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..... TUTTO SUL VENTENNIO FASCISTA

VEDI POI ANCHE
LA GUERRA FASCISTA >
ma M. fece tutto da solo ? >>>>

giriamoci il mestolo dentro

 

Certo che ci fu la LIBERAZIONE, detta anche "RESISTENZA" fatta dai partigiani, ma la prima non fu fatta da loro ma dagli angloamericani, mentre la seconda rispetto ai grandi numeri della guerra angloamericana in Italia fu marginale. Il contributo fu praticamente irrilevante sul piano militare e perfino osteggiato dagli angloamericani stessi.

Questo però non toglie che ci furono in molte contrade italiane le difese della popolazione dai nazisti, e non credo nemmeno che - perché avvenute in alcuni casi in un criticabile modo - si possa dire che diminuiscono il valore della Resistenza. E' stato un momento alto della nostra democrazia ed è importante, opportuno, giusto ricordarla e celebrare i suoi ideali così come si è fatto per tanti anni per la celebrazione della Risorgimento. E’ necessario che un popolo abbia delle feste che celebrino gli ideali ai quali la nazione tutta e lo Stato possano riconoscersi. (La "Resistenza fra Mito e Storia"- > Le Mappe >>>>>>>>>

Osteggiata dagli angloamericani perchè loro operavano col metodo "tayloristico"; il loro "credo" ottimizzare al massimo le proprie risorse di mezzi e uomini (*), non concepivano minimamente una "guerra di bande" di disertori, simili a quelle fatte dai partigiani. Che nella sostanza disertori lo erano, sia quelle che operavano a Nord come anche quelli a Sud. Erano tutti soldati andati allo sbando, che avevano imitato la fuga di tutto lo Stato Maggiore, Sabaudi e Badoglio compreso.
DISERZIONE O NO OGNUNO AGI' CON LA PROPRIA COSCIENZA O CON GLI INSEGNAMENTI RICEVUTI

(*) Non dobbiamo dimenticare quante erano queste "Risorse" dei angloamericani. Ingenti !!!!! rispetto all'Italia.
116.314 carri armati (Italia 2.743), 2.933.254 automezzi (Italia 83.000), 129.538 mezzi cingolati (Italia 0), 774.038 cannoni (Italia 7.200), 2.300.000 mitragliatori (Italia ca. 100.000), 10.300.000 fucili (Italia ca. 5.000.000), 46.741 aerei (Italia 3.250 - solo 1800 operativi), 6000 mezzi navali ( Italia 105). Impiegarono gli angloamericani nelle 3 armi 18.700.000 uomini.
(i dati sono tratti da "Infografica", dello storico Jean Lopez, ed. Ippocampo)
L'efficienza e la preparazione fin dal 1939 dell'intervento USA nella guerra, sono descritti in questo raro e originale documento:
La Relazione del Comando Supremo dei 3 Comandanti Generali degli USA >>>>
I Bombardamenti in Italia anglo-americani furono 38.939, sganciarono 378.891 tonnellate di bombe corrispondenti a 1 milione di bombe che causarono 85.000 vittime civili. Mentre i morti in guerra 330.000.

Potevamo vincere questa guerra? PROPRIO A MILANO ???

altro che "Vittoria" !!!!! e "Liberazione" partigiana

DEL RESTO nel prendere possesso di Milano furono molto chiari in un comunicato:
"L'Amministrazione anglo-americana insediatasi non si limiterà solo alla sorveglianza bellica
ma anche nell'attività amministrativa e governativa italiana,
anche nel minimo particolare della vita del Paese
dove decide in modo e forma categorici ed imperativi".

In più misero sul territorio italiano 113 Basi. Dove neppure il Presidente della Repubblica può entrare.
Le principali ancora oggi anni 2000, sono a:
A Vicenza a Camp Ederle - Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army.
A Pisa il più grande deposito logistico del Mediterraneo.
A Sigonella la Principale base terrestre dell’Us Navy nel Mediterraneo
Le basi degli USA in Italia

Una precisazione dovuta a coloro che superficialmente criticano le mie pagine, rimproverando certe mie prese di posizione.

1) Io non sono mai stato fascista, tantomeno nazista, anche perché la sciagurata guerra l'ho vissuta nell'adolescenza in prima persona a Chieti dove ci fu l'inferno >>>>>>>>

2) Non sono stato mai antiamericano anche se sono uscito vivo dalle macerie della casa bombardata e vivo da una mitragliata di un caccia americano.

3) Mai stato antipartigiano, perché a mio padre gli diedero ad Honorem il distintivo dell'ANPI.

4) Non sono mai stato anticomunista, perché votavo e ammiravo Berlinguer e Adriano Olivetti, ma la sinistra si poi è allontanata da quello che doveva essere il "Socialismo Sociale".

5) Non sono mai stato antisemitico, anzi devo molto a un ebreo. Il Dr. Morpurgo direttore generale della multinazionale Hernkel, mi assunse come venditore di una Regione, poi mi promosse "Ispettore Incaricato Speciale" per tutto il Territorio Italiano, dove in 10 anni sono poi stato in tutte le città d'Italia.

6) Non sono mai stato "razzista", anzi aiutato economicamente un assiduo volenteroso "vu cumprà" che veniva spesso a casa mia, qualche volta invitato anche a pranzo, fino a farlo laureare.("lei ha buon cuore, quando mi offre un whisky non mi da' quello dozzinale che vedo nel suo bar, ma mi offre il costoso Chivas").

7) Ed anche economicamente con un Nunzio Apostolico del Vaticano, ho contribuito e fatto sorgere una scuola in Africa in Madagascar.

8) Inoltre sono stato anche attivo in un periodo nero per l'Italia: Il terrorismo. Sono uscito dalla Scuola Carabinieri Sabotatori Paracadutisti di Viterbo. Mi sono fatto 4 anni di "antiterrorismo" in Alto Adige e non il "Turista" !! In una sola notte ci furono 300 attentati e poi altri, su centrali elettriche, tralicci, ferrovie, caserme di carabinieri - con chiare minacce. Essendo esperto artificiere disinnescavo le cariche di dinamite inesplose. Mio Istruttore era stato Oreste Leonardi >>>> . Lui mi propose nel '63 di entrare nella scorta di Aldo Moro. I 5 uccisi in Via Fani, lui compreso. Se accettavo la sua proposta non sarei adesso qui a scrivere.

 

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Se volessimo fare una attenta e seria conclusione,
La Resistenza senza gli Angloamericani, non avrebbe potuto neppure cominciare.

Gli angloamericani volevano già a fine '44 la smobilitazione dei partigiani; e questi se la presero piuttosto a male ("dopo che abbiamo fatto tanto ci mandano a casa dove.... ci fucileranno subito"). Erano ancora pochi tuttavia continuarono a combattere e ostacolare il ritiro dei tedeschi. E proprio per queste loro utili azioni, alla fine gli americani li accettarono, dandogli perfino dei rifornimenti dal cielo, ma misero anche degli infiltrati, perché l'appartenenza di 3 quarti delle bande erano decisamente di sinistra e questo preoccupava non poco gli angloamericani. Soprattutto perché temevano che si sarebbero congiunti a Est con Titini.

Quanto al numero di uomini, Giorgio Bocca con la sua “Storia dell’Italia partigiana" ne traccia la consistenza.
Il 18 settembre 1943 i partigiani erano in tutto 1.500, di cui un migliaio di “autonomi”: bande di militari che avevano disertato dall'esercito della RSI. Nel novembre del 1943 sono 3.800, di cui 1.900 autonomi. La sinistra diventa maggioritaria nel 1944: al 30 aprile ci sono 12.600 partigiani, di cui 5.800 delle Brigate Garibaldi, organizzate dal Pci; 3.500 autonomi. Nel luglio 1944 c’è la stima ufficiale di Ferruccio Parri del CLN che stima 50.000 combattenti: 25.000 garibaldini, 15.000 giellisti e 10.000 autonomi e cattolici. Nell’agosto del 1944 si arriva a 70.000 e nell’ottobre a 80.000, che però calano a 50.000 in dicembre a seguito dell'accennato comunicato di Akexander di sciogliersi. Giorgio Bocca poi conta 80.000 uomini ai primi del marzo 1945, ma cita anche una stima del comando generale partigiano di 130.000 uomini al 15 aprile, e calcola che “nei giorni dell’insurrezione (Prevista da Parri con il comunicato n.16) dovevano essere pronti 250.000-300.000 uomini. Che non ci fu, anzi il primo ordine degli angloamericani il 28 aprile, fu quello di sciogliere subito le bande e di disarmarle. Dopo aver visto la "macelleria di Piazzale Loreto" avevano buone ragioni di farlo.

Quanto a Giampaolo Pansa col suo best seller “Il sangue dei vinti" (con un po' di revisionismo) lui accenna anche ai “crimini” dei partigiani, in particolare di quelli “rossi”, cioé q uello che accadde prima e anche dopo il 25 aprile. Uno in particolare, la "macelleria" fatta a Piazzale Loreto, che lo stesso Pertini poi disse che "avevano disonorato la Resistenza".

E a proposito delle intenzioni dei Titini, non si può non ricordare la X Mas di Borghese (sempre accusato di becero fascismo) che con il suo Battaglione Barbarigo nel 1945 combattè in Friuli contro i comunisti Titini che avevano intenzioni di entrare in Italia affiancandosi ai comunisti italiani in attesa dell'insurrezione (golpe) lanciata da Parri con la sua direttiva n.16.

MILANO IL 25 APRILE ERA ORMAI IN GINOCCHIO
ogni giorno aveva pianto i suoi morti

oltre lo scempio di GORLA dove si vergognò perfino la MORTE >>>>>>>>>>>>>

NON SOLO ma .... VI E' LA OSCURA IPOTESI CHE ....
Le 2 bombe atomiche sganciate sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima
nella Pianura Padana già prima del 25 aprile se i comunisti avessero fatto il "golpe" da Est,
che gli americani temevano avvenisse in Italia con la direttiva n. 16 di Longo ("l'insurrezione").
Ecco perchè gli angloamericani non oltrepassarono il Po fino al 20-22 aprile.

Harris appreso qual'era la loro potenza distruttiva aveva chiesto di usarle subito in Italia.
Avuto il no perchè non pronte, si accontentò di andare a radere al suolo
con i suoi soliti borbardieri e le solite bombe Dresda.

vedi il Bomber Harris >>>>>

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TORNIAMO UN PO' INDIETRO

Nel 1943 Badoglio alla radio comunicò alle ore 19,45 dell'8 settembre del '43 l'armistizio (che non era un armistizio - fu lui a chiamarlo tale, ma era una "Resa incondizionata" con consegna delle 3 armi ) in segreto già firmato il 3 settembre).
Ma nello stesso giorno 8, la "Resa" era già stata comunicato al mondo da Eisenhower via radio Algeri alle 17:30. Hitler lo apprese prima degli italiani. La sera stessa alle ore 20 i tedeschi scesi dal Brennero erano già a Bolzano. Dove dalle caserme deportarono tutti i soldati di lingua italiana, ma non i sudtirolesi, che furono affiancati ai cosiddetti loro "liberatori".

Ecco il testo di Badoglio: "Il governo italiano, riconosciuta l'impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza".
Ma non dice chi ora sono i nemici!!

Ma già il 25 luglio, dopo l'arresto di Mussolini e lo sciogliento del partito fascista, aveva detto "divieto di costituire qualsiasi partito; tassativamente vietato far uso di distintivi, emblemi, e ogni altro vessillo. Unico emblema nell'ora attuale che deve riunire ed affratellare tutti gli italiani è quello della bandiera tricolore" (Badoglio - Dalla prima pagina, Gazzetta del Popolo del 30 luglio 1943)

Ma poi l'8 settembre nell'ora più critica, che doveva riunire ed affratellare tutti gli italiani, proprio chi era stato invitato a portare quella bandiera tricolore all'alba del 9 si era dato a una ignobile fuga.
(qui tutti i particolari del "Gran Pasticcio" dell'8 settembre >>>>

ed anche "L'ambiguo 8 settembre" >>>>>>>>>>>

QUI "La resa, la DIFESA (mica tanta) DI ROMA, e la fuga >>>>>>>>>>>>>>>>>>>

E poi danno tutta la colpa agli italiani, "fascisti" e "antifascisti"; entrambi gli ultimi della ruota del carro!!!

FACCIAMO ALCUNE CONSIDERAZIONI
PRIMA DI PROSEGUIRE

 

LA PRIMA E' QUESTA:
L'ENTRATA IN GUERRA:

La dichiarazione di Guerra Mussolini la dichiarò dal balcone a parole, ma il vero e proprio atto formale lo fece Vittorio Emanuele III. Lui ne aveva tutte le facoltà di poter decidere, senza l'approvazione nè di Mussolini né del suo Governo. Poichè occorre tenere presente, che in politica estera, la Corona godeva di una larga autonomia, consentita dall'art.5 dello Statuto Albertino, ancora ispirato a princìpi assolutistici.
Questi princìpi V.E. III li usò anche nel 1940 (andava dicendo in mezzo ai suoi generali leccapiedi: "chi è assente ha sempre torto") li usò per "entrare" in guerra "a fianco" della Germania, e (ricordiamo ma è noto) usò lo stesso art. 5, per "uscirne" il 25 luglio 1943, destituendo Mussolini.
Tutte le dichiarazioni di guerra furono sempre dichiarate e firmate da V.E. III. (compresa quella dichiarata inutilmente alla fino allora "alleata" Germania, fatta però solo il 13 ottobre del '43, quando ormai il potere era tutto in mano angloamericano sbarcati in Sicilia. Ma lui - ci vendette agli americani - voleva salire sul carro del vincitore, chiamandoli "alleati". Quelli che bombardarono l'Italia fino all'aprile del 1945 e che avevano sempre rifiutato - compreso a Parigi alla Conferenza di Pace - (COSI' NEL TESTO ORIGINALE >>>>>> ) di chiamare "alleati" gli Italiani. Dove anzi precisarono che il cosiddetto "armistizio" tanto decantato dagli italiani non era tale ma "UNA RESA INCONDIZIONATA CON LA CONSEGNA DELLE TRE ARMI".


Una dichiarazione di guerra firmata dal Re fu anche quella fatta nel 1915 ignominiosamente all'Austria - annullando la neutralità - stracciando i patti di alleanza da 30 anni firmati e da lui sempre rinnovati. Lui in gran segreto perfino dal governo con l'ebreo Sonnino. Lui si era recato a Londra a firmare il famoso "Patto di Londra" con la "triplice Intesa" alleandosi con Inghilterra, Francia, Russia e dichiarare guerra all'Austria.
L'Imperatore e il Kaiser diedero al Re del "farabutto", del "vigliacco", dello "spergiuro".
Cadorna era già pronto a Verona con le sue truppe da inviare sul Reno per difendere l'Austria; ma arrivò il contrordine: dovette invece assalirla.
Il resto è noto (solo in parte) con tante nostre celebrazioni per la vittoria sull'Austria. Con il "contentino" fatto a Parigi. Che alla fine - anche qui - la nostra vittoria risultò essere solo una "Vittoria Mutilata". Questo dopo aver fatto morire al fronte 600.000 italiani.

 

Ecco cosa scrisse il Re nella 1a G.M.
"l'Italia osserverà verso i suoi alleati un'attitudine amichevole, rispondente al Trattato della Triplice Alleanza"
poi gli voltò le spalle e si unì alla Francia e Inghilterra.

Nella 2a G.M. dopo l'8 settembre con un armistizio già firmato il Re scrisse a Rahn
"confermo la decisione di continuare a combattere fino alla fine a fianco della Germania,.... dica al Fuhrer che l'Italia non capitolerà mai, è legata alla Germania per la vita e per la morte".

LA REALTA' E' QUESTA

Nel '15-'18 il Re ci vendette agli Inglesi e francesi,
nel 1940 ci vendette ai tedeschi,
e
nel 1943 ci vendette agli americani.

MUSSOLINI IL RE LO
POTEVA DESTITUIRE, ARRESTARE
QUANDO E COME VOLEVA
ED E' QUELLO CHE HAI POI FATTO IL 25 LUGLIO.

MUSSOLINI DUNQUE
NON POTEVA DICHIARARE NESSUNA GUERRA

LA DICHIARO' IL RE E TUTTI GLI ITALIANI ALLORA TUTTI FASCISTI
(tutta la stampa, e anche i futuri uomini politici del dopoguerra e fino al 2000)

(uno che a quanto pare sapeva, era Palmiro Togliatti,
che all'indomani del 25 aprile, sapeva chi era il vero respnosabile della scigurata guerra
al Re gli voleva dare la giusta punizione. Gli "alleati" si voltarono dall'altra parte).
Ma Togliatti avrebbe visto volentieri con i "macellai" di Piazzale Loreto
appeso anche lui.

INOLTRE

Non fu Mussolini tantomeno i fascisti a fare la deportazione nel ghetto di Roma, (il rastrellamento fu fatto il 16 ottobre del '43) e non vi partecipò nessun italiano; fu Kappler a escluderli, perchè "traditori" quindi presente nessun fascista, nemmeno uno dei 150.000 "arditi".
Del resto Mussolini fin dal 25 luglio era già decaduto e il Partito fascista disciolto.
Il nuovo governo del 25 luglio - il RE e Badoglio - non avevano
affatto abrogato ma tennero in vigore le Leggi Razziali.

Tuttavia prima - anche se c'erano le Leggi, gli italiani
(anche se si vuol far credere che erano tutti antisemiti, e far ricadere tutte le colpe agli italiani )
non avevano mai infierito sugli ebrei (messi solo in disparte dai posti pubblici).
Fino al 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male.
Fino a quando i tedeschi a Roma il 16 ottobre intervennero nel ghetto.
Solo con il "tradimento" dell'8 settembre i nazisti usarono le maniere forti e le deportazioni.
Al nord la RSI si unì ai Nazisti per dare la caccia agli Ebrei facendo i rastrellamenti.
Spesso con le delazioni dei fanatici fascisti repubblichini.

Ma delazioni ci furono anche negli stessi ebrei a Roma nel Ghetto.
Per incassare la taglia dai tedeschi non esitarono a fare delazioni per quelli che si erano nascosti
indicando con bigliettini anonimi, i loro nomi e indirizzi .
Famosa una giovane ebrea !!!! (amante di un fascista) che diventò una attiva delatrice (!!!)
CELESTE DI PORTO ne fece arrestare 20.

 

Del resto delatori c'erano anche fra i fanatici fascisti, verso altri fascisti. Il fascistissimo Galeazzo Ciano
(anche se indicato futuro "successore" di suo suocero) finì fucilato dai suo stessi ex amici.

 

Quanto ai campi di concentramento in Germania e in Polonia, lì i deportati,
ne morivano a centinaia, a migliaia. Di ogni nazionalità.
Lì morivano per l'età, per la fame, per il freddo, per malattie varie, polmoniti, tifo, malaria.
Per smaltire tutti quei cadaveri allestirono dei forni crematori.

Anch'io quand'ero a Chieti, dove prima morivano 1-2 persona al giorno
a fine '43 e inizio '44 - con 100.000 sfollati in città, ne morivano 20-30 al giorno.
Mio nonno che aveva una falegnameria, tutti i giorni era impegnato a fare con 4 assi
numerose e semplici casse da morto.
Poi con i carretti tirati a mano (anche della "Nettezza Urbana") (i quadrupedi li avevano mangiati tutti)
si portavano al cimitero di sant'Anna.
Non avevamo ancora gli utili forni crematori. Dove oggi invece si paga per farsi cremare.

MA OLTRE A QUESTE IMPRESE "REALI" VI E' ANCHE
LA "BEFFA" SUL PATRIMONIO LASCIATO DALLO STESSO RE

(i particolari du queste pagine......>>>>
http://www.storiologia.it/mussolini/iltesorodelre.htm )

"La causa (BEFFA) trae la sua origine nella XIII disposizione transitoria della Costituzione, varata nel dicembre 1947. Una disposizione che si  articolava in quattro punti: al 3° si avocavano allo Stato repubblicano tutti i beni della decaduta famiglia reale sul  territorio nazionale.
Ma poiché Vittorio Emanuele III è morto il 28 dicembre 1947, e la Costituzione è andata in vigore il 1° gennaio 1948, lo Stato per
sole 38 ore e 30 minuti. !!!!! non ha potuto avocare  tutto il patrimonio di Vittorio Emanuele ormai appartenente agli eredi e quindi non avocabile.
Inoltre ai Lloyds di Londra, vi era depositata una assicurazione sulla vita accesa oltre 50 anni prima da Umberto I. (che erano   diventate con gli interessi 3 miliardi di lire) erede beneficiario era suo figlio Vittorio Emanuele III che però non volle mai ritirare,   lasciò la somma in deposito a Londra, né ritenne di doverla mai trasferire in Italia,  neppure  quando proprio lui firmò la dichiarazione guerra contro l'Inghilterra.

LA BEFFA FU COMPLETA.

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Riguardo alla declamata "DIFESA DI ROMA", dopo la fuga del Re e di tutto il suo Quartiere Generale, abbandonando l'interro esercito italiano; il giorno dopo sì ci furono chi volle ribellarsi ai tedeschi, ma era una follia....

..... scontrarsi con l'efficente apparato militare tedesco. Ci furono solo scaramuccie di alcuni
rimettendoci anche la vita; e si svolse per qualche ora nella totale indifferenza dei romani.
Tra un ferito e l'altro qualcuno non interessato e nemmeno curioso (non il solo)
trova anche il tempo guardare dall'altra parte e fumarsi una sigaretta.

Nella stessa sera, tutti i cinema e i teatri della capitale erano aperti.
Calvi di Bergolo (lasciato il 9 a Roma dal Re, degno erede) non trovò di meglio che consegnare
il giorno dopo (il 10) i residui reparti militari italiani ai tedeschi aggiungendo pure che .....
"era non solo patriottico ma era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".

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L'ANTIFASCISMO

I fascisti da combattere tramite gli antifascisti nacquero nel '43, proprio all'indomani dell'8 settembre.
I secondi, fascisti lo erano stati da un ventennio. Ma - benchè fossero fascisti - non erano tutti criminali. Perché fino allora gli italiani erano stati tutti fervidi e attivi fascisti. Nel '34 al plebiscito fascisti lo erano
il 99,85%.

Quanto ai "Partigiani" ("antifascisti") furono tutti quelli che non si presentarono alla chiamata alle armi nel nuovo governo a Nord, nella RSI, e quindi dichiarati "disertori" che in base alla convenzione militare di tutti i Paesi, passibili di fucilazione. Nè mai furono dagli angloamericani considerati "alleati". Infatti per prima cosa quando liberarono Milano il 29 aprile '45, imposero la consegna della armi e lo scioglimento di tutti quei gruppi che si consideravano loro i "liberatori".
Partigiani considerati veri "alleati" degli angloamericani furono solo quelli del gruppo sorto in Abruzzo lo stesso giorno dell'8 settembre 1943, detti i "Patrioti della Maiella" (l'unica formazione decorata con medaglia d'oro al "Valore Militare).
Ma poi alla fine della guerra, partigiani si considerarono (soprattutto a sinistra) un po' tutti (quasi 5-600.000) anche quelli che avevano ancora il ciuccio in bocca. In seguito - e fino ad oggi - anche quelli che non erano ancora nati, ma con i loro genitori tutti "fascisti", pochissimi gli "antifascisti".

"Fascisti" erano tutti gli italiani. TUTTI !! Anche con nomi eccellenti
Lo era Giorgio Napolitano, Eugenio Scalfari, Aldo Moro, Indro Montanelli, Pietro Nenni, Pietro Ingrao, Pintor, Alessandro Natta, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Carlo Bo, Emilio Taviani, Giorgio Almirante e tanti altri: erano 21enni che avevano vissuto il "Ventennio" partecipando alle manifestazioni del regime, frequentando le Università (GUF) e anche scrivendo in diversi fogli fascisti.
(molti li ritroveremo dal dopoguerra in poi (fino ad oggi) nelle file del PCI, della DC, del PSI ecc.)
Furono questi assieme agli altri italiani, giornalisti, borghesi, industriali ecc. a sollecitare Mussolini, prima la Guerra in Somalia, poi a voler intervenire ("perché ci siamo alleati a fare?") a fianco di Hitler nella sua vittoriosa guerra alla Francia. E prima di tutti fu proprio il RE).
Hitler, dopo la Polonia, la Cecoslovacchia, l'Austria, e resa anche la inerte l'Inghilterra, stava dominando e egemonizzando l'intera Europa. E allora scattò l'allarme!! In primis in USA.

Cosa sarebbe accaduto in USA, visto che ancora nel '40 tutti i suoi problemi della "Grande depressione" non erano stati ancora risolti? Tantopiù che il popolo americano non voleva una guerra in Europa (il 90% !!)
A convincere i riottosi americani a intervenire in guerra ci fu oscuro attacco a Pearl Harbour > > del 7 dicembre del '41. Oltre a dichiarare gli USA guerra al Giappone, dopo aver violato il principio di reciproca neutralità - che la Germania aveva fino allora rispettato - navi americane aprirono il fuoco contro sommergibili Tedeschi creando dal 10 dicembre in poi un reciproco stato di guerra tra i due Paesi.
Ma anche l'alleato Mussolini il giorno dopo dal balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla festante che applaudiva annunciò la sciagurata di guerra contro gli USA.
(Il giornalista, Ansaldo, con ironia, scrisse : «Ma il Duce l’ha mai visto l’elenco dei telefoni di New York? Qui ci sono 1.072.889 apparecchi, negli Stati Uniti 21.679.000 mentre nell'intera Italia 333.007. In USA vengono immatricolate in due giorni le auto che noi immatricoliamo in un anno. In un solo mese producono l'armamentario che in Italia abbiamo realizzato fino al 1941" )

Sappiamo - vedendo le altre nostre pagine - come andò a finire con l'attacco alla Francia, con già Hitler alle porte di Parigi. E come finì la sciagurata guerra fatta alla Grecia (voluta soprattutto da Ciano, con mire incofessabili, voleva lui fare il Duce. (fu infatti lui - assieme al Re - che appoggiò il 25 luglio la distituzione di Mussolini) in Africa e in Russia. Con gli USA ormai alle porte.
Qualcuno (pentito dell'appoggio dato a Hitler in Francia) stava già tramando a Roma dentro le Stanze Reali, fin dal 13 maggio '43, dove proprio il Re scriveva "
Bisognerebbe pensare molto seriamente alla possibile necessità di sganciare le sorti dell'Italia da quelle della Germania».
(QUI il documento chirografato originale del Re >>>>>>)
(il "complotto" andrà poi a segno il 25 luglio, proprio in casa Savoia con l'arresto di Mussolini.
Ciano sperava di prendere il suo posto. Ma commise il grande errore di rifugiarsi
Lui e sua moglie Edda dai tedeschi a Monaco con Mussolini liberato al Grann Sasso, e questi lo consegnarono ai vecchi amici. A Verona dove lo processarono e lo fucilarono per "alto tradimento". Finì così a 40 anni l'uomo che aveva tante ambizioni).


