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MA MUSSOLINI
FECE TUTTO DA SOLO?

il socialismo,
il fascismo,
le leggi razziali,
la guerra,
la resistenza,
Piazzale Loreto,
la sinistra antifascista cos'era?
e oggi cos'è?

LE ULTIME SUL 2018 !!

Come scrisse De Felice: "Il predominio culturale del socialismo si stava indebolendo: anzi si sentiva minacciato; questo perché socialismo e fascismo in un certo senso avevano lo stesso codice genetico: erano figli della rivoluzione francese. E questa — che oggi tutti riconoscono una banale verità — era un’affermazione tremenda per la sinistra. Indigeribile".

...Oltre alle gesta e ai vari discorsi che abbiamo già accennato nella sua biografia, alle sue prime elezioni del novembre 1919 l'esito delle urne per Mussolini, sembrò dover spazzare dalla storia italiana la meteora fascista - perché MUSSOLINI non conquistò alcun seggio, ma addirittura finì anche in carcere (per aver creato un "covo" di ribelli) poi è rimesso il libertà per l'intervento del direttore del Corriere d.S. Albertini, che ritiene con quei miseri voti presi dal suo collega -nonché capo dei tanto celebrati Fasci di combattimento- "politicamente sia finito".
Nitti (suo il nuovo Governo) che vorrebbe lasciarlo in galera, Albertini gli consiglia di non farlo, "Mussolini è un rudere. E' uno sconfitto, non occorre farne un martire"
).
"L'Avanti !" impietoso, mise sul giornale due righe nella cronaca nera: "Ripescato dentro il naviglio un corpo. Sembra che si tratta di Benito Mussolini". E altri suoi nemici bontemponi improvvisarono un funerale con la sua effige.
Mussolini era ovviamente avvilito per il clamoroso insuccesso e la figuraccia che aveva fatto dopo tanto agitarsi.

I vincitori furono i socialisti (1.834 792 voti) e i popolari di don Sturzo (1.167.354 voti).
( Don L. Sturzo che ha fondato il Partito Popolare Italiano vuole essere un partito democratico aconfessionale. Mira a: riforma agraria “terra ai contadini”, riforma elettorale proporzionale, voto alle donne, decentramento. Ma é percorso anche lui da due correnti, una democratica, l’altra conservatrice e antisocialista. Non andrà lontano.).

Le scelte fatte e adottate poi dal governo Nitti, non sanarono affatto i problemi economici e sociali postbellici; anzi sfociarono in violenti scontri politici e sindacali (il cosiddetto Biennio Rosso).
Dopo l'inetto Nitti (dimissionario) in 3 anni ci furono altri 4 inetti Governi. (Nitti II 1919-20, Giolitti 1920, Bonomi 1921, Facta 1922).

Gli ex amici socialisti di Mussolini “rivoluzionari” finalmente andati al potere non erano stati in grado di fare la rivoluzione tante volte minacciata, una volta presa la poltrona impoltronirono pure loro. E così gli altri che seguirono.
Era quindi quasi naturale che una rivoluzione (insperatamente) la facesse il vero socialista Mussolini, dimostrando fiuto politico, grande opportunismo e una estrema abilità nel navigare a vista tra i marosi della politica italiana dell'epoca. (non per nulla e non a caso Lenin, lui che di rivolgimenti era maestro, si lamenterà pochi anni dopo con i socialisti perché "si erano lasciati sfuggire l'unico uomo capace di fare la rivoluzione in Italia".

Per i socialisti l’obiettivo finale era "l’uguaglianza tra i cittadini che deve essere raggiunta attraverso l’eliminazione delle classi capitalistiche e del diritto di proprietà. Lo Stato deve sostituire l’economia privata". "l’egoismo dell'uomo sparirà in un diverso ordinamento economico", "la proprietà é un furto".
Lo enunciavano solo!!

Tutto utopico e inattuabile: perché nulla dicevano quali provvedimenti adottare in concreto per perseguire questi fini, che erano fuori dalla realtà. Il Paese stava cambiando !!
Dall'inizio del secolo proprio l'economia privata iniziava ad operare nel libero mercato, e cosa nuova, chiunque con le idee, l’intraprendenza, l’attivismo e la disponibilità a rischiare del denaro poteva nel gestire i suoi progetti entrare nel mondo imprenditoriale. Era l'alba del consumismo e il vecchio artigiano stava trasformandosi in imprenditore, operando nei beni e nei servizi, oltre che varare una nuova
economia.
Era "egoismo" questo? NO gli esseri umani anche se sono sempre motivati dai propri legittimi
interessi, nello stesso tempo questo interesse personale dell'imprenditore - pur creando un suo profitto - diventa anche "motore" del sistema economico creando nuova ricchezza alla collettività. Il vero imprenditore non si "mangia" subito il profitto, ma lo investe per incrementare il proprio lavoro e con questo far nascere la sua 'azienda più grande che darà poi lavoro ad altri. "Fare per ricevere sì, ma anche per dare" questo é sempre stata la caratteristica del vero imprenditore.
Un esempio per tutti fu poi nel dopoguerra Adriano Olivetti, fondatore a Ivrea di una "Comunità", dove si respirava un "Socialismo sociale", di cui parleremo più avanti.


Perfino Togliatti e Antonio Gramsci più tardi nel 1926, capirono e intuirono che il Fascismo mussoliniano non era solo stata una reazione anti-capitalistica: ma era legittimata da una base sociale, essenzialmente proletaria ma anche dalla nuova piccola borghesia. Per questo, i “fratelli ora in camicia nera” potevano rappresentare una sponda possibile per il processo rivoluzionario anche in Italia.
Mussolini era diventato più "comunista" di Togliatti, toglieva le terre ai ricchi dandole ai poveri
(le famose bonifiche delle terre malariche o incolte dei latifondisti. Ne furono espropriati circa due terzi, con il passaggio sotto il controllo diretto dello Stato, ma non come in Russia, perché fondò i consorzi di bonifica in Emilia, Romagna, Veneto e Friuli, gestiti e finanziati dallo Stato.- E ci fu la trasformazione dei mezzadri in privati coloni proprietari). (Nel 1933 il regime affermava che aveva "redento" 4.733.982 ettari).

Mentre il Togliatti stalinista voleva invece espropriare i ricchi per far lavorare - alla stakanov - i poveri a vantaggio dello Stato del tipo Stalinista.
.(operai e contadini al servizio dello Stato).
Mentre il
fascismo non predicò mai l’abolizione della proprietà privata, come prevedeva invece lo Stato stalinista.

Il fascismo non ha tradito la sua rivoluzione; il comunismo, invece, sì…. Ma gli "storici" scrivono, di solito, quello che il “potere al potere” vuole che scrivano…
Eppure fascismo e comunismo hanno la stessa matrice ideologica: il socialismo, appunto…

Ma a raccontarne la storia sono sempre antifascisti dichiarati!
Ma forse ha ragione Arrigo Petacco: "Quando comincia la guerra, la prima vittima è la verità: quando finisce, le bugie degli sconfitti vengono smascherate e quelle dei "vincitori" diventano Storia".

Cos'era lo stakanovismo, - ce lo dice lo stesso Stalin >>>>) (qui sotto: una collettivizzazione forzata. Un "esercito" di donne contadine con le vanghe verso un kolchoz, guidate da un funzionario di Stato).


Subito, ma ancora nel 1936 (davanti ai successi di Mussolini) Togliatti (scocciato di essersi fatto scippare nel '19 la nomea di "fascista" (quella dentro il DNA socialista del 1882-1892 che doveva terrorizzare i "padroni" i "capitalisti"i "latifondisti") invidioso del suo successo incitava i suoi "compagni camerati" che nell'appello chiama "Fratelli di camicia nera!!!!"....."I comunisti devono far proprio il programma fascista del 1919 !!!!"...... ""E' ora di prendere il manganello !!!!!!" vedi qui >>> -
Ma se lui di diventare fascista ambiva così tanto, di fatto lo era già. Altro che chiamarsi "antifascista!!". O meglio si é antifascista solo di nome, ma si desidera essere fascista di fatto (cioè con il manganello in mano!).
Per come leggeremo più avanti, paradossalmente il primo "antifascista" fu proprio Mussolini.

Fra l'altro Togliatti entrò in contrasto con Vittorini - accusato di essere rimasto ad un livello di cultura solamente elitaria e lo invitava a mettere maggiormente al "servizio della causa" la sua opera. Ma Vittorini - visti gli utopistici risultati in Russia - si rifiutò di "suonare il piffero della rivoluzione".

Non come Togliatti era invece BOMBACCI. Anche lui prima aveva una sua visione massimalista e intransigente del socialismo; entusiasmato da Lenin e dalla rivoluzione d'ottobre, fu lui nel 1921 uno dei fondatori del Partito Comunista d'Italia, insieme ad Antonio Gramsci, Amadeo Bordiga, Egidio Gennari, Terracini. Amico personale di Lenin, col quale rimase in URSS durante la Rivoluzione d'Ottobre; fu soprannominato il "Papa Rosso". Ma ammirava molto anche Mussolini (come del resto lo stesso Lenin) fino al punto che nel 1927 i dirigenti comunisti ne decretarono l'espulsione definitiva, con uno scarno comunicato su un numero dell'Unità: "Nicola Bombacci è espulso dal partito comunista d'Italia per indegnità politica".
Anche lui come Togliatti voleva indossare la camicia nera e far proprio il programma fascista. Una assurdità per i comunisti italiani che - nel '27 - guardavano al bolscevismo staliniano.

Bombacci da sempre vicino alle classi lavoratrici in alcuni opuscoli aveva scritto (lui che in Russia c'era stato) sui pericoli del bolscevismo e la degenerazione staliniana dei principi comunisti. "Io ero accanto a Lenin nei giorni radiosi della rivoluzione, credevo che il bolscevismo fosse all'avanguardia del trionfo operaio, ma poi mi sono accorto dell'inganno".
E - vero profeta - accennò ai pericoli della degenerazione staliniana.

Lenin poco prima della morte (avvenuta il 21 gennaio 1924) ancora lucido aveva delineato i ritratti dei maggiori esponenti del partito candidati alla sua successione.
STALIN >>>>
uno dei tanti esponenti - imponendosi sugli altri e collocandovisi - approfittando della malattia di Lenin, gli era subentrato d'imperio.
Mossa che non sfuggì a Lenin, che ancora cosciente, poco prima di morire nel suo "Testamento"
("lettera al Congresso" ma che divenne di dominio pubblico soltanto nel 1956 dopo la morte di Stalin) aveva invece proposto la rimozione di Stalin giudicato "troppo grossolano dalla carica di segretario generale" - "perché sta concentrando nelle sue mani un immenso potere e io non sono sicuro che egli sappia servirsene".
Più profeta di così non poteva essere.

A quel punto, come già accennato, nel 1927, BOMBACCI fece quello che voleva fare Togliatti: avendo paragonato la rivoluzione fascista a quella "comunista-leninista" , buttò nelle ortiche la camicia rossa dei "compagni-stalinisti" e si unì ai "fratelli in camicia nera". (quello che voleva fare Togliatti, incitando pure i suoi "compagni" a farlo).
Ovviamente Bombacci caduto in disgrazia con i socialisti-stalinisti, indossata la camicia nera, divenne perfino amico di Mussolini, che lo aiutò pure economicamente. Lo seguì perfino a Salò. Poi anche a Milano si accodò ai fuggiaschi. Ma pure lui, dai suoi ex amici fu catturato a Dongo, fucilato, e appeso con i ganci da macellaio a Piazzale Loreto.
E lì con lui finì per sempre anche il "socialismo" (dalle tante facce).
Passato, presente e futuro.

(Ma quello che forse   non vogliono capire molti ingenui idealisti - di ogni ideologia -, é che tutti, anche i socialisti di ogni tipo, i comunisti,  quelli di centro, gli ex proletari, gli oppositori di ogni genere, possono dar vita a regimi fascisti, dittatoriali, tirannici, come i vecchi regimi, chiamati feudali,  monarchici, imperialistici,  cesaropapisti, papali, serenissimi, o come i nuovi.... chiamati liberali.
Appena uno scaltro politico si impone - ieri con la forza oggi con l'informazione, con la mafia, con la potente finanza, con i legittimi nazionalismi vari - gli si da del "fascista".



I socialisti di ieri? Come avrebbe scritto più tardi Nenni (Storia di quattro anni, p.212) "...nessuna preparazione tecnica si era compiuta. Non c'era un piano d'azione della sinistra, annaspavano. Vagamente si era chiacchierato di armamento, di atti di sabotaggio, di offensiva a fondo, senza che alle parole corrispondesse la benché minima opera pratica e concreta" e con i lavoratori ormai esasperati per gli inutilii ricorrenti inviti a scioperare.

Non c'era la bozza di un vero Governo: c'erano degli uomini che cercavano di evitare certe responsabilità anzichè affrontarle. Negli incontri discutevano di formule e alleanze, manovre e contromanovre, un guazzabuglio, mentre fuori nelle piazze dove iniziava una furia reazionaria. (perfino dei socialisti contro socialisti stessi e ricordiamoci che Mussolini fino allora era stato uno di loro, molto attivo, un irruente, un capopopolo).

L'esasperazione ci fu con il "biennio rosso" (con scioperi, scioperi, scioperi e violenze), poi venne pure quella del 7 agosto, con lo "Sciopero legalitario" (uno sciopero generale a tempo indeterminato in opposizione (questa volta) al nascente "fascismo" (socialista). (teniamo a mente questo termine: "fascismo").
I risultati furono disastrosi per i socialisti, che ottennero soltanto di spaventare la borghesia e la classe media instillandogli il timore per un ritorno alle violenze ed ai boicottaggi del "biennio rosso" (che ebbero il loro culmine e la loro blanda conclusione con l'occupazione del settembre 1920 in oltre 300 fabbriche)......

......... che Salvemini definì...
"Mossa pazzesca. Moralmente un delitto. Politicamente un errore".
Insomma, fu un suicidio. Fu l'inizio delle lotte e delle divisioni interne. Passate, presenti e future.
Ma non quella dell'ex socialista Mussolini.

Nel momento in cui le masse - invitate a farlo - occuperanno le strade e le fabbriche, vedremo i capi attardarsi in discussioni puramente teoriche a ulteriore dimostrazione della loro incapacità ed irresolutezza.
La presunzione di rappresentare una forza, fa promuovere e scatenare altri scioperi selvaggi, sabotaggi, occupazioni delle fabbriche. (nello stile "fascista" 1882-1892). Manifestazioni che dividono loro, più che unire gli altri; infatti dopo i fallimenti di queste azioni - non coordinate - vi é tra di loro lo strascico delle polemiche che danno origine a contrasti sempre più insanabili proprio all'interno della sinistra. (c'erano state, ci furono, ci saranno sempre! - Nel 2ndo dopoguerra, nel '68, nel '78, e perfino nel 2018! con le cosiddette "rottamazioni")
.

La spaccatura nei socialisti dalla quale nascerà il Partito Comunista era già alle porte. Un comunismo questo che era una variante del socialismo, quello che guardava a Est.
Mentre altri socialisti credevano nella democrazia e volevano conquistare il potere democraticamente, i comunisti russofili credevano nella "dittatura del proletariato" e intendevano arrivare al potere con la rivoluzione, con la forza - lo disse poi chiaro e tondo Stalin definendo " il comunismo come dittatura del proletariato, un potere non limitato da nulla, da nessuna legge, non condizionato da alcuna regola; ma che si basa sulla coercizione". (!!!) (più "fascista" di così !))


Nel marzo del 1920 "Ordine nuovo" pubblica il manifesto:"Per il congresso dei consigli di fabbrica. Agli operai e contadini di tutta Italia". (sarà un fallimento!!)
I disfattisti prima e durante la guerra ma poi ancor di più nel primo dopoguerra con la "vittoria mutilata", erano convinti di poter innescare una rivoluzione proletaria; non ben definita perfino nelle loro file, se riformista o massimalista. Guardavano a est, alla nuova stella sorgente "rossa"; mentre proprio in Russia, Lenin e compagni - e poi lo stesso Stalin - tanta lucidità di cosa fare, non c'era proprio. Il primo dovette far rientrare dalla finestra quelli che aveva cacciato dalla porta. Il secondo inizia ad usare le maniere forti. Emarginando (rottamando) i suoi ex-alleati, ora avversari. Iniziano gli anni delle purghe e della Siberia. Si sbarazza di tutta la vecchia guardia sovietica. Già nel '27 Stalin diventa il capo assoluto. Negli anni 30 furono eliminati o sparirono nei gulag, oltre il 90% dei dirigenti comunisti, la quasi totalità di quelli che avevano fatto con Lenin la rivoluzione comunista.
Più avanti Stalin fece anche uno dei peggiori crimini, sparirono 22.000 uomini della borghesia e dell'intellighenzia militare polacca; trovati freddati con un preciso colpo alla nuca a Katyn russia/katyn.htm >>>
Quel "Libro Nero" sui comunisti staliniani che fine ha fatto? Qualcuno lo ha letto?

Stalin sosteneva che la "rivoluzione permanente" (quella sostenuta da Lev Trochij, e Lenin - che temevano che la rivoluzione perdesse sempre più la sua matrice proletaria, e che diventasse esclusivamente espressione dei burocrati di partito) "è una mera illusione e che l'Unione Sovietica deve dirigere alla mobilitazione di tutte le proprie risorse al fine di salvaguardare la propria rivoluzione (teoria del "socialismo in un Paese solo").
Stalin emargina tutti, tiene a bada col terrore e le depurazioni i funzionari di partito e da' inizio alla sua incontrastata dittatura, alla "fascista".

Nel '24, Stalin scrive "Dei Principi del Leninismo" (qui integrale >>>> )
In seguito - nel '38 scriverà "Cos'é il materialismo storico" (qui in originale e integrale > > )


Abbiamo detto alla Fascista?? "Stalin davanti alla catastrofe del sistema di Lenin, é diventato segretamente un fascista. Essendo lui un semibarbaro non usa ("come noi" - Ndr) l'olio di ricino, ma fa piazza pulita con i sistemi che usava Gengis Kan. In un modo e nell'altro sta rendendo un commondevole servizio al fascismo".
Lo scriverà addirittura BENITO MUSSOLINI, sul Popolo d'Italia, nel 5 marzo del 1938 !!!!

Dal 1848 con il manifesto di Marx, “Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo" >>>> si preannunciava la rivoluzione.
(Ma ricordiamoci sempre che Marx disponeva solo conoscenze storiche del suo tempo abbastanza generiche, superficiali, limitate, cioé la storia europea del suo tempo, non poteva ovviamente conoscere gli avvenimenti che sarebbero accaduti dopo la sua morte (1883) con la fine del mondo contadino e la galoppante rivoluzione industriale con i milioni di operai sfruttati nelle fabbriche (questo sì proletariato) .
Soprattutto Marx non potè cogliere i caratteri della società industriale che nei tempi in cui visse era appena agli inizi: non potè soprattutto osservare gli immensi progressi delle scienze e il loro impatto sulla società. Per questi fattori le previsioni marxiste si sono rivelate assolutamente errate: il capitalismo non si è dissolto ma ha conquistato il mondo, il ceto medio non è sparito ma é diventato una grande maggioranza della popolazione.
La visione di Marx del mondo era dunque quello di una pluri-secolare società agricola, e quella zarista in Russia ai suoi tempi era perfino retrogada. Il 10% della popolazione (parassita) possedeva il 90% delle terre, che spesso non erano nemmeno coltivate.

(MARX : LE SOCIETA' NELLA STORIA > > > ).

In Italia la stessa situazione c'era prima della guerra; non solo vi era ancora un mondo contadino, ma vi era anche un enorme analfabetismo. La guerra chiamando sotto le armi 5 milioni di italiani, in 5 anni li amalgamò, li rese più scaltri, e anche più alfabetizzati. Tornati a casa, tutti i 5 milioni a spasso, erano pronti a rivendicare uguaglianza e giustizia sociale ("abbiamo combattuto, abbiamo vinto, adesso vogliamo la nostra parte").La borghesia c'era ma era gracile, non certo in grado di dare solidità e disciplina alla nuova società, e nemmeno impulso all'economia, non capiva ancora nulla di politica liberale, di economia di mercato, di istituzioni democratiche. Lo stesso socialismo (i suoi capi) era borghese. Nel dopoguerra - i primi - alcuni di loro (con sistemi anarcoidi) credettero di imporsi (come in Russia "potere al popolo"); -altri- più orientati in senso riformista si appoggiarono ai piccolo-borghesi che erano più democratici, più liberali.

E furono poi proprio questi ultimi ad appoggiare Mussolini per porre termine a quella che voleva diventare "dittatura del proletariato" con a capo antiquati piccoli borghesi. Litigiosi, inconcludenti, che diedero origine a contrasti sempre più insanabili proprio al loro interno. Fino alle note divisioni del '21 a Livorno. Anche qui divisi su cosa fare. Varavano progetti alternativi, anche se non indicavano quali.
Risultato: c'erano partiti senza seguaci, e c'erano seguaci senza partiti.


Tuttavia nel 1917 in Russia la rivoluzione era diventata cosa fatta, non proprio quella di Marx ma quella auspicata da LENIN con il suo opuscolo "Stato e Rivoluzione" > (qui l' originale) >>> . Con a fondo pagine un'analisi critica di Gramsci.... "I bolscevichi rinnegano Carlo Marx". (ma era il '17, e non era ancora arrivato il "fascista" dittatore STALIN !!). ( come letto sopra, del "fascista" glielo diede proprio Mussolini).

Poi dal '18 al '22. in Italia si aggirò lo stesso "spettro". E se anche qui la Rivoluzione Staliniana avesse vinto, molte cose sarebbero cambiate in Italia. Ovviamente in peggio.
Per il Comunismo l’obiettivo finale era l’uguaglianza tra i cittadini ( era indubbiamente un' idea nobile, di timbro cristiano) che doveva essere raggiunta attraverso l’eliminazione delle classi e del diritto di proprietà. Lo Stato doveva sostituire l’economia privata. Con a capo gli uomini di partito. Questo era il modello staliniano !!!!

Lo storico Emilio Gentile, non certo tenero con i fascismi, ha descritto mettendo in evidenza “un’ondata di conflitti di classe senza precedenti nella storia del paese, condotti in gran parte dal partito socialista massimalista all’insegna di una imminente rivoluzione per instaurare anche in Italia, con la violenza, la dittatura del proletariato, come annunciava il nuovo statuto che il Partito socialista aveva adottato nel 1919, e che poi ritroviamo nel '21 nei Comunisti”.
Inneggiavano perennemente alla violenza di classe. Il tutto con l’obiettivo dichiarato di “fare come in Russia”, "come stava facendo Stalin !!". Usando il terrore!! Con un fascismo estremo.

Se l’Italia non ha conosciuto i gulag, le fucilazioni di massa, la Siberia per i dissidenti, non ha conosciuto la miseria e la carestia non è stato per la maggiore bontà dei comunisti nostrani, ma solo perché i fascisti .....avevano.....i nuovi borghesi con loro.....

..... avevano i 2000 fervidi assertori del fascismo... della LA NAZIONE OPERANTE > > (ne parleremo ancora più avanti)) che hanno impedito questo scempio. Quando poi cadde il "Muro", abbiamo visto tutti l'arretratezza del "paradiso sovietico". E chi erano i "fervidi assertori" della "nazione non operante" di Stalin.

Ma anche quasi alla fine della 2nda G. M. in Italia ci mancò poco che con l'appoggio della sinistra estrema Tito entrasse da Trieste nella Pianura Padana con l'appoggio dei "gappisti" che incitavano "L'armata Rossa gloriosa avanza e ormai i tempi stringono". L'invasione é «un'eventualità, una grande fortuna per il nostro paese». ) ( !!!!! ???? sic )

(qui i giornali dell'Epoca, > > i "filorussi" si oppongono agli italiani "italiani" > >


Questa eventualità naufragò nel '45 con l'intervento degli anglo-americani. La Jugoslavia di Tito (anche se distaccato dal potere staliniano) fu sostenuta da Stati Uniti e Gran Bretagna (le quali chiusero gli occhi di fronte alle nefandezze dei titini perpetrate a danno degli italiani) perché attraverso una sua neutralità (apparente) doveva impedire all'Unione Sovietica di accedere al Mare Adriatico e quindi imporsi anche nei Balcani. Così temporeggiando divisero Trieste in zona A e B. Ma la "Questione Trieste" ......e Istria si trascinerà fino al Trattato di Osimo del 1975).
In Grecia vi erano state le stesse mire dei comunisti, ma Churchill le aveva stroncate di brutto, spazzandole via, riempendoci i cimiteri, con la Russia a guardare senza intervenire; nè poteva!! ( Churchill lo giustificò nelle sue "memorie" dicendo "i patti (di spartizione) con Stalin erano chiari, nei Balcani non si devono immischiare. Sono nostri!! "
(qui i giornali dell'Epoca, > > il massacro in Grecia> >

Questi (sognati) obiettivi di una parte delle sinistra in Italia ebbero proprio a est, anche momenti drammatici come a Porzus (vedi Wikipedia > ) – considerato uno dei più tragici e controversi di una certa Resistenza italiana. (vi morì anche il fratello di Pasolini - laico-socialista). Oppure la "strage di via Rasella", e la (ovviamente provocata ) rappresaglia fatta poi alle Ardeatine.

