MIRACOLI, GUARIGIONI E RITI PROPIZIATORI

vedi anche le pagine
delle Pesti, Colera, del passato ecc. >>>>


poi arrivò la SCIENZA e non tutto era
"inspiegabile" ma "spiegabile"

( non proprio tutta tutta ma nell'ultimo secolo qualche cosina la spiegò )


segue a fondo pagina
I "miracula" delle statue piangenti"
e gli altri sotterfugi usati per la credulità popolare
nell'antichità e nella Roma Imperiale
.

MIRACOLI - sono quei prodigi, quegli eventi che causano stupore, sbigottimento, come le guarigioni di ammalati, il trasformare i sassi in pane, le reti vuote riempite di pesci, lo storpio che poi cammina.
Quelli a noi noti operati da Gesù, in seguito potevano avvenire anche tramite l'intercessione dei vari Santi.
Ma in passato anche in tutte le fedi pagane i numerosi Dei e anche le Dee (poi chiamate Madonne) intervenivano in tante circostanze e nelle varie disgrazie; e queste allora non mancavano: le pesti, i colera, le eruzioni dei vulcani, le tempeste a cui si aggiunsero poi anche le sciagurate guerre degli uomini.

Sappiamo che anche Gesù - nel fare quello che gli altri consideravamo "miracoli" - chiedeva ai presenti miracolati di rimanere in silenzio e di non dirlo in giro. Questo perché sapeva che in ogni tempo i miracoli sono sempre stati interpretati in un modo fuorviante.

Ma anche oggi certe guarigioni dette "miracolose" e dalla scienza medica ritenute "inspiegabili", non sono spiegabili solo perché non conosciamo ancora interamente (e totalmente) la stessa scienza medica. Che esercita questa scienza da appena poco più di un secolo. E così tutto il resto!!
Se mio nonno quando aveva 10 anni avrebbe detto - anche ai migliori "scienziati" di allora" - che lui con un bussolotto in mano vedeva e parlava con suo papà in Australia, lo avrebbero preso per matto, ma poi avvicinandosi a lui e accertandosi che era proprio vero, avrebbero detto che doveva essere un "miracolo", che "scientificamente era una cosa "inspiegabile". Inspiegabile perché non sapevano ancora cosa si poteva fare con le onde Hertziane e oggi con gli attuali marchingegni

Questo perchè? Perché ieri, oggi e domani, c'è un Universo e il nostro Mondo, che é ancora tutto da esplorare e da conoscere. E questo stesso Universo ha elargito il dono più grande all'uomo, quello di aver "creato con i suoi migliori atomi una parte di se stesso dentro la mente dell'uomo (i neuroni) per.... studiare il resto di sé".
E così nascono le invenzioni fino a ieri "inspiegabili", come quel bussolotto di quel bambino, che in mano aveva semplicemente una... (che solo oggi diremmo banalissima) Radio. E che solo oggi possiamo benissimo spiegare perchè suona, parla e vede fino in Australia, e non era uno "inspiegabile" "miracolo" !!
(oggi perfino con il banale" I-Pad, compie questi "miracoli" perfino il mio nipotino di 5 anni).

Quando ci furono i primi tentativi di volo con le sue prime vittime (appena poco più di un secolo fa) il clero si scagliò contro questi presuntuosi uomini che volevano "violare il Cielo", e cinicamente dicevano ben gli sta quando cadono. Ma questo era avvenuto anche quando ci volle provare Icaro. E fu un tentativo non riuscito, solo perchè "ignorava" le leggi fisiche dell'aerodinamica. E con l' "ignoranza" non si va da nessuna parte nè in cielo né in terra.

Che dire poi quando ci fu nel 1967 il primo trapianto di cuore a un uomo che sarebbe morto se il giovane chirurgo Barnhard non gli avesse trapiantato il cuore di un un'altro uomo appena morto. Il cuore era considerato ancora come la sede dell'Anima, dove risiedeva la bontà dell'uomo data da Dio. Il luogo dei sentimenti umani. Sede delle emozioni. Dimora dell'amore o dell'odio.
Solo più tardi con scoperta della cardio-circolazione del sangue si intuì che era la pompa del motore del nostro corpo.
Il cervello era ancora poco considerato. Solo più tardi i sentimenti traslocarono dal Cuore per andare ad occupare le più spaziose stanze della Mente, tramite la sua quasi ma non ancora oggi del tutto conosciuta, "neuroscienza".

L'impatto di quel trapiento fu forte. Si scatenarono i bigotti, i preti, tutti i "benpensanti". Si disse che quel chirurgo era egocentrico, che pretendeva di “resuscitare” gli uomini e che aveva toccato i limiti della superbia umana convinto di poter fare lui dei "miracoli".
Ma non erano miracoli era semplicemente scienza medica studiata, appresa e applicata. Poi si arrivò anche a cuori artificiali, altro stupefacente e sconcertante impatto. Il cuore non era più nemmeno fatto di carne. Ma neppure questo era un "miracolo" ma era la scienza applicata dei nostri tempi.

Ma già negli anni '60 ci furono altri "prodigi" medici. A una gamba o a un braccio tranciato, si ricorse per la prima volta all'uso della "Osteosintesi", l'uso dei chiodi per ricongiungerlo al corpo. E mia moglie era l'assistente in sala operatoria del famoso Prof. Rispoli a Merano. E non erano neppure questi "miracoli", ma era la scienza della traumatologia applicata dei nostri tempi.

 

Poi la Chiesa cattolica iniziò a non imporre il miracolo né obbligò a crederci. Ma affermò, che sono solo segni di Dio indirizzati alla Fede. Anche se gli stessi miracoli non creano affatto automaticamente la Fede in Dio.
La Chiesa sui miracoli è lenta, e afferma anche che si può essere cristiani senza crederci.

Ma non sempre è stato così. I miracoli quando mancavano si potevano anche fare accadere a comando, e questo accadeva quando le genti non avevano più attenzioni e interessi verso gli dei, quando non davano più il loro obolo ai sacerdoti, e questi senza le elargizioni, gli oboli e le offerte, i templi erano vuoti, andavano in rovina, gli stessi sacerdoti subivano l'indifferenza dei più, e sempre di più inutili erano i loro riti e sempre di più inascoltate erano le loro preghiere.
Ecco che allora i sacerdoti ne approfittavano, anche quando non accadevano disgrazie, anzi ricordavano proprio quelle che si potevano da un giorno all'altro verificare, e dai pulpiti con veemenza quasi minacciavano " "...che Dio non voglia" "che accada questo e quest'altro".
Inutile dire che coglievano nel segno. Soprattutto quando queste minacce - se era un periodo per vari gravi motivi apprensivo, poco gioioso - non solo spaventavano ma facevano allarmare e venire i brividi ai presenti, che si affrettavano a fare penitenze, a fare le donazioni, poi a pregare e a comunicarsi "invocando i miracoli".

Spinoza - uno dei maggiori razionalisti - scriveva "questi richiami alla volontà divina non sono altro che una scusa per i limiti della nostra conoscenza". Il suo razionalismo affermava che "appellarsi a un miracolo è semplicemente un'ammissione di ignoranza, perché l'uomo non possiede ancora una conoscenza delle leggi della natura che lo regolano".

