I "BARBARI"
"STRANIERI" A ROMA LO FURONO PER POCO

da schiavi, servi, liberti, soldati, diventarono poi PADRONI e pure IMPERATORI

MA CHI ERANO, E DA DOVE VENIVANO?
poi come finì a Roma? vedi a fondo pagina.

Di questi popoli sappiamo molto poco. Unica fonte Tacito. Con le sue ricerche e "interviste" ai romani che tornavano da quei territori conquistati, era venuto a conoscenza (e quindi credeva pure lui) che i cosiddetti BARBARI discendevano da tre ceppi ben precisi nonostante quelli incontrati dalle legioni fossero circa 40 tribù diverse (ma altri fonti recenti affermano che erano circa un centinaio).
Forse con il nome GERMANI si chiamava una tribù; ed essendo stati i primi a venire a contatto con i romani, questi da allora chiamarono tutte le varie tribù che incontravano "germani". In seguito più che con i loro veri nomi, queste tribù via via incontrate le chiamarono germanici orientali, occidentali, settentrionali.

Dunque questi popoli dai Roamani venivano considerati come una cosa sola, come una nazione, mentre loro non avevano nemmeno un'idea che cosa fosse una nazione, né una comunanza nazionale, perché era ancora assente la cultura, le opere del pensiero che invece a Roma dalle conquiste fatte anche in Grecia nei 200 anni a.C. si erano diffuse e avevano trasformato in breve tempo i Latini e tutte le genti dell'Impero romano.

C'erano tra le varie tribù (germaniche) solo delle leggende tramandate per via orali in circa 700 anni a.C. (solo da questo periodo noi abbiamo qualche notizia dall'archeologia) non essendoci ancora una scrittura.

Progenitore comune era «il Dio nato dalla terra»; da suo figlio Mannus (sempre secondo Tacito nel suo "De origine et situ Germanorum") o anche Manu da dove nasce anche l'espressione "umanità".
Vi erano tre rami nelle 3 stirpi principali; gli Ingevoni (quello che daranno vita al gruppo friso-sassone), gli Istevoni (daranno vita al gruppo franco) e gli Erminoni, (germani) cioè gli abitanti del centro del territorio (della Germania odierna) fino al Danubio. Questo grande fiume, prima delle successive conquiste romane, era uno spatiacque di queste tribù. Ma in seguito i romani attraversarono sia il fiume ed anche la Manica e piombarono nella Gallia e anche nella attuale Inghilterra, dove alcune tribù di Sassoni, Juti, Angli e Frisii anni prima vi erano già sbarcati e seguiteranno a farlo.


Un ceppo di un certo numero di tribù, gli Ingevonis e Istevoni provenivano dall' oceanus Germanicus (così chiamato dai romani allora il mare del Nord). Un altro ceppo dal Suevicum (Baltico). Il terzo dal "Cimbrico Jutland (Danimarca), con gli Erminoni stanziati sull'Elba.



Stiamo parlando - citando Tacito - del primo secolo prima e dopo Cristo, mentre qui - con le ultime conoscenze - vogliamo andare molto più indietro 700-500 a.C. e li troviamo tutti amalgamati, quasi un unico popolo, ma meglio dire tante tante TRIBU' con alcune analogie negli usi e i costumi, e le loro arcaiche istituzioni. Queste erano molto differenziate, ecco perché non è ancora il momento di chiamarli Germani, Danesi, Svedesi, e meno ancora Franchi e Anglesi (inglesi) o Britannici. Cioè fin quando la loro divisione diventerà quasi netta, chi dopo circa 3-4 secoli a.C., e chi dopo altrettanti 3-4 secoli d.C., quando inizieranno a scendere a sud, prima per fare razzie, poi per stabilirsi in vari territori, Italia compresa (vedi la STORIA DEI LONGOBARDI > >

 

PERCHE' BARBARI

II termine " barbaro" deriva da un vocabolo greco che significa « balbettante ». Barbaro per i Greci era, senza un senso dispregiativo, solo chi non parlava speditamente il greco: e quindi significava essere solo estraneo alla civiltà greca.
Niente a che vedere con la "barba" lunghe o corte, perchè allora quasi tutti avevano la barba; il rasarsi era poco praticato in ogni contrada.

