LO SVILUPPO DELLE FACOLTA' MENTALI
la "filosofia" di
YOGI RAMACHARAKA
( 6 lezioni di Yoga )

Queste lezioni di Yoga sono dottrine e insegnamenti che sono il risultato di secoli di studio, di ricerche e di esperienze dei Maestri più evoluti dell'India. Esso contiene quanto di più profondo il pensiero umano abbia potuto produrre. Tale filosofia é la più antica del mondo. E' un'insieme di esperienze che per secoli i Maestri si sono dedicati allo sviluppo dell'uomo nel suo triplice aspetto fisico, mentale, e spirituale. Il termine usato é YOGA. Che significa "Unione" per designare una corrente di pensiero e di azione interiore che si propone l'unione dello spirito individuale con lo spirito universale. Insegna lo sviluppo della VOLONTA' e i poteri MENTALI. Insegna soprattutto lo SVILUPPO dei poteri ed all'acquisto del CONTROLLO delle facoltà mentali dell'uomo e l'USO delle nostre facoltà sub- coscienti.
Gli insegnamenti contenuti colmano una delle più gravi lacune della educazione moderna. Questa - com'è deplorata da molti - é unilaterale; coltiva sì l'intelligenza ma trascura gli arnesi necessari al suo lavoro, e dimentica l'Introspettività che con il sentimento e la volontà sono i soli che possono risvegliare la nostra più alta coscienza spirituale. E vale la pena di acquistarla questa coscienza poiché si può ben dire che la vita comincia solo allorquando quest'Arte si è imparata.


YOGI RAMACHARAKA è stato un filosofo indiano. (Un Maestro di Yogi vissuto in India ed in Tibet). Si narra che effettuò un pellegrinaggio tra tutti i monasteri lamaisti al fine di studiare gli antichi testi contenuti nelle biblioteche di questi. Fu poi maestro di Baba Bharata che nel 1900 ebbe come allievo W. Walker Atkinson, scrittore, amante delle religioni tibetane, che poi utilizzò lo pseudonimo "Ramacharaka" in tutte le sue successive pubblicazioni.

Tutti sanno che la filosofia europea é figlia del pensiero greco, ma molti non immaginano, che il pensiero greco e quindi la sua filosofia - (solo nel 800 A.C. apparve in Grecia la scrittura) - era discendente della filosofia indiana (induista) conosciuta prima a Mileto (in Ionia - città fiorente con una intensa vita intellettuale, economica e politica.) che diede a quella nascente greca quella spinta vigorosa che tutti oggi conosciamo. Iniziò con i "7 SAVI" (o "Saggi") che precedono i filosofi che ad Atene poi fonderanno le varie scuole filosofiche ed anche "L'ACCADEMIA)- Uno degli ultimi "Savi" fu Talete, lui il primo "filosofo" greco, l'inventore della massima "Impara a conoscere te stesso". Incisa su di una lamella d'oro e consacrata nel tempio di Apollo. - Poi vennero i PITAGORICI e ci troviamo per la prima volta di fronte ad un'autentica scuola filosofica, anche se ancora rudimentale . Siamo in pieno VI secolo a.C.
L'aspetto più interessante della cosmologia pitagorica è che la terra non viene vista come centro dell'universo.
Purtroppo dovranno passare 22 secoli di oscurantismo religioso per arrivare alla Teoria Copernicana. E addirittura 25 secoli per comprendere ciò che affermava Democrito: cos'è l'atomo e cos'è il moto atomico.

Quando apparve in seguito Buddha nello stesso VI sec. a.C. il Vedismo - (Religione dei Veda), l'INDUISMO era più che noto, era stato già da secoli tramandato oralmente dalle scuole brahmaniche (dette sakha) prima di essere messo anche questo per iscritto.
L' "Induismo" aveva avuto origine già nel Neolitico nel 7000 a.C., ma solo dal 4000 a.C. questo fiorisce con i "Saggi" e furono loro a iniziare a rivolgersi alla soluzione dei problemi fondamentali della vita; ed era questa una filosofia che - oltre il "carattere pratico" del vivere - era nata dai tentativi di rendere migliore proprio la vita, mettendo l'accento su "la introspettività", cioè guardare dentro se stessi. "Siamo a differenza delle bestie uomini pensanti, dunque "Pensiamo!!".

IL CARATTERE PRATICO era l'esperienza del dolore e le sofferenze più comuni - malattia, povertà, fame, morte - e tutti quei problemi politici ed economici di una comunità.

