UNA PANORAMICA
SULL'ISTRUZIONE, LA SCUOLA a fine '800



AGLI INIZI DEL '900 - NEL "VENTENNIO" - NEL DOPOGUERRA
fino ad OGGI.... con il ritardo sulla .... "Didattica Digitale"


Eppure già qui a Valgreghentino- Comune di 3.444 abitanti (Prov. Lecco).
nel 2010 ( !!!! ) fu allestita nella loro scuola elementare
una moderna aula di informatica dotata di 16 computer,
20 postazioni di lavoro, una lavagna interattiva.
Fu un vanto !! Si sperava di essere d'esempio in tutte le scuole d'Italia.

NIENTE!! Doveva arrivare il Coronavirus per far scoprire l'informatica.
(alcuni bambini di 10 anni già esperti hanno dovuto spiegare ai loro insegnanti
come si accende un computer e come si accede al Web)

 

L'ISTRUZIONE , LA SCUOLA nell' '800.

Non eravamo proprio nei "secoli bui", quelli erano già passati, perchè qui siamo già nel 1821 !!!
""L'istruzione scolastica l'approvo per li giovini nobili destinati a famiglie cospicue, ma quanto a quelle di umile e povero stato, il buon padre di famiglia si contenti che sappiam leggere li figlioli "la vita de' Santi", e nel rimanente attendano a lavorar li campi. In quanto poi l'istruzione estesa perfino alle femmine io non l'approvo, ne so vedere quale utilità ne possa derivare alla società. Che insegnino li madri alle figliuole a filare, a cucire e ad occuparsi di esercizi donneschi. In quanto a leggere, al massimo insegnino loro quanto basta per leggere i libri delle preci"
( Trattato dell'educazione politica sociale e cristiana dei figliuoli". 3 volumi di Silvio Antoniano- - Libro Terzo, pag 264, Milano, MDCCCXXI - )
Non eravamo nel Medioevo ma un trattato per tutti gli insegnanti di tutte scuole nell'anno 1821....e fino al 1894 !!!".

La Scuola nell'Italia - non ancora Unita nel '60 - era una Istituzione organizzata per l'istruzione della gioventù. Ma era un monopolio del preti con i vari istituti e nelle stesse "Materne" un monopolio delle suore.

Come scuola dell’obbligo venne costituita solo con l’inizio dell’Unità d’Italia nella seconda metà dell’800. C’era allora da combattere l’ analfabetismo diffuso tra milioni di cittadini che non avevano risorse; c’era la necessità di prevenire questa ignoranza, portando i giovani italiani ad imparare almeno gli elementi strumentali dell' alfabetizzazione: scrivere, leggere e fare qualche addizione.

Non è che non esistevano scuole superiori ma anche queste erano tutte in mano a istituti religiosi: come quelle per i maschi dei Gesuiti, dei Fratelli, Salesiani, ecc., o quelle - per le femmine - nei vari istituti delle religiose: Canossiane, Agostiniane, Benedettine, Carmelitane, e altre 931 istituti (!!!).
A frequentarle - con il pagamento di una retta - erano solo i figli di famiglie benestanti. Poche quelle "di Carità".
Prima dell'Unità vi era stato nel 1859 la "Legge Casati" solo in Piemonte e in prospettiva il Lombardo-Veneto. Quindi su un terriotorio ancora limitato.

Con l'Unità d'Italia (diventata laica) nel 1861 - sempre con la Casati - la frequenza della scuola primaria - di 3 anni di scuola elemntare - diventò (formalmente) obbligatoria come dovere, e sembrava (formalmente) un diritto, garantendo la presenza di maestri anche nelle più isolate comunità rurali. Ma qui la frequenza era molto bassa. Questo perché per le risorse, ogni Comune doveva pensarci da solo, sia come luogo, come attrezzature, oltre che pagare le insegnanti, e non tutti i Comuni erano in grado di farlo. L'obbligatorietà e il diritto (di fatto) rimase sulla carta. E quei piccoli Comuni che tuttavia lo fecero - a loro spese - crearono delle fatiscenti scuole. Dove all'ingresso l'insegnante non era nemmeno in grado di scrivere Scuola, figuriamoci i bambini cosa imparavano (vedi queste immagini).
Nel '77 ci fu un'altra legge, la "Coppino", che ribadì l'obbligo della frequenza portandolo dai 3 ai 5 anni. (sulla carta).

...

..

Ma già dal 1894. Il Min. P.I. Guido Baccelli nel fare la nuova "Riforma della Scuola" aveva affermato....
"... bisogna insegnare solo leggere e scrivere, bisogna istruire il popolo quanto basta, insegnare la storia con una sana impostazione nazionalistica, e ridurre tutte le scienze in una unica materia di "nozioni varie", lasciando spazio al maestro, mentre per le donne rivalutare il più nobile e antico insegnamento, quello dell'educazione domestica; e mettere da parte infine l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Non devono pensare, altrimenti sono guai!".
E in quanto all'obbligatorietà e al diritto tutto come prima. Rimase sulla carta. Quel diritto e dovere per tutti, nelle intenzioni doveva essere il motore fatto per migliorare la crescita sociale e culturale. Ma in quella Italia del '94 vi era ancora la grande differenza delle classi sociali, e solo questa al suo interno mirava all'istruzione dei propri figli. Mentre 2 milioni di bambini di gente povera, erano impegnati in attività lavorative nelle citta o nei campi.

Negli anni nel primo '900 nei vari opifici, i bambini di 7-8-10 anni impiegati nelle varie mansioni erano numerosi. Non conosco i dati degli altri comuni e città, ma so che nella mia città a Biella e dintorni, con le sue numerose aziende tessili, il numero di bambini occupati (ovviamente analfabeti) erano circa 1000 su una popolazione di ca. 20.000 abitanti, ed erano quasi tutte in centro - Rivetti, Fila, Maglificio Biellese, Cerruti, Sella, Piacenza ecc. ecc. (una mia zia a 7 anni era già ai lanifici Piacenza "attaccafili". Un'altra a 8 anni ai lanifici Sella "sfilacciatrice" - anni 1915-19)

QUESTA LA SITUAZIONE CHE C'ERA PRIMA
VEDIAMO QUELLA CHE CI SARA' SARA' SUBITO DOPO

Nei primi anni '900, nell'italia intera vi era tanto analfabetismo, in alcune zone del meridione e del Veneto
per la non frequenza alle scuole l'analfabetismo aveva punte del 75-80%.
Quanto alle donne - in ogni regione d'Italia (sempre nel '900) lo erano il 90-95%.
(enorme il divario con i Paesi germanici e del Nord- vedi sotto la tabella)
Solo dall'inizio del "ventennio", tutti iniziarono ad andare a scuola e sapevano leggere.
(nei Fasci Femminili (età 14-18 anni) nel 1934 c'erano già ca. 400.000 donne)
Ed erano anche iniziati per le superiori maschili i "Littoriali della Cultura".

Estratto dal Libro-Agenda "FINO AL 2001 E..RITORNO" di Francomputer ( Copyright - deposito SIAE))

ANALFABETISMO IN EUROPA

Anno

Italia

Spag

Ger-Aus

Sviz

Franc

Sv-N-D

Be-Ol-

Inghilt

(USA)

(Giapp)

1861

74,7

75

20

19

47

10

45

31

20

36

1880

47,5

55

2

2

17

1

22

14

17

29

1900

48,6

51

1

1

17

0,5

19

3

11

12

1920

35,2

49

1

1

14

0,5

15

3

8

5

1941

13,8

17

1

1

12

0,5

11

2

5

4

1950

12,9

16

1

1

4

0,5

3

2

3

2

1960

8,3

12

1

1

3

0,5

2

1

2

1

1970

5,2

5,9

1

0,5

2

0,5

1

0,5

1

1

1980

3,1

3,4

0,5

0,3

0,4

0,5

0,4

0,4

1

1

1990

2,9

2,8

0,2

0,2

0,3

0,3

0,3

0,3

0,5

0,2

anni frequenza
anni 1950

7,6

6,9

11,6

11,6

12

11,4

11,3

11,7

12,4

10,8

Subito dall'inizio del "Ventennio", dal 1922 in poi, nonostante le critiche sul regime, nella scuola si fecero progressi enormi, l'analfabetismo si abbassò del 22%.
Merito della "Riforma della Scuola" promossa da Giovanni GENTILE nel 1923.
GENTILE non era solo uscito dall'Università, nel 1922 aveva 50 anni, era uno dei maggiori esponenti della Cultura Italiana. A 22 anni si era laureato in filosofia ottenendo subito la cattedra; a 24 salì anche in quella di Pedagogia e a 27 ottenne la libera docenza in filosofia teoretica a Palermo. Poi Direttore alla normale di Pisa (dove incontrerà Croce e strinse con lui un sodalizio durato anni) poi andò alla Sapienza di Roma ed infine vicedirettore alla Bocconi di Milano. Diventò in seguito anche direttore scientifico dell'Enciclopedia Italiana dell'Istituto Treccani, riunendo attorno a se come collaboratori 3.266 studiosi, anche non fascisti e perfino.... numerosi ebrei (del resto Gentile non firmò mai il Manifesto della Razza, e criticò perfino in pubblico l'antisemitismo del regime
(questo lo scriverà Paolo Mieli !).

Gentile a Milano al nascere del fascismo era poco convinto delle doti di Mussolini, ma entrato poi in politica cambiò il giudizio, fino a diventarne un suo sostenitore. E Mussolini nel suo primo governo lo nominò Ministro della Pubblica Istruzione. Gentile l'anno dopo varerà per la scuola la famosa "Legge Gentile" dove diede ampio spazio alla formazione classica e umanistica. Una Riforma che sopravvisse alla caduta del fascismo e che durò fino 31 dicembre 1962 .
Essa mirava a un insieme di provvedimenti nella sostanza ma anche nella durata: 1) il ciclo unico della scuola elementare; 2) la Scuola media e secondaria; 3) gli esami per l' ammissione al ginnasio; 4) gli accessi al liceo classico e scientifico; 5) promosse la scuola di 3 anni detta di Avviamento Professionale per coloro che dopo le medie volevano terminare gli studi per entrare nel mondo del lavoro.

Ma i giudizi dei cattolici sulla riforma furono subito aspri e lo furono ancora di più dopo il "Concordato" del '29 perché nella sua riforma Gentile aveva relegato la religione al rango di cultura popolare, affermando che "dopo le elementari lo studio della religione non serviva". Mentre alle superiori, al ginnasio e licei - ma non allo scientico - rese obbligatorio lo studio della filosofia e all'umanistica.
Per questo atteggiamento fu criticato non solo da oltre Tevere ma irritò anche lo stesso Mussolini visto che lui si era dato molto da fare mirando a un consenso al fascismo proprio dai cattolici. Lo ottenne comunque e ampliamente varando il successivo plebiscito, ma anche perché la Chiesa riuscì a riottenere dall' "uomo
della provvidenza" lo studio della religione Cattolica anche nelle superiori. Contrariando Gentile, che tuttavia mantenne comunque buoni rapporti con Mussolini, fino al punto che alla caduta del fascismo, Gentile fu convinto da alcuni gerarchi ad entrare con malavoglia nella nuova RSI; ma non suo figlio (capitano nell'esercito sabaudo) che pur avendo pure lui come il padre aderito alla RSI, poi non si presentò alla chiamata nell'esercito repubblichino; fu ritenuto un disertore e finì internato in un campo di prigionia tedesco. Il padre - per evitarlo - non potè fare proprio nulla.
Gentile - quasi 70enne - pur non partecipando a delle riunioni dei Repubblichini, nel corso della lotta partigiana, alcuni lo accusavano di appoggiare i nazisti e i fascisti. Fin quando il 15 aprile 1944 mentre rientrava in macchina nella sua villa a Firenze un gruppo partigiano fiorentino aderente ai GAP di ispirazione comunista camuffandosi come studenti con dei libri in mano, lo attesero sulla soglia di casa e proditoriamente lo assassinarono mentre era ancora al volante dell'auto con un colpo di pistola alla tempia. Un episodio che fu criticato dagli stessi antifascisti, ma non dai comunisti.

 

TORNIAMO ALLA SUA RIFORMA, che mirava a ridare dignità al ruolo di maestro e agli studi, assegnando alla Scuola Pubblica un’alta funzione di controllo su tutto l’insegnamento medio.
(La solita Sinistra bolscevica criticava per partito preso, dimenticando che in Russia la scuola era ancora al medioevo, e non era quella di certo da imitare!!!)
Fu organizzata da Gentile anche un albo professionale degli insegnanti, selezionati per mezzo di concorsi pubblici; fu rafforzata la gerarchia all’interno degli istituti; e a capo di essi furono posti DIRETTORI (per la scuola elementare), PRESIDI (per la scuola media), e RETTORI (per l’università).

Prima del '23 - quindi prima della Riforma, sia nelle elementari come nelle scuole "Materne" queste erano un monopolio delle suore. Le poche insegnanti laiche che c'erano in giro operavano con una scarsa preparazione nell'insegnamento, scrivevano ancora ancora squola come visto sopra. Gentile, creò un corso di 3 anni per i maestri destinati proprio alle scuole elementari che furono così ampliate come numero in ogni città, paese e anche nei piccoli comuni dove non avevano risorse per aprire né una scuola né potevano pagare delle insegnanti. Gentile provvide a crearle fornendo attrezzature e li esonerò pure nel pagamento degli insegnanti. Così operando via via tolse agli istituti religiosi il 90 % dei bambini. Dando così l'avvio anche alla creazione delll' "Opera Nazionale Maternità Infanzia" (ONMI). Un ente assistenziale nato allo scopo non solo di tutelare madri in difficoltà con dei contributi, ma anche di tutelare la salute dei piccoli che avevano avuto fino allora un'alta mortalità per malattie infantili varie.
(Ancora nei primi anni del '900, la mortalità infantile era elevatissima, per le infezioni di morbillo, pertosse, infezioni gastroenteriche. tubercolosi, malaria, polmoniti, bronchiti. Se nel corso di un anno morivano 600-700.000 persone , 270-300.000 erano bambini sotto i 5 anni. La sanità del tutto assente.



Furono quei contributi dell'OMNI più che utili per molte madri di modeste condizioni che così - fin dalla nascita del loro bambino - potevano contare su preziosi aiuti economici e assistenziali e soprattutto allevare i figli - belli e sani - senza il timore di malattie. Nell'OMNI - proprio per questo ci furono anche dei singolari "Concorsi di bellezza" con i bambini che nascevano sani e belli e robusti. Il caso volle che nel marzo del '36 nascevo io, piuttosto belloccio. Mia madre fu indicata per il premio in denaro in palio, ma poi gli suggerirono di far vincere la seconda classificata essendo molto bisognosa di quel premio molto più di mia madre che anche se non era proprio ricca, era abbastanza benestante; rinunciò così al premio, con gli esaminatori che gli dissero per la mancata vincita: "Si goda però tutta la felicità di avere avuto e di poter lei fortunata - senza avere problemi economici - di allevare questo suo bel bambino".

Anche se questi aiuti non erano "molti", le solite voci comuniste amplificarono quel "non molto" prendendo ad esempio non la Russia, ma paradossalmente gli americani, volendo così criticare, sminuire e anche ridicolizzare questi aiuti fascisti, scrivendo: "Aiuti? sono delle miserie, gli americani spendono una cifra superiore a quella della nostra ONMI per dar da mangiare ai loro cani e ai loro gatti".
Tuttavia questi aiuti fecero la loro parte nei numerosi Asili Nido sorti e curati sempre dall'ONMI, fino alla elementari.



Poi proprio nelle elementari nel periodo estivo
- per un intero mese -
venivano organizzate in molte spiagge d'Italia
le "Colonie Marine".
Molte in Liguria e Toscana,
e moltissime nella Riviera Romagnola.
Organizzate anche dai grandi complessi industriali milanesi e torinesi.
Da Rimini a Bellaria se ne contavano delle bellisme e imponenti
a decine, con dentro ognuna centinaia di bambini, festosi,
dove si imparavano molte cose; a turno i vari compiti venivano assegnati in spiaggia, alle mense a servire, o il rifarsi i letti;
quindi veniva insegnata anche la disciplina della convivenza, e con quella loro giocondità di stare tutti insieme, anche la socialità.


Nel 1926 fu creata anche l’OPERA NAZIONALE BALILLA e con la Legge del 1929 il ministero divenne "Ministero dell’Educazione Nazionale", con De Vecchi che estese il controllo dello Stato su tutti i manuali scolastici in uso nelle scuole medie, prima lo era solo alle scuole elementari. Qui per gli scolari, divenne famoso il motto "libro e moschetto fascista perfetto".
Ancora oggi i denigratori del fascismo mettono l'accento su quei "poveri bambini" chiamati "Figli della Lupa"....
(che però volevano solo ricordare il simbolo della grandezza di Roma)....il simbolo lo avevano sulle divise che erano molto curate, essendo preparati a casa e fuori a una certa disciplina. Ma questo innervosiva i pochi comunisti, questi bambini li avrebbero preferiti in camicia rossa; mentre anche i preti spodestati li avrebbero voluti solo con le cotte bianche dentro le chiese a fare a tutte le ore i chierichetti nelle varie messe, funzioni, novene, tridui, mese della Madonna, mese del Natale, oppure per accompagnare i funerali dei ricchi ecc. ecc. (una esperienza provata di persona)

Il ministro fece redigere anche dei nuovi programmi che introducevano una certa disciplina militare, soprattutto proprio per imparare "la disciplina" - (con questo scopo, esisteva fino a pochi anni fa (2005) con il servizio militare obbligatorio - non fatto dal fascismo ma lo era già da 143 anni !!) ci fu così l’aumento delle attività extrascolastiche assieme alle organizzazioni giovanili ludiche e sportive. Del resto già nel 1934 un accordo tra Guf (Gruppi Universitari Fascisti) e la Milizia, avevano anche qui gettato le basi prima di affrontare la leva, con un addestramento militare nell’istruzione media e secondaria. Un settore quello dei GUF da dove poi uscirono molti personaggi, che poi ritroveremo - dal dopoguerra in poi, fino ai nostri giorni - a capo di partiti perfino nelle opposizioni; intellettuali, giornalisti, funzionari, prefetti, politici, ecc. (ancora oggi viventi).


Ma un accenno dobbiamo farlo proprio sull'Opera Nazionale Balilla. Non ci furono più gli "Oratori" delle Parrocchie dei preti, o le numerose e varie feste religiose all'interno degli istituti religiosi femminili. Entrambi le nuove generazioni le abbandonarono, erano già stanchi a casa di avere le madri bigotte tutte casa e chiesa, tutte imbacuccate da veli e vestiti in nero.

Madri che negli "oscuri passati" avevano conosciuto non solo la povertà, ma anche il dolore e le ferite delle umiliazioni, non solo dagli uomini ma anche dal bigottismo e ipocrisia dei loro "custodi di anime" dentro i confessionali. Non solo le giovani donne dovevano fare i voti di castità, ma nemmeno potevano comprarsi e indossare (perchè considerata una peccaminosa vanità) un bello scialle colorato da ametersi in capo o sulle spalle invece di mettersi quei veli monacali tutti neri. Figuriamoci mettersi in pantaloncini corti sopra le ginocchia o le attillate magliettine a mezze maniche, "orrore!!" - "sacrilegio", era considerata una "offesa per le altre pie e caste donne".

Ma la storia stava facendo il suo corso. E finalmente si incominciò a vedere e a incontrare delle giovani donne gradevoli nell'aspetto ed anche nell'odorato; ricordiamoci che prima (non esistevano i bagni in casa) ci si lavava poco, soprattutto nell'intimo, e nel "periodo" le donne se le avvicinavi un po' troppo, letteralmente puzzavano, non erano di certo questi odori piacevoli, né certo delle piacevoli attrattive sensuali. Ma finalmente si videro giovani donne non più con addosso veli in testa e gonne fino alle caviglie, nere !! Dove l'unica distrazione della giornata, prima - uscendo dalle "tane casalinghe" la sera - erano solo le novene, i tridui, le settimane sante e gli interminabili rosati dentro le chiese, con le loro madri tutte in nero, per espiare i.... (chissà quali !!) ...peccati della giornata !!!! - anche se erano questi peccati solo delle banali immaginarie fantasie. Ma anche solo pensarle era peccato.

La O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro) nel 1934 contava già 2.108.000 giovani. E per il potenziamento degli sport a carattere nazionale gli attivi nel C.O.N.I. erano alla stessa data già 612.000. (tutte le tabelle 1933-34 sono QUI >>>>
Gli organizzati Sabati Fascisti erano un tripudio di giovani maschi e femmine. Ed era anche un piacere il solo vederli.

Vediamo qui nell'immagine, quando comparvero per la prima volta le giovani donne, in pantaloncini che scoprivano ("ignude" - "scandalo" !!!) le loro verginee gambe (sopra il ginocchio!!! doppio scandalo!!!) , che avevano addosso anche quelle corte, attillate magliettine, dove nei loro petti premevano al vento i turgidi giovanili seni ("scandalo"!! - "tentazioni di Satana"). "Mai - dissero i preti - si erano visti "spettacoli così indecenti", così "conturbanti".

Ma probabilmente a questi censori nel vedere quei fiori di bellezze femminili gli saliva il sangue alla testa o non riuscivano a contenere le voglie nel basso ventre.

Infatti già alle prime manifestazioni sportive subito le gerarchie cattoliche ebbero da dire su tutto; e aciduli erano pure i commenti dell’Osservatore Romano, che proprio nel 1934 dalle sue righe sghignazzava sugli "ipocriti" spettatori che andavano sì alle manifestazioni sportive, ma solo come guardoni "per ammirare le forme delle gareggianti e non la forma intesa in puro senso sportivo". (ma che male c'era in questo ammirare delle gioiose giovani donne ??? C'era la misogenia !! un' avversione e una repulsione nei confronti delle donne, per il solo fatto che erano donne. Dimenticando sempre che loro stessi - da una unione donna-uomo - erano nati. Ma forse erano stati concepiti non con un atto di amore ma con uno stupro o con la violenza. Ora si rivalevano! Non gli bastava averle ripudiate le donne, dandosi la castità, volevano farle ripudiare anche agli altri).

 


Una esultanza di gioiose bellezze, già in...... Hot Pants,
ricomparsi poi solo nel 1949 con la 19enne S. Mangano nel film "Riso amaro".
Oliviero Toscani nel '73 con i jeans “Jesus” andò poi oltre....su, su, su,
li accorciò ancora di più fino ai glutei con i grandi manifesti affissi in tutta Italia suscitando scandalo;
perchè oltre al nome sacrilego, sui glutei scrisse pure "chi mi ama mi segua".
Per la Chiesa era un oltraggio, una blasfemia.
Del successivo "bikini" anche se si vedevano solo nelle spiagge
i bigotti anche su quelli si scatenarono; e perfino la politica non trovò nulla di meglio
di perseguitare con la polizia chi li indossava, con il reato "oltraggio al pudore".
(Quando 1867 anni prima negli affreschi di Pompei già apparivano i bikini nei vari giochi)

Ma la misogenia era già antica, era nel sangue dei bigotti.....
(il Vescovo Cirillo (oggi Santo) sentenziò "fate tacere quella donna, sia lapidata a morte" )
(
sua anche la massima "la donna impari il silenzio!" )

( qui la storia di IPAZIA >>>>


Ricordiamoci che prima del ventennio anche il tennis
era ritenuto conturbante ed eccitante,
anche se si aveva il gonnellino fino alle caviglie.

Inoltre preti e monache mettevano in evidenza (questa sì era ipocrisia !!)
eventuali danni che l’esercizio fisico poteva arrecare nella pubertà,
durante il ciclo mestruale.

E perfino andare in bicicletta veniva sconsigliato
perchè poteva la sua sella infrangere la verginità,
considerata la "Santa Gorettiana" "virtù".

Di praticare il nuoto nemmeno parlarne:
dentro quelle tute nere bagnate aderenti al corpo
i bigotti e i preti ci vedevano l'abbraccio del diavolo-serpente in persona.


(non sempre però: a 11 anni io ero da quasi 5 anni il chierichetto onnipresente di una cattedrale. Curioso com'ero, conoscevo ogni più piccolo angolo della stessa. Un giorno in uno sgabuzzino vi sorpresi il mio curato intento a fare "ginnastica" "sopra" una bella giovane parrocchiana. Mi fece giurare e rigiurare che non avrei detto niente a nessuno. Ma io dopo mezz'ora, raccontavo tutto a mia nonna, mia zia, mio zio. Il giuramento fatto da me non valeva, visto che il primo ad essere stato spergiuro sulla sua castità era stato proprio lui. Questo ed altre cose viste e vissute nel vicino seminario, mi allontanarono per sempre dalla Chiesa).