Eppure quando poi il 9 luglio '43 gli americani sbarcarono in Sicilia, a Feltre il 16 luglio mentre Mussolini incontrava Hitler, il Generale Ambrosio, chiese al Comando Tedesco l’invio in Meridione di alcune divisioni per fermare gli angloamericani. Considerati gli "invasori" i "nemici", forti di 2 590 navi di ogni tipo e 4 900 aerei di cui 3 200 bombardieri che non risparmiarono con le loro bombe le città siciliane (ma in seguito anche tutte le città italiane). Pochi giorni di battaglie e in Sicilia ci fu la resa totale agli "invasori". Che furono accolti come "liberatori" e visto che l'Italia era divisa in due, volevano una "Stella" cioè diventare uno Stato Americano.
Il 29 agosto Eisenhower atterrò a Catania accolto da Montgomery. Poi lo stesso Montgomery iniziò a risalire dalle Puglie la penisola verso Pescara, per cacciare i "nostri alleati" tedeschi.
( più dettagli di questo periodo - compresa la famosa "FUGA" a casa mia dei reali, in IO C'ERO >>>>


Nel frattempo il 3 settembre l'Italia a Cassibile stava firmando l'armistizio, reso poi noto solo il giorno 8.
Se non lo firmavano vi erano cinquecento aerei già pronti per bombardare Roma.
Ma non era un "armistizio" ma una "Resa incondizionata" con "disarmo totale" cioè la consegna ai "VINCITORI" delle 3 armi, Esercito, Aviazione, Marina. (disarmati altro che "alleati" !!!

Ma si può ben dire che da quel giorno del '43 iniziò la vera guerra in Italia, con i bombardamenti delle varie città, la formazione della RSI in Alta Italia, che diede inizio - con le diserzioni nella stessa - alle bande di partigiani, e la lotta si trasformò in guerra tra italiani ex fascisti e quelli che erano diventati improvvisamente "antifascisti".
Poi gli italiani visto che gli angloamericani vincevano e avevano una gran fame, via via montarono sul "carro dei vincitori", che Impropriamente (loro non l'avevano mai chiesto) li chiamammo "ALLEATI".
Questi poi appena giunti a liberare Milano, il 29, per prima cosa chiesero il disarmo delle "Bande di Partigiani" e la consegna delle loro armi. ( altro che "alleati".)
La cosiddetta "Liberazione" fu fatta insomma dagli Angloamericani.
Il cardinale Schuster (lui che fino allora aveva sempre benedetto i gagliardetti fascisti, e fatto Messe ai soldati in partenza per l'invasione dell'Etiopia, della Francia e della Russia) iniziò a benedire a Piazza del Duomo, i camion di aiuti alimentari, chiamandoli "Doni di Dio".
E alla Conferenza di Pace a Parigi >>ORIGINALE QUI >>, dove
l'italia non fu nemmeno invitata a partecipare, i "Vincitori" seguitarono a chiamare gli italiani "Nemici". Non "ALLEATI" !!!




Nel '43 vi furono nelle stesse file fasciste della RSI anche degli antifascisti. Ma nella costituzione della RSI, a fianco degli alleati nazisti (altrimenti la diserzione veniva punita o vi erano ritorsione nei loro congiunti), erano chiamati a fare i rastrellamenti dei disertori (partigiani); ma alcuni di questi giustizieri disertarono dandosi pure loro alla macchia, fuggendo sulle montagne.
Perfino quando alcuni reparti di italiani furono inviati in addestramento in Germania, al loro rientro in patria, molti di loro disertarono e andarono ad ingrossare le file di partigiani. (e paradossalmente molti anche a morire nei rastrellamenti fatti da nazisti affiancati da fascisti della RSI).
Come partigiani come disse Ciampi (pure lui disertore) esserlo "fu istintivo" non voler combattere i propri connazionali. Ma anche i Repubblichini dissero quasi le stesse cose che "era istintivo" nel voler rimanere nei ranghi di quel partito che li aveva allevati fin dalla nascita, e che era un disonore rompere quel giuramento che diceva "ad ogni costo difendere la Patria". Insomma non volevano rinnegare quell'impegno.

Del resto in questo periodo '43-'45 i nemici, gli aggressori, erano gli "angloamericani" che bombardavano senza sosta le nostre città. Ed era quindi anche questo "istintivo" combatterli. Anche se alcune bande di partigiani furono a inizio '45 più impegnati contro alcuni fascisti che non contro gli stessi nazisti (già in fase di resa).
Questo fino a quando gli angloamericani poi vinsero, ed allora dalla sera alla mattina li chiamammo "alleati".
ALLEATI? lo stesso Eisenhower alla firma - da noi detto "armistizio" - ( era invece "una resa incondizionata" con consegna delle 3 armi) non prevedeva nessun passaggio al loro fianco, perché considerava questa una decisione contraria al codice d'onore militare. Cioè rifiutava (diffida più che lecita) chi fino al giorno prima, il suo nemico montasse per opportunismo sul loro carro, il carro del vincitore. (questa era una logica in ogni esercito).
Ma sappiamo come andò a finire. Ci considerammo noi "alleati " e poi anche "liberatori".

Poi seguì anche la farsa. Indottrinati dal fascismo (soprattutto dentro i GUF) furono tutti quelli che poi (con vari compromessi - e amnistie) andarono al successivo potere politico come capi partito, nel Governo, ed anche come emeriti Presidenti della Repubblica (fino ad oggi, visto che abbiamo ancora un Giorgio Napolitano "che non feci la resistenza perché ero nel GUF".

(ma in "LA GUERRA FASCISTA >>>> leggeremo anche tutti i nomi degli altri che troveremo con la nuova pelle di "antifascisti", subito, ma anche nel corso degli anni successivi fino ai nostri giorni.

Quindi un fascismo vivo non soltanto nella memoria dei nostalgici ma anche dopo, sempre evocato dagli antifascisti. Fino al punto che a distanza di 70 anni c'é più un ossessionato fascismo nella mente degli antifascisti che in quella della degli stessi fascisti. Che non esistono più, perché gli antifascisti di oggi non lo hanno nemmeno conosciuto il fascismo anche perché non erano ancora nati.

Un antifascismo odierno fatto a vanvera nella "nuova" sinistra che é oggi presente non nel proletariato, non nei sobborghi delle città, ma nei rioni bene delle grandi città, o a Capalbio, e che sono presenti nei mercati finanziari e nelle banche. Che non ha più nulla a che vedere con la sinistra del '43-'48. Tantomeno con il così tanto amato bolscevismo, che voleva essere "Socialismo". (oggi se ci va un Salvini a Mosca, apriti cielo, è un pericolo per l'Italia)
Il "Socialismo Sociale" era in Russia solo una UTOPIA.
Adriano Olivetti, che fu un rivoluzionario scomodo a sinistra come a destra, si diede da fare dentro nelle sue fabbriche inaugurando il “capitalismo dal volto umano”. E a proposito di UTOPIA, proprio lui scrisse "Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare"

Compromessi vari e amnistie fecero il miracolo, del "vogliamoci tutti bene". E su questo miracolo ex fascisti e antifascisti vi si adagiarono. Convivendo. Anche se ci furono alcuni periodi "caldi", come il '68, e la "strategia della tensione" degli anni '70. Rientrata poi con il "riflusso".

Oggi il "populismo" ricorrente in certe segreterie di alcuni partiti, anche questo viene chiamato con disprezzo fascismo. Dimenticando la sinistra che fu proprio il movimento populista - con la Rivoluzione d'Ottobre a dar vita al bolscevismo in Russia, "buttando fuori a calci i zaristi e chi stava al potere" con il motto " il potere al popolo". Ma che subito dopo diventò "Il potere a Stalin".

Dimenticarono che anche "fascisti" era un becera nomina data a quelli della sinistra, prima ancora della nascita di Mussolini.

Questi antipopulisti nostrani oggi non esaltano più le virtù naturali del popolo, ma vogliono con lo stesso populismo crearsi un "idea forza" scagliandosi contro i "razzisti", legittimando il multiculturalismo, l'immigrazione illegale; e che l'invasione di clandestini é una operazioni umanitaria, che lo ius soli e la cittadinanza é necessaria, e ci indicano il "nuovo stile di vita che presto sarà nostro".... dei venuti di fuori con altri ideali, religioni, rappresentazioni mentali e appunto altri "stili di vita". Li vogliono "aggregare" e "dislocare" in ogni angolo del Paese. Che via via diventa una "silenziosa" vera e propria occupazione del territorio. Pronti a riprodursi e ad essere in pochi anni una maggioranza che entrerà nelle amministrazioni locali prima.... e poi nazionali dopo.

Dove il vecchio motto di Mussolini "Dio, Famiglia e Patria" é anch'esso buttato alle ortiche perché è una antiquata oscenità fascista, perché era contro il prioritario interesse nazionale. Oggi l'Italia é invece mondialista. Anche se siamo quasi servi degli USA, e di una Europa che è la nostra "badante" economica, tutta Germanica e Francese.


TORNIAMO ALL'ARMISTIZIO

Il comunicato dell'8 settembre di Badoglio era molto ambiguo, generò confusione presso tutte le forze armate italiane in tutti i vari fronti sui quali ancora combattevano. A molti sembrò la fine della guerra. Per i tedeschi era invece un chiaro "tradimento" di quelli che fino al giorno prima erano alleati, con un "Patto d'Acciaio"..
Vi era stata già il 3 settembre una resa unilaterale non contemplata dal "Patto D'Acciaio" fatto dall'Italia con i tedeschi. Eppure prima il 22 LUGLIO nell'incontro di Feltre il gen. Vittorio Ambrosio, capo di Stato Maggiore Generale, aveva chiesto e ottenuto dal Comando tedesco alleato l’invio in Meridione di alcune divisioni tedesche per combattere l'invasione angloamericana.

Quindi la resa fatta da Badoglio dal Re il 3 e resa pubblica poi l'8, fu considerata un tradimento nei loro confronti.

Ed infatti poi all'alba del 9, proprio Badoglio, con i reali e i generali ("altrimenti ci tagliano la gola" quindi sa benissimo che é un tradimento!!) si diedero alla fuga e lasciarono allo sbando senza precisi ordini l'intero esercito. 815.000 soldati italiani vennero catturati dall'esercito germanico. Mentre più della metà dei soldati in servizio nella penisola fecero come i Reali - buttarono le divise nelle pattumiere e si diedero alla fuga pure loro.
Al processo per la mancata difesa di Roma, Badoglio disse "per non fare diventare i reparti italiani bersaglio dei bombardieri (anglo-americani)". Ma allora chi erano i nemici??? Visto che ci bombardavano e lui si preoccupava degli italiani.
E la resa allora cos'era?

Inoltre suo genero Calvi di Bergolo, il giorno dopo la fuga - il 10 - non essendoci stato lo sbarco angloamericano, lui a Roma (con opportunismo) consegna i rimasti reparti italiani ai Tedeschi (!!!) dicendo a loro, che "era non solo patriottico ma era un onore entrare e giurare dentro l'esercito di Hitler".
E la resa allora cos'era?

Come scrisse Fenoglio: Badoglio "non seppe darci un ordine; di ordini ne è arrivato un fottio, ma uno diverso dall’altro, o contrario. Resistere ai tedeschi - non sparare sui tedeschi - non lasciarsi disarmare dai tedeschi - uccidere i tedeschi - autodisarmarsi - non cedere le armi”. Cosa fare? non sparare più agli americani? La sinistra ci andò giù duro: "Iniziare a colpire i tedeschi".
Ma non eravamo alleati dei tedeschi? Fino al giorno prima Re e Badoglio avevano assicurato Rahn "lotteremo con voi fino in fondo". "Dica al Furher che l'Italia non capitolerà mai,  è legata alla Germania per la vita e per la morte" 
Fino al 12 ottobre (paradossalmente) alleati lo eravamo ancora!!!


Il 13 ottobre Il governo Badoglio, sollecitato da Eisenhower che riteneva insostenibile quella ambigua situazione (cioè bisognava dire finalmente agli italiani contro chi dovevano combattere, non gli americani anche se bombardavano, ma quei tedeschi che erano in Italia, che erano stati invitati dagli italiani stessi).
Disse Eisenhower "per difendere gli italiani, nel senso di farli divenire combattenti regolari, sarebbe assai più conveniente per l'Italia dichiarare guerra alla Germania". (soprattutto dopo i gravi fatti di Cefalonia).

Lì a Cefalonia qualcuno si appellò alla Convenzione di Ginevra, ma i tedeschi risposero "alla lettera", che quelli non erano prigionieri, ma disertori e traditori. L'armistizio loro non l'avevano firmato e l'Italia formalmente non aveva dichiarato guerra alla Germania. Per i tedeschi l'Italia era sempre un alleata, e chi disertava, quella era la "regola", così era (è) scritto molto chiaro nella convenzione di Ginevra, che non hanno firmato solo i tedeschi, ma tutte le nazioni..

A quel punto Badoglio dichiara in un modo quasi rocambolesco, "Guerra alla Germania". Ma non l'incontrario e quindi i tedeschi (ns. alleati, e già intervenuti con i loro rinforzi, perché da Ambrosio chiamati) da quel momento iniziarono a trattare gli italiani (anche formalmente) come traditori e disertori.

( paradossamente - non avendo loro mai dichiarato guerra all'Italia, a distanza di tanti anni siamo ancora alleati dei tedeschi)


Molti soldati non sanno da giorni e giorni se con i tedeschi si è in guerra, se si è in pace, o cos'altro. Ma anche una dichiarazione di guerra formale dell'Italia (dell'Italia badogliana) alla Germania non era giuridicamente valida, perchè il governo italiano era "prigioniero" di un esercito (l'anglo-americano che "giuridicamente" era considerato a tutti gli effetti un nemico-occupante) addirittura l'Italia con l'ex nemico aveva firmato una "resa incondizionata" e la consegna delle armi.
Una favola quella di dichiararsi "alleati". Nessun vincitore permette al suo nemico di chiamarsi alleato. E i vincitori al Trattato di pace a Parigi nel loro testo seguitarono a chiamarci e a ripeterci "nemici", "nemici", "nemici".

Intanto il Regno del Sud di Badoglio diventa (non formalmente) “cobelligerante".... (attenzione: non "alleata" quindi non una vera e propria posizione giuridica, questa mai riconosciuta dagli angloamericani, nè subito né poi a Parigi).... sotto la “Commissione alleata di controllo” che non soltanto verifica e sorveglia su quello che si è fatto, si fa e si farà, ma esercita una totale autorità di direzione e di comando.(AMGOT) (Badoglio stesso infatti scrisse "noi non contiamo più nulla!" "comandano loro" ). Ma non si era arreso? Cosa si aspettava?

Di conseguenza i tedeschi, al Centro e al Nord (con il nuovo “Stato nazionale repubblicano d’Italia” (dal 1° dicembre "RSI") lo abbiamo detto trattano gli italiani- ex alleati - come traditori o disertori, passibili di fucilazione( in base alle vigenti disposizioni del codice militare di guerra (articoli 137 e 160). (di ogni esercito).

Ma gli stessi tradimenti e diserzioni contro l'arruolamento per combattere i tedeschi e i fascisti avvennero anche nel SUD, nel Governo Badoglio, con lo slogan "Nonsiparte" che portò a rivolte e tumulti sanguinosi (decine e decine di morti, centinaio di feriti, centinaia di migliaia di denunciati (200.000 secondo le cifre ufficiali)).
Fu forte nel Sud il contrasto con i partiti antifascisti e della Resistenza al Nord (il cosiddetto "vento del Nord" al Sud non attecchiva). Ci fu solo una resistenza passiva contro la cosiddetta Italia fascista con un comitato che diventerà un Movimento Indipendentista (ELVIS) Siciliano guidato da Finocchiaro Aprile. Che però il 3 ottobre fu arrestato e messo al confino quando era riuscito a metter insieme quasi mezzo milione di iscritti.

Nel Sud vi era un forte "disimpegno" che trovò nel movimento "Uomo qualunque" di Giannini la sua forza fino al punto che poi questo, alle elezioni del '46 ottenne più voti della DC a Napoli e a Roma, mentre a Palermo, Foggia, Lecce, Bari, Catania, Messina e Salerno (con i monarchici e gli ex fascisti) divenne il primo partito.
(prova ne sia che sia al Referendum tutto il Sud votò Monarchia, poi alle elezioni del '48 e del '53 alla DC si affiancarono perfino quelli del MSI dove in alcune città presero il 23% vedi elezioni tutte le città d'italia >>>>

Intanto a Nord - in una vera e propria guerra civile - nascono gli oscuri Tribunali di Guerra Partigiani che procedono alla fucilazione di esponenti fascisti repubblichini, politici fascisti, militari, collaborazionisti. Numerosi gli attentati con violenze e rappresaglie contro reparti tedeschi e fascisti. Ma alcuni di questi anche sconsiderati provocavano poi le (considerate "legittime" !?") rappresaglie tedesche del 10 a 1 (come a Via Rasella-Ardeatine).

Da notare che questi successivi "Tribunali di guerra" furono istituiti subito anche dal nuovo CLN governo provvisorio, per punire i responsabili dei crimini. Si voleva fare (autonomamente) come a Norimberga. Processarli e condannarli a morte.

(Ma vi furono anche singolari trattative. Mai raccontate dalla vulgata resistenziale. Queste trattative vennero iniziate proprio da alcuni capi fascisti, che pur essendoci su di loro delle scontate condanne a morte, clandestinamente ebbero contatti con i capi di tutti partiti (compresi i comunisti). Singolare, perché come poi raccontò Pino Romualdi, sul Borghese del 6 giugno 1971, i contatti e gli incontri vari in gran segreto ci furono anche molto prima del 25 aprile. Con i vari Bonomi, Orlando, Nati, Ruini, con incontri perfino nella clandestinità; ci fu insomma una intesa fra fascisti e antifascisti su cosa fare del dopoguerra; incontri avvenuti fra tutti i gruppi, superando al loro interno ostilità, proteste, minacce di scissioni di socialisti, democristiani, monarchici, comunisti (questi ultimi con alcuni gruppi che erano ostili ad ogni perdono, e furono poi quelli che poi agirono autonomamente (????) nelle fucilazioni a Como e alla "macelleria" di Piazzale Loreto).
(Ma chi volle l'uccisione di Mussolini? «Londra aveva suonato la musica, ed il PCI era andato a tempo!» (By Leo Valiani) >>>>>

Si era pattuito a quegli incontri che si sarebbe concessa una amnistia generale sia a favore del responsabili di crimini di alcuni fascisti e sia a quelli attribuiti ad alcuni partigiani comunisti.

E infatti - dopo la liberazione - con il primo provvisorio Governo (con i precedenti contatti detti sopra e dopo aver fatto dei compromessi) fu messo come Ministro della Giustizia, Palmiro Togliatti (!!!) . Gli angloamericani pur favorevoli a certi severi provvedimenti non volevano sporcarsi le mani nelle varie punizioni o condanne. Così Togliatti fu da loro appoggiato a quel dicastero e potè varare la sua AMNISTIA per tutti, per i fascisti e per i compromessi partigiani. (ma poi si cominciò a dire - autoingannandoci - che la liberazione d'Italia e anche la seconda guerra mondiale l'avevano vinta i partigiani).

L'amnistia e le scarcerazioni di alcuni fascisti provocarono una frattura fra la base del Partito Comunista Italiano e il suo segretario Togliatti, il quale dovette più volte fornire - agli irrisoluiti - giustificazioni e spiegazioni in merito all'interno del Partito.
Non poteva di certo spiegare che i condoni ai fascisti, erono imposti (o meglio graditi) ai "liberatori", perché - come in Germania gli ex nazisti - entrambi erano utili a tenere a bada i russi a est. (la guerra fredda iniziò infatti allora).
Degli antifascisti si fidavano poco (dicevano "chi ha tradito e cambiato bandiera una volta lo farà un'altra volta")


Il provvedimento portò subito alla scarcerazione di 30.000 già detenuti. E fra questi vi erano 300 grossi nomi, gerarchi, giornalisti, funzionari, anche se alcuni di loro non avevano commesso nulla di grave, ma solo perchè erano appartenuti al Partito Fascista
. Ma in mezzo a loro vi erano anche detenuti di altri gruppi del CLN (ma non comunisti), che stavano pure loro organizzando la resistenza, finiti poi in galera per (ambigue) spiate.
(Infatti all'epoca della strage di Via Rasella, nelle carceri di Regina Coeli prelevati e poi finiti alla Fosse Ardeatine vi erano grossi nomi di altre formazioni partigiane. Ma che erano - guarda caso - contrari alla linea estremistica che volevano invece i Gap).
Uno di questi era Giuseppe Cordero MONTEZEMOLO lui il capo, il promotore, l’anima e la guida del Fronte militare clandestino che si era formato a Roma (FMCR) con 12.000 patrioti. Le sue disposizioni ammettevano solo la guerriglia esclusivamente al di fuori del territorio urbano per evitare ritorsioni nemiche (cioè le successive rappresaglie sui civili) una impostazione opposta a quella del Partito comunista, che praticavano la lotta aperta senza quartiere anche all’interno delle mura cittadine. E quella di Via Rasella fu una di quelle.
Nemmeno i tedeschi sapevano che Montezemolo era un capo della Resistenza, ma non si sa da chi, finì su una lista, poi prelevato a Regina Coeli venne fucilato alla Fosse Ardeatine. Per i Gap un contendente in meno.

Fu insomma - con l'amnistia - dichiarato poi il "non procedere". Tutti innocenti !! . Anzi molti di loro furono reintegrati (Azzolini, Acerbo, Polverelli, Rolandi, Ricci, Amicucci, Gray, De Vecchi, Tarchi, Pini, Curtti, Lauro, Frignani, Albini e tanti altri. Centinaia e centinaia di personaggi che non solo tornarono in seguito a fare i prefetti (ne nominarono altri 127), o a guidare le loro imprese, ma anche a fare i capi politici nei successivi anni fino ai nostri giorni anni 2000.
Dalla Jugoslavia rientrarono in Italia anche i comunisti e alcuni di loro furono poi anche premiati.
Gaetano Azzolini (lui che era stato Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "tribunale della razza" nel 1957 diventò perfino Presidente della Corte di Cassazione !!
Ma qualcosa del genere -come l'amnistia - era stato fatto anche prima; proprio per i fatti di Via Rasella. Pochi giorni dopo la nefandezza con il decreto legge n. 96 del 5 aprile 1944, e poi con il n. 194 del 12 aprile 1945, gli attentati  il decreto li considerò come "legittimi atti di guerra".
Insomma i partigiani potevano anche uccidere impunemente. Infatti di attentati ne fecero ancora, e a Como fecero poi l' em plein con Mussolini e i suoi gerarchi, finiti poi a Piazzale Loreto "in un scenario naturale di spettacolare bellezza".

Si deve però convenire che ancora a inizio '46, il clima era ancora quanto mai pesante, confuso e piuttosto grave; da una parte si parlava di fare un Referendum Monarchia-Repubblica, da un'altra parte fare un Colpo di Stato, e da un altra parte ancora (nell'estremismo di sinistra - con dentro perfino un fantomatico Movimento Cattolici Comunisti)- Togliatti pur di prendere voti diramò un manifesto dicendo che "il partito Comunista non é ateo" >>>>) e ci si preparava a una rivoluzione, che ad alcuni di loro sembrava essere giunta a portata di mano. Si stavano appunto "gettando le basi a Mosca".

 

Ma non tutti erano d'accordo, perchè perfino il capo dei socialisti Nenni (pur essendo pure lui un "barricadero") andava ripetendo "O la Repubblica o il caos".
Cosicchè fascisti e antifascisti trovarono poi il giusto modo di non far precipitare nel caos l'Italia. Anche se i voti sia nella Costituente come poi nelle elezioni del '48 e del '53 (vedi > città per città > ) riservarono alcune sorprese sia agli uni come agli altri anche se non così drammatiche. Per fortuna! così ritornò in Italia l'ordine e la tranquillità. Ex fascisti e antifascisti avviarono l'Italia alla ripresa. (non era ancora nata la Boldrini !!! La più amata dagli italiani antifascisti smemorati !!)

Fino al 29 aprile la realtà era che l'Italia era divisa in due, e con due ideologie diverse: il Sud era monarchico e di destra. Il Nord era liberale e di sinistra. (la Costituente e poi le elezioni lo confermarono - di poco !!). (furono comunicati solo i risultati, a favore della Repubblica, ma non fu proclamata la Repubblica. E nei risultati ci fu qualche dubbio mai chiarito. Fra l'altro non votarono quelli dell'Alto Adige e quelli di Trieste).
Inoltre a Sud - come dissero i loro risultati - si era tentato di staccarsi da quella Italia ancora Unita dai Sabaudi, per ritornare a quella borbonica. Soprattutto in Sicilia, dove fiorì l'indipendentismo. (addirittura ambivano a diventare uno degli Stati Uniti - In Usa i siciliani avevano perfino dato vita a una rivista ("Nuovo Mondo" e il distintivo con la stella nella bandiera siciliana-Usa).