QUELLO INTROSPETTIVO era invece la umana curiosità della comprensione e della conoscenza, mettendo in primo piano il controllo dei desideri. O meglio tutte quelle espressioni di sentimenti che sono manifestate dall'uomo - nei rapporti (potenzialmente buoni o cattivi) - all'interno di una comunità che stava allora organizzandosi nelle prime Polis. Dove occorrevano regole, etica, ordine sociale. E i "saggi" erano quanto mai necessari nel dedicarsi a queste conoscenze. Loro già anziani non partecipavano alle incombenze quotidiane, restavano sul soglio dell'abitazione, ma osservando gli uomini al ritorno della caccia, o adirati per mille ragioni, a lui bastava un solo sguardo per capire i loro problemi di convivenza e interveniva nella loro educazione per il loro bene e per il bene della comunità.

Al posto del termine greco "Filosofia" (ossia "amore per la sapienza") che definisce i modi del "pensare", del conoscere e dell'agire umano, gli INDUISTI usavano invece il termine "darshana", che significa "visione", nel senso di ciò che si riesce a vedere dopo che si è indagata la realtà, per ottenere con l' auto-disciplina e l'auto-controllo, una vita felice di tutti. A partire dal singolo, che poteva essere un buon lavoratore o cacciatore ma non in grado di dominare se stesso.

Un pensiero filosofico questo che non ha nulla da invidiare al successivo pensiero occidentale, che era inizialmente quello greco: una speculazione fisico-cosmologico, e solo dopo iniziò a trattare il problema dell'Uomo Perfetto.
Ma purtroppo inizialmente fu spesso legata alla teologia e ai suoi sacerdoti (con i vari Dei e Dee e Dio unico), che iniziano a usare questi Dei del cielo, come "punitori" dei peccati commessi, oppure (previo preghiere e penitenza (e oboli) "premiano", diventando questi sacerdoti elargitori di Paradisi Celesti.
Questa filosofia inizia a "laicizzarsi" solo con l'Umanesimo e il Rinascimento, poi in quella che sarà la Rivoluzione Scientifica del XVI secolo, che procede e nel XX secolo inizia a spazzare via credenze e celebranti di entità ultraterrene.
Ma le nuove scienze hanno un risvolto, pur rivolte con l'istruzione al sapere, quindi al miglioramento delle cose, fanno sfoggio dell'arte della parola, padronanza delle espressioni, accortezza negli affari, puntando più solo al potere e alla ricchezza materiale, con alcuni uomini che sono incontentabili, che usano perfino il "terrore" per imporsi.
Siamo così arrivati oggi (senza essere Re o Imperatori - ambizioni del passato) a un centinaio di persone che possiedono il 90% delle ricchezze del pianeta e producono i beni di consumo per gli altri 7 miliardi di individui.
Ma fa breve i 100, sempre insoddisfatti, fagociteranno i 95, e i restanti 5 domineranno il Pianeta e l'Umanità intera.

Questo non era di certo il punto d'arrivo, nè degli Induisti, né dei Savi, né dei Filosofi greci che era "Amore della Sapienza", ma anche amore per le espressioni dell'Arte, della Musica, della Poesia, e perfino dello Sport, fatte sparire dal subentrato cristianesimo che non ammetteva "concorrenti" ma insegnò solo la "rassegnazione", solo il "pregare" per avere una vita felice nell'AL DI LA' nei CIELI, mentre con il loro potere temporale, proprio loro iniziavano ad avere amore per il potere terreno e l'amore per le ricchezze e per le cose (cattedrali, palazzi, terreni, ori e denaro) e a godersele solo loro - per secoli e secoli - a spese del popolino analfabeta e ignorante su tutto. Predicavano la "rassegnazione", e sappiamo che con questa non si va da nessuna parte; si vegeta, la vita via via agonizza, e poi muore.
I secoli bui fecero solo più questo: annientando l'intraprendenza e nello studio permettevano una modesta l'istruzione, il popolo non "deve pensare, altrimenti sono guai"!!