Solo pochi secoli fa nulla si sapeva dell'EMBRIOGENESI. Cioè sul concepimento. Era l'uomo che generava e la donna era semplicemente un "ricettacolo" del seme dell'uomo. Democrito (nel 400 a.C.) aveva avuto già una intuizione, lui già parlava di due atomi che (nell'amplesso) si staccavano dal corpo dei genitori e si univano per creare un nuovo essere umano. Ma tutta la scienza greca in merito presto verrà seppellita dal Cristianesimo. I libri dei grandi filosofi li rivedremo solo 2000 anni dopo.
Qualcosa infatti scrisse poi Falloppio nel 1547, un autodidatta di Padova (dove poi frequentò l'università). Ma di ovaie presenti nella donna le propose per la prima volta nel 1667 Niels Stensen e gli spermatozoi -nei primi microscopi- li scopri dieci anni dopo nel 1677 Van Leeuwenhoek. Si era quasi alla svolta. Che entrambi uovo e spermatozoi erano necessari per il concepimento. Ma i due furono tacciati di "fantasie", e che "le donne non sono galline con le uova".
Ci volle un altro secolo per giungere con Spallanzani (1777) per dirci qualcosa sul meccanismo della fecondazione. E pure lui usò la "fantasia", anzi usò per gli esperimenti le uova, ma non di gallina , ma di una rana e un rospo.
Fu in assoluto la "prima fecondazione artificiale" di un essere vivente.

Eppure fu solo nel 1824 che si stabilì che la vita del feto dipendeva unicamente dall'incontro dell'uovo con lo spermatozoo. La "fantasia" di Van Leeuwenhoek diventava dunque realtà. E si capì pure che lo spermatozoo e l'ovulo femminile erano di natura cellulare: cioè due cellule.
E con questa "Natura Cellulare" la vita cominciava a non essere più "inspiegabile" ma abbastanza "spiegabile" con il "sapere" e le "conoscenze scientifiche" che era stato messo al bando da quasi 2000 anni dai teologi cristiani.

Ma i teologi continuavano a ribattere che i miracoli "inspiegabili" erano eventi naturali di cui Dio si serve per inviare segnali agli uomini cattivi che abitano il mondo. Ma agendo così - dicono gli avversari - Dio agirebbe contro se stesso, cadrebbe nella contraddizione perché è stato lui stesso a creare il mondo e gli uomini. Perché rendere precario il mondo e cattivi gli uomini. Impedendo fra l'altro il desiderio del Sapere e la fame di conoscenze.

Non bisogna poi dimenticare che oltre i vari "Credi" e i "Miracoli" degli Dei di ogni epoca, li avevano preceduti i prodigi della "Magia" ("bianca" e "nera") non esercitata da sacerdoti, ma fin dall'antichità dai "Magi" poi dagli "Astrologi", e usata anche nell'antico Egitto (riportati nel "Libro dei Morti" - oggi al Museo egizio di Torino).

La magia aveva preceduto gli Dei, le religioni e anche la filosofia. Coinvolgeva tutta la realtà senza aver bisogno di spiegarla. Un esempio ci viene dalle pitture nelle caverne. Ma non è che poi queste magie preistoriche abbiano prodotto gli dei. Ma comunque cambiò la nascente filosofia iniziata dai presocratici, poi continuata da Platonismo, che iniziò a muovere una dottrina dell'anima, e assunse a dignità di sapienza cercando di spiegare l'uomo e il mondo che lo circondava. Un esempio stupefacente fu quello di Democrito (460 a.C. – 370 a.C.) con la sua celebre "teoria atomista" una delle visioni più "scientifiche". Un "padre" di quella fisica che solo dopo 2200 anni abbiamo iniziato a capire.

 


Poi in questa nascente Grecia filosofica (così molto curiosa) ci furono i numerosi Dei e Dee nell'Olimpo, poi ci fu il Dio ebraico, poi il Dio cristiano, infine quello Islamico. (questi ultimi 3 con un substrato quasi identico - forze occulte che hanno in comune nel divino la potenza anche questa occulta).

Ma queste "forze" pretendono di averle anche le altre credenza. Oggi il mondo conta 7.500.000.000 di abitanti ed esistono...30.547 religioni, dottrine, scuole filosofiche, credenze, sette, culti tribali.
Ognuna di queste si è fatto un dio e un messia ad personam e una quantità infinita di altre divinità per uso e consumo degli uomini di ogni epoca.

Ma chi sono questi DEI? Una affermazione perentoria attribuita a Petronio, da altri a Stazio dice "Fu la paura la prima a creare gli dei del mondo", e questa, può valere come sintesi emblematica di tutte le teorie sull'origine pratico-emotiva delle religioni. Che poggiano proprio sulle paure, sui bisogni insoddisfatti, sulla precarietà dell'esistenza, sul mistero angoscioso del dolore e della morte. Poi gli abili sacerdoti invocando le divinità con i riti e le preghiere davano quelle risposte compensatrice alle intimorite folle di fedeli. E se le paure non c'erano - come già detto - le creavano loro stessi "dio non voglia che succeda questo e quest'altro".

Tutte le religioni all'origine hanno avuto inizio con un capo sciamano, uno stregone, o un profeta; seguiti poi da alcuni discepoli, che insieme hanno formato una setta, e quella setta che ha avuto più successo nel raccogliere un gran numero di seguaci è diventata una religione (i cui "sacerdoti" poi hanno creato a posteriore i dogmi (e anche i libri sacri, come i Veda, l'Avesta, la Bibbia, I Vangeli, Il Corano).
In certe religioni comprese le primitive, il momento essenziale è il culto, indi il rito, mentre le credenze dogmatiche (ed anche i miti) sono state costruiti tutti in tempi posteriori con la "credulità" della povera gente.

La tipicità di alcune religioni con i suoi riti hanno poi costruito le organizzazione della società allora esistente, prima con i riti agresti tipici delle civiltà contadine, poi dei cacciatori, poi dei guerrieri, e infine diventarono anche propiziatori di riti sportivi come alle Olimpiadi greche.

LE RELIGIONI SI DISTINGUONO ANTROPOLOGICAMENTE IN...
Rivelate: con Profeti, Dogmi, Leggi (l'Ebraismo, il Cristianesimo, l'Islamismo)
Le naturali: dette universaliste (con precetti etici di senso comune )
Le Scuole: filosofiche-morali-politiche (elaborazioni di etiche più razionali).

RIGUARDO ALLA VITA, MORTE E RESURREZIONE DI UNA DIVINITA' IL MONDO ANTICO ABBONDA DI STORIE MOLTO SIMILI IN MOLTE CONTRADE.

Quanto alla stessa BIBBIA, sia del Vecchio che del Nuovo testamento (i Vangeli) ve ne sono numerosissime edizioni. (basti dire che nel libraio Bagster di Londra di edizioni del V. e N. Test. se ne contano 164 edizioni diverse).
Le prime furono scritte a mano dentro le loro mura dai vari monaci. E ognuno di loro hanno sempre eliminato o aggiunto qualcosa. Con l'avvento della stampa, dovendo diffondere il verbo, in varie lingue, le varie edizioni delle 3 religioni rivelate furono poi curate da Papi, Rabbini, Iman. Ma non per questo furono inferiori di numero e fedele ai contenuti. Anche questi aggiunsero o eliminarono qualcosa secondo la loro convenienza, adattandole al loro potere spirituale e poi anche a quello temporale.

E' curioso che anche la nascita di queste divinità in terra, per lo più avviene sempre il 24-25 dicembre.... (nel solstizio che in realtà avviene il 21-22 dicembre - ma dovranno passare secoli per adeguarsi alla data astronomica) .... per una semplice ragione. Era questo appunto il giorno del "solstizio" che letteralmente significa "Sole fermo". "Solstitium" è una parola latina (da sol, sole, e sistere, stare fermo). Il Sole sembra smettere di calare all'orizzonte rispetto all'equatore celeste e sembra fermarsi in cielo per un giorno, per poi riprendere il suo cammino che porta le giornate ad allungarsi. E' dunque la nascita del nuovo anno. Importantissimo per le attività e a quei i riti legati al mondo dell'agricoltura.