Ma non è che in Sicilia erano tutti filo-americani. Allo sbarco In Sicilia la maggior parte non solo si arrese ma fecero festa agli occupanti (finalmente si mangiava) mentre altri piccoli gruppi di siciliani volendo contrastare l'invasione, ci lasciarono la pelle. Patton che era il comandante generale diede vita alla 45ma divisione killer che non doveva avere pietà "se si arrendono e alzano le mani, sparate, non voglio nessun prigioniero". E i suoi sottoposti sparavano; fra gli altri - come a Canicattì dove fu lui a iniziare impugnando la pistola e sparare, ci fu anche il massacro a Biscari, dove fu compiuto una carneficina di italiani che si erano arresi.
Patton e i suoi uomini finirono sotto processo nell'autunno '43 alla corte marziale Usa. Gli americani non volevano passare come dei giustizieri, temevano il danno d'immagine. Ma Patton fu poi discolpato, mentre i suoi uomini si difesero dicendo che avevano eseguito i suoi ordini.
Ma ancora nel 2002 negli USA ci sono ancora i verbali aperti su quel «massacro di Biscari».
Patton morì in un curioso incidente d'auto a fine 1945. Qualcuno avanzò l'ipotesi di una eliminazione perché scomodo. Forse si voleva evitare un processo tipo Norimberga, dove finirono sulla forca chi aveva eseguito gli ordini.


Messo poi al bando l'indipendentismo (come già detto sopra) Giuliano il "braccio armato" dell'ELVIS (era colonnello!) fu fatto passare per "bandito" poi anche ucciso a tradimento. Finocchiaro Aprile (era lui che guidava l'ELVIS) più volte finito in carcere e al confino, alla fine diventato accomodante, divenne deputato del "contentino" dato alla ribelle Sicilia con l''Autonomia Regionale", guidata però da Roma (!!).
(gli angloamericani avevano quasi appoggiato l'indipendentismo, erano perfino quasi onorati che i siciliani ambivano a diventare uno Stato degli Usa. Ma per i precisi patti sulla nuova cartina d'Europa fatti con Stalin, abbandonarono al loro destino questi "sognanti" siciliani. Pur lasciando a loro le armi e gli ingenti i mezzi di trasporto utilizzati nello sbarco.

 

Mentre a Nord la situazione era molto diversa. Nel '43 era sorta sì il CLN interpartitico, con PCI, DC, PdA, PLI, PSIUP quindi con diverse estrazioni ideologiche, che volevano operare con qualche potere di governo e avevano anche la volontà di condurre la guerra di liberazione (anche se non gli era stato mai chiesto) a fianco degli angloamericani.
Per una forte componente di sinistra dentro queste bande, soprattutto viva nelle file del proletariato, i cosiddetti "alleati" diffidavano, e soprattutto furono ancora di più sospettosi quando Togliatti rientrato dalla Russia si mise al comando del PCI, che era una delle più forti compagini nei gruppi partigiani. A Washington si allarmarono non poco. E minacciaro pure - come avevano già del resto fatto in Francia) di non far più giungere in Italia più nessun aiuto di sorta. Marshall a Washington era stato molto chiaro!!

 

Non dobbiamo però dimenticare che - anche se in clandestinità - ci furono di soppiatto molti accordi con alcuni capi fascisti, di cosa fare dopo la liberazione con chi da una parte come dall'altra si era comportato da criminale. (una futura amnistia insomma che abbiamo già brevemente accennata).
Ma soprattutto vi erano stati e vi furono accordi con alcuni capi dei "Poteri Forti" in Italia (senza distinzione se fascisti o antifascisti). Questi - i maggiori industriali d'Italia - avevano contribuito non poco sovvenzionando con soldi e mezzi i movimenti partigiani di ogni fede politica. Perfino Valletta della Fiat, pur fornendo materiale ai tedeschi, era in stretto contatto con gli inglesi. (alcuni partigiani quando si presentarono per arrestare pure lui, Valletta dimostrò (con i testimoni inglesi) che era un antinazista e come tale si era sempre comportato. "e adesso andate a lavorare" col disdegno liquidò così i suoi accusatori che volevano arrestarlo.

Quando entrarono gli angloamericani a Milano, i "Poteri Forti" si fecero
subito subito vivi e si imposero. Per prima cosa nello stesso giorno di Piazzale Loreto, vollero dal CLN la cancellazione della Socializzazione delle Aziende varata da Mussolini
(anche se questa era stata a suo tempo apprezzata dalla sinistra perchè era socialisteggiante - ma poi la osteggiarono perché non volevano anche qui avere dei concorrenti).
Cosicchè proprio il partito che odiava i "Padroni", il 29 aprile si ritrovò di nuovo sotto i "Padroni" dalla sera alla mattina. E il proletariato - che doveva eliminare i padroni - seguitò zitto zitto a fare...... il proletariato.
Inoltre gli angloamericani, sempre nello stesso giorno, imposero il disarmo e lo scioglimento di tutte le bande partigiane. Per loro i partigiani di ogni colore, erano italiani, quindi tutti "nemici".
E alcuni di questi italiani lo erano anche nei confronti di altri italiani; avendo innnescato una guerra civile al grido di "Bandiera Rossa Trionferà".

Alcuni gruppi di questi partigiani cominciarono ad essere coinvolti in molte violenze contro i cittadini. Alcuni di questi gruppi erano caduti sotto l’influenza di elementi trotzkisti che li spingevano ad azioni anarchiche e a organizzare gruppi di azione proletaria per scopi poco chiari.
(non per nulla con i partigiani rossi, collaboravano anche 5000 elementi giunti dalla Russia).
Lo stesso Togliatti a Roma il 26 AGOSTO '45 , ha un colloquio con l’ambasciatore sovietico Kostylev che poi informa il proprio ministero degli Esteri Russo: era fin da Piazzale Loreto in poi preoccupato della degenerazione; «Togliatti ha detto che è preoccupato dell’allarmante fenomeno della degenerazione del movimento partigiano al nord". Arresti arbitrari. Tribunali segreti. Delitti politici brutali. Ecco perchè poi si fece promotore di provvedimenti di clemenza.
Ricordiamo che ancora in luglio vi era stato l'eccidio di Schio, a maggio i sette fratelli Govoni nel "Triangolo della morte" dove alcun autori
(G. e P. Pisanò) indicano indicano in circa 4.500 i morti causati dalla "giustizia partigiana" scatenatasi in Romagna. (vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Stragi_partigiane_in_Italia)
O nel recente (e scomodo) libro di Giampaolo Pansa, "La guerra sporca dei partigiani e dei fascisti" .
E per chi ha fegato per guardare http://stragipartigiane.blogspot.com/
Addirittura premiarono Roberto Bentivegna (ex fascista nei GUF poi entrato nei GAP) autore della strage di Via Rasella che in quel modo, dice la motivazione "ha con indefessa attività e intrepido ardimento contribuito alla vittoria degli angloamericani" (!!!???).

Del resto lo stesso Giorgio Napolitano (in Parlamento, il 16 maggio 2006) ha chiamato quel periodo «Zone d'ombra, eccessi, aberrazioni». Questo per far dimenticare la retoria di 60 anni su cosa era stata la lotta di "alcuni" partigiani e di "alcune" bande terroristiche comuniste - (i "tribunali del popolo") che poi hanno trasmesso ai posteri come “guerra di liberazione.
Non voglio qui giudicare ma solo ricordare, fatti sempre negati da una certa parte politica e da certi partigiani.

Ma non dimentico neppure i crimini dei fanatici fascisti e le loro nefandezze contro i responsabili di sabotaggi e attacchi vari fatti con le formazioni paramilitari della Rsi, durante rastrellamenti o gli interi villaggi distrutti come a Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Boves e tante altre, Ne dimentico le persecuzioni verso gli ebrei (anche se controverse ....
vedi https://ricordare.wordpress.com/perche-ricordare/186-le-controversie-sullolocausto-e-ora-di-un-dibattito-serio/
L'ANPI riguardo ai crimini dei fascisti-nazisti conteggia 110.000 i caduti nella Lotta di Liberazione in Italia e all'estero.

Poi i compromesi furono tanti, gli accordi pure. Lo sciogliemento delle bande una cosa fatta e la consegna delle armi pure.
Anche se molti patti non furono poi rispettati. Soprattutto la consegna delle armi, che molti della sinistra non si attennero, in attesa di altre occasioni per fare la loro "Rivoluzione" o un'altra "Guerra Civile". E ci si andò anche vicino quando ci fu l'attentato a Togliatti nel '48. Ma anche questa era solo ipotetica, perché gli angloamericani sarebbero sicuramente intervenuti con le buone e le cattive.

Eppure ancora oggi - anni 2000 (dopo 70-75 anni) - tutti i cosiddetti "antifascisti" vanno dicendo che il Fascismo si macchiò di infami crimini. Dimenticando quelli dei "rossi" ricordati sopra. Ma non era stato Togliatti a varare questa "AMNISTIA" per tutti ??
E per tutti significava anche per i crimini di alcuni suoi partigiani, e a questo Togliatti ci teneva molto visto le sue preoccupazioni per il "fenomeno della degenerazione". Aveva capito che era meglio collaborare se voleva ritagliarsi anche lui "un posto al sole" nel futuro governo. (come poi faranno molti in seguito, fino ad oggi)

I crimini dei fascisti (per vari motivi e anche questi sconsiderati ) nel corso dei suoi 20 anni furono in totale 45. Dal '43 al '45 molto di più, ma furono - anche se fa male a dirlo "legittime" condanne a morte per atti di diserzione nell'esercito che si era costituito a Nord. (e - siamo realisti - guai se non si fosse costituito - i tedeschi sarebbero diventati i padroni dell'intero nord! Mussolini fece infatti fatica a imporre alcune leggi - era diventato ormai succube di Hitler)
Ma altrettante condanne - come detto sopra - furono comminate anche nel Sud, nell'esercito (non certo fascista) che volle ricostituire Badoglio, soprattutto in Sicilia dove ci furono rivolte e tumulti sanguinosi con decine e decine di morti, migliaia di feriti e 200.000 disertori e che pure loro si diedero alla macchia. A fare . - come li chiamarono poi, non "partigiani" ma "banditi". (Giuliano & C.)

Tuttavia sia da una parte come dall'altra di italiani responsabili di efferati atti non ne fu condannato a morte nemmeno uno. Una parte si era già presa la sua soddisfazione con PIazzale Loreto, con quelli che ci finirono appesi non certo dopo un regolare processo. Quella fu solo gratuita "macelleria" fatta dai cosiddetti "Patrioti". Ma solo di "alcuni" patrioti rossi. Perfino il non tanto pacifista Pertini ne fu scandalizzato, commentando "abbiamo infangato la Resistenza". ( e se lo diceva lui !!!).
Il "piazzaloretismo", fu semplicemente una codardia che si scagliava contro un fascismo e contro gli uomini del fascismo che erano già caduti nella polvere. O aveva - con gli angloamericani alle porte - le ore contate.

I cosiddetti "alleati" ne furono scandalizzati. Ma la "mattanza" era stata solo opera di alcuni gruppi di appartenenza politica deviata durante una guerra civile che operando non come "pacificatori degli italiani", fascisti o antifascisti, andarono al di là di tutte quelle aspirazioni sociali che gli italiani desideravano.
Purtroppo questi "pacificatori" avevano come modello da imporre solo il bolscevismo; ma proprio in Russia che aveva come radice e il nome Socialismo, di Socialismo Sociale era stato fatto nulla. In 20 anni Stalin aveva - un uomo solo - imposto una dittatura peggiore del fascismo. Ci fu non la "pacificazione" delle masse, ma la degenerazione burocratica e la cieca obbedienza al Capo. Un Capo che aveva subito strangolato il partito di Lenin e di Troskij; l'Opposizione Unificata fu schiacciata, i dirigenti imprigionati nei gulag e passò alle armi compagni di partito, i capi militari e chiunque contrastava la sua popolarità. (un Mussolini al cubo!!)
Ecco perché nel corso degli anni successivi - morto Stalin - fallì il "bolscevismo". Nè si parlò più di Stalin. E via via nemmeno più di "Comunismo". Fino al punto di chiamarsi "democratici".

Il Comunismo in Italia, dal '21 in poi, era rimasto sempre ai margini della società, sempre in lotta con il fascismo, contrastandolo proprio con quella stessa violenza che si attribuiva allo stesso fascismo.

L'occasione per emergere in Italia fu solo verso la fine della sciagurata guerra, nel '43. Ma lo fecero nel modo sbagliato. Con provocazioni, attentati e proclami incitarono gli italiani solo a fare una guerra tra di loro, una guerra civile.
Poi erigendosi con un Governo Provvisorio a salvatori della patria, con i loro "tribunali del popolo" procedettero non solo a pene e sanzioni ma a condanne a morte senza un processo. E questo non fu un buon inizio per essere graditi al popolo italiano, ex fascista ed anche antifascista. Non era quella una "Giustizia"!
Ma a salvare la loro faccia, con e per la "pacificazione", ci fu l'amnistia togliattiana. Un po' di "giustizia" fu fatta !!!
Anche se il freno a quella deplorata barbaria lo misero gli stessi "alleati" che per prima cosa nello stesso giorno di Piazzale Loreto, imposero lo scioglimento delle bande e la consegna di tutte le armi. Altrimenti i rossi italiani avrebbero fatto la fine che fecero in Grecia. Dove ci riempirono i cimiteri.



Il "comunismo bolscevico" in Italia finì quel giorno.
"Resa senza condizioni". (i nemici!!)
I comunisti dovettero abbassare le bandiere rosse. Il partito rimasto col nome Comunista (ma presto sparirà anche questo) servì in seguito solo a fare opposizione, spesso senza una coerenza. Tanto per farla ! Le "bandiere rosse al vento" sventolarono poco. E più tardi anche in Russia.


Togliatti fatto il "lavoro sporco" (l'amnistia) ( gli angloamericani non avevano avuto intenzione di sporcarsi le mani) fu poi nel successivo governo presto mandato a casa. E i processi non si fecero più. Alcuni (ca 300) erano ancora detenuti, ma nel '50 erano stati già tutti scarcerati.
L'Italia potè brindare a "tarallucci e vino". Non certo come nell'anomalo processo di Norimberga.
Vedi qui >> nel Processo anomalo di Norimberga >>> e i nomi degli inquisiti in Italia >>>>>>>>

Ma vedi anche in rete l'ampia documentazione su "I MISFATTI D'ITALIA" e "Memoriale della Farnesina" qui in rete >>>>>>>

Singolare - ma anche paradossale - anzi una beffa. Come quella qui narrata e subìta da "Franco", che l'8 settembre si trovò anche lui - come tanti italiani - nel dubbio se disertare o non disertare, e che ancora nel '49 finì sotto processo.
Caio
nel '43 non si era presentato, disertò e andò sui monti a fare il partigiano.
Tizio
invece volente o nolente (pena la condanna di diserzione) si presentò e fu inquadrato nei Repubblichini. Altro non poteva fare, le loro famiglie avrebbero ricevuto ritorsioni,
Caio
da' poi la caccia e ammazza  tutti quelli che hanno le mostrine come Tizio.
Tizio
dà la caccia a tutti quelli senza mostrine che sono stati dichiarati "ribelli disertori".


Entrambi per ambigui ordini superiori da una parte come dall'altra - sono costretti ad ammazzarsi l'un l'altro. Italiani contro Italiani !!
Scandaloso lo era, ma - senza voler assolvere gli uni e gli altri - dobbiamo considerare che la caccia dei nazifascisti ai partigiani con dei esasperati rastrellamenti e uccisioni era motivata dal fatto che alcuni partigiani provocavano con i loro attentati (dove secondo alcune fonti perirono ca. 10.000 fascisti e nazisti).
Ma la stessa esasperazione vi era anche nelle file partigiane che pure loro persero quasi 20-30.000 uomini. Vittime di vari attacchi ai tedeschi.
Ma non sempre le motivazioni dei loro attacchi furono limpide, soprattutto verso i fascisti; alcuni agirono per vecchi rancori, altri per vendette, altri ancora per emulazione, non attenendosi agli ordini dei loro capi.
Come avvenne poi a Piazzale Loreto, dove alla "macelleria" tutti i presenti (fascisti e antifascisti) presi da una collettiva isteria - o per il bisogno di una catarsi - (questa sì per una liberazione da esperienze traumatizzanti fino allora vissute) applaudirono pure.
Appeso dopo essere stato giustiziato sul posto, ci finì anche Starace, che da tempo era stato emarginato da ogni incarico politico di rilievo. A Milano era diventato un signor "nessuno". La sua uccisione fu solo vendetta.
Per aver inventato "il saluto romano" oscurando quello fatto a "pugno chiuso".

(dunque ribellarsi da una parte come dall'altra era giustificato?
vedi qui il singolare " processo pericoloso!".
>> quello fatto a Franco >>>>

Ma c'è anche la singolare storia di mio padre: Giuseppe Gonzato. Partito nel '35 per andare a conquistare l'Etiopia, nel marzo del '36 con Starace era a Gondar e Lago Tana. Fondato l'Impero nel '36, lui e molti altri italiani (30.000) vi rimasero, creando la "Nuova Asmara" (ancora oggi una delle più moderne città dell'Africa).
Lui assieme a un ingegnere del ramo, crearono una impresa di trasporti ottenendo un grande successo. Per 4 anni si diedero molto da fare. In una sua visita in Italia nel '38, aveva detto a mia madre "faccio ancora un paio di anni, poi metto su una bella casa all'Asmara e vi mando a chiamare tutti. E ripartì per l'Etiopia.
Ma poi nel '40 allo scoppio della guerra, l'Alto Comando Militare gli requisì i camion e lui stesso lo aggregarono all'esercito combattente.
L'avventura africana finì come sappiamo male. Mio padre con i suoi camion raggiunse prima la Libia, poi ci fu la ritirata in Tunisia dove in 120.000 dovettero arrendersi agli inglesi. Lui finì in un campo di concentramento in Sud Africa. Dove vi rimase fino al 1946.
Ma appena tornato in Italia, dalle autorità militare fu mandato sotto processo per diserzione, non avendo risposto alla chiamata alle armi fasciste del 1940. E nemmeno a quella Repubblichina sorta nel '43.
(se la prima nel '43 già non esisteva più e la seconda nel '45 pure, non si capisce chi guidava questa Autorità Militare del dopoguerra (era fascista o antifascista? )

Nessuno dall'Africa nel '40 aveva comunicato al Distretto militare del suo paese che mio padre era stato "aggregato". Risultava invece che non si era presentato alla chiamata alle armi in entrambi i due eserciti.
Lui per discolparsi, dato che nessun campo di concentramento rilascia un diploma di "internato" chiamò dei testimoni compreso anche Messe, che era il suo generale a Tunisi. Fu infine poi prosciolto. Ma quanto alla "Diaria" di 3 anni gli si disse che ."era stato a vitto e alloggio dagli inglesi e nulla gli era dovuto perchè "si era arreso". (colpa sua insomma la resa, non di Messe).
Fra l'altro Messe - non condivise la sorte dei suoi soldati con la prigionia, fu invece accolto (!!??) a Londra!! Poi stranamente, dopo l'8 settembre, sarà lo stesso MESSE, rientrando da Londra in Italia a novembre '43 a coordinare (sic. !!) con la nomina a Capo di Stato Maggiore lo sbandato esercito "ottosettembrino" del Governo regio-badogliano). (che strano personaggio e che strana guerra !!).

Mentre riguardo ai danni subiti (requisisione dei camion, autovetture, perdita degli immobili, terreni, anche qui nulla gli era dovuto perché "avevamo perso la guerra" e di conseguenza anche le Colonie.
Si salvarono i depositi bancari che lui aveva in una banca italiana all'Asmara ma con sede in Italia dove qui vi affluivano i depositi dei conti correnti etiopi. Erano 290.000 lire. Nel '40 con questa cifra si potevano acquistare in Italia 8-10 appartamenti. Nel 1949 - dopo tante peripezie di carattere burocratico - quando mio padre li potè incassare - con la forte svalutazione - non erano sufficienti ad acquistarne nemmeno uno di appartmento. 4 anni di alacre lavoro finiti nel nulla. Mio padre ci mori dal dolore. Sono anche questi i risvolti di una guerra sciagurata.


TORNIAMO AL 1943.
Churchill fin dal primo momento (fine '43) diffidava dei partigiani perché la maggior parte di quelli a Nord erano di sinistra, che volevano fare "l'insurrezione" con mire bolsceviche. Verso la fine del '44 gli angloamericani con un comunicato di Alexander le volevano perfino sciogliere queste bande.
Mandarli tutti a casa.

Nei mesi precedenti i partigiani le armi se le erano procurate mediante attacchi alle caserme o le recuperavano negli scontri se questi adavano a buon fine. Poi ebbero alcuni appoggi dagli angloamericani mediante aviolanci di materiale bellico, di viveri e quant'altro necessario. Ma anche qualche infiltrato che riferiva quanto avveniva in questa "guerra di arrabbiati" e quali intenzioni avevano. Preoccupati verso la fine del '44 gli aviolanci ebbero una battuta d'arresto, cessarono del tutto. Il proclama di Alexander li voleva sciogliere le bande e c'era pure un ordine al disarmo. Non era certo una buon invito. Come sarebbero finiti tutti questi latitanti tornando a casa?
Rimandarono. Ma dopo aver fatto (a Roma) con i capi accordi ben precisi a fine guerra.

Nel gennaio-aprile 1945, gli angloamericani ripresero gli aviolanci organizzando 865 lanci di materiale da guerra ai partigiani del nord.

E gli accordi li attuarono subito dopo la "loro" "liberazione" entrando Domenica 29 Aprile a Milano, sciogliendo tutti i gruppi partigiani, e facendosi consegnare tutte le armi; e solo da questo giorno l'Italia fu liberata dai nazisti ormai in ritirata dopo la resa di Wolf.
Le sfilate esultanti di partigiani a Milano ci furono, ma con i loro capi in abiti borghesi, senza armi in mano e senza essere preceduti o seguiti da nessun angloamericano "liberatore".

Ma a noi piace ingannarci, e si continua a credere che l'Italia l'abbiamo liberata noi. Anzi se interroghiamo i giovani di oggi, noi italiani abbiamo vinto anche la 2a Guerra Mondiale.




Mentre nella liberazione della Francia,
il 25 agosto 1944
ai Champs Elysees
e sotto l'arco di trionfo,
nell'entrare a Parigi gli angloamericani
fecero sfilare in testa al corteo
Charles De Gaulle,
nella sua divisa come
Capo della lotta di liberazione francese.....
( òui si era sempre opposto
al suo interno ai partiti comunisti e socialisti)

.....con a fianco un soddisfatto Churchill
.

Lui ad avergli dato ospitalità per anni in Inghilterra,
suo grande ammiratore
e come lui nemico tenace dei bolscevici
.

Ricordiamoci che i comunisti francesi applaudirono quando Hitler invase la Francia, li aiutarono a depredare perfino il Louvre. (questo perché Hitler era ancora alleato di Stalin).
Sull’Humanité all'inizio dell'occupazione tedesca, e sui muri i manifesti del Partito comunista francese, invitavano il lavoratore francese ad accogliere i soldati tedeschi «quali rappresentanti della seconda patria del socialismo». Inutile dire che a goderne furono anche i comunisti italiani, furono pure questi a sollecitare Mussolini a intervenire in Francia, beffeggiandolo pure "guarda come si fa, tu non ha capito mai niente del socialismo. Guarda invece Hitler!!".

Questi comunisti obbedivano agli ordini di Mosca, ancora legata a Berlino dal patto Molotov-Ribbentrop dell’agosto 1939, ed erano convinti che la collaborazione con la Germania in quel momento avrebbe creato le condizioni per una rapida conquista del potere. (non immaginavano ancora una invasione di Hitler della Russia).


A Milano quel giorno era Domenica 29 APRILE


Tuttavia dopo lo scioglimento, ma solo più tardi (come "contentino"- ma non si sa ancora da chi voluto o sollecitate - per alcune azioni a loro gradite) fu rilasciato ai partigiani italiani un "Certificato al Patriota": Vennero consegnati dalle autorità, controfirmato da un ufficiale alleato e da un comandante partigiano insieme ad una misera pensione.

(Il "contentino" fu che fra le persone che godettero poi dei benefici INPS, (erano solo ca. 30.000 - poi 130.000 - ma a richiederla diventarono poi 650.000) vi erano anche i responsabili della pulizia etnica perpetrata dai partigiani titini contro gli italiani). Compresi quelli della "Strage di Schio" che il 7 luglio 1945 - due mesi dopo la fine della guerra, partigiani della "Brigata Garibaldi" massacrarono mitragliandoli dentro una stanza 54 detenuti ritenuti fascisti tra cui 17 donne, la più giovane di 16 anni (!!!). Più che altro questa fu una vendetta belle e buona, un odio per vecchi rancori. Alcuni erano solo parenti di chi era stato fascista.
Il capo banda fu condannato a morte da un tribunale di guerra. Ma poi venne l'amnistia Togliattiana. E in seguito fu anche premiato.
Ancora oggi a Schio - anni 2000- ad ogni commemorazione ci sono forti contestazioni.
Da ricoradre anche l'eccidio (75) del 13 maggio all'Ospedale Psichiatrico di Vercelli. (altre sono elencate qui in rete https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Stragi_partigiane_in_Italia

Si è anche sempre parlato molto (celebrandoli come vittime) dei famosi 7 FRATELLI CERVI fucilati dai "fascisti" per aver loro dato rifugio a partigiani sovietici in Italia. Ma nessuno ha mai ricordato i 7 FRATELLI GOVONI, trucidati dai "partigiani" (Brigata Garibaldi) l'11 maggio, a fine guerra), 13 giorni dopo la "Liberazione"!!!!
Solo in seguito Fausto Bertinotti, riconobbe l'innocenza dei 7 fratelli Govoni. ("non hanno fatto niente, sono solo vittime, ma non come attori della storia"- quindi bastava anche non essere attori per essere fucilati).
I 7 fratelli non erano mai stati fascisti. Alcuni di quei responsabili non furono mai puniti altri ripararono all'estero.
Ed anche in Piemonte ci furono scellerati delitti (vendette); fu sterminata una famiglia intera di contadini, per il solo fatto di non aver
fornito farina e grano ai "patrioti" affamati quand'erano allo sbando sulle montagne.