(Giorgio Bocca, il più filopartigiano degli storici italiani scrisse (In Storia d'Italia partigiana" (Laterza , Bari, 1977, pag. 135) "Come i comunisti sanno bene, il terrorismo ribelle non é fatto per prevenire quello dell'occupante ma per provocarlo, per inasprirlo. Esso é autolesionismo premeditato: cerca le ferite, le punizioni, le rappresaglie, per coinvolgere gli incerti, per scavare il fosso dell'odio".

E Lucioli-Sabatini
, é altrettanto chiaro (in "Resistenza al di là del mito", Tusculum Roma. 1997, pag 41)."Le azioni di guerriglia, i sabotaggi e gli atti di terrorismo dovevano servire a provocare la rappresaglia. Ottenuta la strage, l'antifascismo (rosso, Gap) poteva impossessarsi di una copiosa messe di martiri da piangere come fossero i propri e da inserire nella vulgata resistenziale".

Ed anche Giampaolo Pansa, nei propri scritti più recenti ha parlato di "un atto terroristico, voluto dal PCI per riaffermare la propria egemonia all'interno della Resistenza".
Non per nulla quelli finiti alle Ardeatine presi dentro Regina Coeli, erano quasi tutti esponenti azionisti, CLNAI, socialisti, monarchici, Partigiani Cristiani, liberali; tutti "concorrenti" dell'aspirante potere dei Gappisti.

Così pure Pierangelo Maurizio e Mario Spataro nell'opuscolo "Affidarono ai tedeschi il lavoro più sporco. - Come i comunisti si liberarono dei loro concorrenti nella corsa al potere" (Controrivoluzione N. 72-76 - febbraio 2001)

POI ...
"Lo Stato italiano dichiarerà non punibili (quindi tutti amnistiati) gli atti compiuti da "questi" partigiani, con il decreto legge n. 96 del 5 aprile 1944, a pochi giorni dopo via Rasella, e con il n. 194 del 12 aprile 1945, gli attentati  li considerò come legittimi atti di guerra". Premiarono perfino l'esecutore. E così tanti altri che poi salirono perfino in Parlamento.

Nel fascismo uno dei Capimanipoli era Arrigo Boldrini. Dal 1937, iscritto al Partito Nazionale Fascista e volontario nella MVSN ("le camice nere"). Dal 1939 ha il grado di Capomanipolo; ma nel 1943 diventato pure lui antifascista (alla Togliatti) aderì al clandestino Partito Comunista Italiano. Dopo l'8 settembre, fu tra i principali organizzatori della Resistenza. Dal 1944 divenne comandante della 28ª Brigata Garibaldi "Mario Gordini". (Associati alle Brigate Garibaldi erano i Gruppi di azione patriottica GAP contro le strutture politico-militari del fascismo). La stessa fu operativa nella zona di Codevigo, ove ebbe luogo la sommaria esecuzione di militi della R.S.I. E quella di Schio. Ma nei processi che ne seguirono Boldrini venne sempre scagionato. A partire dal 1947, rappresentò l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (per 14 volte fu Presidente). Divenne parlamentare fino al 1994. Dirigente regionale e nazionale del Partito Comunista Italiano, membro del Comitato Centrale e della Direzione Nazionale del Partito. Ritiratosi morì nel 2008 a 92 anni.


Anche Rosario Bentivegna, l'esecutore della strage di Via Rasella, in gioventù si era avvicinato come Boldrini, alle idee fasciste intorno al 1937, dentro una delle articolazioni del fascismo (in foto), il Gruppo Universitaro Fascista (GUF). Poi diventò un antifascista sovversivo, ed infine operante dentro i Gap di Roma.

Nella "Resistenza senza fucili" (titolo del libro di Giovanni Bianchi) vi era anche Carlo Bianchi organizzatore e animatore dei "Partigiani Cristiani"; entrò a far parte del CLNAI, ma fu sempre in contrasto con i GAP comunisti disapprovando gli attentati contro gli occupanti nazifascisti, onde evitare le dure rappresaglie sui civili. E proprio in uno degli attentati dei Gap contro 7 tedeschi, finì lui e altri 66 (traditi da un delatore) fucilato - (uno di meno al CLNAI) - nella seguita rappresaglia (10/1) tedesca a Fossoli e a Cibeno.

Gli angloamericani, disapprovavano e si fidavano poco dei partigiani. Il Comandante di tutte le forze alleate in Italia a fine 1944 lanciò per radio l'ordine alle formazioni partigiane ( "Proclama Alexander") di sciogliersi e abbandonare la lotta partigiana. Erano diventati insofferenti a quella che si chiamava "Resistenza". Ma per un preciso motivo, perchè i più attivi erano quasi tutti comunisti-stalinisti e avevano anche delle armi in mano.
Dopo il 25 aprile, il 2 maggio il generale Alexander con un altro Proclama ordinò la smobilitazione di tutte le forze partigiane, con la consegna di tutte le armi. ( "liberazione" sì, ma con una loro resa totale), L'ordine di smobilitazione generale venne poi eseguito, ma le armi solo in parte furono consegnate indi occultate in attesa di tempi migliori come una guerra civile.


Se Roosevelt aveva (facendola smobilitare) indebolito la Resistenza francese ( minacciò di non inviare più armi e viveri in Francia). Anche Winston Churchill (era lui l'autore del proclama di Alexander ai partigiani) voleva spazzar via di brutto la resistenza italiana. Era convinto e temeva che dopo la liberazione, i comunisti avrebbero preso il potere e formato un governo con Togliatti che era appena rientrato dalla Russia. Una eventualità che se fosse veramente avvenuta, Churchill non si sarebbe fatto degli scrupoli; come non se li era fatti in Grecia, che spazzò via di brutto i "filo-russi", riempendoci i cimiteri. E davano 3 anni di galera a chi stampava o solo leggeva giornali comunisti. Per giustificarsi disse che "i patti a Yalta con i Russi erano chiari"). Ecco perché Churchill nel primo governo italiano diede poi appoggio a uno scialbo re e a un grigio maresciallo, anche se non aveva per loro due nessunissima stima.
E se a Milano erano terminati i bombardamenti, e vi era stata la smobilitazione, non erano i bombardamenti il 27-28-29 invece terminati a Verona, Vicenza, Padova, Treviso. (altro che liberazione!!) - E questo era un segnale chiaro mandato dagli angloamericani ai Titini che volevano entrare da Est e unirsi a filosovietici italiani in attesa..

TORNIAMO AGLI ATTENTATI E ALLE RAPPRESAGLIE.

((( (Chi erano le vittime di via Rasella? Erano tutti bolzanini, di circa 40 anni, solo 1, aveva 27 anni; metà di loro già padri di famiglia. Nel '43 la sera dell'8 settembre (oltre aver già deportati gli italiani "traditori" ) furono questi bolzanini rastrellati e arruolati a forza dai tedeschi al servizio di guerra, pena la condanna a morte per i renitenti o guai alle loro famiglie.
Nessuno dei sopravissuti alla strage - dichiarandosi cattolici - accettarono (come vendetta) di prendere parte all'eccidio - alcuni addirittura disertarono. Non erano dei "volontari" e nemmeno fascisti o nazisti; anzi per la loro stessa origine, sudtirolese avevano (é noto) subìto dal fascismo vessazioni. Ma quasi tutti dal '22 in poi avevano prestato già il servizio militare nel Regio Esercito italiano. (vedi i nomi >>> )))).

Paradosso 1: Silvius Magnago - a 47 anni già leader della SVP (Südtiroler Volkspartei) con i suoi Schutzen e gli scampati al massacro, dagli anni '70 iniziò (con grande indignazione del PCI) a rendere omaggio e a commemorare come eroi le 33 vittime di via Rasella al cimitero di Bolzano. Friedl Volgger, con Magnago pure lui fondatore della Volkspartei, nell'annunciare sulla stampa la commemorazione scrisse:
"Sulle tombe delle innocenti vittime delle Fosse Ardeatine brillano ininterrottamente dei ceri e vengono deposte sempre nuove corone. Per i folli fanatici che nella città eterna senza alcuna necessità hanno provocato un bagno di sangue - in una compagnia di innocui poliziotti - ci sono poi state medaglie d'oro e posti in Parlamento. Le Fosse Ardeatine sono diventate per gli italiani un luogo di commemorazione nazionale.
I sudtirolesi si inchinano con il massimo rispetto davanti ai morti. Ceri e corone dovrebbero però essere stati innalzati da tempo anche per i poliziotti sudtirolesi proditoriamente uccisi. Nella pubblica opinione essi sono stati purtroppo per lungo tempo dimenticati. Per loro non ci sono state né medaglie d'oro, né onori."
(Riportato dalla La Stampa, 27 marzo 1981
).

Paradosso 2: lo stesso (PCI - oggi PD) a Roma , invece ogni anno commemora gli eroi caduti alle Ardeatine.
Ma la Volkspartei della Klotz votatasi recentemente al PD della Boschi, d'ora in poi con la stessa celebreranno al cimitero di Bolzano la commemorazione degli eroi tirolesi caduti in via Rasella ???
E celebreranno e onoreranno pure i terroristi degli anni '60, Georg Klotz
(il “Santo Martellatore”. capo del BAS “Comitato per la liberazione del Sudtirolo”. Liberazione da cosa? Dall’Italia) e il "bombarolo" Luis Amplatz come fanno ogni anno gli Schutzen? (é la prima tomba-monumento subito a destra all'entrata del cimitero di Bolzano)
Gli stessi che con MATTARELLA, celebrando i 25 anni dell’autonomia altoatesina si sono opposti all'esecuzione dell'inno di Mameli “QUI NON SIAMO IN ITALIA!!" e hanno disertato. E così va pure dicendo Eva Klotz VEDI >> con i suoi manifesti esibendo pure le scope per fare "pulizia" di italiani nel.... Sudtirol ( lo chiama così la Boschi - parlando in un tedesco da 1ma elementare - davanti ai sudtirolesi, e (giammai) non" Alto Adige").
Ma anche durante l'accoglienza di Juncker l'euroburocrate di Bruxelles davanti al palazzo della Provincia di Bolzano gli Schützen hanno suonato l'Inno Europeo e quello tirolese, mentre l'inno di Mameli è stato messo a tacere.
Ma che cosa daremo in cambio alla SVP per l'alleanza al PD con la Boschi? MIstero! Un mistero davvero imperscrutabile, incomprensibile? .
No, "abbastanza comprensibile perché la Boschi - anche se nell'ottobre del 2014 aveva proposto l'abolizione delle autonomie speciali, adesso è con la SVP "Per l'autonomnia insieme" !!!
La Klotz con il PD!!! (chissà il padre nella tomba!1)

"M.E.Boschi si doveva ritirare dalla politica e invece il Pd l'ha vestita da Heidi e l'ha spedita a Bolzano" (Battista). - Ma anche un tal Renzi , nel suo libro “Stil Novo” scriveva già nel 2012: “Ci vuole una cura radicale per risolvere il problema… Via le province, via le regioni a statuto speciale».

In A.A. si afferma (agosto 2018) che l'Austria darà forse ad ogni tirolese la cittadinanza austriaca. (E' forse un preludio a cedere alla Merkel il territorio altoatesino? - In cambio di cosa? Del debito pubblico?

(Chi scrive non ha nulla contro i tirolesi, anzi, ho sempre percepito l'Alto Adige come una bellissima terra, con persone molto corrette (se si è corretti !); ci sono stato per 4 anni a fare il paracadutista e l'antiterrorismo, l'ho abitata poi per altri 14 anni svolgendo con soddisfazione un lavoro con i clienti locali, mi ci sono sposato con una donna di Bolzano, ci sono nati i miei 2 figli, e sono diventato per 10 anni ispettore per tutta l'Italia di una grande multinazionale tedesca.
Insomma all'Alto Adige io devo molto, Al padre della Klotz un po meno (che ho conosciuto da bambina 9enne a Valtina San Leonardo in Passiria durante le operazioni di antiterrorismo). Infatti suo padre ci dava molto filo da torcere!! Non era una passeggiata aggirarsi nei Giovi, e nella altre valli; i manifesti e i giornali come quello sopra erano abbastanza eloquenti. Piovevano bombe. E Klotz era "Il Martellatore della Val Passiria" per la sua intensa attività dinamitarda. Basti pensare che nella notte del Sacro Cuore (8 giugno '61) ci furono ben 300 attentati, ai traliccii, ai ponti, ai monumenti, con morti e feriti. Alla diga di Selva dei Molini, trovammo inesplosi 50 q di dinamite, per lo più al plastico.

Paradosso 3: Molto attuale. Alla dacia di Putin, ci va in "cordiale colloquio" il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin (finito il papale "paese dei senza Dio"!?) e ci va anche Salvini (di idee abbastanza di destra), e Di Maio sembra non gli sia nemmeno a lui sgradito interloquire con Putin.
Mentre il governo Renzi, lui del PD (comunista!) avalla le sanzioni verso la Russia di Putin. E vola negli Usa per incontrare Trump, anche se l'incontro é stato poi negato al capo della "sinistra" !!.

Ma con questi 3 paradossi, si sta forse rovesciando il mondo delle ideologie???

Dubbi, Opinioni: Le rappresaglie fatte in nome di questa Resistenza ("rossa Gap") sono pagine oscure, ancora quasi sconosciute, pur essendoci molte testimonianze e che hanno offuscato altre memorabili imprese fatte da molti uomini coraggiosi (a inizio '45, ca. 130.000) con ribellioni spontanee, grande determinazione, pagando anche al prezzo della vita (ca. 35.000). Impegnandosi - rischiando lo scontro frontale - per bloccare le truppe tedesche in rotta, per dare un aiuto fondamentale alla liberazione, dando grande importanza dal punto di vista morale e politico, dimostrando capacità di sacrificio e di combattimento. Anche se - per le diverse anime - non si riuscì - con i compromessi - a operare una rottura veramente profonda con il passato. "Nonostante - secondo lo storico Miller - il mito fondativo sia stato poi "abbattuto" dalle strumentalizzazioni politiche da una parte e dalle revisioni accademiche dall'altra, esso può ancora offrire un insieme di valori degni di essere emulati in qualsiasi società democratica, rappresentando uno dei momenti più luminosi della storia dell'Italia unita".
Per la cronaca: da 130.000 che erano prima, dopo il 25 aprile, a guerra conclusa, i filo-partigiani erano già 250.000, nel '46 già 500.000, dopo diventarono un po' tutti. Diedero il distintivo anche a mio padre che nel '46 era appena tornato dalla prigionia in Sud Africa.

Una discreta storia della resistenza é questa di Wikipedia >>>>

Ma dato che a 8-9 anni, io c'ero in quel dramma , vedi anche questa mia testimonianza >>>>>
abitavo dentro il comando tedesco
(quello che divideva in due l'italia, a Chieti a Palazzo Mezzanotte, dove già il 9 settembre si erano rifugiati i "fuggiaschi" da Roma) e ho visto con i miei occhi le rappresaglie, i partigiani che entravano nel cortile, i gridi degli interrogatori, la fucilazioni poi dei ribelli e vedevo anche (dietro il cimitero di S. Anna) quando un tenentino gli dava il colpo di grazia; e dal cranio spaccato usciva per alcuni minuti, come una spuma di una birra, la materia cerebrale.
Poi quel biondo tenentino giustiziere - come se nulla fosse - la sera alle 9, mi prendeva sulle ginocchia e nel cortile assieme a tanti altri, in circolo ascoltavano LILI' MARLEN >>
(a quest'ora veniva irradiata alla radio) e poi tutti sommessamente la cantavano. (infatti le cose per loro a fine '43 non stavano andando molto bene in Russia).

Anche in Abruzzo dove nacquero i primi partigiani con dentro anche fascisti e monarchici si immolarono e fecero grande la resistenza. E anche la liberazione di Chieti (città chiave del centro Italia - dove gli angloamericani rimasero in stallo per 10 mesi) fu fatta dai reparti Nembo della FOLGORE (quelli che oggi la Boldrini alla sfilata a Roma non saluta, perchè fascisti - indubiamente ignora i fatti di Chieti).
Io che ero presente, ancora ragazzino, ammirato di tanto valore e dei loro racconti, li abbracciai tutti quei paracadutisti; poi ventenne nei paracadutisti ci andai volontario e ci rimasi 4 anni, proprio nella ricostituita Folgore, a Viterbo al Centro Pracadutisti dei Carabinieri Sabotatori. Destinato poi in Alto Adige a fare - come detto sopra - antirerrorismo. E non il fascista, cara Boldrini.

Poi passata la buriana della guerra, nella partigianeria buona e cattiva, venne il quieto vivere - con l'Italia ormai sotto la protezione Usa e la futura potente DC clericale del '48. Sorse sì il "reato di apologia al fascismo" ma non l' "apologia al comunismo" altrimenti dissero, lo si doveva estendere anche alla stessa Chiesa cattolica (rappresentata dalla DC) per i genocidi fatti in giro per l'Europa con l'Inquisizione; ma anche nell'Italia stessa quando a Roma nel 1870 funzionava ancora la pena di morte per i dissidenti.

Il comunismo, e la sua apologia in Italia non è vietato perché in Italia non abbiamo avuto una dittatura comunista. Ma perché non l’abbiamo avuta? Proprio perché c’è stato il fascismo. Non quello che voleva fare Togliatti nel '19 e nel '36 (guardando a Lenin e poi a Stalin) , ma quello di Mussolini, che pure Togliatti ambiva fare.

Eppoi....
quanto ai crimini, dissero i comunisti italiani...(con "l'amnistia Togliatti" per tutti i reati politici)....
Ne beneficiarono sì migliaia di fascisti e collaborazionisti, ma anche partigiani autori di efferati eccidi.
Ma si disse che i crimini erano stati commessi in Russia, che la Siberia era in Russia, i Gulag pure, mica in Italia (!!)
I simboli del fascismo erano apologia di reato, non lo erano invece le bandiere rosse con la falce e martello che richiamavano le stragi e i genocidi comunisti.
Non proprio d'accordo- su questa amnistia togliattiana - era la Chiesa, soprattutto quando....

...nel voler prendere la difesa degli operai e dei partigiani rossi, dentro il PCI rinasce dalla clandestinità il loro organo di stampa, il giornale l'UNITA'. QUI IL N.1 >>>>>
Ma il 28 giugno viene stampato il manifesto che vediamo sotto che fece varare ufficialmente il decreto del Santo Uffizio con la scomunica dei comunisti e per chi leggeva quel foglio. (per la Chiesa, era questa sì una "apologia" dell'odiato comunismo!!!). (in Grecia li avevano messi tutti in galera o lavori forzati a vita >>>>).

Per evitare anatemi, la scomunica, ma soprattutto per una temuta revoca della licenza, le edicole non vendevano l'Unità del PCI, che fu costretto a mobilitare gli iscritti per la vendita abusiva nelle strade (che vengono però colpiti duramente dalle prefetture (con la Legge Rocco fascista ancora vigente); alcuni "compagni" lo acquistavano, ma poi lo nascondevano sotto il braccio, subito rivoltato per non farsi notare. Alcuni lo nascondevano perfino in famiglia per non aver liti con le proprie mogli, sorelle, madri e figlie maggiormente colpite da queste crociate e anatemi che suscitavano in loro il "timor di Dio, e un senso di colpa.

Il monito dell "AVVISO SACRO" era del resto chiaro: "E' scomunicato e apostata chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.... chi vota per esso.... ed è estesa la sanzione anche a quei partiti che fanno causa comune con i comunisti".
"Chi ha votato PCI ed entra in chiesa
(il che significa che ancora ci andavano soprattutto le donne. Ndr.) e non si pente subito in confessionale, fa sacrilegio, è apostata, fa peccato mortale e non può essere assolto"

<<<<< LA SCOMUNICA

Ma nella nuova Costituzione non c'era scritto all'art 3-7 libertà politica, di opinione, di stampa, di autonomia/indipendenza tra Stato e Chiesa? C'era solo scritto!!! Non valeva per i cattolici e per la "Democrazia!!!" Cristiana.




La nuova DC (quella ancora bigotta) detta "cristiana" con tanto di "croce" nello scudo (Don Sturzo nel '19 quando la fondò come PPI, non voleva né l'una nè l'altra) nel '48 con l'appoggio del Vaticano, andò all'attacco, attraverso tutti i pulpiti e le piazze d'Italia col "microfono di Dio" del gesuita Padre Riccardo Lombardi che iniziava i discorsi con "Gesù mi ha detto...."), con i "Comitati Civici" e gli "eserciti della fede" di GEDDA > vale la pena leggerlo >> , e milioni e milioni di manifesti infissi su ogni muro disponibile; Lo stesso Papa Pacelli fu piuttosto esplicito nei suoi appelli "O con Cristo o contro Cristo"; fece insomma la sua dichiarazione di guerra contro i "senza dio".

La risposta dei comunisti a questi attacchi del Papa non si fece attendere.
Ecco qui una circolare che sembra sia stata scritta proprio da Togliatti o comunque da lui sottoscritta . MOLTO MOLTO INTERESSANTE >>>>>>>>>
"Nostro compito é bolscevizzare tutta l'Europa", "la famiglia cristiana bisogna distruggerla!". "Lotta, lotta, lotta contro i preti e la morale cattolica"
(In seguito a elezioni perse, Togliatti comprese la cecità del PCI verso l'elettorato e approfittò della sconfitta per portare avanti il suo concetto di "democrazia progressiva", opponendosi all'opzione della lotta armata. Il PCI poteva conquistare il potere solo attraverso i meccanismi democratici; avventurarsi in altri terreni avrebbe comportato solo rischi e pericolose conseguenze. Si alleò quindi con De Gasperi che - disse con malignità - aveva vinto grazie all'influenza americana a all'ingerenza illecita del clero).

Con quest'ultimo fu varato l'Anno Mariano con processioni che percorsero in lungo e in largo tutta l'Italia, provocando nel popolino bigotto in ogni contrada scene d'isterismo - in ogni luogo avvenivano (!!??) miracoli con la Madonna "piangente di dolore"... "per il pericolo rosso incombente". (fu una regia quella di Gedda degna dei più accorti e dinamici pubblicitari).
Tutte le associazioni cattoliche furono usate per rinfocolare con ogni mezzo "la paura del comunismo" che é presentato come l'"Impero del Male", "una sventura per l'Italia qualora si insinuasse nella vita civile italiana questo cancro, una disgrazia incalcolabile, un salto dentro un abisso dove non esiste Dio".

Fu fatta una propaganda capillare attraverso 282 Diocesi, 25.647 Parrocchie, 66.351 Chiese, 3.172 Case Religiose Maschili, 16.248 Case Religiose Femminili, 4.456 Istituti di Assistenza e di Beneficenza con 232.571 assistiti, e 249.042 ecclesiastici, fra cui 71.072 preti, 27.107 religiosi professi e 150.843 professe.
Diventarono tutti ambasciatori di una direttiva papale, esplicita, ben chiara. "Demonizzare il Comunismo e i suoi rappresentanti e superare ad ogni costo quei quattro milioni di voti raccolti dai comunisti alle elezioni per l’Assemblea Costituente". (erano stati 4,7 PCI e 4,3 PSI, insieme 9,0, di contro 8,1 la DC)

I Comitati civici e i preti dai pulpiti delle chiese di ogni contrada dovevano risvegliare il popolo e renderlo capace - con i voti dati alla DC - di condizionare le future vicende politiche italiane.
Ma non solo con i Comitati Civici, ma furono fatte pressioni dentro tutte le associazioni, delle professioni, del lavoro, operai, contadini, sportivi, oratori ecc. ecc.
E una mano - alla DC - la diede proprio Togliatti con il suo more uxorio. (vedi più avanti).

Ma anche la sinistra con Togliatti e Nenni, con i loro discorsi riempivano le piazze. Dopo il successo di voti alla Costituente a loro sembrava di avere nel '53 in pugno l'elettorato. Ma non avevano toccato il polso dell'elettorato. In Italia per la prima volta votavano le donne. E in piazza, c'erano pure loro, in silenzio ma c'erano.
Le donne fino a questa data erano non solo frustrate da secoli ma ancora bigotte, ascoltavano il prete, non il "compagno" (marito). E tutti questi "compagni" commisero una ingenuità: non avevano capito proprio nulla del popolo, non conoscevano non solo le donne ma nemmeno le proprie mogli, le proprie figlie, madri e nonne.
E alle urne del '53 PCI e PSI presero una bella batosta: 9,9 milioni contro 12,7 della DC. Furono ribaltati i risultati della Costituente!!
Prima delle elezioni girava voce che se avessero vinto loro, molti avversari sarebbero stati estromessi, arrestati, confinati, deportati. In Russia Togliatti c'era stato per 18 anni
(fu fondata persino una città con il suo nome, che ancora oggi si chiama Togliattigrad, dove poi riuscì a far insediare la Fiat) e sapeva come faceva il "compagno" Stalin.
Ma sapeva anche quello che aveva fatto l'"ex compagno" Mussolini durante il fascismo.
Questo clima nel '48 e la stessa ambizione di bolscevizzare l'Italia ci fu (ma invano) anche alle politiche del '53. (ne parleremo sotto).