Negli sport, preti e monache, consentivano alle ragazze, solo le gite in montagna e in campagna e un po' di sobria ginnastica in casa, banditi tutti gli altri sport dove c'erano i movimenti dell' "osceno" corpo.

Del resto erano già 1700 anni che lo sport era stato messo al bando dal Cristianesimo - erano considerati tutti riti pagani. Perfino Sant'Agostino gli spettacoli atletici dei giochi li aveva ritenuti "sconci" per "quelle oscene nudità", anche se nei Giochi non vi erano donne. L'imperatore Teodosio nel 393 d.C. li aveva così vietati, ponendo fine a una storia che era durata più di 1000 anni !!!
((((( Poi i primi Giochi Olimpici dell'era moderna - grazie a de Coubertin - erano ritornati; la sua prima edizione si svolse nel 1896 ad Atene, in Grecia. Ma non ebbero un grande successo; la gioventù era allora ancora sempre in mano ai preti e monache. Ma dopo il primo dopoguerra - con i giovani tornati dalla guerra dove avevano sì patito ma anche socializzato con altri giovani - il clima era già cambiato e a partire dal 1924 si ritornò ad avere una grande partecipazione nei Giochi, con l'Italia fascista in piena attività sportiva e che poi già alle Olimpiade del '28 si piazzò al 7° posto, che salì addirittura al 2° posto nelle Olimpiade del 1932.
Ma ricordiamo anche che prima nelle Parrocchie e nelle scuole dei Salesiani - gli "Oratori" - (promotore era stato Don Bosco) ai ragazzi si sconsigliava perfino il gioco del Calcio - che poi negli anni del fascismo era invece ormai diventato uno Sport Nazionale e con affermazioni - anche qui - come nelle Olimpiadi - in campo mondiale )))))
.

L'imperatore Giustiniano nel 529 aveva poi fatto ancora di peggio, abolì ad Atene l'Accademia, le varie scuole che erano nate per l'istruzione dei cittadini, decretò così la totale distruzione dell'Ellenismo. Mori l'Arte con la pittura e la scultura oscena ( i vari nudi maschili e femminili) , il Teatro perchè gratificava basse passioni; l'arena stimolava istinti bestiali; e la danza era una inseparabile compagna dell'indecenza, perché - predicava Crisostomo - non dava ristoro alla mente, ma eccitava le passioni più basse (forse le sue). Indistintamente erano tutte queste cose focolai di immoralità. Quindi da eliminare!!, la Musica pure..... (singolare che l'Organo Idraulico (detto anche "armonium"), usato nelle feste del "Pago" per ballare, cantare - via anche questo, l'"armonia" che invitava alle danze....da condannare. Paradossalmente secoli dopo la cristianità iniziò ad usarlo in chiesa per le funzioni liturgiche).....con queste feste nei "Pago" gli abitanti erano considerati tutti "pagani"; l'amore per i fiori, le piante, gli animali da compagnia, tutto bandito dalla vita quotidiana. Lo sport, la cura fisica ed estetica del corpo umano, lo svago salutare e spensierato di una moltitudine di gente nelle palestre, negli stadi, negli ippodromi di molte città, frequentati tutto l'anno, eliminate anche queste. Non ci dovevano essere antagonisti. Tutte queste attività erano focolai di immoralità. Unico luogo di ritrovo: i nuovi sagrati.
Non si tolleravano certe licenziose libertà, e ci si lamentava che era degenerata, diventata troppo opulenta, egoista, materialista, lasciva, immorale, dissoluta, degradata; ma soprattutto miscredente.
Banditi nei costumi anche le belle vesti che fino allora con la seta in vari colori abbellivano le donne, il nero cominciò ad essere l'unico "colore"; banditi i profumi, i gioielli, i vari ornamenti. Le stesse capigliature dovevano essere avvolte in un panno nero. Le passeggiate serali.... finirono, anche perché ormai - con tutto quel nero da capo a piedi - sembravano funerali.
Le giornate e le esistenze di ognuno iniziarono a farsi grigie. Purtroppo il resto - l'oscurità totale - doveva ancora venire! E sempre con le discutibili motivazioni.
Nelle prime funzioni nelle chiese, la gente prima di entravi, rivolgeva al Sole un' inchino - giammai!! - Un monaco ebbe un'idea, costruì con dei raggi solari un disco e formando una teca vi inserì un'ostia - che in virtù della transustanziazione, era il corpo di Gesù Cristo. Diventò così "L'Aspensorio" da elevare durante il "sacrificio della Messa", così l'inchino rimase.

Proviamo a immaginare come si viveva fino al 1300-1400; si nasceva, si viveva, e si moriva, senza sapere cosa era avvenuto nell'intera umanità nei precedenti secoli, in Oriente, in Grecia, a Roma e nei successivi 1000 anni dopo la caduta dell'Impero Romano.
In questi secoli, con le invasioni barbariche, quasi tutta la popolazione che viveva sulle coste marine o sulle grandi direttrici stradali romane, si rifugiava, al nord Italia nella varie valli, e dalla Romagna fino alla Calabria fuggivano in zone impervie in quei 1000 km. nell'alto entroterra appenninico dove nacquero ca. 6-7000 piccoli paesini (che ancora oggi esistono), dove cercavano un rifugio e qualche metro di terreno da coltivare "eroicamente" (chiamata proprio "cultura eroica") ma dove però non cresceva nulla. Una vita fatta di rinunce, di rese e di tanta fame.
(ma "eroica" fu anche una Scuola- a CRACCO vivino a Matera - oggi un rudere, disabitato - ma da visitare - sorse una scuola chiamata "Univesitas").

Il perno di ogni successiva comunità - la conferma é la nuova urbanistica- era il villaggio (ex "pago" ora "pieve") con la chiesa al centro, mentre nelle cittadine con al massimo 6-8-10mila abitanti (quasi fino ai ieri - anni '800 primi '900) iniziarono a sorgere - con le donazioni - le monumentali e sfarzose cattedrali con i suoi sagrati.
Qui si svolgono tutti i fatti principali della vita comunitaria. Il vescovo è il governatore, il prefetto, il sindaco, il notaio, l'insegnante, il medico taumaturgo, il moralista, e anche il destinatario dei vari balzelli (la "decima" - cioè un decimo dei raccolti alla chiesa e ai sacerdoti - "così tu farai l'espiazione dei tuoi peccati".
Sempre di più - con i lasciti, dopo aver terrorizzati i moribondi con l'inferno - lui è il beneficiario e il proprietario di grandi possedimenti agricoli, e quindi anche della produzione alimentare. Una autorità in tutti i settori. Per 1400 anni !!! Per 60 generazioni !
Sull'uomo, sia il debole come il potente, lui domina, vigila, decide, dalla culla alla bara. Inizia a redigere gli atti di nascita, di matrimonio, di morte, dispensare i sacramenti, esigere le confessioni, dare le assoluzioni, le indulgenze
(spesso pagando - Lutero si ribellò proprio su questo) lui con l'olio santo apre le porte del Cielo.

Ma anche nelle piccole città erano assenti evoluzioni civili e culturali e c'era pure lì tanta fame. Poi l'ANNO 1000 fu preannunciato da alcune sette religiose con messaggi di sventure e castighi divini che terrorizzò nei precenti anni tutte le popolazioni. Ma poi non accadde nulla, la volontà divina lasciò scorrere l' ANNO 1000 tranquillo. Non siamo ancora negli anni del fecondo periodo del dopo le crociate, quando furono ripresi con le Repubbliche Marinare gli scambi commerciali e mercantili con i Paesi del Medio Oriente, da dove poi arrivarono anche quelli culturali che accenniamo poi qui sotto .

Nei poveri campi di sterpaglie nulla abbiamo detto cresceva, dove metà degli italiani di allora si era rifugiata per non essere o uccisi o deportati dai barbari - né vi era più gente che circolava - né si sapeva cosa avveniva nel resto della penisola; non esistevano i rarissimi libri, nè alcun genere di informazione perchè la totalità era analfabeta. Ma il prete in ogni più impervia località non mancava. E prese lui in mano l'educazione pubblica e della famiglia, vigilando anche dentro le lenzuola. E lui non é solo un punto di riferimento per l'anima ma anche per il mantenimento del corpo e di quella poca mente che era rimasta in quella povera gente.

Il guaio è che nell'isolamento la gente non scambia più informazioni, nè riceve patrimoni di conoscenze. Questa miseria materiale e culturale porta irreversibilmente ad una povertà esistenziale, ad una totale involuzione. Tutte le istintive passioni per la lotta esistenziale sono messe a tacere, incanalate nel misticismo, "prega e spera nella vita eterna". Una rassegnazione che porta a vivere solo di speranza, che spegne l'energia vitale, quella individuale e quella collettiva.

Negli eventi catastrofici della natura, in quel barbarico malessere diffuso, il prete contribuiva a far nascere la nevrosi psicopatiche; lui predicava e ricordava che tutto il male derivava dal fatto che non si onoravano abbastanza Dio, e che queste offese fatta a Lui non si potevano eliminare con i pianti di dolore, lo sdegno o la disperazione, anzi, anche nei tempi in cui accadeva nulla, lui preannunciava immani sciagure per il futuro, ripetendo "...che Dio non voglia" "che accada questo, questo e quest'altro". Si terrorizzava e poi predicava la rassegnazione; si prometteva che in cambio ci sarebbe stato il dono del paradiso nell'al di là. Ma intanto si viveva l' "inferno" in terra.
Ma "vivere" nella natura umana non é rassegnarsi (sedersi, pregare e aspettare); la rassegnazione é il coraggio ridicolo dello sciocco. Con la rassegnazione non si va da nessuna parte, si resta fermi, sempre più deboli, e sempre più esposti.
Ed è quello che accadde quando queste città e i loro cittadini furono costretti a vivere nella rassegnazione. Senza lotta.


Per fortuna non ci fu una resa di massa, né impedì (lo vedremo nei prossimi 1000 anni) di far quasi silenziosamente mutare (che svolta!) un mondo che sembrava tutto avviato alle rinunce terrene e alla sua distruzione.
Sappiamo che "l'uomo soccombente é sempre l'uomo ignorante" e i nuovi personaggi del secondo millennio avevano capito che "l'uomo cresce" a somiglianza di cio' su cui fissa i propri pensieri, e iniziarono a guardarsi attorno" con tanta curiosita ad indagare

Nei precedenti l'anno 1000 la Chiesa si era organizzata nella sua struttura, oltre che avere tutto il controllo delle nascite, dei matrimoni e dei morti, aveva proprie scuole nei monasteri, nei conventi, seminari, ovviamente per insegnare il loro Verbo, ma anche per avere un controllo sulla popolazione analfabeta, visto che ormai miravano al "Potere Temporale".
Quanto ai libri -i rarissimi che vi erano in giro ma che stavano giò minando il "Potere" - ci si scagliava per
"l'uso pernicioso dei libri che pretendon di FARE cultura, anzi dicon essere quelli  "la conoscenza". E' solo il "nostro" insegnamento il veicolo della conoscenza. Quei libri bruciateli!" (!!!) E con i libri iniziarono a bruciare anche gli autori e chi li leggeva e li stimava (vedi Giordano Bruno - ancora nel '600!)

Ma gli studenti "curiosi" cominciarono a organizzarsi. Stavano non solo guardando ma approfondendo cosa c'era intorno all'italia. E qualcosa in giro per chi era curioso c'era, bastava solo approfondire. E scoprirono tutto un mondo che fino allora era stato occultato, e quindi sconosciuto ai più.
Scoprirono da testi - che iniziavano a girare dopo il ritorno dalle crociate - che già nell'antica Grecia esisteva una cultura immensa, antica e nuova, c'erano i filosofi, l'Accademia, quella Platonica oltre il licei di Aristotele.
In quest'ultima esisteva una grande biblioteca che con l'invasione i Romani era stata trasferita a Roma, dove più che altro nell'Impero in espansione si insegnava diritto oltre che le strategie militari per conquistare l'Europa barbara e l'intero Mediterraneo, che però duro fino al 476 D.C, quando i barbari che si erano allevati in casa diventarono prima i loro soldati, poi generali ed infine imperatori, scorazzando per l'Italia e formando poi i loro Imperi. Ci fu una enorme decadenza degli italici e pochi riuscirono ad essere ancora liberi, in una Roma deserta ridotta a 20-30.000 abitanti di vecchi e malati, con in ogni angolo le vestigie di un grande passato glorioso.

I più intraprendenti e volitivi tornaro ad essere i protagonisti di un ritorno alla civiltà, anche se il Cristianesimo era ormai presente in tutte le gestioni pubbliche della penisola. Tuttavia già nel IX secolo fu organizzata a Salerno una Scuola di Medicina, i "miracoli" si facevano con lo studio della scienza medica non con le parole. Poi nel XII secolo dopo le varie -finite male- crociate in Oriente, quelli che vi avevano partecipato scoprirono nelle biblioteche arabe la cultura classica del mondo greco antico. Al ritorno di questi crociati, l'Europa fece un salto nel Sapere enorme, giunsero testi di ogni genere dall'oriente, dove nelle loro scuole si insegnava il Sapere Universale.

In polemica con Cartesio, Locke negò che esistono idee innate e che "l'intelletto prima del processo cognitivo è completamente privo di ogni nozione, è tabula rasa, una pagina bianca su cui non è scritto proprio nulla" (lo vediamo nell'immagine che segue - di Eccles - che è così!).
Ma Cartesio se poteva dire "io penso quindi io sono" è perchè aveva introdotto delle informazioni apprese da altri, aveva interagito. Se nasceva e viveva in una foresta da solo, senza contatti umani, non avrebbe mai potuto nè pensare nè esprimere un concetto.
Locke invece senza avere l'attuale PET anticipa la Neuroscienza di duecento anni. La PET (é la Tomografia ad Emissione Protoni), nella corteccia cerebrale, soprattutto nella neocorteccia, individua i neuroni che hanno o non hanno una informazione bioelettricamente depositata negli stessi; evidenzia la formazione o non formazioni di dendriti, assoni e sinapsi che le stesse informazioni se ricevute hanno creato fra un neurone e l'altro per fare associazioni, per dare una risposta a una domanda, o autoassociandole nel farsi una domanda; cioé porsi dei dubbi nell'esercitare la propria creatività mettendo tanti associazioni di informazioni insieme in un modo diverso da come le abbiamo messe nei "magazzini". I tanti "magazzini" sono la nostra "CONOSCENZA".

LA CONOSCENZA - "Ogni nostra conoscenza -affermava Locke- ha origine dall'esperienza esterna (tramite i sensi); dall'esperienza derivano le idee semplici che l'intelletto poi elabora e sintetizza costruendo con esse le idee complesse. La riflessione non è un'attività spirituale: è un "senso" interno" che dobbiamo tutti coltivare .

Locke anticipa intuitivamente il meccanismo neuronico. Lui allora non poteva certo immaginare che tutti i nostri sensi in effetti non sono altro che impulsi biolettrici scaturiti dalla polarizzazione-depolarizzazione di una sinapsi, che converte ioni in quanti, e li trasmette tramite gli assoni alle singole aeree del cervello, che decodificano l'impulso, da biochimico a elettrico (a livello di sinapsi, l'azione chimica cede il posto all'impulso elettrico), da analogico a digitale, e depositano nel neurone la sequenza di impulsi in "quanti"; questa sequenza prende il nome di "engramma" (che assomiglia molto alle etichette codice barre di una scatola di pelati comprata al supermercato, che ci dice - tramite 7 impulsi elettrici - che cos'è, dove è stata prodotta, chi l'ha confenzionata, la quantità, la qualità, il costo, la scadenza ecc. - Ovviamente se questa etichetta è stata messa sulla scatola.
Al pari nel nostro caso, esiste una informazione nel nostro cervello se noi ve l'abbiamo messa, altrimenti e tabula rasa.

Cartesio poteva sì dire "io penso e dunque io sono" ma si dimentica che lui può pensare solo perché ha interagito con un suo simile, cioè ha ricevuto tramite un linguaggio (fu mimico inizialmente e in seguito verbale) delle informazioni, che gli permettono di pensare. Senza informazioni non potrebbe nè pensare e tanto meno pensare di essere. Cartesio è insomma -nelle sue esperienze, nelle sue conoscenza, nei suoi pensieri - é sempre debitore di qualcuno che aveva avuto prima di lui esperienze e conoscenze.

E' famosa questa antica affermazione cinese:
"se io so una cosa e tu ne sai un'altra, se ce la scambiamo entrambi sappiamo due cose".

E' QUESTA E SOLO QUESTA..... LA BASE DI TUTTA LA NS. CONOSCENZA


E' da bambini che inizia con l'ISTRUZIONE questa lenta trasformazione da creature che appena sanno, a creature che sanno di sapere, il che è l'essenza dell'autocoscienza. Ma non lo hanno appreso da soli, hanno bisogno di interagire con altri: all'inizio col padre e la madre, poi con l'insegnante, poi con gli amici di scuola, infine con l'ambiente in cui vivono. Se l'ambiente è culturalmente ricco ci si avvantaggia rispetto a coloro che vivono in un ambiente povero di esperienze e di conoscenze. Solo così si può imparare tramite un linguaggio (verbale oggi e mimico ieri), e con questo ricevere informazioni, e solo con le acquisite informazioni può pensare, cioè scoprire e rappresentarsi il mondo che lo circonda, ma anche indagare su un preciso argomento che ha attirato la sua attenzione.

Questo si chiama "conoscenza" (cioé il SAPERE - che diventa prezioso se lo ha appreso con attenzione).
La neuroscienza ci da' oggi delle precise informazioni sulle specifiche scariche neurali che devono da noi essere coordinate quando ci soffermiano con attenzione su qualcosa. E questo qualcosa non devono essere solo "pacchetti" già inseriti, già confezionati che provengono dal solito "parolaio" che vediamo in TV, che sa tutto, ma in un modo "grezzo" perchè anche lui ha inserito dei "pacchetti già confezionati" da altri come lui.
E' come quello che va a vedere il Louvre, guarda la Gioconda che lui ha appreso essere il dipinto più ammirato, ma si ferma lì. Guarda e basta. Diverso chi guarda l'opera con attenzione e sa tutto su Leonardo, sul Rinascimento ecc. ecc.

Tutta la nostra storia, nelle varie arti e mestieri è una dimostrazione di come il cervello sappia elaborare le percezioni di ciò che si guarda o ciò che sente e questo va a generare logiche interpretative con cui vengono affrontate le problematiche osservate o udite per farsi un pronostico anticipativo degli eventi, cioé a esplorare sia il presente e...... soprattutto immaginando anche un futuro, che i più attenti e creativi riescono poi anche a modificare.

Oggi le "neuroscienze cognitive" hanno iniziato a comprendere le basi neurologiche per mezzo delle quali il cervello acquisisce una percezione significativa del mondo generando una percezione sensoriale che altro non è che lo scenario delle nostre possibili bio-elettriche interazioni con ciò che vediamo e sentiamo nell’ ambiente in cui viviamo.

E queste primissime conoscenze, questi primi dendriti che portano le informazioni ai nostri neuroni, iniziano a formarsi già dopo tre giorni dalla nascita. Dopo 7, 12, 15, 21 giorni hanno già una sviluppata ramificazione (le "strade" e "stradine" - gli "assoni").

Ogni NEURONE può sviluppare 200-300 "stradine" (gli assoni) cioè le "connessione" con altre "stradine" verso altri "neuroni" che hanno dentro altre informazioni, su un argomento preciso.
Se un paesino ha una stradina che lo collega a un altro paesino e gli abitanti reciprocamente si scambiano ogni conoscenza, la stradina è sempre libera. Ma se uno dei due paesini si isola e la stradina non viene più calpestata quindi non più usata, i nostri nipoti che vorrebbero di nuovo andare a quel paesino (che sanno che esiste) non trovano più la stradina perchè coperta da erbacce. Una poesia di Leopardi che sapevamo a memoria benissimo, se è da molto tempo che non la riportamo in memoria, non la ricordiamo più. Anche se ci diciamo "eppure la sapevo!" . E anche se ci è rimasto il nome dell'autore, la "stradina" che dovrebbe collegarci al neurone che contiene la sua poesia, si è atrofizzata, non esiste più.

Bisogna sviluppare al bambino queste "stradine" - fornendogli tante informazioni e soprattutto con metodo (una cosa dovrebbe richiamarne un'altra) non facendolo rispondere come un pappagallo, a domanda risposta (questo si chiama nozionismo). Se non si assume questa funzione di guida nello svolgimento delle azioni è probabile che il loro comportamento sia disorganizzato e incapace di seguire delle regole. (meno ancora a farne delle nuove). Lui .... deve iniziare a introdurre informazioni, poi nei due emisferi SX e DX a dividere tutto ciò che riceve ( il SX assimila (l'area di Wernike) , il DX (elabora il senso logico). Una poesia la possiamo impariamo a memoria e va nella SX, ma per capirla nella sua essenza poetica, o chi è il suo autore, abbiamo bisogno della parte DX. In una parola dobbiamo "pensare" (cioé dobbiamo ricollegare le "stradine" verso altri neuroni ).
Ci sono bambini che riescono ad acquisire uno stile di pensiero e di comportamento calmo e riflessivo, mentre altri,- ma attenzione, solo all'osservatore, genitori o insegnanti - appaiono instabili dal punto di vista comportamentale e cognitivo, che possono sembrare difficoltà di attenzione, iperattività, ma che non sempre sono una lacuna. Abbiamo avuto nella storia alcuni personaggi che erano stravaganti, silenziosi, dei "matti"; si sono poi dimostrati essere dei "Geni".

Se da una parte ci sono bambini trascurati dai genitori che non danno tutto se stessi come potrebbero, dall'altra parte ci sono bambini con genitori perfezionisti pignoli, che gli stanno troppo addosso con aspettative eccessive, che deludono il proprio figlio per il vano impegno che ci sta mettendo; quando forse a scuola lui è il primo della classe.

Alcuni bambini sembrano mostrare incostanza nell’impegno e pertanto i risultati apprenditivi (familiari o scolastici) sono molto variabili, e spesso preoccupano i genitori. Ma non per questo hanno un intelligenza inferiore alla norma. Salvo che abbiano carenze patologiche (e questo lo può scoprire solo un neurologo, non il primo che passa), questi bambini hanno caratteristiche comportamentali e cognitivi (mentali) che li inducono ad agire in un certo modo. Sono agli occhi di un superficiale osservatore, difficoltà di attenzione (svogliatezza), iperattività (il continuo muoversi). Ci possono essere motivi riconducibili a fattori di natura ereditaria e neuro-biologica nell'ipotalamo (vecchie, quelle istintive)- , ma lo sviluppo nella parte della neo-corteccia, con le nuove informazioni e il movimento di queste (la riflessione) - nasce la disposizione d'animo, il carattere, che non sempre può essere allegro, chiassoso, ma può essere sobrio, taciturno, poco incline all'euforia - proprio perché sta pensando-elaborando in silenzio.
Un carattere che può essere per alcuni sgradito, ma non per questo lo si deve commiserare con un "poverino, è così timido".
(Napoleone a 5 anni era silenzioso e iperattivo, si isolava e giocava sempre a far la guerra, da solo!! - Maxwell il grande scienziato per via dei suoi silenzi nei primi anni di scuola era soprannominato dai suoi compagni, «lo scemo». Lo stesso Einstein il grande fisico e matematico, alle scuole elementari lui era sempre assente, nè era capace di risolvere banali esercizi di aritmetica. E addirittura quando aiutava il nipotino gli sbagliava i suoi semplice compiti di aritmetica (!!!).

Ricordiamo che anche il Libero Arbitrio" .....(un problema della teologia cristiana, che voleva imporre l'onnipotenza divina, onnisciente - il tutto é già fatto e pensato da Dio). John Eccles, Nobel 1963, in "La conoscenza del cervello", Piccin editore, Padova) ci dice invece che....."Perfino il libero arbitrio è un fatto di esperienza. E' qualcosa che ciascuno di noi prova. Nessuno avrebbe immaginato che il libero arbitrio esistesse se non ne avesse fatto esperienza, con il che io intendo la capacità di effettuare delle azioni in base alle informazioni-esperienze introdotte, o almeno il tentare di effettuarle".

Il bambino non é una fotocopia del genitore anche se costui è un "sapiente". Anzi lo si rovina un ragazzino nel modo più sicuro, se gli insegna a “pensare al suo stesso modo” o (peggio) nel “pensare in un altro modo”. (F. Nietzsche).

