre la stessa e pare sempre irrangiungibile.
In questo lavoro non faremo la storia del conflitto per la quale rimandiamo ad altro articolo ma cercheremo di renderci conto di questo tragico caso storico: esamineremo prima  il formarsi delle due identità. israeliana e palestinese poi passeremo al raffronto delle posizioni delle due parti sui principali problemi specifici.

(*) Fra gli stati che si opposero ci fu il Vaticano, che paradossalmente (o no?) si schierò contro e non volle mai riconoscere lo stato d'Israele. Per la prima volta nella storia della cristianità, questa si schierò con gli arabi. Il "muro" del Vaticano crollò soltanto il 30 dicembre 1993 (vedi ultima parte di questa pagina - ndr. di Cronologia)

 

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CHI E' EBREO?

 

Spesso si pensa che essere ebreo significa seguire una certo credo religioso ma non è affatto cosi: si è ebrei anche se non si ha una fede religiosa ebrea..

A un primo livello la risposta è semplice : è ebreo  il figlio di ebrei e precisamente, secondo le consuetudini bibliche, chi è nato da madre ebrea. Ma a un secondo livello la risposta è oltremodo complessa : cosa distingue gli ebrei dai non ebrei? Bisogna tener presente vari fattori:

 RELIGIONE:  è l'elemento  più importante. Ma l'ebreo rimane tale anche se non segue alcuna religione e d'altra parte non si diventa ebrei per conversione religiosa ( come si puo diventare buddista o mussulmano). La religione ebraica infatti ha la caratteristica di essere una  religione nazionale, non fa proseliti presso gli altri popoli. Dio infatti ha stretto un patto con i discendenti di Israele e al patto non possono accedere altri. Si noti che il temine "ebreo" di incerta origine (forse significava " nomade") è stato sempre il termine usato dagli altri popoli : il termine esatto invece è " israeliti " cioè discendenti  da " Israele"  nome con il quale ,secondo il racconto biblico, l'angelo del Signore designò Giacobbe.

CULTURA:potrebbero allora essere identificati in una cultura. Tuttavia gli ebrei hanno assunto la cultura dei popoli presso i quali vivono ad eccezione  di tutto ciò che riguarda la religione e quindi gli usi ad essa connessa. Un ebreo in Germania avrà una mentalità da tedesco, in Iraq da arabo. Si rimanda quindi alla religione.

GRUPPO ETNICO: Si può considerare  gli ebrei nel senso di un insieme che persone che hanno caratteri genetici comuni  in quanto discendenti da un piccolo, antico gruppo umano. L'antisemitismo parte proprio da questo assunto per individuare negli ebrei una "razza". In effetti gli ebrei non possono considerarsi un popolo puro (ma d'altra  parte non ne esistono) . Gli ebrei che durante i millenni della diaspora si sono convertiti al cristianesimo o all'islam sono infatti usciti fuori dal gruppo confondendosi con i popoli circostanti : tutti noi europei abbiamo un antenato ebreo (convertito al cristianesimo). Soprattutto attraverso matrimoni misti molti non ebrei sono entrati a farne parte. La cosa è molto evidenti: gli ebrei hanno caratteri  fisici simili a quelli dei popoli presso cui hanno convissuto : infatti in Israele si vedono persone che hanno caratteri fisici molto diversi: nordici, mediterranei, anche negri (Falascia), è un po come girare per gli USA. Identificare gli ebrei come un gruppo genetico è chiaramente insostenibile.

LINGUA In genere è l lingua a individuare un popolo. L'ebraico è la lingua originale e in essa furono scritti i primi libri della Bibbia. Tuttavia già dalla antichità ( V secolo a. C. ) gli ebrei persero la loro lingua e usavano l'aramaico che era la lingua comune del Medio Oriente e non come comunemente si crede, lingua specifica degli Ebrei. In seguito, spargendosi per il mondo,  assunsero le lingue locali. Talvolta alcuni gruppi parlavano lingue diverse da quelle locali ma in questo caso si tratta di gruppi che conservano la lingua del luogo di emigrazione. E' il caso notissimo del  "Yddish": nel mondo slavo si diffusero gruppi di ebrei provenienti dalla Germania che conservarono l'antico dialetto tedesco contaminato da elementi slavi. Lo stesso avvenne per certi gruppi di ebrei diffusi nel mediterraneo provenienti alla Spagna che conservarono  a lungo lo spagnolo antico  come lingua propria. La lingua ebraica  rimaneva però come lingua liturgica. Solo in tempi recenti, alla formazione dello stato di Israele, su un antichissimo fondo biblico si è ristabilito l'ebraico come  una lingua parlata. Caso unico nella storia una lingua morta ormai da 2500 anni è tornata  a vivere.

 

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IDENTITA'  EBRAiCA

 

Ci si pone allora il problema storiografico come gli ebrei abbiano potuto mantenere la loro individualità per duemila anni senza essere assorbito dai popoli circostanti. Bisogna  distinguere il " prima" e il "dopo"  la formazione dello stato moderno laico e  liberale.

