ANNO 1956
LE GUERRE IN MEDIO ORIENTE

I difficili rapporti di Arabi e Israeliani

ATTO PRIMO ("guerra del Canale di Suez")



(non facciamo nessun commento, riportiamo solo i comunicati ufficiali durante il periodo della crisi -
le fonti sono le agenzie di stampa, e in particolare i comunicati (giorno, ora, minuti) diramati dall'Agenzia Ansa)

Tutto iniziò per il finanziamento della diga di Assuan in Egitto
( si erano già offerti gli USA e anche la G. Bretagna., ma intervenne la Russia )

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21 GIUGNO 1956 ore 07.19 - Il Cairo - Da fonte attendibile, l'agenzia United Press apprende che la Russia ha offerto all'Egitto un prestito dell'ammontare di circa 250 miliardi di lire, per contribuire al finanziamento della costruzione della diga di Assuan. Il prestito sarebbe gravato dell'interesse dell'uno per cento all'anno. L'offerta sarebbe stata fatta dal ministro degli esteri sovietico Scepilov, che assiste in questi giorni alle cerimonie per il ritiro delle ultime truppe inglesi dalla zona del canale di Suez.
7 LUGLIO 1956 ore 06.53 - Washington - Un portavoce del Dipartimento di stato ha annunciato che non essendo stata accettata dall'Egitto l'offerta americana a partecipare al finanziamento della costruzione della diga di Assuan entro il 30 giugno, allo scadere dell'anno fiscale americano, il governo degli Stati Uniti ha notificato al governo egiziano che i fondi previsti per questa partecipazione (54.600.000 dollari) sono stati nuovamente versati al Tesoro degli Stati Uniti.
7 LUGLIO 1956 ore 15.42 - Londra - Anche Londra ritira l'offerta. Un portavoce del Foreign Office ha dichiarato oggi che la Gran Bretagna, al pari degli Stati Uniti, ha deciso di ritirare la sua offerta per aiuti finanziari all'Egitto da impiegare nella costruzione della grande diga di Assuan sul Nilo.
7 LUGLIO 1956 ore 19.58 - Washington - Ai "no" si accoda la Banca Mondiale. Alla sede viene ufficialmente confermato che la soppressione delle offerte britannica e americana di aiuto all'Egitto per la costruzione della diga di Assuan comporta automaticamente la soppressione dell'offerta da parte della banca di un prestito di 200 milioni di dollari per il finanziamento dello stesso progetto.

NASSER A CACCIA DI DENARI, NAZIONALIZZA IL CANALE DI SUEZ
TOGLIENDO A FRANCIA E INGHILTERRA I LUCROSI PEDAGGI INCASSATI DA UNA
SOCIETA' CHE SOLO DI FACCIATA E' EGIZIANA

26 LUGLIO 1956 ore 23.13 - Parigi - In un discorso pronunciato questa sera ad Alessandria e trasmesso da Radio Cairo, il presidente egiziano Nasser ha dato lettura di un decreto da lui firmato oggi e così intitolato: "Decreto del presidente della repubblica sulla nazionalizzazione della Società internazionale del canale di Suez".
Ecco il testo del decreto: "La Società internazionale del canale di Suez è una società egiziana di azionisti. Lo stato egiziano prende a suo carico l'attivo e il passivo della società e prende possesso di tutti i suoi organi amministrativi. Lo stato indennizzerà tutti i portatori di titoli di questa società sulla base dei prezzi quotati alla borsa di Parigi alla data dell'entrata in vigore di questa legge".
Durante il suo discorso Nasser ha dichiarato: "Noi costruiremo la diga di Assuan anche contro la volontà di tutti. A tale fine saranno utilizzate le entrate annue della compagnia del canale di Suez che ammontano a cento milioni di dollari. Oggi dopo un secolo il canale ci viene restituito. Non si trattava di una società, ma di uno stato nello stato. Grazie alle entrate di questa istituzione non avremo bisogno di aiuti dall'estero. Come il re Faruk ha lasciato l'Egitto definitivamente il 26 luglio 1952, oggi nel quarto anniversario la compagnia del canale di Suez cessa di esistere".
Nasser ha annunciato che tutti i fondi della compagnia del canale di Suez in Egitto sono stati congelati.
L'INGHILTERRA PENSA GIA' AD USARE LA FORZA