Infatti quel bambino può invece essere un "creativo". Mentre il "so tutto io" dà una risposta quasi meccanica (questo é nozionismo) a una domanda anche se con altre informazioni collaterali; mentre il sapiente-intelligente-creativo (il genio, l'inventore, lo scopritore) dà invece una risposta senza che nessuno gli abbia fatto una domanda, esprime quello che lui ha creato all'interno, che è il frutto di varie associazioni che lui ha immagazzinato e dopo aver fatto un grande lavoro logico di assemblamento... in silenzio !!).

La creatività di un Mozart o di un Beethoven è impostata tutta sulle 7 note che tutti noi conosciamo, soltanto che loro due nel creare i loro capolavori le sette note le hanno disposte in un modo diverso da tutti gli altri; già a 7 anni, perfino diverse da quelle che i loro padri dicevano dove metterle .
Se gli uomini dopo aver inventato la ruota si fossero fermati lì, una Ferrari non sarebbe mai nata. E così anche Marconi con la radio..."Se non avessi avuto conoscenza che cos'erano le onde di Herz, - sono sicuro - che con le stesse conoscenze la RADIO l'avrebbe più tardi scoperta un altro" (Lo confessò Marconi). La stessa cosa disse Faggin, inventando il "microprocessore".

TORNIAMO AL SAPERE ANTICO

Tutti sanno che la filosofia europea é figlia del pensiero greco, ma molti non immaginano, che il pensiero greco e quindi tutta la sua filosofia - (solo nel 800 A.C. apparve in Grecia la scrittura) - era discendente della filosofia indiana (induista) conosciuta già a Mileto (in Ionia - città ricca e fiorente con una intensa vita intellettuale, economica e politica proveniente dal vicino oriente) che diede a quella nascente greca quella spinta vigorosa che tutti oggi conosciamo.
Qui a Mileto viveva TALETE (nato nel 640 a.C.) che possiamo considerare il primo tra i Sapienti, il primo filosofo della storia greca. Il primo ad occuparsi delle scienze naturali, matematiche, astronomiche. Lui mise da parte tutte le conoscenze mitologiche di ispirazioni divine con i vari Dei e Dei, e iniziò a indagare con dei ragionamenti mettendo insieme ciò che osservava, e quindi riusciva a spiegare i fenomeni e le cause con delle logiche plausibili insegnando ad aver fiducia nella nostra intelligenza. Oltre che scoprire la matematica, in ambito astronomico osservando il cielo attribuì all'Orsa Minore la ns.Stella Polare, utile ai naviganti. E studiando i solstizi determinò anche l'anno solare in 365 giorni. Previde perfino un eclisse di sole, impressionando, perché si verificò nel 585 a.C. durante una battaglia in una delle tante guerre in corso e che fu sospesa.
Spiegò insomma la Natura e la Realtà che ci circonda, e insieme usò l' "astrazione" (concentrazione del pensiero) per conoscere le cose, gli uomini, e soprattutto se stesso; la sua massima era: "Impara a conoscere te stesso". Che fu incisa su di una lamella d'oro e consacrata nel tempio di Apollo. E sembra che sia sua anche la massima "tutto si genera e nulla si distrugge ma tutto si conserva per sempre". Dopo di lui ci furono i "7 SAVI" (o "Saggi" >>>> ) che precedono i filosofi che ad Atene poi fonderanno le varie scuole filosofiche e che poi diedero origine all'ACCADEMIA.
Poi con i PITAGORICI (530 a.C.) ci troviamo per la prima volta di fronte ad un'autentica scuola filosofica, anche se ancora elementare, tuttavia già con un interesse alla matematica, astronomia, musica, alla filosofia, all'Arte verso un Sapere Universale.

Ma prima di allora questo Sapere Universale non era nato nè con Talete né con i Pitagorici, né nelle successive famose scuole in Grecia. Nè era sconosciuta "l'Astrazione" intesa come VOLONTA', SVILUPPO e CONTROLLO delle facoltà mentali dell'uomo e così anche l'USO delle nostre facoltà sub- coscienti. L'INDUISMO a Mileto era più che noto; era stato già da secoli tramandato oralmente dalle scuole brahmaniche (dette sakha) prima di essere messo anche questo per iscritto. L' "Induismo" - ricordiamo - aveva avuto origine già nel Neolitico nel 7000 a.C., anche se solo dal 4000 a.C. questo fiorisce con i "Saggi indiani" e furono questi a iniziare a rivolgersi alla soluzione dei problemi fondamentali della vita; ed era questa una filosofia che - oltre il "carattere pratico" del vivere - era nata dai tentativi di rendere migliore proprio la psiche umana, mettendo l'accento su "la introspettività", cioè guardare dentro se stessi. "Siamo a differenza delle bestie uomini pensanti, dunque "Pensiamo!!". - Che ricorda quella massima ricordata sopra di Talete "Impara a conoscere te stesso".

Non era una novità neppure il SAPERE; ancora nel 3000 a.C. scribi assiri con la scrittura sumera cuneiforme su tavolette d'argilla, avevano creato delle vere e proprie scuole con insegnati preparati nell'insegnamento tramite biblioteche di tavolette che riportavano non solo la storia del proprio Paese ma anche ogni cosa attinenti le varie attività umane. Quindi una scienza sulle cose. Cosi anche le leggi - di Hammurabi del 1750 a.C. - erano contenute in migliaia di tavolette d'argilla, conservate e consultate dentro biblioteche, come i nostri odierni e moderni archivi di Stato.
Fino ad oggi di queste tavolette ne sono state trovate nei vari scavi archeologici oltre mezzo milione.
E oltre che apprendere il loro sapere, fra queste tavolette abbiamo dei veri compiti in classe degli studenti, con problemi matematici, algebrici geometrici e perfino disegni trigonometrici (quella a fianco è del 1800 a.C. di Babilonia). Alcune sono al Museo del Louvre a Parigi; e vi é anche (si vede che c'era anche uno schedario di ogni studente) quella di uno che frequentava una di quelle scuole, figlio di un povero contadino, che scrive al padre "qui sono tutti ricchi, e a me mi trattano da poveraccio. Invia al professore un po' delle tue primizie". Indubbiamente il padre inviò qualcosa, infatti abbiamo anche un'altra tavoletta del figlio che scrive "sei stato grande, il professore si è preso ora cura di me e mi tratta con tanta gentilezza".

Tutto questo dovette arrivare anche nella vicina Mileto di Talete. Che diede poi il via a tutta la filosofia greca, trasferita poi a Roma con le sue conquiste, appresa, coltivata, ma poi stroncata alla caduta dell'Impero dal cristianesimo. Teodosio prima e Giustiniano poi fecero tabula rasa.
Per i successivi 1000 anni si visse nella completa ignoranza, non solo ma furono bandite la filosofia, l' arte, la musica, lo sport, gli svaghi, la cura della persona; ma soprattutto sparirono i testi che c'erano in circolazione non solo quelli greci ma anche quelli scritti in latino nella stessa Roma.

Vi erano state prima, le varie guerre mesopotamiche, quelle dei Persiani, quelle di Alessandro, quelle appunto Romane, fino - ma 1000 anni dopo - alle conquiste fatte dai crociati in Arabia. Scoprendo così la grande Bagdad, che possedeva molte scuole con annesse grandi biblioteche del Sapere Universale.
Fra l'altro nelle biblioteche arabe vi erano le traduzioni in arabo di molte opere latine.... (che non esistevano più a Roma, andate perse o occultate - Pensate che solo nel 1270, riapparve in Italia una delle più influenti opere della matematica e della geometria in uso fino al ns 1900; quella di EUCLIDE proveniente da fonti arabe che le avevano tradotte dal latino e che da noi erano andata perse)..... e anche greche, come quelle di Aristotele, che pur essendo arrivate come bottino a Roma erano scomparse ma che poi ricomparvero dopo, al ritorno dalle crociate, destando stupore, e perfino un disorientamento, abituati alle parole dei vangeli e alle bibbie che ogni abbazia, convento con i suoi monaci amanuensi, compilava spesso aggiungendo o togliendo ciò che era gradito o sgradito ai Papi. Ma non vi figurava nulla sul Sapere Universale. Del tutto sconosciuto !! Paradossalmente le Crociate che dovevano annientare un popolo, furono poi quelle che via via annientarono il "sapere" (in minuscolo!) dei monaci.

Nel 1222 sorse così a Padova l'UNIVERSITA' (mirando al "Sapere Universale" - ecco perché si chiamarono "Università") ma questa venne in contrasto con quella di Bologna nata qualche anno prima. Alcuni studenti fuggirono proprio da Bologna per andare a fondare questa di Padova; il motivo: era finita quella di Bologna sotto il controllo papale, mentre i giovani di Padova volevano l'accesso ad ogni tipo di istruzione laica e anche quella islamica-araba che si stava riversando anche in Italia, soprattutto nel campo umanistico e scientifico.
Ricordiamo che pochi anni dopo, nel 1228 Leonardo Fibonacci dagli arabi, introdusse le nove cifre e il segno 0. (cifre da lui definite "indo-arabe") Prima si usavano i numeri romani. L'impulso dato alla matematica fu enorme. Quella poi di Euclide riapparsa pochi anni dopo nel 1270 sbalordì.

Anche in Sicilia, negli stessi anni, a Palermo, FEDERICO II - in attrito con il Papa - perché non voleva partecipare a una crociata - si diede molto da fare per trasformare Palermo in una città, che dagli arabi che l'avevano conquistata fin dal '831 era diventata la città più popolata del mondo, ca. 200.000 abitanti; ed anche la più colta d'Europa; detta il "fiore del Mediterraneo". (Città che poi le "conquiste" dei Piemontesi nell'800, chiamò i suoi cittadini "briganti"- "banditi").
(in quanto a istruzione, perfino a Cracco (oggi un paese arroccato su una collina, abbandonato, fantasma) nel 1276 sorse una "Univesitas").

In quanto a ISTRUZIONE (dopo essere Federico tornato da quella crociata che alla fine dovette fare, pena la scomunica) trasferì a Palermo intere biblioteche da Bagdad. E questi libri fino allora ignoti, rivelarono la cultura di secoli e secoli; scientifiche, matematiche, storiche, economiche, umanistiche, amministrative, penali e perfino intellettuali.
Fino al punto che lo stesso Dante, affermò che da quelle opere arabe sarebbe principiata una nuova letteratura anche in Italia. Lo diceva proprio lui che era impegnato a dare una lingua all'Italia. Non sappiamo se Dante visitò Palermo, ma sappiamo che conobbe (attraverso altre vie) alcune opere arabe presenti nelle biblioteche che Federico aveva fatto approntare, che riportavano diari di viaggi di Arabi in Africa, che l'avevano anni prima cincumnavigata. Infatti Dante nella Divina Commedia, riporta un notizia singolare, che dopo il Sahara se si scendeva ancora non si andava verso il caldo (come si pensava fino allora perchè nessuno c'era mai stato), ma che nel Sud Africa faceva freddo come al nostro Polo Nord, e che al sud non c'era la Stella Polare (punto di riferimento per riconoscere il Nord, allineata con l'asse di rotazione di un pianeta, indicando uno dei poli) come lo era da noi, questo punto di riferimento era invece la stella chiamata "Croce del Sud" e che la terra quindi era rotonda. Ma queste notizie strabilianti passarono inosservate sulla sua "Commedia".
Dante seppe anche da un libro arabo, che Eratostene (276 a.C. - 194 a.C.) aveva appunto affermato che la Terra era rotonda e stimò anche la misura della circonferenza in 252.000 stadi, che corrisponde a una misura quasi reale con un minimo errore tra il -1 % e il + 0.8%. Mentre Tolomeo (100 -175) errando - era fino allora l'autore del sistema solare eliocentrico, fin quando fu sostituito dal geocentrico dell'astronomo Niccolò Copernico (Giordano Bruno sposando la sua tesi e anche elogiandolo, a Roma fu legato a un palo e arso vivo). Galileo Galilei che invece ritrattò, evitò il rogo ma lo mandarono a morire in esilio)
.

Questo perché da 1600 anni la Chiesa affermava: "LA NOSTRA INTELLIGENZA E LA NOSTRA CULTURA DIVINA DICE NO, IL SOLE NON GIRA INTORNO ALLA TERRA, STUDIATE I VANGELI ED ELIMINERETE L'IGNORANZA"

Dai libri arabi imparammo molte altre cose, apprese dagli arabi nei loro viaggi in Cina, molto prima e anche dopo, Ibn Battuta (1204-1369) grande viaggiatore per quasi 30 anni sulle rotte Africa, Spagna, Tangeri, altri 44 Paesi, fino alla Cina . Compilò dettaglatissimi diari non solo di navigazione, ma riportò anche le realtà sociali e religiose non solo occidentali e dell'Islam ma anche della stessa Cina. E anche se molti particolari furono presi da un altro navigatore Ibn Jubayr (1145-1217) scritti 150 prima. e quindi già conosciuti dall'Islam; tuttavia Ibn Battua in Cina apprese molte cose che ovviamente riportò in patria. Come del resto aveva fatto Marco Polo (1254 - 1324). Ma fatto singolare, questi suoi Diari non furono letti in occidente fino al 19° secolo. Non così dagli arabi che da Ibn Battuta appresero e conobbero molti prodotti che poi si sono riversati da noi. Protti alimentari da noi sconosciuti (i cinesi erano dei grandi coltivatori di diverse varietà di frutta e verdure con vari incroci, come i mandarini-arancio, la coltivazione del riso fin dal 5000 a.C.:ma anche incroci di animali (ibridismo) con alcuni selvatici fatti diventare domestici come il lupo in cani, i felini in gatti, le capre in pecora, il mulo da asino e cavalla, il bovino domestico, e anche oggetti fino allora sconosciuti, come i fiammiferi, la porcellana, la carta ingienica, gli spaghetti, i fuochi artificio, la canna da pesca, le bare, la carta (da noi arriverà dopo 1000 anni, le banconote anch'esse di carta, i caratteri mobili 600 anni prima con la relativa pressa, la bussola 1400 anni prima, uso del carbone coke 5-600 anni prima, mantici per i forni e la realtiva produzione dell' acciao nel 1° sec. d.C; l'energia idraulica, insieme a tanti altri prodotti e purtroppo.... anche la polvere da sparo.

E con questa, apparve anche Machiavelli (1469- 1527) fondatore di una "scienza politica moderna". Quella che l'uso della forza era una spregiudicata ragione di stato, con una formula "il fine giustifica i mezzi". Dove per agire occorre un uomo privo di scrupoli, di un cinismo estremo, nemico della libertà. Per l'Italia da tempo schiava della religione Machiavelli criticava il dominio temporale dei Papi. E diede anche un giudizio severo su Dante per aver con la sua opera rese popolari le minacce o i premi dei preti che dicevano che esiste l'inferno e il Paradiso. Ed anche la sua l'idea dell'Unità Italiana - fatta da un Principe perfetto, soprattutto "umano", per creare un "popolo" e "nazione" rimase solo una utopia. Di Principi, Re, Imperatori ne vennero poi tanti, sempre più spregiudicati con il popolo che faceva anche le Rivoluzioni, che stroncarono usando armi sempre più sofisticate. "Diritti dell'uomo"? - Nel "colonialismo" non furono applicati !!
Fin quando si arrivò al "genio" che con UNA SOLA ARMA distruggeva una grande città. E che d'allora in poi altri geni vorrebbero compiere per "imporre" il loro potere chiamata "democrazia".

In quei tanti libri che giungevano dall'Oriente c'era un "testo" molto singolare, non capito in occidente: "I Ching". Era conosciuto fin dall'antichità ma sappiamo di certo fu adottato nella dinastia Han (200 a.C. circa). I cinesi li usavano per dare delle risposte all'inconscio personale. Nemmeno il matematico von Leibniz nel 1700, volendo scoprire il contenuto dei 64 simboli, lo nominò "Sistema binario" perchè utilizzva solo due segni, ma si fermò lì, non gli sembrò molto interessante, anche perchè ci capì poco E nemmeno poi il grande matematico Boole andò oltre, si limitò anche lui di nominarlo "sistema numerico posizionale in base 2 o "notazione binaria". Ebbene in seguito fu utilizzato per gli elaboratori elettronici, con i suoi circuiti digitali. I nostri computer di oggi funzionano proprio col "Sistema binario" e i 64 esagrammi di origine cinese. Il loro YANG e YIN,  (che in cinese indica l'attivo e il passivo) diventato il nostro ON e OFF (acceso/spento)
(un ampia spiegazione sul sistema e le immagini degli esagrammi
sono contenuti in queste mie pagine; alquanto sorprendenti !! >>>>>

Per i filosofi oggi è cambiata anche la FILOSOFIA soprattutto quella sulla Scienza: proprio con le conoscenze dei circuti digitali dei potenti computer (a elettronica supramolecolare), oggi si possono apprendere gli aspetti molecolari delle singole cellule nervose (essendo queste un ramo della biologia - ("bioinformatica") e si riesce a "studiare gli aspetti molecolari delle singole cellule nervose; con questi studi si possono oggi esplorare i nuovi territori della nuova NEUROSCIENZA e insieme la Biologia Evoluzionistica. Oggi studiando i segnali elettrochimici, possiamo sapere (ma non ancora tutto) qualcosa perfino sui singoli neuroni, gli assoni, le sinapsi.



Andiamo avanti riprendendo l'argomento ISTRUZIONE E SCUOLA nel "ventennio"


In una delle tante Case della Gioventù del Littorio, fondate, proprio nel 1937, (qui a fianco vediamo quella di Chieti) oltre che avere attrezzate palestre, vi erano annessi e si diffusero molto i bagni diurni, dove il sabato per farsi una doccia vi erano le file di intere famiglie. La pulizia del corpo si affacciava all'orizzonte, con le prime saponette profumate, e via via anche con i profumi per le donne. (prima solo in Francia si usavano, assieme ai rossetti e alle varie creme per il viso)

Ma questa nuova vita della gioventù non era solo confinata ai Sabati Fascisti, lo sport portava migliaia di giovani a frequentare anche i campi sportivi, per fare allenamenti nell'atletica leggera in decine e decine di discipline. E altre migliaia di giovani si allenavano negli stadi del CALCIO - e come abbiamo visto sopra - con profitto, tanto che fecero nascere anche nelle piccole cittadine un tifo pari a quelle delle grandi città urbane. (erano questi giocatori i giovani locali, non come oggi per lo più stranieri - bianchi, neri e gialli - superpagati con i tifosi ad applaudirli e a tifare come se fossero i ragazzi della loro provinciale borgata).

Infatti la vera storia del Calcio Italiano, cominciò con l''istituzione del Torneo a girone unico (detta oggi Serie A), la cui prima edizione si svolse nel 1929-30 con la partecipazione di diciotto squadre. Furono proprio da queste competizione professionistiche che nacque una grande potenzialità agonistica e quindi una ampia selezione dei giocatori, che dopo appena quattro anni permisero all'allenatore della nazionale italiana Pozzo di mietere successi uno dietro l'altro in campo mondiale.

Questo incremento nello sport, permise di aggiudicarsi nell'Atletica il 7° posto nelle Olimpiade del '28, al 2° posto in quelle del '32. Mentre nelle competizioni del Calcio, guidate dal C.T. POZZO l'Italia vinse i Campionati del Mondo del 1934, poi quella del 1938. E sia i Giochi Olimpici, che i Campionati di Calcio, ovvio che regalarono a Mussolini e all'Italia un grande successo d'immagine.
Ma accanto a questi successi sportivi d'immagine all'estero, con la SCUOLA che alfabetizzava e socializzava, si permetteva anche una sana emulazione, nasceva anche la voglia delle competizioni in altri "campi" per nulla sportivi; gli italiani avevano dimenticato per anni - nè sapevano cos'era - l'intraprendenza e la creatività, e il ritorno di entrambi fece sì che qualsiasi cosa che fabbricavano o confezionavano e che poi usciva dall' Italia era apprezzata e desiderata anche all'estero. Anche chi non era mai stato "creativo" lo diventava.

Quando venne fuori questa laboriosità, operosità, creatività italiana.... (non certo da quel proletariato tanto caro alla sinistra) (operosità invidiata perfino in USA che non aveva ancora risolto i suoi problemi del '29).....ci fu una ripresa in tutti i settori industriali, artigianali, agricoli. Soprattutto l'inventiva spaziò nel designer dei vari beni, con creazioni e ritrovati, in tutti i settori, partendo dalla moda, poi ai gioielli e come accennato sopra - perfino nello Sport.
Ci fu insomma una rinascita. Fu allora che il resto del mondo andò sempre di più scoprendo il nuovo orgoglio dell'Italia, con quel brand che fu chiamato "Made In Italy".

Ma poi in seguito, alla caduta del Fascismo - questi miracoli dell'ingegno italiano - furono presentati - dagli estemporanei antifascisti - ovviamente della sinistra - come un'opera esterna alla sfera fascista. Che non era stato il fascismo l'autore della rinascita, ma era il proletariato, (si certo!!) quell'umile ignorante operaio che nei primi anni '50, nelle catene di montaggio era malpagato, oppure c'era il misero contadino che ancora faticava con la sua zappa per il ricco possidente, dove zappavano anche le loro mogli, incinte anche di 8 mesi....


....nei campi e nelle risaie a coltivare quel "Riso Amaro"
(Titolo del Film con S. Mangano)
impiegando reggimenti di giovani donne del Veneto.....
(in Hot Pants !!! )
che nel vercellese, quasi recluse dormivano tutte in fatiscenti capannoni.

.....faticavano come i loro mariti, senza trattori del tutto sconosciuti. Si costruivano solo auto, e i giovani soprattutto del sud risalivano la penisola, lasciando senza braccia i loro anziani padri, che così i loro poderi rimanevano incolti, quelli che una volta erano considerati i "giardini d'Europa" e Palermo con i suoi aranceti in fiore "Il Fiore".

Si incominciò solo più tardi a far finire lo sfruttamento del proletariato. Che non era certo felice con stipendi da fame - e proprio per questo volevano qualcosa di più - sollecitati dai vari sindacati - però erano inconcludenti. Infatti a partire dagli anni '80, proprio in quell'inizio anno i sindacati ebbero a Torino una disfatta; gli scioperanti (con la "marcia dei 40.000") - chiamati "crumiri"- volevano solo tornare al lavoro dopo gli inconcludenti scioperi selvaggi. Risultato: tornarono sì al lavoro ma con i più famosi imprenditori italiani che iniziarono prima a dislocare le loro produzioni all'esterno (i "terzisti" - a Torino erano 20.000, lavorando padri, moglie, figli e nonni 24 ore) poi non contenti iniziarono a cantare il "bella ciao Italia" e sempre di più iniziarono a trasferirsi all'estero con i loro marchi e il Made in Italy.


Mentre il "Made in Italy" per conservarlo, capirlo e sfruttarlo avrebbe potuto essere - con quel periodo di ripresa degli anni del "Miracolo" anni '60 - proiettato all’indietro (cioé quando era nato nel Ventennio) per poter essere lanciato nuovamente verso il futuro. Invece é stato un altro grosso errore della nostra "nuova" (!?) epoca disfattista !! L'Italia si é così incagliata nelle secche della politica. Gli restano alcune noccioline ma fra breve gli rimarranno solo più i gusci.

Questo é accaduto perché in Italia abbiamo una classe politica dirigente debole, incapace di interventi finanziari e soprattutto restia a fare delle normative per la salvaguardia proprio del Made in Italy; via via sempre più in mano ai grandi capitalisti e quindi alle loro unilaterali decisioni nel fare e disfare quella l'Italia che era stata così geniale e operosa.


Ovviamente i proprietari di imprese del (fu) "Made in Italy", si comportano oggi ovviamente da accorti imprenditori, e se ne vanno in altri Stati Europei (ridicoli questi chiamarli dell'"Unione" come il Lussemburgo o l'Olanda) dove si offrono (spudoratamente - in una Europa che dovrebbe essere Unita) condizioni fiscali, salariali inferiori alle nostre. E i politici zitti zitti a guardare cosa dicono? "che lo fanno per allargare il loro business".

Ma a guadagnarci non è più l'italia, che oggi è costretta a chiedere le "elemosina" per sopravvivere; elemosina che sono poi dei "debiti" che pagheranno le generazioni future.

 

 

 

TORNIAMO PRORIO A QUEL DOPOGUERRA

Terminata la guerra, con le sue privazioni, dimenticando odi e rancori, l'Italia aveva riscoperto la sua intraprendenza. Mentre la sinistra nell' immediato dopoguerra, accantonato il tanto desiderato bolscevismo da importare in Italia, tornata la calma - iniziò a dividersi in correnti, senza più i socialisti che si erano staccati da loro, cosicché sparì una sinistra compatta che avrebbe - se unita - potuto fare una dura opposizione alla DC. Anzi proprio la sinistra socialista si alleò ai democristiani. E per alcuni non fu un male!! Si misero anche loro (vedi poi Craxi) nelle "poltrone di comando", accettando anche scandalosi compromessi pur di rimanerci seduti. ("Le tangenti con l'imprenditoria" vedi Tangentopoli - "ma tutti facevano così" disse proprio Craxi per giustificarsi. Poi però pagò solo lui!! La congiura ebbe la meglio!!)