Gli antichi romani celebravano nei giorni del solstizio (come 2000 anni prima anche in Egitto) la festa del "Sol invictus", una celebrazione della rinascita del Sole che diede poi vita all'origine pagana del..... NATALE ( Che é un termine italiano proveniente dal latino natus natalis (nato-nati) dal verbo nasci) Ed era riferito innazitutto ai riti legati al mondo rurale.

In Egitto nel 1400 a.C. vi era una profonda crisi religiosa. Nacquero i seguaci di AMON e la fede nel dio Sole ATON, instaurando così il primo sistema monoteistico (la credenza in un solo Dio). E il simbolo della nuova fede, era ovviamente il disco solare.
Amenophis il faraone non si considerò più - come i precedenti - lui stesso un dio, ma solo un intermediario fra dio e l'umanità. (Questa intuizioni fu mutuata più tardi sia dalla religione mosaica, e dopo anche da quella cristiana e islamica).

Ma ricordiamo che vi era anche un altro culto del sole quello di Mithra dei Mitanni più antico di quasi 500 anni dell'Antico Testamento, e del resto gli ebrei erano di origine proprio a "di là" (= ebre = eber) dell'Eufrate.
Quando Roma scoprì molto tardi (30 a.C.) l'Egitto e Heliopolis (la Citta del sole egiziana) non solo cominciò a conoscere e ad adottare il più esatto "Anno Solare" di 365 giorni, ma i pagani romani conobbero anche il culto del Sole e il realtivo Natale del Sole, il "Sol invictus".

Ma più tardi con l'avvento del Cristianesimo, papa Leone Magno (nel 460 d.C.) pur essendo già bandito da Costantino il "Culto Solare" (pur essendo lui - fino alla morte - un cultore del Sole) era sconsolato quando i fedeli assistevano alla Messa Cristiana. E scriveva: "..E' così tanto stimata questa religione del Sole che alcuni cristiani prima di entrare nella basilica di San Pietro, dopo aver salito la scalinata si volgono all'indietro verso il Sole e piegando la testa si inchinano in onore dell'astro fulgente. Siamo angosciati e ci addoloriamo molto". " Qualora si trovasse noi una simile usanza, si potrebbe praticarlo con queste vecchie credenze che vedrebbero così in comune i cristiani e gli infedeli." (San Leone Magno, 7° sermone tenuto nel Natale 460 - XXVII -4).

Ebbero così un'idea: predisposero una teca con al centro un disco in oro luccicante con tanti raggi attorno, e nel celebrare la messa dall'altare lo si innalzava al cielo come fa il sole. Ma rimase nei nuovi fedeli l'atto di umiltà di chinare il capo nell'atto dell'elevazione sull'altare (che in origine questo chinare la testa era una raccomandazione dei sacerdoti di Heliopolis che consideravano pericoloso per gli occhi guardare il fulgente astro per non esserne accecati)
Più tardi, nel secolo XV, un monaco, Bernardino da Siena (1380-1440) ebbe un'altra "luminosa" idea, Al centro invece del disco in oro luccicante, ci mise una teca con dentro un ostia, il simbolo dell'eucaristia. E la teca prese poi il nome da questo contenitore Ostensorio (dal latino ostendere, mostrare)
(A. Cattabiani, Calendario, Le feste e i riti dell'anno, ed Rusconi 1988).

Così Bernardino (noto per le sue prediche alle folle in volgare) conciliò e accontentò sia l'adorazione solare dei pagani che l'adorazione dei cristiani. E rimase pure l'atto di umiltà di chinare il capo nell'atto dell'elevazione sull'altare. Al termine delle sue trascinanti prediche soleva mostrare (e far baciare dai fedeli) l'ostensorio contornato dal cerchio di raggi fiammeggianti e con al centro la teca con l'ostia ("consacrata") con incise in oro le lettere JHS. (ib. p.73).

Ma anche la con-sacrazione ( = dal-sacrificio) era un rituale presente in tutti i riti arcaici delle antiche religione politeistiche, monoteistiche e anche dei riti pagani più lontani nel tempo, ed era concepita - l'offerta sacrificale di una particolare vivanda e la sua distribuzione ai presenti - come portatrice di speciali forze che andavano ad agire sui presenti sacrificanti, e per questo chiamata "communio"; cioè dividere una cosa con altri - con la semplice assunzione di un frammento dell'oggetto del sacrificio.


Credo che qui basti nell'aver accennato ai miracoli e ai riti delle varie religioni.
Vogliamo però ora elencare anche i vari miracoli dell'antichità e al tempo del'Impero Romano.

 

I "miracula"  delle statue piangenti
e altri sotterfugi usati per credulità popolare
nell'antichità e nella Roma Imperiale.


Per alcuni, erano Laghi pieni di sangue degli dei arrabbiati
Per altri era il sangue che le malvagie streghe vi versavano.

(qui il Lago di Tovel, il cui fenomeno in realtà è dovuto semplicemente a un banalissimo microfita)

Questi   "miracula" sono sempre esistiti nell'antichità. Questi avvenimenti   "portentosi" sono sempre intimamente connessi alle varie tradizioni religiose - La pagana e la cristiana ne sono ricche, specie a livello popolare con la maggior parte analfabeta e poco razionale. Nei ceti alti - più acculturati - i miracoli sono invece di altra natura, più venali e (ignorando qualsisi tipo di dei) se li fanno da soli; ed anche questi con i mille sotterfugi.

Questi  fenomeni dei Miracoli si sono sempre verificati  non solo nel recente passato.
La letteratura religiosa cristiana (non solo del medioevo, ma anche in tempi recenti) abbonda; ma molti episodi sono contenuti pure nei testi antichissimi di ogni popolazione, in ogni contrada, dovuti alle 30.547 religioni, dottrine, antiche scuole filosofiche, culti campestri, credenza, sette, astrologi, culti tribali e magie bianche e nere.

E sono sempre presenti nella stessa identica fenomenica dimensione.
I dei a Roma facevano continui prodigi o accennavano presagi per testimoniare la loro presenza nel bene e nel male.

Ci limitiamo a narrarne alcuni di quelli antichi. Quelli recenti e attuali se ne occuperà il compilatore di una futura Storiologia degli anni 3000.

TITO LIVIO  nella sua famosa storia di Roma, di miracoli ne cita a profusione, quando ancora il Cristianesimo non era ancora apparso a Roma. (Livio era nato il 59 a.C. morto nel 17 d.C.).

Questi fenomeni della credulità popolare a Roma si verificavano sempre quando le cose andavano molto male, come le pesti, i colera, i terremoti, le siccità, le carestie, le eruzioni di vulcani e le sciagurate guerre. E queste calamità a Roma spesso non mancavano. Anzi erano frequenti, soprattutto quando gli esiti erano infelici nelle guerre d'aggressione nel voler creare il Grande Impero Romano sull'intera Europa e in Oriente.

A quel punto quando andava male, prolificavano le statue piangenti durante queste invasioni mancate, o negli assedi, o nelle disfatte, o quando una flotta colava a picco in una bufera.  Gli dei in cielo (con il loro sacerdoti in terra) partecipavano sempre all'angoscia dei cittadini afflitti che credevano di non avere più certezze nel futuro.