Ma non solo nei secoli bui vi era una modesta istruzione. Qui siamo all'inizio dell'Unità d'Italia laica. Nelle scuole la guida all'istruzione pubblica era vigente ancora il "Trattato dell'educazione politica sociale e cristiana dei figliuoli". 3 volumi di Silvio Antoniano- - Libro Terzo, pag 264, Milano, 1870. ""L'istruzione scolastica l'approvo per li giovini nobili destinati a famiglie cospicue, ma quanto a quelle di umile e povero stato, il buon padre di famiglia si contenti che sappiam leggere li figlioli "la vita de' Santi", e nel rimanente attendano a lavorar li campi. In quanto poi l'istruzione estesa perfino alle femmine io non l'approvo, ne so vedere quale utilità ne possa derivare alla società. Che insegnino li madri alle figliuole a filare, a cucire e ad occuparsi di esercizi donneschi. In quanto a leggere, al massimo insegnino loro quanto basta per leggere i libri delle preci"
Ma anche i nuovi politici nel 1894 - erano pure questi ancora fermi a quel retrivo trattato.... così si esprimeva nel suo preambolo il Ministro della P.I. BACCELLI nel fare la nuova Riforma della Scuola:"... bisogna insegnare solo leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze sotto una.........unica materia di "nozioni varie", senza nessuna precisa indicazione programmatica o di testi, lasciando spazio all'iniziativa del maestro e per le donne rivalutare il più nobile e antico insegnamento, quello dell'educazione domestica; e mettere da parte infine l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti sono guai!"

Quanto alle donne, sappiamo che a loro il voto è stato dato in Italia solo nel 1946. E nel fare la Costituzione Italiana, alla Costituente vi erano solo 20 donne su 556 uomini. NON OCCORRONO ALTRI COMMENTI !!!



Torniamo alla Grecia. Già i SOFISTI ("nichilisti" - "coloro che fanno "professione" del proprio sapere "), avevano preso parte con successo alla vita pubblica delle città. Erano questi i "maestri" delle cosiddette "virtù politiche". Un sapere, dicevano - indispensabile soprattutto nelle democrazie nascenti.
Il fatto che questi maestri si facevano pagare, fece sì che i clienti dei sofisti erano soprattutto giovani di famiglie agiate e Platone non poteva tollerare che si facesse del sapere una materia vendibile. Se ne avvantaggiava solo il ricco, e così via via il ricco scopriva che "la parola può tutto", altro che democrazia, una presa in giro, le "virtù" erano "al soldo".

Dirà infatti Gorgia ("nichilista") "Il linguaggio non ha nulla a che fare con la verità" "...e non conta niente: ciò che conta è la capacità di argomentare". "il linguaggio è totalmente distaccato dalla verità" - "Gli avvenimenti non dipendono dalla volontà umana". "con l'arte oratoria si può dimostrare che "tutto è il contrario di tutto". Era una provocazione, fatta con l'stremismo più marcato. Ed era l'inizio del "relativismo". (atteggiamento del pensiero che considera la conoscenza incapace di attingere una realtà oggettiva e assoluta)
Alle parole di Gorgia seguirono i fatti; i suoi !!! Morì a 109 anni miliardario, e il "trucco" di questa longevità, come a scusarsi delle sue tante ricchezze, esortava "a farsi solo gli affari propri".

Platone li aveva definiti questi sofisti: "abili parlatori capaci di rendere forte il discorso più debole"; e lo stesso Aristotele diceva "sono venditori di saggezza e di sapienza più apparente che reale".

Guardando all'oggi, sia Platone che Aristotele profetizzando non sbagliarono. Siamo oggi più presi d'amore per la ricchezza e le cose che essa procura, ma non per l'uomo, che è diventato lui stesso una cosa, e ha pure lui - come tutte le cose - un prezzo.

Purtroppo stava nascendo la metafisica, la cui essenza é quando il soggetto si dedica più solo all'oggetto. La filosofia dà piacere ("é una cara delizia" diceva Platone) mentre la metafisica respingono le somme altezze del pensiero concentrandosi solo nella lotta economica per il guadagno e le sozzure del mondo, piena di rumori e violenze; lottiamo così nel caos che ci circonda - e di conseguenza - anche in quel caos ( se siamo in un "isolamento") che poi nasce in noi. E non serve ubriacarsi, drogarsi o sognare appena siamo soli. Serve invece guardare dentro di noi ad occhi aperti.