Invano, perchè già nel '48, la vittoria della DC, rispetto a quella del 46 (dove l'Italia si era liberata già da una dittatura fascista), aveva fatto una vera (questa sì) "Liberazione" da una nuova possibile dittatura staliniana, che fin dall'odio espresso da Piazzale Loreto in poi rivolse lo stesso odio non solo a chi era stato fascista, ma contro tutti coloro che non avevano fede nel comunismo staliniano.
Piazzale Loreto, fu una barbaria umana che non cancellò le colpe del fascismo ma mise da subito i presunti «buoni» sullo stesso piano degli ex «cattivi».

I comunisti filosovietici continuarono una propria «guerra privata» con scopi e finalità ben diversi da quelli che avevano animato i partigiani delle altre formazioni antifasciste, applicando, una tecnica della guerra civile che è costata agli italiani e agli stessi antifascisti non comunisti un numero spaventosamente alto di vittime innocenti.
Antichi rancori, vendette personali e odio politico si fusero esplodendo in un'atroce, incredibile e inarrestabile catena di omicidi e angherie senza nome. Nel modenese e nel bolognese ebbe il suo epicentro nel «Triangolo della morte» (dove fra il 1943 e il 1946 furono barbaramente uccisi dai partigiani comunisti; 3.000 persone nel bolognese, 2.000 nel reggiano, 2.000 nel modenese, 1.300 nel ferrarese, 600 nella provincia di Piacenza, 500 in quella di Ravenna, 200 nel forlivese e 600 nel parmense.
Solo una piccola parte era realmente fascista, mentre la maggioranza, furono eliminati in quanto considerati “nemici di classe”, simpatizzanti della DC dei preti, nemici dell'auspicata rivoluzione comunista.
Si è celebrato e parlato molto dei famosi 7 fratelli Cervi fucilati dai fascisti, ma nessuno ha mai ricordato i 7 fratelli Govoni, trucidati dai "partigiani" (Brigata Garibaldi) l'11 maggio, a fine guerra, 15 giorni dopo la "Liberazione".
Bertinotti giustificò così l'eccidio: "i 7 giovani Cervi e i 7 giovani Govoni, per me sono uguali; come vittime! La differenza consiste che i primi hanno costruito la Repubblica italiana e perciò vanno onorati, gli altri pur non avendo fatto niente, sono solo vittime, ma non come attori della storia."

I sacerdoti pur astenendosi dallo schierarsi ufficialmente con l'una o l'altra delle parti in lotta, i "partigiani" nel bolognese ne eliminarono 93 durante questa guerra fratricida (a loro gli dedicarono una
lapide indicandoli come semplici "....caduti sotto i colpi dell'odio di parte".
L'odio di parte erano i "rossi" che ricevevano ordini da Mosca, e volevano «bolscevizzare» e scristianizzare l'Italia.

A fine guerra furono arrestati e processati per omicidi e reati comuni, più di seicento "partigiani". Alcuni ripararono all'estero. Altri andarono sotto processo. Ma poi ci fu la famosa (opportunista) amnistia di Togliatti. Tutti innocenti, tutti santi, tutti "liberatori".

Tuttavia anche dopo il '46, il rischio di una guerra civile era sempre nell'aria. E ci mancò poco quando - pochi mesi dopo le elezioni del '48 - ci fu l'attentato proprio a Togliatti. (ne parleremo più avanti).
Togliatti (Palmiro - nome datogli dalla madre, perchè nato nel giorno delle Palme- giorno della pace) non era affatto un uomo di pace, e dalla Russia aspettava il riscatto (Il "Potere al Popolo") con una vittoria tutta rossa in una Italia che.... non era affatto rossa, ma.... ex nera, e pure nera era la veste dei preti. Entrambi
centristi bigotti e filoamericani.

Un grave errore di immagine di Togliatti (quasi 60 enne) fu anche quello di abbandonare la moglie (Rita Montagnana, sposata nel '24 e madre di un figlio) che aveva condiviso (anche in Russia) con lui tutte le battaglie, per sostituirla in more uxorio con una giovane bella donna di 26 anni, (NILDE JOTTI) nel '46 sua collega di partito, che poi per 13 anni fu la prima donna a ricevere la presidenza della Camera dei deputati. - (Il fatto di essere donna, gli procurò molti voti delle donne, che erano andate per la prima volta alle urne. Lei nel '45 era infatti segretaria del costituito UDI (Unione Donne Italiane. Quelle che volevano distinguersi dalle bigotte democristiane).
Laureata in lettere all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si iscrive al PCI nel '46, viene eletta deputato all'Assemblea costituente, diventa una sostenitrice della emancipazione della donna, una favorevole alle famiglie di fatto, nettamente contraria all'introduzione del principio dell'indissolubilità del matrimonio, quindi favorevole al divorzio. E proprio nel '46 inizia la sua relazione con Togliatti)

(ma dobbiamo qui ricordare che Leonilde Jotti, prima di essere comunista e l’amica di Palmiro Togliatti e in seguito Presidente della Camera, era nel 1942 una Giovane Italiana della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) che passò in quell’anno al P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) presso il Gruppo Rionale Fascista “A. Maramotti” di Reggio Emilia con la tessera n. 1105040 come risulta dal certificato rilasciato il 20 marzo del 1943 il XXI dell’Era Fascista.
A questa adesione al fascismo vi partecipò in divisa di fascista durante la riunioni dei gerarchi.
(vedi qui l'iscrizione originale e la foto del giorno 20 marzo '43 >>>>>>>> )


Questa relazione con "il migliore" oltre che suscitare scalpore nello stesso partito ("ma cosa c'era bisogno del more uxorio, poteva -in silenzio- farsela amante e morta lì"), fece enorme scalpore nelle stesse donne di sinistra, figuriamoci in quelle bigotte cattoliche!!

Dal Vaticano Pio XII che considerava il comunismo una minaccia per tutto il mondo cattolico, li bollava "ecco i senza Dio", " ecco i nemici della Chiesa", "ecco i nemici della famiglia".

E nel '48 le donne (credenti o no) erano tutte casa e chiesa. Erano tutte "parrocchiane", e i preti cosa dicevano a loro dai pulpiti? "ecco il comunismo, ecco i rovina famiglia" - "salva i tuoi figli dal bolscevismo".
E le donne, lo abbiamo ricordato, nel '48 per la prima volta nella storia, avevano diritto di voto !!

Così nel '48, fu la DC bigotta a prendere la "difesa dei figli del popolo", e della "famiglia"
(vedi qui il sottotitolo)


Purtroppo il Papa - in quel '48 - credette troppo a questa DC, vincente ma bigotta, convinto che era tutta sua, mentre questa, dopo i risultati delle nuove politiche del '53 (nonostante la "Legge truffa" > qui con i risultati in ogni città d'Italia >>> ) era già diventata la potente DC "partitocratica".
Non saranno i Comitati Civici nè l'afflitto Papa ("dopo che abbiamo fatto così tanto per questa DC"
. Gedda copyright ), a condizionare la DC ma sarà la potente DC a fagocitarli. Ci furono divisioni nelle stesse file dell'Azione Cattolica. Certi curati nelle parrocchie dovettero da allora in poi raccomandarsi ai politici locali e non al solito vescovo, se volevano ancora contare "qualcosa" nelle loro comunità (ora diventati "feudi" della cosiddetta "balena bianca" - ma anche qui con tante divisioni e correnti al suo interno).

Il nuovo "pontefice massimo" era Amintore Fanfani (De Gasperi verrà infatti messo da parte, reo di essersi opposto e non aver voluto l'appoggio elettorale dei "fascisti" del MSI di Almirante - che nel '53 presero 1.582.567 voti, solo a Roma il 14,2 %, a Palermo il 23,8% ecc. ecc.).
Gli altri risultati furono questi:
Democrazia Cristiana DC 10.864.282 - Partito Comunista Italiano PCI 6.121.922
Partito Socialista Italiano PSI 3.441.305 - Partito Nazionale Monarchico PNM 1.855.842
Movimento Sociale Italiano MSI 1.582.567 - Partito Socialista Democratico Italiano PSDI 1.223.251

Al governo ci andò Giuseppe Pella (viscerale anticomunista, un DC di destra, che andò su con i voti dei monarchici (!!!) e l'astensione del MSI (!!!!). Ad Alcide De Gasperi (con alle spalle già 7 governi) Pella non diede nemmeno un incarico, fu messo da parte in malo modo. Liquidato! ( umiliato, disoccupato, tornato nella sua Sella Valsugana, morirà l'anno dopo - la sua biografia >>>>> ).



(Giuseppe Pella (Biellese, mio concittadino, l'ho conosciuto quando veniva in tipografia dove io lavoravo proprio alla macchina dei manifesti giorno e notte per stampare migliaia e migliaia di manifesti della sua DC - Diceva perfino lui come farli, il colore, il carattere, dove affiggerli, di giorno, di notte, dappertutto, offrendo laute ricompense. Proprio per questo mercanteggiare - mi sembrò un uomo mediocre, banale, logorroico, anche se poi ricoprì incarichi di governo. ( alle spalle aveva tutti gli industriali lanieri di Biella! E lui era il classico "uomo di paglia" delle lobby).

Si muoverà nella politica estera come un elefante dentro un negozio di cristallerie. Alla "Crisi di Trieste" del '59, con lui al Ministero degli Esteri, a noi paracadutisti di Merano ci dissero di rimanere consegnati per un eventuale improvviso impiego a Est; non solo ma richiamarono anche i miei commilitoni che erano stati congedati negli ultimi due anni. C'era insomma aria di guerra!! Il prepararsi al peggio.
Infatti Pella minacciò di far intervenire l'esercito contro i titini; poi parlando a Washington, fece nascere polemiche e inquietudine in Italia, e non solo in Italia. Affermando che "l'Italia preferisce correre il rischio di un attacco atomico piuttosto che essere comunista").

 

E se parlava così Pella...
é perché sapeva....
che erano state installate in Italia dagli Usa, postazioni a Gioia del Colle rampe di lancio di missili atomici rivolte verso l'URSS.
Che proprio quell'anno aveva messo in orbita sulla Terra il primo satellite, lo Sputnik. (che per gli Usa fu una vera umiliazione, un KO!)
Addirittura un grave incidente nucleare stava per accadere A Gioia del Colle; non avendo pensato a una specifica protezione, durante un temporale alcuni fulmini colpirono le rampe di quattro testate nucleari di missili Jupiter, e per fortuna furono di striscio, senza fatali conseguenze.
Vedi a fondo pagina i particolari inerenti l'anno 1957 >>>
( Le rampe e lo smantellamento delle armi atomiche in Puglia era il prezzo pagato da Kennedy, per far allontanare da Cuba i Russi. (ma non furono notizie riportate dalla stampa e neppure dalla Storia corrente).

Il comunismo per Pella era la sua bestia nera. Era la Russia come per il Papa Pio XII, il mondo dei "senza Dio".

(((( Ma chissà cosa direbbe oggi Pio XII e Pella, nel sapere che l'omonimo segretario di Stato Montini, oggi Pietro Parolin, (il 17 agosto 2017) é andato in Russia (nel mondo dei "senza Dio) nella sua dacia a Sochi, a fare una cordiale visita a PUTIN ))))).

A quel punto per non sparire del tutto,
anche la sinistra in Italia si adeguò.
Calmò il bolenti spiriti e
si sentirono in giro meno "viva Stalin!»
Finì insomma tutto con la "prescrizione"
di Togliatti, ed estinti furono anche i reati
di coloro che si erano arricchiti
con il vituperato fascismo
(estinti perché - si disse - "erano troppi")
i giudizi in corso finirono in un vago "vogliamoci tutti bene".
Del resto se volevano mangiare pure loro, i viveri, il grano, come pure il carbone, i medicinali, e i soldi del Piano Marshall, mica arrivavano dalla Russia, da quel Paese che i comunisti vantavano come il "miglior mondo possibile"....
.... ma arrivavano dall'America!!
(vedi il PIANO MARSHALL > con tutti i nomi dei beneficiati in Italia >>

La sinistra del partito PSI "rosso", quella favorevole all'alleanza col PCI, è guidata dal socialista PIETRO NENNI. La destra del partito invece è guidata da GIUSEPPE ROMITA un intransigente dei "rossi". Mentre il centro guidato da SANDRO PERTINI è la corrente che tenta invano una mediazione in quella frattura che spaccherà per sempre la sinistra socialista e comunista. (come nel '21)
Con i democristiani che ringraziarono.

La vittoria della DC sul comunismo (nel '48 come poi nel '53) fu molto apprezzata dagli americani.
NEW YORK TIMES: "..Questa vittoria costituisce anzitutto una giustificazione del Piano Marshall, e più generalmente della politica americana che promette all'Italia il pane e il rispetto della sua dignità nazionale, mentre il comunismo non offre altro che armi per una guerra civile a vantaggio dei sovietici"
(Comunicato Ansa delle ore 11,35, del 22 aprile 1948)

Del resto proprio MARSHALL segretario di Stato USA, era stato molto esplicito all'Università di Berkeley il 20 marzo: a solo un mese dalle elezioni. Aveva affermato che gli aiuti economici agli italiani, che erano già diventati in tre mesi 176 milioni di $, "sarebbero cessati nel caso di una vittoria elettorale in Italia delle Sinistre".
Le due minacce fatte arrivare su tutti i pulpiti d'Italia furono zelantemente rinvigorite in ogni più sperduta contrada dai Comitati Civici: lo spettro dello stomaco vuoto e l'anima dannata, "confezionarono" così "il miracolo" elettorale della DC!
In piazza Duomo a Milano, platealmente arrivavano i primi camion della War Relief Services pieni di viveri, e Il cardinale Schuster
(proprio lui che nel fascismo degli anni d'oro benediceva sul sagrato i gagliardetti) gli andava incontro benedicendo la "grazia di Dio", che era poi..... la "grazia degli americani".

Dunque fin dal 1948 erano cominciati a "piovere dal cielo" gli aiuti degli americani. Ma anche il più americanofilo dei lettori difficilmente potrà credere alla favoletta dello zio Sam mosso solo da motivi umanitari. Era forse una espressione di generosità e di solidarietà? Come è ovvio e lecito che sia, in politica estera si agisce con strategie diverse rispetto a quelle della Caritas. Dietro l'idea del Piano Marshall, il programma di aiuti per l'Europa, c'erano strategie e obiettivi politici ed economici ben precisi: Il primo: era contro la minaccia dell'espansionismo sovietico; il secondo: una risposta ai problemi economici interni. Dopo lo sforzo industriale per la guerra, negli Usa, cessata questa se non vi era uno sbocco alla loro produzione, vi era il pericolo di una nuova depressione. Bisognava subito convertire e produrre non solo per se stessi ma anche per i vinti in Europa (ovviamente a debito con tanti futuri "pagherò").
Sia la guerra che il Piano Marshall, fu un grosso affare per gli Usa, lo fu prima.... per prepararsi alla guerra e poi ....nel farla; ma un affare fu anche dopo per la loro gigantesca riconversione industriale.
Questi grandi sforzi sono ampiamente descritti nella.....

Relazione Ufficiale dei 3 Capi di Stato Maggiore
Comandanti Supremi, prima e durante il conflitto, con i preparativi,
la mobilitazione, la logistica e le operazioni di guerra. QUI intera in originale >>>>>>>


Il bilancio federale USA a cavallo del decennio 1930-1939 era di “appena” 8 miliardi di dollari l’anno, nel 1945 invece, Il costo globale sostenuto dagli americani, fu di 321 miliardi di dollari, il doppio di quanto il governo aveva “scucito” ai contribuenti in 152 anni di storia che vanno dal 1789 al 1941.
La guerra fu per loro "miracolosa"!!
Gli eventi bellici e la felice conclusione peraltro, non rappresentarono solo il grande business dei banchieri, ma anche un subdolo ed efficacissimo strumento di azione politica. Vengono infatti concepiti a tavolino (qualcuno direbbe pretesto) per instaurare a guerra finita, gli assetti politici e sociali a loro più congeniali. Si muovono a piccoli passi per realizzare il loro grande progetto. Uno scopo che del resto trapela esaustivamente dalle stesse parole pronunciate da James Warburg (insigne esponente dei poteri forti) dopo la fine della seconda guerra mondiale:
"Che vi piaccia o no, avremo un governo mondiale, o col consenso o con la forza".
E questo lo abbiamo poi visto !!!!

Le Forze Armate degli Stati Uniti avevano impiegato 15.000.000 uomini. Altrettanti erano stati nel reclutamento del personale per le industrie, i cantieri e le altre attività essenziali del Paese. Dal '43 in poi erano circa 65.000.000 i cittadini di ambo i sessi che erano o in uniforme, o impiegati in attività essenziali per la guerra. Finita questa era necessario subito riconvertire tutte le attività. Il Piano Marshall e l'ERP, furono il toccasana; un grosso affare per gli Usa, alle prese con la immediata gigantesca riconversione industriale dell'Europa.
Fra aiuti e prestiti all'Europa si toccarono i 12.918 milioni di dollari !!! (di materie prime il 33%, di alimentari il 29%, macchine e veicoli il 17%, carburante il 16%, il 5% in varie. Ancora nel '49 macchine, veicoli e materie prime americane furono il 50%.
(sono storiche e esaurienti le tabelle contenute nelle ricerche di LUCA LA MACCHIA > >

Quando cominciarono ad arrivare in Europa e in Italia gli aiuti americani, per un po' in giro in bene e in male si parlò poco di Russia....
fino al '56 !!!

Anche se Togliatti - lo abbiamo già detto sopra - dopo il rientro dalla Russia dove aveva preso la cittadinanza (e gioiva quando i russi davano la caccia ai poveri italiani durante la ritirata) lanciò vani appelli alla sinistra italiana per essere più compatta. (come quell'appello famoso del '36 fatto ai "fratelli in Camicia nera" al "fascismo della prima ora", in contrapposizione a quel fascismo mussoliniano al potere:
"Popolo Italiano! Fascisti della vecchia guardia! Giovani fascisti! Noi comunisti facciamo nostro il programma fascista del 1919" - "E' ora di prendere il manganello!" - Vedi l' appello >>>>
(cosa vi dicevo sopra !!?? Non erano antifascisti, ma erano dei "fascisti" pure loro! - Voleva lui essere Mussolini !
E se Togliatti ambiva ad essere "fascista col manganello" di fatto lo era già fin dalla nascita; ma non riuscendoci faceva del puerile antifascismo. (sembra la favola della volpe e l'uva acerba).
L ’equivoco per molti, prima, dopo e ancora oggi é questo; il fascismo non era affatto quello che si opponeva ai padroni, non era quello che voleva fare la rivoluzione rossa, cacciandoli i padroni.
Chiamarsi "antifascisti" ancora oggi é incoerente, e fa ridere!! Anche perchè si fa oggi dell'antifascismo col metodo fascista. Si menano le mani. E si vorrebbe mettere la museruola all'informazione.

Poi Togliatti abbandonato i propositi rivoluzionari di tipo fascista nel '30 se n'era andato in Russia prendendovi la cittadinanza.
E leggete cosa scrisse da Mosca al congresso del Partito Comunista del 1930, "E per me motivo di particolare orgoglio avere rinunciato alla cittadinanza italiana. Come cittadino italiano mi sentivo un misero mandolinista, e nulla più. Come cittadino sovietico mi sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano" (vedi il manifesto originale >>>>

Rientrato in Italia nel '45 dopo essersi messo a disposizione dei sabaudi, con il Re in esilio, nel governo provvisorio di De Gasperi del '46, Togliatti fu nominato perfino "ministro di grazia e giustizia" (fu infatti poi sua la - tanto gradita - famosa legge del "condono" , l'"Amnistia Togliatti" il "vogliamoci tutti bene". (Come ottenne quel dicastero - e con quali patti (imposto dagli Usa?) - ancora oggi é un mistero). Un dicastero che tenne fino alle nuove elezioni, che i suoi comunisti persero.
(ovvio che gli anglo-americani, si fidavano più degli ex fascisti che non dei partigiani (comunisti). Anche in Germania non diedero a loro molto fastidio gli ex nazisti. Quello che volevano evitare era fermare in entrambi i confini i comunisti di Stalin. E quindi sia i nazisti che i fascisti a loro erano utili.


Nel '48 pochi giorni dopo le elezioni (il 14 luglio), Togliatti sfuggì a un attentato. Fu raggiunto da tre pallottole sparate a bruciapelo da uno studente siciliano che poi tutta la stampa scrisse che non era stato per odio politico, ma solo un gesto di "uno squilibrato".
Tuttavia furono questi giorni il culmine di una stagione di serio scontro politico. Si sfiorò la guerra civile.
L'Italia piombò nel caos, divisa in due, con treni e strade paralizzate, i telefoni muti per la distruzioni di alcune centrali. Alcuni rivoltosi avevano anche le armi, quelle non consegnate e nascoste il 25 aprile.
Una vera e propria rivolta del popolo della sinistra. E le colpe ricadevano su De Gasperi "dimissioni, via il governo", "incita all'odio".
Si temette una guerra civile; nei disordini ci furono 30 morti e centinaia di feriti in tutte le piazze d'Italia. A Torino alla Fiat gli operai sequestrano perfino Valletta. A Genova 50mila operai innalzano barricate per le strade, bloccano i trasporti pubblici e si appostano sui tetti puntando le mitragliatrici. Altre fabbriche grandi e piccole furono occupate e presidiate dagli operai.
A qualche rosso sembrò una “resa dei conti”. "un fantomatico "PianoK". "Il 25 aprile ci siamo contati ed ora eccoci qui"
(così gridava un minaccioso Alberganti, del PCI).
Ci fu una tesissima riunione di governo, dove si voleva autorizzare il "duro" Scelba a proclamare lo stato d'emergenza e far intervenire nelle piazze l'esercito. Si procastinò rimanendo in attesa degli eventi.

Lui Togliatti, pur gravemente ferito, dal letto dell'ospedale responsabilmente (ma è sola la Jotti che lo racconta) lanciò lo "state calmi" "non fate pazzie", "“Non perdete la testa”.
Se veramente queste parole furono dette, probabilmente aveva presente - nel medesimo tesissimo clima - cosa era successo nella repressione in Grecia, dove i comunisti - che controllavano il principale movimento di resistenza - dopo essere scesi in piazza minacciosi, furono spazzati via. Sotto gli ordini di Churchill (
"con Stalin avevamo fatto dei patti, quindi...") riempirono non solo le carceri ma anche i cimiteri.
Poi i sovietici - voltandosi dall'altra parte - misero solo il veto agli aiuti americani ai paesi sotto la loro influenza, e per fortuna l'Italia (che si stava riprendendo e sfamando con quegli aiuti - compresi i comunisti -) non era sotto la loro influenza!!
Anche se quell'atteggiamento, e questo veto, costituì un punto di svolta della "guerra fredda" in Europa e nei futuri rapporti americano-sovietici.

 

Perché fino al 56?
Perché nel '56 ci fu la rivoluzione ungherese!!! Che sgomentò mezzo mondo e disorientò molti degli stessi "filorussi" togliattiani italiani. I Socialisti (PSI) di Nenni (si dimise pure) si dissociarono dai comunisti filorussi e appoggiarono senza remore gli ungheresi, mentre a favore dell'intervento dei carri armati delle truppe sovietiche furono i comunisti, e uno di questi era Giorgio Napolitano (che solo nel 2007 ebbe poi a dire che - nel dissociarsi- aveva ragione Nenni).

Poi venne pure la "Rivolta di Praga" del '68, quando anche qui entrarono nella capitale cecoslovacca per mettere fine con la repressione alla "Primavera di Praga".
I tempi non erano ancora maturi per quel “socialismo dal volto umano’’, soffocato dai carri armati. Per protesta si diede fuoco" lo studente Jan Palach, 21 anni. Ci fu (fu detto) che era un "insano gesto di uno squilibrato”, ma fu subito chiaro quale significato avesse il suo gesto disperato. Al suo funerale, il 25 gennaio, partecipano 600 mila persone (e non erano affatto squilibrati!)

Altro disorientamento nel PC ...Italiano.

Con questi drammi, l' Italia col ricordo della disfatta - verso gli anni '60 stava riprendendosi lavorando sodo (altro che "miracolo"!!) - poteva  forse sperare di "correre" verso il benessere.... imitando una Russia?
Per solo qualche grave carenza di carattere economico l'Italia, solo perchè vicina.... poteva andare a prendere il "modello" nella vicina Jugoslavia di Tito e "imitare" quello di Stalin?
Bella sciagurata scelta avrebbe fatto!!!


Se l' "obiettivo" riusciva (siamo coerenti e realisti) anche l'Italia avrebbe avuto anni dopo, una "rivoluzione ungherese" una "rivolta di Praga" (1968) e..... un Muro (1961); che quando poi cadde (1989)......
( la caduta del "Muro" >>>>>

........rivelò al di là, l'arretratezza di un grande Paese come la Russia. Il "sociale" del socialismo russo si dimostrò un amaro fallimento. Lenin fin dal '18 dopo aver cacciato gli industriali e messo "il popolo" e i "comitati operai" a fare i pseudo-manager, per non fallire del tutto dovette richiamare in fretta e furia il padronato zarista a guidare le imprese (anche se a nome del Partito). Ma non si improvvisa su due piedi un management. Inoltre la proprietà dei mezzi di produzione e dei terreni agricoli, fu trasferita allo Stato, non agli operai, non ai contadini, ma allo STATO! Così nacque una nuova "casta", una nuova nomenclatura improduttiva, distruttiva, incapace, nonostante i successivi - anche se validi - Piani Quinquennali di Stalin e lo stakanovismo (cos'era, ce lo dice Stalin >>>>) delle masse operaie. Rimase un sogno la partecipazione popolare, e così pure il libero mercato! E sogno rimase la tanto decantata "democrazia sovietica" presto trasformatasi in "totalitarismo".