Ma accadevano anche quando qualcuno (carente di ormoni e quindi frustrato) non tollerava certe licenziose libertà all'interno della società,   e si lamentava (non facendone lui parte) che la stessa comunità era degenerata, diventata troppo opulenta, egoista, materialista, lasciva, immorale, dissoluta, degradata; e soprattutto miscredente.   Non onorando gli dei, non partecipando ai sacrifici - affermavano i sacerdoti - le divinità piangevano offese e addolorate.
I dei a Roma insomma facevano o continui prodigi o accennavano ai presagi solo per testimoniare la loro presenza nel bene e nel male.

Superfluo dire, che a far nascere certe psicosi collettive erano proprio loro, i sacerdoti, quando i loro devoti divenuti troppo gaudenti, edonisti, iniziavano a non più frequentare le basiliche e i templi per dedicarsi a cose più piacevoli e prosaiche.

Ma bisogna anche dire che sia i Greci con i loro dei, ma anche i pagani Romani (poi diventati cristiani) non è che si aspettavano dai riti o dalle preghiere una ricompensa nell'al di là, ma servivano solo come augurio per evitare accidenti o a favorire i propri affari. Era insomma una superstizione molto terrena. E la loro presenza nei templi era più che altro una consuetudine, un ritrovarsi con amici e parenti nei giorni festivi.


Ma negli eventi catastrofici  della natura e in quelle militari o nel malessere sociale, questi sacerdoti erano subito pronti a far nascere la nevrosi psicopatiche nelle folli e a predicare e ricordare che tutto il male derivava  dal fatto che non si onoravano abbastanza gli dei, e che queste offese fatta a loro
si esprimevano non solo  con il pianto di dolore e lo sdegno, ma preannunciavano anche   gravi  punizioni e immani sciagure per il futuro, ripetendo "...che Dio non voglia" "che accada questo e quest'altro".

Quando Annibale decise l'invasione d'Italia nel 217 a.C., per le disfatte subite dai romani, i sacerdoti e gli officianti di riti si diedero molto da fare.  A Mantova tutte le statue degli dei lacrimarono così tanto sangue  che - si narra - il fiume Mincio iniziò a tingersi di rosso. Ma non contenti, i sacerdoti segnalarono che sulle strade c'erano gocce di sangue, dunque era caduta una vera e propria pioggia di lacrime di sangue degli dei offesi. (quella pioggia rossa non era altro che una nuvola impreganta dalle solite sabbie provenienti dal deserto africano; come accade ancora oggi).
Pochi mesi dopo, a Lanuvio, una delle città del Lazio, la statua della dea Giunone, sposa di Giove, dea della fecondità, cominciò anch'essa a piangere sangue.

Nella Sabina, ad Aminterno, accadde il fenomeno simile a quello del Mincio e fu registrato anche sul fiume Aterno, vi scorreva sangue. Mentre a Rieti molti giurarono di aver visto piangere il sole. Mentre altri nel Foro Subertinum confermarono senza ombra di dubbio di aver visto scorrere veri e propri ruscelli di sangue.
Ma anche gli abitanti di Minturno,  anche loro, in una visione raccapricciante, videro davanti alle porte della città scorrere  torrenti di sangue.

I dintorni di Roma a quel punto si affollarono di dei piangenti. Prima si mise a piangere la dea Feronia nel suo tempio, a Capena, sull'Appia,  poi per non scontentare altri quartieri, gli dei si divisero e si diedero pure loro molto da fare; quattro statue di dei con le loro sembianze iniziarono a lacrimare sangue di notte e di giorno,  in continuazione per giorni e giorni. Mentre affollate   processioni e sacrifici agli dei con a capo i sacerdoti aumentavano di numero con le folle non più indifferenti ma piuttosto inquiete.

Anche a Monte Albano gli dei non si fecero pregare, anzi fecero le cose in grande: il lago Volsinii (Bolsena) anche questo si tinse di rosso (*). Mentre non molto lontano, durante la mietitura, dalle spighe di grano iniziò a sgorgare sangue; e queste lacrime erano della dea Feronia, la  protettrice delle messi, indubbiamente angosciata e offesa per non essere stata venerata   nel corso dell'anno e a non aver ricevuto donazioni nella  misura indicata dai sacerdoti .

(*) Anche oggi vi sono laghi vermigli , rosso sangue, fenomeno dovuto a una microfita, la Gledonium sanguineum; quello in apertura di pagina é il Lago di Tovel, nel Trentino. A secondo della concentrazione alcuni anni sembra proprio sangue. Questo perché non molto lontano - nella Val di Non - c'è l'antica e leggendaria capitale delle Streghe Assassine; queste sgozzavano le loro vittime appunto nel lago.
Quanto alle piogge rosse, il fenomeno - lo abbiamo già accennato - è causato da tempeste di sabbie rosse che provengono dal Sahara, che legandosi alle molecole d'acqua delle nuvole, poi nelle piogge cadono al suolo.

Poteva mancare  il dolore degli dei a Roma nella capitale del vizio (la Sodoma e Gomorra latina?). Ed ecco che allo stadio Flaminio, la dea Giunone un pianto se lo fece pure lei, con abbondanti lacrime di sangue per le sventure della guerra e il lassismo godereccio dei potenti e per la mancanza di fede negli dei del bue-popolo.

Mentre sul Campidoglio il rosso invece venne dal cielo: una vera pioggia di sangue degli dei. Infine piansero sangue gli dei sull'intera città, perchè gente di ogni quartiere di Roma affermava che nella notte era piovuto sangue.

Autorevoli sacerdoti giuravano di aver visto "il miracolo" nella notte e altri fanatici erano pronti ad appoggiare le loro tesi e le loro allucinazione, o meglio la loro ben architettata truffa ai danni dei creduloni, spesso con il solo intento di affollare il proprio tempio per poi ricavarci tanti donativi.

Alcune volte statue di divinità dentro le loro nicchie nei vari quartieri, venivano trovate al mattino distrutte, sbriciolate, andati in polvere, ed ecco subito l'accorrere dei sacerdoti a rinfocolare le sventure che attendeva quel quartiere, perchè nello stesso quariere non si pregava abbastanza, erano ignorati i templi, non ascoltati i loro sermoni e quindi la divinita preferiva ridursi in polvere piuttosto che sentirsi abbandonata.

Altri astuti e scaltri sacerdoti invece architettavano scene che provocavano ansia, sbigottimenti, brividi. Con dei marchigegni posti nelle stesse nicchie delle divinità, facevano muovere a queste il viso a mo di diniego. Oppure tirando sempre le stesse cordicelle poste sul retro, il viso lo alzavano al cielo e poi lo abbassavano per la vergogna.

Nelle cronache si narrano molte di queste truffe, architettate per carpire la buona fede (e l'ignoranza) dei "fedeli" per sfruttarli con mille motivi. (anche allora c'era insomma l'ingannatore "business religioso").

Lo stesso GIULIANO, si narra, assistette a un fenomeno di questo genere, una statua di un deo pagano piangente. Una messa in scena probabilmente ben architettata dai sacerdoti pagani, quelli che volevano impedire che l'imperatore emigrasse nella religione cristiana; che poi anch'essa (adeguandosi) non tardò a far conoscere altrettanto simili "miracoli" con la sua nuova divinità o con i suoi Santi delegati.

Quando morì assassinato il figlio di Filippo, nel 182 a.C.,  la dea Giunone, ne fu molto addollorata e partecipò al lutto piangendo a dirotto dalle sue statue disseminate un po' ovunque. Ognuno - preso dalla psicosi collettiva - ne avevano vista almeno una piangere.