Ma all'inizio abbiamo detto (e via via nel corso degli anni '50) quell'operosità fu un bene salutare. Tutti dimenticarono sia a DX come a SX, i rancori, le banali e sterili dispute nell'antifascismo e nell'anticomunismo (anche perchè non volevano nè da una parte né dall'altra, rinnegare, condannare, o uccidere metaforicamernte i propri padri, né volevano piangere se stessi, essendo loro i figli) si rimboccarono invece tutti le maniche iniziando a vedere subito qualche soldo in tasca da spendere in un commercio che in tutti i settori si era fatto compulsivo, senza nessuna disciplina. (lo spieghiamo più avanti perché).
Nacquero una miriadi di artigiani, negozianti, piccole imprese familiari che via via continuarono ad ampliare la loro presenza sul mercato, tutto improvvisato con l'intraprendenza - anche senza studi e competenze - nei vari settori, dentro sgabuzzini di pochi metri quadri. Presenti in ogni luogo dove poi lì vendevano di tutto.

Ricordiamo che si vendeva tutto sfuso. Non vi erano ancora le confezioni (queste iniziarono solo nel 1962 ma in sordina, d'obbligo diventarono solo 2 anni dopo, per smaltire i sacchi fino allora in uso). Si usavano quattro tipi di carta: la comune carta paglia, la carta pane, la carta oleata, la carta blu da zucchero. La marmellata era in grossi contenitori in legno compensato e la si vendeva a etti a cucchiaiate. Sciolti era lo zucchero, la farina, i legumi che erano contenuti in sacchi messi in bella mostra nei pavimenti (!) umidi. Caratteristici erano gli scaffali della pasta con i ripiani per la pasta lunga e una serie di cassetti con il vetro davanti per la pasta corta.
Il negoziante faceva i conti a mano con la matita su un pezzo di carta sul bancone e spesso, se i prodotti erano pochi, li faceva “a mente” ! Solo in qualche negozio misero in uso la “addizionatrice” (nel senso che questa faceva solo l’addizione schiacciando tante volte la leva dopo aver impostato la cifra di un etto di merce. Etto che i negozianti pesavano ancora con la bi-lancia basculante con i vari pesi, di 1 etto, 2 etti, mezzo chilo.


Ricordiamo IN ITALIA IN QUESTO 1951, 7.581.622 anziani sono ancora analfabeti, 13.037.627 maturi sono privi di titolo di studio anche se sanno leggere qualcosa, 24.946.399 hanno la Licenza Elementare (la 3a e la 5a) e 3.514.474 possiedono la Licenza Media inferiore, mentre 1.379.811 sono i Diplomati e 422.324 i laureati di cui solo l'8% (34.000 soggetti) con una laurea scientifica. Il tutto su un totale di 47.500.000 di abitanti.

Non si sa se in quell "aureo" periodo che seguì, se fu la fortuna a risvegliare gli italiani, se fu il tocco magico di un mago, o furono i poteri divini a intervenire: visto che poi lo chiamarono "Miracolo". O se furono invecve - non intervenendo - gli improvvisati politici di quel periodo che non misero i bastoni nelle ruote in quel carro che stava correndo con sopra gli italiani diventati tutti intraprendenti, inventivi, oltre che dinamici.
"Magica" e "Miracolistica" fu invece forse una Legge; gli italiani ebbero tutto il tempo (20 anni) per continuare a rimboccarsi le maniche e a correre guidando il carro con la 5a marcia. Uno dei politici in seguito lo ammise pure "noi non li avremmo saputo dirigere, erano più forti della politica, e anche più intelligenti. Non fare nulla fu la scelta migliore".

L'autore delle famosa "Magica" e "Miracolistica" legge del '51 era stato Ivan Matteo Lombardi, Ministro Industria e Commercio nel Governo De Gasperi del '50.
(Per la cronaca in quel periodo, Segni (due volte al Governo) pur conservatore guidò un governo centrista, e diede incarichi a tre futuri noti personaggi Fanfani, Leone (1963) e Moro (1963-1968). Segni firmò i Trattati CEE (Unione Europea) creò nuovamente (era prima fascista) Le Partecipazioni Statali, insediò la Corte Costituzionale, e nel 62 fu poi eletto Presidente della Repubblica.
Nel 1964, in un concitato colloquio....
(sul "Piano Solo". E che cosa bolliva in pentola non lo sappiamo ancora oggi. Ma io ero proprio in quegli anni già nell'antiterrorismo e qualcosa avevo capito. Qualcosa di anomalo in giro c'era già, prima ancora della "strategia della tensione" che poi vennero negli anni successivi, dove in via Fani fu ucciso perfino il mio ex istruttore nei Paracadutisti della Scuola dei Sabotatori di Viterbo - Oreste Leonardi >>>>) ..... infervorato o forse turbato dal quel colloquio Segni fu colpito da una trombosi cerebrale.




Il "miracolo" era iniziato con la liberalizzazione del commercio libero
con la legge del '51 di Lombardi - Non più licenze ma "Commercio con il libero mercato"). Anche se gli oppositori (e non solo gli antifascisti ma anche i capitalisti, affermavano che era una tipica legge corporativistica fascista, e che quindi solo per questo non solo non era da farsi, ma era da abolire. Ma ancora troppo deboli non ci riuscirono !

Era questa una legge che stabiliva che chiunque poteva aprire negozi e spacci di vendita di qualsiasi genere sul territorio nazionale, anche se fino al giorno prima era stato un muratore, un contadino e perfino analfabeta ecc. Unico requisito l'intraprendenza, la voglia di fare.
Infatti nel giro di qualche anno (già nel '58) i negozietti alimentari erano diventati 479.000 (con 1,2 addetti di media ogni punto vendita (un uomo o donna con un familiare accanto) con un negozio ogni 100 abitanti. Inoltre gli Italiani avevano a disposizione circa (anche queste improvvisate) 500.000 bancarelle dei mercati rionali giornalieri o settimanali dove si vendeva di tutto, mercanzia di ogni genere, nuova e anche usata. Oltre a stoviglie piatti e tegami fatti da improvvisati vasari: e dove prima acquistavi la legna, costui ora ti offriva i primi fornelli a gas, le cucine e i primi elettrodomestici, con l'invito, "signò lo prenda, mi darà tot al mese". Ovviamente pagamento in contanti.


Ma ti offrivano anche vestiti e maglioni fatti da casalinghe sarte o magliaie improvvisate (vedi i Missoni, i Benetton ecc.). E vi erano oltre che magliaie anche sarte e sarti, 1-2-3 in ogni quartiere sempre impegnati a cucire di tutto da mattina a sera.
Poi ci fu un giovane 21 enne, che ereditata a Biella la fabbrica tessile dal padre prematuramente morto, avviò il mercato dell' "abito già fatto". I primi andò a venderli alla Rinascente di Milano. Qui un altro 20enne, commesso, invece di vestire i manichini, li faceva indossare e sfilare nelle vetrine con persone vere (che da allora si chiameranno "modelli"), sbalordendo i passanti. Un giorno a guardare c'era anche il ventenne di Biella, che entrò fece due chiacchere con lui e se lo portò via. Lui era NINO CERRUTI, e il commesso era GIORGI ARMANI. Che insieme iniziarono poi a fare delle vere sfilate per l'Italia e perfino a Parigi e a dare un marchio ai loro prodotti. E altrettanto poi fecero i vari Benetton, Missoni, Valentino (che nel 1959 apre un negozio a Roma e nel 1962 trionfa con la sua prima collezione al Pitti Moda di Firenze - Diventa subito il "re" della moda, raffinata, di lusso, con le sua sfilate a Parigi).
E altrettanto fece il senza studi l' ex garzone di un grossista di vestiario; qui conosciuto un negoziante di vestiti, questo lo ha assunto come commesso nel suo negozio. Mentre sua sorella 17enne anche lei ex commessa ed ex magliaia in un laboratorio; appreso il mestiere si licenziò, si procuro un paio di macchinette, e iniziò a produrre in casa tanti maglioni e a farli vendere in giro da suo fratello Luciano, che licenzatosi dal negozio diventa una attività. A Roma un loro cliente assorbiva già la metà di tutta la loro produzione. Benetton aprì pure lui il suo primo negozio a Belluno, ma non era suo, ma dato in "franchising" - "tu ci metti il negozio io ti dò i maglioni, tu prendi una percentuale e io pure"
(una affiliazione questa che si rivelò un grande successo; e via via poi diventò così ricorrente sia in Italia che all'estero, fino ad avere i Benetton 8000 punti vendita nel mondo. Un altro miracolo della "nuova" "dinamica" imprenditoria, senza scuola e studio).
A contrbuire al successo d'immagine ci pensò un fotografo molto creativo Oliviero Toscani che nel '71 con il suo manifesto dei cortissimi "Jesus Jeans", nei due glutei della modella scrisse "Chi mi ama mi segua", scatenando un finimondo nel mondo dei cattolici.

Stesso dinamismo anche nel settore alimentare; si partì con qualche contadino che portava al mercato o ai negozietti, frutta, verdura, conigli, polli, salami, prosciutti; ma che ben presto diventarono loro stessi - aprendo un buco di negozio - degli improvvisati negozianti alimentaristi - sempre con pagamento in contanti - oppure a rate "inventandosi" i "libretti" che loro offrivano al cliente, dove lui segnava la spesa fatta da loro giornalmente, poi - quando prendeva lo stipendio - pagava a fine mese. Ma non sempre saldava tutto, dava un acconto, il resto lo faceva mettere nel successivo mese.

Anche nel consumo del pesce ci fu una impennata fortissima. I pescatori della costa adriatica, pure loro intraprendenti, acquistavano un camioncino, lo riempivano di pesce e andavano a venderlo in tutti i comuni dell'entroterra, dove come pesce al massimo conoscevano solo il baccalà secco. Si verificò che si consumava più pesce nell'entroterra che non sulle coste (dove lì era considerato un cibo da poveri).

Con tutti questi improvvisati ma capaci, geniali e intraprendenti italiani diventati via via veri imprenditori, in Italia ci fu il BOOM ECONOMICO: l'anno del PIL più alto della storia d'Italia. Nel 1958 era + 6,4; nel 1959 + 5,8; nel '61 + 6,8; nel '62 + 6,1; nel '63 si viaggiava con il + 8,3, il culmine del "miracolo economico.

Gli stipendi che nel '51 erano 7.711 miliardi di lire, nel 64 erano aumentati del 350%. Mentre i consumi del 320%

Gli indicatore sopra e sotto ci offrono un incremento macroeconomico dal 1951 al 1963 un panorama strabiliante.
Nell'ordine del più 200-300% in tutti i settori
Nella Pubblica Amministrazione si registrò invece solo un 50%
E nella SCUOLA andò peggio, in 12 anni fu ZERO%. L'Istruzione non compare nemmeno nella tabella.

Tuttavia come reddito - ma questo in Italia da sempre- eravamo molto bassi rispetto ad altri Paesi
(qui espressi in dollari) anni 60

ITALIA 927 ---- SUD AFRICA 846 ---- USA 3.221
SVIZZERA 2.213 --- SVEZIA 2.161 ----- G.B. 1.668
GERMANIA 1.773 ------ FRANCIA 1490
GIAPPONE 725 ------ SPAGNA 531

Per gli stipendi, i consumi dei singoli prodotti, domestici, alimentari, dell'igiene della persona, il costo delle auto disponibili in quegli anni, i vari mezzi di trasporto (moto, biciclette) e l'uso del tempo libero (giornali, libri, riviste, TV, Teatro)
dell'Italia rispetto agli altri Paesi Europei sono ampliamente riportati in queste tabelle >>>>

 


Ma l'inventiva, la bellezza, il fascino dei prodotti italiani richiesti dall'estero, tornarono nel '60 - come nel "ventennio" a far brillare nuovamente il "Made In Italy". Via via sempre più marcato e "marchiato" con i nomi degli artefici di questo o di quel prodotto. Fu il decollo del "Miracolo Economico". E anche la nascita dei grandi marchi nella moda, i vari Missoni, Fiorucci, Armani, Cerruti, Benetton, Gucci, Valentino ecc. e così anche i disigner di molti altri prodotti della casa o della persona; con i gioielli di Valenza e di Vicenza; che entrambe inaugurarono perfino delle "Fiere dell'Oro" affollate da molti acquirenti che giungevano in massa dall'estero.

Il risveglio degli italiani non fu solo verso le cose materiali. Erano cambiati anche i gusti del tempo libero. Prima si cantava e si ballava una volta all'anno nelle balere delle feste di paese. Poi con i primi giradischi valigetta, ci si spostava nelle case da un amico all'altro e si improvvisavano dei "party" casalinghi. Si abbandonarono le canzoni melodiche e i tanghi, e con il sopraggiungere da oltreoceano del Rock (che ai bigotti bollarono come "il ballo del diavolo") tutta la musica giovane ebbe una grande trasformazione. A contribuirvi in Italia furono i nostri cantanti, detti gli "urlatori". Iniziò Modugno con il suo irreale e gridato "Volare". Con le stesse mosse di un Presley apparve sul palcoscenico di San Remo anche un Celentano, con "24.000 baci", poi con il suo "Impazzivo per te", impazzirono dalla gioia un po' tutti. Poi in una rivista di enigmistica - questa per venderla inserivano un disco di celluloide- . In uno di questi cantava una certa Baby Gate; ascoltandola tutti si resero conto che quella non era solo una "voce" di una qualsiasi cantante ma la "VOCE". Lei e era MINA MAZZINI. Mentre a Torino una ragazzina piccola, esile, minuta, figlia di un operaio della Fiat, si mise anche lei a cantare. La sua "La partita di Pallone" fu un successo strepitoso, poi in "Come te non c'è nessuno" sfoggiò la sua particolare voce acuta di soprano. Poi vennero tanti altri che cambiarono non solo i giovani ma un po' tutti.

Ma l'industria anche qui non rimase a guardare, cavalcò la "sirena" con il consumismo mirato ai giovani. Alle aperture del "Nuovo Costume" vi contribui' indubbiamente molto il " Mercato" edonistico in questo inizo anni '60. Ma nessuno finora ha saputo affermare con certezza se nacque prima il primo o il secondo. Se furono le aperture a sollecitare il mercato o fu il mercato a sollecitare le aperture. Sappiamo però che nella musica Rock gli artefici del suo successo furono due 60enni. E anche quando apparvero i Beatles l'ideatore che trasformò la loro immagine in pettinati e composti "bravi ragazzi" con il business che poi seguì, - oltre che essere abile era pure lui abbastanza anziano.

Ma tutto questo risveglio degli italiani in tutti i settori
fece nascere le gelosie delle banche...e dei politici
perché il giro dei soldi avveniva sempre in contanti, gli stessi stipendi venivano dati in contanti e messi dentro la famosa "busta paga".

Le banche con già accanto i politici "avidi" reagirono. Non si sa se furono dentro nelle banche parassiti i politici (per ottenere in cambio i contributi al loro partito), oppure parassiti furono le banche con i politici (nell'offrire loro stessi i contributi ai partiti). Comunque sia, iniziò a instaurarsi un patto scellerato, fra i primi e i secondi. Insomma per entrambi quel "BOOM ECONOMICO" non andava bene! Nè andava più bene chi - miracolosamente - aveva varato quella legge nel '51 che quel boom aveva creato.

Di politici fino allora in giro ve n'erano già tanti, ma tutti fino allora inconcludenti. Con nessun potere, mentre l'Italia era tutta dinamica e in fermento. Col miracolo economico alcuni era già diventati, negozianti, artigiani e perfino industriali. Con i negozi che straripavano di prodotti.
I politici capivano poco riguardo alla operosità degli italiani e avevano fatto proprio "NULLA" per accrescerla; ma per fortuna ancora una volta in quegli anni furono gli italiani a fare "MOLTO". Ci fu poi solo un onesto politico - già citato sopra - ad ammetterlo anni dopo, su "La Repubblica", fu l'industriale senatore Piero Bassetti: "Abbiamo capito subito e ci siamo resi conto che non avremmo saputo dirigere la nuova società italiana. Il Paese, fuori, era più forte della politica, e anche più intelligente. Non fare nulla (il quel periodo) fu la scelta migliore di tanti provvedimenti governativi. Il paese fu così lasciato nella logica della foresta e per fortuna ci è andata bene".

Si diceva fino allora "la proprietà è un furto"????. Giammai !! Se a Torino la sinistra con i sindacati faceva ancora la voce grossa con gli "odiati padroni" "sfruttatori", la sinistra in Romagna in silenzio faceva altro. I "compagni" romagnoli si facevano i fatti loro. In 20 anni gli abitanti della Riviera che fino allora erano vissuti con la pesca, dall'oggi al domani, trasformarono la loro casetta in una pensioncina (dove si pagava 700 lire (Annuario Enit) al giorno, quando a Torino un operaio già ne prendeva 1570) e l'anno dopo la pensioncina era già un albergo, e dopo 2 era diventato un Hotel, e l'anno seguente già possedeva più di un Hotel.
La proprietà non era più un furto!!
Ed era un lavoro fatto spesso in prima persona che nell'inverno, con 1 muratore e lui stesso impastando cemento, scaricando dai camion mattoni, anche se aveva come aiutanti 4 figlie femmine (come io vidi fare). In 20 anni ne costruirono 5.000 di alberghi e pensioni !! Da Bellaria a Gabicce.
Si fecero bagni, balere, pedalò, cabine, pescherecci per gite e, tante case trasformate in pensioncine. Un mio conoscente per acquistare una vecchia colonia del ventennio (i politici tramite il Demanio le svendevano per prendere soldi) andava in banca con una carriola di "pagherò". Gli arrivavano quando avevano fatto già il "Giro d'Italia": 10 passaggi e nel retro figurano già 5-8-10 firme di avalli. Poi nell'inverno andava in Germania a cercare clienti (dove anche nei supermercati metteva i depliants per le prenotazioni delle "vacanze sull'Adriatico"), così si assicurava il pieno per l'Estate. Nel giro di un decennio dal '61 al '71 era già proprietario di tre alberghi.


E a proposito di CAMION, noi in Italia (per lo più alla Fiat) nel 1960 si costruivano solo auto che con un (mirato) incremento delle autostrade aveva trasformato il popolo italiano tutto vacanziero, soprattutto con le '500 e '600 e non solo, ma anche moto, scooter, cicli a motore.
Un modello consumistico indirizzato verso questa direzione: con il tutto a rate e correre al mare in vacanza. I veicoli a motore a inizio anni '60 erano 5.984.381.

Ognuno - per il modesto prezzo delle due auto (390.000 e 590.000 lire) pagando a rate (avendo uno stipendio di circa 40-50.000 lire al mese si poteva permettere). Nel 1960 ci fu il boom, erano già oltre 2.000.000.
Mentre nei camion per i trasporti la situazione era nera, nerissima. Sempre nel 1960 si costruirono in Italia 1.108.000 auto,
nemmeno la metà erano camion, quando in altri Paesi era l'incontrario in GIAPPONE i camion erano 579.000 (su 1.122.815 auto) in INGHILTERRA 1.867.000 (su 464.000 auto) - in FRANCIA 1.390.000 (su 245.000 auto) ----- in GERMANIA 2.650.000 (su 314.000 auto) - negli STATI UNITI 7.745.000 (su 1.562.000 auto).
(il popolo italiano fu trasformato in turisti domenicali e non certo in camionisti).



Ma loro, i politici e le banche dovevano stare forse a guardare?
Giammai !! I politici e le banche erano gelosi. - (Per 20 anni la legge 51 la si era intralciata in tutti i modi, poi venne nel 1971 la legge 426 e altre leggine, dove si proibirono le vendite e qualsiasi altra attività fatta in quel modo casareccio, che loro con l'ipocrito opportunismo bollarono: che
erano tutte "illegali".
S'inventarono l'IGE e poi altre incombenze, quindi la fatturazione di ogni bene. I pagamenti solo tramite banca, con cambiali, assegni, bonifici. In breve tempo le banche volevano fare il "facciamo tutto noi", quasi imposto, prendendo in mano in brevissimo tempo tutta la politica economica e finanziaria del Paese. Facendo così nascere anche la potente grande distribuzione tramite proprio i capitalisti.
Infatti i privilegi della nuova legge furono ben presto solo di una potente categoria che si stava impossessando del territorio, e proprio nel momento in cui la domanda era altissima. E cosa ancora più grave i potenti impedirono la creazione non solo di altri negozi ma anche la creazione di Supermercati con delle società estere che erano già pronte a scendere in Italia
e che avevano già esperienza nella distribuzione e che forse avrebbero automaticamente "calmierato" i prezzi. Il primo a nascere fu a Bolzano, ma lì i tedeschi erano di casa, e non ebbero intralci da Roma.

Invece ne nacquero poi ben presto in Italia 607, ma erano tutti in mano solo a quattro grandi gruppi che inizialmente non crearono grossi fastidi ai piccoli. Ma ben presto "imparata l'arte", diventarono 144 in mano alla Montedison (Standa), 61 alla IFI Fiat (Sma) , 51 al gruppo Sme Iri (Sge e Stella), 40 alla La Centrale (Pam). Quasi un monopolio del grande capitale. Anzi in breve divenne un monopolio vero e proprio! Che fece gola perfino a sinistra, quando questa si inventò le Coop, che inizialmenete significava una "cooperativa" di soci "produttori e punti vendita", ma ben presto - allargatisi i soci - diventò una vera potenza economica della capillare distribuzione in alcuni territori in mano proprio alla sinistra.

I negozi - con la nuova Legge 426 - potevano avere la licenza solo dal Comune tramite l'Assessore al Commercio, con i vigili o la finanza pronti a intervenire chi vendeva "illegalmente" senza i requisiti imposti. Ovvio che al vertice di questi Comuni vi era sempre un politico. A lui bisognava raccomandarsi se avevi bisogno di appoggi per decollare. Questa moltiplicazione e creazione di veri e propri "feudi", crearono via via una miriadi di "parassiti" all'infinito .
L'economista Francesco Forte definì quella "Legge 426" una "controriforma" voluta ostinatamente da una corporazione molto legata ai politici locali".

In breve il Parlamento, i Ministeri, le Commissioni, le Regioni, le Province, i Comuni, furono pieni di Presidenti, Vice Presidenti, Direttori generali, Segretari, Consiglieri, Burocrati, Assessori di vario genere. Che - dicevano tutti ipocritamente -
"lavoriamo per il bene dell'Italia".

Nelle leggi del dopoguerra, subito si era eliminata quella della "Migrazione Interna" solo perché era fascista. Gli italiani si potevano spostare da una regione all'altra. Erano soprattutto meridionali; salutavano il Sud e andavano a Nord, con il "treno della speranza". Si "svuotò" così quasi tutto il Sud di una generazione giovane. Restarono solo i vecchi a coltivare poderi dove presto crescevano solo erbacce perché rimasti senza più braccia giovani. Fu un esodo di 800.000 giovani ogni anno. Questi al Nord all'inizio furono ben accetti dalla grande industria, il 50% lavorava in nero con paghe basse. E proprio per questa concorrenza iniziarono a dare fastidio ai locali diventati subito dei "razzisti". A Torino un bar scrisse perfino sulla porta: "vietato l'ingresso ai cani e ai meridionali". Fatto il "pieno" l'industria, quella massa diventò un problema per le amministrazioni locali, con gli sbandati che dormivano nelle stazioni, nei parchi. E così fu ripristinata la odiata Legge Fascista: se non avevi una occupazione regolare la polizia ti faceva il "Foglio di Via" e dovevi tornare subito da dove eri venuto.
(che andrebbe bene anche oggi con gli stranieri - anni 2000 - e anche se quella legge non è stata mai eliminata, non la si applica. E chi si lamenta oggi come a Torino in quegli anni, gli si dà del razzista).