E in Italia volevano fare come in Russia !!
Possiamo benissimo immaginare oggi (senza per questo essere accusati di essere fascisti) che se non ci fosse stato il disgregamento della sinistra (piuttosto ricorrenti le divisioni - come ancora oggi) e quindi la nascita (dentro lo stesso socialismo) del partito di Mussolini, e il largo consenso della (accorta o opportunista) borghesia e degli industriali, molte cose sarebbero cambiate; .....sicuramente in peggio.

Altrettanto fallimento fu quando si pensò di far nascere in Europa l'"EUROCOMUNISMO" > > > (ASCESA E DECLINO DELL'EUROCOMUNISMO (dieci capitoli) > > >. anche qui il fallimento del progetto fu l’eccessiva differenza di impostazione ideologica fra i tre partiti della sinistra, fatto che ha reso molto precaria la loro unità di intenti nei momenti più decisivi, subito e anche in seguito in Europa e soprattutto in Italia, dove nulla potè fare anche l'accorto e moderato BERLINGUER (Compromesso storico e la "questione morale") >>> - Per lui una società socialista doveva essere: “il momento più alto dello sviluppo di tutte le conquiste democratiche e doveva garantire il rispetto di tutte le libertà individuali e collettive, delle libertà religiose e della libertà della cultura, delle arti e delle scienze.” [Berlinguer E., 1976)

Non fu ascoltato!! Anzi gli ammazzarono anche chi lo stava ascoltando: MORO. Montanelli dichiarò che era stato lui "L'affossatore" della DC. (Montanelli, La vedova nera, il Giornale nuovo, 23 luglio 1982). Ma semmai fu la Dc (filo-atlantica) che 'affossò" Moro. Basta ascoltare (pochi lo sanno) cosa - dentro la DC - diceva Moro qualche giorno prima. (Aldo Moro > la voce >> - Ma anche dopo il suo sequestro, con i suoi scritti, chi era che non voleva alcuna trattativa con le BR).

Pochi conoscono questa pagina di Storia retroattiva sulla "Fine di Moro".
"Todo Modo" ricavato da un romanzo di Sciascia fu il Film di Petri (con uno straordinario Mastroianni oltre a M. Melato) che uscì nel 1976, proprio durante il governo di Aldo Moro ( era il periodo in cui si iniziò già parlare di compromesso storico tra DC e PCI). (entrambi in fibrillazioni per una nuova Europa senza oltreatlantici.
Moro era interpretato dall'attore Gian Maria Volonté. Non si cita mai il nome Moro, ma la rassomiglianza, nel parlare, negli atteggiamenti, nella postura, era impressionante. La fisicità, il modo curiale di comportarsi ed il ruolo rivestito, non lasciavano spazio a dubbi in merito. Era l'uomo politico della DC.
La Stampa
(nr. 150, Anno 110, 27 giugno 1976) uscì con un titolo "Nel film di Elio Petri vilipendio a Moro?"; Il film suscitò polemiche e pur con le pressioni della DC per impedirne la diffusione, uscì ugualmente nelle sale; ma la pellicola fu subito sequestrata e bruciata. Ma uscì in Francia il 19 gennaio 1977 e negli Stati Uniti nell'ottobre 1977.
(Sembra che ora ve ne siano copie in giro restaurate. Alla Cineteca di Bologna e Torino. Ma alcuni spezzoni sono presenti anche su You Tube).

Nel film - nel corso di un ritiro spirituale per espiare la sete di potere e gli annessi reati di corruzione, vi sono uomini politici, affaristi, banchieri, tutti legati alla DC. Nella lotta per la spartizione del potere. Vi sono varie "j'accuse" all' intera classe politica, una drammatica resa dei conti e allo stesso tempo una critica feroce alla stessa DC e alle ambigue riflessioni sui rapporti tra Chiesa e Stato e tra potere e spiritualità.
La sostanza era "Qualcuno deve pagare". Vi sono diversi omicidi. Dopo un processo, Moro è fra questi: viene fatto inginocchiare a terra piagnucolante, lui dice che ha una missione da compiere, ma é brutalmente giustiziato da una raffica di mitra alla schiena.
Per come andranno poi le cose un anno dopo, era un avvertimento, una profezia? Fate voi!

( Nella strage di Via Fani fu ucciso anche il capo scorta di Moro, ORESTE LEONARDI che voglio ricordare qui >>> mio Istruttore al C.M.P Carabinieri Sabotatori di Viterbo (e ci mancò poco che ci fossi anch'io con gli altri suoi 4 colleghi ammazzati) - Non mi affiancai come lui voleva, perchè nel frattempo ero diventato Ispettore (con incarichi speciali !! ) per tutto il territorio italiano di una grande multinazionale. Prima seguitando ad abitare a Merano, poi dal '67-68 a Trento, dove vi erano i noti fermenti alla Università Sociologica con Curcio che stava fondando le BR; poi abitai nei dintorni di Padova. Dove stava nascendo il terrorismo brigatista qui e nel resto dell'Italia. Italia che in 10 anni percorsi in lungo e in largo, scrivendo mille Relazioni.

Il 1978 con Moro, ma anche il 79 furono due anni tragici. Gambizzati o ammazzati furono in molti (migliaia di attentati, centinaia i morti) Poi a inizio '80, cadde sotto i colpi delle BR anche il Presidente della Regione Siciliana, Piersanti Mattarella, accoppato mentre stava inaugurando l'anno criminale. Anche lui leader della DC dell'ala di sinistra (!), come Moro di cui era allievo. E anche lui stava progettando di costituire una giunta di centrosinistra insieme al PCI. (giammai !!!)


Ma chi era interessato a non far nascere un centrosinistra in Italia ?
Erano forse le "Brigate Rosse"?
Proprio nel momento che il rosso Berlinguer parlava col governo?
Ma per favore !!!!!!!
Non siamo all'asilo !!!!!
La fine di Moro dopo 40 anni è ancora tutta da scrivere !! E chi sa ovviamente non parla.
Ma per i più accorti basterebbe... ricordagli questa significativa foto Ansa, che non fu certo gradita altreatlantico, alla Casa Bianca.

Non gradita perché il progetto politico di Berlinguer-Moro per l'Europa era quello di creare (con il partito comunista più forte dell'occidente ) un anello di congiunzione e distacco al tempo stesso tra i due blocchi, la Nato da una parte e il blocco sovietico (Patto di Varsavia) dall'altra.
Punto d'arrivo (utopistico): creare una Europa unita, autorevole, attraverso una accorta mediazione.
(in cambio Moro nello stesso '78, avrebbe sicuramente ricevuto la nomina di Presidente della Repubblica).
Un aperturismo quello di Moro che avrebbe dato vita in Italia a un condominio catto-marxista con un consenso del 70% dei suffragi. Che avrebbe dominato. Questa ipotesi non poteva essere vista con favore dalla Casa Bianca e dal Pentagono, per ovvi motivi di sicurezza militare e stabilità politica.
Altrimenti il Mediterraneo chiuso a Gibilterra si sarebbe trasformato in un "lago rosso". (
giammai !!! )

Morto Moro, Berlinguer questo "progetto" volle continuarlo da solo ("la questione Morale" é del 28 luglio del 1981) dicendo ancora il 20 settembre '81, che il PC italiano era diverso, migliore, non certo sovietico. Dieci giorni dopo, il 3 ottobre, la tesi non piacque a certi dirigenti comunisti e soprattutto a Giorgio Napolitano, che - entrato in polemica - si dimise dalla segreteria del PCI. Del resto lui - nel '56 - era uno di quelli che non si era dissociato dall'intervento dei carri armati sovietici in Ungheria, dov'era scoppiata qui la prima scintilla di un popolo che voleva la libertà.

E in seguito? Morto Moro e lo stesso Berlinguer (11 giugno 1984), cosa rimase del "comunismo" e della "sinistra"? Più nulla. Via via più nessuno si chiamò "comunista" , soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, quella "cortina di ferro" che doveva proteggere "il paradiso comunista rosso" dai capitalisti, volendo impedire la nascita del Socialismo liberale. Eppure, cosa grave in Italia i filosovietici - ancora nel 1989, guardavano a est.

In Italia fin dagli anni '50-'60, vi era già stato il nascente Socialismo Sociale (che allora sembrò ai "rossi" una bestemmia, ma anche ai vecchi imprenditori (e ai preti) sembrò una eccessiva benevolenza, prona al comunismo).
In Italia, Adriano Olivetti, a Ivrea, oltre che dare impulso alla sua fabbrica, con la fondazione del "Movimento Comunità" stava facendo emergere (e realizzò) una nuova socialistica imprenditoria sociale, cioè il miglioramento delle condizioni di lavoro nell’impresa e la qualità della vita fuori dall’impresa; era una nuova filosofia all'organizzazione del lavoro con nuovi equilibri politici, sociali, economici tra i poteri centrali e le autonomie locali.
Olivetti aveva una nuova e tutta personale visione dei rapporti tra industria e società. Credeva nel reinvestimento del profitto a beneficio della comunità. Le sue fabbriche infatti sono state all’avanguardia non solo in Italia. Ed anche il villaggio Olivetti era straordinario: la fabbrica non era in capannoni ma era tutta in luminose vetrate contornate da grandi spazi verdi e attorno, le case degli operai, con asili, scuole, biblioteche, spazi sportivi, ricreativi, perfino esposizione d'arte
(pure questa) moderna, e le sue mense (le prime in Italia) sempre a spese della Olivetti, sembravano ristoranti a 3 stelle. Olivetti andava personalmente non solo nei vari reparti, ma dentro nei vari locali degli operai, occupandosi dei loro necessità e perfino dei cessi.
(Erano la fine degli anni '50. Io che abitavo a Biella, dove vi erano 400 fabbriche tessili, con stabilimenti obsoleti e 60.000 operai tapini a fare 8 ore, con sottobraccio il panino con la mortadella per la pausa, quando andavo a Ivrea restavo affascinato. Ma lo si resta ancora oggi. Non per nulla quella fabbrica per l'Unesco é "Patrimonio dell'Umanità". (ma il monumento secondo me avrebbero dovuto farlo non ai muri ma ad Adriano Olivetti !!!)
Olivetti credeva molto al rinnovamento integrale della società e altrettanto alla libera iniziativa economica, Il suo modello era il “capitalismo dal volto umano”, dando inoltre molto spazio ai giovani. Che anche se non laureati, nei colloqui lui puntava sul loro talento.
Lui proprio con i giovani sull'elettronica fece del pionierismo; a Ivrea c'era la emergente tecnologia, quella che in America sorgerà poi alla Sylicon Walley.

Ma in Italia le idee di Adriano non erano ben viste: dai comunisti che guardavano a est e vedevano solo rosso e gli operai al potere; né ben viste dagli imprenditori (lui non era nemmeno iscritto alla Confindustria) che volevano conservare la dominazione sul proletariato delle catene di montaggio, come la "Feroce" (copyright Pansa) Fiat, e dai politici avidi di consensi del popolino tapino, ancora mezzo analfabeta, abitante nelle casupole o nelle case a ringhiera con servizi in comune (dette "le coree").
Olivetti muore improvvisamente (!!??) a 59 anni; nove mesi dopo muore (!!??) a soli 37 anni anche l’ingegnere Mario Tchou in un incidente stradale, lui la geniale mente della elettronica Olivetti, dove era nato il primo calcolatore elettronico Elea il supercomputer a transistor dell'epoca.
Morto Adriano, nei capitali della Olivetti subentra la Fiat di Agnelli-Valletta, che non trovano di meglio
(con Cuccia & C) che cedere alla General Electric americana tutto il reparto informatico della Olivetti. (la grande industria in Italia doveva essere una sola!!! La Fiat !! - Che quando era in crisi chiedeva allo Stato di fare svalutazioni (7) per poter esportare all'estero, e dall'estero si mettevano anche il 40% di dazi su auto francesi e tedesche).

Alla Olivetti, pochi anni prima, un geniale 19enne appena diplomato era già stato assunto alla pionieristica fabbrica di Ivrea (poi laureatosi, nella stessa, mette le prime basi nel 1962-'64, al Computer a transistor Olivetti "Programma 101" un 4 K a 12 bit). Ma senza più la geniale presenza di Adriano e di Tchou, lui esce dalla (svenduta) Olivetti Elettronica, emigra in California alla Intel dove poi qui darà vita al primo microprocessore (al silicio, il famoso Intel 4004) facendo decollare il mondo dei computer negli USA e nel resto del mondo. L'italia perse così una grande occasione.
Il 19enne era FEDERICO FAGGIN.

FU QUELLA DI ADRIANO LA FINE DI UNA LUNGIMIRANTE ESPERIENZA SOCIALE E INDUSTRIALE SOPRATTUTTO TECNOLOGICA. ANCORA OGGI ATTUALE.
"La storia dell’Olivetti elettronica con la morte di Adriano Olivetti e di Tchou termina qui, ma queste due morti e soprattutto quella cessione "sono misteri ancora tutti da scrivere".
(Matteo Vercelloni).

Nel 1991 Occhetto fonda e da' il nome al nuovo PDS (Partito Democratico della Sinistra) (sostituì sì il nome, "Comunismo", lasciando però invariata la sostanza del suo modo di essere) anche se - pur differenziandosi dal suo - ci furono altre sigle più o meno a ricordare i nomi "comunismo" e "sinistra". Del resto essere comunisti allora significava credere in modo assoluto nella innegabile grandezza di Stalin. E qualcuno - nonostante la caduta del Muro nell'89, ci credeva ancora.
Poi nel 2004 nasce l' "Ulivo" (simbolo di pace) seguito dalla "Margherita" (simbolo di quel comunismo a petali ti amo non ti amo). Infine nel 2007 nasce il PD un Partito dove scompare del tutto l'accenno a "sinistra" ma si fregia di "democratico".

Il 16 febbraio 2014, compare Matteo Renzi, già sindaco di Firenze; con le primarie di partito PD, forte del risultato ottenuto è stato proclamato segretario nazionale. - Letta ch'era stato messo al Governo (dopo le dimissioni di Berlusconi) viene sfiduciato in malo modo. Il Presidente della Repubblica Napolitano affida a Renzi l'incarico di Primo Ministro, pur non avendo avuto lui una ufficiale investitura popolare ma solo (pur legittimamente) grazie alle manovre parlamentari e interne ai partiti.

Renzi si sceglie anche gli avversari, invitando Berlusconi (di destra (!!) ) nella sua sede, che sigla (in profonda sintonia, ma per i più anomala) il "Patto del Nazareno". Insieme votano l' "italicum": un nuovo sistema elettorale dove con il "Rosatellum" non é prevista la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente quale candidato votare (le cosiddette "liste bloccate"). Si parla di complotto. Motivo e illusione: danneggiare i pentastellati in ascesa, prendersi il 51% e governare insieme. (un governo che era all'inizio di centro, poi con Fini fu di destra, poi.... con Renzi anche di di sinistra. Che si chiama democratico ma sempre comunista é, anche se flirta con la destra berlusconiana).


(Ma Berlusconi non è sempre lo stesso? quello che con la sua Mondadori, diede alle stampe "Il libro nero del Comunismo" dove la maggior premura era quella di gettare ulteriore fango nei confronti del comunismo, che allora odiava a morte. Da vero incubatore del populismo lanciava i suoi strali:
"Noi siamo il bene loro sono il male"
.
E andò anche oltre...quando nel '06, a Prodi minaccia di portagli via i voti: "Mi manca un killer", "Serve un uomo di coraggio che dia a Prodi il colpo di grazia".

Nel Libro Nero sono elencati i crimini di 95 milioni di morti fatti con la falce, il martello e la Siberia. Un libro che da tempo é sparito dalle librerie (ovvio - c'è il Nazareno! Il nuovo amico comunista potrebbe offendersi).
Se lo sterminio fatto dai comunisti in Russia venisse ricordato com' é ricordato quello dei nazisti, fascisti, oppure com'é ricordato ogni anno la Shoah degli ebrei, penso che nessuno direbbe di essere stato o di essere comunista. (che ha poco a vedere con il "comunismo" cristiano, o il vero comunismo (sociale, alla Olivetti, o a quello cinese oggi, dove c'è lo Stato sempre presente, ma anche il libero mercato).
Ma per non essere imparziali altrettanto ci si dissocerebbe oggi nel leggere "Il libro nero del capitalismo" di Maurice Cury e la cinica "finanza". Anche se é sempre sbagliato usare la storia (quando fa comodo) come arma per condannare una ideologia millenaria o delle pratiche economiche altrettanto secolari).

Ma Renzi non ha fatto i conti col "fuoco amico", lui crede "i suoi" (nemici) di averli "rottamati" e tiene per se il "meglio"(!!); invece il PD con questi perderà 2,4 milioni di voti !!!!!; mentre il "nuovo amico" nazzareniano racimola un 14% e fa flop anche lui. La strampalata strategia di avere insieme una larga intesa di governo, lascia il posto a una magra consolazione: a una piccola intesa e scialba - ma rancorosa- opposizione da fare ai due vincenti Cip & Ciop (coyright Renzi)
Ma ancora nel giugno 2018, Renzi non ha ancora capito chi sono i Cip & Ciop; lui dice "che sono la nuova sinistra ma io penso che sia la nuova destra». Deve pensarci !!!! Lui non capisce la differenza!! Poi per semplificare, quelli di Cip & Ciop li chiama "populisti".
Ma non era Massimo Giannini a chiamare "populismo" e "fascismo" quando nel 2008 scriveva "Lo Statista. Il ventennio Berlusconiano tra fascismo e populismo" (Baldini e Castoldi)

Eppure la Boldrini & C hanno capito tutto e i Cip & Ciop li chiamano pure loro "fascisti" e "populisti", e danno inizio - scavandolo dal passato - a un inappropriato "antifascismo", isterico. Un arma di distrazione di massa non avendo nulla da proporre agli italiani come programma politico e di rinascita sociale ed economica del paese.

Cosa singolare è che nel fare questa loro battaglia, molti fino allora a digiuno del periodo del fascismo perché giovani, sono andati a leggersi cos'era stato il "fascismo" e chi erano quei molti vituperati "italiani fascisti". E scoprono che gli italiani (compresi molti della sinistra, che sono passati ora a destra) molti un po' e anche tanti, fascisti lo sono stati (eccome!! vedi qui >>> ...... poi nel '45 si sono "riciclati" anche dentro la sinistra.
Era quella di destra, più che altro uno dei richiami politici di una delle tante dottrine politiche storiche, come lo è il comunismo, il socialismo, il marxismo, il liberalismo, l'imperialismo, che possono avere ognuna qualcosa di positivo e non solo qualcosa di negativo. E i richiami a una dottrina non sono affatto un reato, ma una libertà di pensiero (fin da Aristotile) stabilito dall'Art. 21 della Costituzione.

L'operazione della Boldrini & C ha fatto scoperchiare le non visibili pentole in ebollizione. Paradossalmente quest'anima del PD per sopravvivere ha bisogno del fascismo per fare dell'antifascismo. Ma questo pretestuoso spirito di rivalsa é stato un ottimo marketing relazionale, pro-fascismo. Infatti con questa sempliciotta strategia sono stati sconfitti, hanno preso dei miserissimi i voti e hanno spinto gli elettori a non votarli. Un boomerang!!
Diceva da ogni pulpito la Boldrini: "Noi dobbiamo dirlo con forza: i gruppi che si rifanno a una ideologia fascista vanno sciolti. Non c'è spazio per loro in democrazia".
Risultato: gli elettori con la democrazia hanno con la forza del voto lasciato fuori lei, con un risultato umiliante; ma tanto lei aveva una poltrona già assicurata con il ripescaggio. Così è l'Italia.

Ma lo sanno poi costoro (Boldrini & C) che la nomea "fascista" è nata nel 1891 col "Fascio Operaio" (Mussolini aveva solo 7 anni !!) i cui militanti "estremisti, sovversivi, spaccatutto", confluirono nel Partito Socialista Italiano Rivoluzionario? .(vedi più avanti).

(questo sito che contine 18.600 file, da più mesi i due link "Fascismo" e "Mussolini", sono al 3° 4° posto come link con il più alto numero di visite. Mai accaduto in precedenza nell'arco di 10 anni. Non avrei mai sperato che queste mie modeste pagine fossero così tanto al centro dell'attenzione. Un grazie alla Boldrini).
Mi viene in mente (in "La misteriosa fiamma") di U. Eco, quando nel baule dei ricordi del nonno non trova soltanto gli oggetti di una memoria giovanile, ma una sintesi, la loro trasfigurazione semiologica perché quelli oggetti e le memorie nel baule, sono le parole che spiegano quel tempo. Oggi invece ai nostri giovani viene impedito di rovistare e scoprire nel baule del nonno quel tempo e quelle stagioni storiche, le testimonianza (nel bene e nel male) della nascita delle nuove generazioni. Oggi a una parte di queste - dicendo alcuni politici che è quasi reato - si vorrebbe impedirlo, eppure dentro gli stessi antifascisti di oggi, hanno pure loro quei bauli dei loro nonni, e anche dei padri, figli di quel tempo; ma... sembra che non abbiano imparato nulla.
Ma ricordiamo che se le memorie si cancellano, si cancellano anche le identità. Sembra oggi che molti giovcani non sanno nemmeno chi sono.
Ma sinceramente a me non sembra proprio. Guardate la decadenza di quei partiti che vogliono operare in queste oscuritàma e intanto ne parlano a sproposito.
Dobbiamo però essere realisti, dalle migliaia e migliaia di e-mail che ricevo (metà sono di sinistra), l'Italia è non è affatto oscura. Va eccome a visitare queste memorie.
L'ha forse capito anche Renzi che ora senza più i suoi "sinistri" seguaci ambisce di fare un partito e ballare con il vecchio sig. Bunga-Bunga nell'attesa di ballare poi tutto da solo. Certi atteggiamenti sono la cartina tornasole dell'attualità.
(chiamata Populismo e Fascismo)

CONTINUIAMO...
Lo stesso Renzi poi si è fatto promotore di una riforma costituzionale; che significava eleggere una personale Camera senza Senatori: la SUA !! E con una nuova Costituzione: la SUA. Quasi a voler depotenziare la sovranità popolare. (pensava forse al Presidenzialismo? Al "mussolinismo" del dopo san Sepolcro?)
Indice il "Referendum". Che però a molti (compresi i suoi) sembra un "referendum/plebiscito" sul Capo (!?); proprio "alla Mussolini", dimenticando che sono passate le condizioni storiche e culturali che li resero possibili nel tempo in cui nacquero. (infatti proprio Mussolini nella riunione di san Sepolcro, aveva annunciato "nel nostro programma delle riforme, il Senato deve essere abolito"). (altri tempi!)
( probabilmente si é detto fra se "il fascismo fece così, allora lo faccio anch'io". Alla "fascista"!! altro che "antifascismo" boldriniano !!). O pensava al famoso "Piano Gelli" >>> ??

Oppure pensava: di essere a capo della religione "renziana" con un suo "vangelo". (non lo ha fatto Berlusconi?... Enrico VIII? ...Mosè? ...Maometto? .....E allora?)

Poi 4 e il 5 dicembre 2016, chiuse le urne referendarie Renzi prenderà atto di una catastrofica sconfitta. Lui e la Boschi avevano detto in un talk show, che se perdevano avrebbero smesso di far politica. (l'intento è fare le vittime).
Voleva abolire il Senato e invece é diventato lui..... Senatore !!!

Crozza ne ha fatto un sketch molto singolare >>>>

Lui si dimette solo dal governo. Poi si ripresenta, e nelle nuove elezioni politiche del 4 marzo 2018 si assiste a una fortissima flessione nei voti per il Partito Democratico, che prende appena un 18 %; il peggior risultato in 70 anni nella storia della sinistra. Responsabile della sonora sconfitta? il Capo.....(dicono i suoi amici vicini o quelli rottamati). Lui minaccia pure di dimettersi da Segretario del Partito (sai che tragedia!) Ma ha minacciato solo! Lui è convinto di risorgere dalle macerie. Anche senza gli elettori !!!