Quando si parla di barbari o di età barbarica in senso storico ci si riferisce invece a un particolare momento della storia europea, precisamente al periodo di transizione tra la civiltà romana e quella medioevale in cui questi barbari via via aggregandosi e (imitando i romani) diventarono pure loro dei conquistatori, formano i loro eserciti e i primi nuclei delle future nazioni europee. (ma a dargli queste possibilità furono (sciaguratamente) i Romani - vedi in fondo).

All'inizio di questo primo periodo, con i terribili scontri con i Romani con loro piuttosto combattivi, primitivi, rozzi e spietati, cominciò a diventare il nome "barbaro" un sinonimo di "primitivo", un vocabolo equivalente a "selvaggio", quindi
in senso spregiativo le loro gesta combattive erano considerate "barbariche".


CHI ERANO I BARBARI

I barbari dopo quanto detto sopra non compaiono improvvisamente nel V-IV-III-II-I secolo dopo Cristo, ma si parla di loro proprio - come accennato sopra - dopo le prime conquiste romane oltre le Alpi avvenute nel I sec. e le successive. Questi popoli cacciati o sottomessi nei loro nativi territori iniziano a fare imponenti migrazioni. E avendo proprio dai romani assimilato strategie di guerra, iniziano pure loro ad essere pericolosi combattenti.
Le uniche notizie che di essi abbiamo provengono da testimonianze romane e perciò ci è molto difficile ricostruire una loro storia indipendentemente dai rapporti che ebbero con i Romani. Non possiamo dire quando e come si stanziarono nelle varie zone dell'Europa Nord-orientale, ne come si articolò la loro storia; non ebbero infatti mai una tradizione scritta; solo i Goti conobbero e usarono più tardi una rudimentale forma di scrittura a caratteri runici.
Roma con le sue conquiste aveva conferito i caratteri della civiltà romana a buona parte d'Europa. I popoli indigeni si erano loro malgrado dovuti adattare all' organizzazione sociale e politica romana; gli abitanti di queste province conquistate erano piu o meno ormai romanizzate; via via non si potevano piu definire barbari.

Barbari restavano dunque fino al IV-V sec. quei popoli indoeuropei che vivevano nella zona della Europa centro-settentrionale, come gli Slavi dell'Europa orientale e fra questi gli Slavi, i Gepidi, i Longobardi.

 


COSTUMI E VITA DELLA
GRANDE FAMIGLIA BARBARICA

Le prime informazioni sulla vita dei Barbari ci vengono come detto da autori romani: Cesare e Tacito. Il quadro che ci appare dalla loro lettura a molto vivo. La loro società era veramente I'antitesi della società romana. Vivevano nomadi, in uno stato di libertà assoluta; non c'era nessuna forma di regolare attività economica che legasse il popolo alla terra o che creasse delle differenze di ricchezza ereditarie.
La loro esistenza erano per lo più forme embrionali di popoli, spesso nomadi. Con la caccia, seguito da un primitivo allevamento e una povera agricoltura davano il necessario per sopravvivere. I costumi erano primitivi; le loro esigenze limitate alle cose indispensabili. Non c'era un ordinamento legislativo; il loro senso della giustizia e dell'onore, sviluppato in massimo grado, si concretizzava in uno sbrigativo sistema di punizioni come le vendette anche personali.

Ed erano queste vendetta per i torti ricevuti (faida). Ognuno era libero di regolare la difesa dei propri diritti nel modo che riteneva più adatto. Alla base di tutto ciò c'erano tradizioni di "onore" implacabili, come quasi sempre si possono ritrovare presso i popoli primitivi.

Spesso si applicava una forma di giustizia "pubblica" che consisteva nella ordalia, cioe nel giudizio di Dio. La prova dell'innocenza tra i sospettati responsabili di un misfatto si lasciava al « giudizio di Dio » sottoponendo gli accusati a prove veramente impensabili per la nostra mentalità.
Per provare la propria innocenza dovevano, per esempio, attraversare incolumi delle fiamme, o riuscire a spegnere con la saliva una lama rovente che veniva loro posta sulla lingua.