Ma il potere gerarchico politico si ritrovò così i bubboni dentro il "sistema" e corse ai ripari con altrettanta improvvisazione, sconsideratezza, metodi e tecniche (anche oscure) - "Reclutando uomini affidabili, creando una serie di poteri per una eventuale emergenza (Piano Solo?), una rete paramilitare segreta parallela a quella ufficiale, ma ad essa superiore, che avrebbe assunto automaticamente ogni potere in caso di insurrezione" - come qualcuno drammaticamente annunciava negli anni della contestazione studentesca. Si parlò di "strategia della tensione" - "anni di piombo". Che iniziò in contemporanea proprio dalla.... (fino allora dimenticata) ....SCUOLA!! di cui stiamo parlando in queste note.
Se vuoi puoi andare sulla scena di queste "battaglie" >>il '68 >vedi qui >>

ORA TORNIAMO PROPRIO ALLA SCUOLA

Nel dopoguerra la scuola non aveva avuto la stessa accelerazione che abbiamo visto nella altre varie attività. Del resto nemmeno avrebbe potuto farlo perché certi mutamenti avvengono solo nell'ambito politico, da chi dirige il Paese. E i politici non erano mai intervenuti per dei miglioramenti perché loro erano del tutto assenti, e quelli che c'erano non erano di certo adatti a una Italia in fermento. Anche se nelle prime elezioni del '48 e del '53 si erano presentati 166 liste con un esercito di improvvisati politici, di DX e SX. Ma tutti con demagogici programmi. Con un Togliatti - sapendo che votavano anche le bigotte donne casa e chiesa - mandava in giro foglietti con su scritto "il partito comunista non é ateo" QUI >>>>>
Mentre anche FANFANI stava strizzando l'occhio a sinistra, PAPA GIOVANNI sconcertò i conservatori clericali, giustificò e invitò la collaborazione tra credenti e non credenti. Spiazzò tutti i politici, preti e laici e buttò nello sconcerto i democristiani. "Ma come anche il papa diventa di sinistra?". Ma forse lui aveva recepito il messaggio di Togliatti.

Si disse che il voto richiesto era per formare una "Democrazia Parlamentare". Ma una volta che i partiti avevano preso i voti, seduti nelle poltrone, le nomine le facevano loro con i loro Partiti, dando a tizio e a caio i vari ministeri, anche se erano ignoranti nel guidarli questi ministeri per fare le necessarie riforme. Si mettevano ministri dell'Istruzione e dell'Università dei soggetti che non erano nemmeno andati all'Università; all'Agricoltura gente che a casa al massimo coltivava i gerani sul balcone di casa sua, o perché suo bisnonno aveva avuto anni prima un campetto dove coltivava i lupini. In medicina chi aveva fatto il semplice infermiere poteva poi anche finire di guidare la Sanità.

Ne soffrirono non solo i figli del proletariato ma anche i figli della classe media emergente. Questo perché lo studio alle scuole superiori e alle università era riservato solo ai pochi ricchi, chi non lo era faceva fatica, non solo per motivi economici. ma anche a causa di una impreparazione a quel tipo di studio che sarebbe invece occorso nei 20 anni del miracolo. Vi erano negozianti che non erano in grado di fare una moltiplicazione, né sapevano cos'era una cambiale, degli assegni, un mutuo. Quando poi ci fu l'introduzione dell'IGE, questa da sola di negozi ne "sterminò" nel primo anno quasi 300.000, e successivamente altri 200.000 dovettero chiudere. E fu proprio qui - fagocitandoli - che prosperarono i Grandi Gruppi.
Si era campati fino allora alla giornata, in una diffusa carenza scolastica, fin quando i nuovi ventenni diedero il via alle manifestazioni studentesche: con elementi di DX e di SX. - Al "'68" !!!


( FU UNA PRIMAVERA ABBAGLIANTE )
("vogliamo tutto!!" - "lo studio per tutti" - "siamo giovani e dobbiamo far paura !!! )




>>>>>> il '68 > con le voci >>>>>

 

IL '68! fu così un vento di filosofica follia. Contro i Partiti e anche contro la stessa Polizia. Una ondata di provocatoria, ubriacante e irritante giovinezza. Una follia che fece però venire a galla la fragilità e la carenza - per non dire assenza - di un'istruzione collettiva di un intero Paese. C'era la grande insicurezza di molte ideologie che, schiacciate dagli eventi passati e recenti avevano impedito di far maturare i nuovi italiani degli ultimi anni, anche se fino al '68 i giovani non avevano di certo provato le miserie della guerra, semmai avevano goduto di un certo benessere. Ma bastava per questi giovani nel '68 avere solo il pane e il companatico?
Questi giovani si dimostrarono dei "folli" ma ebbero anche lampi di intelligente genialità, pari ai lampi di stupidità dei "saggi", arroccati nell'immobilismo dentro le loro oscurantistiche torri d'avorio, o seduti a dottoreggiare, concionare e pontificare nelle aule del Parlamento, nelle sedi dei Partiti. Con le Curie - una volta potenti- costrette a guardare e pure loro dovevano per continuare ad esistere raccomandarsi ai politici. Furono famose quelle in Veneto (detta poi "la balena bianca) con Rumor, o quelle laziali con Andreotti. Mentre gli altri facevano i comizi nelle piazze delle grandi città, loro due erano assidui nelle sacrestie o andavano nei numerosi piccoli paesini a fare "la festa del baccalà" in un paesino veneto, o "la festa dei lupini" o la "festa del carciofo" nel Lazio. Così facendo entrambi facevano il pieno di voti, che poi voleva dire in sede locale avere in mano politicamente il loro "feudo". (spartizioni in base al "Manuale Cencelli" = Numero dei voti = potere).

Si è scritto che dopo il '68 il mondo non fu più quello di prima. E se dopo non fu molto diverso, ma di certo non era più uguale dopo la "primavera abbagliante" vissuta dai giovani di questa generazione nata nel dopoguerra. Non più uguale perché si andò ben oltre la contestazione studentesca che viene sempre ricordata, questo perché agli studenti si affiancarono gli scontenti lavoratori. Si verificò persino che il figlio di un noto politico - universitario - era pure lui nelle barricate assieme ai lavoratori, contro il padre.

Quel che è certo è che la rivolta fu guidata da capi intellettualmente più freschi, anche se provocatori, dentro un contesto generazionale del potere fino allora solo in mano a politici che erano tutti stagionati e arroganti. Aveva ragione Andreotti quando con modestia diceva "io non sarò un genio, ma di questi io non ne vedo in giro".

Era quindi in atto un nuovo tipo di giovane, non più quello dello sfruttamento della catena di montaggio, ma un "lavoratore cittadino sociale". Unico a crearlo era stato Adriano Olivetti, a Ivrea, ma ebbe vita breve (!! oscura ??): non andava bene nè alla sinistra (avrebbero perso il proletariato che li sosteva) né ai capitalisti (che non volevano di certo spartire i loro utili con gli operai; usati come "formiche"). Con Olivetti perdemmo non solo il suo "Socialismo Sociale" ma perdemmo anche il dominio nel mondo dell'informatica. I "gelosi" .....finito lui con i geni che aveva accanto (uno morì pochi mesi dopo anche lui in un incidente strano), l'altro Federico Faggin relegato a fare l'operaio, emigrò e andò a inventare il Microprocessore in America, facendo nascere in breve tempo la Sylicon Walley. A Ivrea i "Gelosi" essendo in parte azionisti, coalizzatisi vendettero tutto agli americani. In Italia doveva rimanere una sola grande industria con un cervello solo, con l'aiuto delle loro alienanti catene di montaggio con gli operai trasformati in formiche.


Wiener (proprio lui padre della cybernetica) lo aveva già annunciato nel 1950 (Vedi, in "Scienza"). "Gli uomini non diventeranno mai formiche.... La condizione umana modellata su quella della formica è dovuta a una fondamentale ignoranza incomprensione sia della natura della formica che della natura dell'uomo". "I tayloristi oltre che non conoscere l'uomo, non conoscono nemmeno le formiche"..

 

Passata la "bufera" "sessantottina" nella Scuola
(in un certo senso "fallita") torniamo proprio nella Scuola nell'...

....ANNO 1970 che era stato designato dalle Nazioni Unite ......"Anno Internazionale dell'Istruzione".
L'Italia, paradossalmente, si era sempre trovata nella (voluta) impossibilità tecnica di spendere tutti i fondi assegnati in bilancio, (singolare, ma sarà un vizio che persisterà nei successivi anni) per il ritardo nelle attuazioni nel fare alcune riforme, o a non farle del tutto, o per il mancato allineamento delle Amministrazioni Scolastiche che ne avrebbero dovuto avere il compito. Soprattutto con le nuove dimensioni in quel grande fenomeno che era già in atto nel Paese. Ci fu insomma ritardi e carenza proprio nella Istruzione Scolastica. Pur avendo il '68 - con le constestazioni - già messo il dito proprio in quella piaga.

Un ritardo che procurò all'Italia nel 1970 lo spiacevole verdetto emesso (alla sessioni di Parigi) dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCDE).
E trattandosi di scuola, l'Italia nel 1970 (proprio con un termine scolatico) venne "bocciata" e con in calce alla sua "nera pagella" una "nota" (anche questa in stile molto "scolastico" ma molto amara, dove scrisse nei confronti dell'Italia:
"Arretrata nello studio dei processi di apprendimento, incapace di preparare i nuovi docenti per la scuola secondaria e per le esigenze da essa poste" - e concludeva la nota -: "...mentre in quasi tutti i paesi si sono compiuti sforzi cospicui in materia di revisione dei programmi di politica scolastica, l'azione italiana in questo settore appare di una inquietante incoerenza". -
Sembrava la pagella di un bambino, invece era quella della Nazione Italia.

Eppure nel dopo '69, e nel corso del 1970 le discussioni del progetto governativo per una riforma della scuola, non erano affatto mancate. Esperti italiani e stranieri avevano discusso (al Convegno di Frascati di aprile) alcune linee direttive per una riforma generale con un progetto abbastanza audace ma illusorio nella sua potenzialità costruttiva.
Ed anche altre buone idee ci furono con una famosa circolare del successivo 3 giugno (quella del ministro della P.I. Misasi, n.189) pur con spunti non disprezzabili di interesse pedagogico e sociale, avevano suscitato perplessità, aspre polemiche e ampia diversità di applicazione, e dove come al solito le lobby dei conservatori reagirono.
Questi ultime erano i referenti della corporazione delle scuole private (molte ancora cattoliche), che non erano poche, erano tornate ad essere il 25% della intera struttura scolastica italiana e con in mano oltre il 50% di quella materna, da far rimpiangere quella delle OMNI del "Ventennio".
Ovvio che nel vedere riqualificare e ammodernare una scuola pubblica sconvolgeva potenzialmente tutto il business del settore privato. Che non si arrese, anzi per essere ancora più invitante migliorò le sue strutture. (in una scuola superiore che io visitai per lavoro nel Torinese, ovviamente riservata ai figli dei ricchi, aveva un numero di ultra pagati insegnanti addetti per ogni disciplina, pari al numero degli allievi - oltre ad essere dotata di una ricca biblioteca, una sala musica, una sala teatro, una per l'arte pittorica, una per la sartoria e il ricamo, una per lavori di officina ecc. ecc.)

La "piazza" "studentesca" lo abbiamo visto era contenta del risultato ottenuto puramente demagogico: scuole e Università aperte a tutti, ma poi bisognava arrangiarsi con le vecchie strutture esistenti. Fu così alla fine una beffa!

E dentro quelle vecchie strutture c'erano pure gli insegnanti con il loro annoso problema economico fermo da dieci e più anni, mentre quello giuridico qualitativo era fermo da venti, nonostante la grande esplosione scolastica di alunni.
E fu proprio la categoria degli insegnanti pubblici che dichiarò guerra al governo in uno scenario già compromesso e in piena caduta di stile e di sostanza su tutti i fronti: economici, politici e sociali oltre quello istruttivo carente.

A questi ultimi grossi problemi, si erano infatti aggiunte ed erano iniziate - sotto la spinta di una dura azione sindacale - delle incontrollate agitazioni degli insegnanti che alla fine dell'anno scolastico il 3 giugno bloccarono tutti gli scrutini e gli esami per 26 giorni a circa otto milioni di studenti: dalla 1a elementare all'ultima classe di liceo con disagi per le famiglie e gli studenti (addio vacanze!) mentre il governo dentro una preoccupante crisi politica ed economica e con una voragine nel bilancio, reagì nel peggiore dei modi: non volle cedere alle loro richieste e tenne duro per settimane.

Nel braccio di ferro (incapace e sempre ispirato a visioni parziali del problema, perché sempre rinviato) il governo poi, sì, corse ai ripari il 23 giugno, ma emettendo un aspro decreto di "stato di emergenza" (il n.384 - un vero atto di guerra dichiarata) che molti giudicarono da Terzo Mondo e fece ridere mezza Europa e perfino i bambini che frequentavano la prima elementare. Erano appena capaci di fare le aste, ma capirono perfettamente che quella era una triste "beffa".

Infatti in sostituzione degli insegnanti sciopertanti, il provveditore con questo decreto ("guerra") poteva delegare del personale "estraneo alla scuola" (!!!!) che poteva prendere visione dei registri e gli atti riguardanti la carriera scolastica degli alunni e "decidere loro" la promozione (come se in una malattia ai Dottori si sostituivano i Malati).
Di fronte a questa becera prospettiva che li esautorava del tutto, gli insegnanti il 5 e il 7 luglio zitti zitti ritornarono a scuola a iniziare gli esami e fare gli scrutini che durarono fino ai primi di agosto.

Ma il problema Scuola Italiana, non era stato affatto risolto.
Si salvarono dunque gli esami e si spostò poi tutta l'attenzione non sul piano di sviluppo della scuola tendente a una trasformazione con nuove prospettive pedagogiche e sociali o all'aumento delle dotazioni didattico-scientifiche moderne, o a una migliore qualificazione per allinearsi ai paesi europei; NO! niente ! neppure si attuò una revisione dei "Programmi" precedenti che terminavano proprio il 31 dicembre 1970, e che rimasero statici, senza aver migliorato proprio nulla.

Si emisero invece una serie di decreti legge tendenti solo a migliorare di poco le condizioni giuridico economiche degli insegnanti pur non aggiungendo ulteriori future garanzie agli stessi.
(Miglioramenti che poi con un effetto a catena innestarono altre rivendicazioni di altri dipendenti pubblici e che resero ancora più problematiche le spese dello Stato, che così facendo iniziò impotente a cadere nel baratro del debito della spesa pubblica).

Ma prima degli anni '70, nonostante l'incredibile incremento in tutti settori, il debito era ancora sconosciuto.
14.285 miliardi (espressi in euro) nel 1970

Il debito pubblico italiano oggi ha ormai raggiunto in valore nominale quota 2.409.000 miliardi di euro,
mentre la sua incidenza sul prodotto interno lordo - al 2018 - era pari al 135,70 per cento.
Ed é in continuo aumento. E sarà un grosso fardello che condizionerà
tutte le scelte di politica economica per i prossimi anni.

In che anni si è formato, e sotto la responsabilità di quali governi lo troviamo qui >>>>.

Dopo questo
'70 nacquero i tanti "feudi"...non solo dei singoli partiti, ma anche per i capi delle numerose, tante, tante, correnti
per insediarsi in Parlamento, nelle Regioni, Province, Comuni, Consorzi, Ulss, Aziende pubbliche, e anche.... private come "padrini".
(se titolari in carica hanno i rispettivi emolumenti con le indennità e diarie varie)
Poi vennero fuori a partire dal 1997 (e ci sono ancora) i vitalizi (elargiti anche con un solo mese)
(per deputati, senatori - mentre per i consiglieri regionali hanno una loro disciplina)

Sono oggi circa 30 mila che rappresentano un mondo a parte (autodichia) sono infatti leggi varate da essi stessi
Insomma si sa ..... per mantenere tutti questi politici ci "costano".
e gli italiani li devono pagare (giustamente) oggi ma anche domani quando andranno in pensione.


Negli USA con 328 milioni di abitanti hanno 435 deputati alla Camera, 100 al Senato
Noi in Italia (quasi un sesto di abitanti. 60 milioni - abbiamo 630 deputati alla Camera, 315 al Senato.

In 70 anni l'Italia ha avuto 18 legislature e 64 Governi. Con (quelli oggi ancora viventi) 4736 politici..

Nello stesso periodo in USA i governi sono stati solo 13. In tutta la sua storia (dal 1789- 411 anni )
ci sono stati 44 presidenti.
L'Italia in soli 70 anni ne ha avuti invece 64.
E questi uomini di partito, segretari, vicesegretari, portacarte, compari e sciacquini vari.....CI COSTANO!!!.

 

Totale in quella specie di riforma del 1970: dei 1862 miliardi destinati all'istruzione, 1447 andarono agli insegnanti, 229 alle spese, 158 per informazione e cultura e solo 27 miliardi per l'edilizia e i laboratori (cioè 67.000 lire per ogni scuola !!
Riuscirono ad acquistare solo qualche matita in più. Addio riforma!

Il verdetto del 1970 dell' OCDE che abbiamo letto sopra, pur essendo di condanna, fece tornare indietro l'istruzione di due decenni; il '68 più che fallito era stato inutile !! Gli scopi prioritari dell'insegnamento tornavano alle idee del 1894 di Guido Baccelli "istruire il popolo quanto basta e mettere da parte l'antidogmatismo, l'educazione al dubbio e alla critica, insomma far solo leggere e scrivere. Altrimenti sono guai!!".
E i guai i nostri politici non li volevano proprio, dicendo "ma costoro che cosa vogliono di più?".

Naturalmente questo avveniva nella scuola statale. Infatti le gravi insufficienze del sistema scolastico di ordine sociale e pedagogico erano solo dentro nella scuola pubblica: in questa si dovevano lamentare che le condizioni economiche oltre che familiari del Paese incidevano ancora troppo pesantemente sulla possibilità dei giovani di frequentare una scuola privata per il puro e semplice adempimento dell'obbligo; inoltre frequentemente la scuola statale non riusciva ad adeguare la propria azione alle capacità e ai ritmi di approfondimento, inevitabilmente diversi da ragazzo a ragazzo. L'effetto più vistoso fu il troppo elevato numero dei ripetenti (30%) oltre quello degli alunni che abbandonavano scoraggiati gli studi.
Il 30% non riusciva ad arrivare al diploma di scuola media, mentre il 25% di quelli che ci riuscivano cadevano già al passaggio alle classe superiori. In queste ultime i professori nello scoprire la carente preparazione dei neo-studenti, si mettevano le mani nei capelli, non sapevano dove farli cominciare. E così loro si adeguavano verso il basso.

La scuola media era già stata unificata nel '63 (lo aveva già fatto nel fascismo Bottai nel 1939). E nel 1977 il programma venne tutto rivisitato. La scuola media era sì per tutti, ma non tutti erano in grado dopo aver fatto le elementari pubbliche a sostenere i piani di studio delle medie senza aver ricevuto nelle elementari una preparazione (con le elementari ancora ferme a Baccelli visto sopra del 1894). Si aveva solo una semplice alfabetizzazione dell'alunno. Ne' si provvide per quelli che "zoppicavano" a creare dei doposcuola, classi di aggiornamento, classi differenziali, maestri di sostegno.
Si andava all'ingrosso, come se si trattasse di un "allevamento". Terminata in qualche modo la quinta elementare, "l'Allevamento" a camionate veniva trasferito nelle scuole medie. Che comportandosi allo stesso modo sempre a camionate le trasferiva poi a quelle superiori.

Accadde quindi il fenomeno perverso dei vasi comunicanti che non comunicavano ma si volevano fare ugualmente comunicare: le elementari restarono arroccate alla loro semplicistica vocazione (saper leggere e scrivere), mentre le medie per adeguarsi abbassarono il livello degli studi; le medie superiori furono poi costrette a fare altrettanto, e se qualche studente così "impreparato" arrivava poi alle superiosi o a iscriversi all'Università - dove doveva lui gestire il piano degli studi con una severa disciplina che lui non conosceva - si ritrovava già al primo anno davanti a grosse difficoltà che non riusciva a superare. O dava forfait subito o iniziava un difficile calvario di fuori corso, fin che resisteva e ne aveva i mezzi. Con il risultato che solo 7 su 100 arrivava fino in fondo e quindi a laurearsi o a essere dei fuori corso mentre erano impegnati a fare un qualsiasi lavoro per non pesare sulle famiglie.

A essere colpiti (con la 384 - l' atto di guerra ricordato sopra) erano stati 7.608.747 alunni delle sole scuole pubbliche, gli altri 1.920.947 alunni ricchi benestanti delle scuole private i primi di giugno tranquillamente (il ministro ha dato loro il benestare) iniziarono gli esami e se ne andarono altrettanto tranquillamente al mare. La "scuola di classe" non era affatto finita! E per formare un ingegnere o un architetto per non parlare quelli di Scienze Politiche, non bastava di certo la demagogia politica nella scuola pubblica.


Ricordiamo che fin dal 1971 mantenemmo per decenni il triste primato di essere ultimi nella classifica europea come lettori. Il 76% degli italiani non leggeva nemmeno un libro all'anno. Del restante 24%: 10 leggevano da 1 a 3 libri, 5 da 4 a 7, e solo 9 lettori leggevanono più di otto libri all'anno. Mentre più di 8 libri venivano letti dal 40% degli inglesi, dal 33% francesi, 35% olandesi.
Dei 225.000 titoli di libri prodotti in Europa, l'Italia era anche qui il fanalino di coda con 8.440 titoli. Mentre in Usa ne uscivano in questo 1971, 62.083, quasi otto volte di più.

Ma sono i giornali che danno pure loro un triste panorama sul tipo di cultura diffusa in questi anni. I dati sono molto deludenti. Italia era ancora nel fanalino di coda insieme alla Spagna: in Italia solo 10 giornali ogni 100 abitanti, 49 in Svezia, 37,8 in Norvegia, 33,1 in Svizzera, 30,6 in Germania, 30 in Belgio, 39,9 in Gran Bretagna. 27 in Francia, 23,3 in Olanda.
Si stampavano in Italia solo 5 milioni di copie. Negli altri paesi: Germania 17,4 milioni, Gran Bretagna 26,2 milioni, Francia 11,8 milioni, Giappone 39,9 milioni, Usa 58,9 milioni.
(Il paradosso è che Giolitti ancora nel 1913 dichiarava che si leggevano in Italia quotidianamente 5 milioni di giornali, gli stessi del 1971, pur con l'analfabetismo allora a quote superiori al 40-50%).

Non è servito a nulla alfabetizzare la popolazione. Qualcosa evidentemente è andato storto! Si è insegnato a leggere e scrivere da piccoli, ma non a "leggere" da grandi cose da "grandi".

In compenso gli editori in questi anni - '70-'80 abilmente premono e soddisfano i gusti e gli interessi degli italiani con il ROTOCALCO, e i Settimanali Femminili, riducendo al minimo la politica, facendo uso di fotografie e testi gradevoli che assolvono compiti di evasione piuttosto che di informazione e di educazione.
(quello che fanno oggi le TV - non parliamo poi dei giornali, che non vendendo più in edicola quelli in carta, hanno creato le loro pagine nel WEB che se le vuoi leggere - anche quelle che destano apprensione - devi pagare 1 Euro, che è una presa in giro, visto che poi per leggerne ancora devi abbonarti - sborsando altri 2-300 euro a ognuno. Eppure sono piene di pubblicità superpagata; non hanno come i giornali le spese della carta, della distribuzione, né hanno resi; eppure per "FARE UNA SERIA INFORMAZIONE" chiedono soldi. (Non é come una TV privata che si sostiene proprio solo con la pubblicità, loro non si accontentano!!- vogliono soldi da noi e dalla invasiva pubblicità. Una speculazione in grande stile, soprattutto in tempi come quelli con la fame di notizie per la Pandemia in corso. COMPLIMENTI !! - Scrivono ciò che vogliono e in più li paghiamo pure !! MA CHE BRAVI !! E sperano sempre che per catturare lettori paganti ci siano altre apprensive pandemie.

Sempre nel 1971 l'Italia conquistò il primato europeo !!!!! 326 riviste settimanali, contro una Germania ferma a 42 e una Francia a 27.
E se a fine anni '50 i settimanali femminili, i cosiddetti "fotoromanzi" detta anche "letteratura rosa" toccarono il numero di 1.600.000 copie mensili, le tirature nel 1976 raggiunsero cifre stratosferiche: oltre 8 milioni e 600.000 copie al mese. Fin quando via via a partire dagli anni '80 furono sostituite da altri mass medium (che più "medi-um" di così non potevano essere), i "rotocalchi" della TV, e via via poi quelli dei social. Con contenuti che ognuno può vedere. Sempre che sia in grado - con l'istruzione avuta - di poter giudicare.