Il risultato della metafisica é stata la dominazione assoluta del RICCO che ha spesso al suo servizio-paga dentro nella politica un "populista-parolaio", che non si dedica al bene dei cittadini come dovrebbe, ma esercita solo per dare ordini a dirigenti, direttori, presidenti di banche e di industrie, avendo accanto i "boss" delle "lobby" che rappresentano con i loro esclusivi cartelli la cosiddetta "Casta", quella che si attribuisce speciali diritti o privilegi (personali, ingiustificati) che diventano perfino intoccabili. (Agnelli fece fare al Governo 6 svalutazioni della lira per poter vendere le sue auto all'estero, e fece aumentare i dazi del 40% su quelle straniere. Realizzando profitti immensi; per noi? No per se stessi! E questo lo chiamano "mercato libero"!)
Più tardi non hanno più puntato al capitalismo classico (allo sfruttamento del proletariato), ma sulle nuove vie tecnologiche, informatiche e logistiche travolgendo certezze e identità, come il traffico dei dati, le rendite finanziarie, la dislocazione delle attività all'estero dove si pagano meno o non si pagano affatto le tasse. Con la benedizione di certi partiti, che ci dicono - per giustificarli - che operano per ampliare il loro business - quindi - che lo fanno per il bene del proprio Paese !!!!

Ci sono dite voi, gli antipartiti? Non illudiamoci, questi sono creati dai partiti stessi. Decidono loro se svoltare a destra o a sinistra. Con le demagogie barattabili (oggi con te, domani con un altro, dopodomani con un altro ancora) con l'unico scopo di avere il consenso popolare. Non per nulla per i greci il termine demos, "popolo", e aghein, significava "trascinare". Trascinare nei baratri le masse di ignoranti e quindi proprio per questo tutte ubbidienti!! Inchinati e perfino applaudenti.
Nello scorso secolo dai pulpiti delle piazze ne abbiamo visti DUE sciaguratamente molto energici per condurci nel baratro. (ma lo stanno facendo anche oggi).

Come ci appare stravagante - ma anche vera - quell'affermazione di Epicuro: "Vana è la parola del filosofo se non allevia qualche sofferenza umana". Quelli di oggi, ai politici la sofferenza umana fa solo tenerezza, anche se esprimono ambiguamente - per il loro tornaconto - concetti umanitari, "sono fratelli aiutiamoli".

La scienza della medicina ci dice come guarire gli uomini, riducendo al minimo le morti, poi un bel giorno arriva la "scienza(?) del parolaio" con la sua "nuova infida scienza della distruzione":
UNO di questi, cinico, gli uomini li mette nei forni crematori (da inorridire).
Mentre un ALTRO, pure lui cinico, il forno lo butta da cielo
(che é meno raccapricciante)
....
...uccidendoli in massa con la Bomba Atomica,
e lo fa, solo perché questo parolaio, ha alle spalle la "scienza della distruzione", la ricchezza e la potenza del denaro, che lo porta perfino a definire se stesso non un "uomo intelligente" ma addirittura un "Genio".
Che ultimamente ha perfino fatto sapere al mondo "Ho un'arma segreta che può distruggere un intero popolo".

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Ma è mai possibile che l'umanità abbia partorito degli uomini che con un pulsante può distruggere centinaia di migliaia di suoi simili?
E che nel farlo si giustifica dicendo "é per il bene del MIO popolo". Truman disse proprio così.
Fu una distruzione, scientificamente preparata a tavolino.
Come lo erano anche quelle di Harris (il capo del Bomber Command >> nei bombardamenti in Europa e in Italia.

Harris era un "perfetto assassino". Dal suo libro intitolato "Bomber Offensive" ritornando sui fatti trascorsi scriverà "io ero pagato per uccidere" - "e non ho mai scelto come obiettivo la distruzione d'impianti industriali, il mio vero bersaglio era il centro delle città e i suoi abitanti. Si fanno così più morti e si terrorizza chi le abita".
Del resto esiste questa cinica massima "se uccidi un uomo sei un assassino, se ne uccidi centomila sei un eroe". (quest'ultimo ovviamente se appartiene alla coalizione che sta vincendo la guerra; se la sta perdendo è invece un criminale"
E ci mancò poco che Harris distruggesse Roma (volendo uccidere Mussolini - vedi il documento "top-secret" nel file Harris di sopra) e che polverizzasse Milano con una Atomica se fosse stata disponibile.