Più tardi, venuti a contatto con i Romani, i loro costumi si addolcirono alquanto; si ammise la possibilità di risolvere con compensi in denaro (guidrigildo) le ostilità per evitare eccessivi spargimenti di sangue. Ma quando questo si verificò era già iniziato quel
lento processo di reciproca infiltrazione tra Barbari e Romani che segnerà la fine definitiva del mondo « classico » e l'inizio del mondo non ancora proprio "moderno".

 

IL POTERE POLITICO

II principio fondamentale di questa società barbara è Ia forza. L'uomo diventa maggiorenne in una cerimonia in cui l'assemblea degli armati gli consegna le armi, autorizzandolo ufficialmente a combattere; le armi consistono in giganteschi scudi coperti di cuoio, in lunghe lance, pesanti archi e spadoni. L'uomo libero entra così in una specie di esercito, che coincide con l'assemblea di tutti gli uomini della tribù detentori di diritti. L'assemblea degli armati è sì depositaria della sovranità, ma le sue funzioni non vanno oltre la decisione della pace a della guerra, ma la punizione dei reati contro gli dei e la collettività rimane quasi intatta. E la solita dominazione dei sacerdoti di questa o quella divinità (attribuendosi poteri divini) che incutono terrore ai peccatori. Spesso solo per mirare a un loro "potere temporale". Quello che avverrà da lì a breve con i Papi fino all'800 (e alcuni anche abbracciando le armi, o facendole abbracciare ai propri fedeli - come le Crociate.

E questa non era cosa nuova, perché già al vertice dell'ordinamento sociale anche di questi barbari c'era già un gruppo che si distingueva dagli altri: gli Adalingi. Appartengono a famiglie antichissime cui si attribuiscono origini divine; esse infatti detengono per tradizione cariche sacerdotali o civili. Tra questa piccola aristocrazia emerge spesso qualche uomo per il suo valore in guerra, l'unico metro di valutazione. Questo uomo diventa un « capo », Herzog, una carica che entrerà poi nella storia medioevale anche italiana come quella di "Conte" o "Duca".
In caso di guerra, l'assemblea lo elegge Re; ma si tratta di una carica con la quale gli viene conferita un'autorità più morale che politica. Nelle assemblee, radunate in caso di pericolo, si decideva infatti a maggioranza (le nostre elezioni o referendum, comunali, regionali, nazionali)

LA FAMIGLIA E LA RELIGIONE

I barbari germanici nutrivano un profondo sentimento della famiglia. Le infedeltà coniugali erano punite molto severamente. La famiglia era il nucleo fondamentale del loro ordinamento sociale e politico. Le varie famiglie erano tra loro legate da certi vincoli di parentela per cui più famiglie formavano una Sippe.

Piu Sippe formavano un Gau, o tribù, le quali unite ad altre tribù formavano un popolo i cui legami maggiori erano Ie stesse tradizioni civili e religiose.

La religione germanica era molto semplice e di carattere naturalistico, come spesso accade ai popoli nomadi abituati a osservare e temere i misteriosi fenomeni naturali. I loro dei si identificavano con Ie forze della natura e potevano perciò essere buoni o cattivi. C'era Thor, dio del cielo, dal quale scagliava il proprio martello, il fulmine; Freia, materna e mite, che rappresentava la Terra; Baldui, il Sole; Loki, il fuoco utile ma anche malefico.
Ma c'era anche un dio supremo: ODINO, dio della guerra, che guidava i guerrieri nel combattimento e accoglieva come premio i caduti nel paradiso celeste, chiamato il WAHALLA. (i nostro sacerdoti non è che si comportarono in seguito molto diversamente quando incitavano alla lotta e alle distruzioni con il loro "Dio lo vuole".