 

La scuola negli anni '70 si era dunque fermata; ma poi venne anche il peggio

Ci fu una riforma di LUIGI BERLINGUER (Nel 1997 ministro della Pubblica Istruzione) con una “Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli dell’Istruzione. Scelse di introdurre il sistema educativo a due cicli, il ciclo primario ed il ciclo secondario.
La riforma Berlinguer, fu approvata solo nel 2000 ma non entrò mai in vigore, anche se interessò le università, nelle quali vennero introdotte le "lauree brevi" (le triennali - così si cominciò a dire "ho una laurea!") così anche le specialistiche (anche queste brevi - mentre per i tempi che corrono con le sempre più nuove acquisizioni tecniche e nuove esperienze in ogni campo, non bastavano più nemmeno quelle di 5 anni).
Con Berlinguer l’obbligo scolastico fu portato a 16 anni.

La Riforma MORATTI (nuova ministra della P.I.) con la legge 28 marzo 2003 n. 53, abolì la riforma Berlinguer ed effettuò diversi cambiamenti sull’ordinamento scolastico. Vi si aggiunsero poi quelle piuttosto vaghe del 2006 nel breve nuovo ministero del Ministro dell’Istruzione FIORONI.

Si giunse infine alla "Riforma Gelmini".
Nel 2008 la nuova Ministra della P.I. GELMINI (35 enne, laureata in Giurisprudenza a Brescia, voto 100 su 110, dove a ventinove anni supera l'esame di Stato per la professione di avvocato a Reggio Calabria nel 2002. Una scelta quella di Reggio motivata dal fatto che vi era un'alta percentuale di esami superati di circa il 90% contro una percentuale di circa il 30% delle città del nord Italia). Che insomma - a Reggio - si era quasi sicuri di farcela.

La GELMINI- di Forza Italia, eletta alla Camera, fu nominata Ministro della Pubblica Istruzione nel IV Governo Berlusconi. E qui diede il via ad una nuova riforma riguardante l’istruzione italiana. Tra i cambiamenti che al tempo fecero maggiormente scalpore troviamo il ripristino del maestro unico, del voto in condotta e dei voti in decimi.
Ci furono vari interventi come la legge 6 agosto 2008, n. 133, seguita dalla legge 30 ottobre 2008 n. 169, il cui scopo principale era quello di riformare l'intero sistema scolastico italiano, con delle riduzioni di spese.
Una norma prevedeva, a partire dal 2011, che i docenti migliori -ma solo in via sperimentale (!?) - in alcune scuole potessero ricevere un bonus massimodi € 7.000 come premio produttività, ma poi il bonus è stato sbarrato dalla finanziaria 2010 (d.l. n. 78/2010, convertito nella L.122/2010).
A causa della riduzione della spesa della legge 133/2008, si stabilì che "le istituzioni scolastiche della Scuola Primaria costituiscono classi affidate a un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali".
Viene introdotta la prova nazionale dell'"Invalsi" (una valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione con alcune competenze fondamentali - ma cambiato più volte) di italiano e matematica nell'esame finale di licenza media. Inoltre per poter essere promossi alla classe successiva è necessario ottenere la sufficienza in tutte le materie.

Pe la Scuola secondaria di secondo grado - sempre attivata nell'anno scolastico 2010-2011, essa prevedeva un drastico e pesante taglio delle ore di insegnamento negli Istituti tecnici e professionali, che riguardava gli insegnamenti cosiddetti "di indirizzo" degli Istituti tecnici; mentre per l'insegnamento della materia "Tecnologie e disegno tecnico" a seguito della riforma, è stata attuata la riduzione di 1/3 delle ore di lezione, e conseguentemente delle relative cattedre e quindi del personale docente.
Un altro importante cambiamento attuato riguardava l'intero comparto degli indirizzi, il quale era composto, prima del riordino, da oltre 800 corsi sperimentali, 200 progetti assistiti e tantissimi altri percorsi, opzioni e sperimentazioni autonome, diverse e distinte da scuola a scuola con quadri orari a scelta e indipendenti, di licei, istituti tecnici e professionali.
Con l'attuazione della riforma tutto quanto sopra fu sì completamente snellito, ma ridotto e tagliato drasticamente, con il tutto riordinato e semplificato da 800 a soli 20 indirizzi di ordinamento uguali, obbligatori e unitari per tutta Italia, venendo abolite definitivamente (a 0) tutte le sperimentazioni, i progetti assistiti, le opzioni a scelta e i tirocini dei licei, istituti tecnici e professionali precedentemente esistenti.
Nel riordino degli istituti professionali che erano suddivisi in 5 settori con 27 indirizzi, con la riforma vengono suddivisi in soli 2 macrosettori con 6 indirizzi. Come per gli istituti tecnici le ore verranno ridotte a 32 per settimana.
Infine nelle Università abbiamo diverse disposizioni in materia del personale docente: la modifica della durata della carica di rettore per un massimo di 6 anni (non rinnovabile nella carriera accademica di un professore universitario); l'obbligo di stipulare (brevi) contratti di assunzione dei ricercatori universitari della durata massima di 3 anni, prorogabile per una sola volta.

L'insieme cumulativo dei provvedimenti correlati a questa riforma-Gelmini ha dunque prodotto notevoli tagli ai finanziamenti per l'istruzione pubblica. Questi tagli, secondo quanto aveva affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano già nel 2008, sarebbero giustificati dalla necessità di ridurre a zero (con la scuola? - Ndr) il deficit pubblico italiano. (come dire che il debito pubblico iniziano a pagarlo salato già i bambini nell' adolescenza!).
Ma poi più tardi lo stesso Napolitano ha sostenuto nel 2010 che "era necessario rivedere alcuni tagli che sono risultati indiscriminati». Ma ha ribattuto il ministro Gelmini, che sono stati tagliati solamente gli sprechi per fare una "Scuola migliore"

Nel triennio 2008-2011 si è effettuata l'eliminazione e il taglio netto di oltre 20.000 cattedre intere. Nei 2 bienni 2007-2008 e 2009-2010 hanno perso l'incarico ben circa 30.000 supplenti con incarichi annuali. Nel 2009 e nel 2010 sono diminuiti di 30.000 unità i posti per il personale non docente, e nel 2011 si è verificato un taglio di ulteriori 14.000 posti

Nelle Università gli stanziamenti assegnati per la ricerca universitaria nel 2011 è diminuita di circa il 7%, ma nel triennio 2012-14, si aggiungono altri tagli pari a un altro 13% (fonte CUN).

NEL FRATTEMPO PROPRIO NEL 2012 (dopo la riforma Gelmini)
FU PUBBLICATA QUESTA CLASSIFICA

oggi la più bassa come "Diffusione della Cultura" in Europa
é l'Italia !!!!

POI NEL 2015 PRECIPITO' ANCORA DI PIU' IN CLASSIFICA

con un primato che più negativo di così non poteva essere


La COREA al primo posto !!
(Paese di 26 milioni di abitanti )
Qui alla fine delle superiori, circa l'85% degli studenti frequenta le sue 300 università statali.
Si laurea il 67% con il 95% a pieni voti.

Mentre in Italia..... esistono 33 università statali, 12 private, 11 private telematiche.
su 100 immatricolati....


gli iscritti all'Università ......che in totale sono 1.721.790
gia al 1° anno il 17% abbandona, poi via via altri durante il corso di studi,
arrivano in fondo - 1° livello 132.827 - 2° livello - 193.505 - totale 326.332
(che sono solo il 19%, la metà della media Ocse che è del 37%).


( http://www.studentepercaso.com/universita-la-piu-facile-la-piu-difficile-quale-scegliere/ )
Per scegliere l' "Università giusta per fare carriera" - la trovi sul Corriere della Sera .
Ma devi prima pagare l'abbonamento. Siamo in Italia !!
Fra poco pagheremo anche l'aria che respiriamo.... un tanto al metro cubo, se ti abboni però.

Delle migliori Università al mondo, in ITALIA abbiamo questa classifica:
Università La Sapienza, Roma al 114° posto
Università di Padova al 164°
Università Statale di Milano al 179°
Università di Bologna al 182°
Università di Torino al 233°
Università di Torino al 245°
Università di Firenze al 253°
Università di Pisa al 264°
Politecnico di Milano al 336°
(anche se è al 17° posto in informatica e ingegneria).
Università Cattolica del Sacro Cuore al 436°
Bocconi di Milano al 523°
Università Ca’ Foscari Venezia al 1244°
( vedi tutte le altre italiane su MONEY >>>>


( una copertina significativa di Mauro su "Il Borghese" )
Monumenti, Scuola, Case, Bandiere, Chiese.... allo s...fascio, con l'amplificato e redditizio "anti...fascismo"
che seguita solo a condannare il "ricco" passato dei nostri padri, nonni, bisnonni e avi
e non pensa al futuro dei figli e nipoti di quei nonni e padri che erano stati fascisti, come tutti.

Eppure l’Italia (riconosciuta a livello internazionale)
possiede il 75% di tutti i beni artistici esistenti al mondo.
La classifica "Best countries 2017 di US news & world report"
colloca l’Italia prima al mondo per influenza ed eredità culturale in tutti i campi del Sapere.
che parte da 2500 anni fa fino ai giorni nostri.
Roma aveva civilizzato l'intera Europa, il Mediterraneo, il Medio oriente.

Tutti questi decreti della Gelmini visti sopra, fin dal 2008, avevano provocato un'ondata di manifestazioni di protesta sia da parte degli insegnanti, nelle scuole primarie, sia da parte di molti studenti, che si opponevano al contenimento della spesa pubblica in materia di istruzione. Fu indetto uno sciopero generale del comparto scuola a cui aderirono circa l'80% causando il blocco dell'attività didattica nel 90% delle scuole italiane. La risposta della Gelmini fu che...
"gli insegnanti vogliono instaurare una semplice difesa corporativista".
"Mentre noi così operando eliminiamo solo gli sprechi", "La Scuola Cambia !!!! ".

Ma "La Repubblica" il 6 marzo 2011 titolava: "L'uragano di tagli del governo sull'istruzione. Il prossimo anno saltano altre 20 mila cattedre. Anche il personale non docente subirà un nuovo salasso: avrà 14 mila posti in meno. Sono state 45 mila, pari al 51% del totale, quelle eliminate nelle regioni meridionali. In appena due anni, quasi 25 mila supplenti con incarichi annuali hanno dovuto dire addio a stipendio e incarico. In un triennio le classi sono calate di 10.617 unità. Va da sé che le classi sono sempre più affollate e non mancano aule con 30 o addirittura 35 alunni stipati dentro. La scuola italiana non riesce a pagare 11.200 insegnanti specialisti di INGLESE alla primaria. Per questa ragione la manovra Gelmini prevede la riconversione degli addetti in insegnanti comuni".

Risultato:

L’ITALIA È OGGI IN EUROPA NELLA CONOSCENZA DELL’INGLESE.
in fondo alla classifica ULTIMA
AL 36esimo posto NEL MONDO
(anche se i ns. media usano moltissimo dei termini in inglese che pochi sanno cosa significano; ma fa molto chic !!)
Mentre siamo nell'Inglese dopo la Nigeria (al 29esimo), molto dopo la Serbia (al 18esimo)
Anche se ci batte la Francia (a 35esimo posto)
(Ma sappiamo quanto i francesi sono fissati alla loro lingua).

 

Con il nuovo governo RENZI seguì poi la riforma (detta "La Buona Scuola") nel 2015, con la Legge 13 luglio 2015 n.107 promulgata dal ministro Giannini durante il suo Governo, dove vengono elevati i compiti ed i poteri dei dirigenti scolastici, visti come “leader educativi”.
Per quanto riguarda gli insegnanti, viene proposto un piano (demagogico???) di assunzioni per oltre 100.000 unità (per prendere voti? Come gli 80 euro a tutti) (ricordiamo che la Gelmini - come visto sopra - aveva abolito
90.000 cattedre intere e fatto perdere l'incarico a 30.000 supplenti).
La formazione dei docenti in servizio viene resa “obbligatoria, permanente e strutturale“
.
Con la successiva Legge n. 107/2015 vengono stanziati 90 milioni di euro dedicati all’innovazione scolastica e alla creazione di laboratori territoriali.
Questa legge della 22 febbraio 2014 viene emanata dalla nominata Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del governo Renzi, STEFANIA GIANNINI. Che fissa delle Graduatorie dei dirigenti scolastici e degli studenti. Vara delle Agevolazioni Sociali, dei fondi per l'Edilizia scolastica e fondi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.
A seguito del crollo elettorale del PD, la Giannini si dimette, anche dalla carica di segretario del partito e prende altri incarichi nel marzo 2018. Tutto da rifare!!

Seguirà VALERIA FEDELI, che il 12 dicembre 2016 riveste la carica di Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del Governo Gentiloni. Ci fu una polemica mediatica riguardo il suo titolo di studio, poiché si contestava alla Fedeli di aver conseguito solo il diploma di abilitazione all'insegnamento nelle scuole materne (o scuola per l'infanzia).
Era il colmo: alla guida dell'Istruzione Universitaria una inesperta che l'Università non l'ha nemmeno frequentata.
Cessa il suo incarico alla fine del Governo Gentiloni. Poi presentatasi e sostenuta dalla coalizione di centro-sinistra in Toscana, viene sconfitta dalla candidata del centro-destra. Verrà comunque rieletta Senatrice. Ne avevamo bisogno !!

Nel successivo Governo CONTE II, in seguito alle dimissioni di Lorenzo FIORAMONTI dalla carica di Ministro dell'istruzione, fu annunciata durante la conferenza di fine anno tenuta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 28 dicembre 2019, come successore a quel Ministero LUCIA AZZOLINA. Il 10 gennaio 2020 presta giuramento ed entra ufficialmente in carica.
Ma già il 2 febbraio 2020 cinque sigle sindacali della scuola (FLC CGIL, CISL, UIL, SNALS CONFSAL e Gilda degli insegnanti) hanno accusato il ministro di non aver attuato politiche idonee in relazione ai docenti precari, proclamando uno sciopero su scala nazionale per il 17 marzo).
Nascono qui le prime insofferenze nei confronti del ministro Azzolina. Ma anche altre, di natura professionale.

Il 27 dicembre 2019 Massimo Arcangeli, Presidente della Commissione per l'accesso al ruolo di Dirigente Scolastico che a suo tempo aveva giudicato la Azzolina da aspirante preside, sulla base dei risultati poi ottenuti della stessa Azzolina,
Arcangeli ha messo in dubbio la capacità della stessa nel poter svolgere l'incarico di Ministro dell'Istruzione. Quella Commissione presieduta dallo stesso Arcangeli aveva attribuito punti 80.5/100 alla sua prova scritta e punti 75/100 alla prova orale della stessa Azzolina, e afferma che nonostante l'idoneità ottenuta al concorso da preside lei non ha risposto a nessuna delle domande d’informatica, al punto da strameritarsi uno zero. (su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 14 gennaio 2020).

Quest'ultima notizia é quanto mai singolare, visto che la scuola e la ministra durante il "tutti a casa" del Coronavirus, si é dovuta occupare e utilizzare l' informatica nella DIdattica Digitale in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Prima si superava la Maturità con una media di 7-8 decimi. Mentre nel 2020 sono stati promossi il 99,5% con un 9,9% perfino con il massimo 100. Gli studenti andranno così alle Università senza essere educati all'impegno, senza essere preparati, convinti che troveranno anche lì la stessa elasticità. E se qualcuno diventerà ingegnere, avvocato, promosso in scienze politiche, in informatica ecc. ma disallineati alle esigenze del mercato del lavoro, se lui non ha un "santo politico" in paradiso, o dei sussidi e fallirà in quel lavoro che voleva fare, si sentirà dire da un altro Ministro che "deve allora cambiare mestiere". Ma forse questa stessa ministra avrebbe dovuto lei cambiare mestiere. Ma anche qui si sa come vengono messe a fare il ministro: con le alchimie dei partiti. (Es. per dirigere la Sanità, basta essere stata infermiere - Un professionista? No! è troppo tecnico!). Gli elettori che dovrebbe esprimere un voto diretto, non contano nulla. Basta un partito del 2-3% con dentro un "duce" con i suoi rappresentanti non eletti e fa quello che vuole, in più condiziona pure gli altri, anche quando ci sono i suoi "amici" al Governo.

A uno come me, ancora molto ignorante anche dopo 40 anni, nonostante io sia stato un pioniere dei computer in Italia (fa fede qui la mia storia >>>>>>) sono sconcertato che in una carica come Ministro della ISTRUZIONE, la persona addetta, non abbia le necessarie cognizioni sulla stessa Informatica (oggi perfino quasi superata dalla nascente NEUROSCIENZA - cosa mai faremo domani e dopodomani?).
La POLITICA nella sua essenza..... (poli-tike - da polis=città - tik da téchne=tecnica) ....è l' ARTE che necessita per governare. Escludiamo pure il "tecnico" che magari certo è bravo e capace di avvitare un bullone di una Ferrari, ma per guidarne la fabbrica occorre qualcosa di più, occorre il "ministro-tecnico" che deve sapere scegliere e guidare tutto il team assieme a tanti altri tecnici addetti alla produzione, insegnando e poi seguire tutta la "logica produttiva".

Così nell'istruzione: il "tecnico" non è sufficiente che conosca bene i caratteri di una tastiera di un computer (e questo non è informatica - lui conosce solo i tasti). Mentre un "ministro-tecnico" deve essere in grado organizzarsi 1°) dotarsi dei nuovi mezzi tecnologici 2°) creare un apparato esterno con degli insegnanti capaci da essere in grado non di conoscere solo la tastiera di un computer, ma capaci di comprendere tutto il sistema didattico logico dell'informatica, il che significa conoscere "la programmazione" con i linguaggi dei computer per fare"programmi" oggi richiesti in ogni attività del nostro vivere.
Gli insegnanti di oggi devono capire che è finita la "didattica logico verbale". I ragazzini da tempo lo hanno già capito !!!

Ma forse ora - finita la pandemia - miglioreremo!! Con la Azzolina.
Ci sarà presto un ritorno in classe con le nuove aule e i banchi con le ruote !!
(appena si allontanerà un attimo l'insegnante, gli alunni giocheranno ai "banchi-scontro")
(oppure se carenti i mezzi di trasporto, andranno a casa con il banco stesso)


(Ma hanno scoperto solo adesso che ogni alunno sta meglio in un banco da solo?
Non lo vedevano prima, quando c'erano le "aule pollaio"?
con i banchi di 2-3-4-5 e anche 10 alunni? (mia esperienza- vedi sotto l'immagine)


E se tuttavia ne useranno uno solo di banco, sembra che il "problema" sarà il distanziarli a centimetri!!
( e se fino ieri si diceva "non ho potuto studiare perchè il cane mi ha mangiato i libri")
( domani si potrà dire "io non ho potuto studiare perché non c'erano i centimetri giusti" ).

questa donna sotto la vediamo in TV già da settimane a misurare banchi....finirà per Natale?
Lei insiste a misurare i centimetri col metro di legno.... che usava mio nonno
distanze che forse per l'istruzione futura saranno determinanti.


A Scuola non sanno nemmeno che esistono i TELEMETER già da 35 anni !!
(ve ne sono 48 tipi - usati non solo dai geometri ma anche dai semplici muratori)
costo medio 10 euro - come il metro di legno di mio nonno

Inoltre è venuto fuori che i banchi sono ordinati e vengono dall'estero,
tramite - ovvie - società fatte all'ultimo momento dai parenti di politici.
E pensare che era intervenuto Renzo Piano, con la proposta di far costruire
i banchi (tutti uguali e stesso prezzo) ai 10.000 falegnami che ci sono in Italia.

La disputa sul banco a rotelle, come idea innovativa e moderna é stata avvilente.
Ha vinto la gara per 180.000 banchi a rotelle per 44,6 milioni di euro un falegname che ha un solo dipendente
con un capitale di 4.000 euro; che non ha mai fatto banchi nemmeno quelli in legno.
Costo di ogni banco a rotelle 247 euro l'uno.
Sul Web cinese si trovano banchi a rotelle identici a quelli ordinati che costano di media 58,89 - 36,70€ cadauno.
https://www.today.it/politica/nexus-banchi.html

Il sistema di aggiudicazione della gara? lo si è già visto per i camici e le mascherine.

Milano, alla scuola Steiner i banchi se li sono fatti da soli con l'aiuto di qualche falegname.
Mentre alla scuola “G. B. Basile”, con l'idea "figlia della disperazione" i banchi da 2 li hanno segati a metà.

Per il momento la Azzolina il 29 giugno 2020 -ha detto che troverà per settembre 2,5 miliardi per la scuola
che serviranno per spazi nuovi, nuove aule, nuovi banchi, nuovi edifici.
"Presto avremo una didattica nuova !"
Già disponibili 3 milioni di euro destinati alle matite, colori e altri corredii!
( "matite" !?!?! - sembra il 1970 visto sopra - ma oggi non bastano le matite!!).
( Oggi occorrono invece libri di Cibernetica ! Come programmare un Computer !)

Infatti si è parlato - ma solo parlato - tanto di Didattica Digitale
ma solo 3 ragazzi su 10 hanno potuto seguire queste lezioni essendoci le connessioni assenti .
Solo il 17,4% dei complessi scolastici è collegato con la teconologia FTTH.

E il 23% in italia (con punte del 30-35% nel Sud) non ha nemmeno un computer,
quindi nessun collegamento, e quindi nessuna Didattica Digitale. ZERO + ZERO = ZERO !!.

“EPPURE L’EDUCAZIONE SCOLASTICA consiste nell’incoraggiare lo sviluppo delle attitudini e far sorgere degli interessi in ogni alunno soprattutto quando le innovazioni tecnologiche sono attraenti e sono molto intriganti per i ragazzi.
Se si chiede a loro cos'é la Scuola risponderebbero "é dove impariamo a diventare grandi, dove impariamo a leggere, scrivere, a disegnare, (oggi "a usare il computer" un po' meno) e a fare tante altre cose; e anche a fare tante reciproche amicizie".
E' ovvio che una scuola vecchia, con insegnanti vecchi, malpagati, con le ore contate nell'insegnamento , e senza risorse per i nuovi strumenti come sono oggi i computer (paradossalmente con alcuni alunni di 10 anni che lo hanno già a casa), sorge un disinteresse per quella scuola con gli alunni più bravi e interessati. Mentre alcuni che fanno fatica - e nessuno li aiuta - si convincono che non sono all'altezza. A quel punto gli insegnanti, abbassano il livello d'insegnamento (da anni nelle scuole hanno lasciato il Computer fuori dalla porta) deludendo anche i più interessati e capaci che così perdono fiducia in loro. E se gli insegnanti si incontrano poi con i genitori degli uni e degli altri - entrambi sempre apprensivi - nascono ingerenze reciproche. Anche perché ognuno da la colpa all'altro sul metodo educativo oppure perché sono assenti le istituzioni ai nuovi strumenti in quella scuola, peggiorando ulteriormente le reciproche incomprensioni.

Queste incomprensioni tra insegnanti e genitori, è ancora maggiore quando sia gli alunni che i genitori sono stranieri (nel mio paese vicino a Verona gli alunni sono quasi il 40%, di 4-5 lingue diverse). E anche se in quelle scuole non si insegna la religione cristiana, hanno tolto il crocifisso, non si fa il presepio per non "imbarazzare" gli stranieri, nè ci si dilunga troppo su chi era Dante, Raffello, Garibaldi, Cavour, De Gasperi, Togliatti ecc. ecc. è chiaro che quando questi alunni stranieri vanno a casa, con i loro genitori, respirano l'aria del loro Paese, sono immersi e seguono la cultura, le tradizione, la religione e parlano la lingua del loro Paese. Cioè non si integreranno mai con noi. Come del resto abbiamo fatto noi quando siamo andati in America, in Brasile, Argentina o in Australia. Tutti conservano ancora oggi a distanza di 2-3-4 generazioni. I locali conservano le loro tradizioni e noi le nostre.


Tutto questo mentre gli alunni - i bravi come gli insicuri - vorrebbero come diceva la Montessori - una cosa sola da entrambi: “Insegnatemi a casa e soprattutto a scuola - sono qui per questo! - insegnatemi a fare da solo". (vedi le pagine sulla Montessori >>>>) e qui ogni bambino non sbaglia, meglio di chiunque altro conosce se stesso. Hanno tutti un proprio metodo e la propria autonomia (Montessori docet), anche se sono grati - quando sbagliano (e non ne fanno un dramma, "sono ancora un bambino, imparerò") - se ricevono un aiuto e non gratuiti rimproveri a casa come a scuola. E se a casa hanno dei genitori impreparati, proprio la scuola dovrebbe andare in loro soccorso. Meglio ancora se ha coniugato le tradizioni e valorizzato le innovazioni. Invece con l'ultima brutta esperienza della "Didattica Digitale" abbiamo visto alunni di 10 anni spiegare al proprio insegnante come si accende un computer e come si accede al Web. Una ridicola inversione di ruoli. Anzi uno smacco!! (annunciato da tempo ma solo oggi emerso con i suoi negativi effetti).