Come al solito in tutte le celebrazioni la verità storica passa in seconda piano. Tutti i ricordi della guerra partigiana (ma sono molto pochi chi può veramente ricordare, avevano allora più o meno 6-8-10 anni, tutti gli altri si sono abbeverati a una vulgata) servono solo per dirci - l'hanno sentito dire - che l'Italia era stata prima fascista e grazie proprio alla retorica resistenziale si vuole far passare gli italiani tutti fascisti. E che anche tutti gli italiani erano"razzisti".
Chi invece aveva sotto il fascismo fatto carriera (e poi la conservò), chi aveva fatto grandi affari (e poi continuò a farli) rimase zitto zitto (ma possediamo un poderoso volume di 800 pagine dove sono riportati i profili e le immagini dei 2000 ferfidi assertori e ricostruttori proprio nel periodo fascista italiano > > > > > . C'é di tutto; i più noti industriali e banchieri italiani, apprezzati notabili, professionisti, famosi intellettuali, giornalisti, artisti, scrittori, maturi nobili, principi, conti e marchesi, ecc. Tutti ex fascisti. (che nel dopoguerra e fino al "93 zitti zitti hanno poi fatto la "grande abbuffata" > > > > > >

Parlare di antifascismo come un ideale unico non ha mai avuto un fondamento: in realtà vi era stata alla nascita del fascismo solo UNA breve opposizione democratica socialista (borghese, liberale -
appoggiata dagli industriali) e UNA opposizione comunista (dal '21 ex socialisti, votati al bolscevismo prima leninano poi staliniano), che guardava e aspirava solo al rovesciamento del capitalismo. Era infatti di Lenin il motto «Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe»).
Fra i due opposti poli con divergenti opinioni,
l'opposizione proprio della borghesia fu breve, così la riforma politica e sociale in senso progressista. Nel "Programma" del '19 di Mussolini non fu dalla borghesia proprio respinta ma semmai - dopo l'errore della sinistra con il "Biennio rosso" con gli scioperi selvaggi e le occupazioni delle fabbriche - la borghesia poi appoggiò proprio quel programma.

 

In quel clima, nel '21 i nuovi borghesi si appoggiarono proprio al nuovo partito fascista, che prometteva più legalità e si schierarono proprio con Mussolini con il loro consenso i "fervidi assertori e ricostruttori" .
Questi l'antifascismo lo lasciarono alla sinistra e questa si pentì come vedremo, con Togliatti, che avrebbe voluto lui fare il vincente "programma del '19").
Questo consenso degli italiani al fascismo fu molto più ampio e autorevole di quanto si pensi e si legga in alcuni libri di storia dalla memoria corta o del tutto assente oltre che manichea.
Se vogliamo essere onesti, e non negare la realtà, mai gli italiani si sentirono così italiani e così fieri di appartenere all'Italia. Un dinamismo sociale e nazionale, oltre che imprenditoriale (si pensi al Made in Italy) e all'opera di Beneduce, che godette mai prima di allora un prestigio internazionale .
Copiato ieri - come oggi - in tutto il mondo.

 


FU PROPRIO QUESTO CONSENSO A FAR DECOLLARE IL FASCISMO.
DA SOLO MUSSOLINI AVREBBE FATTO BEN POCO.




LA RESISTENZA IN UNA SCIAGURATA GUERRA
Ma di questa guerra, vogliamo essere un po' realisti ?
o giriamo il mestolo dentro la pentola
degli italiani.... ieri "fascisti" e..... oggi tutti "antifascisti"....
.... senza voltarci?

L'accusa ricorrente dell'"antifascismo" a Mussolini é sempre stata quella
di aver scatenato una sciagurata guerra.
Che gli italiani si dice "non volevano" e si dice ancora oggi" non erano mai stati dei "fascisti".
Ma perchè questi antifascisti di oggi i loro nonni e i loro padri
non si tennero le mani in tasca invece di gridare "Guerra! Guerra!" ???
Poi visto che con l'"alleato" tedesco si perdeva,
si montò sul carro vincitore anche questo chiamato
poi da noi "alleato", ma non da loro che "nemici" seguitammo ad essere.

Mussolini pagò appeso a Piazzale Loreto con i ganci da macellaio
in una "spettacolare bellezza" scrissero i giornali.

Se si fosse fatto un processo a Mussolini, sarebbe stato un processo contro l'intera nazione. Proprio Giorgio Bocca ha scritto: "La morte del dittatore era inevitabile e fu accolta con manifestazioni di gioia non soltanto da noi antifascisti. Lasciare a Mussolini la parola in un processo avrebbe significato consentirgli di chiamarci tutti in causa, anche noi partigiani, che eravamo stati fascisti come tutti".
(molto onesto!).

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Gli USA poi in una altrettanto loro "dolorosa tragedia" in Vietnam
dove intervennero 2.500.000 uomini,
i morti e feriti furono ca. 215.000, 700mila giovani veterani soffrirono di traumi psicologici,
molti si suicidarono, mentre 500.000 americani disertarono riparando in Canadà.
Di Vietnamiti ne uccisero ca. 2-3 milioni con le più sofisticate armi. Ma furono sconfitti.
Quella guerra spaccò la società americana in due.
Fu la prima disonorevole sconfitta della superpotenza americana, creduta invincibile.
Eppure per i responsabili del disastro con l'onta della sconfitta -
i 5 Presidenti USA che l'avevano dichiarata, sostenuta e persa -

nessuno pensò di appenderli in un distributore di benzina assieme alle loro donne.

Analizziamo bene - SUBITO - in questa pagina i fatti
e giriamoci il mestolo dentro > > la guerra fascista > > > >





Oggi invece si da del "fascista" verso alcuni italiani solo perché vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa. E anche il proprio DNA. Oltre le fattezze, io sarò forse un inguaribile e malato conservatore, ma le italiane mi piacciono di più. E come vestono pure. Una gioia per gli occhi.

Certe accuse di "fascismo" sono invece un alibi per usare violenza con metodi fascisti, operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio.
Il fascismo così tanto vituperato sta invece tornando ma.... a parte inverse con la volontà di una dittatura di sinistra. Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino . Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” operando con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. E dicono niente, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni, la poligamia con il Nikah e altre violazioni, e con un'altra "Legge di Dio". Per noi il Maggio è la festa della Madonna, per loro è il mese del "Ramadam" 1440 (che oggi asseconda anche il Papa baciandogli perfino i piedi).
“Quando il mese di Ramadan inizia, le porte del Paradiso vengono aperte" Diceva Il profeta Maometto. Forse il Papa è pure lui d'accordo.

E aperte sono oggi anche tutte le piazze d'Italia.....
Mai si era visto una partecipazione di così tanti osservanti e così religiosamente proni come quelle viste in queste famose piazze italiane.

e presto...... anche a SAN PIETRO sarà aperta

"La Basilica di San Pietro splende di luci nuove" !!!

quindi " apriamo i porti"

Ultimamente PAROLIN, Segretario di Stato Vaticano, afferma: "L'Occidente dovrà chiedere scusa a papa Francesco" questo perchè non diamo la "umana" "accoglienza" a chi professa un altra religione. Forse perché oggi una religione vale l'altra. Forse un giorno i miei nipoti vedranno in piazza San Pietro per la benedizione un papa non argentino, ma senegalese, nigeriano o perché San Pietro diventata una moschea ci sarà forse un Iman islamico.
Ma qualcosa del genere è già accaduto con Enrico VIII, aveva 6 mogli ed é poi anche diventato papa dei protestanti.

Tempo addietro facevano le "Crociate" contro gli infedeli. E non molti anni fa i comunisti erano scomunicati dai papi, oggi ci vanno a braccetto con il "grido" "aprite i porti". "siamo tutti fratelli". "Il nostro Gesù era come loro oggi"
Ma questi "altri fratelli" non sono affatto d'accordo. "Hallah è più grande", dicono.
Il mondo è lì solo per loro e non può essere contaminato. Inoltre devono rivalersi da quelle tante "Crociate" subite da loro.
A Vicofaro un prete parla già di scomuniche a Salvini, rischiando un sisma al nord con centinaia di chiese deserte.
Cosa si vuole fare dividere ancora una volta l'Italia? Con un guerra civile? Una "crociata" di sinistra guidata dal Papa?

Forse nella ultima San Remo il vincitore Mahmood, avrebbe attirato meno attenzione se avesse usato il suo vero nome di battesimo Alessandro - visto che dice di essere nato a Milano quindi italiano - lui dice che non parla arabo ma poi inserisce nella sua canzone una frase in arabo. E si firma con il nome arabo: Mahmood.
Altri (sappiamo chi) facendo i furbetti, se l'hanno accaparrato, inneggiando il trionfo della multiculturalità, che questi sono le nuove "risorse", e che in Italia non c'é razzismo. Che siamo tutti fratelli.
Fratelli di chi? di quelli che usando una canzonetta vogliono fare la rivoluzione?
Sì, perché Mahmood profetizza ""Rappresento i giovani europei che vogliono restare uniti".
Che fortuna che abbiamo! L'Unione Europea é salva! Abbiamo lui !!
Ma per farlo vincere hanno ignorato i "fratelli cretini" che avevamo votato diversamente. Ovviamente i "cretini" (anche qui) sono bollati come "fascisti".

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TORNIAMO UN PO' INDIETRO

 

L'ANTIFASCISMO MILITANTE NEL '36 aveva già fallito.

L'antifascismo militante - dopo i successi di Mussolini nel '36, aveva perso le speranze in un crollo del fascismo. Così Togliatti elaborò una nuova strategia, basata sulle affinità che legava fascismo e socialismo. (ricordiamo che in quest'ultimo Mussolini ne era uscito nel 1914).

Questo ritorno ai metodi e alle antiche violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!!!! " -
Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! -
(infatti dice "siamo come voi !! " ) (circolaretogliatti) > > >

Per il fascismo lui provava solo gelosia e invidia!!
(e Togliatti non era affatto uno stupido!)
https://www.lintellettualedissidente.it/storia/compagni-e-camerati-lappello-di-togliatti-del-1936/

Prima del '19 vi erano state sì organizzazioni basate sulla utopistica democrazia operaia, al grido "potere al proletario", come in Russia. Ma con i fallimenti dei diversi scioperi, sorsero le critiche negli stessi organismi sindacali, e tante altre critiche e diverbi nella stessa direzione del Partito socialista che incoraggiarono i capitalisti ad agire, attuando a loro volta le serrate.
Il programma di Mussolini era più realistico, meno utopistico, più riguardoso verso i 5 milioni di italiani che avevano fatto la guerra, e più aperto anche alla nascente nuova borghesia pur qualche volta nei loro confronti irriguardoso "avete fatto soldi con la guerra? e allora adesso dovete fare sacrifici e pagare anche voi").
(fu poi infatti Lenin a rimproverare la sinistra, di "essersi fatto scappare l'unico che poteva fare una rivoluzione in Italia" - Ricordiamoci che Mussolini era stato un socialista!).
A quel punto la nuova borghesia iniziò ad appoggiarlo sempre di più, fino a quando - (si erano succeduti dal '19, 4 governi, inconcludenti, capaci solo di disgregare e non aggregare), dal '22 in poi divennero i "Ferfidi assertori del fascismo"
>>>>>>>
Questo avvenne perfino in quel clima tesissimo dell' "Omicidio di Matteotti" nel '24; nè impedì ai cattolici di schiearsi con il fascismo con il loro "concordato" nel '29. E nello stesso '29, l'uomo già chiamato"l'uomo della provvidenza" cavalcando l'onda del consenso clericale, approfittando del clima a suo favore, il 29 giugno vara il suo "Plebiscito" e gli italiani (cristiani o fascisti pure loro?) gli dicono SI, il 98,43%, i non fascisti 135.773. In quello ripetutosi nel '34, furono il 99,85% i non fascisti ancora meno 15.215 ---- Significa che votare NO lo si poteva fare!! (probabilmente c'erano nei SI anche quei 650.000 partigiani che poi si dissero tutti antifascisti. E dato che avevano allora tutti 20-30-40 anni quindi oggi quesi tutti scomparsi- ci anno lasciato figli e nipoti, che fanno dell'antifascismo un loro credo, senza aver conosciuto i fascisti. Quei fascisti che all'indomani della liberazione andranno ad occupare quasi tutte le cariche dello Stato, dove seguirarono a fare carriera, e perfino i capi politici del nuovo corso. E che di sicuro non alimetarono l'antifascismo odierno. Anzi diedero poi - superate la crisi della miseria del dopoguerra - negli anni '60 e '70 - non solo benessere ma agli italiani diedero anche il superfluo, le vacanze al mare, la macchina, le discoteche, la moda ecc.
Eppure in questo nuovo ambiente (incomprensibile alla luce della ragione) prese corpo la psicosi dell' antifascismo di oggi; eppure non ci risulta che una Boldrini (la più sfegatata in questa psicosi di antifascismo) negli anni '60 gli sia stato impedito dai cosiddetti fascisti che prendesse tranquillamente il suo ciuccio, nè che sia stata violentata negli anni'70 da un fascista. Semmai proprio in quegli anni '70 ci fu un pericoloso ritorno dei bolscevici, con le "Brigate Rosse", che seminarono il terrore in Italia; ma poi si adeguarono pure loro preferendo - nel cosiddetto "riìflusso"- fare delazioni e riversarsi pure loro nelle più allegre discoteche, i bagni al mare, nella "macchinetta" regalatagli da quel papà che negli anni del ventennio era stato pure lui un fascista, pure lui a battere le mani - come gli stessi comunisti - nella sciagurata guerra alla Francia. (LA SCIAGURATA GUERRA DI MUSSOLINI >>>
Quegli stessi papà fascisti che nel ventennio (dove l'analfabestismo scese dal 45% al 20%) che crearono il Made in Italy, che crearono l'IRI di Beneduce e che poi suo genero Cuccia (per nulla antifascista) gli venne comodo per creare il suo impero, e altrettanto comodo fu poi Prodi (uscito dall'Università del Sacro Cuore, sposato dal Cardinale Ruini), - per 30 anni fino al '92 - a spolpare l'IRI (cessione di 29 aziende del gruppo, liquidazione di Finsider, Italsider ed Italstat, tentata vendita della SME al gruppo CIR e "privatizzazioni" varie). Ed
infine svalutando la lira al 600%, ci regalò poi pure l'Euro.
E come ultimo regalo all'Italia, aveva creato il Centro di permanenza temporanea (articolo 12 della legge), per tutti gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento- oggi grazie a lui in Italia ne abbiamo migliaia. (permamenti !!!)

Fondò anche l'Ulivo (una specie di sinistra), diventò Presidente del Consiglio, battendo un infuriato D'Alema (tutto a sinistra). A buttarlo giù dal governo (non ebbe bisogno dell'appello-killer di Berlusconi, con 1 solo voto fu mandato a casa dall'amico di Rifondazione Comunista, Bertinotti.

Voleva poi diventare Presidente della Repubblica, fu impallinato da 101 elettori della stessa sua sinistra (che non era fascista!!!! ma per comodità "antifascista")

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TORNIAMO ALLA LIBERAZIONE detta RESISTENZA del '45

Nell'azione cosidetta della "RESISTENZA" fatta dai "Partigiani", dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore nazista e i fascisti filo-nazisti. Per salvare la Patria.

Ma lo stesso dicasi per i fascisti della RSI - fino allora cresciuti nel culto della Patria e del giuramento fatto al Re e a Mussolini - e che ai loro occhi (ma non solo loro ma anche di tutti gli italiani che subivano i bombardamenti) gli invasori erano semmai gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi.
Fra l'altro c'era in atto la coscrizione, e il non presentarsi voleva dire essere dei disertori.

(Qui chi scrive, con i suoi familiari non solo era contro i fascismo......... ma era anche contro gli americani.
Nel primo caso....
per non far catturare dai tedeschi mio zio con cui vissi l'intera guerra....... (abitavo a Chieti nella dependance di Palazzo Mezzanotte, dove prima si rifugiarono i fuggiaschi dell'8 settembre, poi vi si insediò il comando tedesco, ed infine pure quello americano dopo i 10 mesi di stallo sul Sangro).
........io venivo rinchiuso con lui in uno sgabuzzino di un sottotetto onde evitare nelle improvvise perquisizioni che io 8enne dicessi qualcosa di sbagliato o di compromettente. Uscivamo guardinghi solo la notte. Poi passata la prima bufera
lo zio con una idea geniale trovò un banale stratagemma, prese dalla sua tipografia un fac-simile referto medico-ospedaliero (di ogni stampato in tipografia si conserva sempre una copia), lo compilò a suo nome, prese una vecchia gamba di gesso (usata anni prima da mia nonna) se l'applicò con delle bende a una delle gambe e con una vecchia carrozzella lo sospingevo fin dov'era la tipografia, dove poi entrava e non solo stampava manifesti ufficiali ma anche manifestini clandestini fino a notte tarda (che poi io infilati nella cartella consegnavo a quelli che furono primi partigiani d'Italia) poi rasentando i muri lo riaccompagnavo a casa. Lo stratagemma funzionò. Ci andò sempre bene. Ma nei controlli avevamo sempre il cuore in gola.

Nel secondo caso....
Con gli americani e i loro bombardamenti fummo colpiti anche noi. Io uscii ancora vivo da sotto le macerie. Ma sembra che ce l'avessero con me, perchè un giorno mentro giocavo in piazza a pallone con i miei compagni, improvvisamente comparve un caccia a mitragliarci. Le pallottole ci sfiorarono, ma quello non contento di non averci preso, fece una inversione per tornare, ma toccò con un ala il campanile e precipitò proprio davanti a noi. Davanti a quel corpo sfracellato che penzolava dalla carlinga, noi ragazzi facemmo la danza tribale della morte, infierendo su quel cadavere, sputandogli addosso. Eravamo diventati anche noi pazzi.
Poi questi - ci dissedro in chiesa - erano i nuovi "liberatori" bisognava pregare per loro!
( qui l'intera mia odissea a Chieti > > > >

A osteggiarli poi gli americani (sia durante come nel dopoguerra) c'erano anche i "rossi", perchè il loro "faro" era il bolscevismo, la terra dove si distribuiva latte e miele. - Nei Kolchoz, nelle "proprietà agricola collettive" con a capo un borioso esponente del Partito. In fila con un capo in testa a lavorare gli uomini e le disgraziate donne.

Di conseguenza in Italia dal '44 al '45 ci fu una vera e propria guerra civile con "certi" partigiani che avevano altre mire non certo per ristabilire libertà e democrazia. Volevano solo imporre il boscevismo. Molte azioni di alcuni di "questi" partigiani furono mirate a creare anziché evitare le rappresaglie. (lo scrivono gli stessi Bocca, Spataro non certo fascisti, o come Pansa >>>"Il sangue dei vinti" >>>) Dove vi si narra i crimini compiuti da "certi" partigiani. I numerosi episodi di violenza e di sangue, che andarono dalle umiliazioni e sopraffazioni, ai processi sommari ed omicidi "esemplari".

L'Italia dopo l'8 settembre, con i reali e il quartier generale in fuga, avevano lasciato l'esercito allo sbando. Quasi tutti abbandonate le caserme se ne andarono a casa pure loro.
L'Italia si trovò spaccata in due. Con due governi, a Sud con Badoglio e a Nord con la Repubblica di Salò.
A Sud si tentò di ricostituire l'esercito e chi non si presentava era considerato disertore.
A Nord (da Roma in su) di ricostituirne un altro, e anche qui chi non si presentava era considerato disertore.

A quel punto cosa fare?
Bisognava decidere con chi stare; dove schierarsi in una unità partigiana o in quella di Salò? Seguire l'istinto o attenersi agli ordini dei capi? Disertare o non disertare?
Tuttavia ognuno prese le sue decisioni. Giuste? sbagliate?

Il futuro presidente della Repubblica Ciampi fra quelli che abbandonarono l'esercito ha così sintetizzato le motivazioni primarie di queste diserzioni "fu un impulso istintivo a ribellarci". (cioè a scappare e disertare)

(ma se ogni soldato in guerra si comportasse così, e se a decidere é lui contro chi combattere e quindi con chi stare addio disciplina militare: crolla tutto - Un generale finita la guerra, su questi tragici eventi scrisse su un ospitale giornale perfino una apologia alla diserzione: "Si può essere spergiuri e decidere noi con chi schierarsi".

In un modo o in un altro, questo voleva dire scatenare una "guerra civile". Italiani contro italiani. Dandogli un nome "antifascisti" contro "fascisti". In effetti erano "bandiere rosse al vento" (vedi i giornali più avanti) ed era il nuovo "sol dell'avvenire".

A nord salirono sui monti quelli che poi chiameremo "partigiani", e a Sud fecero altrettanto. Ma senza ancora dei Capi. E nemmeno le bande erano ancora ideoleggiate. Fin quando i capi comunisti (molti rientrati dal confine) presero in mano la situazione, con un obiettivo ben preciso. Bolscevizzare l'Italia con una "rivoluzione". Non per nulla che in Italia entrarono circa 5000 sovietici a dare manforte ai "rossi" italiani. (oggi ci dicono che era per "liberare" l'Italia !!!). (dai fascisti e nazisti???? o dagli americani che stavano dominando?)

Resta il fatto che tutte queste bande (sia Nord come a Sud) erano composte da disertori. Operavano sì contro i nazisti (in un modo poco militaresco) fino al punto che gli angloamericani li diffidarono, le bande le volevano sciogliere. Poi fecero accordi ben precisi. Li sciolsero e li disarmarono quando giunsero a Milano e quando i nazisti avevano già firmato la resa).
Ma a noi piace autoingannarci, continuando a credere che la guerra l'abbiamo vinta noi. Con i partigiani.

((((( (Non dimentichiamo che anche nella "resistenza" del Sud, nel 1860, quando il nuovo Re, il Sabaudo, con un decreto chiamò alle armi gli uomini del sud, questi non risposero; dalla stampa fu presentata come espressione di criminalità comune, i disertori chiamati "briganti" "banditi" e come tali gli diedero la caccia. Uccisi o deportarti a Fenestrelle. Mentre nel '43-'45 i disertori, cioè gli uomini detti della "resistenza", visto come stavando andando le cose, nel '45 si affiancarono al carro del vincitore e da soli si diedero il nome di "liberatori", "partigiani".
Anche questo "fu un legittimo un impulso istintivo
"? )))))



Ricordiamo che la "LIBERAZIONE" in Italia fu fatta dagli angloamericani a ovest e a est con le loro potentissime armate, con milioni di uomini, con l'Italia fiaccata da devastanti bombardamenti, perché per loro noi eravamo i "nemici", per aver l'Italia "intrapreso una guerra d'aggressione".
Sul nostro Paese furono sganciate 378.891 tonnellate di ordigni corrispondenti a circa 1 milione di bombe.
(nel 1945 gli USA possedevano 46.000 aerei, 20.000 carri armati, 17 milioni di tonnellate in navi).
(Relazione dei 3 Capi militari Comandanti Supremi degli USA - In originale) > > > >
Sorprendente (e fu la loro carta vincente) la cooperazione delle tre armi
(come in Italia - (sic!) dove le tre armi erano in perenne geloso contrasto, spesso perfino ignorandosi reciprocamente).


Del resto per liberare l'Italia il "bomber command" della RAF e la USAAF di bombe ne usarono a sproposito non solo per distruggere le città ma per attaccare il morale della popolazione civile. Persuadendo gli italiani che il responsabile era il governo di Mussolini, suo l'errore per il quale doveva pagare la popolazione, dicendogli che la guerra era ormai persa.
Milano, Genova, Torino, Taranto, Napoli, Catania, Palermo, Cagliari ebbero la prima ondata di bombardamenti seguita da manifestini che dicevano che ce ne sarebbero stati ancora se non cacciavano i nazisti. E cosa potevano fare quelle prime bande di partigiani? Poco! Erano del resto più impegnati contro i fascisti per antichi rancori.
Fare una rivoluzione come volevano fare i comunisti "rossi" sotto una grandine di bombe non era facile. Churchill non lo avrebbe mai permesso. Con il suoi aerei avrebbe riempito i cimiteri di tutte le città (come aveva fatto in Grecia). Conveniva fare degli accordi, dei compromessi. E in tal senso non furono pochi i contatti in Svizzera sia con alcuni capi di partigiani e in segreto anche con il "burattino" Badoglio (che del resto per questo era stato messo a governare) .
(E dello stesso Re alcuni mesi prima - il 15 maggio - qui 6 pagine in uno scritto di suo pugno che mettiamo qui in originale >>>>>>

In seguito appare sorprendente una certa assenza di ostilità nei confronti dei "bombaroli". Quando entrarono a Bologna c'era l'intera città ad applaudire mentre nella case distrutte c'erano ancora i morti ancora caldi del bombardamento del giorno prima. E la stessa cosa avvenne nella città "liberata" di Vicenza ancora sotto le bombe.
Del resto i pesanti attacchi aerei sulle città italiane era - dissero - il prezzo da pagare. Causarono immani distruzioni e ca. 100.000 morti di civili. La strategia era: "bombardare, bombardare, bombardare il "ventre molle" (By Churchill). Come a Milano quando avvenivano in pieno giorno. Tutti i bombardamenti di Milano > >in rete > > >

 

Anche al Trattato di Pace > qui in originale > > seguitarono a chiamarci sempre "nemici" non "alleati"- e precisarono pure che ("l'Italia si è arresa senza condizioni", anche se essa ha usato il termine Armistizio" ( l'Italia infatti dovette consegnare le 3 armi, Marina, Aviazione, Esercito - Più resa di così!!).
(Nè si afferma in alcun punto che nella "Liberazione" vi ha contribuito la "Resistenza". I Partigiani sono del tutto ignorati).