 


I BARBARI NELL' ESERCITO ROMANO

Gli storici hanno discusso per secoli sulle cause della decadenza e della fine della civiltà romana. Da tempo, nessuno sostiene più la tesi semplicistica secondo cui I'Impero romano sarebbe caduto improvvisamente sotto l'irrompere di orde selvagge e distruttrici. Molti hanno detto che l'Impero romano era già morto di morte naturale e che i barbari germanici avrebbero gettato con le loro forze nuove e i loro sani costumi le basi di tutta la civiltà europea moderna.
Tra queste tesi estreme ci sono naturalmente molte vie intermedie. Se i barbari poterono subentrare ai Romani fu perche già all'interno dell'Impero c'era una crisi gravissima, che investiva i principali settori della vita politica. Da tempo era iniziato - ma furono i romani stessi a volerlo, perché stanchi di combattere e preferivano i divertimenti nelle arene con gli schiavi messi dentro a scannarsi tra di loro; preferivano la vita godereccia, mentre il lavoro pesante, quello umile e l'agricoltura veniva fatta fare agli schiavi. I più bravi e ubbidienti li resero poi "liberti", mirando a una servitù in casa poca ostile; le ostilità però restavano non avendo loro alcun diritto.
Poi questo infiltramento di ex barbari - ci fu anche nell'esercito (perché i romani erano stanchi anche di combattere) e via via per meriti sul campo questo l'infiltramento ci fu anche nella burocrazia romana, e negli stessi comandi dell'esercito che alla fine divennero comandanti di gente simili a loro, ex barbari, ex schiavi, ex servi.

 

FU POI QUESTA LA ROVINA DELL'IMPERO ROMANO.
PERCHE' IN BREVE QUALCUNO DI LORO DIVENTO' ANCHE IMPERATORE

Prima i "vinti" in ogni parte del mondo QUELLI CHE NON VENIVANO UCCISI SUL POSTO

(qui sotto il bassorilievo sulla colonna Traiana)


avevano iniziato a deportarli come schiavi; poi iniziò a liberarne molti per farne dei servi o lavoranti a basso salario soprattutto nell'agricoltura o nei lavori umili che i romani disdegnavano pur essendo dei dissipatori, oberati di allegri debiti.
Le forniture ormai arrivavano dai Paesi conquistati, ma erano quelle in mano agli intrallazzatori. Alcuni - interessati a questo "accoglimento" di stranieri e alla loro manodopera a buon mercato - andavano dicendo che bisognava integrarli, dargli la cittadinanza, farli diventare cittadini romani fin dalla nascita con gli stessi diritti, ma ovviamente non tutti come quelli che avevano loro. Ma non era per integrarli ma solo per poterli comandare meglio.

Ma ben presto queste popolazioni di emarginati, più che integrarsi dopo un po' iniziarono ad essere presuntuosi come lo erano romani che nei loro territori li avevano depredati, conquistati, trascinatia a Roma con la forza e poi la totale sottomissione.

Questo stato inquieto avveniva mentre a Roma stava iniziando una crisi economica e politica che andava di pari passo con la crisi dei valori. Ormai a Roma in breve la metà della popolazione era diventata di provenienza straniera, i soldati pure, spesso guidati dagli stessi stranieri che ben presto riuscirono a diventare generali, poi perfino messi a capo di eserciti, ma che indubbiamente non avevano di certo l' "amor di patria" di impronta "latina" nè "Romana".

Anzi si preparavano per creare loro una propria patria, nei loro Paesi, dove erano stati dai Romani deportati.

A questi stranieri, Roma con Settimio Severo, quando l'idea politica progettuale non era più quella che voleva realizzare Commodo ( come si dice oggi - anni 2000 - aiutarli al loro Paese - creando una confederazione - accenneremo qualcosa più avanti) lui varò la Constitutio antoniniana, dando la "cittadinanza romana" a tutti gli stranieri, a quelli che vi erano giunti, che giungevano e a quelli vi sarebbero nati (uno "ius soli" di allora - niente di nuovo nei nostri anni 2000 !!).