Nella battaglia di Cuma potevano rimanere indifferenti gli dei addolorati dalla sconfitta dei romani? Ma nemmeno per sogno; questa volta fu il dio Apollo che ebbe una vera e propria crisi; per 3 giorni e tre notti non smise di piangere al Foro.
Oltre quella pubblica, gli dei lacrimanti privati non si contarono in quei 3 giorni, ognuno a casa aveva una sua piccola statua che piangeva dal dolore come quella esposta al Foro.

In seguito certi riti pagani gli stessi cristiani li facevano, per far vincere con l'uso dell'acqua santa persino il cavallo alle corse (lo fanno ancora oggi al palio di Siena) e sembrava poca la differenza quando lo stesso rito - già da secoli e secoli - lo officiava un seguace di una religione pagana allo stesso modo: cioè l'aspersione su oggetti o persone, che in tempi lontani veniva fatto con il sangue dell'animale sacrificato, ma poi si iniziò ad usare l'acqua (ovviamente prima benedetta dal sacerdote). Rito anche questo mutuato da religioni ebree e indiane, dove usavano appunto le acque (ancora oggi) dei cosiddetti fiumi sacri.

I tentativi fatti dai cristiani per eliminare il politeismo a favore del monoteismo cristiano, lasciava molti alquanto sconcertati. Costoro in seguito a stento capivano le differenze quando i seguaci del cristianesimo, prima predicavano un unico Dio, poi un Messia con Gesù, poi una Trinità, poi la Madonna madre di Gesù, e infine iniziavano ad avere importanza sempre di più i Martiri innalzati a Santi Protettori di questa o quella città o nei piccoli paesini.
Ai pagani sembrava anche questo un politeismo. Far capire dov'era la differenza fra i miracoli di Tebaide e i miracoli cristiani non era molto semplice. Né si riusciva a far loro capire la profonda spiritualità della nuova religione divina monoteistica, tramite quei mezzi e quella letteratura piuttosto grezza che usavano i primi seguaci del cristianesimo.

Lo stesso SANT'AGOSTINO, che aveva buon senso ed era un uomo di ottime conoscenze letterarie e scientifiche, polemizza anche lui per le interminabili favole dei manichei (lui inizialmente era manicheo), imbastite su cielo, terra, luna, sole, e altre mille stramberie che non portavano acqua al mulino della credulità cristiana, soprattutto fra quelle persone che avevano (non dimentichiamolo) una certa cultura, la Classica greca, quella Latina seguita poi più tardi da quella dell'Umanesimo rinascimentale.

Raccontare di quei miracoli che erano riusciti a far leggere i ciechi, a far camminare gli storpi, o a far vincere quel cavallo, poteva crederci un certo ambiente (e questo era sempre avvenuto) ma non era accettato da altri, gente che prima voleva vedere, sentire e toccare con mano, altrimenti si cadeva nella vecchia magia esoterica e negli isterismi collettivi di cui é piena la letteratura più antica.

Non dimentichiamo  proprio nella stessa Grecia; che anche qui le statue di divinità piangenti comparivano ovunque, gli dei erano sempre addolorati  per il disinteresse religioso dei cittadini, e quindi non si trattenevano dal piangere. Naturalmente tali fatti erano la  voce della ricca classe sacerdotale per riportare nei templi i fedeli dopo aver comunicato quanto grande era il dolore degli dei e che loro - dicevano - interpretavano solo la volontà degli stessi dei: e la loro minaccia  era di abbandonare a se stesso il popolo corrotto, in balia dei barbari che erano alle porte, se non si ravvedevano in tempo, e nel contempo incitavano a offrire l'obolo ai templi.

Ma non mancano queste manifestazioni di psicosi collettiva anche in Cina, in India, in Giappone. In testa a tutti le statue del Budda. Dove spesso (anche qui con artifici vari) le statue colossali parlavano, si muovevano, erano afflitte, scuotevano la testa. Mentre altri seguaci, moltissimi, affermavano di averli visti nelle notti persino volare.
Eppure lo stesso Budda (dai suoi testi)  rimproverava tali fanatiche manifestazioni perchè affermava non conducono né alla conversione di chi non ha fede, né rafforza la stessa fede di chi la possiede, perchè costoro non hanno bisogno di "segni".
Pure l'Islamismo  nega ogni ruolo al miracolo, il Corano è già il "segno", unico,  ed è più che sufficiente per un musulmano.
Ma anche lo stesso Gesù nel Vangelo di Marco (VIII,12) ha parole di biasimo per coloro che si aspettano dei miracoli o un "segno".  "In verità vi dico: non sarà dato alcun "segno".

Ammiano Marcellino (l'ultimo grande storico in circolazione) proprio nel suo periodo (330-397 d.C) scrisse: 
"Non c'è romano quando esce di casa, quando mangia, o quando va perfino in bagno, senza prima aver fatto la sua bella ricerca nelle sua paccottiglia che ha in casa, dove questa o quell'altarino il deo gli dice se farlo o non farlo, se andrà bene o no la più banale azione quotidiana. Ogni romano dipende da un mucchio di cianfrusaglie messe insieme".

(non molto dissimile é oggi lo scintoismo giapponese con i suoi 900 dei; qui Ammiano sembra  attualissimo, visto che esiste proprio una divinità per ogni cosa persino quella che sovrintende anche alle "azioni" nel WC).

Vi erano allora - abbiamo già detto - a Roma parecchie divinità straniere, in templi, in sacelli, nei circhi, nelle caserme dove ognuno pregava al suo Dio. Fu solo nel 390 che Teodosio proibì tutti i culti pagani, pena la morte. I nuovi sacerdoti abbatterono tutti i templi e le statue pagane, o organizzavano processioni per farle beffeggiare dalla folla prima ancora di distruggerle. L'imperatore Flavio nel 397 continuò l'opera di distruzione su tutti i templi pagani rimasti ancora in piedi oltre a proibirne i culti. Nel 542 come a Roma Giustiniano a Costantinopoli sopra 111 templi pagani fece edificare chiese e monasteri cristiani. E anche in Italia si adeguarono. Molte chiese infatti sorgono sulle fondamenta di vecchi templi.

Nel 600 Pappa Gregorio, annunciò la imminente fine del mondo. Bisognava pregare, pregare, pregare. Molti ricchi liberarono gli schiavi, cedettero le ricchezze alla Chiesa, si fecero monaci
Nel 814 Papa Leone.V, un iconoclasta, affermava che le sciagure dell'impero erano da attribuire alla collera di Dio per la venerazione delle immagini. Le voleva tutte distrutte. Ma alcuni che le veneravano assassinarono lui
. Nelle prime pitture del 800 ancora molto grezze e infantili, compaiono le prime dività dentro alcune chiese (Come a Naturno in Alto Adige con San Procolo - sembrano le pitture di un bambino).

Malgrado il biasimo, la condanna all'empirismo e dell'irrazionale,  le statue e le immagini che iniziarono a lacrimare anche nel medioevo  non si contarono. Nell'anno 1000 da un momento all'altro si aspettava la fine del Mondo---

NON AVVENNE NULLA !! ANZI FU L'INIZIO

I fedeli nelle processioni si erano flagellati. (un rito questo ancora oggi presente in un paese del meridione) Nei numerosi libri dell'epoca  anche dal 1500 in poi - che però narrano a modo loro il medioevo - le lacrimazioni e i singolari e strani miracoli erano piuttosto numerosi sia in mezzo al popolo e anche nelle stesse chiese  e cattedrali. Nel 1264 dopo il famoso miracolo dell'ostia apparsa con il sangue di Cristo a Bolsena, Papa Urbano IV con una Bolla istituì la Festa del Corpus Domini. (il corpo di Gesù trasferita nell'ostia).