Ad Alamagordo si stavano testando a inizio anno 1945 le micidiali bombe atomiche e Harris dopo aver sentito qual'era la loro potenza distruttiva (era ancora in vita Roosevelt, morto poi il 12 aprile) Harris aveva chiesto di usarle subito in Italia nella Pianura Padana. Non gli pareva vero che in un colpo solo, avrebbe annientato i nazisti, sconfitto i fascisti e colpito i bolscevici italiani. Non poterono accontentarlo perchè le bombe non erano ancora pronte.
Il nuovo Presidente, Truman quando salì al potere, voleva farla subito finita con la guerra in Europa e certamente se fossero state pronte in febbraio le atomiche - con lui già Presidente - avrebbe accontentato Harris.
Questo perché i bolscevici italiani erano in attesa di ordini dalla Direzione del Partito Comunista Italiano guidata da Luigi Longo (il capo politico-militare delle formazioni partigiane comuniste della Resistenza Italiana). Il 10 aprile 1945 lui dirama a tutti i capi partigiani delle valli, la sua "Direttiva n. 16", la
"Direttiva Insurrezionale" da farsi in tutta l'Italia settentrionale.

Gli alleati la temevano; questi partigiani rossi di Longo, perché con l'insurrezione avrebbero fatto entrare in Italia da Est quelli di Tito - che erano già arrivati a Trieste, Gorizia e in Istria. Se gli insorti di Milano si fossero collegati ai Titini vi era il pericolo di una invasione anche degli stessi Russi che dopo Berlino a Est non avevano altri impegni militari.

Con gli infiltrati che gli angloamericani avevano dentro le bande partigiane, questi riferirono che l'insurrezione minacciata non era per nulla preoccupante - erano senza risorse - e che sarebbe fallita, o al massimo avrebbe avuto solo i connotati di una vera e propria guerra civile contro i fascisti Repubblichini di Salò, perché l'inseguimento verso i tedeschi ovunque era diventata trascurabile, erano già in ritirata. Del resto la loro resa era iniziata con i negoziati dietro le quinte tra il generale Karl Wolff, capo delle SS in Italia e Allen W. Dulles. Ecco perché discesero le valli baldanzosi.

Ma bisognava evitare le incursione di aerei su Milano come voleva fare Harris, - e iniziare via terra a muoversi verso il centro della Pianura Padana, mentre quella a est - Vicenza, Verona, Treviso - l'avrebbero continuata a bombardare, come del resto avvenne fino ai primi di maggio. Questo per mandare un segnale forte - dare un Alt - oltrecortina.


La situazione in Italia fin da febbraio per gli angloamericani era stata piena di indecisioni, anche se queste erano vagliate oculatamente. A Clark con i suoi reparti, i superiori gli imposero di fare melina sulla Linea Gotica. Di non invadere la Valle Padana. Con lo stallo oltre Po la Pianura doveva rimanere sgombra, per eventuali se necessarie incursioni aeree.
Si doveva rimanere sulla Linea Gotica in attesa della offensiva finale - prevista solo a metà aprile - per poi piombare con le forze terrestri sulla Pianura.
Harris ancora in febbraio era già pronto a bombardare la Pianura (non con quella bomba atomica che lui desiderava) ma con i suoi soliti bombardieri. Ma fu fermato anche lui come Clark
e
fu costretto a cambiare obiettivo, rinunciando di polverizzare anche senza l' atomica MILANO, puntando il 13/14 Febbraio sulla più sfortunata DRESDA dove fece un massacro usando 1000 bombardieri. Una città senza alcuna colpa, senza obiettivi militari. Come era del resto Milano.

Tuttavia gli alleati - come già detto - temevano che i partigiani rossi di Longo con l'insurrezione avrebbero fatto entrare in Italia da Est quelli di Tito. Se gli insorti di Milano si fossero collegati ai Titini vi era il pericolo di una invasione anche degli stessi Russi, ormai non impegnati a est dopo Berlino.
Milano intanto, dal 20 aprile nell'arco di 3-4 giorni era in mano ai partigiani affluiti dalle valli, che avevano perfino instaurato un proprio Comando (il CLNAI) che dava ordini ad alcune irriducibili e fanatiche bande in attesa dei giorni dell'insurrezione. Ma alcuni di questi ordini erano violenti, vendicativi nel farsi giustizia da soli; sappiamo quello che accadde a Piazzale Loreto, che suscitò scandalo non solo agli angloamericani quando arrivarono il 29, ma anche allo stesso Pertini, che quella "macelleria" la definì "una mattanza che aveva disonorato la vera Resistenza dei patrioti".