SU QUESTO ARGOMENTO VEDI ANCHE LO "IUS SOLI", >>>>>>>>>>>>

Con la crisi del modello schiavistico - più per paura che non per umanità - iniziarono con alcuni di loro a inserirli come utili "servi" nelle mansioni di basso livello (in lingua latina schiavo si diceva servus - cambiarono solo il nome ma come schiavi li trattavano) poi chiamandoli liberti li promossero cooperanti nelle varie attività: si creava così la prima contraddizione: se voleva il romano mantenere la propria ricchezza e godersi la vita senza far niente aveva insomma bisogno di loro; infine furono anche promossi come semplici soldati (i Romani erano diventati sedentari e apatici anche nell'esercito) poi ben presto furono messi (sciaguratamente) anche a capo degli stessi eserciti.

Ben presto dal giogo romano, gli stranieri che erano diventati "cittadini" si riscattarono, ed essendo ormai numerosi ebbero la meglio, unendosi tra di loro col "richiamo del sangue del loro Paese" e trovandfo così la coesione e le identità comuni.
Diventarono così prima utili prestatori d'opera a basso prezzo nei servizi, poi diventarono concilianti "amici" col nome di "liberti , ma sempre "nemici" in cuor loro restavano. Volevano a ragione uguaglianza di diritti non solo a Roma ma anche nei loro Paesi. (dove poi più tardi nasceranno le nuove loro nazioni, i loro nuovi imperi, i loro nuovi imperatori - Carlo Magno il primo ecc.).

Ma molto prima di C. Magno, i barbari si erano già impossessati anche di quell' Universale Potere Romano. E per Roma frappresentò la fine. I barbari cambiarono l'Impero Romano, anzi cessò di esistere. Il primo imperatore - messo dai "barbari", anche lui di origine barbarica fu Massimino IL TRACE; seguirono altri 30 imperatori stranieri, ma ben presto furono assassinati dagli stessi pretoriani anch'essi barbari ma diventati loro stessi impazienti aspiranti imperatori.
Mentre fuori nel vecchio impero ormai in decadenza, gli ex barbari fondarono i propri regni, i loro dominii e dopo un po' anche il proprio Impero. Fino al punto che scesero in Italia altre orde baldanzose a combattere gli ex barbari che già da anni si erano insediati a Roma e che dovettero difendersi dai loro lontani bellicosi cugini.
Questa Roma ex barbara per difendersi iniziò inutilmente a innalzare attorno alte mura. (nel 271-274 con Aureliano, poi pure lui l'anno dopo fu ucciso). Una difesa invana le mura. Le orde seguitarono a scendere su Roma, l'assediandola e affamamadola per mesi, a depredarla, a sconvolgerla.

Roma e l'Impero era ormai diventata per tutti la terra di conquista degli stranieri - ex "barbari": Goti, Vandali, Ostrogoti, Visigoti, Unni, Vandali, Svevi, Alani, e poi i Longobardi scesi via via nell'intera Italia. Poi in seguito i Germanici fondarono prima l'Impero Carolingio poi il loro Sacro Romano Impero, che di romano non aveva più nulla e di sacro neppure. C'erano poi state le crociate contro gli "infedeli" maomettani in Oriente (1095-1259 in risposta alla conquiste musulmane; facendovi stragi vi dominarono per 150 anni, ma finì poi miseramente, furono cacciati proprio dai cosiddetti islamici "infedeli".
In seguito scesero in Italia i Germanici, i Franchi, gli Spagnoli; che trasformarono la penisola in una banale "espressione geografica" e nulla più.


I soldati germanici erano stati temerari e irruenti; ma non sempre erano stati in grado di inserirsi nell'ordinato schieramento dell'esercito romano. Poi gli ex mercernari verso il IV secolo d.C. avevano cominciarono proprio loro a trovarsi a capo di eserciti. Non solo a Roma ma nei loro stessi territori.
Durante i lunghi periodi di anarchia militare che caratterizzarono la storia romana dal III secolo in poi, gruppi sempre più numerosi di questi popoli germanici si stanziarono come alleati, ospiti più o meno accettati, nei territori conquistati dai romani, Qui abbandonando la loro solita vita nomade, cominciarono ad assorbire la civiltà romana e a influire a loro volta su di essa.
(Ricordiamo che nei vari castri romani, o "colonie", sono poi sorte le grandi città del centro e nord Europa. Una delle più famose e popolate (45.000 abitanti) era sorta nella colonia romana sulla sponda sinistra del Reno, la "Colonia Claudia Ara Agrippinensium"; Agrippina era moglie dell'imperatore Claudio e figlia di Germanico.
(A fine anni 1970 sono capitato a Colonia; si stavano celebrando in gran pompa l'anniversario della fondazione)