27 LUGLIO 1956 ore 02.30 - Londra - Stupore e incredulità a Londra. - Negli ambienti economici londinesi si dichiara che non si può escludere la possibilità di una rioccupazione da parte della Gran Bretagna della zona del canale di Suez in seguito alla decisione egiziana di nazionalizzare il canale. Il discorso di Nasser è stato accolto con stupore e all'inizio quasi con incredulità. Si ritiene che la decisione egiziana costituisca un gesto di rappresaglia quasi disperato in seguito al rifiuto angloamericano di partecipare al finanziamento della diga di Assuan.
27 LUGLIO 1956 ore 17.12 - Porto Said - La compagnia di Suez ammaina la bandiera. - Il vessillo della compagnia del canale di Suez, che Ferdinand de Lesseps aveva issato come emblema della sua compagnia, è stato ammainato questa mattina dagli edifici della compagnia per la prima volta dopo l'inaugurazione del canale avvenuta 87 anni fa. Esso è stato sostituito dalla bandiera egiziana. La bandiera della compagnia era azzurro mare e recava le iniziali bianche "C.S." (canale di Suez). La grande statua di bronzo di de Lesseps, eretta all'ingresso del canale, a Porto Said, col braccio teso verso l'istmo tagliato del canale e recante il motto "Aperite terram gentibus" non resterà probabilmente a lungo sul suo piedestallo. I giornali egiziani avevano chiesto più volte l'eliminazione di questa statua e le accuse mosse ieri da Nasser contro la compagnia e Lesseps ne fanno prevedere la soppressione".

INIZIA LA RAPPRESAGLIA INGLESE
28 LUGLIO 1956 ORE 11.50 - Londra - Londra blocca i beni egiziani. - La Tesoreria annuncia che tutti gli averi egiziani in Gran Bretagna, compresi i crediti in sterline, sono bloccati.

ANCHE LA FRANCIA PROMETTE L'USO DELLA FORZA
28 LUGLIO 1956 ore 20.58 - Parigi - Parigi promette una risposta energica. In un suo intervento all'Assemblea nazionale, il primo ministro francese Guy Mollet ha dichiarato che "il governo francese è deciso a dare una risposta energica e severa la quale dovrà assumere la forma di un'azione congiunta con i nostri alleati occidentali".
GLI INGLESI PERSI GLI INTROITI DEL CANALE ORA VORREBBERO UTILIZZARLO GRATIS

1 AGOSTO 1956 ore 23.40 - Londra. - Verso una conferenza internazionale. - A quanto si apprende, le potenze occidentali avrebbero raggiunto oggi un accordo per la convocazione di una conferenza internazionale sul futuro di Suez, con la partecipazione dell'Unione Sovietica. Gli Stati Uniti avrebbero accettato questo punto di vista in cambio di assicurazioni che non vi sarà al momento attuale "alcuna azione di forza". La Gran Bretagna si sarebbe però riservata il diritto di impiegare la forza, "in ultima analisi", qualora l'Egitto tentasse di apportare restrizioni al traffico attraverso il canale.

9 AGOSTO 1956 ore 18.39 -Mosca. - L'Agenzia Tass comunica che il governo sovietico accetta l'invito a partecipare alla conferenza per Suez perché la conferenza "potrebbe fornire un'opportunità per una pacifica soluzione della controversia". Il governo sovietico afferma poi di riconoscere come diritto legittimo e sovrano dell'Egitto la decisione di nazionalizzare il canale di Suez e ritiene privi di fondamento i timori delle potenze occidentali per quanto riguarda la libertà di navigazione.


12 AGOSTO 1956 ORE 17.06 - Il Cairo - Nasser ha annunciato che l'Egitto ha respinto l'invito a par
tecipare alla conferenza di Londra. Nasser ha d'altra parte dichiarato che l'Egitto è pronto a patrocinare una conferenza internazionale di tutti i paesi firmatari della convenzione di Costantinopoli del 1888, avente lo scopo di rivedere detta convenzione e di garantire la libertà di navigazione attraverso il canale di Suez.

PRIMA IL CANALE ERA MONOPOLIO DELLA SOCIETA', ORA DEVE DIVENTARE DI TUTTI

16 AGOSTO 1956 ore 22.27 - Londra - La prima giornata della conferenza londinese per il canale di Suez è stata caratterizzata dal discorso del segretario di stato americano Foster Dulles. Egli ha espresso i principi che dovrebbero costituire la base di un "piano giusto ed equo" che riconosca i legittimi interessi di tutti. Essi sono: 1) il canale deve funzionare in maniera efficiente, come via d'acqua libera e sicura; 2) il funzionamento del canale deve essere del tutto separato dall'influenza di qualsiasi politica nazionale; 3) devono essere riconosciuti e soddisfatti tutti i diritti e interessi legittimi dell'Egitto nel canale, compreso un introito equo; 4) dovrà essere pagata un'equa compensazione agli azionisti della compagnia universale del canale di Suez.