 Sia nel modo islamico come nel modo cristiano nei quali gli ebrei si sono diffusi, lo Stato ha sempre avuto forti connotazioni confessionali: solo gli aderenti alla religione dominante avevano la pienezza dei diritti, gli altri gruppi potevano essere  più o meno tollerati  ma restavano sempre ben distinti . Nel mondo dell'islam non solo si  sono conservato come entità distinta gli ebrei  ma anche gruppi di cristiani aderenti alle più diverse confessioni: i Maroniti del Libano, i Caldei dell'Iraq, i Copti dell'Egitto.

In Occidente per ragioni storiche che sarebbe troppo lungo ad esaminare l'unico gruppo non  cristiano furono gli ebrei. Essi furono sempre identificati  solo su base religiosa: la conversione al cristianesimo significava anche uscire dalla identità ebraica. In effetti proprio per questo  però non era facile psicologicamente per un ebreo passare al cristianesimo perchè questo avrebbe significato troncare i rapporti di solidarietà con tutti gli altri aderenti  al gruppo, con parenti ed  amici. Malgrado persecuzione ed emarginazione o meglio proprio per questo, la identità ebraica si manteneva forte.

La situazione cambiò radicalmente in Europa nell' 800 con la formazione dello stato laico e liberale e la contemporanea perdita di importanza della identità religiosa e il diffondersi anche dell'ateismo. L'appartenenza al culto ebraico non era più un impedimento alla piena integrazione e d'altra parte moltissimi ebrei abbandonavano la religione che d'altra parte perdeva rilievo sociale. Gli ebrei si integravano rapidamente e la identità che millenni di persecuzione non avevano potuto cancellare tendeva a perdersi in pochi decenni di libertà. Un contributo culturale grandissimo, sproporzionato alla modesta  consistenza numerica è venuta alla civiltà occidentale dagli Ebrei. Ma si noti: in nessun caso  si tratta di un contributo della "cultura ebraica", ma sempre di persone di origine ebraica che operavano  a prescindere e in genere in contrasto con la loro cultura tradizionale. Insomma non c'è nulla di ebraico nel pensiero di Marx o di Freud o di Einstein (anche se qualcuno crede di vedere qualche lontano riflesso). Il processo di integrazione ebraico fu però improvvisamente e tragicamente interrotte dalle follie dell'antisemitismo soprattutto nazista. L'antisemitismo si distingue dall'antiebraismo tradizionale perchè identifica l'ebreo come appartenente a una razza e non a un a religione inventando i concetti  scientificamente insostenibili di "ariani " e " semiti".  L'antisemitismo si basa su  un cumulo di errori storici e sociologici, su un complesso di assurde dicerie  e incredibili confusioni ed è veramente gran meraviglia cha abbia potuto diffondersi in un popolo come quello tedesco d'altra parte colto e civile.

Ne " Il giardino dei Finzi Contini"  di Bassani ben si ritrae il fenomeno del ritorno all'identità: gli ebrei di Ferrara non formano gruppo, non hanno particolari relazioni fra di loro, non si conoscono  nemmeno  bene tra loro anche se  vivono in una piccola città, in maggioranza non sono nemmeno  più credenti. ma con la promulgazione delle leggi razziali sono "costretti" a divenire gruppo, a ritrovare la identità. Cacciati incredibilmente dal circolo del tennis cittadino perchè "non ariani" formano un loro circolo privato separato "ebraico"

La  immane tragedia  seguita alla follia nazista ha creato una nuova coscienza ebraica fondata sulla paura che avvenimenti del genere possano ripetersi: nessuno avrebbe pensato negli anni trenta che sei milioni di esseri umani potessero essere sterminati nei lager: chi ci assicura che avvenimenti del genere non possano ripetersi?

Si è pure creato in occidente un senso di solidarietà  e anche un senso di colpa profondo per non aver saputo  impedire la immane tragedia.

 Il nazismo ha provocato insieme il risorgere della coscienza ebraica e il passaggio dalla  millenaria ostilità europea a  una profonda solidarietà:  Hitler certo non lo aveva previsto

 

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IDENTITA' ISRAELIANA  

 

Essere israeliano significa essere cittadino dello Stato di Israele. Non si tratta di un fatto etnico culturale  ma di un fatto giuridico: tuttavia il problema è molto complesso per la presenza di cittadini dalle origini molto diverse.

Hanno la cittadinanza israeliana innanzi  tutti coloro che abitavano nei confini dello stato di Israele alla sua formazione e i loro discendenti. Tuttavia gli arabi che abitavano quelle zone in maggioranza fuggirono ritenendo di poter tornare in breve al seguito degli eserciti arabi vincitori. Per tutti costoro Israele ha sempre negato la cittadinanza. Quelli che invece restarono (e discendenti) hanno la piena cittadinanza. ed eleggono i rappresentanti al parlamento israeliano. Il perdurare di uno stato di aspro conflitto li pone però in situazione particolarmente delicata: essi sono cittadini di uno stato che è in lotta con il gruppo etnico a cui essi sentono di appartenere, si dicono discriminati e in effetti  gli  Israeliani si  fidano poco della loro lealtà ed essi restano sospesi fra due mondi in lotta.