Perciò, all'epoca delle successive invasioni, i Romani non si trovarono di fronte a popoli sconosciuti e terrificanti; Romani e barbari si erano già conosciuti da tempo e grazie a questi contatti molto frequenti questi barbari si erano già modificati e integrati.
Alcune di queste popolazioni portarono anche importanti novità in campo tecnico: erano abili nella lavorazione dei metalli, costruivano armi resistenti, introdussero la birra come la conosciamo oggi, i vini del Reno in Veneto, l’uso del burro e le botti di legno per quel vino renano.
Abili sui cavalli introdussero l'uso della staffa e della sella. Infine aggiunsero le ruote all’aratro rendendolo più efficiente.

E fecero abolire le tuniche romane introducendo l’uso delle cosiddette "braghe", i pantaloni.

 

 


I BARBARI E LA NASCITA
DELL' EUROPA

FRANCHI , (qui la loro storia >>>>>

poi Alamanni, Svevi, Eruli, Visigoti, Rugi, Ostrogoti, Longobardi, Borgognoni, Vandali, Gepidi, Anglo - Sassoni, Normanni ecc.; questi, tra gli altri, i protagonisti della storia tra Impero romano e Medio Evo. Un periodo di grandi scontri, di desolazione e lotte. Ai Cristiani che vissero in quel periodo pareva ormai vicina la fine del mondo.
In realtà, si stava creando un nuovo mondo dopo lo sgretolamento di quello romano. Popoli nuovi si inserivano sul tronco antico dell'organismo imperiale, ne modificavano totalmente l'aspetto e ne venivano a loro volta modificati. Così dopo I'epoca turbolenta delle emigrazioni, ci si accorse che erano nate nuove entità politiche che non erano barbare e non erano romane: erano i regni "romano-barbarici", ognuno con la propria individualità particolare, frutto di un incontro tra due civiltà diverse, un fatto storico ed originale che sta alla base delle nostre civiltà europee. Da questo fenomeno storico turbolento possiamo anche spiegare l'origine della varie nazioni europee via via formatisi.

UN RETROSPETTIVO SGUARDO ALL'ITALIA DI QUESTO PAERIODO

L'epoca delle dominazioni barbariche in Italia va dal 476 d.C. circa, anno della caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fino all'800 d.C., anno in cui Carlo Magno ottenne solennemente la corona del Sacro Romano Impero. In quel primo periodo di oltre tre secoli, I'Italia fu invasa e dominata da diverse popolazioni. La prima dominazione stabile fu quella degli Eruli che nel 476, guidati da Odoacre, deposero Romolo Augustolo, I'ultimo Imperatore romano.
A essi seguirono nel 489 gli Ostrogoti, guidati da Teodorico; vennero quindi i LONGOBARDI condotti da ALBOINO, nel 568, e infine, nel 754, i Franchi, un popolo di costumi un po' piu civili, guidati da Pipino il Breve, che ristabill in Italia un lungo periodo di pace.
Prima di queste ultime dominazioni, I'Italia era stata invasa da popolazioni barbariche, come i Visigoti, i Vandali e gli Unni; ma nessuno di questi popoli si era stabitito nella penisola: essi erano passati compiendo soltanto stragi, devastazioni, razzie, irrompendo nelle citta, uccidendo e rubando, distruggendo case, templi e monumenti, per poi buttarsi su altri territori dell'Impero romano senza creare alcun organismo politico.

Nel frattempo erano nati i popoli arabi, che alla Mecca (Nel 610, esattamente il giorno 27 del mese di Ramadan) fondarono ad opera di MAOMETTO una nuova religione pure questa monoteistica, detta "comune" (in arabo ISLAM). Facendo emergere uno spirito supremo chiamato Allah, cioè “il Dio”. E sancivano l’unità fra Stato e Religione.

