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IPAZIA D'ALESSANDRIA
UNA SCIENZIATA DEL IV SECOLO


qui - unica donna - tra i filosofi - immortalata da Raffaello
nelle Stanze Vaticane in "La scuola d'Atene"


FU UCCISA DA FANATICI CRISTIANI


"Il ricordo dell’uccisione di Ipazia è qualcosa che ancora oggi pesa sulla coscienza dei cristiani".
Un grande studioso cattolico scrisse queste parole sulla brutale uccisione di Ipazia.

Ancora nel fiore della sua bellezza casta e virtuosa filosofa e pagana cadde nelle mani di una banda di cristiani fanatici e fu messa a morte.

Senza dubbio quello di Ipazia fu un vero e proprio martirio anche se per onore del vero bisogna dire che il conflitto tra paganesimo e cristianesimo non assunse sempre questo aspetto sanguinoso brutale e barbaro.

Tuttavia come sanno molti storici i cristiani vittoriosi nel conflitto con il paganesimo non mancarono certo di far sentire gravosamente ai pagani vinti il peso del loro trionfo in maniera perfino cruenta.
Ma fatta questa doverosa premessa bisogna dire che ci furono anche cristiani che non utilizzarono metodi violenti nei riguardi dei pagani .

A tale riguardo dobbiamo mettere in evidenza che l’allievo più fedele e devoto di Ipazia vera e propria martire pagana fu proprio SINESIO di Cirene che era un cristiano convinto.
Proveniente da una famiglia patrizia di Cirene grande proprietario terriero retore raffinato Sinesio era entrato in contatto con la scuola del filosofo Teone in Alessandria collegata al celebre Museo ivi esistente e dove insegnava la figlia di Teone ovvero Ipazia.

Le circostanze della conversione di Sinesio al cristianesimo non sono chiare . Alcuni studiosi hanno addirittura pensato che fosse ancora pagano quando venne eletto anzi acclamato vescovo di Tolemaide in Cirenaica .
Sembra tuttavia molto più probabile che egli già convertito al cristianesimo fosse fino ad allora rimasto catecumeno secondo l’uso del tempo che prescriveva di spostare anche molto avanti nel tempo la cerimonia del battesimo.

In ogni caso Sinesio è caratteristico esponente di un sentire che in Alessandria doveva essere frequente nei ceti colti e che comportava una frequentazione reciproca e uno scambio continuo tra intellettuali cristiani e pagani tra cristianesimo e paganesimo.
Ad Alessandria in quel periodo storico la cultura greca variamente combinata con elementi provenienti dalle civiltà orientali conviveva con la religione cristiana cosicché era possibile che intellettuali cristiani e intellettuali pagani si relazionassero con spirito di amicizia e collaborazione .

Sappiamo anche che esistevano professori pagani come ORAPOLLO junior che esercitavano il loro insegnamento accanto a colleghi cristiani.
Ciò non toglie che i pagani tra il V e il VI secolo fossero costretti a concordare con i cristiani una qualche forma di compromesso per sopravvivere . Con tutta probabilità questo atteggiamento degli intellettuali pagani evitò alle cattedre pagane alessandrine di subire il destino che invece toccò a quelle ateniesi nel 529 che vennero soppresse dai cristiani vincitori.

Sinesio già diventato cristiano fu allievo fedele e affettuoso di Ipazia . La filosofa pagana ebbe anche altri allievi cristiani che la ammiravano e stimavano in maniera incondizionata .
Tra questi allievi cristiani di Ipazia vi era un diacono che è stato identificato sia pure con molta cautela in san ISIDORO di Pelusio.

Tuttavia al difuori degli ambienti intellettuali non mancavano i comportamenti violenti dei cristiani contro i pagani . Infatti Alessandria era piena di sodalizi cristiani tra i quali dobbiamo citare i parabalani i quali avevano finito per costituire una specie di guardia del corpo del vescovo .
Essi purtroppo non mancarono di assumere comportamenti violenti nei riguardi dei pagani.