A partire dal 1099 ci furono poi le NUMEROSE CROCIATE >> 8 >>> per eliminare L'ISLAM dalla "Terra Santa" al grido "Dio lo vuole". Rimasero in Oriente per quasi 2 secoli, poi furono loro cacciati. Ma non fu un male, al rientro si portarono dietro tutto quello che avevano rubato ma ANCHE APPRESO. Erano milioni di testi arabi che erano stati saccheggiati. Anche in Italia vi giunsero e da quei testi si scoprì tutta la filosofia e il sapere dei Greci, e paradossalmente si riuscì a leggere ciò che nell'impero romano era stato scritto in latino (da un millennio scomparsi) ma che gli arabi avevano tradotto.
Il 1300 in Italia fu uno scoprire continuo, e si rimaneva sbalorditi nell'apprendere ciò che era stato scritto 1000-1500 anni prima, da Platone, Aristotele, Socrate (sulla Filosofia), Democrito (sull'Atomistica), Euclide (su Matematica, Meccanica, Astronomia ecc.) SBALORDITI !!

Ci fu un arresto nelle attività e nella vita sociale quando poi nel 1347 giunse la terribile Peste (che raccontiamo QUI >>>
In alcune contrade scomparvero più della metà degli abitanti. Durò un paio d'anni, dove subito tornarono in una fanatica attività la classe sacerdotale a rinfocolare le paure, la tragicità della vita. Imisericordiosi preti correvano ai letti dei moribondi a confessarli, e lo facevano volentieri quando i malcapitati possedevano beni, case, terreni, ricchezze varie, che poi sul loro letto di morte diventavano dei lasciti alla Chiesa.
Purtroppo anche per i "falsi" samaritani la Peste si accanì fra di loro. A quel punto sparirono dalla circolazione e tutti i moribondi furono abbandonati a se stessi nelle case ormai vuote.

Ma anche in tempi recenti. Non dimentichiamo che nel periodo del secondo dopoguerra ( 1946-1950) con l'immane  (questa volta) "pericolo rosso" dei "senza Dio", si effettuarono processioni in tutte le città d'Italia con statue e immagini che lacrimavano per la  immanente calamità comunista.  Famosi poi saranno gli irruenti discorsi nelle piazze di tutte le città e alla radio di PADRE LOMBARDI detto "il microfono di Dio" o "la Voce di Dio", attorniato dai famosi "eserciti della fede" dei Comitati di Gedda con le lunghe processioni notturne molto spettacolari della "Madonna Pellegrina" che faceva miracoli e piangeva nelle varie contrade; Gedda giustificò questa lotta appellandosi agli antichi martiri della Chiesa contro "i senza Dio" pagani. I giovani dell' Azione Cattolica, plagiati inneggiavano "in questa lotta se necessario daremo anche vita".

I molti (forse anche troppi) che assistevano a questi "miracoli" delle "Madonne Piangenti" specie a livello popolare, per essere stati i prescelti,  un attimo di celebrità se la godettero sulle varie riviste dell'epoca, sui giornali locali e nazionali. Destando commozione ma anche inquietudine a chi era ancora bigotto ascoltando i preti dai loro pulpiti.

Risultato: alle elezioni del '48 vinsero loro e i comunisti persero. Ma poi subito dopo con l'attentato a Togliatti l'Italia quasi scoppiava una nuova guerra civile. Il Paese cadde nel caos, si spaccò in due, manifestazioni dei comunisti minacciose si ebbero in tutta Italia, represse duramente dalla Celere; ci furono 22 morti. Si stava mobilitando anche l'esercito. Ma non accadde nulla.
Né poteva accadere qualcosa. Avevamo nel Paese 121 basi americane della Nato che se intervenivano i "rossi" li avrebbero mandati tutti al cimitero come in Grecia. Gli italiani a quel punto invece di scegliere Vodka e Bandiera Rossa, preferirono la Coca Cola e il Rock. (subito etichettato dai preti "il ballo del diavolo"). Le donne che avevano per la prima volta votato, via via emancipandosi, buttarono gli odiosi veli neri monacali, quella falsa morale imparata nelle sacrestie e iniziarono a farsi belle a profumarsi e ad avere la voglia di danzare, con tanto desiderio di amicizia, di dialogo, di idillio amoroso e perchè no?
Si iniziò a desiderare una cosa molto semplice i due sessi iniziarono a frequentarsi e ad amarsi, senza l'ombra di commettere un attentato alla natura volendo opporsi a certi dogmi repressivi e alla predicata ipocrisia dei falsi "maestri". Non volevano più vivere gli odi, i rancori, le gelosie ossessive, nel degrado fisico e morale, spesso anche all'interno delle vetuste mura.

Presero alla lettera il Primo verso del Cantico (sempre occultato dai preti) "baciami con i baci di tua bocca, prendimi con te nella tua camera, ci rallegreremo e gioiremo insieme, gustando il tuo amore piu' del vino..... Che delizia è l'amarti.....". - Avvenne questa volta un vero "miracula" molto più terreno.
Cambiò un 'EPOCA !!

Con la oscura "rossa" Russia, un Paese dicevano i "rossi" dove si distribuiva "latte e miele", sempre più bugiardi, fin quando poi cadde il "muro", e scoprimmo che al di là c'era il "nulla".

Lo storico del 3000  nello sfogliarli quei giornali dell'epoca di appena ieri, rimarrà certamente un po' sconcertato.

Il più curioso e anche singolare "miracula" fu quello dove Dio comparve come Banchiere nelle vesti di un certo Giovanni Battista Giuffrè (vedi anno 1958). La provvidenza divina moltiplicava (al 100%) i biglietti di banca nelle sagrestie, che ovviamente Giuffré  raccoglieva dai "fedelissimi" parrocchiani  con a fianco i curati che nel riceverlo lo trattavano come un santo.
Il clamoroso fallimento che seguì, creò scandalo. Coinvolse banche, vescovi, Stato, due ministri delle Finanze (PRETI (!) e ANDREOTTI).
I giornali pubblicavano perfino le foto quando avveniva la "moltiplicazione delle banconote" con Giuffré  attorniato da parroci in estasi.  Poi questa "provvidenza" emigrò verso altri banchieri (loro i miracoli normalmente li chiamano "operazione finanziarie di rientro", cioè "paga o ti faccio fallire") , e lui, Giuffrè, bello paffuto, col sorriso mefistofelico, fallì, non riuscì nemmeno a restituire le somme ricevute dai suoi "creduloni" fedeli, altro che 100% !
La sua "provvidenza" - si disse - aveva incontrato il diavolo  e si era mangiato ogni cosa. Un "miracolo" mancato.
A piangere - questa volta non furono le statue delle tante madonne - ma furono decine di migliaia di risparmiatori, per la disperazione di aver perso tutto.

Poi vennero "fenomeni mistici" di Padre Pio. Un frate - piuttosto burbero, che si esprimeva in puro dialetto pugliese - aveva delle stimmate permanenti nelle mani che asseriva di averle ricevute da Gesù. La voce si sparse in giro e ben presto il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo divenne meta di pellegrinaggio da parte di una folla di fedeli che speravano di ottenere da lui grazie e altri miracoli, e asserivano anche che al suo cospetto lui emanava profumo di rose e di violette. Questa psicosi collettiva dilagò.
La situazione divenne imbarazzante per alcuni ambienti della Chiesa cattolica. Si commissionarono indagini. Visite di medici. Accertamenti coluti dal Santo Uffizio.