(Mussolini non andò al governo con soli 35 voti!? Quindi ! ).
E mi sembra proprio di sentire lui....
"Gli elettori stiano pure a casa; con solo un 2% dei "ns. azionisti" NOI vinceremo; poi il Parlamento che costituiremo, varerà la nuova legge elettorale. Già penso a una legge Acerbo, anzi migliore: ogni voto ricevuto deve valere per due. Ci assicureremo così il prossimo ventennio con l'assoluto e democratico potere conferitoci da tutto il popolo anche se democraticamente non ha votato". Noi diventeremo così forti da poterci permettere di lasciare sopravvivere la democrazia".
(Mussolini)


COME?? Senza elettori?? Certo!! con la scellerata legge "Rosatelleum". Questa ha permesso di far entrare con il proporzionale in Parlamento tanti "paracadutati"
(una lista di nomi scelti in base alla fedeltà al capo) a prescindere dal loro radicamento sul territorio (rappresentanti sconosciuti alla stragrande maggioranza dei "fessi" elettori) che così ha reso impossibile un anomalo rapporto dei candidati con gli elettori di quel territorio.
Risultato: Renzi ha preso pochi VOTI (ma se ne frega), perché in Parlamento ha un buon numero di "eletti" ai suoi ordini, i cosiddetti "paracadutati" cui è bastata una manciata di voti di congiunti, figli, nipoti, amici e parenti, presi in 4-5-6 (per essere sicuri) ciscoscrizioni per entrare in Parlamento. Altro che "democratico"!! Un Parlamento fatto in casa!!
(la Boschi lascia la tessera del PD in Toscana (teme di non essere eletta) e la prende a Bolzano dove viene eletta addirittura con i voti della SVP in Sudtirol, dove qui parlano tedesco e lei no. (forse - in cambio - (se vanno al governo) si attendono di essere ceduti ai tedeschi della Merkel - sempre assidua ospite dei Sudtirolesi, che come anticipo fra breve riceveranno la cittadinanza austriaca.
Ma sarà curioso vedere le prossime elezioni in A.Adige!!

Ma perchè è accaduta questa demoralizzante situazione fra i suoi ex elettori? Perché proprio questi non hanno più creduto alle sue promesse: di voler stare vicino ai bisogni della gente, curare quella parte sociale del Paese in crisi nel lavoro, nella sanità, nella scuola, o di voler affrontare le tematiche concernenti i diritti civili, i temi delicati dei fenomeni migratori, di interessarsi della piccola-media imprenditoria. Nulla! Aria fritta. Solo parole!! parole, parole, dette -non in Parlamento - ma nei vari (compiacenti) talk show. (dove poi si parla d'altro, dei diritti degli animali, del diritto dei clandestini, o dei pericoli dei Cip&Ciop, ecc. ecc.).

Perché? lui sì dà delle risposte alle sue stesse domande nei vari palcoscenici, dove rivendica (fino alla noia) la validità del suo governo. Poi addirittura da Minoli fa una confessione non proprio intelligente: si domanda e si risponde: ".... i miei difetti?: talvolta sono cattivo, arrogante e impulsivo".
Da non credere >>>>QUI >>>>
Nessuno prima d'ora sen'era accorto! Avrà rovistato qualche baule del ventennio?


Tantomeno lui ha mai parlato di rovesciamento del sistema dei poteri forti sempre stato nel DNA della antica sinistra storica ("potere al proletariato"); anzi ha consolidato i suoi e quello dei nuovi amici, banchieri !! (vedi Etruria, Monte dei Paschi ecc.), sorosiani ecc. e allora l'elettorato si è rivoltato contro (democraticamente) dando i voti ai partiti della destra chiamati populisti. Quelli che lui - fra le tante, troppe, banalissime battute a raffica in TV - ha liquidato ridendo chiamandoli i "Cip & Ciop", la "Casaleggio & dissociati", "telenovela sudamericana" ecc. ecc. senza guardarsi attorno dentro il suo stesso partito: dove avrebbe potuto vedere i dissociati dentro nel suo stesso PD, che (che beffa!) sono emigrati proprio dentro i Cip & Ciop. E sembra proprio che migreranno ancora.

Lui, Renzi - si é chiuso dentro in riunioni personalistiche, gigli magici, dall'anima borghese fatua.
Questi in Parlamento non parlano di temi economici e sociali, ma di diritti dei gay, coppie di fatto, quote rosa, aborto, fedondazione assistita, eutanasia, testamento biologico, omofobia, diritti di cani e gatti, o "problemi" di "genere" (la Presidenta, la Ministra, la Dottora, ecc. e se maschio: giornalisto, camionisto, taxisto, autisto, cronisto, dentisto, estetisto, ecc. ecc.: materie che interessano gruppi ristretti, trascurando così problemi economici e sociali gravi. In una Italia dove milioni di poveri hanno da spendere per mangiare meno di quelli che hanno cani e gatti. Dove 100.000 giovani devono andare all'estero per lavorare. Dove il Sud sta diventando il Biafra africano. Dove il mio medico di famiglia della Ulss anche se bravo é africano e il suo ambulatorio - dato che parla arabo - é sempre pieno, ha presenze di immigrati 8 su 10, e per me ha sempre poco tempo. I medici italiani sono volutamente ridotti, a spasso o vanno all'estero.

Producendo soltanto austerità e rigorismo quel governo alla fine ha impoverito l'Italia permettendo a Germania e Francia di appropriarsi di centinaia di marchi che una volta erano il vanto dell'Italia: (Perugina, Plasmon, Parmalat, Gucci, Pernigotti, Star, Peroni, Locatelli, San Pellegrino, Versace e altre mille e mille). Dando in concessione Aziende di Stato per quattro soldi: autostrade, porti, trasporti, ferrovie, telefoni, aeroporti e altro e che poi vi operano non con le capacità che richiedono queste strutture ma ne fanno solo (opportunistica) una questione di cassa.
Finiremo come la indebitata Grecia? che ha dovuto cedere alla Merkel, porti, aeroporti, isole e quant'altro? Ci venderemo anche noi l'Alto Adige, Capri, la Sicilia, le Dolomiti, Portofino, il Colosseo, Venezia, Canicattì e... anche le mutande?

La sinistra sociale in Italia non è mai esistita; quella Russa ha fatto flop; mentre solo quella cinese invece ha dato vita a un comunismo sociale ed anche a una economia di mercato, che continuando così farà le scarpe anche agli Usa. Dopo aver fatto man bassa in Grecia, presto la vedremo anche a Trieste a dar vita al più grande porto che unirà il Mediterraneo al Nord Europa.

E il Meridione dove finirà? Nel Congo? - Io darei loro un suggerimento: chiedete a Trump di diventare uno Stato degli USA, fate un PLEBISCITO. La Sicilia e tutto il Meridione con le sue bellezze e la sua agricoltura da giardino, diventerebbe la California d'Europa. Ci provarono nel 1946, avevano fatto già la bandiera del 49° Stato, avevano stampato in America già una rivista "Il Nuovo Mondo", fatti già i distintivi. Poi non se ne fece più nulla. Con i patti di Churchill, Roosevelt e Stalin, fu dato un assetto postbellico all'Europa. La Sicilia l'accontentarono dandogli una Autonomia, ma sempre a Roma il potere. Il Nord ne approfittò per attirare nelle fabbriche del triangolo industriale 4-5 milioni di giovani del meridione, svuotandolo.
Il sogno di Finocchiaro Aprile (capo delll'Elvis), e di Poletti (Usa) naufragò. Vedi >>>>>>>>>

Quel non più guardare Renzi cosa succedeva fuori lo ha distaccato dai cittadini elettori; e questi si sono da lui svincolati. Compresi i suoi "soci".
Infine quel dire - anche questo a raffica - "ho fatto qui, ho fatto là, io farò qui, io farò là, faccio tutto io" (come un "duce") ha fatto tutto il resto. Provocando agli ascoltatori e spettatori
stanchezza, disgusto e anche una legittima offesa agli stessi. (che non sono un manipolo di elettori ma 22.8 milioni che hanno votato il Cip&Ciop - contro i 7.6 del suo (!?) Centro S. (!?))
Perfino le 500 donne del Pd, messesi pure loro contro il vertice del partito, "sempre più chiuso" con "trattative di soli uomini chiusi nelle loro torri" si sono risentite per essere rimaste fuori dalle supernominate e nominate nelle liste. "Abbiamo sbagliato a fidarci- scrivono le donne-dem- non accadrà mai più". Paola Natalicchio é stata ancora più netta "Vergognamoci per come abbiamo fatto le liste" (
Lui le ha fatte!!. Ndr.) (Espresso dell'8 aprile).
E perfino Alberoni scrive oggi "Alla televisione per anni si sono svolti dibattiti solo fra persone di sinistra che accusavano Berlusconi e un fascismo inesistente, mentre non si accorgevano di sprofondare loro nel baratro"
Qualcuno si é chiesto "se i politici di sinistra siano pagati dagli italiani o da qualcun altro visto che mi pare remino contro il loro Paese".

Non solo, ma mentre il canotto di salvataggio andava alla deriva, abbiamo assistito alle tante divisioni: chi "fascisti-comunisti" (destra del Pd), chi "antifascisti comunisti" (ma alla Togliatti), chi "comunisti liberisti" (sempre che ci sia un liberismo nel comunismo!!), chi addirittura "comunisti cristiani" !!!!!!!
Siamo forse tornati al 1921?

(Casini (come la Boschi in A.Adige) pure lui viene paracadutato nella Romagna Rossa!!!, Una regione che era stata con il "Romagnolo" la più consistente e agguerrita d'Italia del fascismo regionale; una regione che prima fino all'autunno del 1920 aveva visto la straordinaria fioritura dei partiti della sinistra - che però nel '21 erano già divisi in 4 correnti, con più della metà di queste già passate al fascismo o..... ambivano o ambiranno a passarci (Togliatti). - Poi nel 2ndo dopoguerra, sostituita la bandiera nera con quella rossa, con l'etichetta "antifascisti" erano ritornati nel '45 alla grande tutti a sinistra, tutti sotto l'ala protettrice del "baffone".
Mentre adesso, il 4 marzo 2018 la 'rossa' Emilia Romagna ha voltato faccia: infatti, la regione passa al Centro destra (33,4%), il Movimento 5 Stelle primo partito balza al 26,9% - Al centrosinistra.... gli avanzi del Cip & Ciop.
Proprio un bel "casino".
(Non fanno nemmeno più le Feste dell'Unità, perche sono "uni" e "soli").

Nel tentativo di fare un "SUO" partito col "referendum-plebiscito" Renzi forse pensava a uno simile al '29, fatto da "Quello"
, e così avere poi davanti a se 20 anni.
Gli italiani sembra che dormano, ma poi all'improvviso davanti a una qualsiasi tentazione autoritaria creano un abisso fra l'elettorato e la rappresentanza e fanno "quello che vogliono", come fecero dal '29 in poi con tutti SI, SI, SI, (nella Bologna (rossa) dove al plebiscito il fascismo prese il 97,8% !!!!), poi finito questo, cambiando la bandiera dal nero al rosso, nel '46 ci fu l'inversione con tutti i NO, NO, NO. La sinistra infatti a Forlì prese l'86% dei voti, a Ferrara il 76%, e a.... Bologna il 65%. (nel 2018 spariti !!)

(ma allora nella sinistra non c'era ancora un Casini, lui era un DC, che però con i suoi bla-bla, è sempre stato una banderuola: (ex Dc, ex PDL, ex FI, ex Ccd, ex Cdu, ex Cdl)... E' passato alla fine al PD; lo troviamo al SI del referendum di Renzi; é con lui pure alle elezioni politiche di marzo 2018. Una carriera e una poltrona inaffondabile (questo cavalcare questo opportunismo gli ha dato la poltrona per 35 anni al Parlamento!!!).

Per Renzi non ha più funzionato nemmeno l'ambiguo "Nazareno" (che ricorda molto il "Patto Giolitti- Mussolini" 1922). Ma il capo di FI, ha altro da pensare pure lui: impegnato con i vari "Dudù" oppure a curare gli "agnelli" prima che diventano pecore allo sbando, che vorrebbero belare da sole. Ed infatti a una gli é riuscito pure, alle elezioni belando belando gli é passato davanti. Col proposito di mandarlo presto in pensione. La destra ora é lui!

Ma non era stato già Berlusconi a sdoganare e a risvegliare la destra (nessuno "antifascista" si infuriò) con l'ex fascista Fini? Che poi lo ha liquidato di brutto per andare al "sinistro nazareno" renziano e boldriniano.
E non aveva accolto nelle sue file Maurizio Gasparri (Deputato del MSI poi AN dal 1992 al 2001)? Oltre alla Mussolini (che adesso é stanca pure lei dei nazareni vari (di nuovo in progetto) ed é uscita da FI).
Ma anche Berlusconi
è convinto di risorgere anche senza gli elettori !!!
Lui è convinto di risorgere dalle macerie. Basta che i suoi votino doppio, triplo, quadruplo. A.M. Bernini la sua capogruppo (!?) che tutte le sere pontifica e fa la morale in tv, fra i banchi del Senato fa la "pianista". Una parlamentare che rappresenta circa diecimila italiani bara al voto con un gesto che altera l'esito di una legge. E l'Etica dove sta?

Salvini ha fatto (più o meno) la stessa sdoganatura che aveva fatto B., ha fatto risvegliare la destra italiana (che fascista o meno) ha poi ( il colmo!!! ) preso voti proprio dalla stessa sinistra !!!!!!
Ma forse aveva ragione Marx quando diceva "La Storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa". Una farsa però quella attuale che può scatenare anche una guerra civile. In un Paese che fino a ieri aveva in comune alcun importanti caratteristche come la etnia, la lingua, il territorio, la storia, le tradizioni, gli usi, i costumi, la cultura; ora tutto questo é a rischio!!. Molti di noi non capiscono più chi siamo e chi abbiamo accanto. E non avendo il comune cittadino le scorte, gli italiani hanno paura!! Soprattutto chi vive in una casa isolata o in una villa. (episodi cruenti e feroci in tal senso non mancano. Ma anche nelle pubbliche piazze).

Guardate cosa accade proprio nella Firenze di Renzi, a Piazza della Signoria !!!!!
Sotto il David di Michelagelo..... (che a queste "risorse" non sanno nemmeno cosa sono - e non gliene frega proprio niente saperlo)
Sconcertante >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ma nessuno l'ha mandato in onda nelle Tv. Nè sicuramente non comparirà nella videostory fiorentina di Renzi.

E' una sconfitta per tutti noi, interiore, perché stiamo quasi morendo dentro.

Ma una altezzosa signora, ci dice che sono le nostre "risorse", che gli "italiani sono ignoranti" >>>>, che "dobbiamo rassegnarci"; che "ci sarà l'opportunità di avere "uno stile di vita diverso".
Stile diverso? SI, avremo presto il "Ramadam", tutte le donne con il velo, al bando tutti i vestiti firmati lussuriosi con il lato A, B e C in bella vista che sconvolgono le giovani menti delle "risorse"; bando agli alcolici, al Prosecco; le ns. basiliche saranno anche moschee, per un po' di tempo con due entrate, per i musulmani e per i cristiani (come a Cordova, nel X sec). Poi si vedrà.
Entrare nella macchina dei bottoni, con i bramini diventati intoccabili, presto non sarà un problema per loro, e potranno sgozzare agnelli quanti ne vogliono. E ammazzare pure i "cani infedeli", che con il calo nascite- diventano sempre meno, mentre mentre i musulmani sono diventati un miliardo e mezzo. E sono tutti in attesa per ribaltare la situazione con la Shari‘a.

Non si integrano con noi? Ma sono gli islamici che non vogliono integrarsi con l'occidente. Mirano ad avere in mano un continente che da secoli e secoli ha fatto invasioni senza anima, Crociate, Schiavitù, Guerre e quant'altro.

Non esiste scuola che possa riuscire a cancellare convinzioni radicate in ambito famigliare ammantate da precetti religiosi. Avremo quindi un'estinzione prima di tutto culturale e spirituale.
O dovremo noi adattarci a loro per avere - a casa nostra - il loro gradimento.

Eppure oggi - ma fino a quando? - la stragrande maggioranza di europei continua a votare partiti sostanzialmente accoglienti e pietisti, che sono diventati non più identitari delle proprie radici millenarie.
La pletora dei "diritti umani", "diritti religiosi-confessionali", "costituzione", "trattati internazionali", "carte universali", etc. etc. Carta straccia!!

Il pietismo dei nostri apostoli dell'accoglienza, gli attivisti, le cricche dell'ospitalità milionarie, la "falsa" assistenza al prossimo, lo stesso Bergoglio (che riceve gli Iman - ma il cristianesimo dove allora va? all'ammasso?) non risolveranno il problema della sicurezza e della prevenzione. Tutti costoro verranno travolti, mancando proprio sicurezza e prevenzione sull'ordine pubblico; perché la politica tutta, sembra prigioniera o irreperibile. In una parola: incapace. Anzi sembra che alcuni
(opportunisti) siano contenti che ci sia l'assenhza dello Stato nella gestione del fenomeno.
O sono o saranno - quando nel vortice cadranno loro - dei voltagabbana? Forse, ma non so fino a quando.
Ne abbiamo uno storico esempio, quando il 25 luglio del '43 anche i 150.000 attivisti di "provata fede" e gli stessi preti, tradirono "l'uomo della provvidenza" e diventarono per convenienza tutti "antifascisti", per montare sul carro del vincitore.

Accadrà ancora! Basta sentire chi ha già subìto delle sopraffazioni, violenze, stupri o ha semplicemente assistito alla sfilata sopra in Piazza della Signoria. (con la Polizia a guardare, forse per evitare la prima guerra civile in Italia nella Firenze di Renzi).
Ma a guardare fino a quando? Hanno già tra di loro promesso che faranno fuori Salvini e i razzisti.
L'obiettivo é di africanizzare o islamizzare l'Italia. E può accadere da un momernto all'altro.

Immaginiamo se i 600 mila clandestini, con l'appoggio dei 4-5 milioni di "integrati" (e il richiamo del sangue non è una leggenda, inoltre hanno tutti il telefonino per cercarsi - per uno che si integra gli altri 999 non si integrano, ne si integreranno mai !!! ) faranno la stessa cosa. Dove scapperemo? A casa dei "pietisti"? Mi sa che dovremo noi aiutare i "pietisti" quando anche loro verranno "toccati". Come fecero alcuni "fascisti" aiutando qualche ebreo.

E la nostra Marina Militare che dovrebbe difendere le acque territoriali, cosa farà, la tassista dei finti profughi, agli ordini di un nuovo "Iman", che presto salirà al Governo?
"Bruxelles, la capitale dell'Unione Europea, nel 2030 sarà a maggioranza musulmana". La previsione è di Redouane Ahrouch, fondatore del Parti Islam, un piccolo partito islamista che si sta dando da fare con le (sue) inesauribili "risorse" a disposizione.
ULTIME ATTUALI: Il partito Islmico sfida l'Europa a Bruxelles.
“Noi abbiamo tutto il diritto di imporre la sharia qui in Belgio, nel modo che vogliamo”. Abdelhay Bakkali Tahiri – presidente del partito Islam é stato chiaro; e il fondatore del partito, Redouane Ahrouch, ha fatto una previsione: “Bruxelles nel 2030 sarà a maggioranza musulmana”, “Sharia non è solo l’unità di Dio. È l’unità di tutti".
Fra le altre cose, chiede la separazione delle donne (velate) sui mezzi pubblici. Le boldriniane saranno contente di non essere più disturbate dai maschi europei in calore. Il "genere" sarà salvato.

Attenzione al "pietismo". Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. L'eccesso di buonismo genera una reazione di uguale entità: è la prima causa dell'insorgere sempre di più della insofferenza e della intolleranza anche presso gli stessi "pietisti" se "coinvolti" in atti criminali. (provate a chiederlo a quelli che in Francia avevano ospitato nelle loro case - convinti di averli fin da piccoli integrati - gli autori della strage (129 morti) del Bataclan ad opera dei kamikaze, i cosiddetti "martiri" della jihad. O chiedetelo ai 300 feriti.
E questo non é razzismo !!! la razza non c'entra: sono diverse le attitudini, la cultura, la Storia, la religione, i comportamenti. Troppo spesso incompatibili. Questa gente non sarà mai capace di dare una fisionomia culturale migliore, che superi quella nostra, da Dante, da Leonardo e da tutto il Rinascimento in poi. Occorrono - come sappiamo - secoli, secoli di lotte, secoli di assimilazione, assorbimento, comprensione e acquisizione di tutto un sapere.
"Il medico pietoso che non agisce subito, rende la ferita infetta". Certe attenzioni determinate più dal pietismo e da una distorta sensibilità, portano solo danno nella mancata risoluzione del problema.
Che a me - ultraottantenne - può interessare fino a un certo punto la sua risoluzione. Il pericolo é di chi resta. E come é sempre accaduto, la Storia chiederà a loro il conto.



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Nel 2018 alle nuove elezioni il PD ha preso un misero 18% !!! , contro il 69,7% dei Cip & Ciop
(CDX 37%. - M5S 32,7%) (
22.8 milioni i Cip&Ciop - 7.6 milioni il Centro Sinistra)
Ma un "centro" di che cosa? Con le nuove correnti? E' allora un partito di Correnti?
No! Sono correnti senza più un partito !!

La cosiddetta Sinistra? col Partito....detto..... "Democratico"? addio!!
Quel "democratico" stona. Perchè anche gli elettori PD hanno fatto "democraticamente" quello che volevano. - Populisti? chiamateli come volete, ma sono sempre democratici quando votano!
Sono le "regole del gioco" della democrazia rappresentativa. E che dovrebbe agire con una "tolleranza" agli "intolleranti" non come la Boldrini, che ambisce a diventare una inutile Giovanna D'Arco degli africani; molto attenti (perché conviene loro) e ascoltata in tutta l'intera Africa.

Abbiamo detto "addio". Ma questo da anni era già avvenuto e avviene nel resto d'Europa (ASCESA E DECLINO DELL'EUROCOMUNISMO (dieci capitoli) > > > Vedi in giro; attualmente il declino della sinistra é anche in Ungheria - dove Orban - ha oggi un Paese dove il Pil è cresciuto del 4,2%, la disoccupazione quasi non esiste, le esportazioni continuano ad aumentare, né si fermano gli investimenti dall’estero. E Orban non è un "pazzo"!!
Ogni comunita' slava dell'Est Europa ha un profondo rigetto per ogni presenza islamica da più di quattro secoli. Vi avevano dominato per 150 anni.
(Io mi meraviglio che nessuna stampa o altri organi dell'informazione, abbiano taciuto cosa avvenne in Ungheria con l'occupazione turca. Un po' di Storia, raccontatela diamine!!!
In 150 anni, i turchi ebbero il tempo di distruggere ogni testimonianza del passato ungherese; monumenti, biblioteche, musei, tradizioni, religione, usi e costumi ecc. ecc. ecc. TUTTO!!
All'Austria gli andò bene, ma ci mancò molto poco (i turchi non avevano più un capo stratega) che fosse assediata anche Vienna. Poi ovviamente sarebbe toccata all'Italia. E se accadeva, oggi noi non avremmo più monumenti, Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Dante, musei, tradizioni, costumi, letteratura, cucina, religione ecc. ecc. tutto nella spazzatura).

Orban ha rivisto a modo suo la rinata democrazia ungherese e ha raggiunto in modo schiacciante il suo obiettivo: non essere servo nè di Mosca né di di Bruxelles, e mal sopporta la politica “immigrazionista” e le cessioni di sovranità imposte dall’Europa Merkelliana e Draghiana.
Mal sopporta, perché... non è come va dicendo la sinistra in Italia che gli immigrati "sono le risorse per pagarci le pensioni".
(Copyright: Boeri, Boldrini ecc.)
Ma vi pare che se fosse veramente così, l'Europa li lasciava proprio solo a noi?
Che alcuni di loro chiudevano i porti per evitarne gli sbarchi?

Ma non era Renzi (il 7 luglio 2017) a dire «Loro ci bloccano i porti? E noi blocchiamo i fondi» minacciò anche lui di non versare i 20 miliardi alla Ue. Adesso che lo dicono i Cip&Ciop, questi sono "cialtroni".

Le pensioni. Per una grossa parte della popolazione rischiamo di non averle più. Si sta operando con la paura dell'"immigrazionismo" (perché sanno che è senza fondamento parlare di "risorse") di imporre quella "integrativa" (ambita dalle banche - rischio incluso per chi lo ama); - significa che ognuno di noi - dovrà mettere da parte i soldi per la vecchiaia, per tempo. Se li ha !!
Ma vi pare che gli immigrati pagheranno per noi? Dimenticatevelo !!
Anche gli Europei sbarcati in America illusero gli indiani dando loro le "riserve", le tecnologie, le illusioni, poi ne sterminarono 100 milioni e si presero tutto. "Perché Dio lo vuole".

Eppure, lui Orban, era un segretario giovanile comunista fin da quando portava i pantaloni corti.
Populista anche lui? Ma
"populismo" (narodnicestvo - narod =«popolo») non è forse quel movimento politico nato proprio nella sinistra in Russia che aveva creato il socialismo russo? La "Rivoluzione" non fu forse la rivolta degli esclusi alimentata dalla populistica demagogia leniniana?

E la esaltata "rottamazione" renziana non fu forse populismo? E la precedente berlusconiana - con la falsa polibiana oclocrazia - presentandosi come il "Gesù della politica" col suo "Vangelo secondo Silvio" cos'era? Il populismo degli antichi preti dove ognuno di loro - per far sognare il popolo bue - a secondo l'andazzo del potere temporale, cambiava il Vangelo (e lo fanno pure oggi!!!) cos'era?? Tradimento del cristianesimo! Non bastò - ai Papi - di diventare degli assassini in nome di Cristo >>>>
Quella dei Papi fu la più brutta epoca!! retriva, oscurantista, violenta, incapace di fare apprezzare una qualsiasi forma di reale bellezza, dove ai popoli fu insegnato, non l'arte, non la cultura, non il bello, non le scienze, non la creatività, non il vigore dell'energia creatrice, ma fu predicata solo la rassegnazione davanti ai terrificanti eventi da loro stessi falsamente inventati, promettendo alle povere, ignoranti e timorose genti solo un fantasioso premio nell'aldilà. Mentre loro se la godevano di qua. Si nasceva, si viveva e si moriva senza aver appreso nulla del glorioso passato fatto di eventi straordinari.

