
IL CODICE TEODOSIANO
Prof. Giovanni Pellegrino
(((((((( TEODOSIO I (346-395), regnò fino alla sua morte. (fu suo l' "Editto di Tessalonicco" - emesso il 27 febbraio 380 - dove dichiarava il cristianesimo come religione ufficiale dell'Impero Romano, segnando un momento cruciale nella storia della religione.
L'Impero venne diviso ai suoi due figli: ARCADIO in Occidente che regnò dal 395 al 408; e TEODOSIO II che regnò in Oriente dal 408 fino alla sua morte nel 450. Propio il suo ’Editto del 14 novembre del 408 vietò che alti funzionari e personale del palazzo imperiale fossero pagani. Tuttavia a Oriente come a Occidente i capi delle milizie mercenarie imperiali continuarono spesso ad essere pagani.
Gli editti si susseguivano e dobbiamo notare che non sempre né dappertutto venivano osservati, va anche detto che essi erano comunque prova di un orientamento coerente e tenace .
Il 7 dicembre 416 i pagani si videro esclusi dall’esercito, dalle funzioni amministrative e da quelle giudiziarie. Attorno agli anni 420 si decretò che chi fosse sorpreso nell’atto di celebrare sacrifici pagani in segreto, fosse punito con la morte. Inoltre si decise che i cittadini che si erano convertiti al cristianesimo dovevano presentarsi in chiesa con tutta la loro famiglia pena la confisca dei beni.
Tra l’altro poco per volta nei successivi anni del 420, si proibì lo svolgimento di varie professioni a quegli individui che erano rimasti ancora pagani ivi compresa la professione di avvocato e di insegnante. Ma l’applicazione della pena capitale in quel periodo venne molto limitata .
Tuttavia tale pena fu ristabilita in varie circostanze con un altro editto nel 435 e poi ancora nel 438 a causa di una carestia che in quell’anno infuriava dal momento che essa fu attribuita al persistere dei riti pagani e all’ira divina da ciò provocata.
Proprio nel 438 TEODOSIO II promulgò quel "Codice Teodosiano" che era una raccolta di tutti i decreti imperiali da Costantino in poi classificati secondo un criterio ordinato e razionale. E per quanto riguarda il libro dedicato alle misure di carattere religioso una sezione di 25 titoli aveva per oggetto i pagani la disciplina dei sacrifici il problema dei loro templi.
Da un loro esame seriale risulta che la situazione era tutt’altro che chiara dal momento che molti provvedimenti erano in contraddizione tra loro. Dobbiamo dire che ai livelli provinciali la non applicazione di questo o di quel decreto veniva affidata ai magistrali locali. Che in una forma di favore la manipolazione di corruzione era possibile.
Per incentivare la cristianizzazione delle campagne fu stabilito - anche dopo la morte di Teodosio II nel 462 - che i proprietari di santuari pagani eretti su terre private fossero identificati e privati delle cariche e dei beni, e se si rivelavano persone di modesta levatura venivano mandati ai lavori forzati nelle miniere.
D’altro luogo anche a livelli molto bassi nella scala sociale si registrarono in quello stesso periodo forse numerose forme di resistenza da parte dei pagani a volte fino all’uso manifesto della forza.
La rivalità e la tensione fra cristiani e pagani si andava intanto complicando. Già dal concilio tenutosi nel 431 con Teodosio II, lui già aveva condannato il nestorianesimo. Poi - dopo la sua morte - un concilio riunitosi 20 anni dopo quella data, a Calcedonia venne sconfitto il monofisismo.
A rendere più critica la situazione dei pagani dobbiamo mettere in evidenza che per tutto il V secolo si registrarono aggressioni contro di loro. non solo nella capitale d’Oriente Costantinopoli e in Italia ma anche in Tracia in Siria in Egitto in Africa.
Si deve dire che in linea di massima i responsabili di tali aggressioni erano tutti di fanatici cristiani, spesso monaci a volte ma non sempre istigati o protetti dai vescovi. Tali aggressioni non erano apprezzate dalle autorità pubbliche le quali consideravano questo costante fattore di instabilità sociale un rischio per l’ordine .
Tuttavia il cristianesimo si affermò anche attraverso la predicazione, il convincimento, la suggestione che le numerose conversioni esercitavano sugli incerti. Per onestà intellettuale dobbiamo dire che anche gli incentivi offerti a chi si fosse convertito con il denaro o avanzamenti negli impieghi e nelle carriere, aumentarono notevolmente il numero delle conversioni al cristianesimo.
D’altro canto non va né dimenticato né sottovalutato che accanto all’ostilità e alle reciproche ragioni di conflitto e di tensione quando non addirittura di odio e vendette, questi esistevano tra il mondo cristiano e gli ambienti pagani di differente provenienza per i molti usi comuni e le molte sovrapposizioni su storie, fatti e perfino sulle feste romane dell'epoca.__________________________________
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___(((((((( QUI L'AUTORE DI STORIOLOGIA VUOLE AGGIUNGERE QUALCOSA AL TESTO DEL Prof. Pellegrino
Per fare un esempio, la tradizione delle feste romane "calendariali" di dicembre molto radicate a Roma e in tutto l’impero romano, i cristiani finirono ad influenzare la loro Chiesa nella scelta della data del "NATALE DI CRISTO" fino allora celebrato il 6 gennaio a Betlemme. Vollero abbinarla con una delle principali feste che a Roma era invece quella del "NATALE DEL SOLE". Ci riuscirono, ma solo in parte.