Nessuno fino ad oggi si era accorto della deficienza delle innovazioni, delle "scuole pollaio" (eppure gli alunni sono la metà di rispetto al '68), e nessuno si è accorto che i giovani (non i mammoni, ma quelli svegli e volitivi) lasciano poi l'Italia appena possono..... .e all'estero poi ci restano. Per l'Italia questa "fuga" sono 16 miliardi (di preparazione scolastica !?) buttati via.

GLI ESPATRIATI SONO 247.900 DI NUMERO IN 10 ANNI

COSI' DISTRIBUITI PER REGIONE

REGIONE --NUMERO --PERCENTUALE -- % PER OGNI 1000 GIOVANI RESIDENTI


Lombardia 45.400 ----18,30% ----23,4
Sicilia 25.700 ---------10,40%---- 20,6
Veneto 23.300 --------9,40% -----24,3
Lazio 21.600---------- 8,70% -----18,5
Piemonte 18.100------ 7,30%----- 21,9
Campania 18.000----- 7,30% -----12,1
Puglia 14.800--------- 6,00%----- 14,8
Em.Romagna 14.60--- 5,90%----- 17,9
Calabria 9.600 --------3,90%----- 19,7
Toscana 9.100 --------3,70% -----13,2
Sardegna 8.600 -------3,50%----- 22
TN AAdige 8.500---- 3,40% ------38,2
FR.-V..Giulia 6.600 ---2,70% -----28,7
Liguria 6.400---------- 2,60%----- 23,4
Marche 6.000--------- 2,40% ----19,5
Abruzzo 4.800-------- 2,00%----- 16,8
Umbria 3.400--------- 1,40%----- 20
Basilicata 1.500------- 0,60%----- 11
Molise v1.300---------- 0,50%---- 18,3
Valle d'Aosta 600 -----0,20% ----24

TOTALE 247.900 --- 100,00%-- 19,5

Fonte: Elaborazioni Fondazioni Leone Moressa su dati Istat e Eurostat
https://www.ilsole24ore.com/art/in-10-anni-l-italia-ha-perso-250mila-giovani-fuga-all-estero-costa-16-miliardi-AC0kqkp

 

E quelli che espatriano la maggior parte sono maschi....
e sono quelli di cui avremmo più bisogno - gli ingeneri -
dove o corsi per questi laureati sono 3 volte di più delle donne

 

I politici insistono solo sui temi economici, danno "aiutini" ai sostenitori dei loro partiti, mentre attorno la miseria aumenta. E per piegare i giovani all'obbedienza- così non hanno nessun stimolo alla ribellione - i "potentii" offrono solo "panem et circensis": la palla, i balli come le scimmie, tatuaggi e gli anelli al naso, e i dubbi sulla eterosessualita della gente normale, fomentando le isterie tribali di piazza con i "discorsi di odio" verso chi la pensa diversamente solo perché questi vorrebbero salvare la propria Storia e la propria Cultura millenaria. Poi vogliono fa credere che la gente la pensa tutta come loro. Ma cosa dovrebbero fare? sputare sulla immagine dei loro padri perché erano stati fascisti? Ma quanti lo erano? Per avere tornaconti (come fanno oggi) lo erano tutti !!
Così vediamo oggi uno sterile "antifascismo" fatto da gente che il fascismo non l'aveva nemmeno vissuto. Conosce solo quello raccontato dalla sinistra. Eppure questi vogliono che i figli e i nipoti di quelli che erano stati fascisti (tutti) rinneghino, condannino e uccidino metaforicamente i propri padri e che dovrebbero piangersi addosso, solo perchè sono figli e nipoti di quei fascisti.
Anche se - voglio essere imparziale - altrettanto fanno oggi quelli di Destra nei confronti degli ex comunisti bolscevici, che ricordano essere stati autori di violenze e sciagurati giustizieri, simili a Piazzale Loreto.
(Vedi in rete il massacro di Katyn >>>> . Ma anche i 2 milioni di deportati nei campi di concentramento.



Usano le piazze con un migliaio di giovani sorridenti che cantano, ma solo perché vogliono zittire e linciare l'avversario, che ha pur sempre- come loro - i voti di altri milioni di italiani, ma ci dicono che sono "ignoranti", "fascisti", "razzisti"; e gli puntano il dito con cartelli (nostalgici) con l'avversario appeso come a "Piazzale Loreto". Impreca questa piazza contro il "populismo di destra" e crea un "populismo di sinistra".
La Segré va predicando il "non odio", ma questo modo agire cos'é? E' forse Amore? Perdono? Fratellanza?

Fra l'altro una insofferenza sempre indirizzata alla Lega. Non sa la Segré che alle ultime elezioni, a Malo (comune di 15mila abitantI) con una maggioranza dei voti é diventato Sindaco un candidato della Lega, che è...... un Musuilmano !!!!!
E' anche lui un "fascista"?

Mi ricordo Giorgio Bocca, il più filopartigiano degli storici italiani scrisse a proposito dell'attentato di Via Rasella, (In Storia d'Italia partigiana" (Laterza , Bari, 1977, pag. 135) "Come i comunisti sanno bene, il terrorismo ribelle non é fatto per prevenire quello dell'occupante ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso é autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie, per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell'odio".
Abbiamo anche una Boldrini che vuole modificare i testi delle scuole, "non si deve nominare mai il "fascismo"; bisogna solo ricordare il "benefattore dell'Umanità Stalin", che offriva le "vacanze" in Siberia, donava i "gulag" ai "compagni" per coltivare fiori, e 2 milioni di ebrei li mandò a "visitare in gita" gratis i campi di concentramento. Forse faremo mettere la sua immagine nelle copertine dei quaderni. E forse chiameremo l'Italia, Itali-stan, o Itall-grado, con la nuova bandiera "rossa", e l'inno "avanti popolo riscosso". Il "Bella Italia Ciao" lo canteranno quelli che se ne andranno all'estero. Certi imprenditori l'hanno già fatto!!


La Segrè ci racconta che - al suo ritorno dalle tante sofferenze - "mi ha salvata l'amore". Ma ha dimenticato di dirci che il suo amore era un fascista ("quando lo incontrai provai un’emozione nuova"). Era un fascista prima e anche dopo; era un fascista nel nuovo MSI di Almirante. Ancora nel 1979 lui (ALFREDO BELLI PACI già suo marito da 25 anni) era nella lista come candidato del partito fascista proprio di Giorgio Almirante! Che però risultò allo spoglio delle schede: ultimo. Deluso abbandonò la politica. Ritenendo il MSI e Almirante il responsabile di quell'umilinate risultato, lui e sua moglie diventarono simpatizzanti della sinistra.
Perche oggi così tanto "antifascismo"? Non quadra! Se PACI non si sarebbe scoraggiato, e aspettava qualche anno, con la rimonta del MSI-AN di Fini, l'avremmo trovato con qualche incarico o anche ministro a fianco di Berlusconi, e sua moglia una Ledy.


Una piazza che vuole zittire, linciare, che fa vedere le forche é molto pericolosa. L"'estremismo" non scatena una "Rivoluzione" ma una Guerra Civile (anomala). Basterebbe un attentato (o anche un falso auto-attentato) per far accendere la miccia.
(e personalmente ne so qualcosa: ho fatto "antirerrorismo" per qualche anno, vissuto gli "anni di piombo" la " strategia della tensione", "gli opposti estremisti", con i responsabili quasi sempre (!!??) ignoti (!!?? mica poi tanto).
(Ciò che mi preoccupa non sono gli italiani; al
1° gennaio 2020 gli stranieri in Italia erano 5 milioni e 382 mila, più 600.000 immigrati irregolari non iscritti all' anagrafe; se solo questi ultimi scendessero in piazza (o chi ha interesse li farebbe scendere in piazza) con l'Italia dotata di soli 105.000 uomini dell'Arma dei Carabinieri e di soli 105.000 della Polizia di Stato, sarebbe un grosso problema di ordine pubblico. Se poi agli irregolari (che non sappiamo nemmeno chi sono, nè dove sono) si aggiungono (per il richiamo del sangue) anche i 5.300.000 regolari (non italiani !) più che un problema sarebbe un disastro: (A Milano, dentro il Duomo, un irregolare ha tenuto in scacco per ore 10 uomini della forze dell'ordine).

Oggi perfino la Chiesa - affiancandosi a loro - sembra aver dimenticato i messaggi evangelici, con la trascendenza teologica che è andata.... in soffitta. Il Papa si dedica oggi all'accoglienza di quelli che fino a ieri avevano sterminato al grido "Dio lo vuole!". Oggi "La Basilica di San Pietro splende di luci nuove", lui bacia i piedi, abbraccia gli Iman, fa viaggi umanitari nell'Islam.....Con Orlando che va dicendo "Il Corano é la luce nel buio, illumina il cammino dell'uomo".
Prepariamoci al "nuovo stile di vita" e al "nuovo cammino" non volontario ma imposto !! Assieme ai "Ns. Fratelli" - Il Papa dimentica sempre le "sorelle" (la misogenia é nel DNA).

Mira anche il Papa a integrare gli stranieri. Che invece sappiamo avendo un altra identità culturale, morale, civile, linguistica, e altre tradizioni e religione non si integreranno mai con gli italiani. Semmai mirano solo a integrarsi fra di loro, insofferenti alle nostra cultura, religione, politica, e le loro leggi per tenersi e usare le proprie (in Olanda è già così).

Tuttavia, ora avendo questi "nostri fratelli" bisogno, si cercano già ora di utilizzarli nelle varie attività
essendoci da noi pochissime vocazioni sia maschili che femminili.
Anche se il Papa usa sempre "Fratelli" e mai "Sorelle". La misogenia è sempre latente
.
Tuttavia le promuove come nostre future insegnanti.

Insomma qualcuno auspica proprio a questa integrazione;
semmai dovremo poi noi integrarci.


I giovani stranieri per il momento lavorano per noi a 3 euro l'ora, poi diventando tanti,
saremo noi vecchi a lavorare per loro a 3 euro; oppure ci offriranno le "riserve"
come fecero gli europei con gli "indiani-pellerossi, quando emigrarono in America.

Ma è abbastanza singolare che gli Ebrei - che oggi sono così tanto "antirazzisti" -
che in Italia lottano con impegno contro i pregiudizi antiebraici
nello stesso tempo esercitano una forte influenza nella ns. politica.

Pur "emigrando" in ogni Paese del mondo, non si sono
mai "integrati".
Hanno conservato le loro tradizioni, religiose, culturali e stili di vita.
E hanno perfino le loro leggi. Anche in Italia !! Anche se siedono nel Ns. Parlamento.
Dove un deputato ebreo - Giorgio Sacerdoti -
afferma "mi batterò perché l’Italia mantenga una linea filo-israeliana".
(Speriamo che anche oggi non facciano come Sonnino nel 1915 >>>> )
Ci troveremo a combattere a fianco degli Israeliani.

Gli Ebrei in Italia, provvedono anche alle proprie unità didattiche,
che hanno come obiettivo “far nascere nei loro studenti l’amore per la Torah”.
e si avvalgono del diritto di non avvalersi di altri insegnamenti religiosi.
“Ogni ebreo nel mondo è un israeliano"
(Fiamma Nirenstein)
Hanno il diritto di non avvalersi di insegnamenti religiosi
Inoltre gli ebrei che rappresentano lo 0,1 percento della popolazione in Italia
sono influenti - al 20-30-40% nei media italiani, giornali, TV,
ed occupano non solo i trust economici ma anche le direzioni
delle maggiori banche, assicurazioni, aziende, trust.
gli-ebrei-influenti-italiani >>>>


Sarà per noi italiani - con un "nuovo stile di vita" così anche domani con gli islamisti?
Desta oggi già stupore che in un liceo romano, una docente ha invitato le ragazze
a vestirsi "decentemente" invece che con la minigonna, lei le vorrebbe forse con il velo.
Ma "presto" con lo "stile di vita" alla "Boldrininiana" (lei ha già messo il velo)....
se faranno anche gli islamici come gli ebrei le loro proprie "unità didattiche"
faranno anche loro "nascere l'amore per Maometto"
Ma le donne (con l'addio alla minigonna) dovranno mettersi il burka.
Del resto ancora oggi non possono le donne entrare nelle moschee,
ne' possono partecipare alle preghiere all'aperto....(misogenia anche questa).


Nelle SCUOLE - DA NOI - i figli e figlie degli stranieri, oggi "convivono" CON I NOSTRI FIGLI, ma é a casa dei loro padri e madri questi bambini stranieri "vivono" !! Come fanno ancora oggi i milioni di oriundi italiani che erano emigrati negli USA, in Brasile, in Argentina, in Australia e dove anche dopo 4-5 generazioni, dentro nella propria casa con i propri figli, ancora oggi parlano i loro dialetti e conservano le tradizioni, la cultura italiana, accendono i ceri a S. Antonio di Padova, a S. Gennaro di Napoli, a San Marco di Venezia, e i propri figli sanno chi é Dante, Raffaello, Michelangelo, conoscono la nostra storia millenaria, Rinascimentale, l'Unità d'Italia, ascoltano la Musica di Verdi, Puccini o le canzoni di Mina, Celentano, Patty Pravo. Non hanno affatto preso lo "stile di vita" degli indiani; e si vestono all'italiana !!
Avendo "Storiologia" ca. 180 milioni di visite in America e in Australia, mi scrivono lettere malinconiche, struggenti chiedendomi mille cose o notizie dei loro avi (anche dopo 2-3-4-5 generazioni, da quando emigrarono). E paradossalmente mi chiedono se stiamo "suicidandoci" nel voler dimenticare il proprio passato vicino, lontano e lontanissimo. E se ci stiamo vendendo l'Italia in blocco.......

Singolare la richiesta fattami dal Governo Australiano. Il ministero della Pubblica Istruzione, che dal 2000 ha organizzato delle classi per solo "stranieri" italiani, mi ha chiesto il Copyright di "Storiologia" per illustrare agli alunni italiani la Storia del loro Paese. Che io ho ceduto Gratis. Lo hanno chiesto a me - é il colmo - non al Ns. Ministero dell'Istruzione Italiano !! Che non sa nemmeno che io esisto. (non così gli studenti visto i numeri)

Dear Sir/Madam. I am writing to you concerning the Italian Secondary Access to Languages (SALS) Project of the Victorian Department of Education, Australia, which provides resource materials for Italian to senior secondary students. SALS programs provide VCE students of Italian with access to authentic linguistic and cultural content. In this context, the Department of Education is seeking copyright permission to reproduce "Storiologia". The information would be used in conjunction with written resource material and would complement the linguistic and cultural content of the units of work. If you have any enquiries about the SALS Project or the use of your materials please do not hesitate to contact Ms Fel Bisiani, Senior Projects Leader, PALS and SALS. - Write: astrid.pigo@dse.vic.gov.au

Vedremo fra breve che sarà forse il nostro Governo a scrivere in Nigeria o in Congo, per avere insegnanti per insegnarci la loro "storia millenaria" per noi ""persone pensanti" così " risplenderemo di luce nuova" come oggi ci dice il Papa e Orlando.

Mi chiedono - ho scritto sopra - se ci stiamo vendendo in blocco. Infatti l'Italia ultimamente (per fare cassa) vorrebbe cedere i porti da Trieste a Taranto. Eppoi chissà, anche il Colosseo, la Cappella Sistina, smonteranno la Torre di Pisa e la invieranno in Congo. Un SAN PIETRO l'hanno già costruito in Nigeria!!. Non l'hanno smontato ma l'hanno fatto molto più grande. (vedi sotto)

Vendiamo dunque? - Ma per carità! NO! alla Cina! dicono i ns. amministratori governativi del Demanio che lo dovrebbero approvare. Anche se già lo hanno fatto Israele, Egitto, Rotterdam, Marsiglia, Atene, che con la Cina loro trattano. Forse per i debiti che contrarremo con la Merkel i porti se li prendera lei; i tedeschi vogliono di nuovo riaffacciarsi sull'adriatico. Del resto lo volevano fare nella 1a GM e poi anche con Hitler.
Nel frattempo però da noi (siamo salvi?) ci sono ci sono gli USA che non hanno bisogno di alcuna approvazione del Governo Italiano. Il Wall Street Journal, annuncia che presto stormi di caccia F16 e migliaia di militari della Nato USA ora in Germania, per attriti di Trump con la Merkel, saranno dislocati in Italia ad Aviano, Sigonella e Vicenza (che sono già le località più strategiche nello scacchiere europeo statunitense che opera in Oriente). Gli USA non hanno bisogno di alcuna approvazione del Governo Italiano. Abbiamo perso la guerra, e dal '45 comandano loro anche nelle loro 131 basi in Italia. (dove non può entrare nemmeno il Ns Presidente della Repubblica).

Anche il Papa comanda lui in Italia - ignora i politici contrari e accoglie lui i "fratelli" (anche lui non nomina mai "le sorelle" - la misogenia resiste) e fa già i suoi "miracoli" a sinistra (lui da alcuni é già soprannominato il "Marx del cristianesimo") la trascendenza teologica è andata in soffitta, bacia i piedi dei "fratelli", e questi gli donano il nuovo simbolo "della pace e dell'amore nel mondo" ...."Pesciolini" e la "falce e martello" (...d'oro !!)


Ma perfino "Avvenire", offre la "Guida all'Islam per le persone pensanti"
é questa dunque "la nuova "Istruzione" per Cattolici italiani " pensanti ".
far conoscere a loro "l'essenza dell'Islam"
Chissà cosa accadrebbe nei Paesi dell'Islam se si pubblicasse una rivista simile:
"pensanti" "Pro Cristianesimo" !!

Hanno sperato "sempre" a OltreTevere, che si convertissero tutti al cristianesimo
ed in Africa in Costa d'Avorio, ad Yamoussoukro, hanno costruito un'altra San Pietro.
(per l'imponenza incredibile !!!! con il deserto attorno !!)


E' oggi la chiesa più alta e più grande del mondo, più della stessa San Pietro; la cupola raggiunge i 153 metri.
Pochi lo sanno: fu consacrata da Papa Giovanni Paolo II, il 10-9-1990
Una scelta questa che è stata sempre criticata per le troppe donazioni elargite per edificarla.
( e da dove provengono queste donazioni?)
Mentre il denaro avrebbe potuto essere speso per veri progetti umanitari, lì e nella stessa Italia.
In tutti questi anni questa cattedrale è rimasta sempre un "monumento nel deserto"
Nè si vendono in giro souvenir con Gesù, Madonne, Santi
.
I cattolici per lo più francesi (era una ex colonia) sono solo il 22%, gli evangelici il 12%.
La Religione tradizionale più diffusa é dunque quella Islamica.
Ultimamente in Italia sono approdati o vi stanno giungendo molti ivoriani,
Questi esclusi dal benessere dei ricchi nel loro Paese, ("ricco" - "ricchissimo" vedi l'immagine sotto !!!!!)
(ora questi poveracci sicuramente si recheranno nella "vecchia" nostra San Pietro
dall'"accogliente fratello".....
E se a
Yamoussoukro é nata una nuova San Pietro per tentare di trasformare i musulmani in cristiani
questi a Roma sperano di trasformare presto la vecchia San Pietro in una loro Moschea.......


.....lasciando così QUI nel loro Paese il benessere solo ai più RICCHI.

Abbiamo in Italia anche questa singolare curiosità: Un famoso dipinto rinascimentale Italiano di una Madonna col bambino (replicata ora anche in una icona russa), per scopi commerciali é stata sostituita l'immagine del viso della madonna con quello della Ferragni con in braccio il bambino suo figlio. Mentre Fedez suo marito ha in un dipinto inserito il suo viso con quello dell'Arcangelo San Michele. In una specie di vetrata colorate a mosaico. Quando nell'Islam sono proibite da sempre le immagini di Maometto.
Sempre per scopi commerciali e anche come manipolazione contro il razzismo politicizzato (che va oggi di moda): in un manifesto a Milano alla famosa pietà di Michelangelo e stata messo nelle sue braccia, un Gesù Nero, che però porta il nome di un emigrante con il nome “Lucky Ehi”. - Quanto sopra e quest'ultimo é una triste situazione ecclesiale in declino, ormai messa da parte.
Ma non c'era bisogno di far questo per accogliere come "fratelli" i migranti e attirare l'attenzione; ad Oropa a Biella esiste il famosissimo santuario dedicato a una veneratissima Madonna Nera da oltre 500 anni. Ma nessuno biellese ha mai pensato che essa rappresentasse una icona dell'antirazzismo.



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FACCIO I MIEI AUGURI A TUTTI GLI STUDENTI "italiani"


( datevi da fare da soli !! Perché i volenterosi riescono anche da soli !!)
( anche se sarà molto dura e pochi riusciranno a imporsi in questa attuale "babilonia"
dove forse diventeremo presto anche noi dei poveri "ivoriani".

 

Chiudo qui con una mia singolare esperienza:
(che ricorda un po' quella accennata più sopra - la "NON SCUOLA" )

A me personalmente la scuola (e la Chiesa) non mi é servita proprio a nulla, visto come l'ho frequentata.
La 1a, la 2a, la 3a, la 4a, la 5a elementare tutte nella stessa aula, su 2 panche e 2 grandi banchi...

non c'erano i banchi con ruote per scappare e nemmeno avevamo il (miracoloso) metro per distanziarci.
Era una scuola di monache, quelle pubbliche erano quasi sempre chiuse a causa dei bombardamenti.
L 'unica cosa che facevamo era quello di pregare, pregare, pregare....
(all'inizio per i ns. alleati tedeschi, poi per i nuovi "alleati" quelli che ci bombardavano)
....o ascoltare la vita dei Santi da mattino a sera. Aritmetica ZERO - Storia ZERO - Geometria ZERO.
Eppure - se pagavi bene - ci promuovevano!! Ma sempre se eri un devoto alla Madonna e a Gesù.

Io vivevo allora quasi dentro una tipografia-legatoria di mio zio, a 10 anni sapevo leggere
meglio della stessa suora, sapevo esattamente come si chiamano i vari tipi di caratteri
e sapevo anche mille e mille altre cose a lei ignote......
Conoscevo già la storia della Grecia, quella di Roma, dell'Italia,
ed essendo in Cattedrale un chierichetto fisso, sfoggiavo perfino frasi in latino,
questo perché oltre la tipografia avevo proprio sotto casa un solitario 70enne
Professore Universitario di Greco e Latino in pensione
(gli fornivamo aiuti alimentari negli anni di fame, avendo lui una misera pensione svalutata).
Con lui ci passavo molte ore della mia giornata, ascoltandolo sempre a bocca aperta.
Mi feci insomma con lui una "cultura universitaria" a 10-11 anni !!
Curioso, orgoglioso e tenace com'ero ci tenevo a conoscere sempre di più il Sapere,
che poi sfoggiavo anche con in grandi
e lui con grande soddisfazione mi accontentava.
Con me così attento - diceva - che gli sembrava di insegnare ancora all'Università.

Ma tutto questo - essere io sempre un invadente "saputello"
indispettiva molto la mia monaca, voleva essere solo LEI lo "scrigno del sapere".
Un giorno mi costrinse a mangiare una mia nota per lei stonata.
Mentre un altro giorno: per una mia marachella, mi punì severamente mettendomi in una cappella
davanti a una madonna, in ginocchio, dopo avere cosparso il pavimento di sale grosso.

Ovvio che uscito da queste becere (e sadiche) elementari non imparai nulla.
Zero + Zero + Zero + Zero

Così a 12 anni ero già a lavorare, per mia fortuna sempre dentro una tipografia-legatoria
dove ti passano per le mani migliaia e migliaia di libri importanti oltre che utili per il Sapere.
Imparai così bene il mestiere che intraprendente com'ero a 18 anni aprii io bottega con una mia legatoria.
Fu un'altra grossa opportunità - curioso com'ero - nel leggerli i libri e farmi una cultura tutta da solo.
Poi venne tutto il resto, entrai in un corpo speciale dell'esercito, feci il Paracadutista, per 5 anni l'antiterrorismo,
diventai Ispettore per tutto il territorio nazionale italiano di una grande multinazionale tedesca,
manager di una industria pubblica, infine manager di me stesso
diventando - nel 1980, un pioniere dell'informatica, vendendo (6000 !!) computer
e insegnandoli a banche, industrie, professionisti e nelle università.
Con i computer - io che ero senza scuola ! - stavo tracciando una nuova imprenditoria.