Il gruppo di maggioranza è quello ebraico ma esso a sua volta è formato da ondate di immigrati di origine e tempi diversi. Fra le due guerre mondiali si stabilirono  in Palestina, allora mandato britannico,  in base alla dichiarazione Balfour  un numero non eccessivo di ebrei: essi intendevano avere un loro "focolare", un loro " luogo" dove potessero conservare la loro identità minacciata, come abbiamo visto, dalla assimilazione in Europa. Si trattava di persone di cultura e mentalità europea, molto motivate e determinate  che misero a frutto con grande intraprendenza terre fino ad allora povere  e che intrattennero con gli arabi rapporti in genere abbastanza buoni.  La tragedia della Seconda Guerra Mondiale fece affluire in Palestina ondate di ebrei in parte scampati ai campi di concentramento e comunque ben decisi a trovare un luogo sicuro da ulteriori persecuzioni. Anche costoro erano di origine e cultura europea e e si amalgamarono  facilmente con quelli gia residenti (detti " sabra",  nati in Palestina) ma  portarono anche una ossessione per la sicurezza che tanta parte ha avuto poi nell'atteggiamento di Israele: con la risoluzione dell'ONU e la guerra si formò lo stato di Israele della cui cittadinanza quindi parteciparono tutti i residenti.

La costituzione dello Stato però ha il principio secondo il quale ogni ebreo che desidera stabilirsi in Israele ha diritto ad avere la cittadinanza. si tratta di un caso unico al mondo (ma la " unicità" è molto comune quando si parla di ebrei). Pertanto  tutti gli ebrei che lo desideravano poterono stabilirsi in Israele,

Ricordiamo alcuni ondate in particolare: Il conflitto con gli arabi portò alla emigrazione degli ebrei residenti nei paesi arabi in Israele. Si trattava di comunità che avevano convissuto pacificamente per oltre un millennio con gli arabi di cui avevano assimilato cultura e lingua e  che improvvisamente si trovavano catapultate   in un mondo "occidentale", a loro del tutto estraneo. C'era chi veniva dallo Yemen con molte mogli e con i "rotoli della legge " (proprio letteralmente "rotoli")  e si trovava in città dal traffico caotico. Un caso particolare furono i Falascia dell'Etiopia: si tratta di un gruppo di pelle nera e di religione ebrea, delle cui origini nulla si sa di preciso tranne che sono antichissime  e che passarono all'improvviso da un mondo fermo a duemila anni fa  nel XX secolo.

Recentemente vi è stata una ondata massiccia di immigrazioni dalla Russia e dai paesi slavi ex comunisti. Con lo sfacelo del URSS  e la terribile crisi economia molti russi di origine ebrea  hanno ritenuto conveniente inserirsi in un paese dalla economia abbastanza florida. Prevalgono quindi motivi economici e non ideali: la identità ebraica in Russia era molto poco sentita,  non si sa nemmeno quanti effettivamente degli immigrati possano considerarsi ebrei data la difficoltà di chiarire questo concetto come abbiamo prima visto. Inoltre gli ebrei di origine slava abituati al comunismo hanno anche difficoltà a inserirsi in un ambiente economico liberista di tipo occidentale.

 

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IDENTITÀ' PALESTINESE

 

Si intende con questo termine gli abitanti della Palestina non ebrei che vivevano ivi prima della immigrazione ebrea. La Palestina però non ha mai ,fin dall'antichità, costituita uno stato autonomo ma ha fatto sempre  parte degli imperi  che si sono succeduti nella regione . Nel 1918 faceva parte dell'impero turco: con la sua dissoluzione essa divenne mandato britannico.


il precedente protettorato inglese - il Piano Onu '47 - le conquiste israeliane dopo il '48

Nel 1948 l'ONU decise la spartizione  della regione e la parte che  non costituì lo stato di Israele entrò a far parte  della GIordania.

Dopo la guerra del 67 la Giordania  rinunciò a ogni diritto sulla regione che "aspira" quindi a divenire uno stato autonomo. Conseguentemente non è mai   esistita una nazionalità "Palestinse", distinta dai popoli vicini.

I Palestinesi sono tutti di lingua araba ma non tutti sono mussulmani. Infatti circa il 10 % sono cristiani appartenenti a comunità preesistenti all'invasione araba ("melkiti", cioè partigiani del Melk" .nome arabo che designava l'imperatore bizantino ) o costituitosi con l'arrivo dei crociati. L'elemento cristiano tuttavia pare in forte diminuzione per la emigrazione.

Vi sono però molte "categorie" di Palestinesi che cerchiamo di distinguere:

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Prof. Giovanni De Sio Cesari

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Pluralisticamente accettiamo altre tesi. Non per partito preso o per attribuire torti o ragioni 
ma perchè è giusto cercare di capire

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