Solo molto ma molto più tardi - nel 1582 papa Gregorio XIII introducedo il suo calendario gregoriano, la festa della Natività di Gesù (che per oltre 1000 anni era sempre stata celebrata celebrata il 6 gennaio) fu retrocessa al 25 dicembre - A Roma in questo giorno da quando avevano appreso la festa del "Solstizio del Sole" nell'alto Egitto a "Eliopoli" (la Citta Del Sole) detta anche "la città degli Astronomi" , anche a Roma vi era una gran festa perché era legato il 25 dicembre all'esatto giorno della fine dell'inverno. I Papi e preti, dicendo che NON ERA il 6 gennaio la vera nascita di Gesù, ma che quella data era solo l'arrivo dei DONI (regali) dei Re Magi al neonato nato a Betlermme E trovarono utile a Roma far coincidere la festa cristiana con la festa pagana che era chiamata fino allora "Natale del Sole", e dove da secoli si festeggiava la riapertura delll'anno agricolo. Ma ancora oggi, in molti Paesi compresa l’Italia, e anche i DONI (regali) ai bambini si facevano e si fanno ancora oggi, il giorno 6 gennaio, chiamata la "Befana"..Le feste che i Romani celebravano ancora a Roma (nonostante le prime tante presenze di cristiani) avevano continuato a mantenere vive le antiche tradizioni dei riti pagani al posto di quelle invadenti dei cristiani. Ma questi, diventati gelosi e odiando proprio quelle feste dei romani ritenute tutte pagane, il loro il Natale lo anticiparono e lo fecero coincidere con il 25 dicembre. E non più con il vecchio Natale del 6 gennaio a Betlemme. Che nel mondo é chiamato ancora oggi da noi in Italia "Befana e in anglosassone "Little Christmas". E che per molti è sinonimo dei "DONI" (regali) che ricevevano alla natività di Gesù fissata al 6 gennaio dai primi cristiani a Betlemme.
Prima dell’adozione del calendario gregoriano, il Natale veniva celebrato a Betlemme appunto il 6 gennaio. E in molti Paesi europei, compresa l’Italia, che stava diventando anch'essa cristiana, i regali ai bambini si donavano solo nel giorno della Befana, che era un chiaro richiamo ai Re Magi e così le loro offerte date al neonato di Betlemme. Si seguì questa cristiana tradizione che ha continuato a mantenersi viva. E perfino nel successivo mondo anglosassone e ancora oggi si chiama "Little Christmas" (Piccolo Natale) e che per molti è sinonimo di doni e natività. )))))))))))))))
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RIPREDIAMO IL DISCORSO SU TEODOSIO
La chiesa andava sempre più affermandosi e il paganesimo sempre più in crisi anche a causa di leggi emanate dagli imperatori cristiani finalizzate a favorire i cristiani ma anche a danneggiare chi sceglieva di continuare ad essere pagano.
In pratica si cercò di fare in modo che i popoli dell’impero romano entrassero a far parte del nuovo clima religioso creato dal cristianesimo, sia perché, convinti di cambiare religione a causa di motivi prettamente esclusivamente religiosi, sia perché volevano evitare di subire da anni le persecuzioni a Roma, derivanti dalla scelta di non aderire al cristianesimo restando pagano.
Anche il progressivo trasferimento della vecchia mentalità contrattualistica tipica dell’adorazione pagana degli dei al culto cristiano dei santi rivestì una grande importanza nella nuova mentalità religiosa determinata dall’affermazione del cristianesimo.
Al culto dei loro santi si poteva - in quanto nuovi mediatori - chiedere le grazie divine a cui si dette molto più importanza in quel particolare periodo storico anche se dobbiamo dire che anche nel paganesimo con i loro Dei venivano chieste favori e grazie di vario tipo.
Bisogna del resto ricordare che la maggior parte delle grazie che i romani chiedevano agli Dei concerneva la guarigione dalle malattie e quant'altro. E tali grazie erano richieste all’interno del paganesimo soprattutto ad alcune divinità come Ercole, Mercurio e Giano .
L’abitudine di chiedere agli dei pagani la guarigione dalle malattie passò facilmente al cristianesimo. Infatti alle divinità pagane che abbiamo citato in precedenza si sostituirono i Santi Cristiani, sempre piùnumerosi.
Inoltre all’interno della religione pagana avevano grande importanza gli antenati divinizzati all’interno delle mura domestiche. Ma nel cristianesimo il posto di questi antenati pagani divinizzati venne preso sempre più dalla cosiddetta “comunione dei santi”.
In definitiva possiamo dire che alcune caratteristiche del paganesimo continuarono ad essere in vario modo e con differente intensità in gran parte anche nel mondo romano che si era fatto cristiano.
Vogliamo concludere il nostro discorso mettendo in evidenza il fatto che sia gli imperatori cristiani sia le gerarchie ecclesiastiche dovettero affrontare il problema di dare una legittimazione alle numerose conversioni che in tale periodo storico si verificarono dal paganesimo al cristianesimo.
Tale problema fu risolto considerando il cristianesimo non tanto per la nuova abbracciata religione, ma rifiutando le precedenti, in quanto considerata quella cristiana una religione superiore alle altre.
Gli imperatori e le alte gerarchie ecclesiastiche considerando il cristianesimo in questa luce ebbero la possibilità di sostenere che la conversione al cristianesimo non doveva essere considerata un “tradimento” della religione pagana degli antenati, effettuato nei confronti di questa, ma ch era solo un cammino del perfezionamento spirituale.
D’altra parte questo era l’unico modo e l’unica strategia per evitare che il passaggio dal paganesimo al cristianesimo venisse considerato un vero e proprio tradimento di quella religione pagana che per moltissimo tempo aveva costituito la base prima della repubblica romana e poi dell’impero .By: Prof. Giovanni Pellegrino