Con la sua TV Silvio dal '94 in poi, inaugurò la SUA epoca, la video-politica-show e con la annessa spotocrazia voleva pure lui ("giovani poveri sposate una donna ricca") far sognare col populismo il "popolino"; non governare con la vera "politica"
(che significa "tecnica di governo della società)"

Ora pateticamente - alla ricerca del consenso perduto - Berlusconi va dicendo che "bisogna ringiovanire il suo partito", "io mi candido", quando invece dovrebbe capire - ma chi glielo dice per farglielo capire? - che é lui non più giovane, che è lui ad essere diventato vecchio. E che la senilità agli 83enni usura non solo le membra ma anche la mente!! (sembra uno di quei papi del medioevo).
Ha sì dalla sua parte (dice lui) i "big" (!??); ma questi li conosciamo già. (e non credo proprio che un Brunetta, una Gelmini, una Brambilla verranno ricordate come "big" o come statisti nel prossimo secolo!!). Non contano nulla! Presi da soli valgono meno di nulla!! Non per nulla che per sopravvivere Berlusconi va a sinistra, ai comunisti che "odiava". Aspira a un nuovo "Nazareno" con Matteo. (che é un sostantivo maschile, e che significa "matto" ("Aver del matteo, essere un po’ matto" . - Nel Vangelo Matteo è descritto come "un esattore delle tasse prima della chiamata di Gesù").
(scommettiamo che Berlusconi farà un partito proprio con Matteo? E diranno insieme che "è per il bene del Paese").

Entrambi i due demagoghi devono capire che il populismo si manifesta quando il popolo non si sente rappresentato. Nè in una falsa destra, né in una falsa sinistra. Chiaro?
Inoltre abbiamo già ricordato sopra che "populismo" (narodnicestvo - narod) é nato in Russia, e significa "popolo in azione", il PD dovrebbe saperlo, e quindi aspettarselo. Non è certo questa una appropriata terapia e all'Est ne abbiamo visto i risultati. Ma era tuttavia "azione". Nel bene e nel male!!

Eppure Renzi ha attaccato il nuovo governo ("populista") chiamandoli cialtroni e quelli dei 5Stelle "una banda scappati di casa".... "Governo? Fanno solo degli spot; presto toccherà... A NOI !!! ".... "i Cip & Ciop non hanno fatto nulla nei primi 100 giorni"

E' ottimista !!! -
Quell' "A NOI !!" ricorda qualcuno degli anni '22. Era un motto "fascista"!! non "antifascista"!
Inoltre Renzi cosa aveva fatto nei suoi primi 100 giorni? Cicaleccio in TV!!

https://scenarieconomici.it/bilancio-dei-primi-100-giorni-renzi/

 

Torniamo agli anni VENTI....
(per capire ancora meglio, cos'era il fascismo)

Dal 28 marzo al 1° aprile del '20, proprio la Lega degli Industriali (costituitasi nel '19)- soprattutto i metalmeccanici - proclamano la "serrata". Di rimando il 13 aprile dai socialisti viene proclamato lo "sciopero generale" e "l'occupazione delle fabbriche" (300) (per essere pronti all'azione rivoluzionaria) soprattutto nel cosiddetto triangolo industriale: Milano, Genova e Torino; che però il 24 si esaurisce con la sostanziale vittoria degli industriali e con i socialisti che fanno una magra figura. Inizia il fuggi fuggi e il disgregamento dei socialisti.

Per la cronaca, nel 1926 fu costituita poi la "Confederazione generale fascista dell'industria italiana" . (oggi si chiama "Confindustria").
Va dicendo Mussolini "se vogliono fare la rivoluzione, i conti proprio non tornano, sono in pochi".
"le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola".
Si convince ancora di più che la rivoluzione è la Vandea, quando inizia a vedere i pessimi risultati della Rivoluzione Russa: "Bello i soldati uniti al popolo! Bello il collettivismo! Bello la distribuzione delle terre! Male invece i nuovi dittatori statali nelle fabbriche e nelle campagne".
Non era questo il socialismo che Mussolini sognava da giovane. Nè era questo l'utopico Marxismo (lo scriveva pure Gramsci!)

CONSEGUENZA DELLA DISFATTA SOCIALISTA
I molti dissidenti disertano il Congresso a Livorno e danno vita al nuovo partito: Il PCI.

Questa corrente socialista che va a creare il PCI, con l'intenzione di liberarsi dei riformisti, aveva sicuramente una forte dipendenza nelle scelte politiche di fondo e anche un certo legame finanziario con i Bolscevici. Non per nulla a Livorno proprio alla fondazione del Comunismo, c'era "l'occhio di Mosca": Kabaceff.
Del resto Togliatti - durante l'ultimo periodo del fascismo - troverà per 17 anni rifugio proprio a Mosca. Era là a gioire quando decine di migliaia di italiani morivono nella ritirata inseguiti dai cecchini russi o stroncati dal gelo della steppa. E dopo - sempre a Mosca - si oppose pure a far rientrare i prigionieri italiani; non dovevano raccontare cosa avevano visto.

Su questo PCI, proprio Antonio Gramsci, scrisse un giudizio storico preciso (che chiudevano i risultati di una perdente esperienza storica del socialismo in Italia) e rivelerà la....
"...contraddizione interna, che viziava dalle fondamenta la concezione politica e storica dei primi capi della riscossa degli operai e dei contadini d'Italia, che condannava l'azione loro a un insuccesso tragico, pauroso. Il risvegliare alla vita civile, alle rivendicazioni economiche e alla lotta politica le decine e centinaia di migliaia di contadini e operai è cosa vana, se non si conclude con la indicazione dei mezzi e delle vie per cui le forze risvegliate delle masse lavoratrici potranno giungere a una concreta affermazione (programma) di sé".

A questa conclusione, i socialisti pionieri del movimento di riscossa dei lavoratori italiani non seppero giungere. Non vi erano né indicazione dei mezzi, nè delle vie, né avevano risvegliato le masse lavoratrici.
La loro azione (scioperi selvaggi) mentre stava facendo crollare i cardini di un sistema economico (con le "serrate" come reazione), non prevedeva la creazione di un diverso sistema, nel quale i limiti del primo fossero per sempre superati e abbattuti. Poneva le premesse di una rivoluzione ma non creava un movimento rivoluzionario. Scuoteva solo le basi di uno Stato (e di un sistema economico) e credeva di poter eludere la creazione di uno Stato nuovo".

Come colpo mortale alla sinistra i fascisti non avrebbero potuto fare meglio!
E IL 1921...proprio dopo Livorno - non a caso - é l'anno del Fascismo.................

Questo fascismo andò a raccogliere le forze sociali più disparate, di provenienza politica la più diversa (socialisti, anarchici, sindacalisti rivoluzionari, cattolici sturziani, nazionalisti, repubblicani atei, ex ufficiali monarchici, ebrei - e nel '29 pure i cattolici vaticani) unificate tutte dal malcontento nei confronti delle agitazioni operaie e contadine. E questo in una Italia da anni prostrata non solo dalla guerra ma anche dal trattato di pace e dai debiti fino al 1984 !!.
Mussolini ancora di ideologia socialista, vuole dare la speranza ai cinque milioni di operai e contadini tornati dal fronte dove vi erano stati per 4 anni, e che erano a spasso, delusi, affamati, infuriati.
E aveva già parlato chiaro!! "La nazione italiana è come una grande famiglia. Le casse sono vuote. Chi deve riempirle? Noi, forse? Noi che non possediamo case, automobili, banche, miniere, terre, fabbriche, banconote? Chi può, deve pagare. Chi può, deve sborsare...E' l'ora dei sacrifici per tutti. Chi non ha dato sangue, dia denaro".(Mussolini, Il Popolo d'Italia 10 giugno 1919).
Bisognerebbe dirlo anche oggi ai banchieri italiani che si portano via ogni anno con le ipoteche milioni di case alle famiglie in crisi. O che non rimborsano i risparmi alle stesse. Ma tenendosi i lauti guadagni dei dividendi che con quei risparmi delle famiglie loro hanno fatto. E che se proprio non agiscono così chiedono aiuto allo Stato. Cioè a noi cittadini supertartassati.

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LE TRISTI CONDIZIONI CHE C'ERANO NEL TRIENNIO 1919-21

qui sotto, un "Mc Donald" di allora.... i miseri campi.... le fatiscenti scuole con .....

....con un popolo di analfabeti .....a partire dai maestri

L'analfabetismo in Italia...

Estratto dal Libro-Agenda "FINO AL 2001 E..RITORNO"
di Francomputer
( Copyright - deposito SIAE))

 

Anno

Italia

Spag

Ger-Aus

Sviz

Franc

Sv-N-D

Be-Ol-

Inghilt

(USA)

(Giapp)

1900

48,6

51

1

1

17

0,5

19

3

11

12

1941

13,8

17

1

1

12

0,5

11

2

5

4

1950

12,9

16

1

1

4

0,5

3

2

3

2

1960

8,3

12

1

1

3

0,5

2

1

2

1

anni di freq.scuola

7,6

6,9

11,6

11,6

12

11,4

11,3

11,7

12,4

10,8

 

Non solo durante la guerra, ma anche nel successivo triennio '19-'21 fu impressionante l'aumento del costo della vita in Italia. In una Italia tutta disoccupata, metà ancora analfabeta e con 5.000.000 di reduci a spasso da due anni con in dente avvelenato, vi era solo tanta miseria.
Fissandolo a 100 nel 1913, il costo della vita era salito a 365,8 nel 1918, ma ha compiuto poi un drammatico balzo a 624,4 nel 1919-20. Il 100% in un anno! L'oro era a 3,49 lire al grammo nel 1913, nel 1920 schizza a 14,05 (240% solo nel 1920). Con una guerra "vinta" (!!??) dicono i politici, una guerra che avevano voluta loro mandando a morire 600.000 italiani dopo averne chiamati a combattere 3 milioni e mezzo.

Finita la guerra, il bolscevismo russo, che voleva creare a sé uno sbocco nell'Europa occidentale e quindi anche in Italia, favorì con danaro
(abbiamo già ricordato che a Livorno c'era "l'occhio di Mosca": Kabaceff) e con ogni mezzo il sovversivismo nostrano che, sfruttando le tristi condizioni economiche del periodo del dopoguerra, tentava in qualche modo di impadronirsi dello Stato.
Del resto si era ancora alle "idee-vangelo" del rivoluzionario Pëtr Nikitic Tkacëv, che nell'esporre le condizioni di successo di una rivoluzione, scriveva ad Engels:
"Basteranno due o tre disfatte militari, alcune insurrezioni contadine simultanee in due tre province e un insurrezione aperta nelle città in tempo di pace, perché il governo rimanga completamente isolato e abbandonato da tutti. Mille rivoluzionari decisi a tutto, e la rivoluzione è fatta"
(P.N. Tkacev, Socineija, II, p. 277).

E ancora: "tra il vecchio e il nuovo ordine», e il passaggio dall'uno all'altro non poteva essere pacifico, come dimostrava la storia: «per distruggere il potere dei feudatari fu necessario il terrorismo del potere monarchico, e per far cadere la monarchia di Luigi XVI fu indispensabile il terrorismo della borghesia. E noi per vincere abbiamo bisogno alcune insurrezioni simultanee"

Infatti, furono proprio questi precedenti che portarono al primo esperimento rivoluzionario in Russia del 1905 e poi del 1917. In Russia però! Ma l'Italia non era la Russia!!!

Idee e manovre simili -finita la guerra- ci furono -e le abbiamo già accennate in altre pagine- pure in Europa: nella Germania sconfitta con la inutile lotta degli spartachisti, in Ungheria con Bela Linder, in Baviera e in altri paesi, ma sempre senza successo, perché in Europa il capitalismo c'era ed era forte, non così in Russia.
Qui andò bene (la rivoluzione, ma non il suo futuro a lungo termine) perché fu facile, prese infatti, la scorciatoia; buttò fuori dalla porta l'inetto Stato burocratico creato dallo zarismo, e fece entrare dalla finestra l'inetto Stato burocratico creato dal partito. (Ma in Russia non vi era ancora il capitalismo!)
Eppure proprio MARX nella prefazione del Capitale, scriveva che "una società non può né saltare né eliminare per decreto le "fasi naturali" dello svolgimento".

Qualche economista in Russia Marx lo aveva letto, visto che ZIBER scriveva pure lui che "…le "fasi naturali" dello sviluppo non potevano essere né soppresse né abbreviate: quindi anche la Russia avrebbe dovuto passare necessariamente prima attraverso il capitalismo". (!!!!!)

Ma Marx aveva scritto un suo libello nel 1843 su La questione ebraica; dove crede di poter descrivere la società borghese come l’avvento di una generale "giudaizzazione" della società. (ricordiamo che lui stesso era di origine ebraica !! - e non c'erano ancora in giro "I Protocolli dei Savi di Sion").


Lenin prima che crollasse tutto, corse sì ai ripari, e richiamò i burocrati zaristi, ma non poteva richiamare dei grandi capitalisti, né un valido management economico e finanziario, né tantomeno quello industriale, perché entrambi questi in Russia non c'erano ancora. C'erano possidenti di terre (sul 90% del territorio) ma non le industrie e tantomeno (ancora assente del tutto) una elite finanziaria.

E se vogliamo dare una diretta testimonianza che un movimento di siffatta portata sociale tendente a sconvolgere dalle fondamenta l'intero assetto sociale, diciamo che era (a lungo termine) condannato all'insuccesso se non era contemporaneo oltre le stesse frontiere naturali, e quindi mondiale; ricorriamo a certe affermazioni di LOSOWSKI, nel 1920, neo-presidente dei sindacati operai della nascente Russia sovietica. In un colloquio avuto con dei giornalisti occidentali ("capitalistici") recatisi a studiare l'organizzazione del regime comunista russo.

Il colloquio lo riprendiamo da un libro pubblicato nel 1921 (che l'Autore di Storiologia, possiede in originale) scritto da Italo Caracciolo, titolo "Bagliori di Comunismo - La guerra dei contadini".
Losowski ai giornalisti, ammise che....
" I rapporti economici fra i diversi centri di vita e di produzione non ammettono la contemporanea esistenza di organizzazioni sociali così antagoniste. Il comunismo o sarà internazionale, o non sarà che un effimero tentativo. Se la sperata rivoluzione europea non avviene, la rivoluzione bolscevica russa è condannata a perire. Non possiamo sussistere se il comunismo non si propaga dappertutto. Se rimarremo soli, fatalmente cadremo. Come si potranno conciliare nelle relazioni commerciali l'economia comunista e quella borghese? Nella vita economica internazionale valgono le leggi dei vasi comunicanti; perciò, o noi saremo costretti ad accettare le vostre leggi, o voi le nostre, e ciò in un breve periodo di tempo. Per salvare le nostre conquiste dobbiamo guadagnare tempo, utilizzare anche il più breve respiro, altrimenti è la morte". (era il 1920, che profeta!!!!!)

Ma se non c'era in Russia il capitalismo, c'era invece in Italia, modesto ma c'era, e Mussolini anche lui come Losowski, già nel 1915 su Utopia scriveva:
"I socialisti commettono un gravissimo errore, credono che il capitalismo ha compiuto il suo ciclo. Invece il capitalismo è ancora capace di ulteriori svolgimenti. Non è ancora esaurita la serie delle sue trasformazioni. Il capitalismo ci presenta una realtà a facce diverse: economica, prima di tutto".

Ma ancora prima, sempre su Utopia, del 15 gennaio 1914, scriveva: "Nella mente del proletariato, la "coscienza teorica" del socialismo sarà sempre amorfa, rudimentale, grossolana: come non c'è bisogno per essere buoni cristiani di aver letta e capita tutta la teologia, così si può essere ottimi socialisti pur ignorando i lavori e i capolavori della letteratura socialista, pur essendo completamenti analfabeti. I "sans-culottes" che mossero all'assalto della Bastiglia probabilmente non avevano nessuna "coscienza teorica" .

Poi nel 1917 frenando gli entusiasmi delle prime trionfalistiche notizie provenienti dalla Russia, scriveva:
"....La rivoluzione non è il caos, non è il disordine, non è lo sfasciamento di ogni attività, di ogni vincolo della vita sociale, come opinano gli estremisti idioti di certi paesi; (il riferimento alla Russia è chiaro. Ndr) la rivoluzione ha un senso e una portata storica soltanto quando rappresenta un ordine superiore, un sistema politico, economico, morale di una sfera più elevata; altrimenti è la reazione, è la Vandea. La rivoluzione è una disciplina che si sostituisce a un'altra disciplina, è una gerarchia che occupa il posto di un'altra gerarchia"
(1917, 26 luglio, Il Popolo d'Italia).

Agli operai poi, nel 1921, quando la svolta fu decisamente tutta a destra (e i primi fallimenti in Russia di Lenin erano ormai risaputi), MUSSOLINI così affrontò il proletariato:
"La parola socialista nel 1914 aveva un senso, ma ora è anacronistica..... bisogna esaltare i produttori perché da loro dipende la ricostruzione.... e ci sono proletari che comprendono benissimo l'ineluttabilità di questo processo capitalistico....produrre per essere forti e liberi...." - "le dottrine socialiste sono crollate, i miti internazionalistici caduti, la lotta di classe è una favola". Voi non siete tutto, siete soltanto una parte, nelle società moderne. Voi rappresentate il lavoro, ma non tutto il lavoro, e il vostro lavoro é soltanto un elemento nel gioco economico. Finché gli uomini nasceranno diversamente "dotati", ci sarà sempre una gerarchia delle capacità". - "Non basta essere in tanti, ma si deve essere preparati".

Gli industriali italiani ringraziarono !! Finalmente qualcuno li capiva!!

La svolta poi è quando il suo "Popolo d'Italia" da "quotidiano socialista" -dopo aver ricevuto alcuni finanziamenti di industriali- inizia dal 3 agosto a sottotitolarlo "Quotidiano dei combattenti e dei produttori". Poi il 1° gennaio del '21, ottenendo qualche finanziamento anche dai "siderurgici"- sarà ancora più opportunista ed esplicito mettendo il motto di Blanqui "Chi ha del "ferro" ha del pane".
Il patto con gli industriali è ormai senza più sottintesi.

Sempre su "Il Popolo d'Italia" del 15 gennaio 1921 così scriveva: "La società capitalistica ha realizzato quel tanto di socialismo che le poteva giovare e non si avranno ulteriori progressi in tale direzione. Il capitalismo non è soltanto un apparato di sfruttamento, come opina l'imbecillità pussista (PSU - Nda): è una gerarchia; non è soltanto una rapace accumulazione di ricchezza; è un'elaborazione di valori, fattasi attraverso i secoli. Valori, oggi, insostituibili. C'è chi pensa, e noi siamo del numero, che il capitalismo è appena agli inizi della sua storia. Appare sempre più evidente che il proletariato si farà rimorchiare dalle minoranze "capitalistiche", con le quali si accorderà ad un dato momento per dividere il bottino, escludendo i parassiti di sinistra, che vivono in margine alla produzione".

Gli industriali italiani ringraziarono due volte !! E iniziarono a guardare al Fascismo.

Infatti non demordono su cosa fare, fanno quadrato; prima fanno nascere la Confindustria (marzo 1920), poi iniziano a fare le "serrate" per far capire chi comanda (fine agosto 1920). Così anche chi lavorava si ritrovò pure lui a spasso, a fare gli scioperi di "solidarietà"…stando a spasso senza una lira in tasca.
Qui i sindacati socialisti iniziarono a perdere credibilità di azione. Non si poteva di certo continuare così. Dov'era finita l'"anima sociale"?


E infatti .. abbiamo già detto...
.
IL 1921... é l'anno del Fascismo.................


... lo scrisse proprio Mussolini "...il 1921 ...può essere definito l'«anno fascista», in quanto ché tutta la vita politica italiana - dal Parlamento alla piazza, ai giornali - è stata quasi ossessionata da questo fascismo" ( Mussolini, Il Popolo d'Italia, N. 309, 28 dicembre 1921).
Fascisti che non erano soltanto gli estremisti di destra - ma erano.... la destra nazionale.

Poi la scissione della sinistra nello stesso '21 a Livorno >>>
, servì a spianare la strada a Mussolini. E se in questi ultimi mesi, c'era stato un cauto allontanamento dal fascismo da parte della borghesia...
.... questa e non solo questa,
trovò poi nel fascismo l'unico valido strumento per farla finalmente finita con i "rossi".......


(vedi i 2000 fervidi assertori del fascismo...
LA NAZIONE OPERANTE > QUANTA BELLA GENTE !! > >

Dove dentro troviamo un po' di tutto: Principi (6), Conti (45), Duca (4), Marchesi (15), Nobili (18), Professori (182), Avvocati (182), Militari (65), Commendatori e Cavalieri del Regno (280), Scrittori e giornalisti (26). Di cosiddetti "giovinastri" "facinorosi", solo una decina su 2000 !!
Altro che "estremismo" !!!! o "antifascismo"!!
(tutta gente che poi - come se nulla fosse - ritroveremo alla caduta del fascismo.

Un clamoroso appoggio giunse anche dall'ambiente militare (soprattutto da quei 150.000 ufficiali (vilipesi dai socialisti "bei fessi siete stati") che sono a spasso pure loro, Con una circolare spedita dagli uffici di propaganda militare ai comandi d'armata, dal capo ufficio dell'informazione dello Stato Maggiore dell'Esercito Camillo CALEFFI, si afferma: "I Fasci di combattimento sono da considerare "forze vive" da contrapporre eventualmente agli elementi antinazionali e sovversivi e che perciò è necessario mantenere contatti con essi seguendone l'attività". -
Il RE queste due righe le prese come oro colato, quando non ebbe dubbi cosa fare riguardo ai timori che si ebbero con la "Marcia su Roma"; compreso il timore di perdere il trono.

Non è storico dire poi, dopo ventidue anni, che nessuno era fascista, o che lo erano stati perché costretti. Era questo che leggevano sui giornali nazionali, che iniziarono a riportare e ad amplificare i discorsi di Mussolini, i suoi scritti e le sue idee. Il poderoso libro sopra, andò a ruba. In seguito fatto sparire da tutte le biblioteche pubbliche (meno uno che io possiedo).
Vi sono le fotografie dei 2000, la loro biografia, chi erano, cosa rappresentavano, e la loro influenza nel Paese. Che non era affatto poca !! E non di certo erano "antifascisti".
Dire oggi che i fascisti erano quattro coglioncelli, vuol dire offendere Gentile, Marconi, Toscanini, A. Mondadori, P.E. Taviani, C. Bo, Rusconi, Agnelli, Amendola, Longo e tanti altri gentiluomini e industriali che poi nel dopoguerra li ritroveremo quasi tutti al loro posto.
A fare "antifascismo"? No a fare i propri interessi !!!

(la stessa cosa fece poi nel '33 Hitler, con la sua Reichsverband, di cui parleremo più avanti).

Quando nel '22 in Italia ci fu poi la netta svolta a destra nel governo, così i grandi quotidiani la salutarono:
ALBERTINI direttore del Corriere della Sera:
"Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -

Gli fece eco La Stampa di Torino:
"Il governo Mussolini é l'unica strada da percorrere per ridare agli italiani quell'"ordine" che tutti ormai reclamano intensamente".

Entrambi i due fogli non erano il "Corriere dei Piccoli", ma i due più diffusi giornali d'Italia, che leggevano non i bambini, ma i titolari e i rappresentanti del capitalismo italiano.

Capito ????

Con la "mossa pazzesca" dei socialisti e poi nel '21 con i nascenti comunisti....
(
Ma anche questi si divisero in tre correnti, massimalisti comunisti puri da una parte (Gramsci e C.), riformisti dall'altra parte (Turati e C.), e in mezzo i massimalisti comunisti unitari (Serrati e C.). Anche se da che parte andare non lo sapevano proprio. Annaspavano!!).
..... ebbe inizio il fascismo.

COS'ERA IL FASCISMO prima di allora

Da non dimenticare che il nome "fascista" derivava dal POI "Partito Operaio Italiano" operante nel 1882-1892 di orientamento socialista che aveva anche una rivista "La Plebe", rimpiazzata nel 1883 dal "FASCIO OPERAIO". (che voleva essere indipendente da tutti gli altri partiti e si credeva matura per far da sè, senza ricorrere agli "operai del pensiero"- Com'era stato nel Risorgimento - con dentro intellettuali, borghesia ed anche nobili).
A seguito delle varie azioni di scioperi e distruzioni di questi (operai) lavoratori in rivolta, i seguaci, subito ma poi anche in seguito (quando ci fu la scissione socialista), fu data a loro la nomina di "Fascisti" (e poi rimase tale verso gli agitatori della piazza, diventati poi seguaci di Mussolini (quando lui era ancora socialista).
Insomma "fascista" era sinonimo di "rivoluzionari", "manipolo di violenti" "operai" contro gli industriali e i possidenti. E furono proprio questi ultimi che diedero questa nomea di "fascisti" alla sinistra prepotente.
.
Tale nomea lo era prima con "Fascio operaio", ma rimase anche dopo (usato dagli stessi della sinistra) contro i loro "concorrenti" del "Fascio di Combattimento" fondato da Mussolini. Ma questa volta al soldo degli industriali, volendo lui interpretare la rivoluzione e l'ordine, giocare la carta del nazionalismo, non alla maniera "Russa" dove le rivolte del '17 di Lenin avevano sì portato il proletariato nei posti di comando, ma ben presto si trovò che non sapevano fare i manager ma solo gli operai e che ragionavano da operai. Corse in fretta a far rientrare dalla finestra - la borghesia zarista - quella cacciata prima dalla porta.