Padre Gemelli (futuro fondatore dell'Università del Sacro Cuore di Milano) per le sue conoscenze medico-scientifiche, consulente del Sant'Uffizio fu incaricato di indagare sul fenomeno e nel responso non andò per il sottile: «È un bluff... Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell'isterico e dello psicopatico... Quindi, le ferite che ha sul corpo... Fasulle... Frutto di un'azione patologica morbosa... Un ammalato si procura le lesioni da sé... Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti... tipico della patologia isterica". Lo tacciò di essere uno "psicopatico, autolesionista ed imbroglione".
Dal Santo Uffizio gli fu vietato perfino la celebrazione della messa in pubblico e l'esercizio della confessione. A quel punto irritato Padre Pio abbandonò il convento, attorniato e accudito da tre donne a lui fedelissime che lo veneravano da mattina e sera. (E proprio per questo giravano accuse infamanti che lui intratteneva rapporti scorretti con le femmine).
Ciononostante il popolino che già lo chiamava un "santo vivente" iniziò ad affollare il luogo. Ma non vi era solo il popolino ma vi erano scesi personaggi famosi, che accolti dal frate si facevano fotografare con lui: Maria José del Belgio, i reali di Spagna, Eugenio di Savoia e altri. Ma a Roma il Santo Uffizio insisteva, non volevano riconoscere quel fenomeno una espressione di fede, ma solo una infatuazione religiosa. Non così una certa stampa non solo religiosa.

Fu papa Giovanni XXIII nel 1960 a sgombrare le maldicenze che giravano in quel Clero legato al rigore teologico. E avendo invitato Padre Pio di attenersi ai suoi doveri di obbedienza, Giovanni XXIII e poi anche il successivo Papa Paolo VI, comunicarono al frate che gli veniva restituita quella libertà che il Santo Ufficio gli aveva tolta, concedendogli di celebrare pubblicamente la Santa Messa ed esercitare la confessione. Ma nello stesso tempo tutte le attività - più i beni immobili e tutte le donazioni - gestite e amministrate fino a quel momento da Padre Pio (che con i grandi flussi di denaro dei pellegrini aveva costruito la Casa Sollievo della Sofferenza) passarono in gestione alla SANTA SEDE.
Il 23 settembre 1968 Padre Pio moriva all'età di 81 anni. Il 21 gennaio 1990 fu proclamato Venerabile, fu dichiarato Beato il 2 maggio 1999, proclamato Santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da Giovanni Paolo II.
La Casa della Sofferenza (a San Giovanni Rotondo, un paese che conta oggi 30.000 abitanti) é oggi classificata come Ospedale Regionale - Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Una struttura sanitaria ad elevata specializzazione. Inserita nel Sistema Sanitario Nazionale.
Ma la natura giuridica dell'Ospedale è quella di un ente privato, di proprietà della SANTA SEDE.

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Torniamo a Roma nel periodo della fine dell'Impero, quando purtroppo stava sopraggiungendo la grande paura dei "Barbari". In questa attesa non si ebbe neppure più il tempo di interrogarsi cos'era vero e cos'era falso, com'era. chi era veramente e dove abitava Satana, anche perché tutti gli altari di ogni altra religione furono fatti a pezzi davanti a della gente ormai smarrita, tutta a interrogarsi cosa riservava il futuro, se un futuro c'era ancora.

Come sempre accade in tutti i periodi oscuri e di grande afflizioni, rispuntarono fuori gli scrittori apocalittici del passato, Giovanni, Pietro, Erma. A questi se ne aggiunsero altri incitando alla conversione, a "rafforzare" gli animi con la preghiera, a fare penitenza, come ultima occasione offerta eccezionalmente da Dio prima della "Fine del mondo".

GIOVANNI nella sua Apocalisse, quando la scrisse, simboleggiò Roma con Babilonia. Vedeva la capitale come l'incarnazione della potenza del mondo demoniaco. Ma era strumentale pure questa sua opera, perché il suo libro (anche se è stupendo per la sua forza poetica e la profonda religiosità) riprendeva molti motivi delle tradizioni delle apocalissi giudaiche (Daniele, Enoch, Baruch, Esdra, Elia) e anche e soprattutto elementi della mitologia astrologica, come per esempio i temi settennari. Ricordiamoci che qualcosa di simile figurava già nei papiri egiziani. Nella letteratura egizia di qualche millennio prima, compaiono tre volte personaggi apocalittici che predicavano la fine del mondo a causa della società degenerata, opulenta, egoista, materialista e miscredente.

E le troviamo pure nelle creazioni letterarie del Parsismo (Zoroastrismo-Zarathustra, Letteratura Pehlevi) dove erano descritti prima gli apocalittici castighi terrestri e poi le sanzioni o i premi nell'aldilà. Le punizioni all'Inferno e le beatitudini nel Paradiso dopo la fine del mondo (l'Apocatastasi) e dove il finale é legato sempre all'arrivo di un Salvatore.

In questa letteratura religiosa troviamo una singolare perla, il zoroastriano Viraf (del X sec- a.C.) che narra di una visione-viaggio di un poeta con la discesa all'Inferno e un'ascesa al Paradiso, dove ci sono nel primo le anime dannate nei tormenti di ogni genere, non eterni ma con la redenzione (a differenza dell'inferno cristiano dantesco) e nel secondo le anime elette nella beatitudine celeste eterna.
(Una Divina Commedia, insomma, scritta più di 2000 anni prima di DANTE, che lui l'apprese forse alla corte di Sicilia).
Non è accertata in Sicilia la sua presenza, ma comunque direttamente o indirettamente ne seppe qualcosa insieme all'Avesta, il libro sacro Viraf ch era fra i tantissimi libri portati dall'oriente da Federico II nel 1228. Questi libri furono gli unici scampati dopo il crollo degli Abbasidi (gli Arabi) per l'invasione dei Tartari (mongoli) che distrussero tutte le biblioteche arabe, e in particolare quella di Baghdad (1.000.000 di manoscritti e codici conservati, appartenenti a ogni epoca, e alcuni su tavolette già bimillenari, della civiltà sumera e babilonese, ma soprattutto quella iraniana, mesopotamica e indiana).

(Che DANTE abbia appreso qualcosa da quei libri, ne abbiamo quasi la certezza, visto che proprio nella "Divina" lui accenna anche al Polo Sud (fino allora sconosciuto e per anni ancora ignorato in Europa), e accenna anche alla letteratura araba, che in in Italia non esisteva ancora. E ovviamente la sua "Divina" l'apprende - come detto sopra - dal zoroastriano VIRAF.

Sui contenuti dell'AVESTA citiamo anche questo:
Ricordiamoci che la spiritualizzazione del corpo (il culto e il primato del "bello") si può far risalire proprio all'Avesta (all'inizio del 1000. a.C. in forma orale, solo successivamente riportato nel Zarathustra (VI sec. a. C.). Questo "bello" si trasferì poi nella cultura greca con opere scultoree di straordinarie di bellezza, con una frequente venerazione del bello. Questa cultura entrata poi a far parte dei Romani, diventati questi nei piaceri edonistici, sensuali, libertini, scemò la spiritualizzazione del bello, per diventare pagano, cioè trasformò il culto del corpo molto simile a quello edonistico moderno di oggi con una svalutazione della spiritualità. Con il successivo Cristianesimo e la nuova gerarchia ecclesiale questa neutralizzò e mise fine a quello che considerò "quel bello" solo come una lussuriosa attrazione carnale; cosce, natiche e petto era tutto peccaminoso. La spiritualizzazione doveva essere solo rivolta al nascente e casto cristianesimo. Distrutte o buttate alle ortiche le belle statue, o nascoste da qualche cultore di "quel bello", tutta la scultura "profana" considerata "blasfema" per 1000 anni fu messa al bando. Ma anche nel Rinascimento molti scultori e pittori si guardarono bene dal proporre le bellezze corporee di uomo e donna. Lo stesso straordinario Raffaello che volle ritornare a "quel bello" e sublimò la bellezza, ma fu messo al bando (la sua sensuale "Fornarina" - una Venere terrestre, sposa e madre, finì occultata nei privati). Come fu messo al bando anche Michelangelo nel dipingere la Cappella Sistina. Cosce, natiche e petto, furono coperti dai veli e drappi che oscuravano "le vergogne". Dovremo aspettare l'800 con Canova per rivedere "quel bello" ascetico che non aveva proprio nulla di lussurioso e peccaminoso.

