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anni dal
527 al 565

 

Prof. Giovanni Pellegrino

Mentre politica e istituzioni occidentali si frantumavano nei regni romano barbarici a Costantinopoli nel 527 salì al trono un imperatore dalle grandi ambizioni ovvero GIUSTINIANO.

Come si vede senza ombra di dubbio dal testo delle sue leggi egli razionalizzò sistematicamente il ricorso alla violenza legalizzata per chiudere distruggere o comunque cancellare i luoghi di culto pagani nonché disperderne la memoria.

In ultima analisi possiamo dire che Giustiniano intendeva scoraggiare i pagani a continuare nelle loro pratiche religiose.

Fra il IV e il V secolo accadeva spesso che gli imperatori preoccupati chiedessero ai vescovi di intervenire come dove era a loro possibile per impedire gli atti criminosi perpetrati da monaci o da gruppi di individui violenti che compivano azioni violente contro i pagani e i loro templi.

Ora al contrario Giustiniano nelle sue leggi chiedeva ai fedeli cristiani di vigilare contro qualunque tentativo di continuare i vecchi riti pagani .
Inoltre Giustiniano chiedeva ai fedeli cristiani di denunciare ai governatori delle province qualunque tentativo di riprendere o continuare quei riti.

Al tempo stesso Giustiniano pretendeva che i fedeli non solo denunciassero ai governatori tali comportamenti ma al tempo stesso che i fedeli si assumessero il compito di controllare che i governatori non fossero pigri nel compiere il loro dovere di impedire che i pagani continuassero a effettuare i loro riti religiosi.

Durante il lungo regno di Giustiniano fra il 527 e il 565 (furono 38 anni di regno) l’uniformità religiosa fu velocemente tenacemente e rigorosamente perseguita.
Infatti vennero proibiti non soltanto il culto pagano ma più in generale qualunque manifestazione di credenza pagana o comunque non cristiana. Eretici e pagani furono duramente perseguitati e sottoposti a decapitazioni e perfino a crocifissioni.

Dobbiamo dire che la legislazione repressiva si estese fino ai manichei e ai samaritani. Secondo lo storico e retore Siriaco Giovanni Malalars quelli che erano incorsi in terribili bestemmie venivano condannati al taglio delle mani .
Non solo ma l’uso della tortura e della flagellazione era abituale e normale quando si trattava di scoprire una colpa religiosa.

Infine dobbiamo dire che il patibolo aspettava chiunque avesse rinnegato la fede cristiana per tornare al paganesimo. A tali persone si negava persino costantemente una degna sepoltura.

I momenti più duri della persecuzione contro i pagani che tuttavia rimase sempre costante si verificarono agli inizi del regno di Giustiniano poi tra il 545 e il 546 e ancora nel 562.

Dobbiamo mettere in evidenza che sin dai tempi di Marco Aurelio il governo imperiale aveva assicurato ad Atene i fondi per mantenere quattro cattedre di filosofia corrispondenti ai fondamentali indirizzi di quella che impropriamente si usa definire la scuola filosofica pagana i quattro indirizzi in questione erano il "platonico" l’ "aristotelico" lo "stoico l’epicureo".

Per quel che riguarda il neoplatonismo esso era andato progressivamente acquisendo in Atene non solo caratteristiche mistiche ma anche teurgiche e magiche. Tale fatto e d’impostazione era diventato sempre più importante.

Chiudendo tra il 529 e 532 la scuola filosofica di Atene confiscandone i beni e vietando ai suoi maestri di insegnare, Giustiniano cercò sempre più di infliggere un colpo finale non tanto a questo o quel tipo di filosofia quanto soprattutto di infliggere un colpo finale all’antica e agonizzante religione pagana.
Perché tale religione era rimasta per moltissimo tempo l’unica religione ufficiale dell’impero.

Essa era sopravvissuta all’editto di Teodosio (che abbiamo visto) e alle altre misure repressive anche a causa di una cronica inadempienza delle leggi.
La religione pagana era sopravvissuta non solo nell’aristocrazia senatoria dell’Urbe e nei pagi nonché nei remoti distretti rurali ma anche in altri luoghi geografici.

Infatti le recenti scoperte archeologiche in materia di culti familiari della “Triade capitolina” e dei lari e penati dimostrano invece una vitalità tenace anche se disordinatamente distribuita di alcuni culti pagani.