23 AGOSTO ore 17.49 - Londra - La conferenza ha adottato all'unanimità la mozione seguente: "I rappresentanti dei 22 paesi membri della conferenza per Suez incaricano il loro presidente di comunicare al governo egiziano il verbale integrale delle loro deliberazioni". Una delegazione di cinque paesi - Australia, Stati Uniti, Svezia, Persia ed Etiopia - diretta dal primo ministro australiano Menzies, si recherà al Cairo per illustrare il piano occidentale e proporlo come base di trattative.


28 AGOSTO 1956 ore 12.16 - Londra - Il presidente Nasser si è dichiarato d'accordo nell'incontrare il "Comitato dei Cinque". Lo ha dichiarato un portavoce dell'ambasciata egiziana a Londra.
ORE 12.35 -
A quanto si apprende da fonti ufficiali, il presidente Nasser ha respinto il piano Dulles per l'internazionalizzazione del canale di Suez come base di negoziati.

3 SETTEMBRE ore 06.52 - Londra - Secondo il "Daily Mail" l'Egitto intende bloccare il canale di Suez, in caso di necessità, ed a tale scopo sarebbero state ancorate nel lago di Tmsah, ad Ismailia, ad un centinaio di metri dal centro del canale, due chiatte cariche di tremila tonnellate di cemento e di esplosivo.

INTERVIENE IMPROVVISAMENTE NELLA CRISI ISRAELE

29 OTTOBRE ore 20.42 - Tel Aviv - Truppe israeliane sono entrate in territorio egiziano ed hanno occupato posizioni sulla strada del canale di Suez.


 

Quando è stato dato l'annuncio, le truppe d'Israele erano penetrate per quasi 100 chilometri in territorio egiziano. Il comunicato indicava che le colonne israeliane attraversavano il deserto del Sinai superando importanti basi dell'esercito egiziano. Il portavoce del ministero degli esteri israeliano ha dichiarato che Israele ha preso "le misure necessarie per distruggere le basi dei commandos suicidi egiziani nella penisola del Sinai".
ORE 23.55 - Tel Aviv - Da fonti governative israeliane si dichiara che forze israeliane operanti in territorio egiziano hanno raggiunto un punto a circa 30 chilometri ad est di Suez.



L'ULTIMATUM DI 12 ORE DI GRAN BRETAGNA E FRANCIA
(Gli USA considerano questo ultimatum "uno dei più brutali imposti ad una nazione"

30 OTTOBRE ore 17.52 - Londra - Il primo ministro britannico sir Anthony Eden ha detto di aver chiesto al governo egiziano che truppe inglesi e francesi vengano stazionate a Porto Said, Ismailia e Suez, allo scopo di costituire una separazione fra le forze egiziane e israeliane contrapposte e proteggere il traffico lungo il canale. Eden, il quale parlava alla Camera dei Comuni, ha detto che comunicazioni urgenti sono state inviate ai governi di Egitto e Israele, i quali hanno dodici ore per rispondere. Eden ha così proseguito: "È stato portato a conoscenza dei due governi che se allo scadere del termine delle dodici ore, uno dei due governi o ambedue non si saranno uniformati a queste richieste, forze francesi ed inglesi interverranno con quell'energia che potrà rivelarsi necessaria, così da assicurare l'osservanza delle richieste stesse".

LA PROTESTA DELL'ONU A ISRAELE

ORE 19.39 - Amman - Il maggior generale Burns, capo della commissione d'armistizio dell'Onu, ha inviato oggi una seconda nota di protesta al primo ministro d'Israele Ben Gurion per l'attacco israeliano in territorio egiziano.
ORE 23.10 Washington - Il presidente Eisenhower ha inviato messaggi personali ai capi dei governi francese e britannico, invitandoli a permettere una pacifica soluzione dell'attuale crisi nel Medio Oriente. Egli esprime "la ferma speranza che le loro decisioni daranno all'Onu ogni possibilità" di risolvere la crisi "con mezzi pacifici e non con la forza".
ORE 23.16 - New York - L'Egitto ha chiesto una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu per esaminare la minaccia "di aggressione francobritannica".