Il 29 gli angloamericani finalmente giunsero a Milano e per prima cosa sciolsero non solo tutte le bande partigiane, ma intimarono anche la consegna delle armi. Alle manifestazioni di giubilo che seguirono per la "Liberazione" (non certo dovuta a loro) i partigiani sfilarono per le vie del centro; ma lo permisero gli angloamericani solo se in borghese, senza nemmeno alla cintola una semplice scacciacani. Non così a Parigi dove alla sfilata ai CHAMPS ELYSEES la colonna delle forze armate "liberatrici" avevano in testa Churchill e un trionfante De Gaulle ( che non aveva mai voluto appoggi dalle bande di partigiani rossi).
IL RESTO DI TANTE DISUMANE PAZZIE DEGLI UOMINI NEI LINK DEDICATI ALLA 2nda Guerra Mondiale >>>>

 

UNA ATTUALE CONSIDERAZIONE: La recente pandemia ha imposto dall'oggi al domani l'isolamento a tutti noi. Soprattutto i giovani, un po' recalcitranti per quello "stare a casa". Certo - nella scuola a casa - con la Didattica a Distanza, alcuni sono stati favoriti avendo conoscenza e i computer in casa, mentre altri avendo famiglie che non li avevano (pur avendoli i loro figli spesso solo per giocarci) non sapevano nulla di computer. Così anche qui si sono viste le "differenze di classe". Ricchi e poveri !!
Ma nelle stesse scuole - impreparate - non ci sono state idee di cosa fare perché alcuni (gli oltre 45enni) non avevano le competenze, l'informatica era per loro tutta acqua fresca. Alcuni alunni, perfino di 10 anni, hanno dovuto insegnare ai loro genitori perfino come si accende un computer e come ci si collega al Web.
Ma queste carenze sono state il meno, perché l'isolamento ha impedito agli adolescenti e ai giovani le relazioni umane con i coetanei. La noia provata in casa nell'isolamento - per sopprimerla - non era abbastanza il solito schermo di un videogioco; e se prima un passatempo lo era, ora sembrava una comportamento perfino stupido.
Ed allora distendendosi sul letto, non a occhi chiusi a sognare, ma aperti, i potenziali dinamici giovani hanno scoperto - in modo involontario - l' "introspettività" la filosofia del pensare, la cosiddetta "visione" di una realtà che - come i nostri primitivi nella loro caverne - anche se ora nella calda "tana-casa", ai giovani stava per diventare assente, incapaci di fissare la propria coscienza.
Gli mancavano i suoi coetanei, i colleghi scolastici, gli amici sportivi, i primi battiti di cuore, i primi flirt sentimentali. La "movida" non era un banale passatempo per fare solo "due passi" ("a vuoto" dicevano i grandi "sapientoni"), ma era quella (fuori dalla famiglia che di solito ha un "pensiero unico" e visioni tutte sue) una necessità per guardare anche dentro se stessi e per conoscere gli altri, e questi più o meno esplicitamente dicevano come i saggi dello Yoga in Oriente "io confido le mie conoscenze e gli esami del mio IO a te, e tu me le confidi a me, così entrambi ne abbiamo due". E così con altri 100, 1000 coetanei, scambiandole ne possediamo altre 100, 1000. "Altrimenti senza scambi non riflettiamo e rimaniamo dei primitivi". "Non ci basta ciò che si dice dentro nella "tana" casalinga o tramite i Media".
L'isolamento insomma non ha nuociuto - alcuni temevano le conseguenze - ma ha semmai fatto scoprire la fondamentale e necessaria "introspettività", proprio nell'isolamento, andando alla scoperta del proprio IO, e questo ha cambiato profondamente il modo di essere dei giovani; in meglio!
Sono oggi più saggi di prima !!!
Se poi leggono e guardano le immagini di sopra diventa una necessità riflettere molto.
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Il terrore oggi lo si semina - non più con il numero dei morti - ma con il numero dei contagiati. Ma essere positivi al tampone non vuol dire essere malati. Ma solo asintomatici. Si é vero si è lo stesso contagiosi, ma lo si è soprattutto nei riguardi di persone che hanno già problemi nelle vie respiratorie come una buona parte degli anziani. Quindi da evitare la vicinanza con questi. Ma questo accadeva anche nelle precedenti note influenze. I colpiti si isolavano perfino da soli e dicevamo ai propri famigliari "stammi lontano altrimenti la becchi anche tu". Nelle stesse vaccinazioni, introducendo una infinitesima parte del virus (per sviluppare gli anticorpi) si è per un certo tempo asintomatici, ma non pericolosi se si attua anche in questo caso il necessario isolamento soprattutto con i più deboli o anziani.