Con i vari califfi iniziarono pure loro l’espansione militare prima verso la Persia; l’espansione sembrava ormai inarrestabile: nel 711 dopo aver conquistato le sponde africane del Mediterraneo, i musulmani penetrarono in Spagna, ma la loro espansione verso la Francia fu arrestata nel 732 da Carlo Martello che li sconfisse nella battaglia di Poitiers.

Un tentativo di conquista anche nell'ex Impero Romano in Italia ci fu nell'827 in Sicilia, dove sbarcarono nella città che prese il nome del loro Dio Marsa Allah, ossia il "porto di Dio" (MARSALA). Una invasione che rimase però circostritta in Sicilia e terminò nel 1091.
Tuttavia i
n Sicilia ma solo nella parte orientale, il 50% della popolazione si convertì all'Islam. La occidentale rimase in pèarte cristiana anche se a Palermo tra le chiese cristiane vi erano "trecento moschee".
Gli Arabi portarono in Sicilia un lungo periodo di prosperità sia economicamente che culturalmente. Palermo diventò una delle città più grandi d'europa, con 350.000 abitanti. Ed anche la più acculturata per l'arrivo dei tanti testi arabi che avevano già tradotto opere greche e latine (e grazie a queste traduzioni oggi conosciamo alcune importanti opere greche e latine). Introdussero l'uso di una moneta in oro; il "dinar". (da qui DENARO)
Furono introdotte nell'agricoltura tecniche innovative ancora sconosciute in tutta Europa, come alcune coltivazione di cereali, tipi di vite e ulivo, ma soprattutto introdussero la coltivazione degli aranci e limoni che quando fiorivano trasformavano tutto il palermitano in un meraviglioso giardino,

Per la sua bellezza Palermo dagli arabi era conosciuta in tutto il Mediterraneo come "al-'Aziza", ovvero "la splendida"

1086. Poi in Sicilia diventano protagonisti nuovamente gli ex "barbari" tedeschi con i NORMANNI e nel corso di due secoli ci furono i loro successori come il famoso FEDERICO II (1221 degli Hohenstaufen), che per fortuna non distrusse nulla degli edifici arabi giunti oggi fino a noi, nè distrusse le grandi biblioteche arabe piene di testi secolari dove lui stesso si acculturò.
Più tardi nel 1300 perfino Dante riconobbe le influenze culturali all'intera - allora appena nascente - letteratura italiana.

facciamo qui la sintesi di questo intero periodo "Barbaro"
fino agli Arabi dell'Islam


SU I LONGOBARDI - QUI LA LORO STORIA
I REGNI E LA DOMINAZIONE IN ITALIA >>>>>>>>>>>>>>>>>>>

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MA VEDI...... COME PRIMA
ERA GIA'
FINITA ROMA

prima avevano fatto conquiste e deportazioni di uomini da ogni parte....


.... che poi trascinavano a Roma a fare
gli schiavi, a combattere fra di loro nelle Arene,
a fare i servi, a fare gli accattoni, poi per necessità varie li fecero "liberti"
furono destinati a lavorare nei campi, officine o a servire i ricchi nei loro palazzi.
Mentre il Patriziato crapulone faceva una vita godereccia.
Col nepotismo e la politica corrotta alcuni personaggi compaiono nelle cariche pubbliche
e senza alcun merito sono eletti nelle liste dei tribuni militari, con loro figli e nipoti.
Anche i contadini - sostituiti da schiavi - lasciano le campagne, vanno a Roma,
dove qui improvvisati trafficanti fanno arrivare dalle colonie ogni necessità alimentare.
Scomparve la disciplina, l'operosità e l'antica austerità.
L 'antica grandezza stava miseramente decadendo.

infine.....
non avendo nemmeno più voglia di fare i militari

diedero ai "BARBARI STRANIERI" LA CITTADINANZA
e li inserirono pure come militari nell'esercito romano
che diventavano poi sergenti, capitani, generali, imperatori

i BARBARI così giovani, così baldi e così forti
così determinati, anche per una rivalsa sul loro tenebroso passato
ne approfittarono.....