Nella liberazione bisognava andare sì con coraggio oltre il fascismo ma bisognava anche gettare i semi culturali e morali per formare una nuova repubblica senza più le violenze del tipo Piazzale Loreto. Lì non si esercitò sicuramente il coraggio. E nemmeno la "Giustizia". I "liberatori" ne erano perfino indignati.

Forse fu una rivalsa di alcuni contro chi aveva scatenato una guerra? Forse, ma in certi casi - purtroppo - per alcuni quella violenza fu dettata anche da ragioni personali, da questioni private, individualiste, e anche di una parte politica, non di certo collettiva.

Ma anche oggi la retorica di certe celebrazioni ufficiali non sono infatti per nulla collettive. Da una parte come dall'altra si ha sempre l'impressione di essere sotto attacco costante.
E se esiste ancora oggi questa impressione é perché non si é fatto nulla per la pace di tutti. Si dice che l'intenzione era per gli ideali comuni della libertà, della democrazia e della giustizia sociale.
Ma non dimentichiamo il tentativo del partito comunista che voleva fare una rivoluzione bolscevica sotto il vessillo della Resistenza; che però
- fortunatamente - finì con i compromessi dei governi democristiani.

Compromessi?
Eppure qualcuno (gente che - per l'età - non ha mai fatto sicuramente il partigiano) va ancora oggi dicendo "noi partigiani non siamo in congedo, siamo sempre mobilitati". Ma contro chi? Nessuno. Tutto un bluff. Per cosa? Zero! O vogliamo scannarci nuovamente tra di noi?

Ma i partigiani attuali cosa centrano con il fascismo ? nemmeno uno all'epoca del fascismo era nato!!!!
E' come se io protestassi contro la bambinaia-cattiva che c'era prima ancora che io nascessi. Farei ridere!!



Abbiamo dovuto cedere agli USA 120 basi in Italia. Si dice per difenderci da aggressioni. E oggi partono da qui le "missioni di pace umanitaria" contro Paesi spesso a noi sconosciuti, e sono loro che decidono per noi dove portare la "democrazia" se necessario anche con la forza.
Noi che andiamo dicendo che abbiamo combattuto l'invasione nazista, abbiamo poi ricevuto in cambio l'invasione atlantista. Che oltre che avere le armi hanno in mano la grande finanza delle loro banche, che da West Street, Manhattan, New York City, influenzano i mercati chiave di tutta Europa.

Oggi i "partigiani cosiddetti liberatori" cosa dicono? Tutti zitti. Nessuna voglia di lottare. Del resto non ne saremmo capaci, non abbiamo armi, aerei, portaerei, missili e bombe atomiche e la stratosferici massa di dollari (non moneta ma un valore apparente).

Nella memoria storica che circola si racconta che il fascismo era l’esercizio della violenza con le censure che esercitava il regime, ma si rimane poi stupiti quando constatiamo che gli antifascisti a loro volta ancora oggi fanno ricorso alla violenza e alle censure.
Da apprezzare sono le migliori intenzioni, ma le buone intenzioni esercitate con la violenza e la censura non portano da nessuna parte non certo a quella che dovrebbe essere una sana convivenza civile.

Vogliamo tutti la democrazia, poi in certi casi la si vieta. Vogliamo la libertà di espressione ma poi la si censura. Vogliamo la legge è uguale per tutti ma poi per alcuni no. Vogliamo le libertà ma poi ognuno si prende le sue. Vogliamo la cultura per tutti ma poi certi libri sono vietati. Andiamo dicendo che l'Italia è un posto per tutti, mentre altri più prudenti dicono l'incontrario.
Si ha l'impressione che noi tutti invece di essere dei soggetti pensanti siamo diventata tutti depensanti.

 

Abbiamo dimenticato tutti
"UN TRISTE GIORNO PER L'ITALIA" .
Altro che "liberazione" !!

La realtà fu diversa.
E non lo scrivo io !!!.

Il "Corriere della Sera", il 14 febbraio scrisse in prima pagina a caratteri cubitali



"Firmata a Parigi la nostra dura condanna"
"Amaro silenzio in tutta Italia"


Mentre la stampa inglese scrisse: (nel trafiletto in rosso)
"RASSEGNATEVI" !!!

C'era poco da festeggiare sia a Milano che nel resto d'Italia !!!
Eppure si festeggia ancora oggi dopo 74 anni (La "Dura Condanna")

Quando proprio a Parigi per ascoltarla questa "dura condanna"
prima di prendere la parola un pessimistico De Gasperi disse amaramente:
"Tutto lo sforzo che devo fare, é ricordare agli ALLEATI che li abbiamo chiamati così
perchè li abbiamo creduti tali" 

(comun. Ansa, 7 agosto 1946, ore 10.25)

Ripeto: nessuno ha mai chiamato a Parigi gli Italiani "ALLEATI".

E alla conferenza del severo e umiliante Trattato di Pace,
dove a Parigi era stato tutto già deciso
spartizioni territori, cessione colonie, danni di guerra , occupazioni ecc. ecc.
De Gasperi fece loro una toccante premessa...
"Prendendo la parola in questo consesso mondiale sento che tutto,
tranne la vostra personale cortesia,
é contro di me.
Sono citato con la mia qualifica di ex nemico,
considerato come imputato
dopo che i più influenti di voi
hanno già formulato
in una lunga e faticosa elaborazione le loro conclusioni".
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Forse a Parigi gli "scortesi" non avevano dimenticato un suo articolo su «L’Illustrazione Vaticana»
quando ci fu l'incontro dei DUE per suggellare l'"Alleanza" "Fascismo-Nazismo"

ALCIDE DE GASPERI - Titolo: "Mussolini e Hitler parlano al Mondo"
( gli "scortesi" a Parigi non l'avevano dimenticato)

"Non erano soltanto due ministri che s’incontravano, ma due grandi popoli".
"Italia e Germania hanno ricostituito dalle fondamenta lo Stato unitario"
"La civiltà di questo vecchio continente è nata dalla fusione di elementi latini e germanici"
"Nei reali interessi dell’Italia e della Germania non esistono elementi di divisione"
«La solidarietà italo – tedesca è una solidarietà attiva e vivente. Uno sbocco di affinità morali e di comuni interessi"
" Se si vuole arginare il bolscevismo, è necessario intraprendere un’attiva collaborazione"
"Regime e nazione sono termini indissolubili e non si colpisce l’uno senza ferire l’altra."
" Questa collaborazione è stato il motivo dominante dei discorsi pronunziati dal Führer e dal Duce."
" Ed è per questo che all’incontro Mussolini–Hitler non si volgevano soltanto gli sguardi del popolo italiano e del popolo germanico, ma quelli di tutti i popoli europei che cercano una guida"
" Ora il Fascismo e il Nazionalsocialismo sono prima di tutto due visioni della vita che rispondono a tutte le domande della coscienza individuale"
" E’ per questo che le dichiarazioni di Mussolini e di Hitler dischiudono le più fulgide prospettive."
(qui l'intero articolo > >


(e qui il discorso integrale di De Gasperi a Parigi > > >

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e...... L'IMPERO COLONIALE DELL'ITALIA ????
A PARIGI FINI' NEL RIDICOLO !
(perdemmo le Colonie per 1 solo voto, di un ubriaco !!!!)

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Dopo la loro "liberazione" venne la loro '"occupazione" quando crearono l' AMGOT emettendo perfino il denaro (le Am-Lire). - "Loro comandano, noi non contiamo più nulla"
(By Badoglio). - Furono infatti pure loro a scegliere il Governo e anche i prefetti nelle varie città, e questi erano stati tutti fascisti.

POI SI ARRIVO' ALLA COSTITUENTE

Certo nella nuova Costituzione iTALIANA, l’elemento determinante, fu l’antifascismo e una spinta forte furono fra i Partiti i tanti "compromessi". Del tipo "io non so cosa hai fatto tu, e tu non sai cosa ho fatto io"
Infatti qualcuno disse che era meglio parlare di "intese" di "patto", di "accordo".
Anche se un "compromesso" era richiesto dal momento storico . Fatto sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno però guardato alla Costituzione Russa del 1918 (aggiornata poi da Stalin nel 1936) come a un modello da cui prendere molte indicazioni. ( ne possediamo una copia originale, stampata a Mosca
che riproduciamo integralmente QUI >>>
Nei 556 Deputati della Costituente, non dimentichiamo che vi erano circa 200 deputati di sinistra (comunisti e socialisti).
Fu lo stesso RUINI rispondendo a una intervista su Candido ad affermare
“La nostra Costituzione non è applicata in più norme ed in più istituti; io ho affermato e deplorato più volte; e lo ripeto ora… Vi sono errori e responsabilità. Si è lasciato che dell’attuazione del testo costituzionale facessero bandiera e monopolio partiti che intendono valersi della Costituzione per promuovere al di là di essa un regime diverso e contrario".
(tutti i lavori della Costituente, i nomi dei 556 deputati, la loro appartenenza politica >>>>>

Se oggi la Costituzione è intoccabile, il motivo é chiaro. Esistono ancora i "compromessi". La sinistra non demorde. Anche se oggi non guarda più ai "Kolchoz" bolscevici ma ai grandi capitalisti e alla finanza occidentale.

(BISOGNEREBBE RISCRIVERLA - ALLE ULTIME ELEZIONI, "RIFONDAZIONE COMUNISTA" HA PRESO LO 0,1%)

Allora l' "antifascismo" della sinistra fu all'acqua di rose. Del resto se fosse stato irruento, o Churchill o gli Americani, sapevano cosa fare. Li avrebbero annientati. Meglio quindi fare i compromessi.

E a proposito di "compromessi" Luigi Einaudi - diventato Presidente della Repubblica - lui i prefetti ex fascisti li voleva subito eliminare, ma poi proprio lui ne dovette nominare altri 30 sempre ex fascisti. Anni dopo la Liberazione, 62 prefetti su 64 provenivano dall’amministrazione fascista, e con loro tutti i 241 viceprefetti. Quasi tutti i questori – 120 su 135 – avevano fatto parte della polizia fascista. E Guido Leto, che della polizia politica fascista era stato il capo, dopo aver contribuito nel dopoguerra a riorganizzare i servizi segreti terminò la carriera come direttore delle scuole di formazione della polizia (!!!)

Infine c'era GAETANO AZZARITI - detto "il camaleonte del secolo breve" (By N. Pirozzi). Era nel fascismo Presidente della Commissione sulla Razza, il cosiddetto "Tribunale della Razza"; in tale veste, giudicò, emise sentenze, comminò pene e condanne. (ho scritto "Presidente" !!!!!)

A tale proposito: Le "Leggi razziali fasciste" in Italia (al pari di quelle naziste) furono emanate dal Re con il Regio Decreto 1389 il 5 settembre 1938. (tutti i documenti storici in proposito >>>> ). Queste leggi escludevano gli ebrei dalle istituzioni, dalle varie professioni, dalle scuole . Ma non c'era mai stata alcuna deportazione. Solo il 16 ottobre 1943 (quindi dopo l'8 settembre e l'invasione tedesca - con il Re in fuga che le aveva lasciate invariate quelle leggi) fu fatto il rastrellamento di 1259 ebrei al Ghetto di Roma . Nessun fascista italiano fu ritenuto abbastanza fidato da Kappler per partecipare all'azione. Anche se poi nella RSI al Nord alcuni "fanatici fascisti cattivi" contribuirono ai rastrellamenti.
Ma anche a Roma vi erano "fanatici, cattivi, ebrei" che consegnavano i loro conoscenti e perfino il loro famigliari ai nazisti; furono 747. Una di loro (la bellissima Celeste Di Porto - soprannominata "pantera nera") pur anche lei del ghetto era amante di un nazista e gli indicava i nomi e gli indirizzi di ebrei che si erano nascosti. ( la lista Ebraica >>>>

Eppure il 2 giugno 1953 GAETANO AZZARITI fu anche fatto Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. Il 3 dicembre 1955 nominato giudice costituzionale dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Il 6 aprile 1957 Presidente della Corte Costituzionale e vi rimase in carica sino 1961, giorno della sua morte. Oggi ci sono strade intitolate a suo nome.
(ne parleremo più avanti - nella 3a parte di "Mussolini fece tutto da solo").

(La Boldrini e la Segrè non hanno nulla da dire su questa paradossale anormalità?)

Personalmente a me non piace che si vada in ogni scuola per dire ai bambini che verso una popolazione- quella ebrea - che era un millesimo degli italiani - abbiano fatto del becero, razzismo, deportazioni e uccisioni di ebrei. O fare monumentali memoriali o spedizioni di studenti ad Auschwitz per far rivivere "l’atmosfera da incubo e l’incubo del deportato”. Come voler far ricadere una grave colpa su tutti gli italiani a futura memoria. Vi erano - come detto sopra - allora fanatici italiani cattivi, e fanatici ebrei cattivi (fino al punto che alcuni di essi - per denaro - facevano nei rastrellamenti spiate dando ai nazisti gli indirizzi di ebrei per farli arrestare). Ma fino al 19 ottobre 1943, a nessun ebreo era stato dagli italiani fatto del male. E riferendomi alla indignazione e al raccapriccio dei forni crematori, io ritengo un orrore raccapricciante anche il "forno crematorio" che in un colpo solo (risparmiarono così i gas) fu buttato dagli angloamericani sui giapponesi.

«Un campo di concentramento come quello di Auschwitz uno dei più tristemente noti perché molto “mediatici”, si va oggi in gita. Tour italiano tutto organizzato, hotel, e guida compresa.
Ma non é un museo. Non è Pompei. Non si possono visitare come fossero scavi archeologici. Invece si fanno tante "gite" e si nota tanto voyeurismo, e tanti selfie, per far vedere poi agli amici," io sono stato in un campo di sterminio, ho visto i forni crematori, le celle di punizione, il muro della morte, i fili spinati, le fosse per lo smaltimento dei cadaveri ecc. ecc. poi cosa fa? una toccata e fuga. E cosa gli rimane? Nulla!!! Ha fatto una "gita". Più di una persona andandoci ha poi provato una sensazione sgradevole. Non è Disneyland!
Questa volta devo dar ragione a Liliana Segrè: la senatrice a vita sopravvissuta ai lager nazisti, intervenendo a Milano ( 23 ott 2018) "Contesto la parola gita in tutte le sue forme quando riferita ai campi di sterminio. La gita i ragazzi la devono fare a Lucca o a Spoleto. Ai campi di sterminio si va in pellegrinaggio, non in gita, e i bambini non sono adatti".

Ma come? non si gradiva l'invasione nazista (ns. alleata) e attualmente si gradisce quella nordafricana??? !! Ieri con gli ebrei c'era "razzismo" di alcuni italiani, oggi invece si da del "razzista" agli stessi italiani contro i "poverini" strumentalizzati emigranti? E' un paradosso anche se tragica la differenza".


Quanto alle persecuzioni bisognerebbe allora permettermi di ricordare anche coloro che oggi vivono nella striscia di Gaza; esseri umani che vivono oggi loro l'incubo. ( i cui superstiti in futuro racconteranno poi ai loro nipoti....andandoci in "gita" . 'l'errore di esser nati e aver vissuto come palestinesi").
Ed anche ricordare che nel 1933 (sul New Yorl Times) furono gli ebrei a dichiarare guerra alla Germania, a volerne perfino l'estinzione. Su libri e giornali - che incitavano all'odio razziale verso i tedeschi, scrivevano: "bisogna strangolarla economicamente", "bisogna castrare tutti tedeschi", "Per il bene dell'Umanità ! ", "fare una guerra santa", "deportarli o renderli schiavi". "la "Germania deve morire", "Germany must perish". (giornali e libri sono spariti - ma nelle biblioteche esistono ancora!! >>>>>)

 

Volendo ritornare ad Azzariti e altri gerarchi bisogna qui dire che gli occupanti si fidavano più degli ex fascisti che non degli altri; "chi ha tradito una volta lo farà anche una seconda volta" (fu la considerazione fattami quando io entrai a far parte di un reparto italiano della Nato - Dov'era impossibile farne parte anche se solo si aveva un lontano parente comunista. - E altrettanto fecero in Germania, con gli ex nazisti, che vennero comodi per tenere a bada a Est il comunismo).

A Norimberga vi era stato il processo ai "criminali di guerra" (in un modo molto singolare > > > > > ). Lo si voleva fare anche in Italia. Ma nonostante una lista già stilata (che riportiamo nel link sopra) di noti personaggi, finì tutto in "tarallucci e vino". Fu proprio Togliatti a emanare l'Amnistia per tutti, fascisti e i rossi antifascisti.
(
Aprite le varie sezioni, e rimarrete stupiti di quanto materiale c'è e delle cose orrende che leggerete sui nostri criminali di guerra mai andati davanti ad un plotone di esecuzione).


"Alcuni" elementi comunisti (che erano dominanti ma solo fra "certi" partigiani al Nord) lottavano per unirsi all''Unione Sovietica, per la dittatura e il comunismo. Tutti questi anomali "compagni" (con dentro nelle loro file 5-6 mila Russi giunti in Italia a dar loro manforte) non hanno affatto lottato per liberare l'Italia, ma bensì per tentare di imporre la dittatura sovietica nel Nord. E più sensibile a questo richiamo soprattutto era il proletariato più controllabile dai sindacati di sinistra.

Eppure guardando oggi le "Commemorazioni" (con la pelle di chi è morto 74 anni fa) sembra che nei partigiani non ci sia stato nessun italiano. Dobbiamo tutto alla Russia, agli Iugoslavi, e agli ebrei.
( E' la Storia manipolata bellezza!!! )

Si sono però dimenticati che in Abruzzo, a Ortona, sul Sangro,a Montecassino, ci sono imponenti cimiteri di guerra, dove alcune tombe non hanno nemmeno un nome. Sono di anonimi britannici, canadesi, polacchi, indiani, tutti morti per liberare l'Italia dai nazisti. Di partigiani "liberatori" "rossi" nemmeno l'ombra. Per loro nessun "Giorno della Memoria". Eppure oggi certi soggetti 74 anni dopo (quindi avevano più o meno l'età del ciuccio) dopo quei tragici fatti si atteggiano loro ad eroi con stendardi di LIBERATORI.

Infatti il Centro e il Sud era già libero dal 9 giugno '44 per merito di questi "dimenticati" assieme ad alcuni Italiani senza il "fazzoletto rosso". Qui vi erano state le prime formazioni di partigiani apartitici; piccolissimi gruppi, ma già numerosi che si erano già formati in Abruzzo subito dopo il 9 settembre. A Chieti e nei dintorni già nella notte fra il 9 e il 10. ( io ero ancora decenne, ma c'ero e in un certo senso ero anche attivo).

Le azioni di guerriglia partigiana in Abruzzo iniziarono subito all'indomani del 9 settembre e termineranno il 9-10 giugno 1944, quando i reparti paracadutisti della "Nembo" (Folgore) entrarono per primi a Chieti e poi a Pescara, liberandole. Seguiti dagli angloamericani che iniziarono da quel momento a risalire verso il Nord, grazie proprio al "sacrificio" della Nembo.

Di bande in Abruzzo se ne formarono nei dintorni di Chieti non una ma ben 48, con circa 3500 uomini.
(la più famosa "la Maiella" che risalirono pure loro l'Italia e che li troveremo addirittura a Bologna e in Veneto a liberare Asiago).


Ha ragione oggi la antifascista Boldrini nel dire che "quella" "liberazione" fu fatta ( per assolverli dalle anormalità al Nord? ) non solo dai comunisti, ma anche da altri compagini politiche. Ma dimentica che insieme a queste furono
i Paracadutisti della Folgore, la Nembo (lei che alle sfilate non li saluta perchè fascisti) che - ricordo - dopo la liberazione di Chieti, metà di loro - tra il 1° e il 9 luglio 1944 - morirono a Filottrano > > - in quella che è stata definita la più cruenta battaglia sostenuta dal Comitato Italiano di Liberazione. (i caduti erano gli stessi che mi portarono sulle spalle quando entrarono a Chieti e li portai perfino alcuni di loro anche a casa mia per rifocillarli - dove mi stregarono - perché poi diventai anch'io Paracadutista (poi antiterrorista) e come istruttore alla Scuola Carabinieri Sabotatori, avevo Oreste Leonardi, il Capo Scorta ucciso al sequestro Moro.- Da chi? dalle Brigate Rosse!!).
Quindi io c'ero, la Boldrini NO. Ma si possono sapere questi fatti leggendo un minimo di Storia. Io non ne ho bisogno; c'ero già addiririttura a 9 anni attivo nella resistenza, e attivo ero poi anche negli anni del terrorismo.

A prendere la redini di alcune di queste bande in Abruzzo fu il maggiore serbo Mattiasevic, che inizia a dare consigli preziosi a queste formazioni: "non concentrarsi, ma formare piccole bande". Era la diabolica tecnica che era stata riservata a Hitler in Iugoslavia: "ogni uomo deve essere soldato, comandante e stratega di se stesso".

Pochi storici parleranno di questi episodi della resistenza abruzzese contro i tedeschi. Non ne parlano perchè questa sorse spontanea, e perchè dentro non c'erano solo comunisti, antifascisti, ma anche fascisti. E questo non era quindi in linea con la (in certi casi demagogica e monopolizzata) Resistenza partigiana di sinistra del Nord; nè del resto quei fascisti che vi parteciparono convenne loro riferirla, perché era disonorevole parlare di defezioni dai loro ranghi.

Queste rivolte in Abruzzo sorsero spontanee... senza fazzoletti rossi al collo (fra questi uomini c'era anche il futuro presidente della Repubblica Ciampi. Che in una recente visita proprio in Abruzzo ha così sintetizzato le motivazioni primarie di queste bande non ancora ideologizzate: "fu un impulso istintivo a ribellarci".

Quindi in quel caotico frangente, bisognava dunque decidere con chi stare; dove schiierarsi in una unità partigiana o in quella di Salò? Gli scrupoli non erano pochi. Seguire l'istinto o attenersi agli ordini dei capi? Disertare o non disertare? Tuttavia ognuno prese le sue decisioni. Giuste? sbagliate?
Fu così difficile che un esemplare esempio fu la decisione che prese Franco e con lui in Italia tanti altri come lui. Poi processato!!
Vi riporto qui una di queste decisoni che è "paradossale" per chi vorrebbe semplicizzare TUTTO DA LEGGERE >>>>

Ora dato che erano istintive e non seguivano una razionalità educativa, ognuno seguì la propria coscienza; ed alcuni agirono con i riflessi incondizionati di quell'educazione ricevuta in gioventù (piuttosto pressante) e alcuni di questi scelsero Salò. Ma non fu solo una loro scelta, non dimentichiamo che altrimenti venivano considerati disertori. C'era un Governo, gradito o sgradito ma c'era.

Non dobbiamo quindi condannare chi scelse un'altra barricata dove combattere. Fino a poche ore prima del 8 settembre, gli oppositori al regime erano considerati traditori, banditi, antifascisti: questo derivava dall'imprinting che tanti avevano ricevuto dai loro "maestri". Mica potevano girarsi da soli l'interruttore della propria coscienza.
Agirono pure loro come Ciampi. Andando o da una parte o dall'altra. Ma tutti conservando ognuno le proprie idee. Molto diverse quelle del Sud rispetto al Nord.

Ricordiamo qui - che poi al Referendum e nelle successive elezioni politiche, il Centro e il Sud, votò per la monarchia e il fascismo -
(5.927.000 a favore Monarchia- 3.358.000 a favore Repubblica - e nel '53 oltre la Monarchia, il MSI in alcune città del Sud prese perfino il 23,5% dei voti) vedi elezioni in ogni città italiana >>>>>

ALLE PRIME ELEZIONI DEL 2 GIUGNO 1946
A Milano il PCI prese il 24,9 dei voti ---- A Roma prese il 13,4 --- A Napoli prese l'8,2 --- A Palermo prese il 2,2

GEORGE MARSHALL, all'Università di Berkeley il 20 marzo, a un mese dalle sofferte elezioni del '48 in Italia, era stato abbastanza esplicito. Affermò che gli aiuti economici e i prestiti agli italiani sarebbero cessati nel caso di una vittoria elettorale in Italia delle Sinistre. Le due minacce fatte arrivare su tutti i pulpiti d'Italia e zelantemente rinvigorite in ogni più sperduta contrada dai Comitati Civici, paventando agli italiani lo spettro dello stomaco vuoto e l'anima dannata, "realizzarono" "il miracolo"!
In piazza Duomo a Milano, arrivarono i primi camion della War Relief Services. Il cardinale Schuster - lui che benediceva i gagliardetti fascisti - gli va incontro, benedicendo la "grazia di Dio". O meglio la "grazia degli americani".

Lui che il 28 ottobre del '35 nel celebrare al Duomo il '22 e l'avvento del Fascismo. aveva sottolineato l'importanza di questa data "che ha aperto un nuovo capitolo nella storia della penisola, anzi nella storia della Chiesa cattolica in Italia". E dopo aver esaltato i "frutti copiosi dei Patti", elevò un inno "a questa missione nazionale e cattolica di bene"


Le minacce di MARSHALL dei cessati aiuti, erano state fatte arrivare su tutti i pulpiti d'Italia e zelantemente rinvigorite in ogni più sperduta contrada dai Comitati Civici, della DC paventando agli italiani lo spettro dello stomaco vuoto, aziende in crisi e l'anima dannata,  e fu così che tutti "realizzarono" "il miracolo"! - Nei successivi 10 anni l'Italia si riprese fino al punto da vivere un "Miracolo Economico". Iniziando un nuovo modo di produrre, di pensare e di sognare, di vivere il presente e di progettare il futuro.
Iniziò a mangiare abbastanza, a divertirsi con il Rock a volare alto con il "Volare" di Modugno, e dal '55 al '69 a farsi la macchina (la 600 - ne furono solo in Italia prodotte 2.700.000 ).