IN GRECIA nel 381 d.C. si svolsero i giochi della CCXC OLIMPIADE, con già qualche insofferenza della Chiesa che iniziò a non tollerare questo tipo di divertimento molto popolare che distoglieva dalle attività religiose, come del resto anche tutte le altre attività ricreative che si svolgevano annualmente in molte ricorrenze fisse nel corso dell'anno con pratiche cultuali tradizionali nei vari "Paganus" ( "villaggi" e "città" - da qui il "pagano").
Iniziano gli "anatemi" che colpiranno come "fulmini" quasi tutte quelle manifestazioni di popolo considerate tutte in blocco retaggio del più becero paganesimo. Musica, arte, sport, letteratura amena, poesia, giochi negli anfiteatri, teatro, e le innumerevoli feste e ricorrenze legate agli dei romani e della mitologia greca, alcune già millenarie, ben presto andranno a scomparire. 
Mentre alcune successivamente (nelle date ma anche manifestazioni di vario tipo) verranno mutuate e adattate ai nuovi riti e alle nuove ricorrenze di martiri e santi, affiancate ad altre date create appositamente con la nuova"liturgia" anch'essa in buona parte mutuata dagli antichi riti orientali.

Nel 393 si svolge l'ultima Olimpiade. L'editto di Teodosio che le fa cessare verrà reso noto il prossimo anno prima della sua partenza da Costantinopoli (che non rivedrà più). Tutte le manifestazioni, soprattutto quelle collaterali furono considerate da Teodosio e dall'episcopato cristiano tutte pagane e pertanto eliminate dalla vita pubblica.
Fra tutti gli strumenti musicali usati nelle feste pagane campestri, si salvò solo l'organo, che paradossalmente molti anni dopo entrò a far parte e usato proprio unicamente dalle chiese.


Morì così lo sport, la cura fisica ed estetica del corpo umano, e lo svago salutare e spensierato di una moltitudine di gente nelle palestre, negli stadi, negli ippodromi, frequentati dai giovani tutto l'anno con altri piccoli "campionati" locali di "selezione" nellle varie città (come si fa oggi).

Queste Olimpiadi, una delle più longeve istituzioni, che univa i popoli anche quando erano in guerra tra di loro (ed erano perfino sospese le belligeranze) veniva cancellata con un tratto di penna. Moriva così con una discutibile motivazione.
Le giornate e le esistenze di ognuno iniziarono a farsi grigie, tutti chiusi dentro le case. Unica "ricreazione" uscire per recarsi nelle chiese a pregare, pregare, pregare.

Purtroppo il resto doveva ancora venire! E sempre con discutibili motivazioni.

Il teatro gratificava basse passioni; l'arena stimolava istinti bestiali; e la danza era una  inseparabile compagna dell'indecenza, perché - predicava Crisostomo - non dava ristoro alla mente, ma eccitava le passioni più basse (forse le sue). Indistintamente erano tutte queste cose focolai di immoralità. Quindi da eliminare!!

Da quel giorno smisero di piangere anche le statue greche e quelle romane (tutte distrutte). A piangere - adeguandosi - rimasero solo quelle cristiane. E con questi limiti stabiliti, anche i greci prima e i romani dopo e poi tutti popoli d'Europa, finivano le espressioni di quella che era stata una tortuosa civiltà, che via via si stava avvalendo della Filosofia, Arte, Musica, Letteratura, Nuove Scoperte, la Scienza, il salutare Sport.
Stavano iniziando per tutti loro i "secoli bui".

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E OGGI ???

SI COMPIONO ANCORA MIRACOLI !! MA QUESTA VOLTA SONO DI ALLAH
(sarà forse una svolta come in quella romana passata dal paganesimo al cristianesimo?)

STA ARRIVANDO A SAN PIETRO...... DOVE OGGI SPLENDONO LUCI NUOVE

MA ANCHE APPENA IERI VI ERANO STATI RIAVVICINAMENTI MIRACOLOSI COME OGGI

E OGGI ???

SI ADEGUA ANCHE "AVVENIRE"

GUIDANDO LE PERSONE CHE PENSANO !!!!

ANCHE IL PAPA OGGI (diventato"ROSSO") HA OGGI LA SUA "FALCE CROCE MARTELLO"

del resto era stato scritto....

Miracoli con una devozione nuova spinta fino IN FONDO ai piedi

ai potenti

compresi i deboli "fratelli"

ormai i mussulmani sono tanti e pregano anche con grande impegno
con grande DEVOZIONE si prostano fino a terra
ma senza le donne
(!!)

mentre le chiese italiane con le chiese di solito semivuote
sono di solito presenti solo donne anziane
o hanno qualche fedele distratto, alcuni con i-Pad in mano

NON COSI' I SEGUACI DELL'ISLAM
pregano con una sentita partecipazione

A MILANO

A BOLOGNA

A ROMA

 

SONO ANCHE QUESTI TUTTI "MIRACOLI" CHE LA DIVINITA' HA VOLUTO
MA QUESTA VOLTA A FARLI E' un nuovo "salvatore"

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MA ECCOCI OGGI AL 2020 ALLE PRESE CON IL "misterioso" CORONA VIRUS
CON I "MIRACOLI" PUR "INSPIEGABILI" CHE PERO' NON AVVENGONO
( ma molti fedeli dicono di SI )
Il "miracolo" della sua Madonna e tizio è guarito
Il "miracolo" del suo "Santo" protettore e caio è guarito
il "miracolo" di Gesù che cade dalla croce durante la processione di un vescovo
ha fatto venire i brividi ai fedeli presenti (che turbati si son chiesti...."cosa accadrà domani?")

 

C'E' SI' LA SCIENZA.... CHE PERO'... NON CI SA ANCORA "SPIEGARE" LE CAUSE DEL VIRUS

(il perché è molto semplice - la "Scienza" non sa ancora TUTTO, come qualcuno pensa )

( ABBIAMO VISTO SOPRA CHE APPENA 200 ANNI FA
NON SI SAPEVA NEMMENO COME NASCEVAMO, NE' COS'ERA IL CUORE)

Ma ancora tutt'oggi gli scienziati della Fisica Contemporanea non sanno ancora perché la MATERIA...
.....ha avuto la meglio sull'antimateria.



Tutti noi siamo composti di
materia da ca. 7 miliardi di miliardi di miliardi di Atomi.
Se si potessero compattare tutti gli atomi di TUTTI i corpi umani della Terra,
e avvicinare gli elettroni al nucleo dell'atomo, poi compattare il tutto e fare una comparazione
l'intera razza umana apparirebbe grande come una moneta di 1 Euro.

 

FINE

vedi anche le pagine
delle Pesti, Colera, del passato ecc. >>>>

Chi li conosce ci narri altri casi storici 

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