31 OTTOBRE ore 03.55 - New York - Al Consiglio di sicurezza, Francia e Gran Bretagna hanno posto il veto alla risoluzione sovietica nella quale si invitano Israele ed Egitto a cessare il fuoco e si invita Israele a ritirare le proprie forze dietro le linee d'armistizio.
ORE 10.27 - Londra - Nel suo notiziario delle 9.30, la Bbc ha affermato che aerei francesi e britannici con a bordo truppe stanno decollando da Cipro "a intervalli regolari".

ORE 11.38 - Washington - Chalmers Roberts, corrispondente diplomatico del "Washington Post", che generalmente riferisce vedute assai vicine a quelle del segretario di stato Foster Dulles, scrive stamane nel suo giornale: "Negli ambienti governativi, dal presidente in giù, si ritiene che gli inglesi e i francesi abbiano compiuto un tragico errore di calcolo, e che l'intervento militare si rivelerà alla lunga disastroso per i loro paesi... Gli Stati Uniti considerano l'ultimatum anglo-francese all'Egitto come uno dei più brutali mai imposti ad una nazione".

AGLI ANGLO-FRANCESI FANNO UN DISPETTO: BOMBARDANO IL CANALE

1 NOVEMBRE ore 15.48 -Il Cairo - Il presidente Nasser ha proclamato oggi la legge marziale in Egitto. Egli assume pertanto la carica di governatore militare generale dell'Egitto.
ORE 16.12 - Il Cairo - Il Quartier generale egiziano annuncia che aerei britannici e francesi hanno affondato una nave egiziana nel canale di Suez bloccando la navigazione nel canale.
Un comunicato precisa che gli aerei anglo-francesi hanno affondato la fregata "Akka" della marina egiziana mentre transitava nel canale nei pressi del lago Timsah, bloccando così la navigazione. "In questo modo - sottolinea il comunicato - Gran Bretagna e Francia hanno bloccato la navigazione nel canale di Suez proprio nel momento in cui avevano messo a rumore tutto il mondo sostenendo di voler garantire la navigazione nel canale".
ORE 21.37 - Un comunicato pubblicato a Nicosia afferma che la nave egiziana è stata affondata mentre veniva rimorchiata per essere affondata dagli stessi egiziani in posizione tale da bloccare il canale.

ORE 21.39 - Londra - Prendendo la parola alla Camera dei Lords, l'arcivescovo di Canterbury, Geoffrey Fisher, ha affermato: "Non possiamo ignorare il fatto che l'opinione pubblica mondiale è convinta che noi abbiamo commesso un grave errore". Egli ha aggiunto che "il mondo cristiano in Inghilterra è terribilmente preoccupato e scontento".

REAZIONI IN AMERICA PER IL PRODITORIO ATTACCO ANGLO-FRANCESE
ORE 23.20 - New York - Il delegato egiziano Lutfi dichiara all'assemblea generale dell'Onu che il Cairo è stato bombardato 21 volte da aerei a reazione inglesi e francesi. Egli chiede all'assemblea di condannare gli aggressori e di porre fine all'aggressione.
È intervenuto quindi il segretario di stato americano Foster Dulles, il quale ha espresso il suo rammarico per essere in disaccordo con tre nazioni amiche e ha dichiarato che le provocazioni, per quanto gravi, che hanno avuto luogo in passato, non possono giustificare l'intervento da parte di forze armate che si sta verificando da qualche giorno in Egitto. Dulles ha presentato una risoluzione nella quale si chiede a tutte le parti coinvolte di cessare immediatamente il fuoco e si chiede alle forze israeliane di ritirarsi dietro le linee di armistizio israelo-egiziano.

64 "COLOMBE" contro 5 "FALCHI"

2 NOVEMBRE ore 08.45 - New York - L'assemblea generale dell'Onu ha approvato con larga maggioranza la mozione americana la quale chiede l'immediata cessazione delle ostilità in Egitto ed esprime grave apprensione per le operazioni condotte dalle forze anglo-francesi e da quelle israeliane. Hanno votato a favore della mozione americana 64 delegati; hanno votato contro cinque (Gran Bretagna, Francia, Israele, Australia e Nuova Zelanda); si sono astenuti sei delegati (Belgio, Canadà, Laos, Olanda, Portogallo e SudAfrica).
ORE 11.20 - Parigi - Un portavoce del ministero della difesa francese ha annunciato questa mattina che l'alto Comando militare alleato considera "l'aviazione egiziana praticamente fuori combattimento".
G.B. & FR: VOGLIAMO UNA POLIZIA ONU, MA CON SOLDATI NOSTRI
(ma poche ore dopo alle ore 03.08, del 4 attaccano per l'invasione dell'Egitto)