STALIN invece aveva respinto gli aiuti, creando il suo blocco orientale (ottantanove soggetti federali) in conflitto contro gli Stati Uniti e la NATO, per il dominio globale, instaurando la "Guerra Fredda".
Per i russi iniziarono anni di fame, carestie letali, e in più subirono oppressioni, eliminazioni, violenze. Fin quando si ribellarono.

La notte del 4 novembre 1956 l'Armata Rossa, entrò in Ungheria a Budapest stroncando con l'esercito l''insurrezione popolare. Poi nel 1968, 6.000 carri armati e 500.000 soldati soffocano in un bagno di sangue il sogno di libertà nella Primavera di Praga. ( famoso fu il suicidio di Jan Palach, che si diede fuoco. Dissero che era uno squilibrato, ma ai suoi funerali c'erano un milione di persone - In Italia Togliatti, spalleggiato da Napolitano dissero che era giusto schiacciare con le divisioni corazzate gente che manifestava contro il Partito comunista).
Infine l''ultima ribellione a Berlino con la caduta del Muro, che segnò la fine del blocco sovietico e l'abbandono di milioni di russi verso la Germania.
Lasciandosi alle spalle il Paese che non aveva affatto distribuito in 70 anni "latte e miele" ai suoi cittadini.
Eppure in Italia i "comunisti" nostrani tentarono più volte di imitare la Russia. Ma solo per qualche decennio. Poi - dal loro partito fecero sparire il nome di "comunismo" - e si diedero il nome di "democratici". Più che al "popolo" ritennero più utile appoggiarsi ai poteri forti, alla finanza, imitando i Paesi imperialisti (Marx ? in soffitta!)


Siamo anche arrivati al paradosso che una "ex sinistra rossa" oggi, accusa un partito "detto fascista" di avere chiesto aiuto e rubli a Putin il "rosso", accusandolo di gravi interferenze politiche ed economiche che attentano alla libertà della nostra Italia.
Li incolpano (proprio loro) di simpatizzare con i Russi. Dimenticando quando proprio loro avevano il finanziamento «fraterno» dei russi per il Partito Comunista Italiano.

 

Cosa ottenne l'Italia dall'ERP (Ente Ricostruzione Europea)
in termini di aiuti...
... dopo tre anni di attività 1948-1951

VEDI QUI >>>>>

Fonte originale: il generale riepilogo della pubblicazione curata dalla
"Missione Americana ERP" in Italia - Ufficio Stampa - Divisione Informazione -giugno 1951
("Storiologia" possiede il documento originale stampato in Italiano a Roma a fine 1951)

SONO ELENCATE IN OGNI REGIONE TUTTI I NOMINATIVI DEI BENEFICIATI (nessuno comunista !)


I comunisti "rossi" al Nord naturalmente aspiravano a un regime comunista: sarebbe stato ben strano il contrario.
Era nel loro DNA già dai primi anni della Rivoluzione Russa. Quindi se avessero preso il potere questi partigiani è presumibile che in Italia si sarebbe instaurato un regime comunista, quello che poi avvenne in tutta l'Europa orientale dalla Polonia alla Romania all’Albania fra l’entusiastica approvazione dei comunisti italiani.

E più tardi entusiasti e con manifestazioni di giubilo nelle strade
lo furono quando giunsero proprio in Albania i "Maoisti".

(che durò poco - più tardi ci pensarono anche qui gli USA affermando "dove non esiste la democrazia noi la imporremo con la forza!"

 

Certo che le elezioni in Italia nel '48 furono irruente e battagliere, con gli anatemi lanciati dai pulpiti, o con le processioni dell'anno Mariano che percorsero in lungo e in largo tutta l'Italia, provocando nel popolino scene d'isterismo collettivo - in ogni luogo avvenivano miracoli con la Madonna "piangente di dolore"... "per il pericolo rosso incombente".
Tutte le associazioni cattoliche furono usate per rinfocolare con ogni mezzo "la paura del comunismo" che venne presentato come l'"Impero del Male", "una sventura per l'Italia qualora si insinuasse nella vita civile italiana questo cancro", "una disgrazia incalcolabile", "un salto dentro un abisso dove non esiste Dio".
L'"AVVISO SACRO" alle porte delle chiese era del resto chiaro: "E' scomunicato e apostata chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.... chi vota per esso.... ed è estesa la sanzione anche a quei partiti che fanno causa comune con i comunisti".
Per la Chiesa, il giornale l'"Unità" (Organo del Partito Comunista Italiano) era una "apologia" dell'odiato comunismo!!!. Anche se poi pure loro trasformarono l'ideologia cattolica che l'animava, in ideologia del potere.

Sembra oggi, che è sempre apologia del fascismo se un giornale, un libro, una semplice manifestazione non è allineata al "coro" di sinistra. Questa invece celebra sempre una "Liberazione" che da loro non fu mai fatta. Nè la fecero neppure con gli "alleati", perchè questi non ci considerarono mai alleati ma sempre "nemici".

Poi c'è stata la pace in Europa ein Italia ma solo grazie agli anglo-americani. Non grazie ai Titini sovietici e i suoi simpatizzanti in Italia. Negli accordi di fine guerra, fra Russi e Americani l'Italia restò nella sfera di influenza americana e non fu possibile ai comunisti (praticamente ai partigiani "rossi" in Italia ) di prendere il potere con le armi (spuntate).

Se questi sognarono all'inizio di abolire gli "oppressori" (Usa) e di applicare il principio "siamo tutti italiani". "potere al popolo" creduto un giusto diritto, questo si è poi dimostrato un mito teoretico, perché le genti, il "popolo" tendono a congiungersi e a disgiungersi secondo le necessità e le.... insoddisfazioni a causa di soprusi che accendono nuovi rancori pieni di pericoli.

(anch'io allora dovrei essere pieno di rancori verso gli angloamericani: sono uscito vivo da sotto le macerie di casa mia bombardata da loro; e sono anche uscito vivo da una mitragliamento fatto in una piazza, vivo perchè poi il caccia, toccando il campanile cadde e si sfasciò proprio davanti a me - Ma ho dimenticato serenamente e sono vissuto senza odi)

LA RESISTENZA AL NORD

Ritorniamo ancora a Milano nel '45.
Il comando generale delle formazioni partigiane del nord Italia è affidato a Luigi Longo; Pietro Secchia ne è il commissario politico. Si passa subito dalla iniziale spontaneità delle bande, alla precisione logistica con un organico inizialmente aperto a tutti i "patrioti", cioè senza discriminazione politica. (come in Abruzzo). Si guarda più all'azione militare, anche se non viene abbandonata del tutto (da parte dei "rossi") la subordinazione al partito.
DI DIO, il comandante partigiano del CLN, conia i motti "Tutto per l'Italia", "Da noi non si fa politica". (durò poco! Lui era di orientamento cattolico!! Non "rosso"). Finì ucciso in una imboscata (!!!) in Val d'Ossola il 12 ottobre 1944 (medaglia d'oro al valor militare). Lui era un capo banda della "Val Toce". (20.000 partigiani di orientamento cattolico (!!) i suoi appartenenti portavano al collo un fazzoletto azzurro; cioè non "rosso" !!!).

"Da noi non si fa politica" Lui diceva. - All'inizio fu proprio così. Non si faceva politica. Ma nessuno immaginava una così lunga durata della guerra, una così lunga "latitanza", "diserzione", "fuga", "sacro dovere patrio", "difensori del territorio", "impulso istintivo a ribellarsi" ecc. ecc. Qui ognuno gli dia il nome che più gli aggrada.

Le prime "bande" sono dei "rifugi" di quel patriottismo astratto (di stampo risorgimentale) che piaceva sia ai partigiani ma altrettanto astratto lo erano alcune (forzate) formazioni fasciste della RSI; entrambe si appellavano alla Patria piuttosto che al partito.

Un patriottismo astratto che vi ricorsero tutti coloro che si sono sentiti (come se fosse un fenomeno biologico) investiti individualmente dall'onta di quanto accadeva, da una parte come dall'altra (nella stessa RSI ci furono infatti diserzioni).

Ad entrambi non piaceva affatto (qui sta la componente biologica) l'invasione del proprio territorio di chicchessia, nè dai nazisti-fascisti (arroganti) nè tanto meno da chi (i "rossi") aveva poca simpatia per gli anglo-americani (che bombardavano le città); i primi sappiamo erano regolari truppe Regie dell'Italia, poi della RSI. Mentre i secondi da anni e fino al giorno 25 aprile (gli Usa) venivano rappresentati sempre al popolo italiano come dei famelici lupi capitalistici senza scrupoli.
Quando questi bombardavano venivano chiamati sia da una parte che dall'altra "assassini" di povera gente. "spregevoli assassini". Ma a ragione, Milano nell'aprile del '45 era stata mezza distrutta. (altro che "alleati"!!)

Questi "alleati" avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA >>>>

 

.....dove si vergognò perfino la morte per l'opera dei "liberatori"). E seguitarono anche dopo il 25 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.

Kardelj, capo delle forze di liberazione slovene e luogotenente di Tito, ai capi comunisti dell'Alta Italia, parlava di una "comune presa di potere nella regione Giulia di comunisti italiani e sloveni".
Contribuì poi a gettare benzina sul fuoco la lettera di PALMIRO TOGLIATTI, segretario del partito comunista, con la quale si ordinava al comando della brigata Garibaldi-Natisone di porsi alle dipendenze operative del IX Corpus sloveno; la lettera conteneva anche il testo dell'ordine del giorno da approvare:
"I partigiani italiani (!!???) riuniti il 7 novembre in occasione dell'anniversario della Grande Rivoluzione accettano entusiasticamente di dipendere operativamente dal IX Corpus sloveno, consapevoli che ciò potrà rafforzare la lotta contro i nazifascisti, accelerare la liberazione del Paese e instaurare anche in Italia, come già in Jugoslavia, il potere del popolo".

Del resto dentro "rossi" italiani vi erano (a guidarli?) numerosi sovietici (ca. 5000 al nord - ca. 2000 in Romagna). (ci hanno poi detto e ci dicono ancora che avevano lottato per la "NOSTRA" Resistenza Italiana)
Ma era questo "patriottismo" italico o russo ?

Che fosse piuttosto astratto anche nei partigiani questo patriottismo risorgimentale non ci sono dubbi ma quando tra loro scoppieranno i primi litigi, le cose cambieranno; la tanto declamata coscienza nazionale divenne poi un colabrodo, con i vari buchi delle ideologie filosovietiche (filotitine), o filo americane, o filoindipendiste (Sicilia) - o con le reciproche ostilità dei vari partiti nuovi che andranno a formarsi, con quelli vecchi e stravecchi che miravano a consolidarsi, spesso con titolari che dopo lunghi esili all'estero si accingevano a tornare, e pur non vantando nessun merito, non solo volevano comandare ma svalutavano l'opera di quelli che (in quegli anni mentre loro erano all'estero) avevano duramente lottato e pagato anche con la propria pelle.

Nell'azione della Resistenza, dopo un breve periodo iniziale apolitico vi erano confluiti gruppi di differenti ispirazioni che abbiamo ricordato sopra, anche se il pensiero dominante era comune a ogni uomo che ne faceva parte. Ed era quello di combattere l'esercito invasore (tedesco) e con questi anche quei fascisti filo-nazisti, ma lo stesso dicasi per i fascisti (cresciuti nel culto della Patria e del Giuramento al Re e al Duce) che ai loro occhi gli invasori erano gli anglo-americani, quelli che bombardavano terrorizzando le città e i paesi.
Occorreva forse una ideologia per condannare lo scempio di Gorla > > ? Quei bambini oltre che italiani erano innocenti.

Tutti gli italiani - dal '40 al '43 erano da tre anni che eseguivano i ciechi ordini di un Governo, di un Re capo di uno Stato Sovrano, che avevano dato accoglienza e fatta un alleanza con i nazisti, non potevano certo loro cambiare in poche ore la disciplina e gli insegnamenti ricevuti in venti anni, e tanto meno cambiarli poi con quel bollettino di Badoglio e del Re (l'armistizio) così ambiguo e oscuro, ma anche falso, perchè mentre il disco ogni quarto d'ora alla radio ripeteva quel comunicato i primi a scappare furono proprio loro. Se diserzione ci fu, il primo esempio venne dall'alto. (fra l'altro la prima tappa di quella fuga fu la casa di chi qui scrive: Palazzo Mezzanotte a Chieti >>>> )

Anche i primissimi partigiani al Nord pure loro - come in Abruzzo - per contrastare la ritirata dei tedeschi agirono con atti coraggiosi, risoluti, andando anche allo scontro diretto con dei piccoli commando e con la guerriglia. Il 19 SETTEMBRE '44 i tedeschi per rappresaglia incendieranno 350 case di Boves, in provincia di Cuneo, trucidando per rappresaglia 40 civili.

Da questo episodio ebbe inizio la cruenta lotta partigiana anche nell'Italia del nord.

Queste azioni inizialmente furono concepite e coordinate da gruppi compositi, ma subito dopo, all'interno di alcuni gruppi, sorsero numerose contrapposizioni di carattere ideologico, dove ognuno, a fine conflitto pensava già di varare il suo progetto politico, chi di stampo rivoluzionario, chi più moderato, chi quello riformistico repubblicano (la stessa cosa era accaduta dopo la fine della Grande guerra).

Iniziano così vari scontri dialettici (poi anche di reazione violenta) in cui i programmi di come condurre l'azione di rinnovamento nel dopo conflitto divergono moltissimo: in tante strade quante erano le ideologie, che vennero fuori giorno dopo giorno fino al 25 aprile e poi anche oltre.
I comandanti improvvisati, venivano continuamente esautorati perchè dall'estero piombavano in Italia i fuoriusciti a prendere loro le redini dei vari movimenti. E alcuni di loro non è che avevano le idee chiare. Erano rimasti al 1919-22. Nelle stesse sinistre si formarono sei correnti. Con la fazione bolscevica che aveva in mira gli scopi che più direttamente la riguardavano per una propria affermazione politica nel dopoguerra in Italia. (dare il "potere al Popolo", com'era avvenuto nella vicina Jugoslavia di Tito).

Due erano fondamentalmente le correnti di pensiero in contrapposizione: il CLN - (frangia GAP, predominante la sinistra) che affermavano "attribuire ai Comitati di Liberazione Nazionale un effettivo ruolo di governo e solo dopo estendere la partecipazione ai partiti".
Gli Azionisti e la futura DC, invece affermavano "I Comitati di liberazione sono una esigenza contingente legata a necessità e.... soddisfatta questa si deve aprire "il libero e opposto gioco dei partiti". - Parole!!
La guerra non è ancora vinta, ma tutti fanno progetti. E ognuno si mette a fare i propri. Anche - come vedremo - scannandosi fra di loro.

Non era stato previsto questo periodo che diventasse così lungo, e proprio questo permise ad ogni corrente politica (spesso persino all'interno del proprio colore politico) di preparare ed elaborare sempre di più nei dettagli il proprio "personale" programma, spesso in contrasto con quello degli altri.
Alcuni lo vogliono rivoluzionario (quelli rimasti al 1919), altri ritengono che una volta esaurita l'azione militare ci si debba scontrare sul piano elettorale.
Nasceranno insomma molte incomprensioni che assumeranno anche nel tardo dopoguerra toni forti con durissimi attacchi verbali; e nel 1948 (nel dopo elezioni con l'attentato a Togliatti) questi attacchi torneranno in superficie quasi sfiorando un altro dramma; quasi un'altra guerra civile, e non per un pericolo nazionale proveniente dall'esterno, ma a nome di due ideologie (questa volta all'interno del Paese) che non volevano trovare nessun punto d'incontro (perfino dentro gli stessi schieramenti di sinistra); ognuna con inamovibili pregiudiziali (vedi i socialisti di Saragat).

Il problema nel '44 era questo: Bisognava scegliere con chi schierarsi, non si poteva e non si doveva più rimanere passivi. Molti furono i giovani che si trovarono a dover gestire una realtà nuova. Fino ad allora avevano solo ubbidito, avevano vissuto quei primi anni di guerra senza esserne molto coinvolti. Ma ora, con i tedeschi che - chiamati da noi - avevano invaso il nostro paese, con a fianco certi irriducibili fascisti tornati alla ribalta dopo il 25 luglio, oltre a un Re che aveva abbandonato Roma e lasciato allo sbando l'esercito, l'azione era diventata una necessità.

Naturalmente il timore delle rappresaglie era forte. Proprio per questo, all'inizio la Resistenza fu un fatto minoritario. Non più di 4000 persone erano disseminate nelle bande per le valli alpine e appenniniche, di cui 1650 in Piemonte, 300 in Lombardia, 700 nel Veneto, 200 in Liguria, 2-300 in Emilia, 250 in Toscana.
Erano questi coloro che non avevano risposto alla chiamata alle armi: quindi disertori da perseguire.
Per evitare queste diserzioni nella RSI (che era il governo del Nord) venne emanato un bando che comminava la pena di morte ai renitenti e ai disertori e nello stesso tempo chiamava alle armi le classi del 22' e del 23'.

(Come già ricordato sopra, il dubbio-avventura di FRANCO - era Disertare o non disertare?.......
fu poi una beffa da non credere !!! >>>>


Anche a causa di questi improvvisi arruolamenti in molti scelsero la via della montagna, non solo per fuggire da una forzata partecipazione a un governo che loro rifiutavano, ma per organizzare al meglio la lotta armata. E proprio per questo atteggiamento i nazi-fascisti presa coscienza degli aiuti
che la gente dava ai disertori, emanarono il 25 aprile 1944 un decreto dove venne stabilito che tutti i militari entrati nelle bande di "ribelli" erano disertori e tutti coloro che li appoggiavano puniti con la pena di morte; stessa sorte toccava a chiunque (le loro famiglie comprese) avesse dato rifugio, fornito vitto o prestato assistenza ai neo-partigiani.

Nel periodo compreso tra il 9 settembre 1943 e la fine di aprile del 1945 è stato calcolato che nella lotta caddero decine di migliaia di partigiani (compresi i civili che li avevano aiutati o nascosti). E altrettanto furono i caduti della parte avversa.
Già perchè a un certo punto vi erano italiani partigiani che davano la caccia agli italiani fascisti, e questi italiani fascisti davano la caccia a gli italiani partigiani. Insomma una guerra civile!! Fra Italiani !!!

Dunque fare il "partigiano" o fare il "repubblichino" si rischiava in entrambi la pelle. Non c'era scampo, sia da una parte della barricata che dall'altra. Fare una scelta razionale non era possibile. Schierarsi da una parte e comprendere quella che era diventata una guerra politica con i cinici interessi territoriali dei "grandi" non era facile, neppure ai politici di prima grandezza. Sia il comune cittadino come per l'intellettuale, spinto da una dottrina e da alti ideali, per entrambi la menzogna e la delazione era motivata e giustificata, e perfino l'assassinio o la strage diventava un'azione eroica (da entrambe le parti - vedi via Rasella e poi la reazione Fosse Ardeatine).

Ma i cosiddetti "alleati" non si preoccupavano più di tanto; se la prendevano con calma; del resto loro avevano imponenti mezzi, uomini e tanti aerei che ormai volavano indisturbati, a "bombardare, bombardare, bombardare". Questo era l'ordine di Churchill. - Ricordiamoci che era anche di Churchill il motto "La nostra potenza ci ha posti al di sopra degli altri".

Tuttavia proprio Churchill entrò in fibrillazione, quando le truppe sovietiche dopo aver travolto le armate tedesche, con i suoi 912.000 uomini, 20.000 cannoni, 3000 carri armati e 3200 aerei, aver liquidato i tre Paesi Baltici, e si erano affacciati su Briga, dove stavano travolgendo ogni resistenza arrivando al confine della Iugoslavia unendosi ai partigiani slavi di Tito, che accolti come salvatori il 9 dicembre entreranno a Belgrado.

Churchill prima non aveva mai creduto nella grande efficienza russa nè credeva che tutto sarebbe avvenuto in così brevissimo tempo. Ora invece temeva dalla Iugoslavia uno sfondamento in Italia che non sarebbe stato per nulla difficile ai russi e ai titini, visto il grande sostegno delle numerose brigate partigiane italiane "rosse" in Friuli e Venezia Giulia, con dentro già nelle loro file ca. 5000 sovietici. - Non è stato mai detto il motivo di queste presenze anomale, anche se la sinistra "rossa" ha poi sempre affermato e giustificato che era un aiuto dato alla legittima "Resistenza" italiana contro il nazifascismo (!!??) (che insomma i russi combattevano per noi!).

Il 27 SETTEMBRE - Inspiegabilmente - con l'offensiva angloamericana sul fronte italiano già lenta - la pressione sulla linea Gotica viene sospesa anche quando ormai - con i mezzi che loro avevano - potevano benissimo proseguire verso la pianura Padana. Troviamo il generale Clark che conduce l'armata, a imprecare contro i suoi stessi superiori per "lo stallo" "E' una vergogna che non ci si permetta di sfruttare questa vittoria e avanzare". (Ma lui non è un politico!).

Politico lo è invece Churchill che il 9 ottobre vola a Mosca da STALIN. Vuole mettere fine a quello "stallo" con un chiaro colloquio onde eliminare i suoi dubbi e le sue paure bolsceviche. La sintesi é questa: "Sistemiamo le nostre faccende nei Balcani. Procediamo a offerte e controfferte stiracchiate". Dal blocco appunti strappa un foglio a quadretti, sprofonda in una poltrona, e butta giù a matita la spartizione dell'Europa "in una forma cinica" (lo afferma lui stesso), sintetica e lapidaria. (su un banale foglio a quadretti)
Scrisse le percentuali da mettere nella rispettiva influenza militare, politica ed economica.
Molotov scriverà nelle sue Memorie "Churchill era disposto a "svendere" i Balcani pur di mantenere il predominio sulla Grecia" e sull'intera Europa".

SU CHURCHILL è doveroso fare questa premessa:
Fervido ammiratore di Mussolini, e del suo antibolscevismo, forse (anche se il "carteggio" non è stato mai trovato) era stato Churchill a incoraggiare Mussolini a fare - dopo lo sfortunato e inopportuno intervento in Francia -una guerra alla comunista Grecia, cioè a spingerlo ad attaccare sui Balcani per distogliere Hitler dall'Europa. Ma gli Italiani si impantanarono in Grecia, Hitler per non perdere uno Stato mediterraneo e (per i suoi segreti progetti) averlo alle spalle come nemico, corse in suo aiuto; con non pochi problemi; ritardando di tre mesi la sua invasione in Russia che gli fu poi fatale !!!
A parte il "carteggio" mai trovato e che fu un incubo per Churchill, resta il fatto che Mussolini nella sua ultima intervista (il 22 aprile; 6 giorni prima (!!! >>>>l'abbiamo QUI >>>>) della sua esecuzione).accennò "Ho una documentazione che la storia dovrà compulsare per decidere....Io sono tranquillo....Non so se Churchill é, come me, tranquillo e sereno....". ( fu la sua condanna a morte - da parte di chi? vennero comodo a Churchill i tanti da lui odiati comunisti). Valiani sibillinamente, disse in seguito «La morte di Mussolini deve rimanere un mistero". quindi aggiunse, «Londra ha suonato la musica, ed il PCI è andato a tempo!».
Se Churchill ( e non solo lui ) ammirasse Mussolini non ci sono dubbi (basta leggere gli estratti della stampa mondiale >>>>> QUI >>>> )


Ne prendiamo solo qualche estratto: (con sicuramente molto dispiacere dei tanti "antifascisti":
(ma è Storia bellezza!!)

CHURCHILL: "Le leggi del Duce e dei suoi fedeli sono una pietra miliare nell’ evoluzione mondiale…."
CHURCHILL: "Se fossi italiano, sono sicuro che sarei stato interamente con voi dal principio alla fine, contro i bestiali appetiti e le passioni del leninismo”
CHURCHILL: “Il genio romano impersonato da Mussolini. Il più grande legislatore vivente"
EDEN (Min. Est. Brit.) “Mussolini con la sua antiveggenza vuole che sia rispettata la sovranità dei piccoli Stati"
S. HOARA (ex ministro degli esteri inglese)“Mussolini è il massimo statista dell’ Europa moderna”
GORDON LANG (Arcivescovo di Canterbury) “ Mussolini è l’ unica figura che giganteggia sull'Europa”
LLOID GEORGE (Primo Ministro del governo britannico) "Benito Mussolini passerà alla storia come il genio del dopo guerra"
CHAMBERLAIN (Ministro degli Esteri britannico) "...il signor Mussolini sta lavorando per la grandezza della sua nazione e porta sulle sue spalle un peso tremendo”
B. SHAW: "Il popolo era tanto stanco dell’ indisciplina e sentiva il bisogno di un Mussolini, il suo adorato tiranno”.

Ma anche in America lo si ammirava. (ancor di più dopo Crollo di Wall Street)
ROOSEVELT "Sono rimasto davvero ammirato del modo come Mussolini concepisce e risolve i maggiori problemi del giorno
EDISON “Beati voi italiani che avete Mussolini. E’ il più grande uomo europeo”
KNICKERBOCKER (Il più famoso giornalista americano): “Benito Mussolini è fiero di essere italiano e ha reso gli italiani fieri di essere italiani”
OTTO KAHN (Magnate della finanza americana)" “Il cambiamento che si è verificato nel paese dopo l’ avvento di Mussolini al potere ha del miracoloso…. Tutte le nazioni gli debbono gratitudine"
GANDHI : “Il Duce è uno statista di primissimo ordine"
LUDWIG : (Storico ebreo tedesco) “Nel mio giudizio, Mussolini è il più notevole uomo vivente: la sua figura si profila gigantesca fra i grandi uomini della storia. E' questa una delle ragioni della sua grandezza di fronte al mondo".