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UNA MIA DIVAGAZIONE

Nel parlare di isolamento, di scuola assente e la mancanza degli importanti scambi con l'esterno, mi permetto di raccontare cos'é stata la mia vita.
L "isolamento", "lo stare a casa", "l'assenza di scuola ", e anche le paure per la propria vita (non per un Virus, ma per i bombardamenti) le ho provate personalmente a Chieti (l'epopea di questa città la racconto in altre pagine >>>> ).
Nel 1940 ero partito dal Piemonte per andare alle vacanze estive al mare. Era quello l'anno dell'inizio della guerra in Italia, che - si diceva - durerà poco. Ma dopo 5 anni ero ancora lì.
Nel '43 eravamo Francavilla quando il 31 agosto uno stormo di bombardieri andò in pieno giorno a bombardare Pescara, causando distruzioni e 2000 morti. Venne poi l'ambiguo 8 settembre, a casa nostra (accanto a Palazzo Mezzanotte) fuggiti da Roma vennero a rifugiarsi i Reali e tutto lo Stato Maggiore. Poi incalzati dai tedeschi - per non farsi tagliare la gola per il tradimento - nella notte come dei ladri fuggirono a Sud.
Il palazzo fu subito occupato dal comando tedesco per i successivi 10 mesi. E proprio per questa loro presenza il Palazzo era diventato l'obiettivo dei bombardieri americani. La distruzione di Pescara fatta in pieno giorno, ci aveva causato una quotidiana angoscia, perché non solo di notte ma anche in ogni ora del giorno poteva toccare anche a noi. Il rumore di un aereo causava panico.

Ed infatti una notte il Palazzo Mezzanotte lo centrarono, e anche se non ci furono enormi danni, a casa nostra fece crollare tutti i soffitti delle ns. stanze. C'erano dentro spezzoni di bombe grandi come un braccio. Uscimmo dai letti coperti di macerie, rifugiandosi presso un conoscente in campagna . Seguirono altri 57 bombardamenti e ogni sera i cannoneggiamenti, sempre causando distruzioni e vittime.
Ma non solo, un caccia americano - il pilota fu soprannominato il "Pippetto" - a mezzogiorno si divertiva a mitragliare il Corso mentre c'era gente in giro. Solo alla sera c'era il coprifuoco e ci si rintanava nelle case tutte al buio.
Un giorno, mentre noi ragazzini giocavamo a pallone nella grande piazza della cattedrale, comparve all'improvviso il "Pippetto" a bassa quota per mitragliarci; ci buttammo per terra come ci avevano insegnato; attorno a noi sentivamo rimbalzare le pallottole. Io gli mandai le maledizioni che colsero nel segno; il caccia nel riprendere quota per tornare forse di nuovo a mitragliarci, toccò la guglia del campanile e precipitò davanti a noi sfracellandosi. Davanti a quel pilota morto con il sangue che gli usciva a fiotti dalla bocca, noi ragazzi dalla gioia ballammo giulivi "La danza della Morte". Eravamo diventati cinici e matti anche noi.
Dura era far passare non solo la giornata sempre con il cuore in gola, ma anche le serate, che in assenza della corrente elettrica, si usavano non le candele che erano razionate, ma i lumini come quelli del cimitero. E una cena con quei lumini non era certo simpatica e per nulla romantica.
Dopo 10 mesi di drammi, con 100.000 sfollati in città e quindi tanta miseria in giro, sfondato il fronte del Sangro, l'anno dopo in giugno, messi in fuga i tedeschi giunsero gli angloamericani installando il Comando sempre nello stesso Palazzo Mezzanotte. Erano simpaticoni ma anche arroganti e anche sadici: si divertivano a buttarci a noi ragazzi lo Chewing Gum, la cioccolata, le caramelle, un pezzo alla volta e solo per vederci azzuffare per afferrarle.
Prima i tedeschi erano sempre austeri - anche se la sera accucciati a terra borbottavano Lilì Marlen - erano preoccupati, da Cassino e in Russia per le sconfitte che stavano subendo. Ed erano quanto mai spietati quando catturavano i partigiani; nel cortile interno sentivamo le grida degli interrogatori, poi gli sfortunati li mettevano su un camion e via in un luogo che sapevo benissimo dov'era. Accorrevo lì, dietro le mura del cimitero S. Anna. e non solo assistevo alla loro fucilazione, ma anche quando un tenentino scaricava la sua pistola a quelli che ancora agonizzavano. Ed era una scena impressionante; dal foro della scatola cranica usciva il cervello simile alla spuma quando si apre una birra.
Della scuola poi - la mia era di monache - anche se era spesso chiusa per le incursioni aeree, o per le evacuazioni forzate, non ho bei ricordi.