Tornando sopra, a quel punto quelli della sinistra da "fascisti" che erano stati, diventarono "antifascisti"; ma con la stessa precedente indole: violenza, squadrismo, rivolte, scioperi, distruzioni. E di fatto - quindi - anch'essi "fascisti".

Dal 1887 al 1889 diversi componenti di "Fascio Operaio" (con la nomea di "fascisti") furono arrestati per incitamento agli scioperi. Nel 1891 il "Fascio Operaio" prese poi il nome di "Partito dei Lavoratori Italiani". I cui militanti poi confluirono nel "Partito Socialista Italiano Rivoluzionartio" fondato da Andrea Costa. Lui il fondatore del settimanale "Avanti!". Deputato fin dal 1882 fu lui tra i fondatori del "Partito Socialista". Nel 1898 guidò la famosa rivolta dei lavoratori milanesi; fu arrestato durante il tragico stato d'assedio e la repressione (con il fuoco sulla folla - ci furono oltre 100 morti) del generale Bava Beccaris
(Decorato poi da Re; motivazione: " ...ha reso un grande servigio al Re e alla patria"). Due anni dopo -il 29 luglio del 1900 - a Monza, Re Umberto I veniva assassinato dall'anarchico "vendicatore" Gaetano Bresci.

L'attività operativa socialista si svolgeva nelle costituite Camere del Lavoro. Qui con i demagoghi (gli "operai del pensiero") si decidevano gli scioperi dei lavoratori, le barricate degli "operai", le occupazioni, gli attacchi rivoluzionari contro lo Stato, che scatenarono le tragiche repressioni.
Uno degli agitatori socialisti, e che si schierò con l'ala rivoluzionaria del partito, capeggiata da Arturo Labriola. era allora anche Benito Mussolini. Che cercò di imporre all'intero movimento socialista la propria concezione rivoluzionaria, attaccando le istituzioni sia politiche sia religiose.
Lo stesso Mussolini era spesso a capo degli scioperi, con minacce alle organizzazioni padronali, finendo pure anche agli arresti.
Nel 1910, Mussolini divenne segretario della Federazione socialista forlivese dirigendo il periodico ufficiale l'"Idea Socialista", settimanale di quattro pagine (ribattezzato poi da Mussolini stesso "Lotta di classe"). Diventato pure lui "massimalista" del socialismo italiano giunse alla direzione dell'Avanti! Diede sostegno all'ondata rivoluzionaria della "Settimana Rossa", con l'insurrezione popolare che infiammò dalle pagine dell'Avanti scrivendo « Proletari d'Italia! Accogliete il nostro grido: W lo sciopero generale. Nelle città e nelle campagne verrà su spontanea la risposta alla provocazione".
Più fascista di così Mussolini non poteva essere!!

Gli scioperi si accompagnarono a distruzioni varie da una parte come dall'altra. Ma poi entrato in disaccordo con i socialisti sull'Interventismo alla vigilia del 1ma G.M, il 15 novembre 1914 Mussolini fonda il giornale "Il Popolo d'Italia" e dalle sue colonne attaccò senza remore i suoi vecchi compagni. (scrivendo "Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante").
Dieci giorni dopo il 29 novembre a Mussolini gli tolgono il giornale e viene espulso dal PSI. Motivo: era diventato un interventista; come del resto lo erano diventati i socialisti tedeschi.
Ed anche nel corso della lunga guerra i disfattisti socialisti non mancarono. (Cadorna attribuì a questo disfattismo la Caporetto). Poi la guerra finì come sappiamo: in una "Vittoria mutilata", e i socialisti non interventisti gioirono, ripresero vigore, disprezzando i 5 milioni di reduci ("cosa dicevamo? siete stati dei bei fessi").

A quel punto, Mussolini riunisce i cosiddetti "fessi" (li chiama "arditi") e fonda i "Fasci di combattimento" a Milano il 23 marzo 1919 in Piazza San Sepolcro assorbendo i nazionalisti, i reduci ancora a spasso, ma anche la borghesia, ed anche i tre milioni di piccoli proprietari di terre, piuttosto allarmati dai fatti russi.
Ovviamente tutte le gesta piuttosto violente dei suoi "arditi" contro i socialisti e contro il governo, furono bollate dagli stessi duri irriducibili socialisti come in passato "fasciste".
Ma nel combattere questi metodi violenti degli ex "fascisti" paradossalmente Mussolini diventa "antifascista".

Questi "violenti", "mussoliniani", i più esaltati e baldanzosi .....

... erano
spesso incontrollati dallo stesso Mussolini, che scrisse a proposito che "la violenza era e doveva restare per il suo fascismo un'eccezione, non un metodo ed un sistema" .

Preoccupato per l'eco negativa dei tragici fatti che stavano suscitando nell'opinione pubblica italiana, Mussolini, nella riunione del Gran Consiglio del fascismo del 5 ottobre 1925, fece approvare un ordine del giorno riservato, che disponeva fra l'altro "lo scioglimento immediato di qualsiasi formazione squadristica" e l'espulsione dal partito di chiunque non ottemperasse a tale ordine.
Chiaro di chi parlava!! Del "selvaggio Farinacci" (com'era chiamato dai suoi fedelissimi) sua la tentazione di fare una sorta di "antiduce" da contrapporsi al moderato Mussolini.
Lui fu riluttante a far applicare quell'ordine del giorno - che segnava per lui una grave sconfitta politica. Ma prevedendo una sua ingrata reazione, Mussolini lo aveva rimosso da segretario del partito assieme a circa 100.000 iscritti con le idee farinacciane, cioè tipi violenti, che terrorizzavano le piazze, chiamandosi come un tempo "fascisti").

(Ma non è che Mussolini infierì più di tanto. Anche se in alcuni territori avrebbe fatto bene a guardarsi alle spalle. Più tardi anche nello stesso GUF.......

(questo era il Gruppo Universitario Fascista) nato per controllare il polso dei giovani e selezionare i possibili quadri - nel '34 erano 1174 studenti e nel '38 già 18.000 - le donne (qui a fianco un raduno) rappresentavano nel '36 il 15,5 %, nel '41 il 21,9% - ma quest'ultime erano escluse dalla politica attiva. Attive erano invece le giovani donne nei raduni e soprattutto negli sport, con grande scandalo degli ecclesiastici; secondo loro gli italiani non dovevano vedere "le cosce al vento" e le attillate provocanti magliette, perché erano tentazioni di Satana. E nel '35 queste tentazioni erano già 387.000. Ricordiamo che i preti sconsigliavano non solo lo sport alle donne, ma anche di andare in bicicletta, c'era il rischio con la sella di lesionare l'imene, e quindi pregiudicare la loro immacolata verginità. Le volevano tutte sante, come la illibata Maria Goretti).

Nello stesso GUF, ..... lo scrive Giorgio Napolitano: "vi era un vero e proprio vivaio di energie intellettuali antifasciste, mascherato e fino a un certo punto tollerato". (ma vi erano anche veri fascisti, che rimasero poi al loro posto, anzi facendo carriera; alcuni appena videro le bandiere americane ed inglesi che vincevano... andarono in giro a dire che avevano liberato l'Italia!

Sono nomi legati allo storia del successivo cosidetto "antifascismo": Natta, Giorgio Bocca, Longo, Pintor, Calamadrei, Enzo Biagi, Bobbio, Buzzati, Guido Carli, Franco Calamandrei, Carlo Cassola, Vittorio de Sica, Massimo Giannini Severo, Pietro Ingrao, Mario Mafai, Alberto Lattuada, Indro Montanelli, Alberto Moravia, Pietro Nenni, Aldo Moro, Eugenio Scalfari, Vittorio Valletta, Elio Vittortini, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Vittorio Zincone, Luigi Gui, Edilio Rusconi, Carlo Bo, Alberto Mondadori , Antonio Amendola, Michelangelo Antonioni ecc. ecc. E fra tutti questi perfino Bentivegna (l'attentatore di Via Rasella) e tanti altri che se non sapete chi erano con sorpresa li.....
leggerete tutti QUI nella lista >>>>

Su De Gasperi "Mussoliniano" vedi QUI >>>>

QUI invece GIORGIO BOCCA sul "razzismo" e sui "GIUDEI" >>>>>


Insomma tutti "questi neo intellettuali, politici, gerarchi, industriali, nella lunga lista dei "Littoriali della Cultura" di Bottai e negli apparati del regime, avevano paradossalmente potuto fare "liberamente" - al soldo e proprio dentro il fascismo - perfino dell'antifascismo - facendo... i fascisti. (l'attentato di Bentivegna (pure lui uscito dai GUF) In via Rasella, come a Porzus, o a Schio, o a piazzale Loreto furono fatte nel perfetto stile violento dei fascisti del 1883; non certo fatte da "uomini di pensiero".

..... ma ai seguaci di Mussolini la nomea di "fascisti" rimase, anche in tempi meno cruenti del regime, per un ventennio, anche se socialisti e comunisti erano quasi spariti in Italia; alcuni rifugiandosi all'estero, perfino in Russia - Togliatti prese addirittura la cittadinanza russa - in attesa prima o poi della fine di Mussolini.
Del resto - visto che M. aveva fondato i nuovi "Fasci" e li aveva anche chiamti "di combattimento" non era improprio - per le azioni violente di alcuni suoi "arditi" - chiamarli "fascisti", come appunto erano i socialisti prima del'22).
Non a caso Lenin, che di rivolgimenti e azioni violente era maestro, si lamenterà pochi anni dopo con i socialisti perché "si erano lasciati sfuggire l'unico uomo capace di fare la rivoluzione (violenta) in Italia".
Ma bisogna anche ricordare (anche se lo abbiamo già ricordato) lo stesso Togliatti che ancora nel '36 - scocciato di essersi fatto scippare lo storico termine "fascista" (quello che come nel 1883 doveva terrorizzare i "padroni") incitò i suoi lanciando L'' “appello ai fratelli in camicia nera”, affermando "I comunisti devono far proprio il programma fascista del 1919". "prendiamo i manganelli"!!!!! (vedi qui >>>

ma anche QUI con i suoi proclami assieme alla ex fascista Nilde Jotti >>>>>>>

Fu da allora che gli avversari "alla Togliatti" iniziarono a chiamarsi impropriamente (copyright Bordiga) "antifascisti". Ma di fatto non lo erano !!! Perché pure loro non si fecero mancare le azioni violente "fasciste" e come incitava Togliatti, usando i manganelli.

Poi proprio come nel '18, nel'45 quando la nuova sciagurata guerra stava portando al disastro l'Italia - col solito ritornello: "ve lo avevamno detto, bei fessi siete stati" - i mancati "fratelli in camicia nera" diventati rossi, riapparvero e si risollevarono per condurre la loro guerra contro le nuove istituzioni che si stavano già formando in Italia, con il CLN Comitato di Liberazione Nazionale, dove esisteva (con i soliti "uomini di pensiero") una frattura tra i tre partiti di sinistra (PCI, PSIUP e PdA) e i tre partiti di destra (DC, PLI e DL), tutti anelanti alla nuova presa del potere. Con i primi che non si risparmiarono in azioni violente, simili a quelle precedenti cosiddette "fasciste". (culminate a PIazzale Loreto, ma anche dopo).

E cruente e tragiche erano già state (dopo l'8 settembre '43 e in seguito) quelli condotte (in modo fascista) dagli antichi "compagni" contro gli ex "fascisti", ma questa volta - come detto - assunsero loro il nome (si e no improprio) di "antifascisti".
BORDIGA già membro fondatore e primo segretario del PCI, nonché leader della Sinistra Comunista, definirà l'"antifascismo" «il peggior prodotto del fascismo», o meglio: «il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo» (
dalla Piattaforma politica del partito, redatta da Bordiga per il PCInt; citato anche in Marxismo contro fascismo e antifascismo, pubblicato dalla Sinistra Comunista nel 1984).

Convinti questi Gap "antifascisti di poter far risorgere il vero comunismo del '21-'22, e di far entrare da Trieste nel '45 il "Bolscevismo" anche in Italia, i GAP sognavano non una indipendenza dell'Italia ma una Italia sovietica guidata dal "compagno" Stalin.
(qui i giornali dell'Epoca, > > i "filorussi" italiani si oppongono agli italiani "italiani" di Trieste> >

Vedi a proposito, come il già citato, ma non mancano altre testimonianze in rete - uno dei tanti incresciosi aspetti di questa lotta di potere....
Porzus (vedi Wikipedia >
Ed anche l'ECCIDIO DI SCHIO >>>>>> avvenuto due mesi dopo la fine della guerra. Il 6 luglio, dove dentro una stanza vennero massacrate a colpi di mitraglia 54 persone tra cui 14 donne (la più giovane di 16 anni).
A che pro? Era forse questa la cosidetta Liberazione??


Torniamo agli ANNI VENTI

Anche fra i socialisti rimasti al congresso di Livorno non esisteva omogeneità, era composto prevalentemente da massimalisti, e da pochi riformisti, presto questi ultimi buttati fuori, perchè Mosca al III congresso dell'internazionale del 22 giugno, inviterà il PSI ad espellerli dal partito.
Risultato: le divergenze e quindi le scissioni indebolirono tutta la sinistra italiana.
Si sfasciarono tra reciproche accuse; e perfino le masse lavoratrici passarono all'altra parte; a confermarlo la Kuliscioff che scriveva pochi giorni dopo da Milano a Turati -il 14 agosto- "...anche qui pare che ci sia un gran esodo degli operai dalla Camera del Lavoro con numerosi passaggi, con armi e bagagli al fascismo" e pochi giorni dopo aggiungeva "...non nascondo che la cittadinanza, nel suo attuale stato d'animo, mal tollererebbe azioni a fondo contro fascisti" (Turati-Kuliscioff, Carteggio, p.558).

Ma oltre la Kuliscioff, ALBERTINI sul Corriere della Sera, lo stesso 3 agosto, scriveva:
" .... sbaglio colossale per i socialisti perchè ha rialzato le azioni dei fascisti nella pubblica considerazione e ha sciupato, pure nell'opinione pubblica del paese, la pretesa conversione dei turatiani alle istituzioni, mentre dall'altro canto ha ristabilito automaticamente quel fronte unico tra popolazione, fascisti e agenti dell'ordine che i socialisti vorrebbero ad ogni costo spezzare".

E ancora:

"Il fascismo ora interpretato é l'aspirazione più intensa di tutti i veri italiani" -

Capito ????

L'ondata rivoluzionaria, che traeva ispirazione dai fatti russi
..... (con l'affermazione bolscevica - distribuzione delle terre ai contadini, fabbriche sotto il controllo prima degli operai ma ben presto sotto il partito, con i tribunali del popolo poi del partito, la milizia popolare poi del partito che ha sostituito la polizia, la nazionalizzazione (non più dei comitati operai ma da direttori imposti dal partito) delle attività commerciali, industriali e bancarie) .....spaventò enormemente la piccola come la grande borghesia italiana, il mondo liberale come quello cattolico, particolarmente allarmato dall'ateismo marxista, e impaurite furono anche le masse contadine (in Italia erano 3 milioni i piccoli proprietari di terre - sì piccoli "fazzoletti" di terra, ma gelosamente custoditi da padre in figlio) naturalmente legate alle tradizioni; timorose della confisca delle terre, furono ovviamente sorde alle sirene comuniste. (Anzi erano terrorizzati).

Probabilmente senza i fatti rivoluzionari russi (dichiarati "liberatori"), il "Biennio rosso" e il fallimento degli scioperi, in Italia non sarebbe mai nato il fascismo.

Scrive Bocca (Lui, il più filopartigiano degli storici italiani) "Nel 22 la sinistra é sconfitta e in certo senso ha fatto karakiri: ha voluto gli scontri frontali e li ha persi, é andata alla guerra con la borghesia e con i ceti emergenti e le squadre fasciste l'hanno fatta a pezzi.............
("a pezzi" letteralmente : vedi qui un rarissimo volume di Matteotti del '22 - che gli costò caro)

i fascisti distrussero le Camere del lavoro, dei sindacati, delle cooperative ....vedi foto >>>>>.
........ l'hanno fatto con l'appoggio dell nuovo Stato e del governo, degli industriali, quello che lo stesso socialismo voleva distruggere"
(Bocca: Storia illustrata n. 302, gennaio 1983).


Dopo il '22, dopo il disordine interno e dopo i 3 falliti governi precedenti, con Mussolini cessò l'indisciplina nelle officine; cessarono gli scioperi, cessò lo stato d'ansia degli industriali; fu rimessa in attività tutta la produzione del paese; furono messi funzionari con un maggior senso di dovere e di responsabilità; fu impresso un andamento più severo ed energico alle funzioni dello Stato, delle Provincie e dei Comuni, e quindi anche tutta la politica economica-finanziaria-industriale ne beneficiarono.
I latifondisti, gli industriali - dopo si aggiunsero anche alcuni esponenti delle potenze occidentali e la stessa Chiesa - che nel '29 al "Concordato" chiamò poi M. "l'uomo della provvidenza", gli tessero gli elogi, Mussolini aveva allontanato dall'Italia il bolscevismo.

MOLTO MA MOLTO INTERESSANTE queste pagine - quando fu scelta la data dell'11 giugno, festa della Madonna di Lourdes, che doveva fare il "MIRACOLO"....
(per unire Chiesa e Fascismo >>>>>>>>>
Quando nel corso dello stesso anno 14.000 "carcasse" di aziende in coma erano state spolpate dai banchieri "avvoltoi". Fallimenti quotidiani con le banche subito al loro capezzale per prendersi gli immobili
.

L'esperienza Russa,  con Mussolini, "uomo dell'ordine" e "della provvidenza" sembrava ormai lontana. Mussolini non esita a imporre quest'ordine al Paese, prima con il dominio sul malcontento, in seguito con il regime assoluto di un partito, e infine il suo autoritarismo, in un crescendo continuo. La terapia? concentrazione dei capitali e la monopolizzazione della produzione.

Fu una dittatura negativa? Come dicono i pseudi antifascisti. Sotto molti aspetti quella fascista differiva molto da quella nazista, era più moderata e meno repressiva. Pur avendo imposto un ordine di natura autoritaria, Mussolini e il suo fascismo mantenne una certa collaborazione con altri attori tradizionali del potere sia industriale, economico che intellettuale (vedi la citata "La mia nazione operante" "i miei 2000 assertori") e questo servì, in un certo senso, non solo a mitigare la durezza del regime ma a ricevere collaborazione. Infine non dimentichiamo che Mussolini riconobbe una certa autonomia nel potere alla Corona ed anche alla Chiesa (con la quale come ricordato sopra nel ’29 firmò i "Patti Lateranensi", ottenendo in cambio non solo il suo appoggio, ma fu chiamato pure "l'uomo della Provvidenza".

Ma a dire il vero "l'uomo della provvidenza" era semmai un altro: ALBERTO BENEDUCE; che lasciò poi anche un suo degno erede nel dopoguerra: il genero, che di "provvidenza" e "miracoli" ne dispensò poi parecchi agli Ex della "nazione operante": ENRICO CUCCIA.
(aveva sposato la figlia di Beneduce: che aveva un nome molto singolare: IDEA SOCIALISTA).


(se vogliamo analizzare questo "VENTENNIO" ECONOMICO vedi QUI >>>


BENEDUCE (vedi > > in quella "Nazione Operante" farà la parte del leone; sarà lui a stendere una complicata rete riformatrice dell'economia e della finanza. Con un paio di grandi aziende e un paio di finanziarie creò le "Partecipazioni Statali" riuscirà a condizionare 20.000/30.000 medie e piccole aziende. Creerà l'IMI, l'INA, l'IRI, la SIP, la STET, le grandi banche
: la struttura del "Capitalismo di Stato" con la "Confederazione fascista degli industriali" e con le "Corporazioni sindacali" che entrambe (sempre più consenzienti) diventeranno organi dell'amministrazione statale. La stessa Stampa (tutta) era consenziente!! (TUTTA!!)

Furono tanti gli effetti benèfici, ma che poi diedero vita (zitti zitti) alle ben note degenerazioni, che sia durante (alcuni si arricchirono) che dopo il fascismo si trasformarono nel dopoguerra per molti in un "campo dei miracoli" e in una grande "abbuffata >>>>>". Perché quella rete di potere economico di Beneduce non terminò con la fine della guerra né con la fine del fascismo, ma (con suo genero CUCCIA) avrà una sua continuità (con gli ex "fervidi assertori" ) per quasi tutta la seconda metà del secolo, con la nascente "razza padrona" e con l'italia diventata per alcuni un altro "campo dei miracoli" con l'ipocrita frase che cominciò a circolare nel dopoguerra: "chi avuto avuto, chi ha dato ha dato" senza pagare...... "pegno".
E nessuno parlava di "antifascismo". Salvo i "rossi", perchè questi guardavano a Est. All'espropriazione dei Padroni.

A fine guerra non si riuscì a capire chi aveva preso soldi, avuto benefici, aiuti di Stato, prestiti dalle banche; e perfino il finanziamento dato ai Partigiani (ne parleremo più avanti) non esisteva più nulla di scritto!!! Dopo il '45, fare dell' "antifascismo" rendeva proprio molto, funzionò benissimo sia a chi.... era stato di destra ma anche a chi all'improvviso era diventato di sinistra.
Ci fu il reciproco patto: "Io non so nulla cosa hai tu ricevuto, e tu non sai nulla cosa ho ricevuto io; chiaro?".
Per quelli che si erano arricchiti durante il fascismo, ci furono dopo migliaia di inquisiti, tutti gli italiani potevano fare denunzie; poi quelli andarono sì sotto inchiesta ma poi furono tutti assolti; erano si disse "troppi" (vedi più avanti).
Aveva ragione De Felice, "la peggiore eredità che il fascismo ci ha lasciato è l’antifascismo" .
Fino al giorno prima c'erano 30 milioni di fascisti il giorno dopo 30 milioni di "opportunisti" detti antifascisti. Dove i più furbi si riciclarono.

Insomma tutti costoro ringraziarono l'ex fascismo!! - e diventarono quasi tutti "antifascisti" e si accodarono pure per avere i "prestiti" (a fondo perduto) del "Piano Marshall" (qui tutti i nomi dei beneficiati) > >


Molti fin dall'inizio del regime era convenuto essere fascisti, erano riusciti a creare dei veri e propri imperi industriali; la Lega degli Industriali del '19 (quelli della "serrata" come quelli del '26) - adeguandosi - si trasformò in "Confederazione generale fascista dell'industria italiana". E con questa si avvantaggiarono e fecero fortuna.
Poi, dopo, quando si accorsero che Mussolini era stato utilizzato abbastanza per i loro piani, lo scaricarono. Il 25 ottobre del 1938 (mentre lui intendeva prendere le distanze dal "caporale" tedesco), lo stesso Mussolini si accorse di questa ingratitudine, quando nel suo discorso a Bari accennò al "tradimento della borghesia" e a "quel mezzo milione di vigliacchi che si annidano nel Paese".

Il suo dramma iniziò da quel giorno. Gli rimasero ipocritamente a fianco solo per altri scopi, quello di stimolarlo a una guerra con Hitler (vedi (tutti) i giornali !), per poter così incrementare la produzione bellica, per ripetere il "miracolo" '14- '18. (quando allora gli industriali in 4 anni decuplicarono sia le maestranze che la produzione).
A nessun industriale conveniva una pace o una "non belligeranza" (neutralità), e nemmeno quella autarchia industriale che Mussolini
voleva imporre al Paese.

Il mondo si stava aprendo ai nuovi mercati, ai consumi delle masse, al liberismo che stimolava gli ingegni e l'imprenditoria, che poi si traduceva in tanta   ricchezza anche a chi ne aveva già molta.
Tuttavia (siamo coerenti!) in un modo (corretto) o in un altro (poco corretto) a beneficiarne furono tutti gli italiani che non patirono certo (nè prima né dopo) le pene del popolo del "paradiso bolscevico" reclamizzato dai fanatici comunisti come il "migliore dei mondi possibili".

Conclusione: se la sinistra non veniva sconfitta nel '20-'22, non sarebbe mai nato il fascismo...
E se vincevano i "rossi" l'italia sarebbe diventata un "paradiso" "rosso"! come a Est !!!.

Né in seguito (da un "caporale").....
(imitando tutto ciò che era stato creato in Italia dal '22 al '29)
......sarebbe forse sorto il nazismo in Germania.