3 NOVEMBRE ore 03.00 - New York Il governo egiziano ha annunciato questa sera di accettare la risoluzione dell'Onu.
ORE 13.43 - Parigi - I governi di Francia e Gran Bretagna hanno pubblicato la seguente dichiarazione comune: "1) I governi britannico e francese mantengono il loro punto di vista che un'azione di polizia deve essere proseguita d'urgenza per arrestare le ostilità che minacciano il canale di Suez; 2) essi sono disposti ad arrestare le operazioni militari non appena soddisfatte le condizioni seguenti: a) i governi egiziano e israeliano accettino di ammettere una forza delle Nazioni Unite per preservare la pace; b) le Nazioni Unite prendano le disposizioni necessarie per approntare e mantenere sul luogo tale forza sino a quando Israele e gli stati arabi non si saranno messi d'accordo sulle condizioni di pace; c) in attesa i due avversari siano disposti ad accettare che distaccamenti limitati di truppe anglo-francesi, agenti in nome e per conto delle Nazioni Unite, stazionino immediatamente fra i combattenti".

ORE 14.05 - Parigi - Da fonte ufficiale inglese si dichiara che il traffico nel canale di Suez è definitivamente interrotto dalle navi cariche di cemento fattevi affondare dagli egiziani. Per l'avvenire, pertanto, il traffico dovrà essere dirottato per il capo di Buona Speranza.

4 NOVEMBRE ore 03.08 - Il Cairo - Un comunicato egiziano annuncia che le forze navali anglo-francesi hanno attaccato Suez e si preparano ad invadere l'Egitto..
ORE 06.30 - New York - L'assemblea ha approvato la proposta di creare un comando di polizia delle Nazioni Unite per l'Egitto.
ORE 06.50 - New York - Si precisa che il progetto di costituire un corpo di polizia internazionale, avrà il compito di "assicurare e controllare" la cessazione delle ostilità nel Medio Oriente;è stato approvato con 57 voti favorevoli, nessun contrario e 19 astenuti.
5 NOVEMBRE ORE 07.37 - Londra - Un comunicato alleato informa che paracadutisti inglesi e francesi sono atterrati su suolo egiziano.
ORE 08.50 - Il comunicato afferma che la Gran Bretagna e la Francia hanno invaso l'Egitto all'alba. Migliaia di paracadutisti sono stati lanciati su posizioni chiave lungo il canale di Suez e alle due estremità di esso. L'operazione è diretta particolarmente a Porto Said, Ismailia e Suez.
ORE 9.30 - La Francia e l'Inghilterra hanno informato le Nazioni Unite che l'azione militare in Egitto verrà sospesa appena un piano per la creazione di un corpo internazionale di polizia verrà accettato da Egitto e Israele e appoggiato dall'Onu.
ORE 22.09 - New York - L'Egitto ha annunciato che accetta la risoluzione delle Nazioni Unite per la costituzione di una forza di polizia internazionale per il Medio Oriente.
ORE 23.50 - New York - Israele ha informato questa sera le Nazioni Unite di essere disposta ad aderire alla cessazione del fuoco.

6 NOVEMBRE ore 19.10 - New York - I governi britannico e francese hanno ordinato alle loro forze in Egitto di cessare il fuoco alle ore 1.00 di questa notte.
ORE 19.16 - Londra - L'annuncio del cessate il fuoco è stato dato dal primo ministro Eden alla Camera dei Comuni. Eden ha informato la Camera che la Gran Bretagna è disposta a sospendere qualsiasi ulteriore azione militare in Egitto, subordinatamente ad alcune condizioni.

8 NOVEMBRE ore 19.30 -
Il Cairo - L'Egitto ha accettato che una commissione dell'Onu per il controllo della cessazione del fuoco stazioni in territorio egiziano. Ne ha dato l'annuncio al termine di un colloquio con il ministro degli esteri egiziano Fawzi, il generale Burns.

10 NOVEMBRE ore 10.59 - Il Cairo. Il governo egiziano accetta in linea di principio la formazione di una forza internazionale di polizia per il Medio Oriente. Lo ha annunciato il direttore del Dipartimento informazioni Abdel Kader Hatem.