Per dirla in altro modo insieme con lo spirito di reciproca tolleranza e quasi di integrazione che si registrava in molti ambienti intellettuali non c’è dubbio che la passione religiosa potesse condurre al fanatismo e alla violenza. Ma tornando ai primi del secolo le occasioni di confronto scontro tra cristiani e pagani erano numerose .

Dobbiamo dire che i diversi luoghi di culto prossimi tra loro gli spettacoli nei giorni di festa che erano differenti da comunità a comunità erano spesso causa di scontri violenti . Ed inoltre ogni violenza di qualsiasi tipo innescava la spirale della vendetta.

Per fare un esempio tra la comunità ebraica e quella cristiana si passò ben presto dalle spedizioni punitive notturne ai tentativi di incendiare e distruggere i rispettivi luoghi sacri.
Per fare un altro esempio di comportamenti violenti il prefetto Oreste che pure era cristiano venne aggredito da un monaco il quale lo colpì al viso con una pietra e fù immediatamente arrestato e torturato a morte dalle guardie del prefetto.
Bisogna tuttavia mettere in evidenza che i cristiani moderati della città manifestarono la loro solidarietà al prefetto aggredito dal monaco.


Ma torniamo ad occuparci della barbara uccisione di IPAZIA

LA SCIENZIATA DEL IV SECOLO


Ella che aveva sempre conservato il suo equilibrio e che era conosciuta per il fatto di essere amica e maestra sia di cristiani che di pagani divenne a quel punto l’obiettivo dei più scalmanati estremisti cristiani.
Dobbiamo dire che Ipazia era il simbolo della possibilità di convivenza tra cristiani e pagani nonché della convergenza su molti atteggiamenti e argomenti nonché della disponibilità al confronto sereno delle idee.

Nel marzo del 415 mentre transitava in lettiga su una strada pubblica di Alessandria la virtuosa maestra di filosofia amata in egual modo dai suoi discepoli sia pagani che cristiani fu circondata da una banda di estremisti cristiani e portata a forza nella chiesa di San Michele.
In tale chiesa Ipazia venne denudata e letteralmente fatta a pezzi .

Ma la violenza dei fanatici cristiani non si fermò qui dal momento che i resti della filosofa furono trascinati per la città e bruciati.
Non esistono prove inconfutabili che il suo linciaggio è stato voluto dal vescovo CIRILLO.
Quello che è sicuro tuttavia che Ipazia aveva attirato su di sé la collera del vescovo a causa della fermezza con la quale difendeva la sua visione del mondo nonché il suo diritto di studiare e di insegnare a tutti in una città sconvolta dalle fazioni e accecata dall’odio religioso .

Lo storico cristiano SOCRATE ha ipotizzato che Cirillo vedesse nel rigore e nella fermezza di Ipazia il cui parere era molto autorevole anche nelle questioni politiche cittadine un ostacolo ai suoi piani di potere.
Dobbiamo mettere in evidenza che gli esecutori materiali del delitto oppure istigatori di quelli che lo compirono materialmente furono i parabalani un gruppo di estremisti cristiani abituali protagonisti di disordini e di violenze nella città di Alessandria.
I parabalani erano senza dubbio individui ben poco raccomandabili che erano soliti compiere per motivi di odio religioso molte violenze e delitti di ogni tipo .

A dire il vero le violenze compiute dai parabalani un gruppo in continuo aumento numerico era stato notato anche dai gestori del potere politico imperiale . Proprio per contenere e limitare le violenze dei parabalani era stata emanata una legge imperiale che aveva cercato di contenere il loro numero sotto le cinquecento unità.

Riteniamo opportuno concludere il nostro discorso sui parabalani mettendo in evidenza il fatto che nel loro gruppo si erano infiltrati molti malintenzionati e violenti che intendevano commettere violenze restando impuniti.

Prof. Giovanni Pellegrino

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