ANTICIPIAMO QUI
DUE RIGHE SU QUESTO NASCENTE NAZISMO

Anche in Germania erano già nati e stavano allargando nel dopoguerra le loro file i socialisti; ma anche qui divisi in tre correnti; una di questa, la spartachista, lotta per una costituzione di una repubblica socialista sul modello sovietico.
Si comportano come in Italia i capostipiti "fascisti" socialisti di "Potere Operaio" nell'83, . Scendono in piazza contro il governo e gli industriali, fanno scioperi, occupano numerosi edifici pubblici, i giornali.
Le truppe del nuovo governo (buona parte mercenarie - non ne hanno del resto altre - perché gli ex combattenti di ogni grado sono contro il governo) reprimono nel sangue l'insurrezione e senza sosta la repressione. I due fomentatori dirigenti comunisti Rosa Luxemburg e Libknecht (che hanno dato origine allo spartachismo) il 15 vengono arrestati e assassinati.
L'avventura comunista filorussa in Germania è durata poco.

Ma dura invece l'indignazione, la rabbia, il malcontento con la protesta che dilaga anche negli ambienti militari. Ed è clamorosa. La flotta tedesca all'ancora a Scapa Flow viene autoaffondata dagli equipaggi piuttosto che consegnarla in vista dei trattati che -sono sicuri- i "traditori" andranno a firmare.

Dopo le pesantissime condizioni a Wersailles, 11 AGOSTO del 1919 si forma la REPUBBLICA DI WEIMAR.
Inizia la fuga dei grossi capitali, i risparmiatori si ritrovano in mano carta straccia. Il Governo stampa moneta notte e giorno, e sono le uniche macchine che in Germania funzionano 24 ore su 24.
Seguita però a dominare la casta finanziaria soprattutto ebraica fino al 1933. E secondo Hitler il disprezzo per gli ebrei e i comunisti erano la stessa cosa. Anzi pensava che il movimento bolscevico fatto trionfare in Russia fosse una cospirazione ebraica per la dominazione mondiale, come era scritto nei Protocolli dei Savi di Sion. Che circolavano già dal 1897, ma la loro grande diffusione ci fu nel 1920, veri o falsi che fossero.
Si disse anche che Weimar era una Repubblica senza repubblicani tedeschi. Ma fatta solo di Ebrei ricchi che avevano svenduto la Germania.

I PADRONI DELLA PROPAGANDA >>>>>>

«Noi (ebrei) siamo stati la causa prima non solo dell'ultima guerra, ma quasi tutte le vostre guerre. Noi siamo stati i promotori non solo della rivoluzione russa, ma di tutte le grandi rivoluzioni della vostra storia. Noi abbiamo suscitato e continuiamo a suscitare discordie e contrasti nella vostra vita pubblica e privata...».

L'ebreo rumeno Marcus Eli Ravage (1884-1965) (Century Magazine, nn. 3 e 4, 1928)
"oltre l'80-85% dei membri del primo governo dell'Unione Sovietica era composto da ebrei. E questi ebrei, guidati da concezioni ideologiche false, hanno arrestato e represso i seguaci del giudaismo, del cristianesimo, dell'islam e i credenti di altre religioni".
( PUTIN - su You Tube ) >>>>>

 



In effetti molti della casta ebraica a Weimar vivono"anni d'oro"; e molti tedeschi si chiedevano "Ma questi dove trovano tanti soldi? La città di Berlino è ricca e noi paghiamo le tasse". E fra questi che si facevano queste domande c'era il "caporale" che fallito miseramente il suo Colpo di Stato ("putsch della birreria"), finì in galera scrivendo il "Mein Kampf" dove getta la base teorica del suo pensiero e del movimento che intende costruire. Strumentalizzando il malcontento e le frustrazioni soprattutto delle classi più deboli e numericamente determinanti all'affermazione stabile del suo movimento.
Hitler prima nel 1920 aveva aderito al nuovo Partito dei lavoratori (Partito Operaio Tedesco). Arbeitpartei . Ma una volta dentro lui voleva subito dominare la scena. Il Partito iniziò a raggruppare forze di estrema destra- si trasforma in Partito Nazi-onalsociali-sta dei lavoratori tedeschi (NSDAP). La Denominazione contratta diverrà Nazi-sta).
(una più accurata sintesi del periodo nazista è nella sua BIOGRAFIA >>>>

E cosa va dicendo il futuro capo nazista, ora, dopo l'uscita dal carcere?: "Straccerò i trattati, non pagherò le riparazioni, ripristinerò i confini, darò lavoro agli operai, ricreerò un forte esercito, sconfiggerò i comunisti, la Germania tornerà grande, ecc."


“Per Hitler la nuova guerra non era un conflitto alla vecchia maniera, come quella che continuavano contro gli alleati occidentali, bensì rappresentava un episodio ulteriore della lotta millenaria fra due concezioni essenziali, quella europea e quella a est. Quest’ultima era rappresentata dal comunismo e tutto quello che comportava, secondo lo schema ideologico nazista, (il giudaismo, odio antieuropeo, impiego delle razze non bianche per la distruzione dell’Europa)
Erik Norling<Volontari svedesi nella Waffen SS Europea(1940-1945)> Novantico, Pinerolo, 2010, pag.9)-.
E ancora: “..la guerra del nazionalsocialismo era la guerra per l’indipendenza e l’unità dell’Europa contro gli imperialismi russo e americano e.., quale ne fosse il prezzo, essa avrebbe conservato all’Europa e all’uomo bianco il suo posto nel mondo.
A. Romualdi "Il Fascismo come fenomeno europeo" (Edizioni de L’Italiano,s.a.i. pag. 184).

Molti anni dopo, sul "Corriere della Sera" del 28 IX 1998 Indro Montanelli toccò gli stessi tasti, e fu profetico (e non aveva ancora assistiro all'invasione dei clandestini dall'Africa) in "Aspettando l’alluvione di extracomunitari" scriveva: "Per quanto inattuale, per oggi e per domani, oltre l’ipotesi di una invasione militare, potrebbe verificarsene un’altra, di cui c’è già qualche avvisaglia: un’alluvione di extracomunitari talmente massiccia da mettere in pericolo la nostra Gente - moglie, figlio, eccetera - e la nostra Roba. E in tal caso, spento in noi ogni Spirito di combattenti perché spento ogni valore di Patria, di Dovere, eccetera, a cosa attingeremmo la forza di resistere?” “Noi veniamo aggrediti, la guerra ci è stata dichiarata, il nostro sangue tramonta o viene corrotto. E tutta l’opera del sistema consiste nel persuaderci che questo formidabile avvenimento non esiste". (e non c'era ancora la Boldrini!)
” Guillaume Faye <Avant-Guerre Chronique d’un catastrophe annoncè>L’Aencre, Paris, 2002,pag.341.

Ma ancora più profetico già nel 1933 era stato Oswald Spengler nel suo "Jahre der Entscheidung" ("Anni della Decisione" AR,Padova,1994,pag.171) ammoniva : “Dietro le guerre mondiali … spunta il più grave di tutti i pericoli, il pericolo rappresentato dai popoli di colore. Per fronteggiarlo sarà necessario "mobilitare" tutto ciò che in fatto di "razza" ancora sussiste nei popoli bianchi.”

Ma preoccupazioni e misure eugenetiche erano presenti anche in Stati non certo etichettabili come “fascisti”. “Stati Uniti e Svezia furono pionieri della sterilizzazione coatta contro i criminali abituali (con particolare riguardo agli afro-americani nel caso degli USA”(R.O.Paxton "Il Fascismo in azione" Mondadori,Milano,2005,pag.41)

Nei suoi comizi Hitler va dicendo quello che i tedeschi volevano sentirsi dire, mettendo il coltello nella piaga. Ripetendo per mille volte le stesse cose con gesti teatrali, e nel modo semplice come li diceva i suoi slogan li capivano anche i bambini.
La vera grande rivoluzione sociale (fallita quella comunista) era nulla a confronto. Così, quella che doveva essere una pace (di Wersailles), iniziò a fomentare un'altra guerra.
Ma sia in Francia che gli ambienti ebrei, era quello che volevano, per "finalmente" farla finita con i tedeschi.
Come leggeremo in scritti di ebrei più avanti (anno 1933) si scriveva: "la Germania deve morire", "bisogna strangolarla economicamente", "bisogna castrare tutti tedeschi", "Per il bene dell'Umanità ! ".
Ma (prima ancora di Hitler) questi timori e cinici desideri erano di vecchia data. Soprattutto in USA dove gli ebrei erano ca. 2 milioni ed erano a capo di banche, industrie, cinema, trasporti, grande distribuzione ecc. ecc.
Fin dalla fine del 1800 (gli ebrei di tutto il mondo erano ca. 15.000.000) si accennava a un loro ipotizzato genocidio. Il timore che si volesse eliminare gli ebrei parte quindi da molto lontano e per bocca dei vari rabbini. E si accennavano sempre a 6 milioni di morti. Nel 1906, Paul Nathan sul N.Y.TIMES deplorò il rischio che la Russia zarista sterminasse 6 milioni di ebrei. Nel 1911 il World Zionist Organization deplorò il rischio dell'annientamento di 6 milioni di ebrei in Europa. E' singolare che in seguito si accennano sempre a 6 milioni di morti nella Germania nazista.


Per altri particolari dell'ascesa di Hitler (
Fino al 1933)
vi rimando alle pagine nella biografia di Hitler.
Mentre SUL RAZZISMO IN ITALIA - VEDI OPINIONE E DOCUMENTI >>>


Quando Hitler nel 1933 sale le scale del Reichstag (offertogli su un piatto d'argento) tutta la politica, soprattutto quella economica-finanziaria-industriale della Germania era già stata a monte tutta pianificata, con a valle una struttura altamente organizzata; già tutta razionalizzata dalla Reichsverband (associazione industriali tedeschi - 600 cartelli - poi diventata Wirtschaftslenkung "imprese private guidate" . (il cosiddetto "dirigismo")
Dallo Stato? Da Hitler? No! semmai (ma questo solo all'inizio) lo Stato e questo Hitler era guidato da queste imprese. E queste (ed altre nate nell'occasione) non erano certo "creature" di un caporale che aveva fatto appena la quinta elementare, che non era capace nemmeno di fare una moltiplicazione e una divisione. Non erano progetti organizzativi che si potevano creare in un mattino. Erano necessari i maghi della finanza, i grandi banchieri (come dei Beneduce in Italia) occorrevano notevoli capacità imprenditoriali, e abbisognava di nutrito appoggio dei conservatori. Hitler era stato messo lì solo perché era un ottimo e utile demagogo per le folle, infiammava i reduci umiliati, i disoccupati, i perdenti di una Storia rivoltatasi contro il destino tedesco.
Hitler infatti, sale (è messo) al potere con la legalità; ed è un potere che gli viene offerto da una elite tedesca su un vassoio d'argento.
Una Elite così determinata a trasformare la Germania, che allarmò l'altra "Elite", quella del mondo ebraico, l'ebraismo internazionale (ne parliamo più avanti).

Ma possibile che nessuno in Europa (ALL'INDOMANI DELLA SALITA AL POTERE DI HITLER nel '33) si accorse che si stava - con la "pianificazione autoritaria" - via via incrementando oltre che tutta la struttura economica-finanziaria-industriale, aumentando quella del finanziamento di guerra?(che gli era stato negato ai Trattati di Wersailles)
-- che c'era la mobilitazione delle industrie di guerra, il funzionamento delle fabbriche ed officine che producevano il materiale di guerra;
-- che era in fermento tutta l'organizzazione del centro direttivo dell'industria degli armamenti (Heereswaffenamt);
-- che c'era la nascita del consorzio degli armamenti e delle fabbriche d'armi, di munizioni e di materiali vari (fucili, mitragliatrici, carri armati, autoblindate, cannoni di ogni calibro);
-- che si stava curando l'organizzazione dell'esercito con riguardo agli stati maggiori, ai quadri superiori, ai subalterni, alle truppe in attività di servizio, alle riserve istruite, alla polizia, alle milizie, alla preparazione pre-militare, al servizio del lavoro, ai campi di istruzione, alle esercitazioni e manovre ;
-- curando il settore dell'organizzazione dell'aviazione ;
-- curando gli armamenti navali e la politica delle costruzioni navali
-- che c'era la preparazione della gioventù alla cultura del guerriero (tanti Sigfrido) che veniva inculcata in tutti i gradi dell'educazione.
(Secondo i Trattati di Versailles non doveva avere più di 100.000 uomini, niente marina e niente aviazione. Quando Hitler aggredirà la Polonia ha invece già schierato 1.200.000 uomini, 18 corpi d'armata, 75 divisioni di fanteria, 3 da montagna, 5 leggere motorizzate, 5 corazzate).

Ne bisogna dimenticare che questo riarmo non era un fatto nuovo per la Germania, allo scoppio della Guerra Europea (1870), Napoleone III non aveva un'idea delle divisioni che sarebbero state portate contro la Francia. Si aspettava anche lui di trovarsi di fronte solo 2-3-4 corpi d'armata, ne comparvero più di 40. Fu la sua ingloriosa fine. E da lì iniziò l'odio francese per i tedeschi e questi da allora iniziarono ad essere potenti. E lo erano durante e alla fine della 1a G.M. In Germania non vi era stata alcuna distruzione. I tedeschi a casa loro la guerra nemmeno l'avevano vista.


La punizione da dare nel "
giorno della rivincita sulla Germania" era già stata scritta dal francese Delcassè già nel 1913, (vedi >>>>> ) prima ancora che scoppiasse la guerra, quindi prima dei tragici fatti di Sarajevo. Delcassé coltivava un vendicativo odio smisurato per i tedeschi.

La guerra infatti poi finì per la Germania con una ingloriosa svendita e la frustazione dei tedeschi medesimi. Uno di questi era sì Hitler, ma lo erano anche gli antichi industriali, che se prima della guerra erano già una potenza (vi erano già 70 cartelli industriali - con la Reichsverband) dal 1933 in poi lo erano diventati ancora di più, producendo proprio per la guerra.
E stavano pure loro ad aspettare la rivincita; Politica, economica, industriale, militare.


Ma é possibile che si era a questo risveglio economico e militare nel 1933?
Sì ! e nessuno se ne accorse? Per di più sortite da un caporale quasi analfabeta? Si ???
Ma per favore !!

A partire dal '33, Hitler con alle spalle la "Reichsverband" parallelamente all'instaurazione del regime nazionalsocialista dopo la sua l'ascesa al potere stava facendo (ma non lui) ciò che negli Usa era già in corso con il New Deal di Roosevelt.
Quando Hitler sale le scale del Reichstag, tutta la politica economica era stata già pianificata, con una struttura altamente organizzata, razionalizzata; e le stesse cose le stava facendo Roosevelt, anche lui con la sua ""pianificazione autoritaria" che impose: a) il controllo rigoroso dei cambi; b) il controllo del commercio estero; c) il rifiuto di svalutare la moneta, d) importazioni solo da paesi disposti a ricevere la propria moneta e non valuta convertibile.
Anche se poi furono vani. Nel 1939-1940 gli USA erano ancora in crisi.

Nel Piano "pianificazione autoritaria" hitleriano c'era invece una rosa di provvedimenti dove c'era materia tecnica da far impallidire i più grandi economisti del mondo, compresi quelli americani, c'erano le migliori menti dell'alta finanza tedesca. C'era l'espressione di tutto un intero "potente" mondo economico che voleva egemonizzare economicamente l'intera Europa (e il "clima" era del resto favorevole - tutti erano in crisi, America compresa).
L'Inghilterra dopo il '29 e nella grande depressione, dagli USA si era defilata. Cioè il paese più liberista del mondo si era chiusa la porta alle spalle, lasciando l'America a leccarsi le ferite.
In Usa vi era in gioco la sua stessa sopravvivenza, e proprio in un periodo in cui le tecnologie stavano decuplicando la produzione. Si pensi che esistevano 25 acciaierie in attività (l'Italia ne aveva 2), circolavano 30 milioni di auto, e possedeva il 58% delle risorse alimentari del pianeta.

Ma col New Deal gli Usa - anche con la "pianificazione autoritaria", nel '39, non avevano ancora risolto nessuno dei grossi problemi (a sentire i repubblicani, anzi li avevano aggravati).

Ma la stessa Inghilterra poi entrò in crisi; non avendo più lo sbocco sul mercato Americano, la Germania stava diventando la sua più temibile concorrente. E se negli Usa non avevano risolti tutti i problemi gli stessi problemi li avevano in Inghilterra, anzi qui erano diventati molto più seri. Erano ridotti male. Non vendevano più nulla e non producevano più nulla. (cali nella produzione del 25-35-50%).
Fino al punto che nel marzo del 1939, cioè a pochi mesi prima dall'invasione tedesca della Polonia, i rappresentanti dell'industria britannica si trovarono a Dusseldorf per diventare soci della Germania per intraprendere una guerra commerciale contro gli Stati Uniti, cioè boiocottare tutte le merci statunitensi (e lo fecero anche tutti gli altri Stati Europei, Svizzera compresa).
Ma con i tedeschi gli inglesi a Dusseldorf conclusero poco, anzi diedero a Hitler la percezione che erano in grosse difficoltà, ed era vero!!; quindi l'idea di iniziare una guerra prima in Polonia poi in Occidente, alla odiata Francia, non lo spaventava, anzi. L'Inghilterra in piena crisi era del tutto disarmata. Non così la Germania, che si faceva addirittura rifornire dagli inglesi di materiale motoristico.
Era una occasione per Hitler da cogliere al volo, prima perché l'Inghilterra così mal messa non avrebbe corso in aiuto né della Polonia, né (essendo anche questa una sua intenzione) della Francia. Liquidata poi queste due sarebbe stata una occasione per invadere anche la Gran Bretagna..

(per la cronaca: gli USA (o meglio gli americani tutti) invece, sempre restii a fare una guerra in Europa, con la (scusa) poi di Pearl Harbor risolse tutti i problemi con la sua "Crociata in Europa" (come titolò Eisenhauer le sue memorie) Fu l'intervento per gli Usa una vera manna dal cielo, risolse tutti i suoi problemi. Prima negli stessi Usa e poi in Europa con Piano Marshall).

Su quella "pianificazione guerresca hitleriana" accennata sopra, con dati più o meno precisi e circostanziati se ne scrissero molti nel corso del '33-'34-'35. Possiamo citare, tra le altre, le seguenti pubblicazioni: Paul Darcy, L'Allemagne toujours armée, 1933. Editions des Portiques, Parigi ; Dorothy Woodman, Aus seuil de la guerre. Hitler réarme. Edition du Carrefour, 1935, Parigi (tradotto dall'inglese) ; Dr. Helmut Klotz, Germany's secret armaments. Londra, Jarrolds, ottobre 1934; S. Erckner, L'Allemagne, champ de manoeuvre, Parigi, 1934 ; ecc., senza contare tutta una serie di articoli sparsi nei vari periodici, specialmente in quelli..... anche francesi ed inglesi (!!) Compreso lo Stesso Churchill.
Gli unici attenti, e quindi preoccupati era l'ebraismo non solo tedesco (che era potente) ma anche quello internazionale, cioè gli ebrei di tutto il mondo e quelli soprattutto negli USA dov'erano pure loro in crisi. (ne parleremo più avanti).

Se fu possibile?
Certo, forse alcuni non sapevano leggere !!! O non conoscevano i tedeschi che avevano ancora tutti il dente avvelenato della Grande Guerra. Eppure profeta a Wersailles era stato Sir GEORGE (inglese): "Ho la sensazione crescente che gli USA si stiano comportando da prepotenti".
"Non riesco ad immaginare più grave motivo di una guerra futura".
E nel '33-'34-'35 , la stavano appunto preparando la guerra !!!! Con Hitler a fare il fantoccio spaventapasseri.

Lui messo lì come marionetta da usare, in breve una volta dentro il governo, sempre presente come un indemoniato, inizia dalla burocrazia a fare il vuoto, lui a cambiare prima le piccole pedine per poi arrivare ai dirigenti, e come lui é capace di fare, esaltandoli i militari. Con uno di questi (Goering) crea pure delle sue squadre speciali (la Gestapo). Pronte a scoraggiare o a far fuori gli ostinati con le epurazioni (famosa la "Notte dei lunghi coltelli). Ai potenti che lo hanno fatto salire a quel rango, Hitler con il terrore inizia a dare ordini cosa fare e chi gli si oppone crea delle strutture ai suoi ordini.
I potenti industriali tentennano davanti ai suoi ordini, e lui crea delle proprie acciaierie, industrie metallurgiche con a capo responsabile sempre Goering. Nel '37 chiama Porsche per costruire auto (la Volkswagen), sceglie persino il sito dove deve sorgere.
Poi diventa anche comandante in capo della Luftwaffe, l'aviazione da guerra. Non solo ma diventa anche il responsabile del piano di confisca dei beni degli ebrei e del loro internamento.
In breve tempo Goering diventa uno degli uomini più ricchi della Germania.


Hitler fu dunque - come accennato - messo lì da grossi personaggi della Germania Guglielmina, i grandi notabili, i grandi industriali, i grandi banchieri ma non ebrei: il principe Augusto figlio del Kaiser, i dirigenti della Deutsche Bank, della Commerz Bank, della Dresder Bank. I grandi industriali dei colossi chimici Farben, gli Henkel, i Schnitzler, i Bosch, i Thyssen, i re della gomma Conti, dell'acciaio Voegler, delle Assicurazioni Allianz. Poi i gruppi Simens, Aeg, i Krupp,  gli Junker e tanti altri. Infine  Schacht, l'economista di fama mondiale, un mago della finanza (un Beneduce!), che dirigeva la prestigiosa Reich Bank. Oltre a centinaia di altre grandi aziende: Adler Sa, Aeg, Astra, Auto-Union, Bmw, Messerschmitt, Metall Union, Opta Radio, Optique Iena, Photo Agfa, Puch, Rheinmetall Borsig Ag,  Schneider, Daimler Benz, Dornier, Erla, Goldschmitt, Heinkel, Solvay, Steyr, Telefunken, Valentin, Vistra, Volkswagen, Zeiss-Ikon, Zeitz, Zeppelin e altre innumerevoli
,
Quella che doveva essere la marionetta dei potenti, sarà invece Hitler e Goering a trasformarli tutti in burattini manovrando loro due i fili.
Alla vigilia del suo insediamento, Von Papen rassicurando Hindenburg e i suoi amici di cordata aveva detto che voleva "prima prendere i voti di tutti i nazisti, leghiamo al carro  Hitler, poi lo mettiamo sotto il carro e lo stritoliamo fino a non lasciargli sano nemmeno un osso".
Mai previsione fu così avventata !!!

.
Ma oltre i potenti, nell'ascesa, c'erano con lui tutta la Germania.

Alle elezioni del 5 marzo '33, 17.277.180 (43,9%) di persone danno piena fiducia al neo Cancelliere del Reich Adolf Hitler, che ottiene così i pieni poteri contro 7.516.243 (12,3%) dei socialdemocratici.
Il 12 Novembre al plebiscito della ricca Sahar il 90% dei votanti della regione (che era tedesca) si espresse a suo favore.
(vedi biografia di HItler > >

Insomma in Germania come in Italia !!.... (dove qui c'erano i citati i "fervidi assertori" della "Nazione Operante") ...... c'era la Reichsverband. .

Nello stesso '34 Mussolini al suo plebiscito ottenne 10.043.875 voti SI, contro i miseri 15.215 NO.
Più nessuno era contro il fascismo mussoliniano.

 

E se Mussolini
é stato il padre del fascismo,
la madre fu l'Italia tutta.


 

 

 

 

E se Hitler
é stato il padre del nazismo,
la madre fu la Germania tutta.

 

 



Nessuno può inventarsi di fare il dittatore se non ha le spalle coperte, nè può continuare a farlo il primo per 22 anni, l'altro per 12, se non si hanno grandi appoggi e un largo consenso.
SOPRA LO ABBIAMO VISTO.

Oggi il fascismo non esiste più, né può più risorgere:
se rimane nello sfondo è solo perché l’anti-fascismo lo risuscita continuamente.
Anzi lo fa scoprire a chi lo ignorava.

Gli storici scrivono, di solito, quello che il “potere al potere” vuole che scrivano.
Ed é paradossale che a raccontare cos'era il fascismo siano sempre antifascisti dichiarati!

La legge che si vuole varare (Fiano - lo appoggia il partito di sinistra di Renzi) vuole impedire la diffusione di un’idea e dei suoi simboli che combacia perfettamente con l’idea di "quel fascismo" che nella sinistra-socialista era (lo abbiamo visto) già nel DNA prima del '21.
Fascismo e comunismo hanno la stessa matrice ideologica: il socialismo, appunto.
Ma il fascismo non predicò mai l’abolizione della proprietà privata, come prevedeva invece il socialismo bolscevico.
Pensare di fare una legge "antifascista"
agendo col “fascismo”(alla Togliatti, fatto col manganello) è piuttosto bizzarro.
Torneremmo al 31 dicembre 1925 quando entrò in vigore la legge n. 2307 sulla stampa che disponeva che i giornali potessero essere diretti, scritti e stampati solo se avessero avuto un responsabile riconosciuto dal governo fascista.
E oggi sarebbe una legge di un governo di sinistra a farlo?

Ma a chi conviene? questo cambiar le carte in tavola?
Non siamo nel 1921 !!


se interessati vedi gli avvenimenti anno per anno, e mese per mese, a partire dal 1919 > > >

 

nella 2a parte che segue
parleremo l'inizio della guerra in breve
MA CHI VOLEVA LA GUERRA ?
MUSSOLINI, I GIORNALI, GLI ITALIANI ?

poi accenneremo alle "leggi razziali"

In Germania e in Italia

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