Infine PIO IX:In occasione dei Patti Lateranensi. (presente PIO XII, Pacelli) ".... siamo stati nobilmente assecondati. Ci voleva un uomo come quello che ci ha dato la Provvidenza, che ha ridato Dio all’ Italia e l’ Italia a Dio”. Quest'opera di "beatificazione" e di "santificazione" dell"Unto dal Signore" era avvenuta l'11 febbraio festa della Madonna di Lourdes che - si disse - "compì il "miracolo". (e non fu Mussolini a dirlo ma il clero). (Ma i posteri non ne parleranno più)
Nel successivo 24 marzo del '29 alle elezioni politiche gli italiani votarono il Fascismo il 98,43 %. e nel successivo 1934 il 99,85. Mancavano i lattanti, cioè solo quelli che non sapevano leggere, e data anche l'età erano gli unici che non capivano ancora nulla. Gli altri invece ne avevano la facoltà. Eppure....finì come sappiamo. Tutti dietro all'"Uomo della provvidenza".

 

Torniamo al 9 ottobre del '44.
Vedremo Churchill subito all'opera proprio in Grecia.

Quando si ritrovò i partigiani comunisti che avevano già buttato fuori i nazisti e con una insurrezione si stavano impadronendo della Grecia. Churchill giudicò necessario sbarazzarsi di loro. Lui confiderà (e quindi Molotov non sbagliava) nelle sue Memorie: "avevamo pagato il nostro prezzo alla Russia, e non dovevamo esitare a sbarazzarci di quella gente". Infatti il tentativo dei partigiani fu subito soffocato nel sangue; li bombardarono, li mitragliarono, li deportarono, li annientarono, ci riempirono i cimiteri.
Stalin rimase in silenzio mentre i comunisti greci venivano fatti a pezzi. E' ancora Churchill a scrivere "Stalin non ci fece una parola di rimprovero, si attenne strettamente e fedelmente al nostro accordo del 9 ottobre, fatto sul foglio a quadretti".

L'Italia come vedremo a fine anno '44 e inizio '45, se non trovava una soluzione interna avrebbe fatto la stessa fine; i 30 o 100.000 partigiani sarebbero stati spazzati via alla maniera greca. E i russi sarebbero rimasti a guardare (senza intervenire).

Tutti quei timori espressi poi dai politici italiani nel dopoguerra fino agli anni '70 (la tanto temuta invasione russa) erano solo frottole che raccontavano, utili solo a loro.
I patti di Mosca e Yalta saranno sempre rispettati! Dai russi come dagli alleati. . Chi scrive a fine anni '50 era dentro un reparto speciale della Nato. L'ultima preoccupazione dei comandanti della Nato era proprio un'invasione russa; considerata "impossibile". ("i Patti sono Patti!"). ("ma in caso contrario sappiamo benissimo cosa fare")

In NOVEMBRE ('44) , con l'inverno alle porte, pur lanciando disperati appelli agli Alleati per gli aiuti, i gruppi di partigiani sulle montagne vengono abbandonati al loro destino. Dal cielo non giungono più rifornimenti, nè armi nè viveri. Gli inglesi si giustificheranno dicendo che erano piccole "comunità comuniste", "inferni bolscevichi", dei "sovversivi".
Sono i "fantasmi" che vede in ogni luogo Churchill. Fu dunque facile ai repubblichini (ripetiamo alcune teste calde) sferrare l'attacco a questi italiani dichiarati "banditi" e.... "sovversivi" perfino dalle stesse forze angloamericane. Fu facile a questi "italiani neri " "riuscire" a far fuori altri "italiani" considerati tout court "rossi" .

ITALIANI CONTRO ITALIANI !!

13 NOVEMBRE . I partigiani già falcidiati da queste operazioni "riuscite" come abbiamo appena letto sopra, come se non bastassero i rastrellamenti, sono investiti da una doccia fredda. Messi quasi KO dagli stessi (creduti) "alleati". Il comandante delle forze angloamericane generale ALEXANDER impartisce per radio a tutte le formazioni partigiane i suoi "Ordini" dove invita i "Partigiani a sospendere tutte le azioni di guerriglia in attesa che riprenda l'offensiva alleata in primavera".

Il proclama é ambiguo, non dice chiaro e tondo "andate a casa" ma è implicito. Una assurdità, persino inconcepibile. La prima parola che venne spontanea ad ogni "Partigiano" fu "tradimento" (Un altro!). Lo dirà persino un generale americano che era con loro a coordinare la guerriglia, assieme a tutti quei prigionieri angloamericani liberati dai partigiani, che sbandati, non potendosi ricongiungere con i propri reparti erano saliti pure loro sulle montagne accanto a loro. (Ma molti erano espressamente addestrati per entrare in queste formazioni di "partigiani", per poi relazionare ai vari comandi le forze e le intenzioni "politiche" di questi gruppi, considerati da tutti loro dei bolscevichi).

Gli effetti di questo proclama, a parte lo sconcerto psicologico che piegava e umiliava l'opera fino allora svolta dai volenterosi partigiani guerriglieri, furono micidiali per altre 3 ragioni:
1) Ora Kesselring sapeva che non ci sarebbe stata una offensiva americana fino.... a Primavera.
2) I partigiani che scendevano dalle montagne potevano essere ora catturati uno a uno.
3) Si permetteva così ai repubblichini di organizzarsi meglio e agire con le repressione e le rappresaglie.

E questi ultimi la faranno la repressione, e sarà in questi mesi molto dura; il periodo dove la Resistenza pagò un alto contributo di sangue. I caduti alla fine si conteranno in circa 30-35.000. Ma non dimentichiamo che morirono anche dall'altra parte 30.000/0.000 fascisti (o meglio alcuni fascisti per forza della coscrizione); ed anche questi - volere o no - erano "italiani".

Un calcolo politico giocato con un cinismo spaventoso. Aveva Churchill (era suo il proclama) paura di contrarre con la Resistenza partigiana italiana un debito superfluo, di nessuna utilità, anzi pericolosa sul piano politico, e decise di scaricarla nel momento che (ma proprio per questo) era diventata molto efficiente, organizzata, capace forse di risolvere più velocemente la situazione su tutta l'Italia settentrionale, ostacolando le azioni fascio-naziste.
I comandi di queste unità partigiane erano ormai diventate delle vere strutture militari, con una direzione strategica molte volte superiore alla considerata "alleata", che se da una parte disponeva di ingenti mezzi, dall'altra non conoscevano affatto il territorio e il terreno dove si muovevano, nè bastavano avere le cartine topografiche.

Ma abbiamo già detto che forse proprio per questa efficienza la Resistenza rappresentava un pericolo nel lasciarla crescere e ingigantire e ne fu quindi decretata la fine, giocando sulla pelle dei partigiani.
Ma soprattutto aizzando italiani contro italiani alla vendetta.

Ma i comandanti di queste unità partigiane non si scoraggiarono. Più determinati e più decisi dei Greci, non mollarono. ("ci vogliono mandare a casa dopo tanti sacrifici e tanti caduti; faremo da soli!" - era ormai questa la consegna. Non proprio gradita agli alleati). Infatti il.......

2 DICEMBRE dopo 15 giorni di caos e ambiguità (un specie di 8 settembre), e tanta rabbia in corpo che s'insinuava sempre di più nell'animo di questi uomini logorati e dispersi in valli, montagne, città e anfratti e con un inverno davanti vivendo alla macchia; era impensabile oltre che pericoloso tornare a casa!!! come voleva Alexander !!)
Fu allora presa la decisione dal comando del CLN Alta Italia di partire per Roma dove il....

Il 7 DICEMBRE- PIZZONI, PAIETTA, SOGNO e PARRI, scavalcando proprio il generale ALEXANDER, conferiscono con WILSON capo di tutte le forze nel Mediterraneo. Da lui ottengono maggiore comprensione: la sospensione del proclama di Alexander, un consistente sostegno militare e il necessario appoggio per paracadutare viveri e armi onde poter salvare così decine di migliaia di partigiani in trappola sparsi nelle montagne dell'arco alpino.

Gli alleati a Roma accettano, ma chiedono ed esigono che siano inquadrati e coordinati dai propri generali. Minacciano altrimenti (appellandosi alle condizioni dell'armistizio, che conoscono però solo loro) il totale smantellamento delle formazioni partigiane "con ogni mezzo" (come in Grecia?); non vogliono intralci ai loro piani.
I capi partigiani, come del resto avevano già fatto i rappresentanti del governo del Sud, al "buio", dovettero anche loro firmare le condizioni. Che poi era una sola: quella di mettersi a disposizione e sotto l'ombrello degli Angloamericani, subito e anche dopo a liberazione avvenuta.

Non solo ma sottoscrissero anche un'impegnativa capestro:
1) Totale e immediato smantellamento delle formazioni partigiane a liberazione avvenuta;
2) Pieno riconoscimento delle autorità angloamericane e del governo dalle stesse gradito, formato e imposto;
3) Massimo impegno per tutelare gli apparati produttivi attualmente gestiti dai tedeschi.

Nei primi due articoli fu dura firmare ma non c'erano alternative: "prendere o lasciare"; lasciare voleva dire abbandonare i propri partigiani al loro destino o fargli fare la fine dei partigiani greci: mitragliati dagli aerei a bassa quota.
Il servizio informativo curato dagli infiltrati tra le file partigiane, era del resto in grado di segnalare tutti gli obiettivi "caldi"; quindi ci sarebbe stato un preciso intervento piuttosto drastico se l'accordo non veniva rispettato.

Il 16 dicembre ci fu l'ultimo discorso di Mussolini al Lirico. Irrealisticamente parla della situazione del Paese, militare economica e politica, crede ancora in un capovolgimento della situazione, crede ancora nella vittoria tedesca, nonostante tanti attriti con i comandi tedeschi, che seguitano a comandare e come in passato a disprezzare i soldati italiani e a rimproverare Mussolini di circondarsi di uomini inetti oltre che antitedeschi.

Mussolini insiste, ritrova la grinta ma non ha pathos, relaziona ma non é convincente, parla ma non crea feeling, fa l'ottimista ma nel farlo si appoggia alle immaginarie arme segrete di Hitler, capaci di cambiare le sorti della guerra; e vi si aggrappa "sono tali da ristabilire l'equilibrio". Crede ancora ai vaneggiamenti hitleriani, pur avendo davanti a se' tutti i segni premonitori della catastrofe. (e non sa che di nascosto i capi nazisti (Wolf) segretamente stanno a sua insaputa trattando la resa).

Eppure il Corriere della Sera del giorno dopo scrisse "Da Milano la nuova riscossa", "Il Duce all'Italia e all'Europa". "Duce, Duce, Duce. Il ritorno dell'invocazione non ha sosta; lo spettacolo non é mutato nel volgere degli anni, nonostante gli eventi rovinosi Duce, Duce, Duce. l'urlo della folla. Il Duce sorride, il Duce é commosso saluta e guarda".
E ancora "Le fiere parole suscitano nuove grandiose dimostrazioni di entusiasmo".

<< "in una fervida atmosfera di riscossa" (il capo-titolo)


I milanesi che leggono cosa mai dovrebbero capire? Nulla! perché tutto il discorso, riportato anche sui faziosi quotidiani, portava fuori della realtà oggettiva, quindi solo al Nulla. I giornali erano anch'esso una nullità. Dei falsi storici.
Qui il discorso integrale in questa pagina extra) .Lirico.....> > >

Questo mentre tre milioni di uomini stavano dilagando in Europa, e sedicimila aerei erano pronti a decollare dalle ormai vicine basi con un potenziale bellico tale da radere al suolo, tutta la città di Milano, e anche tutte le altre (qualcuno lo aveva già deciso - vedi documento del Bomber Command).
Una incursione mancata fu infatti quella destinata a polverizzare Milano con 15.000 ton. di bombe, poi da Harris dirottate in Germania il 13 e il 15 febbraio, a Dresda, che rase al suolo l'intera città e causò oltre 100.000 morti.

Perché mancata? In Italia il IV corpo della 5a armata USA supera sì il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara...
ma lì si ferma .
Nel settore dell'8a armata britannica, il XIII corpo stabilisce alcune teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a divisione del V corpo raggiunge Ferrara e il Po a Pontelagoscuro...
ma lì si ferma.
Mentre la 92a divisione riceve l’ordine di procedere non in Pianura Padana ma in direzione di Genova; il IV corpo punta sull’aeroporto di Villafranca, a sud di Verona
...
ma lì si ferma.
Reggio Emilia viene raggiunta dai reparti della 34a divisione ...
ma lì si ferma.
Anche il XIII e il V corpo britannico (8a armata britannica) riescono a stabilire alcune teste di ponte appena oltre il Po, rispettivamente a Gaiaba e Stienta, e a ovest di Pontelagoscuro, ma anche queste....
lì si fermano.

(è il famoso stallo molto criticato dall'ingenuo Clarke, che era impaziente di invadere la Valle Padana).

INTANTO....

Per conto del CLNAI il Comando Corpo Volontari della Libertà e la Direzione del partito comunista italiano guidata da Luigi Longo (che é il capo politico-militare delle formazioni partigiane comuniste della Resistenza italiana)
il 10 aprile 1945 dirama a tutti i capi partigiani delle valli, la "Direttiva Insurrezionale"nell'Italia settentrionale; conosciuta come "Direttiva Longo, n. 16".
In quei giorni di aprile le colonne tedesche già in ritirata sono incalzate e vengono attaccate dai partigiani provenienti da ogni valle.

La direttiva di LONGO ( fino allora segreta ma da giorni a conoscenza degli angloamericani con gli infiltrati) era quella che aveva maggiormente preoccupato Churchill & C.
I tedeschi già non preoccupavano più, vi erano trattative di resa. Il pericolo per lui era invece l'insurrezione guidata dai comunisti.

Se gli insorti di Milano si fossero poi collegati con i "rossi" ad Est, vi era il pericolo di una invasione dell'Italia non solo dei Titini ma degli stessi Russi.
(E in effetti il successivo 1° MAGGIO a Trieste le truppe di Tito entrarono in città. Nonostante alcuni reparti degli Alleati neozelandesi avessero già raggiunto i dintorni di Trieste, ma furono costretti a ad arretrare.
Incominciarono per Trieste e per la Venezia Giulia i "tragici" 45 giorni". Fra il 1°e il 2 maggio le truppe di Tito occupano Trieste, Gorizia e l'Istria. Resistono le truppe dell'Esercito Croato, che poi il 15 maggio si arrenderanno agli inglesi).

LA OSCURA IPOTESI. (nel febbraio '45)

Le 2 bombe atomiche sganciate sul Giappone nell'agosto del '45, potevano essere usate ancor prima nella Pianura Padana già prima del 25 aprile se i comunisti avessero fatto prima o dopo il "golpe", che gli americani temevano avvenisse in Italia con la direttiva n. 16 di Longo ("l'insurrezione").

HARRIS con il suo "Bomber Command" che seguitava da mesi a bombardare l'Italia e la Germania, quando seppe nei febbraio del '45 che in Usa c'erano in cantiere le bombe atomiche e aver sentito qual'era la loro potenza distruttiva (era ancora in vita Roosevelt, morto poi in aprile) aveva chiesto di usarle subito in Italia.
Non poterono accontentarlo perchè non erano ancora pronte. Fra l'altro non c'era ancora Truman presidente. Che quando lo divenne voleva farla subito finita con la guerra in Europa; e se fossero state disponibili certamente avrebbe accontentato Harris. Ecco perchè a Clark e agli altri reparti i suoi superiori imposero di fare melina. Di non invadere la Valle Padana. Doveva rimanere sgombra.

Se fosse stato possibile, con quella sua idea, in un colpo solo - Harris avrebbe eliminato sia i tedeschi (anche se meno pericolosi, e già in trattative con gli Usa, tali da allarmare e perfino sconcertare Stalin) e sia i partigiani "rossi" dell'Italia del Nord (che gli alleati temevano avrebbero fatto entrare in Italia da Est quelli di Tito - che erano già arrivati a Trieste).
(qui i giornali dell'Epoca, > > i comunisti italiani "filorussi", si oppongono agli italiani "italiani" > >


Tuttavia Harris non demorse, si preparò comunque a bombardarla Milano nel modo tradizionale. Qui e là, ed anche in Valle Padana, visto che era sempre sgombra di "alleati" tutti fermi a Bologna.

A inizio anno '45, lui Alexander era ottimista di superare - con le grandi forze che disponeva - la Linea Gotica e invadere la P. Padana, ma questo obiettivo era stato sempre stranamente rimandato, proprio sulla Gotica ci fu un vero e proprio stallo.
Come aveva già ammesso a fine anno ai capi di Stato Maggiore inglesi Wilson, nei pressi di Bologna Alexander doveva solo rimanere alla difensiva tutto gennaio-febbraio, in attesa di ricevere un ordine dall'alto, per fare una offensiva finale - prevista solo per fine marzo primo aprile - per piombare con tutte le forze terrestri sulla Pianura Padana ovviamente dopo i bombardamenti che avrebbe fatto Harris.

Ma non solo Alexander ma anche lo stesso Harris in quel febbraio ricevette l'ALT, di attendere (anche perché vi erano avanzate trattative di una resa dei tedeschi) e lui usando i suoi soliti bombardieri (540) già carichi e pronti per l'incursione, invece che su Milano il 12-13 febbraio li dirottò per andare a fare cinicamente la "tempesta di fuoco" sulla indifesa Dresda dove causò 100 000 morti.

Lui avrebbe riservata la stessa sorte su Milano in questo inizio di febbraio. Il cinico Harris aveva del resto in mente ciò che aveva avuto già intenzione di fare fin dal 27 luglio del '43 (all'indomani del "tradimento", con l'Italia non ancora invasa (il 9 settembre) dai tedeschi).
Lui voleva sbarazzarsi subito di tutti i fascisti italiani e fare terra bruciata a una eventuale invasione dei tedeschi in Italia. (che avvenne poi solo dopo l'8 settembre).
Lui già allora voleva preventivamente distruggere Milano (vedi documento segreto originale di Harris >>> ) con un target di 15.000 tonnellate di bombe (30.000 da 500 Kg), che poi furono (é scritto nel documento) "dirottate" ("available for Germany") su Amburgo dove i suoi bombardieri fecero un inferno causando 50.000 morti.

Quindi anche questa volta Harris (dispiaciuto) il 12-13 febbraio '45 fu costretto a cambiare obiettivo, rinunciando a bombardare la Pianura Padana da Milano a Torino, puntando invece sulla più sfortunata Dresda.
Ma non è che mancarono nei successivi due mesi le razione di bombe; lo abbiamo visto nelle immagini come era ridotta Milano ancora in Aprile.

I "liberatori" angloamericani quando entrarono il 30 aprile a Milano, con i loro bombardieri avevano già distrutto 10.770 edifici, 63 Chiese, 144 Scuole, 144 Ospedali-Istituti. Spesso le bombe le buttavano a casaccio, per terrorizzare. (vedi l'infame e impressionante bombardamento a GORLA dove si vergognò perfino la morte ).
E seguitarono anche dopo il 25-26-27-28-29 aprile a bombardare tutta la zona Est per mandare inequivocabili avvertimenti ai Titini che stavano dilagando sul confine, ed erano già arrivati a Trieste.
Poi rientrato il pericolo della "insurrezione" a Milano, il 29-30 aprile vi entrarono e per prima cosa "sciolsero e disarmarono i partigiani". E vi si insediarono. "Adesso comandiamo noi !!!".

L'Italia scampò dal pericolo di una "insurrezione-rivoluzione"? - Le circolari di Togliatti e i giornali dell'epoca ci dicono molte cose (circolaretogliatti) > > >
Togliatti (fu abile) riuscì a legittimare nel dopoguerra il suo "comunismo" trasformandolo da "avanguardia rivoluzionaria" a partito di "integrazione di massa". Deludendo alcuni iscritti che invece volevano subito il salto rivoluzionario, l'ora X, il fantomatico "PianoK" ( ci mancò poco che scattasse - ma che sarebbe finito sicuramente come in Grecia - e questo Togliatti lo sapeva benissimo).

Dobbiamo qui ricordare che l'Armata Rossa il 21 aprile aveva completamente accerchiato Berlino. Quindi il fronte orientale aveva in pratica cessato di esistere. In pochi giorni i russi si sarebbero disimpegnati a est. Pronti per andare poi dove?? Scendere a Trieste ed entrare in Italia con l'aiuto della "insurrezione" evocata da Longo !!!??!!!

I sovietici in quel momento avevano a disposizione complessivamente 2,5 milioni di uomini, 6.250 carri armati, 7.500 aerei, 41.600 pezzi di artiglieria e mortai, 3.255 lanciarazzi multipli Katyusha, e 95.383 veicoli a motore, molti dei quali di fabbricazione (!!!) statunitense. (che beffa sarebbe stata!)
Ciò che appunto temevano gli angloamericani, era che una volta liberata Berlino, quindi disimpegnati a Est i Russi sarebbero scesi in Jugoslavia a dar man forte ai Titini entrando da Trieste e poi nel resto della Pianura Padana in stato di insurrezione
Stalin era arrabiatissimo nell'apprendere che gli angloamericani erano (a sua insaputa) in trattative di resa con i tedeschi. E non vedeva l'ora di far pagare quello "sgarbo".
Poi - con i vari patti - tutto si risolse nell'arco di 10 giorni: il 30 a Berlino e Milano, il 2 maggio anche a Trieste.


Sopra, l'area (non ancora invasa) dove poi gli angloamericani entrarono solo dopo il 25-26-27-28-29-30 aprile, ma non perchè "liberata" dai partigiani. Questi il giorno dopo, il 30 (con l'entrata a Milano degli angloamericani) dovettero sciogliersi e consegnare le armi a quelli che l'Italia chiamava impropriamente "alleati".

L'attacco della 5ª armata (operazione Craftsman) era stata fissata per il 9 aprile 1945, ma ebbe poi inizio solo il 15 aprile. Con la supremazia aerea pressoché assoluta, con oltre 2.000 bombardieri che sganciarono sulle linee 2300 tonnellate di bombe (un record per la campagna d'Italia) che fece crollare definitivamente il 19 aprile il fronte tedesco. La Linea Gotica era ormai ormai rotta; i tedeschi iniziarono la loro ritirata. Il 22 e 23 i britannici riuscirono a superare il Po. Il 26 raggiunsero Verona il 27 attraversarono l'Adige.

Mentre a Milano era sì già scattata l' "insurrezione armata" ma ben presto assunse i connotati di una vera e propria guerra civile contro i fascisti repubblichini di Salò, mentre l'inseguimento alleato verso i tedeschi incontrò ovunque una resistenza pressoché nulla, perché era già in ritirata. Del resto la loro resa era già iniziata con i negoziati dietro le quinte fin da febbraio tra il generale Karl Wolff, il capo delle SS in Italia, e Allen W. Dulles.
Come segno di buona volontà da parte tedesca già il 3 marzo era stato rilasciato il capo della Resistenza italiana Ferruccio Parri. Ciò che mirava Wolff era un cambio di alleanze in funzione anticomunista. Un cambio fatto alle spalle dei sovietici che fece infatti infuriare Stalin.
(solo formalmente il 29 aprile a Caserta si sottoscrisse la resa incondizionata delle forze tedesche in Italia).

Il 25 aprile Wolff aveva già ordinato alle SS di non ostacolare i partigiani durante l'operazioni di ritirata. (prova ne sia che quando poi il 27 aprile a Dongo fu catturato Mussolini su un camion di tedeschi in ritirata gli stessi tedeschi ottennero il permesso di proseguire). Ormai i partigiani (soprattutto quelli di sinistra) davano solo più la caccia ai fascisti,

29 APRILE - IN ITALIA - Finalmente dal 23 aprile é stata decisa l’avanzata alleata nel Norditalia, come desiderava Clark: unità del IV corpo americano raggiungono Milano, in possesso dei partigiani dopo la vaga insurrezione e l'altrettanto vago inseguimento degli ultimi tedeschi che erasno già in ritirata, mentre il V corpo britannico raggiunge Venezia, ma ad entrare primi nella città lagunare sono gli uomini del "Cremona". Mentre la 2a divisione neozelandese del XIII corpo britannico, avanzando in direzione di Trieste, raggiunge il Piave.
La 92a divisione della 5a armata USA raggiunge Torino dove i partigiani aveano inseguito gli ultimi tedeschi in ritirata. Mentre in Val d'Aosta avvengono scontri fra gli stessi partigiani italiani e le truppe francesi che intendono mantenere le posizioni già da loro conquistate nelle loro valli.

Ma dobbiamo qui anche ricordare come era avvenuta il 21 la liberazione di Bologna.
Qui dove i bombardamenti avevano nei precendti mesi già distrutto migliaia di fabbricati. Quando finalmente decisero di entrarci via terra il 21 aprile, seguitarono fino a poche ore prima a bombardarla, non curandosi se sotto c'erano partigiani o tedeschi. Oltre a molti tedeschi vi morirono moltissimi partigiani. Solo alle 7 del mattino del 23 aprile cessarono gli ultimi bombardamenti ed entrarono in città (acclamati) con ancora i corpi caldi nelle strade e nelle case.

Ed avrebbero agito allo stesso modo se a Milano ci fosse stata la paventata insurrezione.

 

UNA NOTA: In alto Adige di "liberatori partigiani" nemmeno l'ombra. Vi era l'occupazione nazista favorita dagli Sudtirolesi Bolzanini che poi a fine guerra non parteciparono nemmeno al Referendum e alle elezione del 46. Avendo pagato nel ventennio l'oppressione fascista, c'era di conseguenza una forte antitalianità. Che sfociò poi negli attentati degli primi anni '60.