... oltre ad essere ospite in trasmissioni della TV con lo staff di Piero Angela
avevo accanto un Ministro della Ricerca Scientifica e l'inventore del microprocessore Federico Faggin.
(da notare nel sottotitolo:
"C'é gran bisogno di conoscere l'informatica, ma la scuola é in ritardo".

Ed eravamo appena al 1984 !!!

Io li volevo insegnare anche nelle SCUOLE, ma ebbi scarsa attenzione, nessuno interesse.
Ho così poi visto in questo arco di 40 anni (fino al 2020),
come sono rimaste indietro le scuole proprio nell'informatica. Alcune non sanno cos'è.
Del resto in una scuola Magistrale, nell'84 furono lapidari... e mi liquidarono anche in malo modo......

.... dicendomi...... "Si puo' vivere e sopravvivere anche senza quel giocattolo,
del tutto inutile al nostro sapere e alla nostra didattica logico verbale;
con quella figurativa (del computer) ci si potranno fare al massimo solo i giochi,
e forse, passata la moda, neppure più quelli!".

Queste frasi mi ricordavano quelle dei preti nel Medioevo:
"l'uso pernicioso dei libri che pretendon di FARE cultura, anzi dicon essere quelli "la conoscenza".
E' solo il "nostro" insegnamento il veicolo della conoscenza.
Quei libri bruciateli! Studiate sui Vangeli ed eliminerete l'ignoranza".
E con i libri bruciavano anche gli autori.

Quelle "Magistrali" (nel 1984 !!!) insegnavano ai futuri maestri del 2000 !!
Compresi i ministri dell'Istruzione di fine Millennio e perfino quelli del 2000-2020.


Perfino un giornalista - gli dava fastidio la insistente pubblicità che mi facevo - scrisse:

"Caro Franco, lei legge troppa fantascienza; vivremo anche senza i suoi miracolosi computer"

Nel 1990 (!!) anche un Mentana dalla sua TV annunciò che ....
" si era sgonfiata la bolla dei miracolistici computer". (!!!!)
Era vero, ci fu infatti una crisi nelle vendite.
Decisi così di chiudere il negozio, che più nessuno voleva.
Mi ritirai a casa a fare solo più programmi assieme a mia figlia
già a 20 anni consulente e libera professionista della IBM,
e con mio figlio laureato in ingegneria già più bravo di me,
con i programmi nel nuovo linguaggio Java. Programmi usati perfino dalla Fiat.
Ma anche lui - in una Italia arretrata - dovette emigrare in Svizzera, oggi....
é a curare le protezione informatica di un grande gruppo di banche svizzere
e da lì, anche grosse banche della Russia.

Risultato: la mia fortuna è stata di non averle frequentate quelle scuole;
e di aver usato da solo il dono che la Natura ci ha dato: il cervello!!
Che abbiamo tutti, ma basta riempirlo di tante informazioni, poi da solo lui fa tutto il resto.
( la neuscienza e l' I.A. oggi ce lo dice chiaro )
Il mio professore mi aveva perfino insegnato una massima di Nietzsche:
"Un uomo perdente è sempre uno solo, ed é l'uomo ignorante".
Poi mi regalò perfino il libro "Così parlò Zarathustra" (???!!!)
(non Topolino e Paperino)
.
"Mettilo sul comodino, e ogni tanti leggiti una pagina
e nel corso degli anni, anche la stessa pagina,
perché oggi pensiamo e siamo fatti in un modo, il giorno dopo in un altro"
.
E l'accompagnò con una massima filosofica, quella di guardarmi sempre attorno:
"Si ha una "VISIONE " del proprio vivere
solo dopo aver "INDAGATO" la "realtà"
.
Con queste 2 massime a me mi andata abbastanza bene !! VEDI QUI LA MIA STORIA >>>>

15 anni dopo andai a leggermi quelle pagine - per respirare l' "aria" Niciana
sulla panchina e nella casa dello stesso Nietzsche a Sils Marie in Svizzera.
Il mio professore - a 11 anni - non aveva sbagliato nel donarmi Zarathustra.

 

OGGI SUL WEB MI SONO PRESO ANCHE UNA SODDISFAZIONE.....
TRAMITE LE STATISTICHE DI "STORIOLOGIA", DI VEDER VISITATO IL SITO
OGNI GIORNO DA 7-8-10.000 SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO.
OLTRE 60-100.000 VISITE AL GIORNO DI GENTE CHE ANCH'ESSA "indaga" la "realtà".

....nelle Scuole - dalla statistica - posso seguire perfino i loro "Programmi".
Quando li studiano, balzano i vari periodi ai primi posti,
le mie pagine sui "Barbari" (solo oggi 5600 visite), "Longobardi", "Incas", "Celti" ecc.
Ovviamente nulla sul "Fascismo", eppure questo aveva riportato nelle Scuole
i fasti del passato, riscoperto lo splendore dell'Impero Romano; tolto dalla boscaglia i Fori;
aperta la Via dell'Impero
con in fondo il bimillenario Colosseo.....

.....poi eliminando le obbrobriose casupole che vi erano sorte
fu aperta la via della Conciliazione....
con in fondo la visione della michelangiolesca cupola
e la bella Piazza San Pietro con attorno il colonnato maderniano....

....si iniziò poi a costruire nel '35 anche la "Città Universitaria"
detta poi "La Sapienza"

un complesso enorme ideato dall'Arch. Marcello Piacentini.....

....inaugurato nel '36 dai Reali.. e dallo stesso Mussolini.
(cosa facciamo oggi con l'antifacismo? ci sputiamo sopra?)

Nel frattempo nel corso dei 10 anni furono costruite
11.000 nuove aule in 277 Città e Comuni....
con 6.427 BIBLIOTECHE.
Inoltre nel 1936 con la fondazione della "Hollywood Italiana" con CINECITTA'
si aprirono 771 CINEMA e 1032 ASSOCIAZIONI CULTURALI .....

..... poi si era anche iniziato nel '37 a costruire l'EUR
destinato a ospitare nel '42 l'Esposizione Universale....

.....Il progetto - presentato e diretto sempre da Marcello Piacentini,
era ispirato all'Urbanistica Classica Romana, pur con elementi razionalistici,
e aveva un collegamento tramite la "Via Dell'Impero" che univa ....
(e ancora oggi la collega con l'attuale Cristoforo Colombo)
.....il centro storico con il litorale marino di Ostia (detto anche "Lido di Roma").
Dopo l'"Esposizione" l'intera nuova area era destinata
a ospitare tutte strutture Amministrative, Governative, Ministeriali della Capitale,
sarebbe diventato un moderno "Foro.. Italico" simile all'"ANTICO Foro Romano" (anche con un "Colosseo").
Si iniziò infatti - come si vede a SX nell'immagine sopra -
...con il NUOVO "Palazzo della Civiltà", detto appunto "Colosseo quadrato".
Ma nel dopoguerra, nel '61, l'intera area EUR fu denominata Quartiere,
e subito con la nuova urbanistica... ogni metro quadrato per alcuni diventò... "oro colato",
un "Foro... dei Miracoli", residenziale, commerciale con l'edilizia di lusso.

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In quel risveglio della "Romanità" Mussolini andava dicendo ancora nel '37, a ragione....
"compatisco quel popolo del Nord che ai tempi di Roma non sapeva nemmeno
leggere e scrivere e che oggi vuol vantare la sua cultura
e crede di essere una razza superiore a noi!"
.


Purtroppo nel '37 non era ancora avvenuta in lui, ma anche negli italiani la sciagurata "infatuazione".
Era spuntato all'orizzonte europeo un "intelligente" il "genio" del fatale Nazismo:
Perfino il New York Times gli aveva dedicato la sua copertina indicandolo come "UOMO DELL'ANNO".
TUTTI i tedeschi - lo seguirono indicandolo come "un uomo venuto dal cielo" per far ritornare la Germania grande.
Come del resto lo si disse di Mussolini, quando fu chiamato dagli italiani e dai preti "Uomo della Provvidenza".

Hitler andava dicendo "Il mio Reich dominerà il mondo", Di nemici oppositori ne mise
dentro a milioni.... nei forni crematori. Definiti poi : RIPUGNANTI e RACCAPRICCIANTI !!



TRUMAN, pure lui un "genio", disse poi pressapoco la stessa cosa
"Domineremo il mondo"
- "perché io ho altre bombe uguali "
dopo averne lui - in Giappone - sganciate 2 dal cielo come dei "formi crematori".
Che però furono meno RIPUGNANTI e RACCAPRICCIANTI

INSOMMA QUESTI UOMINI - "INTELLIGENTI" e "GENI"
TENDONO SEMPRE "con il loro egocentrismo" A FAR SCOMPARIRE L'UMANITA' INTERA

Infatti ancora oggi, qualcuno soddisfatto della propria potenza va dicendo
"sono un Genio"
"io ho bombe atomiche più grande di te" !!

e così tanti altri....che credono di avere in testa la Corona di Imperatore

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MA LA STORIA UMANA CI HA HA SEMPRE RISERVATO DELLE SORPRESE....
..... E OGNI TANTO LA "signora di ognia persona" FA QUELLO CHE VUOLE....

( non usando una Atomica ma usando un Virus suo amico - ed é sempre lei e solo lei che porta la... Corona)

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Ma ultimamente - a parte la Pandemia - cosa sta avvenendo nel nostro pianeta? Sembra che tutti hanno paura e condannano il loro passato, la loro Storia, le loro origini, perfino la loro religione, in preda all'isterismo di due fazioni politiche in contrasto, ma solo perché vogliono le "poltrone" e vogliono fare anche loro gli "Imperatori con la Corona".

Epoche torbide di rivolgimenti politici memorabili, ci sono sempre stati, facendoci rammentare che la storia non è nè poesia, nè romanzo, ma è costellata di prepotenze, di torbidi rivolgimenti politici, di arbitrii, di dolorosi eventi e, spesso, di grandi tragedie. Ho detto che li rammentiamo, ma non sempre in un modo chiaro, anzi ricordiamo solo quelli oscuri e in un modo distorto, manipolato, perfino ribaltando le responsabilità di chi fu l'autore di tutte o di alcune di queste tragedie. Soprattutto quando l'informazione é in mano a certi soggetti politici che hanno tutto l'interesse a questo ribaltamento. Perfino nel campo scolastico vi è un oscuramento di certe verità storiche. Sembra che oggi ne esiste solo una.

Nessuno ricorda un momento critico dell'66, pochi giorni prima della sciagurata alluvione di Firenze e che mise in sordina questa notizia. "Pechino - dall' Ansa, 16 ottobre 1966, ore 16.03-. "Importante comunicazione. I cinesi hanno sperimentato la loro prima bomba atomica. Grande successo per il popolo cinese per rafforzare le proprie difese nazionali e contrastare la politica imperialistica degli USA, basata sul ricatto nucleare e le minacce". Alla notizia i maoisti che stavano già nascendo in Italia fecero festa cantando "La Cina è vicina è già in Albania". Ricordando così agli italiani che il primo gennaio in Albania era stato in visita il primo ministro cinese CHOU EN LAI (ma che dallo scorso anno era in lite con l'Urss (dove due anni prima avevano allontanato KHRUSCEV) e con la stessa Albania, che così andò sotto la protezione dei cinesi che si insediarono anche in Albania. Che cosa festeggiavano i comunisti italiani con i maoisti in questa situazione non si sa proprio. Gli altri italiani si chiedevano e se la bomba i cinesi la portano in Albania, cosa succederà in Italia e in Europa? Questa era l'inquietante domanda. Ma per fortuna i cinesi dall'Albania se ne andarono via. Non sappiamo ancora perchè, forse perchè erano stati ripresi gli accordi con l''Urss e in sordina anche con gli USA. (dove pochi anni dopo proprio in Albania é sorta una loro importante base).

Ma cosa era avvenuto due anni prima, nel '64. Fu l'anno che dopo il "miracolo" appare la prima congiuntura; scoppia la prima crisi; c'e' la fuga dei capitali all'estero che non provoca solo ristagno, ma quasi un collasso, e qualcuno conferma come canta a San Remo Gigliola Cinguetti che l'italiano "non ha l'eta'". E' l'anno che i contrasti tra i partiti di centrosinistra provocano uno delle piu' gravi crisi della storia della Repubblica. Si è andati molto vicino al Colpo di Stato (Piano Solo), dove qualcuno pensò perfino all'arresto dei dissidenti (anche fra le file democristiane) e che forse avrebbe scatenato una guerra civile nel Paese. Nello stesso anno in agosto scomparve in Russia a Yalta, pure TOGLIATTI il cui testamento politico, "Il memoriale di Yalta", ebbe un forte impatto nel Paese e nello stesso PCI. Una critica liberante all'interno del partito rispetto all'impostazione trionfalistica dei precedenti anni. E mentre prima alcune frange accusavano il partito di silenzi, ora, nonostante l'autocritica non sono proprio per nulla diminuiti; anzi provocano profonde lacerazioni. E nello stesso periodo anche sul piano internazionale vi sono due grandi eventi nei due blocchi, l'allontanamento di KHRUSCEV in Urss e gli americani male consigliati che vanno a imbarcarsi in una sciagurata guerra in Vietnam che durerà quasi dieci anni, senza ottenere nulla, ma solo sdegno in molti Paesi, compresi quelli della Nato, come l'Italia; e più tardi anche nella stessa America quando inizieranno i genitori a veder tornare a casa sempre più numerosi i propri figli dentro le bare.

Eppure ci sono oggi nei cittadini italiani - una metà contro l'altra metà - una reciproca diffusa insofferenza - una metà é nostalgica o neofita del fascismo e che per rivalsa rivanga il becero bolscevismo staliniano di 70 anni fa; l'altra metà invece operando (ma lo si dice solo) con l'antifascismo e un antirazzismo rivanga il regime di 80 anni fa; anche se nelle due parti nessuno di loro li ha vissuti.
Ma é una insofferenza che potrebbe essere pericolosa in una sana convivenza civile. Perfino nel fornire l' Istruzione Scolastica non solo non si stampano libri di testo imparziali e che così facendo si ignora il bene di alcuni e si mette solo in risalto il male di altri, ma si va perfino nelle Scuole a ricordare (strumentalmente) solo il male di uno solo, dimenticando quello dell' altro. Una mistificazione, che significa un' alterazione della verità, fatta con astuzia e false argomentazioni. E perfino in un modo "SUBLIMALE" (di questa ambigua "arte" ne parleremo più avanti).

Ma sul nostro pianeta non siamo i soli in queste tensioni isteriche di un passato distorto. Nei Paesi Musulmani l'Isis é oggi in contrasto con l'ideologia e la dottrina religiosa dei loro fratelli, perché loro aspirano allo "jihad globale".
In USA con il becero razzismo verso i neri e verso i messicani, oggi proprio i neri buttano giù e incendiano perfino i monumenti di Cristoforo Colombo (perchè rappresenta il genocidio del passato, non certo fatto da lui); ma forse fra poco - per una rivalsa dei bianchi - toccherà a Lincoln perchè non gli perdonano di aver liberato i neri dalla schiavitù; eppoi forse - per una rivalsa dei locali colonizzati - toccherà a tutti quelli che fino a poco tempo fa nei film ce li rappresentavano come eroi mentre a cavallo - i tanti Buffalo Bill - li assalivano nella notte mentre dormivano nelle loro tende - sterminando (a milioni, alcuni dico 100) gli "indiani" (i pellerossa). Del resto il Generale Sheridan dando ordini a quei sanguinari, cinicamente diceva:"… l'unico indiano buono che io conosca è l'indiano morto".

A Londra hanno dovuto perfino proteggere il monumento alla memoria -del tanto fino a ieri celebrato- Churchill (oggi accusato di razzismo, di becero colonialismo, amante della guerra e che per farla impose agli inglesi "lacrime e sangue"). Oggi la sua statua e protetta con dei teli per non oltraggiarlo o imbrattarlo con della vernice, come da noi hanno fatto con Montanelli accusato (solo oggi, non ieri l'altro) di razzismo, di pedofilia, di anticomunismo (va di moda!).
E così anche in Belgio nei confronti del monumento del "democratico" re Leopolo II, reo di essere stato un sanguinario colonialista e razzista .
In Iraq una fazione povera che voleva la ricchezza del petrolio donato da Hallah, hanno ucciso e poi buttato giù la statua di Saddam Hussein; lui volendo di più si era alleato con gli Usa, ma questi lo aveano poi incolpato di possedere armi chimiche, gli hanno fatto la guerra, l'hanno vinta, imponendo all'Iraq la "democrazia" e per premio si sono presi loro il petrolio.
I poveri scornati sono rimasti poveri a scannarsi fra di loro. (Bush fu abbastanza chiaro "La nostra responsabilità è fornire assistenza ai nostri esportatori americani. Dobbiamo proteggere il nostro futuro"). Come dire il "petrolio non é di Hallah è nostro".
Anche in Libia hanno massacrato Gheddafi; aveva fatto 40 anni di migliorie al suo Paese anche lui col petrolio. Quando venne in Italia non più capo dello "stato canaglia" fu accolto con tanti onori e abbracci, diventando perfino un utile socio della Fiat. Anche qui gli ingrati avversari al suo Paese gli erano andati contro e hanno poi ricevuto nulla in compenso ma solo tra di loro l'anarchia di oggi.
Abbiamo gli Israeliani contro i loro - fino a ieri - antichi cugini nella Palestina. I Sud Coreani contro i fratelli del Nord. I Cinesi della Cina e i cinesi di Hong Kong che si affrontano l'un l'altro come nemici. Così in Sud Africa la strenua lotta dell'apartheid di Mandela, viene rimessa oggi in discussione dagli stessi neri che adesso sono diventati loro i razzisti con i bianchi. Per non parlare di altri piccoli Stati Africani che dopo aver conquistato - dopo il colonialismo l'indipendenza - al loro interno sono poi nati i contrasti e oggi perfino delle fraticide guerre.

Eppure poi può succedere (e speriamo anche da noi in Italia) che un giorno i contrasti interni o causati da indesiderati stranieri, potrebbero causare anche una Guerra Civile, ma che davanti a un serio pericolo tutte le controversie scompaiono e improvvisamente (come nel' 45) il popolo italiano ritrova la sua unità, riunificandosi e unendosi contro il pericolo comune con una nuova "partigianeria" per far ritornare al Paese, le sue tradizioni, la sua cultura, la sua religione, la sua storia passata e recente.

Questo l'abbiamo visto fare ed é accaduto,
quando il Vietnam che era diviso (anche lì DX e SX), si ritrovò poi unito per combattere gli invasori USA (che a loro dire volevano ai due litiganti "imporre" "la loro Democrazia"). E nel volerlo fare per 10 anni con un massiccio intervento militare seminò il terrore causando 5.000.000 di morti al Sud come al Nord, impiegando armi perfino superiori a quelle impiegate nella 2nda G.M., usando le micidiale "Napalm" (bombe incendiarie) o l'"Angent Orangeum" (un tremendo defoliante) irrorato su tutto il Vietnam per distruggere i loro raccolti, le loro foreste e assieme gli abitanti tutti, seminando desolazione.
Eppure la Grande Potenza Mondiale degli Stati Uniti, che aveva mandato allo sbaraglio i suoi 500.000 uomini, ebbe la peggiore sconfitta militare mai subita nella sua storia. Dovette far "fagotto" e andarsene. Il trascinatore di questa vittoria era stato Ho Chi Minh che quasi 80enne morì prima della vittoria: ma aveva lasciato scritto "Il Vietnam vincerà".

Si capovolsero così le sorti. I due Vietnam che fino allora erano in lite, con una PACE nel 1976 iniziò a riunificarsi.

Divisi invece - paradossalmente - furono gli USA nel loro stesso Paese, quando i giovani americani (i chiamati alla leva per i bassi voti che avevano a scuola) si erano opposti di partire per quella stupida guerra, che gli stessi cittadini americani consideravano ingiusta, troppo costosa, e poco coerente con i valori americani.
Si svolsero oceaniche manifestazioni pacifistiche della opinione pubblica a Washington e nel resto del Paese per mettere fine a quella che fu - definita - "una sporca guerra" che aveva riportato a casa 58.272 cadaveri di americani, 200.000 feriti e altri 100.000 che nell'operare in quella sporca guerra erano diventati degli squilibrati, dei "PAZZI".
(uno di questi - ricordate? - fu poi impersonato da Silver Stallone nel film "Rambo").


Abbiamo ricordato queste guerre civili (ma anche poi per fortuna le riunificazioni ) perché - nelle tanto temute "guerre civili" e "isterie" di oggi - sembra che su certi uomini, ma anche sulla inerte "massa ubbidiente" (contenta del suo "Panem et circenses") sia calato dall'Universo o dal Sole sulla Terra una tempesta magnetica per sconvolgere i cervelli di alcuni che però si definiscono "intelligenti" o "geni" della nostra Umanità intera.

Del resto sosteneva Einstein, "solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e se sulla prima persistono dei dubbi, sulla seconda sembrano esserci una ulteriore estensione". E non aveva visto i tempi attuali!! Dove qualcuno si autodefinisce non intelligente ma un "Genio".

A proposito di TEMPESTE MAGNETICHE ne è prevista una in questi prossimi giorni e mesi. Ma non sappiamo ancora di quale intensità e quanto sarà violenta. O forse si tratta solo di un vento solare intenso. Che comunque anche se fosse tale qualche fastidio alla nostra Terra lo darebbe nelle telecomunicazioni.

Sappiamo che una vera e propria "Tempesta Magnetica" si verificò 160 anni fa, l'1 e il 2 settembre del 1859. E fu piuttosto violenta. Mise KO tutto il sistema telegrafico allora esistente, i cavi in rame si fusero captando le correnti elettriche generate nella ionosfera.
Il telegrafo inventato nel 1837, si era già diffuso in tutto il mondo; in Italia gli uffici telegrafici in Italia erano già 355 con 16.000 km di linee. Si verificò il silenzio totale.
(Maxwell indagando intuì e pubblicò nell'occasione le famose equazioni che determinano la relazione tra magnetismo ed elettricità e dimostrò che la luce è una radiazione elettromagnetica).

Oggi se si verificasse un evento di così tale intensità metterebbe fuori uso tutte le centrali elettriche di oggi; le comunicazioni radio e quelle satellitari verrebbero messi KO in buonaparte, con tutte le conseguenze, le telecomunicazioni, Internet, i GPS (computer, palmari, smartphone). Che potrebbero richiedere mesi e anni per il completo ripristino (
Notize
ANSA . by Messerotti)

Proviamo a pensare cosa accadrebbe nel nostro mondo di oggi un simile evento: nelle telecomunicazioni, nei pagamenti digitali delle banche che dovrebbero chiudere, così i negozi i supermercati, le Borse, il fermo degli aerei, treni, auto, le centrali elettriche e idriche e con il lockdown ("tutti a casa") con gli ascensori fermi, saremo tutti a casa nel buio, senza i giornali, le TV, le Radio, i frigoriferi, le stufe e spenti pure i fornelli elettrici per farci da mangiare e perfino fermi gli gli sciacquoni dei bagni ecc. ecc.
E' questa una ipotizzata calamità, ma essendosi già verificata, ci fa anche capire che siamo tutti su un filo del rasoio. Anche con tutti quei "geni" e "incapaci "intelligenti" che abbiamo in giro, l'Universo fa quello che vuole, da quando si è formato.

 

Ma a parte queste ipotesi di futuri influssi astrali, forse i cervelli li hanno già sconvolti le piccole "tempeste magnetiche" delle nostre stesse "tecnologie, che alcuni "potenti geni" - con il neoliberismo - hanno oggi loro in mano tutto il monopolio proprio su queste sofisticate tecnologie, non accessibili alla massa che le ignora quasi del tutto, anche se le usa.
Siamo oggi quasi tutti connessi ma anche inconsapevolmente osservati, ascoltati e seguiti, tramite un "bussolotto" chiamato smartphone. O tramite le altrettanto (ma ci dicono e ci ripetono che sono "imparziali") TV domestiche.

(ma siamo sicuri che vediamo sullo schermo quello che vediamo in realtà? Sono io stesso capace di farvi vedere mentre si guarda una bella pupa, una scritta che non si vede ma che sullo schermo esiste ed entra di soppiatto nel nostro cervello).

Ma allora - queste ns. conquiste tecnologiche per la stessa Umanità - portano anche dei guai?
Siamo ormai avviluppati di "Microonde" e - a nostra insaputa -
dai vari schermi da una miriade di "MESSAGGI SUBLIMALI".

Ma su questi argomenti - che possono allarmare - non mi dilungo .
Ma se curiosi Vi rimando alle mie pagine...

su un' argomento molto delicato > > > > >

FACCIO I MIEI AUGURI A TUTTI E UNA LUNGA VITA FELICE

FINE


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