.... via via conquistando città e paesi.

nel frattempo - come già detto sopra - erano Nel frattempo erano sorti i popoli arabi,
che alla Mecca (Nel 610, esattamente il giorno 27 del mese di Ramadan)
fondarono ad opera di MAOMETTO una nuova religione
pure questa monoteistica, "comune" (in arabo ISLAM).
Facendo emergere uno spirito supremo chiamato Allah, cioè “il Dio”.
E sancivano l’unità fra Stato e Religione.
Con i vari califfi iniziarono pure loro l’espansione che diventeranno .....
più tardi anche in pieno deserto del Medio Oriente grandi città come qui Dubai

o come qui Africa in Nigeria

( nel 1931 l'Italia aveva 44.453.000 abitanti - oggi 2019 ne ha 57.000-000 )
(nel 1931 la Nigeria aveva 19.600.000 abitanti - oggi 2019 ne ha 200.000.000)

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A Roma i Romani e i loro vari politici inetti e gaudenti rimasero a guardare.
A nulla erano servite le sagge disposizioni di Marco Aurelio
preoccupato dal degrado e le tristi condizioni della pubblica moralità.
Lui fu l'ultimo degli stoici ma anche un uomo con due anime;
quando pure lui faceva il truce "guerriero" sul Reno ed era lacerato fra la crudele
ragion di Stato, se fare la belva o attenersi alla sua morale.
(Scrisse di se: "Quale anima ora ospito? Quella di una belva?").
Morì sul posto e lasciò lo scettro al giovane Commodo
meno barricadero, che abbandonò le guerre fatte di aggressioni e fece rientro a Roma.
Ma proprio perché pacifista, i romani iniziarono a guardare più ai suoi
sereni e gioiosi comportamenti, compresa l'ampia tolleranza
verso schiavi, i barbari, e anche verso la nuova religione cristiana
e non a guadare la sua filosofia delle non guerre,
che - qui fu profeta - avrebbero arrecato a Roma solo future sciagure.
Ma i romani con alcuni senatori ancora votati alle guerre d'aggressione
lo eliminarono, fu strangolato e perfino da loro sottoposto a "damnatio memoriae".


Poi due anime ci furono anche nella insediata nuova RELIGIONE CRISTIANA
che nella tragedia di questo popolo che stava andando in rovina
PRIMA fornì l'ammaestramento di farli pregare, pregare, pregare.

Nell' Inferno di qua, con la Fede, dissero avrebbero trovato pace
nell'aldilà
in Paradiso.

Poi volendo imporre la propria religione
presto creò anch'essa il SUO Potere Temporale.
e iniziò più tardi
con le sue Crociate
a sterminare i cosiddetti infedeli al grido "Dio lo vuole !!!"

Ma intanto gli "infedeli" erano cresciuti
gli ex schiavi, ex servi, ex barbari, stavano creando i loro condottieri
che via via creavano nuovi popoli, nuovi ImperI, le grandi città
le attuali PARIGI, LONDRA, BERLINO ecc.


(
staccandosi dall'arrogante Roma Papale crearono perfino branche della Religione Cristiana - Protestanti, Luterani, Calvinisti, Anglicani )

Gli ex "BARBARI" oggi fanno i turisti nell'ex Grande Impero Romano
per vedere il glorioso passato della "Caput Mundi"
O a vedere Pompei dove si è conservato quel "gaudioso" e "felice" passato

o a visitare Matera quando gli italiani erano poi finiti ad abitare nelle grotte
o per le orde barbare si erano rifugiati sulle alture
nei 7-8.000 comuni italiani
oggi di pochi abitanti (alcuni di 30-100 ab.) quasi dimenticati, con strade ancora inaccessibili.

Oggi si sta verificando una simile "integrazione"
con soggetti di un continente che ha oltre un miliardo di uomini.
(presto 2 miliardi! e con i Paesi dell''Islam altri 2 miliardi - totale 4 miliardi)

In Italia e in Europa alcuni di questi stranieri già sognano
di scalare le vette del potere.

Fra non molto anche in Italia con i nuovi arrivi saranno 10 milioni.

>>>>>> la tragedia di Roma >>>>>>>>

 

FINE

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