In seguito al sottoscritto......
(Uscito dalla Scuola Paracadutisti Carabinieri Sabotatori di Viterbo con mio istruttore Oreste Leonardi, il Capo scorta di Moro, ucciso in Via Fani)
....... toccò fare per 4 anni antiterrorismo in Alto Adige. E fare
antiterrorismo e l'artificiere per Franco non fu una passeggiata fra le valli del "Sudtirolo".
(in una sola notte fecero 300 attentati)!
( Klotz dominava la scena dei "bombaroli")
(mentre oggi sua figlia
è alleata con la sinistra di Renzi e la Boschi -
eppure la Klotz va dicendo "Il sudtirolo non é italia")

TUTTI ZITTI !!!


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PROSEGUIAMO !!

Dopo l'entrata a Milano degli angloamericano il giorno 29.....il...

30 APRILE - - Il generale americano CLARK (che aveva sostituito l'inglese Alexander) proclama che "l'offensiva alleata ha sgominato 25 divisioni tedesche....e resa nulla l'insurrezione partigiana (!!!!) . La potenza militare della Germania in Italia è praticamente cessata, salvo qualche combattimento isolato".

Il 4 maggio - Firma ufficiale della resa delle truppe tedesche.
Termina la guerra in Italia !!

 

I partigiani, già il 25 aprile, avevano ricevuto l'ordine perentorio di Alexander (ma era di Churchill) di sciogliersi e consegnare le armi. Questo era stato deciso come abbiamo visto sopra anche a Roma. Non volevano ripetere quanto era accaduto in Grecia, dove lo stesso Churchill stroncò sul nascere l'insurrezione comunista, riempendoci i cimiteri. ("i patti con Stalin erano patti" - Churchill).

Questo sciogliersi e consegna delle armi avvenne solo il 30 aprile, quando di fatto gli angloamericani presero possesso della città di Milano e dell'Italia.

 

A conferire la Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza, la Presidenza della Repubblica ufficialmente con decreto lo ha fatto solo 16 luglio 2018. Non si capisce questo ritardo di 73 anni !! (fra l'altro paragonando la "Resistenza" al "Risorgimento" quando questo invece "aggredì" l'Italia del Sud borbonica che non aveva affatto "invaso" l'Italia sabauda. E che furono trattati come "banditi", rapinando le loro risorse.

 

Fra l'altro i partigiani - già il 25 aprile - ebbero anche la beffa da coloro che fino allora li avevano aiutati e finanziati: industriali grandi e piccoli. Questi avevano provvisto nel corso dei mesi precedenti alle formazioni partigiane in Italia e all'estero, rifornendoli di denaro, di armi, nascosero i ricercati, aiutarono le loro famiglie e dissimularono gli scioperi (pur pagando gli scioperandi) per non produrre del materiale bellico per i tedeschi, ma soprattutto per impedire che gli impianti fossero trasferiti in Germania, o fatti saltare perchè minati dai tedeschi.
La Fiat (con Valletta - che incolpato di collaborazionismo - si difese fornendo prove di aver procurato con l'appoggio inglese a 3000 persone falsi documenti per poter dare collaborazione agli agenti dello spionaggio americano. La Edison diede aiuti finanziari a fondo perduto al CLNAI per 70 milioni. Altri 70 milioni giunsero dalla Pirelli. 20 dalla SNIA. Altrettanti dalla Montecatini. Gli stessi Crespi del Corriere versarono cospicui contributi al CLNAI, oltre che versare 3 milioni per il riscatto di un capo della resistenza fatto prigioniero (nome tenuto sempre segreto). A questi nomi famosi dell'imprenditoria vanno aggiunti i contributi di altre 300 fra industrie grandi e piccole. Si calcola che questi contributi alla resistenza furono di circa 8 miliardi di lire di allora, che sarebbero oggi anno 2000, circa 500 miliardi di lire. Non pochi !!

Fu uno sforzo colossale oscuro, sotterraneo, ma poderoso, fino alle ultime giornate della liberazione.
Altro che "lotta di popolo", erano imprenditori decisi a salvare i propri macchinari, i propri impianti. E dal CLNAI questi industriali ottennero pure.... (ma guarda un po'!!!) l'impegno che alla liberazione e nel governo provvisorio, avrebbero subito abolito il decreto legislativo fascista n. 375, quello della "Socializzazione delle imprese". E proprio lo stesso 25 aprile dal CLNAI con un documento la legge fu abrogata. I "Padroni" tornarono a fare i "Padroni".

Addio al motto di Lenin "Noi dobbiamo sterminare la borghesia come classe" - Ben presto la borghesia diventò più forte di prima).

Così, abrogata la legge 375, le aziende tornarono (sottraendosi all' "annientamento fisico della classe proletaria" così tanto bramata dai "rossi") ai legittimi padroni, e poterono cominciare subito a produrre, dando l'avvio al successivo "miracolo economico" (ma non è che poi si salvarono dalla solita nomina di "sfruttatori del proletariato" e "razza padrona".
La lista delle "generose" imprese era contenuto in un opuscolo uscito del 1948. Ma poi é diventato introvabile; fu fatto sparire; avrebbe sminuito la retorica resistenziale che doveva essere tramandata ai posteri come "lotta del popolo" dei "partigiani rossi", e quella "Liberazione" da loro fatta.

Ma noi abbiamo un altro introvabile opuscolo originale dove figurano tutti i contributi ottenuti dal Piano Marshall. Regione per regione, e tutti i nomi delle aziende beneficiate fino all'anno 1951.
Dove troviamo le maggior beneficiate proprio quelle di sopra che aiutarono la resistenza.
PIANO MARSHALL - TUTTI I NOMI >>>>>>>


Che poi l'Italia sia diventata "de facto" una "colonia statunitense", cioè schiava degli USA (a partire dal Piano Marshall e alla cessione di 123 basi in Italia) questo è un altro discorso. L'Italia dovette "pagare" (subire) l'occupazione militare del suo territorio via via con le basi e i vari depositi di armi statunitensi (vedi il Trattato di Pace già citato sopra)
(oggi la base strategica per il Mediterraneo e per il Medio Oriente è in Italia a Vicenza - dove nessun politico e nemmeno un presidente della Repubblica può metterci piede - non è Italia). le-123 basi-e-installazioni-militari-degli-usa-in-italia

Chi crede di rimandare a casa, tutti i soldati Americani in Italia con tanti ringraziamenti non conosce gli accordi segreti fatti con la loro "Liberazione" (accordi non certo fatti con quelli; i partigiani detti "liberatori").

E sono gli stessi USA (chiamata NATO) che ci dicono ancora oggi dove dobbiamo noi andare a fare le loro guerre. E ultimamente (Trump con l'Iran) ci impone di non acquistare il loro petrolio. Che dobbiamo anche subire - con grave danno italiano - le sue sanzioni verso la Russia di Putin.

In Italia, è noto, "non si muove foglia senza che gli USA non voglia". Siamo volenti o nolenti di fatto una "colonia".

E se gli USA faranno una guerra alla Cina e alla Russia, dove si schiereranno quella decina di 90enni suprestiti ex "partigiani rossi" italiani?
Forse l'Italia (ex partigiana o no) si troverà anche ad appoggiare Israele quando questi - come hanno intenzione di fare - dichiareranno una guerra all'Iran? Manderemo con la Nato gli italiani in Iran?

I "rossi" nostrani, faranno
come i comunisti italiani e francesi che applaudirono Hitler a Parigi? Poi - all'invasione di Hitler della Russia - gli stessi comunisti furono mandati a combattere (!!!) proprio i comunisti nelle steppe Russe.

Eppure ultimamente manifestazioni e rivendicazioni di ex partigiani (e sciami di strane alleanze ideologiche - sinistra tutta compresa) da alcuni anni e nel corso del 2019 mirano con l'accoglienza delle centinaia di migliaia di profughi, non solo per motivi umanitari ma per oscuri motivi politici. E van dicendo che la negazione dell’accoglienza e la chiusura dei porti sono un’altra forma di violenza. Ma quella che si vorrebbe imposta a forza di decreti legge ed ordinanze non è forse anche questa una violenza? Un calcolo cinico, che scarica su cittadini impreparati i problemi che poi nascono nelle comunità. Dove oltre in quella già impoverita dalla crisi e del lavoro che manca, si mescola l’insicurezza e la paura che in certi quartieri periferici é drammatica, ben lontana dal voler condividere qualcosa; soprattutto quando vedono in giro numerosi nullafacenti; dove imperversano furti, scippi, rapine, borseggi, violenze, racket della droga, stupri, disordini e aggressioni agli stessi poliziotti; e che solo i giornali locali queste esternalità negative riportano nelle loro cronache.

Quelli nazionali ormai fanno parte del "coro" e tacciono. Sembrano pure questi legati all’"industria dell’accoglienza". E sembrano ignorare i problemi, solo perchè giornalisti profumatamente pagati non vivono in un quartiere degradato, non temono la occupazione della propria casa, o le "visite" perché loro hanno 10 uomini di scorta.
(io personalmente ho avuto già 3 "visite", nell'ultima non trovando nulla da arraffare, per la rabbia, mi hanno defecato nel soggiorno, dopo aver saccheggiato il frigorifero. Se li avessi affrontati e feriti oggi sarei io indagato e forse dovrei pagare anche i danni a loro arrecati, o finirei io in prigione e non loro. - Che bella Italia abbiamo !!! - Ma fino a quando?). -
I miei vicini non escono nemmeno più di casa per non trovarla al ritorno occupata. Eppure siamo al punto che se sbarri la porta di casa ti danno del razzista. Uno di questi miei vicini che aveva partecipato alle manifestazioni dell'accoglienza, andato al mare per le vacanze al ritorno ha trovato la casa occupata dai profughi con donne e bambini. Adesso non fa più le manifestazioni cantando "Bella Ciao".


Infatti dalle loro pagine certi giornali - complici - in coro appoggiano coloro che chiedono di garantire diversi diritti dei migranti richiedenti asilo: l'accogliemento; l'ospitalità; la loro registrazione anagrafica;



se salgono su queste carrette per attraversare il Mediterraneo
sanno già che a pochi centinaia di metri sono raccolti sulle navi soccorso

hanno così il diritto alla residenza; l'accedere al Servizio Sanitario Nazionale; di trovare a loro un lavoro; di frequentare corsi di formazione; di aprire un conto corrente; di accogliere i minori stranieri non accompagnati....


forse - come ci dicono gli umanitari - sono bambini e donne che fuggono
perché non "vogliono fare il militare" nei loro paesi in guerra.
I loro mariti - anche loro disertori -
sono già da noi nei vari "centri benessere".
Ma é possibile che bambini così piccoli e donne incinte abbiano
attraversato il deserto per raggiungere la Libia?

Probabilmente é qualcuno che li mette su canottini
che fanno appena qualche centinaio di metri poi vengono
subito subito fatti salire sulle grosse barche per "salvarli".

 

.....fino al completamento del percorso di studi e quindi formazione; e più in generale l' integrazione. E poi anche il ricongiungimento con i cari lasciati in Africa. (vedi l'iniziativa di Sala a Milano con il "RAGGIUNGI-MI"
Sala vuole i ricongiungimenti degli immigrati, e così visto che hanno tutti 4 o 5 mogli arriveranno anche una quarantina di figli al seguito! Paghiamo noi la sanità, la mensa scolastica, e le diamo noi le case popolari, perchè non come noi, loro hanno tanti bambini quindi ne hanno più bisogno! Inoltre ripopoleranno Milano!! Che conta già 470.273 stranieri.
In una decina d'anni saranno metà della nostra popolazione.
UNA RISORSA !

Anche se sono di altre etnie, culture, religioni, regimi politici; con certe fazioni che sono ostili alle nostre secolari tradizioni, patrimoni di conoscenze, formazioni intellettuali.

Eppure noi stessi nel formarci le nostre famiglie non prendiamo in considerazione la coabitazione con suoceri o suocere se non abbiamo reciprocità di interessi o manca l'empatia necessaria alla convivenza. Figuriamoci con degli estranei che ignorano di noi tutto!! E questo non é razzismo! E' convivenza civile! Protezione della propria cultura; in una parola..... la nostra identità.

E in un'altra parola si vuole salvare il nostro "esistente" - perché altrimenti si ha una delegittimazione sul piano qualitativo ed umanamente anche emotivo. Globalizzazione sì, perché viviamo su un piccoli pianeta, ma calma non lasciamoci affogare in un meticciato culturale e civile senza avvenire perché senza storia. Non siamo ancora in un bioparco.

Essere "razzisti" non è essere contro i gialli o i neri, ma significa non volere che alcuni ti occupano la casa. Che quando lo fanno tu non puoi nemmeno denunciarli perché - ti dicono le autorità preposte - di loro non sanno nulla, chi sono, come si chiamano, da dove vengono. E se fai a loro del male - anticipando quello che vorrebbero fare a te rapinandoti o violentando tua moglie o figlia - rischi una denuncia e la richiesta di danni e ovviamente l'accusa di razzismo.

Ma il Global Compact Europeo: ha un obiettivo primario: "abbattimento delle barriere per aiutare chiunque vuole emigrare dal suo Paese e raggiungere il Paese che lui desidera". Vivendo ovviamente a nostre spese nel paese del bengodi. Occupandoci se lo "desidera" anche le nostre case.

Esiste in alcuni italiani un clima ostile emergente preoccupato?: é infondato! “C’è solo ferocia, c’è solo cattiveria È come se volessero in qualche modo snaturare il dna degli italiani e delle italiane". (By Boldrini)
(già !! sono invece ospitali, non temono attentati, furti, stupri, scippi e violenze varie; sono felicissimi di accoglierli nelle loro case)

Ma perché ? Ce lo dice il Sindaco di Palermo..
Il "Nostro sole viene dall'Eurabia"
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Così questa volta - reagendo all'infondato e pretestuoso "clima razzista e fascista" - una modesta parte sinistroide dell'Italia (altri 45-50 milioni sono però di tutt'altra opinione) sta facendo alleanze e accoglimento con altri invasori (chiamate "risorse"). Sembra essere ritornati al 1940, quando accogliemmo festosamente un "Caporale" e le sue "camice brune".

Certo che a vedere oggi a Ferrara e Modena l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e alcuni del PD, (tutti "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso a Piazzale Loreto", striscioni con "Salvini muori" con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe frenare la marea di immigrati, non è rassicurante per l'Italia. Ricordiamoci bene chi erano i macellai a Piazzale Loreto. (adesso chi vuole questo clima?). modena- parte-un-lancio-di-sassi-la-polizia-carica

Ma se scongiuriamo il ritorno al fascismo e senza più questo alle porte, certi intellettuali e i tanti Boldrini, di cosa poi parleranno?


Forse questa volta invece dei partigiani (che lottavano contro l' "invasione" nazista) saranno i "disumani" "non accoglienti" a dover salire sui monti per difendersi dalla massiccia "invasione". Se perdenti li manderanno nelle "riserve", come gli Indiani in America dopo l'invasione dei bianchi.

Gli italiani non sono nè razzisti nè violenti, al contrario di certi Paesi detti "democratici" che sono stati fondati sull'eliminazione fisica di chi c'era prima e sulla messa in schiavitù di intere popolazioni. ( invasioni e annientamento di indiani ).

Ma fu così anche un certo "cristianesimo" con gli "infedeli"; e che oggi invece più in basso di così questo nuovo (!) cristianesimo bergogliano non era mai andato, nè si era mai visto in secoli e secoli. Aprendo i porti a coloro che oggi sono convinti di avere una superiorità morale e religiosa diversa dalla nostra.

L'islam è "altro da noi", è altra cultura, altra idea di concepire la propria vita, famiglia, idea di Stato, e che minano con le loro autorità civili e religiose dalle fondamenta la nostra Storia e la nostra Civiltà. La loro non é facilmente integrabili in un tessuto sociale occidentale come il nostro. Ma non solo "occidentale" ma anche "nazionale":
alcune culture, ed in particolar modo quella Islamica, non sono facilmente integrabili in un tessuto sociale occidentale, e tantomeno quello nazionale; prendo ad esempio i Sud-tirolesi; ancora oggi, dopo un secolo di annessione nessuno di loro si sentono Italiani, bensì cittadini di cultura Austriaca. Non si cancella ciò che si rappresenta culturalmente ed etnicamente semplicemente formalizzando un documento di cittadinanza.

"Appartiene ad Allah tutto quello che è nei cieli e sulla terra. "Temete Allah!" (Corano Sura IV, 131)

Sarebbe curioso sapere da che parte combatteranno gli "accoglienti" e Papa Francesco, nel futuro nuovo "Paradiso terrestre", abitato da tanti Adamo poligami.... che così.... con più donne faranno tanti tanti figli ripopolando l'Italia e l'Europa.

Dicono: “La Sharia non è solo l’unità di Dio. La "democrazia islamista", é l’unità di tutti".
( Redouane Ahrouch - oggi fondatore del "Parti Islam" in Belgio
, Il Partito islamico che sfida l'Europa: "Nel 2030 saremo maggioranza".
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/partito-islamico-sfida-leuropa-nel-2030-saremo-maggioranza-1580470.html

Dicono: "L'unità di Dio é solo la Sharia" "ed é l’unità di tutti".
Aboliremo i crocefissi nelle scuole, e perfino nei cimiteri, per non affendere un altra religione.

Forse é per questo che si vendono Chiese vuote, vendute o demolite. E' in atto un declino del cattolicesimo europeo.
L’ultimo caso arriva da Utrecht, in Olanda, l’arcidiocesi più grande dei Paesi Bassi ha deciso di mettere in vendita direttamente la propria cattedrale. Ma anche in Italia, in rete già ci sono chiese in vendita all'asta > > .
Mentre in altri Paesi i fanatici di altre religioni le chiese cristiane le distruggono con dentro anche i fedeli.

Di questo passo noi italiani prepariamoci a vivere gli ultimi giorni, come ex italiani. Sempre meno perché poco prolifici. Ma ci penseranno le "nuove risorse". 5 donne a ciascun uomo saranno sufficienti per far nascere 30-35 nuovi italiani.

La stessa Kyenge che ha fondato in Italia il movimento
Afroitalian Power
(potenza degli africani-italiani)

emigrata dal Congo,
lei è figlia di un uomo con 5 mogli, e ha 35 fratelli.

QUELLI DELL'ANPI COSA FARANNO?
Come nel '45 SCENDERANNO DAI MONTI
e SI METTERANNO A BRACCETTO DEI NUOVI "INVASORI" ?

 

FINE
Certo che a vedere oggi l'ANPI, la CGIL, l'ARCI e quelli del PD, (tutti nobilissimi "accoglienti") inveire con insulti e minacce, "Salvini appeso", "Salvini muori", "Salvini fascista", a lanciare sassi, con scontri e cariche delle forze dell'ordine, contro chi vorrebbe arrestare la marea di immigrati, non è per nulla rassicurante per l'Italia.
Quando vediamo oggi appendere i manichini dei politici loro rivali ai ponti, vogliono farci ricordare quella loro "eroica" impresa tribale a Piazzale Loreto, che il giornale "Italia Libera" chiamò "una naturale spettacolare bellezza"
Sembra voler dire : "Se andiamo noi al governo, apriremo tutti i porti, con "umanità" accoglieremo 2-3-4 milioni di immigrati, e poi ci daranno poi una mano per appendere a Piazzale Loreto tutti i fascisti".
NON E' UNA BELLA PROSPETTIVA !!
ma visto che "l'EURABIA E' VICINA" >>>>>
diventeranno anche gli "accoglienti" pure loro servi.

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ADESSO SIAMO NOI I "BARBARI"
E GLI "ACCOGLIENTI" CI DARANNO UNA NUOVA "LIBERAZIONE"
per cosa? ma "PER PROTEGGERE L'UMANITA'" (nello stemma)


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L'ANPI é composta da soggetti che all'epoca avevano 6 mesi, ancora con il ciuccio in bocca.
La stessa Presidente Carla Nespolo è nata il 4 marzo 1943 !!! (i partigiani nacquero il 9 settembre),
(Lei oggi (25 luglio 2019) organizza in tutta Italia le "100 Pastasciutte antifasciste").

Ora se lei é una Partigiana allora anch'io posso fondare l' ANIG
(Associazione Nazionale Italiana Garibaldini)
Quelli che nel 1870 "liberarono" l'Italia dal Papa e il Sud dai "banditi" borbonici.
C'era con Garibaldi anche mio nonno col ciuccio, che allora aveva anche lui sei mesi.
(ora se lei é una reduce di quella "liberazione" anch'io lo sono di quell'altra
e posso anch'io organizzare una "spaghettata antiborbonica")

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Il paradosso é che loro festeggiamo il 25 aprile come una Liberazione
(fantomatica perché in realtà fu fatta dagli angloamericani)
dopo aver fatto gli italiani una richieste di aiuto ai nazisti (non italiani).
Mentre oggi festeggiano questi stessi italiani che vogliono essere
"liberi" e "umani" di accogliere una mattina appena alzati dal loro letto caldo,
altri invasori non italiani.
(e anche distribuirli nei vari paesi della nazione Italia)

Ma cosa centrano quelli dell'ANPI coi migranti?
Non erano loro abituati (perché perdevamo) a cacciare il cosiddetto "invasor" ?
(che erano prima gli angloamericani,
poi perché perdevamo gli "invasor" diventarono gli ex alleati
che avevamo chiamato in Italia per
difenderci dai "barbari" (così li chiamarono a Roma)
Un atteggiamento che stona con le parole di "Bella Ciao".

 

RIGUARDO ALLL'ANTIFASCIMO OGGI IMPERANTE

Oggi si da dell’antifascismo e razzismo verso alcuni italiani che vorrebbero conservare la propria civiltà, le proprie leggi, la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria religione, la propria casa, la propria identità.
Le accuse della sinistra sono un alibi per usare violenza con metodi fascisti, operando con la censura, con insulti, minacce, manifestazioni di odio. Il fascismo sta tornando ma a parte inverse con la volontà di una dittatura a sinistra. Lo abbiamo visto anche al Salone del Libro di Torino .
Non vogliono dare visibilità agli editori “diversi” operando con gli stessi princìpi fascisti che hanno negato per anni la libera espressione con la censura. Poi non dicono niente, quando allo stesso Salone vi è lo stand dove vi sono il libri dello Sharia dell Islam!!! Paesi dove vige un'altra forma di diritto, come la pena di morte, le lapidazioni e altre violazioni con un'altra "Legge di Dio".
L'impegno é non fare entrare i centri sociali; si arriverà al marchio sull'avambraccio ai personaggi sgraditi? Tutti contro un editore piccolino, dimostrando di averne paura. Tutti allineati al pensiero unico, ovvero militanza al partito. Si allontana un editore fascista per potere accogliere il libro di Halina Birenbaum (in un infantile "gioca lui non gioco io") una delle moltissime memorialiste bambine sopravvissute ad Auschwitz.
(Anche PIVNIK SAM scrisse "l'Ultimo sopravvissuto" e in base a ciò che racconta nel suo libro, visto che era entrato nel 1939 da bambino, io sarei morto dopo pochi mesi. Lui invece ci ha vissuto 6 anni. E non fu affatto l' "ULTIMO". Visti poi i successivi tanti libri di memorie di migliaia di bambini sopravvissuti. (ma non li gassavano subito i bambini?).
Quindi alla israeliana Birenbaum si concede la vetrina, ma non la si concede al piccolo editore; la si concede invece - in una paradossale contradizione - all'emirato arabo che storicamente osteggia lo Stato di Israele.

Per il momento si limitano a cacciare gli editori; poi forse i libri scomodi li bruceranno come faceva Hitler, Stalin, la Chiesa e tanti altri.
Erdogan che guida la Turchia (la seconda potenza Nato che però fa affari con russi e jihadisti) ha fatto bruciare 300.000 libri scomodi.

Anche in Italia i libri da dimenticare e da bruciare sono tanti. Quelli scritti sulla Russia sui crimini di Stalin sono anche questi scomodi da dimenticare e bruciare?. Berlusconi aveva fatto sì stampare un libro "Il libro nero del Comunismo", ma poi si é alleato con Renzi e il libro lo ha messo in soffitta. (Gli affari sono affari) Come fecero gli ex fascisti nel dopoguerra.

Oggi ci sono personaggi in rete e sulla stampa quasi tutta schierata da quella parte peggiore della sinistra tutta buonista ma barricadera. Che fanno dell'informazione un uso e un abuso. Anche Berlusconi lo era stato barricadero con le sue TV ma almeno lui non era un antitaliano. Abbiamo - fra gli altri - anche un Parenzo che in TV accusa Fusaro di nazismo quando proprio questo filosofo notoriamente si è sempre proclamato neo marxista e seguace di Gramsci.

Questo ritorno ai metodi e alle violenze fasciste, sembra ciò che voleva un dispiaciuto Togliatti nel '36 quando lanciava l' "Appello ai compagni in camicia nera" - "Giovani fascisti! -"Noi comunisti facciamo Nostro il Programma Fascista del 1919" - " E' ora di prendere il manganello !!" - Togliatti era tutt'altro che "antifascista!!! - Per il fascismo provava gelosia e invidia!! E proprio come il fascismo voleva agire
https://www.lintellettualedissidente.it/storia/compagni-e-camerati-lappello-di-togliatti-del-1936/


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Come detto all'inizio io qui ho espresso le mie modeste opinioni e i fatti.
Voi dite la vostra. Ovviamente se esiste ancora la reciproca libertà;
anche per dire qualcosa sugli attuali "accoglimenti" , "invasioni", "resistenze".
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vedi anche
* RESISTENZA FRA MITO E STORIA > > >
SULL'ARGOMENTO OSPITIAMO DIVERSI INTERVENTI
(pluralistici)
* RESISTENZA FRA MITO E STORIA
* LA "SPONTANEA" RESISTENZA IN ABRUZZO
* LA RESISTENZA AL NORD
* RESISTENZA: DA CHE PARTE STARE?
* L'ITALIA PARTIGIANA (la mappa)
* LA RESISTENZA A VERONA
* LA RESISTENZA A FIRENZE
* UN'OMBRA CUPA SULLA RESISTENZA: PORZUS
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vedi anche
QUELL' 8 SETTEMBRE
(disertare non disertare?)
UNA STORIA SIMBOLO
che beffa! per Franco !!! >>>>>>>>

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