Eravamo tutti in una sola stanza dove c'era la 1a, la 2a, la 3a, la 4a, la 5a, attorno a due unici grandi tavoli. (altro che banchi girevoli !! E nessuno ci distanziava col metro). Lì non imparavamo nulla. Ci raccontavano solo storie di Santi o a fare noiosi infiniti dettati; in compenso pregavamo tanto; prima per i tedeschi ns. alleati diventati nemici, poi dopo per gli americani diventati all'improvviso da ex nemici i nostri nuovi alleati. Noi bambini cosa potevamo capire!! Si pregava e basta.

Fortuna mia che sotto casa avevo un 70enne professore di università di Greco e Latino in pensione. Lo aiutavamo fornendogli degli alimentari, che per noi non erano un problema, mio zio in tipografia (dove anche qui ci ho passato molte ore, e per il maneggio dei caratteri, già a sei anni leggevo come un adulto) stampava le tessere e qualche bollino lo passavamo a lui. E lui per sdebitarsi mi intratteneva intere giornate per raccontarmi - con una voce carezzevole - il "suo mondo": le storie di Omero, la vicende greche e quelle romane con le loro conquiste. Lui possedeva migliaia di libri, compresa la grande Enciclopedia Treccani e nel raccontarmi le sue storie mi sfogliava quei grossi volumi per farmi vedere le immagini dei mitici eroi, filosofi, imperatori. Insomma con lui mi ero fatto una cultura "universitaria", avevo solo 11 anni ma mi piaceva stupire grandi e i piccini sfoggiando il mio sapere. Vanità? sì ! ma questa era uno stimolo per apprendere altre mille cose.
Finita la guerra, alle elezioni del '46, lui mi spiegò cos'era la Repubblica, la Monarchia che avevamo visto in fuga, il crollo del Nazismo e il Fascismo e quella Democrazia che tutti ora aspiravano ad avere. Fu un corso improvvisato anche di politica!!
Tornato mio padre proprio nel '46 dalla prigionia, ritornai in Piemonte. Ma non avevamo i mezzi per continuare io ad andare a scuola; a 12 anni già lavoravo!! Per fortuna mia come da mio zio a Chieti - - ancora dentro in una tipografia-legatoria - dove passandomi tra le mani migliaia di libri, curioso com'ero diventato, feci nel corso di 5 anni quasi il pieno del sapere: letteratura, musica, arte, e tanta tanta storia per capire il mondo che ci circonda, ma soprattutto per capire (e le letture di Dostoevskij furono fondamentali ) per avere la necessaria "introspezione" di se stessi. (proprio lui, Dostoevskij scriveva....
“Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive”. - E per sapere prima di tutto bisogna educarsi all'attenzione, a non avere fretta. E' Yoga!"!

Del resto anche il mio professore mi aveva avvertito "l'uomo che desidera vivere meglio ma non si accultura, se é perdente deve addebitare la sconfitta solo a se stesso e alla sua ignoranza". Ne feci il mio motto per il resto della vita, e mi è andata abbastanza bene; mi cimentai nell'azione nello scalare montagne, poi nel fare 5 anni il paracadutista e l'antiterrorismo; poi un alacre lavoro come ispettore per tutto il territorio nazionale; girai per le capitali di 25 Stati Europei; fino ad insegnare poi io alle università, a insegnare e a vendere agli italiani 6000 computer, e a finire al Museo dell'Informatica, io che avevo fatto a malapena solo le elementari e per di più in una scuola pollaio.

FORSE VI AVRO' ANNOIATO, MA...
SE QUALCUNO INTERESSA LEGGA LA MIA BIOGRAFIA FATTA DA UN GIORNALISTA >>>>>



Una rassegna sulla FILOSOFIA e tutti i FILOSOFI citati sopra sono in queste pagine >>>>>
(con molti contributi di Diego Fusaro, concessimi agli inizi dei suoi studi )

ORA BUONA LETTURA
( tutto in originale - 150 pagine digitalizzate )

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