Dopo la chiusura della scuola filosofica di Atene gli ultimi maestri ateniesi Damascio e Simplicio partirono allora per l’esilio ottenendo generosa ospitalità in Persia.

È stato notato come alcune tracce del loro insegnamento teurgico siano infiltrate nella filosofia mussulmana fino al secolo XII.

Procopio ci racconta della distruzione ad opera di truppe appositamente inviate negli importanti templi egizi situati in località remote, templi nei quali il culto si era perpetuato fino a quel momento storico. Ad esempio:
la muraglia che proteggeva il tempio di Iside nell’isola di Philae dalle acque del Nilo era stata restaurata tra il 449 e il 468 dal governatore della provincia tebana.
Iside era molto venerata anche da un misterioso popolo dei Blemmi che venivano ogni anno dal Sudan per renderle un culto speciale.

Dobbiamo dire che nell’isola di Philae esistevano anche insieme al tempio di Iside alcune chiese cristiane. Nel 537 tuttavia il famoso generale di Giustiniano, Narsete ordinò la chiusura del tempio. E le statue di Iside e di Osiride furono inviate a Costantinopoli dopo la chiusura del tempio.
Più tardi si avviò la distruzione, ma mai del resto portata a termine.

Un altro tempio venerabile quasi favoloso e leggendario era quello di Ammone e Alessandro il Grande in Augila nel deserto cirenaico 400 km a sud di Cirene.
Questo luogo venerato dai Berberi del Sahara fu cristianizzato da Giustiniano mediante la soppressione del culto di Alessandro e l’insediamento del centro di una diocesi con una chiesa cristiana.

A sua volta il sito di Boreion nella Sirte a 4 giorni di marcia dal santuario di Ammone e di Alessandro il Grande era abitato da una colonia ebraica. E dobbiamo mettere in evidenza che tale colonia venne cristianizzata a forza.

Nel 542 Giustiniano si servì di GIOVANNI un monaco originario di Annida.
Egli venne nominato vescovo “super paganos“ allo scopo di convertire in modo intensivo l’Asia minore nonché le province più interne dell’Anatolia la Frigia la Caria e la Libia.
Ben provvisto di fondi di collaboratori e di messaggeri il prelato iniziò nel 546 una intensa campagna missionaria. Ma tale campagna a dire il vero ebbe carattere assolutamente e totalmente repressivo.

Dobbiamo dire che è lo stesso ANNIDA a raccontarci tale campagna missionaria. In estrema sintesi Annida ci racconta che distrusse i templi pagani, fondò 24 chiese e 4 monasteri nonché divenne vescovo di Efeso nel 558.

Annida non si fermò a tale campagna missionaria dal momento che nel 562 lanciò una nuova campagna la quale ebbe a sua volta un carattere fortemente repressivo. Egli aveva aderito al monofisismo ma era stato assistito e appoggiato dall’imperatrice TEODORA
. (vedi in fondo il suo periodo)
In un secondo momento gli venne in aiuto anche Giustiniano il quale fornì tra l’altro donativi a tutti quelli che si convertivano al cristianesimo e accettavano di collaborare alla distruzione di templi e di boschi sacri.
In questo modo Giovanni si dice che convertì 80.000 persone e fondò un centinaio di chiese.
Possiamo dire che Giovanni avendo usato sempre metodi fortemente repressivi può essere considerato un vero e proprio inquisitore ante litteram.

Riteniamo opportuno mettere in evidenza che con la scomparsa di Giustiniano (senza più Teodora morta 20 anni prima di lui) le persecuzioni sembravano attenuarsi .
Infatti il suo successore Giustino II evitò con molta cura di incrementarle.

Ma tale periodo di tranquillità non era destinato a durare molto a lungo .
Infatti le persecuzioni contro i pagani ripresero vigore e forza tra il 578 e il 582 sotto il regno di TIBERIO II che inaugurò il suo regno ordinando al comandante militare della piazza di Eliopoli dove i cristiani erano ancora una minoranza esigua di dare una sonora lezione alla prospera e fiorente maggioranza pagana della città.

La persecuzione infuriò con particolare violenza: l’uso estensivo della tortura causò come al solito un buon numero di autoaccuse e di autodenunce ma anche di denunce di complici da parte dei poveretti che si trovavano nelle mani dei missionari-carnefici.

 

Prof. Giovanni Pellegrino

 

VEDI .....LO STRORDINARIO PERIODO DI TEODORA >>>>

( DA PROSTITUTA A IMPERATRICE DI COSTANTINOPOLI )

 

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