ORE 15.47 - Tel Aviv - Un portavoce governativo ha precisato che gli egiziani hanno avuto presumibilmente nella battaglia del Sinai circa 3.000 morti, 7.000 prigionieri e un numero imprecisato di dispersi, mentre gli israeliani hanno avuto 150 morti, 20 dispersi e 500 feriti, dei quali 100 gravi. Oltre alle armi, gli egiziani hanno lasciato nelle mani degli israeliani depositi di carburante per sette milioni e mezzo di litri. Il bottino fatto dagli israeliani comprende per i soli carri armati e i pezzi di ricambio, materiale per 10 milioni di dollari.


15 NOVEMBRE ore 12.31 - Zurigo - La "Swissair" annuncia che tre aerei della società, trasportanti il primo contingente della forza internazionale dell'Onu per il canale di Suez, provenienti dall'aeroporto di Capodichino, sono atterrati all'aeroporto di Abu Sueir, presso Ismailia, alle ore 8.30, 9.02 e 9.47. I primi due aerei hanno trasportato 45 militari danesi e norvegesi, mentre il terzo recava materiali.

4 DICEMBRE ore 17.42 - Porto Said - Le operazioni di reimbarco hanno avuto inizio sia a Port Said (occupato dalle truppe britanniche) che a Porto Fuad (occupato dalle truppe francesi). Secondo fonti bene informate, la durata complessiva di tali operazioni dovrebbe essere di 15 giorni.

5 DICEMBRE ore 10.34 - New York - Il "New York Times" scrive oggi che i recenti avvenimenti hanno affrettato il declino dell'influenza britannica e francese nel Medio Oriente e hanno lasciato un vuoto che l'Urss sta cercando di colmare sfruttando allo stesso tempo il conflitto tra arabi e Israele e le rivalità fra gli stessi paesi arabi. Il giornale afferma che il mondo libero ha il dovere di evitare ciò e può farlo solo riempiendo esso stesso questo vuoto. Il "New York Daily News" dichiara di aver saputo da fonte attendibili delle Nazioni Unite che il colonnello Nasser era sul punto di "innalzare bandiera bianca" quando i russi gli chiesero di proseguire i combattimenti e gli promisero l'appoggio di volontari. Nasser avrebbe compiuto anche un passo presso l'ambasciatore americano al Cairo, Raymond Hare, per chiedergli di entrare in contatto con il comando anglo-francese allo scopo di conoscere le condizioni di pace. Lo stesso Nasser, afferma il "Daily News", avrebbe posto una sola condizione: che non vi fossero cambiamenti politici in Egitto e che egli potesse rimanere al potere.

27 DICEMBRE 1956 ore 02.16 - Porto Said - li direttore dell'ente egiziano per la gestione del canale di Suez, Mahmoud Yunis, ha annunciato che "le operazioni di sgombero del canale di Suez sono state iniziate". Egli ha precisato: "Abbiamo iniziato a lavorare sia ad Ismailia (a metà strada lungo il canale) che a Suez per riportare in superficie alcuni relitti di grossa mole che giacciono in queste località".
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TERMINA LA GUERRA - RIPRENDERA' NEL 1967 CON LA COSIDDETTA
"GUERRA DEI 6 GIORNI"


E LA DIGA DI ASSUAN POI CHI LA FINANZIO' ?

26 DICEMBRE 1958 ore 09.07 - I giornali egiziani annunciano stamani che l'accordo con l'Urss per la costruzione della diga di Assuan sarà firmato domani sera al Cairo. Tutti i lavori relativi alla prima fase della costruzione saranno intrapresi dall'Unione Sovietica. (09.079
ORE 13.23 - Per completare la prima fase occorreranno quattro anni di lavori, ma grandi sforzi verranno fatti dall'Egitto e dall'Urss per portare i lavori a termine in tre anni. Gli esperti sovietici cominceranno la loro opera immediatamente dopo la firma degli accordi.

27 DICEMBRE ore 22.06 - Il Cairo - La firma dell'accordo è avvenuta oggi al Cairo. L'Urss concede all'Egitto un prestito a lunga scadenza di 400 milioni di rubli, con facilitazioni di pagamento, che prevedono il rimborso sotto forma di esportazione di merci egiziane verso l'Urss. L'Urss si impegna inoltre a fornire tutto il materiale necessario ai lavori ed esperti incaricati della gestione tecnica dei lavori di costruzione.
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CONTINUA IN TABELLONE ISRAELE